il 16 luglio 2008, gli organi di stampa hanno riportato che il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, come responsabile del Dipartimento antidroga, ha intenzione di introdurre dal 2009 un test antidroga e alcol per ottenere la patente o il patentino. Sempre secondo quanto riportato dalla stampa, il Sottosegretario avrebbe annunciato una sperimentazione preliminare in quattro città campione già dal mese di settembre 2008;
secondo il sottosegretario Giovanardi, tale provvedimento anticipa una normativa europea che prevede entro il 2011 l'introduzione obbligatoria di questo test fra i Paesi membri;
il test sarà parte complementare della visita di idoneità medica, già prevista per il rilascio delle patenti, e nel caso i minorenni risultino positivi alle sostanze stupefacenti verrà reso obbligatorio avvisare le famiglie;
per il Sottosegretario non si tratterebbe di "un messaggio di repressione, ma di prevenzione. Si tratta di un contributo per risolvere il grave problema delle stragi del sabato sera ed è un'iniziativa che tutela soprattutto i giovani puntando a evitare il dramma degli incidenti stradali";
considerato che:
i dati riferiti dall'Osservatorio nazionale fumo, alcol e droga, in collaborazione con l'Organizzazione mondiale della sanità, l'Istituto superiore di sanità e il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e prevenzione della salute, rivelano che in Italia l'alcol è causa del 30-50 per cento degli incidenti stradali e la prima causa di morte per i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Il test proposto dal sottosegretario Giovanardi risulterebbe del tutto inutile ai fini della sicurezza stradale, in quanto difficilmente il candidato si presenterebbe al test medico sotto l'effetto di alcol. Con l'esame del sangue, inoltre le tracce di alcol spariscono in poche ore;
tali test non distinguono fra consumatori occasionali e consumatori abituali o dipendenti da sostanze psicotrope. Con l'esame del sangue, tracce di cannabis possono essere individuate fino a trenta giorni dopo l'ultima assunzione. Con l'esame del pelo, potrebbe risultare positivo chi ha consumato cannabis anche una sola volta fino a tre mesi prima. In altre parole, potrebbe essere negata la patente a chi ha consumato cannabis anche una sola volta nei tre mesi precedenti al test, mentre il candidato alcol-dipendente potrebbe conseguire la patente astenendosi dal bere alcolici nelle ore immediatamente precedenti all'esame;
la legislazione, europea ed italiana, sancisce il divieto di rilascio della patente di guida a chi è dipendente o fa uso continuato ed abituale di sostanze psicotrope, e non certo al consumatore occasionale (direttiva 2006/126/CE, Codice della strada). Non si può quindi, allo stato attuale, impedire al consumatore occasionale di alcol o cannabis di ottenere la patente. Per farlo è necessario modificare l'articolo 119 del Codice della strada ed il decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada);
non risulta alcuna direttiva europea che imporrebbe un tale controllo di idoneità alla guida per i neopatentati entro il 2011 anche per i consumatori di alcol o di sostanze psicotrope non dipendenti o non abituali. L'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc) ha già chiesto in merito delucidazioni alla Presidenza del Consiglio, che però non ha fornito alcuna spiegazione;
la comunità scientifica internazionale ha individuato da tempo i controlli stradali quale principale strumento per la lotta alla guida sotto l'effetto di sostanze psicotrope. A tale conclusione è giunta anche la Commissione europea che, nella sua Raccomandazione del 6 aprile 2004, chiede agli Stati membri: «di garantire che l'applicazione su soggetti scelti casualmente dell'esame dell'aria espirata con apparecchi di rilevazione dell'alcolemia costituisca lo strumento principale di controllo della guida in stato di ebbrezza e che tale strumento sia utilizzato in modo efficace; a tal fine, di assicurare in ogni caso che l'esame dell'aria espirata su soggetti scelti a caso sia effettuato periodicamente nei luoghi e nelle fasce orarie in cui si registrano regolarmente infrazioni, con conseguente rischio di incidenti, e che gli agenti che eseguono tali controlli si servano degli strumenti di analisi dell'aria espirata ogniqualvolta vi sia il sospetto di guida in stato di ebbrezza»;
secondo il rapporto "Drinking and Driving" dell'Organizzazione mondiale della Sanità, l'Italia risulta ultimo Paese europeo nel periodo 2003-2006 per controlli stradali con solo il 3 per cento della popolazione sottoposta ai test alcolemici presso check-point della Polizia stradale almeno una volta e solo l'1 per cento sottoposto ai test più di una volta. In Francia, le percentuali sono rispettivamente del 17 per cento e 15 per cento; in Germania, 17 per cento e 7 per cento; in Olanda, 23 per cento e 14 per cento; in Finlandia, 26 per cento e 38 per cento. Secondo i dati del Ministero dell'interno, nel 2007 i controlli stradali con etilometro sono stati 800.000, rispetto ai 300.000 del 2006;
secondo quanto riporta il sito del Ministero dei trasporti, era intenzione del Governo precedente raggiungere quota 1,6 milioni di controlli con etilometro nel 2008. Ma i tagli agli stanziamenti destinati alle Forze dell'ordine, apportati dal decreto fiscale 2008, come denunciato da più rappresentanti delle stesse Forze dell'ordine, potrebbe seriamente mettere a rischio questo obiettivo, che porterebbe l'Italia più vicina ai livelli europei nella lotta contro la guida sotto l'effetto di alcol,
si chiede di sapere:
quale normativa europea o italiana autorizzi il sottosegretario Carlo Giovanardi ad imporre esami alcolemici e tossicologici quale presupposto per il conseguimento della patente di guida;
che cosa intenda fare il Governo per raggiungere la media europea per proporzione fra controlli stradali con etilometro ed altri esami tossicologici dei conducenti.
(4-00373)