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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 046 del 23/07/2008


Dichiarazione di voto del senatore Pistorio sul disegno di legge n. 692-B

Colleghi senatori, il disegno di legge al nostro esame ha rappresentato un momento di confronto parlamentare reale e fattivo.

Il testo del decreto-legge, che pure era necessario e urgente, ha infatti recepito emendamenti sia della maggioranza che dell'opposizione, sia al Senato che alla Camera dei deputati ed è al nostro esame per la lettura definitiva.

Ora che abbiamo di fronte il testo che sta per diventare legge possiamo affermare che esso non contiene norme manifesto, non contiene proclami, ma disposizioni che presto diventeranno cogenti per contrastare l'illegalità diffusa derivante dall'immigrazione clandestina e per combattere con strumenti più opportuni la criminalità organizzata.

Le modifiche approvate dalla Camera riguardano una riformulazione degli articoli 2-bis e 2-ter introdotti dal Senato per garantire una priorità nell'esame di processi di particolare allarme sociale. Queste giungono a seguito di un più approfondito esame della materia riguardante le nuove procedure per la trattazione dei processi conseguenti alla introduzione dell'articolo 132-bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale.

I dirigenti degli uffici giudicanti dovranno ora adottare i provvedimenti organizzativi necessari per assicurare la rapida definizione dei processi per i quali è prevista la trattazione prioritaria.

Ricordiamo che tra questi processi vi sono quelli per delitti di particolare gravità come associazione mafiosa; omicidio; rapina aggravata; estorsione aggravata; sequestro di persona a scopo di estorsione; delitti commessi al fine di agevolare l'attività delle associazioni mafiose; delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell'ordinamento costituzionale per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni; associazione sovversiva aggravata; partecipazione a banda armata; produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope; riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù; induzione alla prostituzione minorile; pornografia minorile; tratta di persone; acquisto e alienazione di schiavi; violenza sessuale; delitti di criminalità organizzata, anche terroristica. Ma vi sono anche i delitti commessi in violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all'igiene sul lavoro e delle norme in materia di circolazione stradale, così come i delitti previsti dal testo unico sull'immigrazione, come i delitti puniti con la pena della reclusione non inferiore, nel massimo, a quattro anni. Vi sono inoltre i processi a carico di detenuti o di imputati sottoposti a misura cautelare personale, proprio per celebrare il processo prima che vengano scarcerati. Vi sono, quindi, i processi nei quali è stata contestata la recidiva ovvero i processi da celebrare con giudizio direttissimo o immediato.

Insomma, finalmente, il legislatore stabilisce delle priorità laddove prima queste erano lasciate alla discrezionalità del giudice. Queste priorità sono dettate dal particolare allarme sociale che i citati delitti suscitano nell'opinione pubblica e dalla necessità di modificare talune procedure che finivano per rimettere in libertà indiziati particolarmente pericolosi.

La nuova formulazione dell'articolo 2-ter, che nella sua enunciazione originaria era stato recisamente contestato dall'opposizione, prevede la facoltà per i dirigenti degli uffici giudiziari giudicanti di individuare criteri e modalità di rinvio della trattazione dei processi per i reati coperti da indulto. Questo proprio al fine di assicurare una pronta definizione dei processi ancora in essere e per i quali è prevista, nell'articolo 2-bis la trattazione prioritaria.

Si tratta di un primo passo verso una nuova definizione delle procedure processuali, che dovrà trovare il suo completamento a partire dall'autunno in una riforma complessiva della giustizia.

Diamo il nostro pieno consenso alle modifiche approvate e confermiamo il voto convinto del Movimento per l'Autonomia al complesso delle norme contenute nel decreto, su cui ci siamo soffermati in prima lettura, che presentano un quadro più efficiente per contrastare i fenomeni di illegalità diffusa presenti nel nostro Paese.