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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 034 del 09/07/2008


MUSI (PD). Signor Presidente, colleghi e colleghe, rappresentanti del Governo, si è riaperto questa sera un dibattito su un decreto che ha visto svolgersi una discussione a tappe, che rafforza il convincimento che mi sono fatto di un provvedimento che si può lasciare decadere senza alcun problema per i cittadini ed anzi con vantaggi in termini di serietà e credibilità per gli imprenditori. L'unico tema legato ai primi sette commi dell'articolo 3, che prevedono differimento dei termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi e nuove regole per i rimborsi, potrebbe ritrovare una sua corretta collocazione nel decreto fiscale in discussione alla Camera, utilizzando quel maxiemendamento di origine governativa già preannunciato in quell'Aula.

I restanti contenuti, utilizzando un sostantivo richiamato ieri dal sottosegretario Giorgetti, evidenziano incongruenze tra la maggioranza e il Governo e nello stesso Governo.

L'articolo 1, presentato e poi soppresso, tuttavia pone all'attenzione una riflessione sul modo di legiferare apertosi con questa legislatura e il quesito sul come evitare che su uno stesso tema si intervenga con più provvedimenti, impedendo una valutazione unitaria e complessiva su ogni argomento e operando una scelta legislativa che fa perdere qualcosa anche in termini di trasparenza e comprensibilità dei contenuti legislativi.

Ciò non vale solo per l'Alitalia: rimanendo solo a questo provvedimento vale per i meccanismi agevolativi a favore delle imprese che investono nelle aree svantaggiate, vale per i diritti e la sicurezza del e nel lavoro, vale per il salvataggio incomprensibile di un solo ente inutile.

Ma vediamole nel merito queste incongruenze. Il relatore Costa, nel richiamare le disposizioni in materia di fruizione del credito d'imposta per gli investimenti effettuati da imprese operanti nel Mezzogiorno, ha espresso compiacimento per la decisione del Governo di aver reso finalmente operativo uno strumento di incentivazione molto apprezzato dalle imprese e che fino ad ora era rimasto lettera morta per ritardi inspiegabili nella procedura di autorizzazione da parte dell'Unione europea. Una valutazione condivisibile in presenza di un provvedimento solo attuativo, ma che nella volontà del Governo introduce novità procedurali, provocando nuovi e ulteriori ritardi alle imprese per un nuovo parere che andrà richiesto all'Unione europea, come lo stesso Servizio competente del Senato ha evidenziato. E per di più non è in grado di offrire certezze alle imprese sulla reale volontà del Governo di incentivare il nuovo spirito imprenditoriale nelle aree svantaggiate del Paese.

L'articolo 2 del provvedimento muta sostanzialmente le regole che avevano ottenuto il via libera da Bruxelles. Trasforma una procedura di comunicazione degli investimenti effettuati da meramente informativa, seppure obbligatoria, in obbligatoria ma vincolata ad una volata elettronica per la fruizione del beneficio. Un'olimpiade del mouse, come l'ha definita il colonnello Umberto Rapetto, comandante del Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di finanza. Un'olimpiade che si differenzia dai giochi decoubertiniani non solo per il ridotto sforzo fisico, ma soprattutto per l'imperscrutabilità della dinamica con cui vengono stilate le classifiche.

Chi prima arriva più in alto posiziona la propria prenotazione di bonus per gli investimenti effettuati nel periodo partito dal 1º gennaio 2007. Ma prima di chi? E soprattutto prima come? Continua il colonnello della Guardia di finanza: è come nel menu del ristorante, potrebbero esserci più primi. Quali? Il primo che stabilisce la connessione? Il primo che conclude il trasferimento del file? Quale che sia il criterio, è avvantaggiato chi è garantito da un collegamento ad Internet privilegiato, come nel caso degli abbonati ai servizi ADSL: più larga è la banda, maggiore è la velocità per raggiungere lo sportello virtuale.

Conclude il colonnello: l'alluvionistica esperienza delle domande per badanti and company probabilmente non è stata sufficiente per individuare meccanismi più umani per affrontare periodici adempimenti on line.

La burocrazia è pervasa della sindrome della slot machine, cui solo i più fortunati possono sopravvivere e sperare in un jackpot informatico. Intanto chi non ha Internet si domanda se per la prossima prenotazione potrà contare su un gratta e vinci. A tali considerazioni non si sottrae lo stesso relatore di maggioranza, che con correttezza intellettuale afferma: «È indubbio che il carattere automatico dell'incentivo, soprattutto dal punto di vista delle imprese, svanisce: non c'è certezza nell'attribuzione dell'incentivo».

A proposito di incongruenze, sottosegretario Giorgetti, la risoluzione di maggioranza sul DPEF, approvata proprio oggi e accolta dal Governo, al punto 15) recita: «destinare adeguate risorse alla promozione dello sviluppo delle Regioni meridionali ed insulari prevedendo strumenti il più possibile automatici». Perché allora cambiare? E con l'incognita del nuovo parere di Bruxelles? Lasciate che le norme esplichino i loro effetti. Siano gli imprenditori a verificare gli andamenti ed a proporre eventuali correzioni che si potranno apportare in corso d'opera, ma per migliorarne l'applicabilità e non per vanificarne gli effetti come, purtroppo, è già accaduto nel 2002,quando si attuarono gli stessi cambiamenti con ricadute negative per le imprese, ma soprattutto per le aree che ne avrebbero dovuto trarre vantaggi per l'occupazione, i redditi e anche i profitti.

Lasciate perdere il tema della capienza degli stanziamenti. Un'economia che non cresce, un Mezzogiorno sempre più povero, investimenti sempre più frenati non meritano una risposta di capienza, ma una piena disponibilità a sostenere un salto in avanti complessivo del nostro sistema economico. Altrove si cerchi di risparmiare: è quella la vera sfida che un Governo deve saper chiedere al Parlamento e a un confronto corretto con l'opposizione.

Più investimenti, più sviluppo, ma anche più sicurezza del e nel lavoro, per noi temi inscindibili, ma che nel testo del decreto-legge troviamo invece antagonisti. Come interpretare altrimenti l'abrogazione delle procedure, delle sanzioni, delle autotutele per l'appaltatore relative alla responsabilità solidale? Una filiera che distribuisce e commercializza insicurezza, come risulta da un'indagine condotta dal CNEL: appalti al massimo ribasso, commesse frazionate, microimprese ad hoc, contratti atipici. Conoscere questa filiera in tutti i suoi passaggi è la vera chiave per arginare un fenomeno che ha la sua punta d'iceberg nelle morti sul lavoro.

C'è ancora dell'altro nel testo del decreto-legge al nostro esame, come la perla del salvataggio, unico tra gli enti inutili, della fondazione «Il Vittoriale degli italiani», senza nessuna spiegazione e trasparenza di criteri, che mi ha condotto alla conclusione che richiamavo all'inizio dell'intervento. Lasciate decadere questo decreto: ve ne saranno grati tutti i cittadini e gli imprenditori che vogliono vivere e competere con le proprie capacità, che vi chiedono semplicità ma anche trasparenza, tagli ma anche responsabilità nelle scelte, tutela degli interessi generali vera e non solo enunciata. (Applausi dal Gruppo PD).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore D'Ubaldo. Ne ha facoltà.