MARITATI (PD). Signor Presidente, questa legislatura è iniziata sotto l'egida della collaborazione e della cooperazione. Però, a parte gli strappi intervenuti, ogni volta che presentiamo un emendamento a cominciare dall'esponente del Governo a tutti gli altri colleghi, non solo non accettano il confronto, ma credo che non vogliano proprio ascoltare. Li esorto pertanto almeno a fare questo. Nell'ipotesi in cui l'emendamento soppressivo non dovesse essere accolto, presentiamo l'emendamento 3.4. Sarò breve e spero di essere chiaro.
Questa mattina ho ascoltato i pochi colleghi della maggioranza intervenuti per spiegare e per elogiare il Governo Berlusconi per l'intervento incisivo che sta facendo in Campania. Ebbene, abbiamo detto e ripetiamo che siamo altrettanto contenti di questo intervento perché pensiamo che sia indispensabile un intervento per la risoluzione di questi problemi. Ci permettiamo con lo spirito vero di collaborazione di proporre alcuni emendamenti che, se accettati e votati, renderebbero possibile il perseguimento dell'obiettivo che altrimenti viene frustrato.
Perché vi impuntate su una competenza da delegare alla procura della Repubblica di Napoli pur sapendo (e se non lo sapete vi chiedo cortesemente di informarvi presso il Ministero: è qui presente un valente suo rappresentante nella persona del Sottosegretario) che questa procura è già di per sé intasata, praticamente nell'impossibilità di rispondere a queste esigenze essenziali di contrasto al crimine? Dare alla procura della Repubblica di Napoli tale competenza vuol dire, allora, non raggiungere assolutamente l'obiettivo.
Vi proponiamo, pertanto, di adottare un istituto già sperimentato in Italia, cioè il coordinamento. Esiste una procura generale: si attribuisca ad essa un potere di coordinamento delle varie procure della Repubblica competenti (badate che sono numerose). Trasferire tutte le competenze, conoscenze e capacità di intervento sul territorio a Napoli vuol dire - ripeto - voler fallire in questa operazione. Insisto, quindi, sull'ipotesi del coordinamento, che renderebbe possibile l'obiettivo di evitare contrasti, indagini divergenti e contrapposte tra loro e consentirebbe di mettere insieme tutte le cognizioni e le conoscenze acquisite sull'intero territorio campano, mettendo in condizione le procure della Repubblica e gli uffici giudiziari competenti di offrire una risposta repressiva giudiziaria adeguata.
Colleghi, non state parlando con chi vi dice di non mandare l'esercito, di non reprimere, di non muovervi; vi diciamo soltanto che l'ipotesi della concentrazione di competenze sulla procura della Repubblica di Napoli è sbagliata, dannosa e controproducente rispetto agli obiettivi che voi dite di voler perseguire e che noi vorremmo perseguire.
Fermatevi quindi un attimo, ragioniamo; signor Sottosegretario, la prego, valuti anche lei la possibilità di accettare questo emendamento 3.4 che renderebbe più efficace e più efficiente la risposta repressiva giudiziaria di cui c'è bisogno. Spiegate almeno le ragioni del vostro no.