domenica 20 luglio 2008 è stato pubblicato sul quotidiano "Corriere della Sera" l'articolo a firma di Giulio Benedetti che reca, come titolo principale, «Rivolta contro gli esami in saldo. Con un quiz ne superi quindici», e come sottotitolo: «Ateneo di Lecce Strategia per ridurre i fuori corso. "Una regalia"»;
tale nota, relegata nelle pagine di cronaca, recita in apertura: «Si possono superare due esami universitari rispondendo esattamente a otto quiz su venti. Per tre esami basta superarne dodici su trenta. Ti togli quattro esami con sedici risposte giuste su un totale di quaranta quiz. Poi c'è la maxiofferta, da non perdere. Cinquanta quiz, venti risposte corrette e ti porti a casa cinque esami (...) Tempo previsto: da un'ora e mezza a due ore per la maxiofferta. E tutto lo stesso giorno»;
considerato che:
alcuni professori della facoltà si sono ribellati ed hanno chiesto al Rettore dell'Università del Salento, Domenico Laforgia, di fermare tutto;
la facoltà ha scelto di abbassare il numero dei fuori corso (che sono più o meno la metà degli iscritti) ai parametri di qualità indicati dal Ministero, ed ottenere così gli incentivi;
non vi è un tetto di esami da effettuarsi attraverso il sistema dei quiz, per cui, paradossalmente, uno studente potrebbe quasi laurearsi in sei ore;
tale strategia prefigura una truffa allo Stato, dal momento che i fondi verrebbero stanziati sulla base di dati "drogati",
si chiede di conoscere quali provvedimenti urgenti il Ministro in indirizzo intenda disporre nei confronti della Facoltà di Scienze sociali, politiche e del territorio dell'Ateneo di Lecce.
(4-00375)