Sogin è la società costituita nel 1999, nell'ambito della riforma del sistema elettrico nazionale e ha come missione lo smantellamento (ovvero il decommissioning) degli impianti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi;
Sogin opera secondo gli indirizzi strategici formulati dal Ministero dello sviluppo economico;
a Sogin sono state conferite le quattro centrali nucleari italiane di Trino (Vicenza), Caorso (Piacenza), Latina e Garigliano di Sessa Aurunca (Caserta);
nel 2003 le sono stati affidati in gestione gli impianti di ricerca sul ciclo del combustibile dell'Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente (Enea) (l'impianto Eurex di Saluggia, Vicenza, gli impianti Opec e Ipu della Casaccia di Roma, l'impianto Itrec di Rotondella, Matera), mentre l'impianto di Bosco Marengo (Alessandria) è stato acquisito nel 2005;
nello stesso 2003 il generale Carlo Jean, Presidente della Sogin, è stato nominato Commissario delegato per la messa in sicurezza dei materiali nucleari, dotandolo a tal fine di ampi poteri in deroga a norme e leggi attraverso il potere di emanare ordinanze;
il 7 agosto 2004, in un comunicato stampa, Sogin annunciava che l'impianto di cementazione dei rifiuti liquidi dell'Eurex di Saluggia, denominato Cemex, sarebbe potuto entrare in funzione nel 2007 e che il nuovo parco serbatoi, costruito per ospitare con maggior sicurezza i rifiuti liquidi prima citati, sarebbe stato pronto per la fine del 2005;
il 3 novembre 2005 incominciavano, piuttosto che finire, i lavori per i serbatoi suddetti;
il 21 dicembre 2005, in un'audizione presso la Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti del Senato, il generale Jean dichiarava che la questione di Saluggia avrebbe dovuto essere risolta definitivamente per la fine del 2011, con la cementazione del liquido radioattivo, prorogando di quattro anni quanto dichiarato da Sogin stessa nell'agosto dell'anno precedente;
il 24 febbraio 2006, il generale Jean emanava un'ordinanza per permettere la costruzione, sempre a Saluggia, del deposito D/2 destinato a ospitare i rifiuti solidi a bassa radioattività già immagazzinati presso l'impianto Eurex e quelli che sarebbero arrivati dalle operazioni dell'impianto Cemex;
nel maggio 2006 diverse agenzie di stampa lanciavano la notizia di rilasci incontrollati di liquidi radioattivi, dovuti a un trasudamento dalla piscina dell'impianto Eurex, che ospitava ancora 52 elementi di combustibile irraggiato provenienti dalla centrale di Trino, con conseguente rischio di inquinamento delle falde acquifere;
il 28 settembre 2006, presso la 13a Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) del Senato, il Presidente della Sogin, Carlo Jean, e l'amministratore delegato della società, Giuseppe Nucci, hanno illustrato un piano per la messa in sicurezza lampo per l'impianto Eurex di Saluggia;
in detta audizione si segnalava che il materiale, che si trova attualmente presso l'impianto Eurex di Saluggia, sarebbe stato trasferito presso il deposito di Avogadro e questa secondo i vertici della Sogin appariva come l'unica soluzione facilmente e rapidamente perseguibile;
Giuseppe Nucci, in quella sede, precisava che comunque il trasferimento delle 52 barre della piscina dell'Eurex ad Avogadro era semplicemente una fase di transizione, in attesa del trasferimento in Francia;
in data 9 maggio 2007 la società francese Areva e la Sogin firmavano un contratto di oltre 250 milioni di euro relativamente al trattamento di 235 tonnellate di combustibile nucleare esaurito, per il riprocessamento in Francia del combustibile nucleare italiano;
nel settembre 2007, presso il Ministero dello sviluppo economico, l'allora ministro Pier Luigi Bersani ha incontrato gli amministratori degli enti locali interessati alla messa in sicurezza degli impianti Sogin di Saluggia;
il ministro Bersani avviava e concludeva le trattative con la francese Areva per trasportare al centro di Cap La Hague tutti i combustibili nucleari ancora immagazzinati negli impianti italiani;
la rimozione del combustibile, irraggiato dalla piscina dell'impianto Eurex verso il deposito di Avogadro, è avvenuta alla fine del 2007 e le operazioni di bonifica della piscina stessa sono terminate poche settimane fa;
considerato che:
la decisione del trasferimento del materiale radioattivo presso il deposito di Avogadro è stata fortemente criticata da cittadini e dagli amministratori locali di Saluggia, contrari ad una collocazione, sebbene provvisoria, presso il deposito Avogadro di Saluggia;
dal giugno 2006 sono state depositate, presso il Comune di Saluggia, 2.115 firme di cittadini e di abitanti dei paesi limitrofi che chiedono che i rifiuti liquidi radioattivi vengano messi in sicurezza solidificandoli, ma soprattutto che vengano trasportati quanto prima in un luogo più sicuro, che il Governo deve individuare al più presto;
nel mese di giugno 2008 è stata recapitata, da tecnici della Sogin, a tutti i cittadini del territorio di Saluggia, una lettera a firma del Sindaco, Marco Pasteris, cui si allegava un opuscolo informativo realizzato dalla stessa Sogin, che gestisce l'attività di smantellamento dell'impianto nucleare Eurex;
nella stessa si fa presente che la Sogin è in grado di lavorare celermente e in condizioni di massima sicurezza;
allo stesso tempo, si tace il fatto che lo svuotamento del deposito di Avogadro avverrà per ultimo, in quanto la Sogin non ha disponibilità dei contenitori di trasporto, i quali sono ancora in fase di costruzione presso una società francese;
si tace il fatto che, ad oggi, dopo quattro anni di lavoro, non si sa ancora quando verrà costruito l'impianto Cemex e non si è mai chiesto conto alla Sogin di questi ritardi, che non possono essere imputati al Comune o ai cittadini;
si tace il fatto che la perdita dell'acqua dalla piscina era nota da tempo e le azioni correttive sono state prese con ampio ritardo;
si tace inoltre in ordine all'opportunità di accertare se vi siano eventuali responsabilità della Sogin per supposte contaminazioni ai danni di operatori, dovute ad operazioni routinarie di pulizia della piscina di Eurex,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno chiedere alla Sogin, e procedere direttamente alla relativa verifica, le necessarie garanzie circa la sicurezza dei lavoratori di ditte esterne che operano all'interno dell'impianto Eurex e l'impatto sul territorio delle operazioni finora poste in essere;
se non ritengano doveroso individuare tempestivamente un deposito nazionale unico, mantenendo in essere i piani ed i programmi già individuati dal decreto emanato nel mese di febbraio 2008 dall'allora Ministro dello sviluppo economico Bersani;
se intendano chiarire i reali tempi di messa in sicurezza del sito di Saluggia e dell'allontanamento dal territorio di Saluggia dei rifiuti solidi prodotti dall'impianto Cemex, oggetto di valutazione di impatto ambientale;
se non si ritenga opportuna la redazione di piani di emergenza che chiariscano quali siano le azioni di messa in sicurezza attuate per proteggere la popolazione di Saluggia e dei comuni limitrofi, in considerazione soprattutto della presenza in tali aree dei pozzi dell'acquedotto del Monferrato, il quale serve un centinaio di comuni, nel territorio compreso fra Casale, Asti ed Alessandria, per un totale di circa 100.000 abitanti.
(3-00170)