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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 043 del 21/07/2008


PRESIDENTE. Colleghi, rispondendo innanzi tutto alla richiesta rivolta al Governo di riferire, formulata dalla senatrice Finocchiaro e condivisa da altri colleghi d'opposizione, comunico che la Presidenza si farà carico di inoltrare tale richiesta.

Inoltre, la Presidenza, certa di interpretare il sentimento di tutta l'Assemblea, desidera ribadire che i simboli della Patria e dell'unità dello Stato sono sacri, in quanto essi riassumono la nostra storia e sono perciò parte costitutiva della nostra stessa identità nazionale. (Applausi dai Gruppi PdL, PD, IdV e UDC-SVP-Aut ). Sono certo, comunque, che quanto accaduto nella giornata di ieri, in occasione del convegno di un partito, sia frutto del clima particolare che in tali circostanze spesso si realizza. Infatti, a mia memoria, fatti come quelli di ieri non si sono mai verificati in ambito parlamentare.

Per quanto dapprima ricordato, sono quindi convinto che ai nostri simboli nazionali sia dovuto, da parte di tutti, il massimo, reverente rispetto. Ciò, in particolare, in un momento in cui è avanzato tra le forze politiche un dibattito su un nuovo assetto del nostro Stato, che riconosca il valore dell'idea federale e sappia realizzarla in una cornice di unità e, in particolare, di solidarietà tra le diverse aree del Paese.

Auspico che il rispetto per i nostri simboli al quale ho fatto riferimento venga assicurato da tutti, specialmente da chi è investito di cariche istituzionali o da cariche di Governo, ruoli e funzioni che richiedono attenzione, non soltanto nel quotidiano esercizio del mandato stesso, ma anche nell'ordinaria dialettica del linguaggio politico. Non ho dubbi che così avverrà nel futuro, anche perché - aggiungo - giorni fa, in occasione della commemorazione della strage Borsellino, ho manifestato l'auspicio, rivolto a tutte le forze politiche, di abbassare i toni e, rifacendomi alle osservazioni di un collega della maggioranza, invito le forze politiche a guardare alla sostanza delle linee politiche, al di là del linguaggio.

Credo che a settembre quest'Aula sarà chiamata a svolgere una funzione costituente, quella di tentare per l'ennesima volta - e auspico, con grande fermezza e convinzione, che sia veramente quella definitiva - di procedere ad una modernizzazione del nostro sistema Paese, con l'approvazione di una riforma federale del Paese nella logica dell'unità. (Applausi dal Gruppo LNP). E non vi è dubbio che di questa iniziativa, dell'attuazione della riforma federale, un partito ne sia stato, nel tempo, protagonista e iniziatore. Tuttavia, in occasione di questo convegno di partito, al di là dello spiacevole episodio del quale si è dibattuto in quest'Aula, vi è stata anche una dichiarazione politica che aveva una forte rilevanza: quella di una volontà di apertura e di dialogo del partito della Lega, iniziatore e protagonista, in anni non sospetti, di un percorso federale, e quindi di una modernizzazione in senso federale del Paese, nei confronti dell'opposizione, anzi una richiesta di confronto costruttivo con l'opposizione. Si tratta di una richiesta che questa Presidenza ha auspicato e a cui ha manifestato favore sin dal primo momento dell'insediamento.

Mi permetto, pertanto, di rivolgere nuovamente un forte appello, rifacendomi alle parole da me pronunciate in un momento altamente simbolico, quale quello di sabato in via D'Amelio: facciamo in modo, tutti noi, uomini di buona volontà, chiamati a svolgere un'alta funzione legislativa, in una legislatura che ritengo sarà di carattere costituente, di abbassare i toni e di lavorare nell'interesse del Paese, perché il Paese ci guarda, ci osserva ed è pronto a criticarci; è pronto a valorizzarci nel momento del voto, ma naturalmente auspica soltanto che si possano creare convergenze nel proprio interesse. Allora, abbassiamo i toni e diamo valenza politica a ciò che non è soltanto un linguaggio politico, ma una volontà di dialogo.

In quel convegno di partito sono state adoperate espressioni non condivisibili da molti, e devo dire che nella mia introduzione ho manifestato amarezza per alcuni passaggi da parte di un componente dell'Esecutivo, ma egli fa parte di una forza politica che, contestualmente, lanciava un forte messaggio di confronto e collaborazione con l'opposizione. E a questo la Presidenza non può che guardare con apprezzamento e interesse, perché va a favore di una logica di riforma costruttiva e condivisa che tutela i cittadini. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).