Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 046 del 23/07/2008


 

RESOCONTO SOMMARIO

 

Presidenza del vice presidente CHITI

 

La seduta inizia alle ore 9,33.

 

Il Senato approva il processo verbale della seduta antimeridiana del giorno precedente.

 

Comunicazioni della Presidenza

 

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

 

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 9,35 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Sulla vicenda dei dossier Telecom Italia

ZANDA (PD). Solo il denso calendario dei lavori e l'approssimarsi della pausa estiva impedisce di chiedere l'immediata discussione in Aula del cosiddetto caso Telecom, relativo alla costituzione di dossier illegali su migliaia di italiani. A tal proposito invita il Senato ad esprimere solidarietà al senatore Nicola Rossi e all'onorevole Fassino, chiamati in causa, senza alcun elemento concreto, dalle dichiarazioni dell'ex capo della sicurezza di Telecom Italia. (Applausi dai Gruppi PD e PdL).

BONFRISCO (PdL). Concorda sul fatto che la tematica meriterebbe maggior approfondimento ed esprime solidarietà e stima ai due parlamentari infangati dalle dichiarazioni di un indagato riportate con grande risalto dalla stampa. Proprio fatti come questo dimostrano la bontà dell'operato della maggioranza in tema di rapporti tra politica e giustizia, che ha compiuto un primo importante passo con l'approvazione della norma che sospende i processi per le più alte cariche dello Stato. (Applausi dai Gruppi PdL e PD).

BODEGA (LNP). Condivide la solidarietà per i due parlamentari coinvolti, ma sottolinea l'atteggiamento incoerente del centrosinistra, che si mostra solidale e garantista solo con i parlamentari del proprio schieramento. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).

LANNUTTI (IdV). Dopo aver ricordato la dissennata gestione di Telecom Italia, che ha portato al recente annuncio di 5.000 esuberi, si dice convinto che i parlamentari chiamati in causa dalle dichiarazioni di Tavaroli sapranno far valere le proprie ragioni nelle sedi opportune. (Applausi dal Gruppo IdV).

PRESIDENTE. Prende atto con soddisfazione della diffusa solidarietà espressa ai parlamentari Nicola Rossi e Piero Fassino e afferma che la Conferenza dei Capigruppo valuterà i tempi e i modi per approfondire, alla ripresa dei lavori, la vicenda in questione.

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(692-B) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

PRESIDENTE. Ricorda che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale.

VIZZINI, relatore. Le modifiche apportate al disegno di legge dalla Camera dei deputati propongono un meccanismo finalizzato alla celere trattazione dei processi per i reati più gravi e fondato sulla collaborazione tra poteri dello Stato: vengono infatti definite con legge le tipologie di processo cui è assicurata priorità assoluta nella formazione dei ruoli di udienza e nella trattazione, ma sono poi i dirigenti degli uffici giudicanti ad adottare i provvedimenti organizzativi necessari ad assicurare la rapida definizione degli stessi. È importante notare che la norma introdotta dalla Camera dei deputati fa esplicito riferimento ai processi e non ai procedimenti, escludendo così che essa si possa applicare alla fase delle indagini preliminari. Auspica quindi una leale e fattiva collaborazione tra poteri dello Stato su tutto il territorio nazionale per applicare al meglio la normativa in esame.

BERSELLI, relatore. I dirigenti degli uffici giudicanti, oltre ad adottare i provvedimenti organizzativi per assicurare la rapida trattazione dei processi definiti come prioritari, possono individuare i criteri e le modalità di rinvio della trattazione dei processi in cui ricorrono le condizioni per applicare l'indulto, tenendo conto della gravità e dell'offensività del reato e dell'interesse della parte lesa. Il rinvio, che non può essere disposto se l'imputato si oppone o se è stato dichiarato chiuso il dibattimento, non può essere superiore a 18 mesi e la prescrizione rimane nel frattempo sospesa. L'abbandono degli emendamenti dei relatori approvati in prima lettura in Senato, che sono stati oggetto di un durissimo attacco da parte del centrosinistra nonostante presentassero un sistema più coerente di quello in esame e fossero finalizzati a rendere più efficace l'operato della giustizia, avrebbe potuto far sperare in un atteggiamento di maggiore disponibilità da parte dell'opposizione.

LI GOTTI (IdV). Illustra la questione pregiudiziale QP1. Le modifiche apportate dalla Camera dei deputati al provvedimento in esame presentano un triplice profilo di incostituzionalità. In primo luogo, la previsione tassativa dei reati la cui trattazione dovrà avere la precedenza e la conseguente possibilità di sospendere fino a diciotto mesi i processi concernenti gli altri reati viola palesemente il principio di obbligatorietà dell'azione penale, sancito dall'articolo 112 della Costituzione. In secondo luogo, la previsione di una valutazione da parte del Ministro della giustizia degli effetti dei provvedimenti adottati dagli uffici giudiziari ai sensi della norma in esame di fatto sottopone l'azione della magistratura ad una forma di controllo e di indirizzo da parte del potere politico-amministrativo, in violazione del principio costituzionale in base al quale i giudici sono soggetti soltanto alla legge. In terzo luogo, infine, la probabile sospensione di un altissimo numero di processi fino a diciotto mesi, in particolar modo dei reati che rientrano nell'ambito di applicazione dell'indulto previsto dalla legge n. 241 del 2006, in ordine ai quali è anche prevista la possibilità di riapertura dei termini per il patteggiamento, rappresenta una sorta di "amnistia occulta", in palese violazione dell'articolo 79 della Costituzione, che disciplina le modalità di approvazione delle leggi di amnistia e indulto. (Applausi dal Gruppo IdV).

BOSCETTO (PdL). La questione pregiudiziale illustrata dal senatore Li Gotti non è in alcun modo condivisibile. Nell'ordinamento italiano vi sono già delle norme di legge che stabiliscono criteri di priorità nella trattazione dei processi, oltre allo stesso articolo 132-bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, che ora si intende modificare: è il caso dell'articolo 227, comma 1, del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, istitutivo del giudice unico, emanato dal centrosinistra. Non appare pertanto pertinente il riferimento all'obbligatorietà dell'azione penale, la quale non viene messa in discussione, posto che nel disegno di legge in esame si prevede semplicemente la possibilità della sospensione temporanea di alcuni processi, onde garantire priorità a quelli che riguardano i reati più gravi. Per quanto riguarda, poi, la possibilità di ricorrere al patteggiamento anche dopo la scadenza dei termini, tale misura di carattere organizzativo ha il solo scopo di snellire il lavoro dei tribunali in riferimento a quei reati la cui pena rientra presumibilmente nell'ambito di applicazione dell'indulto e pertanto non avrebbe alcuna conseguenza pratica dal punto di vista della detenzione.

DIVINA (LNP). Nelle premesse della questione pregiudiziale QP1 sono contenute affermazioni assolutamente false: non è affatto vero che da domani ci saranno reati non perseguiti e processi collocati su un binario morto. La norma in esame dà invece risposta ad un allarme sociale molto sentito nel Paese, in quanto i cittadini si aspettano che vengano perseguiti con priorità i reati più gravi. È piena facoltà del Parlamento stabilire norme organizzative dell'amministrazione della giustizia, soprattutto laddove si tenga conto che la stessa obbligatorietà dell'azione penale è spesso sottoposta a scelte discrezionali da parte delle singole procure. Nel provvedimento in discussione si è cercato di tenere in considerazione le diverse esigenze dei soggetti coinvolti, in quanto l'imputato può chiedere comunque la conclusione del processo a suo carico e la parte offesa può proseguire il dibattimento in sede civile; viene inoltre sospeso il decorso del termine di prescrizione.

 

Il Senato respinge la questione pregiudiziale avanzata dal senatore Li Gotti ed altri (QP1).

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

MUGNAI (PdL). Il provvedimento in esame rappresenta una prima, parziale ma significativa risposta al problema della sicurezza dei cittadini; esso sarà completato dal disegno di legge in materia già presentato dal Governo al Parlamento. Il quadro della sicurezza interna appare inquietante sia per l'azione della criminalità organizzata, sia per il diffondersi di una microcriminalità sempre più legata al fenomeno dell'immigrazione clandestina; il potere giudiziario non appare peraltro in condizione di fornire risposte sanzionatorie in tempi ragionevoli. Il Governo si è mosso pertanto nella direzione di garantire maggiore celerità nei processi e maggiore certezza della pena, cercando di individuare un ragionevole punto di equilibrio tra l'esigenza politica di individuare criteri di priorità nello svolgimento dei processi e la necessaria autonomia organizzativa di cui deve godere la magistratura. D'altronde, gli stessi esponenti del centrosinistra hanno spesso riconosciuto la necessità di una maggiore rapidità nell'amministrazione della giustizia, soprattutto in riferimento al perseguimento dei reati più gravi. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

DELLA MONICA (PD). L'iter del decreto-legge sulla sicurezza è stato profondamente condizionato dall'esigenza di sottrarre il Presidente dal Consiglio alle sue vicende giudiziarie. Ora il problema è stato risolto con la legge sulla sospensione dei processi penali alle più alte cariche dello Stato, che dà adito a numerosi rilievi di incostituzionalità. Sorprende che nel dibattito di ieri il Capogruppo del Popolo delle Libertà abbia portato, a sostegno delle sue tesi, anche una citazione del giudice Giovanni Falcone: il lodo Alfano, infatti, che viola il principio dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e che assicura al Presidente del Consiglio un'immunità temporanea anche per i reati comuni più gravi, come quelli di mafia, non avrebbe mai potuto avere il plauso del magistrato siciliano. Sul piano del metodo, il decreto-legge conferma la tendenza ad espropriare il Parlamento delle sue funzioni e a rifiutare le proposte dell'opposizione. Sul piano del merito, alcune norme saranno dichiarate incostituzionali, altre avranno una ricaduta negativa sui processi in corso: per rendere efficiente la macchina della giustizia la maggioranza avrebbe dovuto riconoscere quale esigenza prioritaria la revisione dei codici di procedura penale e di procedura civile. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

 

PRESIDENTE. Ricorda i tempi residui a disposizione dei Gruppi.

PARDI (IdV). Un decreto-legge che riapre i termini del patteggiamento e vanifica un rilevante numero di procedimenti aumenta l'insicurezza e arreca un colpo ulteriore all'autonomia della magistratura. L'Italia dei Valori respinge quindi l'invito al dialogo della maggioranza e si batterà, all'interno e all'esterno del Parlamento, contro una politica di progressivo svuotamento della Costituzione, tesa a sancire il predominio dell'Esecutivo. (Applausi dal Gruppo IdV).

VALLARDI (LNP). Mentre la precedente maggioranza, anche per ragioni di interna conflittualità, ha sottovalutato il problema della sicurezza, il Governo in carica ha avuto il coraggio di affrontarlo con misure che restituiscono ai cittadini fiducia nelle istituzioni. L'aumento della criminalità è dovuto principalmente all'immigrazione clandestina ed è apprezzabile che i centri di accoglienza temporanea si trasformino in centri di identificazione e di espulsione. Giova ricordare che le prime misure di pattugliamento e di controllo del territorio furono adottate da sindaci della Lega Nord, che sono stati poi emulati da sindaci di centrosinistra. I rappresentanti della Padania non sono ostili ai cittadini stranieri, ma l'immigrazione deve essere sostenibile, ancorata al lavoro e rispettosa della tradizione culturale e religiosa dell'Italia. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL. Congratulazioni).

SERRA (PD). I parlamentari dell'opposizione che avevano riposto speranze nella possibilità di un dialogo leale e privo di pregiudizi con la maggioranza sono rimasti delusi da un atteggiamento di chiusura sistematica nei confronti delle loro proposte. Nel merito, è da considerarsi pericolosa la proposta di impiegare i militari in compiti di ordine pubblico ed inaccettabile il paragone con la misura straordinaria che fu adottata all'indomani dell'uccisione dei giudici Falcone e Borsellino. Condivide i rilievi secondo cui il provvedimento contiene un indulto mascherato, e sottolinea che, nonostante sia finita la bombardante campagna dei mass media, le vere emergenze di sicurezza e ordine pubblico permangono irrisolte. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi. Congratulazioni).

MALAN (PdL). Le critiche e le lamentele dell'opposizione non trovano riscontro nei lavori parlamentari. L'interesse esclusivo per le vicende giudiziarie dell'onorevole Berlusconi è smentito dai numerosi provvedimenti adottati per l'interesse generale, e in coerenza con gli impegni assunti, nei primi mesi della attività di Governo: l'abolizione dell'ICI sulla prima casa, la detassazione degli straordinari, la rimodulazione dei mutui, il piano casa, la manovra finanziaria che rilancia lo sviluppo e garantisce il conseguimento del pareggio di bilancio. Le proposte dell'opposizione sono state recepite in prima lettura, ma trattandosi di un decreto-legge è evidente l'esigenza, dopo il passaggio alla Camera, di convertirlo in tempi rapidi. L'ordine del giorno G100 impegna il Governo a immettere nei Carabinieri 234 vincitori di corso, provenienti dall'Esercito, nelle cui file molti hanno anche partecipato a missioni internazionali. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

Avverte che la precedente comunicazione sui tempi residui assegnati ai Gruppi per la discussione era viziata da un errore. Dà conto dei tempi effettivamente assegnati a ciascun Gruppo a seguito delle determinazioni assunte ieri dalla Conferenza dei Capigruppo.

I relatori hanno rinunciato ad intervenire in replica.

CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Rassicura che nel provvedimento non è previsto alcun obbligo di comunicazione al Ministro della giustizia dei provvedimenti adottati dai dirigenti degli uffici giudiziari in ordine al rinvio della trattazione dei processi, dovendosene informare esclusivamente il Consiglio superiore della magistratura. Dal momento che i carichi di lavoro non consentono la celebrazione di tutti i processi in tempi rapidi, auspica che il Parlamento ponga in essere quanto prima un procedimento di depenalizzazione di alcuni reati ed anche una verifica dei percorsi di priorità nella trattazione dei processi, così da favorire una più celere ed efficiente gestione della giustizia. (Applausi dal Gruppo PdL).

 

BERSELLI, relatore. Esprime parere favorevole sugli ordini del giorno G200 e G100.

 

CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Accoglie gli ordini del giorno, invitando l'opposizione a riflettere in particolare sulla portata positiva del G200.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Avverte che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire, nel testo comprendente le modifiche apportate dalla Camera dei deputati. Passa quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2-bis.

 

D'AMBROSIO (PD). Illustra il contenuto dell'emendamento 2-bis.1, volto a sopprimere gli articoli 2-bis e 2-ter, divenuti superflui a seguito dell'approvazione del lodo Alfano. L'opposizione non è mai stata contraria ad adottare, con dello strumento della revisione costituzionale, una disciplina che attenui il conflitto tra mondo politico e magistratura, così come è favorevole alla definizione di priorità nelle cause processuali da trattare, non potendosi però riconoscere precedenza ai soli reati coperti dall'indulto, come previsto nel provvedimento in esame. La misura proposta non è inoltre condivisibile in quanto delega ai capi degli uffici giudiziari, chiamati a disporre il rinvio dei processi, una responsabilità troppo grande e perché la sospensione degli stessi per 18 mesi non arrecherà alcun beneficio alla gestione della giustizia. (Applausi dal Gruppo PD).

 

DE SENA (PD). L'emendamento 2-bis.3 riconosce la priorità anche alla trattazione dei processi per i delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Li Gotti).

 

PERDUCA (PD). Illustra il contenuto degli emendamenti 2-bis.100, 2-bis-101, 2-bis.102, 2-bis.103, 2-bis.104 e 2-bis.105 volti a rimarcare la netta opposizione del Partito Democratico ad un decreto sbagliato, con il quale si intende consentire il rinvio della trattazione dei processi che coinvolgono l'oligarchia politica. È quindi auspicabile che la riforma della giustizia, preannunciata dal Governo per l'autunno prossimo, si ispiri a principi diversi da quelli contenuti nel provvedimento all'esame dell'Aula. (Applausi dal Gruppo PD).

 

Presidenza della vice presidente MAURO

 

PARDI (IdV). L'emendamento 2-bis.6 mira ad introdurre norme ordinatorie del processo, attraverso un programma razionale di udienze e con una scansione dei tempi conforme alla media europea: due anni per il giudizio di primo grado, due anni per il giudizio di appello e un anno per il giudizio dinanzi alla Corte di cassazione. L'emendamento 2-bis.10 è invece volto ad inserire tra i processi prioritari anche quelli commessi contro la pubblica amministrazione e l'amministrazione della giustizia, così da rafforzare il principio della eticità all'interno dell'ordinamento italiano. L'emendamento 2-ter.2 concerne le modalità di utilizzazione nel processo civile delle prove già assunte, mentre l'emendamento 2-ter.3 è finalizzato a meglio tutelare le parti offese.

 

Presidenza del presidente SCHIFANI

 

VIZZINI, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.

 

CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Esprime parere conforme a quello del relatore.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore LEGNINI (PD), è respinta la prima parte dell'emendamento 2-bis.1 (con preclusione della restante parte e dell'emendamento 2-bis.100). Con distinte votazioni, il Senato respinge gli emendamenti da 2-bis.2 a 2-bis.9.

 

PRESIDENTE. L'emendamento 2-bis.101 è inammissibile in quanto privo di portata modificativa.

 

Con distinte votazioni, il Senato respinge la prima parte dell'emendamento 2-bis.10 (con preclusione della restante parte e dell'emendamento 2-bis.102) e gli emendamenti 2-bis.4, 2-bis.11, 2-bis.103 e 2-bis.12. Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge gli emendamenti 2-bis.3 e 2-bis.5.

 

CHIURAZZI (PD). Allega ai Resoconti il testo di una dichiarazione di voto all'emendamento 2-bis.5. (v. Allegato B).

 

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2-ter.

 

GALPERTI (PD). Al fine di approntare un'adeguata tutela alle parti offese dal reato, l'emendamento 2-ter.10 condiziona l'estensione del patteggiamento allargato prevista al comma 6 alla non opposizione della parte lesa, mentre l'emendamento 2-ter.12 la subordina al risarcimento del danno da parte dell'imputato.

 

MARITATI (PD). La normativa in esame non è in grado di offrire le riforme radicali di cui ha bisogno la giustizia italiana e l'iter delle norme blocca processi, espunte dal testo una volta approvato il cosiddetto lodo Alfano, denuncia le reali finalità dell'azione della maggioranza in materia di giustizia. L'emendamento 2-ter.6 impedisce il rinvio dei processi qualora si oppongano il pubblico ministero o la parte lesa. L'emendamento 2-ter.7 esclude la possibilità di rinviare processi di cui sia già stato aperto il dibattimento. (Applausi del senatore Perduca).

 

BIANCO (PD). L'emendamento 2-ter.5 esclude la possibilità di rinviare i processi, oltre che nel caso vi sia l'opposizione dell'imputato, anche quando vi si opponga la persona offesa dal reato, consentendo così una maggiore tutela degli interessi della parte lesa. Coerentemente con l'atteggiamento propositivo dimostrato dal Partito Democratico sul provvedimento in esame, che comunque non ha impedito l'emergere di forti rilievi critici nel corso del suo iter, è disposto a ritirare l'emendamento, purché il Governo accolga l'ordine del giorno G2-ter.5 (v. Allegato A), che lo impegna a proporre fin dai prossimi disegni di legge in materia norme a tutela della posizione della parte lesa.

 

LUSI (PD). La riapertura dei termini per il patteggiamento allargato prevista dal comma 6 dell'articolo 2-ter non fornisce un'adeguata tutela alle parti civili: per questo l'emendamento 2-ter.11 stabilisce che la richiesta di patteggiamento sia ammissibile esclusivamente qualora l'imputato abbia risarcito il danno ovvero abbia provveduto all'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Li Gotti).

 

DELLA MONICA (PD). Sottoscrive l'emendamento 2-ter.4, che impedisce il rinvio dei processi relativi a delitti particolarmente odiosi, come i maltrattamenti in famiglia e alcuni reati sessuali o con finalità corruttiva. Si rammarica inoltre che la maggioranza non abbia colto l'occasione della conversione del decreto-legge in esame per colmare la lacuna normativa riguardante alcuni comportamenti in danno di donne e minori, come pure avevano proposto emendamenti dell'opposizione. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

 

BERSELLI, relatore. Il parere è contrario su tutti gli emendamenti. Invita il Governo ad accogliere l'ordine del giorno G2.ter.5 proposto dal senatore Bianco, qualora venga apportata una modifica.

CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Il parere è conforme a quello del relatore.

 

BIANCO (PD). Accoglie la modifica proposta all'ordine del giorno G2.ter.5.

 

PRESIDENTE. L'ordine del giorno G2.ter.5 (testo 2), accolto dal Governo non viene posto ai voti.

 

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore CASSON (PD) e dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge gli emendamenti 2-ter.1 (identico all'emendamento 2-ter.104), 2-ter.2, 2-ter.6 (identico al 2-ter.3), 2-ter.7, 2-ter.8, 2-ter.10 e 2-ter.11. Il Senato respinge i restanti emendamenti.

PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.

PISTORIO (Misto-MPA). Allega ai Resoconti il testo della dichiarazione di voto finale. (v. Allegato B).

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Annuncia il voto di astensione sul disegno di legge, che non contiene più gli emendamenti finalizzati al blocco indiscriminato di un ampio numero di processi, che aveva motivato la contrarietà del Gruppo in prima lettura. Le modifiche introdotte dalla Camera dei deputati, per quanto ragionevoli, sono perfettibili ed evidenziano carenze in particolar modo sulla tutela delle parti civili e sulla norma sul patteggiamento allargato. Più in generale, le disposizioni sulla sicurezza rischiano di rimanere mere norme manifesto se non saranno coordinate con il contenuto del disegno di legge in materia, che verrà prossimamente sottoposto al vaglio delle Camere e, soprattutto, se non verrà mutata radicalmente la politica di irragionevole taglio di risorse al comparto sicurezza che ne impedirà la concreta attuazione. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut).

 

Presidenza della vice presidente MAURO

LI GOTTI (IdV). Quello presentato all'Aula del Senato è un testo deficitario, su cui non è stato possibile alcun intervento emendativo, dati i tempi stringenti per la conversione del decreto. Dunque non è assolutamente vero che il dialogo sui temi della giustizia venga impedito dai Gruppi di opposizione, che anzi hanno presentato numerosi disegni di legge in materia, su cui la maggioranza, finora inerte, farebbe bene ad aprire un confronto franco e sereno, nell'interesse del Paese. C'è infatti la possibilità di riportare lo stato della giustizia italiana al livello degli standard europei, attraverso riforme condivise, come quella del processo civile approvata nella passata legislatura. Sottolinea infine l'incomprensibilità della norma che consente la richiesta di patteggiamento fino alle fasi finali del processo, vanificando l'efficacia deflativa dell'istituto e comportando una sorta di amnistia occulta per un numero rilevante di reati. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

MAZZATORTA (LNP). Il Gruppo Lega Nord Padania voterà a favore della conversione in legge del decreto-legge, che rappresenta il primo di una serie di provvedimenti organici e coordinati volti ad affrontare in modo tempestivo ed incisivo il problema della sicurezza dei cittadini. Rivolge un particolare ringraziamento al Ministro dell'interno per la sua azione concreta ed efficace, sottolineando al contempo le esitazioni e le difficoltà incontrate su questo tema dal centrosinistra nella scorsa legislatura. Tra le misure che vengono adottate, le più significative sono l'introduzione dell'aggravante legata al soggiorno irregolare sul territorio dello Stato, le norme per il contrasto all'affitto di immobili a stranieri irregolari, i nuovi poteri attribuiti ai sindaci in materia di sicurezza urbana, la previsione di una maggiore cooperazione tra le Polizie locali e le Forze dell'ordine e la maggiore facilità di espulsione degli stranieri che hanno commesso reati. Del tutto strumentali appaiono le critiche dell'opposizione in merito al presunto antieuropeismo del provvedimento in esame e all'eccessiva enfatizzazione da parte della Lega Nord del legame tra criminalità e immigrazione, che invece è pienamente confermato dalle statistiche. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).

CASSON (PD). Le roboanti dichiarazioni del centrodestra in materia di emergenza sicurezza e le relative promesse fatte in campagna elettorale sono state completamente smentite dalle vicende relative all'iter di conversione del decreto-legge n. 92 del 2008. Quest'ultimo è stato infatti rallentato e appesantito prima dall'introduzione di una controversa norma finalizzata unicamente alla tutela delle esigenze personali del Presidente del Consiglio, ma gravida di pesanti conseguenze sul lavoro dei tribunali, poi dalla subitanea approvazione del cosiddetto lodo Alfano, avente il medesimo obiettivo. All'opposizione era stato chiesto un atteggiamento collaborativo nell'interesse dei cittadini, ma le sue numerose proposte, spesso su temi di drammatica rilevanza, sono state completamente trascurate, con la promessa di interventi futuri. Il Gruppo Partito Democratico voterà pertanto contro il provvedimento in esame, espressione di una politica inadeguata e insufficiente in materia di sicurezza e di giustizia, come confermano le pesanti riduzioni di spesa a danno di questi comparti delineate nel DPEF e attuate nel decreto-legge n. 112, che anticipa parte della manovra finanziaria. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

SALTAMARTINI (PdL). Il provvedimento in discussione, lungamente atteso dai cittadini e dalle Forze dell'ordine, stabilisce i criteri di priorità cui la magistratura dovrà attenersi nel perseguire l'alto numero di reati denunciati ogni anno in Italia, onde evitare che alcune categorie di reati, in particolar modo quelli della microcriminalità contro il patrimonio, continuino ad essere trascurate a seguito di scelte discrezionali e di natura ideologica da parte dei magistrati. Grazie a questa e alle altre misure adottate si otterranno effetti di prevenzione del crimine e di abbattimento del numero dei reati, a riprova dell'azione concreta ed incisiva del Governo volta a tutelare uno dei principali diritti dei cittadini, quello alla sicurezza. Particolare rilevanza, a tal fine, assumono le norme in materia di immigrazione, tra cui le sanzioni per chi fornisce false generalità o si provoca mutilazioni per impedire la rilevazione delle impronte digitali, i maggiori poteri attribuiti ai sindaci in materia di sicurezza urbana, l'ampliamento delle misure di prevenzione antimafia (estese anche alle altre organizzazioni criminali), nonché la previsione di un inasprimento delle pene nei confronti di chi uccide esponenti delle Forze dell'ordine. (Vivi, reiterati applausi dai Gruppi PdL, LNP e dai banchi del Governo. Molte congratulazioni).

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore LEGNINI (PD), il Senato approva il disegno di legge n. 692-B, composto del solo articolo 1. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).

 

PRESIDENTE. Dà annunzio degli atti di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.

 

La seduta termina alle ore 13.