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Legislatura 16Ş - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 034 del 09/07/2008


SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVI LEGISLATURA ------

34a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

 

MERCOLEDÌ 9 LUGLIO 2008

(Pomeridiana)

_________________

 

Presidenza del vice presidente NANIA,

indi del presidente SCHIFANI

 

_________________

 

N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Italia dei Valori: IdV; Il Popolo della Libertà: PdL; Lega Nord Padania: LNP; Partito Democratico: PD; UDC, SVP e Autonomie: UDC-SVP-Aut; Misto: Misto; Misto-MPA-Movimento per l'Autonomia: Misto-MPA.

_________________

 

 

 

RESOCONTO SOMMARIO

 

Presidenza del vice presidente NANIA

 

La seduta inizia alle ore 16,34.

 

Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana del giorno precedente.

 

Comunicazioni della Presidenza

 

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

 

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 16,35 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

 

Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge:

(832) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta antimeridiana hanno avuto luogo la discussione generale e la replica del relatore.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. La qualificata discussione svoltasi nei due rami del Parlamento ha fatto emergere argomentazioni e proposte emendative che hanno consentito un serio approfondimento e il miglioramento del testo in esame. Esso si pone con decisione l'obiettivo di concludere l'insostenibile situazione emergenziale campana mettendo, una volta entrata a regime la nuova normativa, la Regione in condizione di smaltire i rifiuti da essa stessa prodotti, sebbene occorrerà un tempo molto più lungo per il completo smaltimento delle cosiddette ecoballe accumulate nel corso degli anni. Il Governo si è dunque assunto pienamente la responsabilità di risolvere la crisi, prevedendo la costruzione di un numero adeguato di impianti per lo smaltimento e la termovalorizzazione dei rifiuti e individuando le sedi per la loro realizzazione, ponendo obiettivi cogenti in materia di raccolta differenziata, impegnandosi a bonificare il territorio, dando rilievo all'educazione ambientale a partire dalle scuole. Rispetto alle osservazioni critiche dell'opposizione, va sottolineato che, posti di fronte ad un fenomeno straordinario ed unico, si è ritenuto di attribuire alla procura di Napoli la competenza per ciò che attiene ai reati ambientali commessi nella Regione, senza che ciò prefiguri la costituzione di una magistratura speciale. Inoltre, l'utilizzo delle Forze armate in compiti di vigilanza e protezione dei siti e degli impianti, che sono definiti aree di interesse strategico nazionale, offre una risposta funzionale ed immediata alle necessità individuate dal commissario. Infine, le deroghe alla legislazione vigente introdotte dal decreto sono motivate dalla necessità di agire con urgenza, ma rispettano i principi generali garantiti dall'ordinamento ed il testo è stato modificato accogliendo i rilievi dell'Unione europea. Sono quindi evidenti la bontà e la legittimità costituzionale delle scelte effettuate e la necessità di evitare il rischio di far decadere il decreto apportando modifiche alla legge di conversione. Invita dunque i senatori dell'opposizione a ritirare gli emendamenti che non ritengano di fondamentale importanza. (Applausi dal Gruppo PdL).

Il Governo è disponibile ad accogliere l'ordine del giorno G100.

 

DE LUCA (PD). Chiede che il contenuto dell'ordine del giorno sia oggetto di un ulteriore approfondimento in relazione a quanto emerso nel corso dell'esame in Commissione.

 

PRESIDENTE. Dispone l'accantonamento dell'ordine del giorno G100.

 

MALAN, segretario. Dà lettura dei pareri espressi dalla 5a e dalla 1a Commissione sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti al decreto-legge da convertire. (v. Resoconto stenografico).

PRESIDENTE. Procede all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge di conversione, avvertendo che gli emendamenti sono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati. Passa quindi agli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge.

 

BRUNO (PD). L'emendamento 1.1 mira a rendere più breve la durata del periodo di gestione emergenziale, non consentendo il suo protrarsi oltre il 30 giugno 2009.

 

PERDUCA (PD). Gli emendamenti presentati dai senatori radicali sono finalizzati a stimolare la raccolta differenziata, ad utilizzare le più moderne tecnologie per il completamento del ciclo dei rifiuti senza limitarsi ai soli termovalorizzatori e a non coinvolgere i militari delle Forze armate nella sorveglianza delle aree destinate allo stoccaggio e allo smaltimento dei rifiuti.

 

FLUTTERO, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti riferiti all'articolo 1.

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Condivide il parere del relatore.

 

Con votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge gli emendamenti 1.1 e 1.4.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, ricordando che sull'emendamento 2.14 la 5a Commissione permanente ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

 

DELLA SETA (PD). La finalità dell'emendamento 2.9 è di limitare l'impiego delle Forze armate per evitare sovrapposizioni con le Forze dell'ordine.

 

DE LUCA (PD). L'emendamento 2.14 prevede la definizione di un programma operativo interforze, coordinato dalle prefetture di Napoli e Caserta, per intensificare le attività di prevenzione sul territorio.

 

FLUTTERO, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti riferiti all'articolo 2 e invita il senatore De Luca a trasformare l'emendamento 2.14 in un ordine del giorno.

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Condivide il parere del relatore.

 

DE LUCA (PD). Ritira l'emendamento 2.14 e presenta l'ordine del giorno G2.14 (v. Allegato A)

 

PRESIDENTE. Essendo stato accolto, l'ordine del giorno G2.14 non è posto in votazione.

 

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore GIAMBRONE (IdV) e dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge gli emendamenti 2.2, 2.4, 2.9 e 2.12. E' altresì respinto l'emendamento 2.3.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge.

 

CASSON (PD). L'emendamento 3.2 intende sopprimere l'articolo 3, che sconvolge l'attuale assetto delle competenza dell'autorità giudiziaria nei procedimenti penali relativi alla gestione dei rifiuti in Campania. L'introduzione di una disciplina processuale speciale viola i principi costituzionali e non trova giustificazione in obiettivi di efficienza. La Procura di Napoli, infatti, è sovraccarica di procedimenti.

 

RUSSO (IdV). Gli emendamenti 3.3, 3.6, 3.7, 3.9 e 3.10 mirano a sopprimere norme in contrasto con i principi costituzionali del giudice precostituito per legge e del divieto di istituzione di giudici speciali. Anche il Consiglio superiore della magistratura ha rilevato che l'articolo 3 genera confusione di competenze e ha effetti negativi sui processi in corso.

 

MARITATI (PD). Nell'ipotesi in cui non sia accolto l'emendamento interamente soppressivo, l'emendamento 3.4 propone di assegnare alla Procura di Napoli, già intasata di procedimenti, un ruolo di coordinamento sui procedimenti per reati ambientali. Un eventuale rifiuto della proposta appare ingiustificato perché l'emendamento si pone nell'ottica dell'adeguatezza della risposta repressiva, evitando gli effetti controproducenti dell'attuale formulazione.

 

BENEDETTI VALENTINI (PdL). Le motivazioni addotte dall'opposizione per sostenere gli emendamenti in esame sono esattamente a quelle sostenute dal centrosinistra per sostenere nel decreto sulla sicurezza l'accorpamento sul tribunale capoluogo di distretto non solo le azioni della procura della Repubblica ma anche quelle del giudice per le indagini preliminari e del giudice dell'udienza preliminare per i reati di cui all'articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale. (Applausi dal Gruppo PdL).

 

FLUTTERO, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti riferiti all'articolo 3.

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Condivide il parere del relatore.

 

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge gli emendamenti 3.1 (identico agli emendamenti 3.2 e 3.3) e 3.4.

 

CASSON (PD). Dichiara voto favorevole sull'emendamento 3.5 e coglie l'occasione per replicare al senatore Benedetti Valentini, rivendicando la coerenza degli emendamenti presentati dall'opposizione anche nel provvedimento sulla sicurezza, in quanto si propone di attribuire le competenze alle procure distrettuali.

 

BENEDETTI VALENTINI (PdL). Ribadisce il rilievo già espresso.

 

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD) e dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge gli emendamenti 3.5, 3.6, 3.100 prima parte (con preclusione della restante parte e dell'emendamento 3.7), 3.101, 3.102, 3.9 e 3.10.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4 del decreto-legge.

 

CASSON (PD). La competenza del giudice amministrativo non può essere estesa alle controversie sui rifiuti che tocchino diritti soggettivi. Recependo la giurisprudenza costituzionale, l'emendamento 4.2 limita perciò la competenza alle controversie relative a comportamenti ricollegabili all'esercizio dei poteri delle amministrazioni pubbliche.

 

RUSSO (IdV). Il fine comune degli emendamenti presentati all'articolo 4 è di riportare a razionalità la norma sulla devoluzione di controversie al giudice amministrativo.

 

FLUTTERO, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti riferiti all'articolo 4.

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Condivide il parere del relatore.

 

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge gli emendamenti 4.2 (sostanzialmente identico all'emendamento 4.3) e 4.5 (identico all'emendamento 4.101). Con distinte votazioni sono altresì respinti gli emendamenti 4.100 e 4.7.

 

PRESIDENTE. All'articolo 5 non sono stati presentati emendamenti. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 6 del decreto-legge.

 

DELLA SETA (PD). L'emendamento 6.100 prevede che la conversione degli impianti per la produzione di ecoballe avvenga nel rispetto delle norme di tutela della salute e dell'ambiente.

 

FLUTTERO, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti riferiti all'articolo 6.

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Condivide il parere del relatore.

 

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge gli emendamenti 6.1 e 6.100.

 

PRESIDENTE. All'articolo 6-bis, introdotto dalla Camera dei deputati, non sono stati presentati emendamenti. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 6-ter del decreto-legge, introdotto dalla Camera dei deputati.

 

FLUTTERO, relatore. Esprime parere contrario.

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Condivide il parere del relatore.

 

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge gli emendamenti 6-ter.1 e 6-ter.2.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 7.

 

DELLA SETA (PD). Illustra gli emendamenti 7.1 e 7.5, volti a sopprimere, rispettivamente, l'intero articolo 7 e il solo comma 2, sottolineando l'estraneità di tale articolo agli obiettivi del decreto-legge e la sua carenza dei presupposti di necessità e urgenza.

 

FLUTTERO, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Esprime parere conforme al relatore.

 

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD) e dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge gli emendamenti 7.1, 7.3 e 7.4 (identico all'emendamento 7.5). Il Senato respinge l'emendamento 7.2.

 

PRESIDENTE. All'articolo 8 del decreto-legge non sono riferiti emendamenti. Passa all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 8-bis.

 

FLUTTERO, relatore. Esprime parere contrario sull'emendamento 8-bis.100.

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Esprime parere conforme al relatore.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge l'emendamento 8-bis.100.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 9, ricordando che sull'emendamento 9.2 la 5a Commissione permanente ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

 

BRUNO (PD). L'emendamento 9.6 è volto ad evitare che, anche dopo la cessazione dello stato di emergenza, rifiuti provenienti dalla Regione Campania possano essere trasferiti nei territori che usufruiscono del Fondo per le aree sottoutilizzate.

 

FLUTTERO, relatore. Invita al ritiro dell'emendamento 9.7, il cui obiettivo è perseguito dall'ordine del giorno G9.100, ed esprime parere contrario sui restanti emendamenti.

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Esprime parere conforme al relatore ed accoglie l'ordine del giorno G9.100.

 

RUSSO (IdV). Ritira l'emendamento 9.7 e converge sull'ordine del giorno.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore PERDUCA (PD) ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, il Senato respinge l'emendamento 9.2. Il Senato respinge gli emendamenti 9.3, 9.4 e 9.6.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 10.

 

MAZZUCONI (PD). Illustra gli emendamenti 10.100 e 10.101, volti a far sì che il trattamento e lo smaltimento del percolato presso gli impianti di depurazione delle acque reflue, autorizzati dall'articolo 10, avvenga nel rispetto delle leggi vigenti.

 

FLUTTERO, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Esprime parere conforme al relatore.

 

Il Senato respinge gli emendamenti 10.100 e 10.1 (identico all'emendamento 10.101).

 

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 11, ricordando che la 5a Commissione permanente ha espresso, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, parere contrario sugli emendamenti 11.1, 11.8, 11.9, 11.10 e 11.18 e parere condizionato sull'emendamento 11.19.

 

PERDUCA (PD). Ritira gli emendamenti 11.8 e 11.9.

 

DELLA SETA (PD). Se il relatore e il rappresentante del Governo sono favorevoli, si dichiara disposto a trasformare l'emendamento 11.19 (del quale è stato formulato un testo 2, per venire incontro alle osservazioni della Commissione bilancio) nell'ordine del giorno G11.19. (v. Allegato A).

 

FLUTTERO, relatore. Si esprime a favore della proposta del senatore Della Seta e si rimette al parere del Governo sull'ordine del giorno G11.100. Esprime parere contrario su tutti i restanti emendamenti.

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Concorda con il relatore sul parere negativo sugli emendamenti. Accoglie l'ordine del giorno G11.19 e si rimette al voto dell'Aula sull'ordine del giorno G11.100, che contiene specificazioni superflue, ma comunque non in contrasto con gli obiettivi del Governo.

 

Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori RUSSO (IdV) e GIAMBRONE (IdV) ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, il Senato respinge gli emendamenti 11.1 e 11.18. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore BIANCO (PD), il Senato respinge l'emendamento 11.3. Su richiesta dei presentatori, avanzata ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, il Senato respinge con votazione nominale elettronica anche l'emendamento 11.10. Vengono respinti gli emendamenti 11.2, 11.11, 11.12 e 11.16.

Il Senato approva l'ordine del giorno G11.100.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 12.

 

FLUTTERO, relatore. Esprime parere contrario sull'emendamento 12.1.

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Esprime parere conforme al relatore.

 

Il Senato respinge l'emendamento 12.1.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 13 del decreto-legge.

 

FLUTTERO, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Esprime parere conforme al relatore.

 

Il Senato respinge gli emendamenti 13.2, 13.4 e 13.6. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge l'emendamento 13.3.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 14 del decreto-legge.

 

FLUTTERO, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Esprime parere conforme al relatore.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge l'emendamento 14.1. Il Senato respinge l'emendamento 14.3.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 15.

 

FLUTTERO, relatore. Esprime parere contrario sull'emendamento 15.2.

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Concorda con il relatore.

 

Il Senato respinge l'emendamento 15.2.

 

PRESIDENTE. All'articolo 16 del decreto-legge non sono stati presentati emendamenti. Passa all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 17, ricordando che è stato ritirato l'emendamento 17.4, su cui la 5a Commissione permanente aveva espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

 

FLUTTERO, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti e sull'ordine del giorno G17.100.

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Esprime parere conforme al relatore.

 

Il Senato respinge gli emendamenti 17.1 e 17.100 e l'ordine del giorno G17.100.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 18.

 

D'AMBROSIO (PD). Illustra l'emendamento 18.4, volto ad escludere il decreto legislativo n. 36 del 2003, attuativo di un'importante direttiva comunitaria sull'inquinamento delle falde acquifere, dall'elenco delle norme da cui si può derogare ai sensi dell'articolo 18.

 

FLUTTERO, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti e sull'ordine del giorno G18.100.

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Esprime parere conforme al relatore.

 

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori GIAMBRONE (IdV) e CASSON (PD), il Senato respinge gli emendamenti 18.1, 18.2, 18.3, 18.5 e 18.4.

 

CASSON (PD). Intervenendo in dichiarazione di voto sull'emendamento 18.6, segnala l'assurdità e la contraddittorietà dell'articolo 18, che prevede la possibilità di derogare ad un'ampia serie di norme, comportando evidenti rischi per la salute dei cittadini.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CASSON (PD), il Senato respinge l'emendamento 18.6. Il Senato respinge l'ordine del giorno G18.100.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 19.

 

FLUTTERO, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Esprime parere conforme al relatore.

 

Il Senato respinge gli emendamenti 19.2 e 19.1.

 

Presidenza del presidente SCHIFANI

 

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'ordine del giorno G100, precedentemente accantonato.

 

MALAN, segretario. Dà lettura di una nuova formulazione dell'ordine del giorno G100 (v. Resoconto stenografico).

 

DE LUCA (PD). Chiede che il Governo si esprima sulla possibilità di utilizzare anche le cave campane abbandonate e dismesse, con priorità per quelle acquisite dallo Stato, così come individuate dal Piano regionale attività estrattive.

 

D'ALI' (PdL). Chiede al senatore De Luca se tra le cave abbandonate e dismesse individuate dal Piano regionale attività estrattive, cui si fa riferimento nell'ordine del giorno G100 (testo 2), siano da intendersi comprese anche quelle situate in località Valle della Masseria, cui si faceva esplicitamente riferimento nella prima formulazione dell'ordine del giorno.

 

DE LUCA (PD). Il riferimento esplicito a Valle della Masseria era superfluo, in quanto nel Piano regionale attività estrattive sono compresi tutti i siti presenti sul territorio.

 

D'ALI' (PdL). A seguito di tale precisazione, la riformulazione proposta dal senatore De Luca risulta accettabile.

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Il Governo accoglie l'ordine del giorno G100 (testo 2), a condizione che la cancellazione del riferimento esplicito alla località Valle della Masseria non sia intesa come un'esclusione della possibilità di utilizzare, in futuro, gli spazi situati in tale località per attività di discarica.

 

FLUTTERO, relatore. Poiché nel Piano regionale attività estrattive sono comprese tutte le cave dismesse già in mano pubblica, la precisazione relativa alle cave site in località Valle della Masseria è ridondante. Per questo l'ordine del giorno G100 (testo 2) merita un parere favorevole.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno non viene pertanto posto ai voti. Passa alla votazione finale.

PISTORIO (Misto-MPA). Il Governo è intervenuto con tempestività e fermezza per affrontare un'emergenza causata da anni di malgoverno, che sta arrecando ingenti danni all'immagine del Paese, con evidenti ripercussioni sul piano economico. Il Sud del Paese deve cogliere questa occasione per cambiare profondamente sia le abitudini individuali, sia le tendenze inerziali delle amministrazioni, avviando un circuito virtuoso di recupero della materia, che dia anche impulso all'economia e all'occupazione. A tal fine Regioni ed enti locali devono recuperare efficienza, adottando procedure trasparenti per lo stoccaggio e lo smaltimento dei rifiuti in impianti sicuri ed ecocompatibili. La condivisibilità di molte misure adottate con il decreto-legge di cui si propone la conversione motiva il voto favorevole del Movimento per l'Autonomia. (Applausi dal Gruppo Misto-MPA).

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). L'introduzione di un regime giuridico speciale temporaneo riferito alla Campania è giustificabile solo come rimedio all'eccezionalità della situazione venutasi a creare nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella Regione e per questo, nonostante le perplessità che suscita un simile pericoloso precedente, annuncia il voto favorevole al provvedimento in esame, riguardante temi di interesse nazionale, che valicano le rispettive appartenenze politiche. Riconoscendo la validità di alcune disposizioni contenute nel decreto-legge, che hanno già prodotto buoni risultanti, sottolinea come la crisi sia la dimostrazione del fallimento non solo delle classi dirigenti locali, ma dell'intera azione politica nazionale, che deve ora adottare tutte le misure necessarie per prevenire il ripetersi del fenomeno in altre Regioni, definendo una regolamentazione del ciclo dei rifiuti rispettosa dei termini previsti dalla normativa comunitaria. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut. Congratulazioni).

RUSSO (IdV). Lamentando l'assenza del sottosegretario Bertolaso, che avrebbe potuto fornire chiarimenti in alcuni passaggi decisionali particolarmente controversi, ribadisce l'insoddisfazione per il provvedimento in esame, peggiorato nel passaggio alla Camera, che non offre sufficienti garanzie sui tempi e sulle modalità con cui si intende risolvere definitivamente il problema della spazzatura abbandonata sulle strade. Le proposte emendative dell'opposizione, tese a rafforzare l'impianto del provvedimento e a correggerne gli aspetti meno condivisibili, quando non palesemente incostituzionali o estranei al contenuto, si sono scontrate con la totale chiusura della maggioranza. L'ampiezza e l'indeterminatezza delle deroghe previste anche in ambiti rilevanti, come le normative a tutela della salute pubblica o della sicurezza sul lavoro, e l'inserimento di disposizioni punitive, come il comma 7-bis dell'articolo 9, che, se applicato a tutti i rifiuti speciali, può arrecare danni gravi al settore agricolo campano (considerato l'abituale utilizzo di impianti di compostaggio situati in altre Regioni per l'industria del pomodoro o per il settore florovivaistico), impongono al Gruppo Italia dei Valori l'espressione di un voto contrario. (Applausi dal Gruppo IdV).

DELLA SETA (PD). Non potendo condividere molte delle norme contenute nel decreto-legge, come le inutili e pericolose deroghe alle disposizioni vigenti sulla sicurezza del lavoro o sui limiti di emissione per ogni singolo impianto che tratta rifiuti, o come l'uso improprio dell'Esercito, e constatata l'indisponibilità del Governo a valutare le proposte emendative dell'opposizione, annuncia l'astensione del Partito Democratico. Mentre da una parte la decisione di concentrare nella Procura di Napoli il complesso delle attività di indagine sugli illeciti connessi con lo smaltimento dei rifiuti provocherà la paralisi delle strutture giudiziarie, dall'altra l'annunciata iniziativa governativa, con cui si vieteranno le intercettazioni telefoniche per reati con pena inferiore a dieci anni, indebolirà l'azione di contrasto alle ecomafie responsabili della crisi in Campania, rischiando di perpetuare lo stato di emergenza. (Applausi dal Gruppo PD).

MONTI (LNP). Il Governo ha fornito risposte immediate, innovative e molto concrete all'annoso problema dei rifiuti in Campania, che ha messo a rischio la salute dei cittadini e ha danneggiato l'immagine internazionale del Paese. Il decreto, che supera i nefasti condizionamenti ideologici presenti nella passata legislatura, offre al sottosegretario Bertolaso ampi poteri per far fronte nell'immediato alla crisi e, disponendo la realizzazione degli impianti e delle infrastrutture necessarie, pone le basi per creare un sistema di smaltimento dei rifiuti equilibrato ed efficiente. La Lega ha contribuito al miglioramento della normativa, mettendo in campo l'esperienza di governo virtuosa delle amministrazioni del Nord ed ha contribuito ad affermare il principio della responsabilizzazione degli amministratori e delle comunità locali, superando decenni di assistenzialismo e sancendo l'obbligo di smaltire i rifiuti all'interno della Regione in cui sono stati prodotti, producendo così una reale discontinuità politica e amministrativa che consentirà di voltare radicalmente pagina. (Vivi applausi dai Gruppi LNP e PdL. Congratulazioni).

D'ALI' (PdL). Il Popolo della libertà voterà convintamene a favore del provvedimento con cui il Governo assume su di sé, attraverso la nomina di un Sottosegretario ad hoc, il compito di risolvere entro breve tempo la gravissima crisi dei rifiuti della Campania. Il decreto propone norme incisive e puntuali che consentiranno finalmente di risolvere l'emergenza campana eliminando l'immondizia accumulata nelle strade e dispone la creazione delle discariche e dei termovalorizzatori che consentiranno lo smaltimento delle ecoballe, dotando la Campania di quelle infrastrutture, spesso demonizzate dalle proteste di stampo localistico, che sono però necessarie per non lasciare la gestione del ciclo dei rifiuti in mano alla criminalità organizzata. Il fatto che gran parte dell'opposizione abbia annunciato il proprio voto di astensione sul provvedimento indica che la strada intrapresa dal Governo è giusta e va perseguita con convinzione e senza cedimenti; alcune delle perplessità sollevate dal Gruppo dell'Italia dei Valori sono invece superate dall'accoglimento dell'ordine del giorno G9.100, che esclude le frazioni selezionate dal divieto del trasferimento in altre Regioni, salvaguardando così la filiera della raccolta differenziata. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

 

Con votazione nominale elettronica chiesta dal senatore BIANCO (PD), il Senato approva il disegno di legge n. 832, composto del solo articolo 1. (Applausi dal Gruppo PdL).

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(585-B) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, recante disposizioni urgenti per l'adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell'articolo 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

PRESIDENTE. Ricorda che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale. Il relatore, senatore Boscetto, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale.

BOSCETTO, relatore. Le modifiche apportate al provvedimento dalla Camera dei deputati sono residuali e di minimo impatto e, nel contempo, assolutamente condivisibili. Oltre alla correzione di errori meramente materiali nella formulazione del testo, il provvedimento stabilisce, accogliendo quanto richiesto da un ordine del giorno presentato in prima lettura dal senatore Benedetti Valentini, la competenza del Ministro dello sviluppo economico in materia di consorzi agrari e quella del Ministro delle politiche agricole in materia di produzione e prima trasformazione dei prodotti agricoli. Viene sancita, inoltre, la competenza del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali in relazione all'attività di alcuni istituti legati alle politiche dell'infanzia e dell'adolescenza. Vengono aggiunte, infine, competenze in capo al presidente del Consiglio di Stato, al presidente della Corte dei conti e all'avvocato generale dello Stato, in riferimento alla possibilità di negare le autorizzazioni al lavoro dei magistrati o degli avvocati dello Stato. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

Sul ferimento di due militari italiani in Afghanistan

PRESIDENTE. L'ANSA annuncia il ferimento di due militari italiani in Afghanistan a seguito dell'esplosione di un ordigno. La Presidenza assicura la pronta attivazione al fine di reperire ulteriori notizie da riferire all'Aula.

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 585-B

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

COMPAGNA (PdL). Concorda con quanto riferito dal relatore, che ha correttamente evidenziato le ragioni che sostengono l'approvazione del disegno di legge in esame. (Applausi dai Gruppi PdL e UDC-SVP-Aut e del senatore Astore).

BENEDETTI VALENTINI (PdL). L'introduzione da parte della Camera dei deputati della norma relativa alla competenza del Ministero delle politiche agricole in materia di produzione e prima trasformazione dei prodotti agricoli va salutata molto positivamente e rappresenta un esempio dei benefici che possono derivare dalla doppia lettura dei provvedimenti nei sistemi bicamerali. (Applausi dal Gruppo PdL).

 

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

 

VITO, ministro per i rapporti con il Parlamento. Concorda pienamente con la relazione svolta dal relatore Boscetto.

 

MALAN, segretario. Dà lettura del parere di nulla osta espresso dalla 5a Commissione sul disegno di legge in esame.

 

SCARPA BONAZZA BUORA (PdL). Illustra una riformulazione del dispositivo dell'ordine del giorno G100. (v. Allegato A)

 

BOSCETTO, relatore. Invita il Governo ad accogliere l'ordine del giorno come raccomandazione.

 

VITO, ministro per i rapporti con il Parlamento. Accoglie l'invito del relatore.

 

SCARPA BONAZZA BUORA (PdL). Accetta l'accoglimento dell'ordine del giorno G100 (testo 2) come raccomandazione.

PRESIDENTE. Procede all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Poiché non sono stati presentati emendamenti agli articoli del decreto-legge, passa alla votazione finale.

CECCANTI (PD). Dichiara il voto favorevole del Gruppo, con l'auspicio che la composizione numerica del Governo non venga accresciuta in futuro e stigmatizza l'utilizzo eccessivo della decretazione d'urgenza da parte dell' Esecutivo. Quanto alla norma sulla semplificazione del Comitato per l'imprenditoria femminile, trova che essa sia positiva ma incoerente con altri provvedimenti del Governo, che invece non favoriscono tale forma di imprenditoria.

 

Il Senato approva il disegno di legge n. 585-B, composto del solo articolo 1.

Seguito della discussione del disegno di legge:

(735) Conversione in legge del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, recante disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza dei meccanismi di allocazione della spesa pubblica, nonché in materia fiscale e di proroga di termini (Relazione orale)

PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta antimeridiana del 25 giugno ha avuto inizio la discussione generale.

STRADIOTTO (PD). Il decreto-legge in esame abroga l'automatismo nella fruizione del credito di imposta per le aziende che investono nel Mezzogiorno, un meccanismo virtuoso che ha consentito di eliminare l'intermediazione politica e burocratica che si frapponeva al godimento dei benefici per le imprese e che è stato giudicato dalla stessa Corte dei conti efficace e trasparente, e dunque di gran lunga migliore rispetto ad altri strumenti di incentivazione presenti nell'ordinamento. Molto criticabile è anche la prevista abrogazione delle disposizioni sulla responsabilità solidale di appaltatori e subappaltatori, che solleva tali soggetti dall'obbligo di comunicare il codice fiscale dei soggetti impiegati nell'esecuzione dell'opera e di attestare il versamento delle relative ritenute fiscali, favorendo così le aziende che utilizzano il lavoro irregolare e in cui si verifica il maggior numero di incidenti sul lavoro. (Applausi dal Gruppo PD).

MUSI (PD). Il decreto in esame potrebbe essere lasciato decadere senza alcun problema per i cittadini, giacché le disposizioni che prevedono il differimento dei termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi e nuove regole per i rimborsi potrebbero trovare una corretta collocazione nel decreto fiscale in discussione alla Camera, attraverso il maxiemendamento governativo già preannunciato. In particolare, appare criticabile l'eliminazione dell'automatismo per la fruizione del credito di imposta per le aziende che investono nel Mezzogiorno, sostituito da un meccanismo di assegnazione che non offre certezza alcuna nell'attribuzione dell'incentivo. Sono censurabili, inoltre, la prevista abrogazione delle procedure, delle sanzioni, delle autotutele in materia di responsabilità solidale tra appaltatori, subappaltatori e committenti e il salvataggio, unico tra gli enti inutili, della fondazione "Il Vittoriale degli italiani". (Applausi dal Gruppo PD).

D'UBALDO (PD). La disciplina adottata per la concessione del credito d'imposta introduce elementi di discrezionalità e appesantisce gli adempimenti burocratici, rischiando così di frenare l'attività delle imprese meridionali. Il Governo, tuttavia, ha fretta di vedere approvato il provvedimento ed è impermeabile alle proposte migliorative dell'opposizione. La maggioranza, però, ostenta una compattezza inesistente: gli attacchi alla politica monetaria della BCE e ai parametri di Maastricht del senatore Baldassarri, ad esempio, stridono con la politica di risanamento e di lotta all'inflazione annunciata dal Ministro dell'economia. (Applausi dal Gruppo PD).

LEDDI (PD). Il decreto-legge rappresenta un vero e proprio esempio negativo di produzione normativa. Le disposizioni del provvedimento sono disomogenee e di difficile lettura; la modifica della normativa sugli incentivi per il Mezzogiorno va in direzione opposta all'annunciata semplificazione; le disposizioni fiscali intervengono sulla gestione delle imprese in corso d'opera; la normativa più leggera in materia di responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore per le ritenute fiscali e il versamento di contributi previdenziali è di incerta e difficile applicazione perché priva di riferimento ad un regolamento di attuazione. Sollecita una riflessione su questi punti per garantire coerenza normativa e soprattutto praticità di utilizzo alle nuove disposizioni introdotte. (Applausi dal Gruppo PD).

 

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale e rinvia il seguito della discussione del disegno di legge alla seduta antimeridiana di domani.

Per lo svolgimento di un'interrogazione

DI GIOVAN PAOLO (PD). In considerazione del fatto che l'attività di sindacato ispettivo, nel mese di luglio, è compressa dall'attività legislativa, chiede al Presidente di riconoscere carattere d'urgenza all'interrogazione 3-00108 sulle persone scomparse che potrebbe essere svolta nella seduta pomeridiana di domani.

 

PRESIDENTE. La Presidenza valuterà questa possibilità.

Dà annunzio degli atti di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute del 10 luglio.

 

La seduta termina alle ore 19,55.

  

RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente NANIA

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,34).

Si dia lettura del processo verbale.

 

MALAN, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giorno precedente.

 

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

 

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverto che nel corso della seduta odierna potranno essere effettuate votazioni qualificate mediante il procedimento elettronico.

Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal preavviso previsto dall'articolo 119, comma 1, del Regolamento (ore 16,35).

 

Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge:

(832) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 16,35)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 832, già approvato dalla Camera dei deputati.

Ricordo che nella seduta antimeridiana il relatore ha svolto la relazione orale ed hanno avuto luogo la discussione generale e la replica dello stesso relatore.

Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, questa mattina, nel concludere la sua replica, il relatore ha affermato la volontà comune, di tutto il Parlamento unitamente al Governo, di chiudere questa pagina umiliante della stagione dell'emergenza rifiuti a Napoli e, più vastamente, in Campania. È effettivamente un'emergenza che si trascina da troppo tempo: per un Paese civile 14 anni di emergenza sono in tutta evidenza troppi, soprattutto quando poi scoppia, quando deflagra nella maniera oggettivamente vergognosa in cui è deflagrata. (Brusìo).

Posso anche riprendere tra un po'. (Brusìo). Le repliche hanno senso se qualcuno le ascolta, altrimenti posso anche concludere e tornare a sedermi in modo che possiate cominciare a votare, tanto per essere chiari.

Come dicevo, è una emergenza che in tutta evidenza si è trascinata da troppo tempo, che è deflagrata nella maniera scandalosa e nelle dimensioni che sono sotto gli occhi di tutti, che purtroppo è diventata argomento di dibattito o piuttosto di ironia internazionale, ed è quindi in tutta evidenza una pagina da chiudere e da chiudere bene.

Devo esprimere prima di tutto apprezzamento per il dibattito che si è svolto in Senato, avendo peraltro avuto modo di seguire anche quello svoltosi in precedenza nell'altra Camera e avendo rilevato comunque, da parte di tutti i protagonisti di tale dibattito, la proposizione di considerazioni intelligenti, nell'ambito di un esame qualificato. Sono state portate argomentazioni, notazioni, emendamenti, soprattutto dall'altro ramo del Parlamento, che hanno contribuito a definire un testo che ora è comunque molto diverso da quello originario. (Brusìo).

 

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Menia. Vorrei pregare i colleghi di fare un po' di silenzio e in particolare il ministro La Russa di disturbare meno. (Ilarità).

 

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Si tratta di mettere a regime tutti i buoni propositi e far sì che da questo atto normativo, sicuramente straordinario, si possa portare a regime una gestione che poi diventerà ordinaria. Una gestione con cui, a Napoli e in tutto il territorio della Campania, si possa comunque fuoriuscire da un'emergenza di legalità: è un'emergenza in cui dobbiamo riassegnare a tutto quel territorio e alle popolazioni che lo abitano anche il gusto del bello, della tutela dell'ambiente, il gusto di riaffermare che esistono regole, che esiste la legalità; il gusto e il dovere per una popolazione che, tra l'altro, ha illustrato l'Italia proprio per la sua capacità, per quanto ha saputo dare in termini di inventiva e di cultura.

Ebbene, dobbiamo riproporre quell'immagine che di Napoli aveva il mondo e non quella che, purtroppo, passa attraverso le vicende dell'emergenza rifiuti.

Di cosa stiamo parlando? Intanto di numeri oggettivamente difficili da gestire. Ogni giorno la Campania produce 7.000 tonnellate di rifiuti, la sola città di Napoli più di 2.000 e fino ad oggi, sostanzialmente, l'unico modo attraverso cui avveniva lo smaltimento era lo stoccaggio nelle cosiddette ecoballe. Il territorio è disseminato di 5 milioni di ecoballe che si stima potranno essere tolte di mezzo nell'arco di 15 anni, il che è spaventoso anche solo sotto il profilo numerico. In gran parte ci si serviva (le stesse amministrazioni si sono servite) di discariche che alla prova dei fatti erano abusive.

C'è un evidente controllo della problematica inerente i rifiuti da parte delle organizzazioni criminali che insistono in quell'area. Non esistono allo stato i termovalorizzatori in una Regione che, comunque, di media raggiunge il 10 per cento di raccolta differenziata; purtroppo anche questo è un record negativo. Abbiamo il dovere di riportare il Paese alla legalità, ma anche all'omogeneità, atteso che, purtroppo, anche sotto questo profilo esistono velocità diversificate: mentre nel Nord del Paese la raccolta differenziata si assesta attorno al 40 per cento, al Sud siamo al 10 per cento e la Campania è sostanzialmente in questa media, anche se esistono Comuni virtuosi, è giusto riconoscerlo. Tuttavia, lo smaltimento avveniva prevalentemente in discarica e, per i paradossi delle vicende italiche, abbiamo visto cortei guidati magari da pubblici amministratori, sindaci tanto di destra quanto di sinistra, ex ministri che protestavano contro i termovalorizzatori, con il risultato di avere i rifiuti in mezzo alla strada come accade attualmente.

Il decreto-legge al nostro esame, come è noto, stabilisce misure urgenti che assumono anche il connotato politico della capacità e della volontà di scegliere di intervenire immediatamente in ordine a tali problematiche. Ad esempio, si stabilisce che, a regime, la Campania ha bisogno di mettere in funzione quattro termovalorizzatori per essere autosufficiente.

Per quanto riguarda quello di Acerra, che era completato per il 90 per cento, grazie all'attività del sottosegretario Bertolaso nel gennaio 2009 saremo in condizione di attivare la prima linea; verosimilmente due mesi dopo attiveremo la seconda e dopo ulteriori due o tre mesi anche la terza linea. Il decreto-legge prevede, altresì, che nell'arco di un mese dalla sua emanazione dovrà essere trovata un'intesa tra il Comune di Napoli e il Sottosegretario sulla localizzazione di un termovalorizzatore anche all'interno del suddetto Comune ed è stato stabilito che ciò avvenga ad Agnano. Vi sono poi gli impianti di Santa Maria La Fossa e di Salerno. Pertanto, quando questo provvedimento sarà a regime, ci sarà l'autosufficienza per quanto riguarda la gestione ordinaria, ma ripeto che solo per eliminare i 5 milioni di ecoballe stoccate nel territorio avremo bisogno di 15 anni.

Il Governo ha assunto le sue responsabilità dando evidentemente messaggi politici. In primo luogo ci ha messo la faccia: il Presidente del Consiglio ci ha messo ripetutamente la faccia, e non per fare le vacanze a Napoli, dove va più o meno ogni settimana. Anche plasticamente, sotto il profilo non solo figurativo ma istituzionale, si è creato uno step di maggiore altezza quando dalla gestione commissariale, rivelatasi fallimentare, il Governo ha assunto la vicenda napoletana come questione nazionale prioritaria ed ha deciso di nominare un Sottosegretario (non era mai successo e mi auguro che non accadrà mai più) nella persona del dottor Bertolaso, delegato all'emergenza rifiuti in Campania. Questa scelta è stata unanimemente condivisa.

Peraltro, ho trovato interessante uno spunto che questa mattina veniva dai banchi dell'opposizione, in cui qualcuno ha fatto il mea culpa, ricordando che il dottor Bertolaso fu nominato anche durante il governo Prodi, ma non venne messo nelle condizioni di agire.

Quindi, ripeto, il Governo ha assunto in proprio questa responsabilità; ha ritenuto di farlo considerando questa un'emergenza nazionale e in conseguenza dell'unicità di tale emergenza ha stabilito una serie di norme e di princìpi. Il decreto individua soluzioni straordinarie, ma vuole indicare un sistema che funzionerà anche nell'ordinario.

Per quanto attiene alla raccolta differenziata, sapete che già da ora e per gli anni successivi è normata una graduazione di livelli percentuali da raggiungere e da mettere a regime, accanto ai quali sono previsti vincoli e sanzioni nei confronti dei Comuni che dovessero eventualmente non adempiere.

Si individuano i siti di stoccaggio, le discariche e i termovalorizzatori e si prevedono poi, come è giusto e doveroso, le opere di bonifica del territorio. Inoltre, si stabilisce che il Ministero dell'ambiente, d'intesa con quello dell'istruzione, dovrà assumersi l'impegno di trasmettere un messaggio che favorisca l'educazione ambientale in ambito scolastico, considerato che, soprattutto rispetto alle giovani generazioni, si avverte la necessità di una riorganizzazione e di un riallineamento verso una giusta attenzione alla tutela del bene pubblico e dell'ambiente, sia in termini di territorio che di acque.

È evidente che l'assunzione di responsabilità porta anche a fare scelte rispetto alle quali, a vario titolo, soprattutto dall'opposizione,sono pervenuti degli appunti. Un argomento che è stato ripreso in diversi interventi è quello che attiene, per esempio, all'istituzione della cosiddetta superprocura di Napoli. Partendo dall'assunto che esiste un'unica emergenza e che si è di fronte ad un fenomeno straordinario ed unico, si è ritenuto di attribuire alla procura di Napoli - solo per questo si è fatta anche sotto questo profilo la scelta dell'unicità - la competenza per ciò che attiene ai reati ambientali, ma con ciò non si è assolutamente voluta costituire una magistratura speciale, ciò che sarebbe impedito dalla Costituzione. In ogni caso, in questo senso parole chiare si possono leggere in antiche pronunce della Corte costituzionale e, più di recente, su tale vicenda il CSM ha avuto modo di pronunciarsi.

Si prevede, come dicevo, l'iter accelerato per l'apertura delle discariche e degli impianti e l'inserimento delle Forze armate in tutti i sistemi operativi, che siano relativi a discariche, ad impianti di termovalorizzazione o comunque di trattamento dei rifiuti. Anche tale aspetto èstato a vario titolo criticato, ma si è dimostrato comunque un fatto assolutamente risolutivo. Come sapete, le aree sono state definite "aree di interesse strategico nazionale" e l'assunzione in capo agli elementi delle Forze armate della qualifica di agenti di pubblica sicurezza da un lato e dall'altro l'avere il Genio militare assunto la conduzione di quegli impianti fanno sì che venga garantita una risposta funzionale ed immediata alle necessità individuate dal commissario.

Sono state poi criticate e messe sotto la lente di ingrandimento le deroghe che in diversi articoli del testo del decreto-legge al nostro esame vanno ad incidere da un lato sulla stessa questione dei rifiuti e dall'altro sulla gestione in merito alla tutela della salute, alla tutela ambientale e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono evidentemente tutte deroghe che derivano dalla necessità di fare fronte ad aspetti di urgenza e di emergenza, sempre nell'ottica della salvaguardia dei principi generali garantiti dall'ordinamento. Anche da questo punto di vista vi è stato un proficuo lavoro di collaborazione del Governo con Bruxelles e le istituzioni europee, che hanno chiesto una serie di chiarimenti che riteniamo di aver dato. Di fatto, il testo attualmente in votazione è il risultato di una serie di emendamenti provenienti o quanto meno suggeriti dall'Unione europea.

Tutto ciò detto, ed in conclusione, ritengo di dover tornare al punto dal quale ero partito. Trovo una sostanziale concordanza, anche in quest'Aula (a parte i punti particolari, alcuni dei quali ho ritenuto di esaminare, pur sommariamente, adesso), rispetto al dovere di far fronte alla presente emergenza. È questo il motivo per il quale il Governo tiene ad una rapida approvazione del decreto in esame.

Qualcuno oggi diceva che vi è in ipotesi la possibilità di una terza lettura e di un ulteriore passaggio alla Camera. Visto l'intasamento istituzionale dell'esame di alcuni decreti-legge presso l'altro ramo del Parlamento, ritengo che questo sarebbe un fatto estremamente pericoloso, tanto per parlare chiaro, perché non potremmo certo trovarci nella condizione di vedere il decreto in esame non convertito entro il 22 luglio, secondo i termini costituzionali. Questo è il motivo per cui, in conclusione, rivolgo il mio invito al Senato, affinché il testo venga approvato così come è.

Passando ora, com'è giusto e doveroso, all'esame degli emendamenti, mi sentirei di rivolgere un invito ai presentatori di molti dei suddetti emendamenti a ritirarli laddove non li ritengano di fondamentale importanza. Il Governo tiene ad una conversione del decreto nella forma e nel testo approvati dalla Camera, lo ribadisco, allo scopo di dare un elemento di chiarezza e di certezza assolute. È bene quindi far sì che, in questa seduta o nella prossima, il decreto venga convertito, diventando ufficialmente legge, senza rischiare di andare ad una pericolosa terza lettura, con la quale si rischierebbe di sforare i tempi. (Applausi dal Gruppo PdL).

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'ordine del giorno G100, che si intende illustrato e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, il Governo sarebbe disponibile ad accoglierlo.

DE LUCA (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

DE LUCA (PD). Signor Presidente, vorrei intervenire sull'ordine dei lavori in relazione a quest'ordine del giorno. È stata manifestata una disponibilità da parte del Governo, ma non c'è stata alcuna illustrazione. Quindi, vorrei sottolineare l'esigenza di approfondire il testo dell'ordine del giorno, partendo da quanto concordato in Commissione.

PRESIDENTE. Allora, proporrei di accantonarlo momentaneamente, per poi riprenderlo alla fine dell'esame degli emendamenti.

Invito pertanto il senatore Segretario a dare lettura dei pareri espressi dalla 5a e dalla 1a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti.

MALAN, segretario. «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo nel presupposto che, come dichiarato dal Governo con riferimento all'articolo 1, comma 4, non si farà ricorso al Fondo per la protezione civile per la parte preordinata alla gestione delle emergenze in quanto il subentro dei capi missione alle precedenti gestioni commissariali avverrà nell'ambito delle risorse umane e strumentali esistenti, e che gli oneri associati sia al trattamento di trasferimento dovuto ai magistrati (articolo 3, comma 7) quanto all'assunzione di personale specializzato con ruolo dirigenziale (articolo 16, comma 1, lettera b)) sono valutati rispettivamente in 150.000 e 315.000 euro annui.

In relazione all'articolo 9, comma 7, al fine di assicurare comunque la conformità all'articolo 81 della Costituzione, si rileva la necessità che il Governo trasmetta al Parlamento l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri ivi prevista corredata da una relazione tecnica, per consentire la verifica parlamentare della corrispondenza tra quantificazione degli oneri e copertura finanziaria.

La Commissione richiama infine l'attenzione del Governo a garantire una stretta coerenza tra la natura degli oneri recati dalle leggi di spesa, le autorizzazioni o previsioni di spesa e le clausole di copertura, secondo quanto indicato dalla legge di contabilità di Stato».

«La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti trasmessi dall'Assemblea, relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere di semplice contrarietà sulle proposte 11.16 e 17.1. Esprime poi parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 2.14, 9.2, 11.1, 11.8, 11.9, 11.10, 11.18 e 17.4.

Sulla proposta 8-bis.l00, il parere è non ostativo nel presupposto che sussistano risorse in misura congrua da destinare allo scopo.

Esprime, infine, parere di nulla osta sulle restanti proposte emendative, ad eccezione dell'emendamento 11.19, sul quale il parere è di nulla osta a condizione, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, che dopo le parole: "regionali competenti" siano aggiunte le altre: "e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica"».

«La 1a Commissione permanente, esaminati gli emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo».

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.

Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1, che invito i presentatori ad illustrare.

BRUNO (PD). Signor Presidente, l'emendamento 1.1 non avrebbe bisogno di illustrazione: un anno di tempo, dopo gli annunci che bastano alcune settimane per fronteggiare l'emergenza rifiuti, mi sembra più che sufficiente.

In verità, il senso dell'emendamento è un altro: una fase emergenziale che oltrepassa la durata di un anno è oggettivamente diseducativa in sé. Il Parlamento dopo un anno ha, a mio avviso, quasi l'obbligo di verificare il comportamento del commissario straordinario e gli effetti del commissariamento. Per tali ragioni ritengo opportuno che l'Aula voti a favore della mia proposta emendativa.

PERDUCA (PD). Signor Presidente, se me lo concede, vorrei rapidamente illustrare tutti gli emendamenti che ho presentato agli articoli del decreto-legge al nostro esame, dal momento che sono diversi e vanno nella direzione indicata stamattina durante la discussione generale: posto che stiamo cercando di affrontare l'emergenza da 14 anni, a nostro avviso, oltre che continuare a svuotare questa vasca che si riempie, si potrebbe iniziare a chiudere il rubinetto che immette l'acqua e poi iniziare a svuotare la vasca.

I nostri emendamenti sono indirizzati a decentralizzare quanto più possibile la raccolta differenziata, farla tutta differenziata, utilizzare le nuove tecnologie (che non si riducono esclusivamente al termovalorizzatore) e, infine, non utilizzare - anche perché ci pare di aver capito, dopo avere esaminato ieri in Aula il DPEF, che non ci sono soldi - i militari per gestire la difesa di questi siti.

Questo è lo spirito di tutti gli emendamenti presentati al decreto-legge dalla delegazione radicale del Gruppo del PD.

 

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

FLUTTERO, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti all'articolo 1.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Esprimo parere conforme al relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.1.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.1, presentato dal senatore Bruno.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.4.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.4, presentato dal senatore Perduca e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

DELLA SETA (PD). Signor Presidente, con l'emendamento 2.9 chiediamo di sopprimere l'ultima parte del comma 7 per delimitare gli scopi dell'utilizzo delle Forze armate. Come molti colleghi del mio Gruppo hanno già ricordato questa mattina nel corso della discussione generale, riteniamo infatti che l'uso delle Forze armate non possa essere sovrapposto a quello delle forze dell'ordine, anche perché questo darebbe un messaggio sbagliato ai cittadini della Campania, che devono essere considerati i beneficiari dei contenuti di questo decreto-legge.

DE LUCA (PD). Signor Presidente, con l'emendamento 2.14 si intendono aggiungere due ulteriori commi, dopo il già esistente 7-bis, in cui si prevede la definizione di un programma operativo interforze per intensificare le attività di prevenzione sul territorio di Napoli e Caserta e, in particolare, nei comuni di Acerra, Giugliano in Campania, Qualiano e Villaricca. A tal fine è stanziata la somma di 5 milioni di euro.

Nel caso l'emendamento - come sembrerebbe - non fosse approvato, auspicherei fosse approntato un ordine del giorno al riguardo, visto che si tratta di un aspetto di molto delicato.

 

PRESIDENTE. Senatore De Luca, visto che la Commissione bilancio ha espresso parere contrario sull'emendamento 2.14 da lei presentato, intende mantenerlo?

 

DE LUCA (PD). Sì, signor Presidente.

 

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

FLUTTERO, relatore. Signor Presidente, mantengo l'invito già fatto in Commissione a trasformare l'emendamento 2.14 in un ordine del giorno, in quanto se ne condivide la sostanza, ovviamente prevedendo un'indicazione generica per quanto riguarda la copertura finanziaria. Sugli altri emendamenti il parere è contrario.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Il parere del Governo, signor Presidente, è conforme a quello del relatore.

DE LUCA (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

DE LUCA (PD). Signor Presidente, in considerazione della disponibilità manifestata nei confronti di un ordine del giorno sulla stessa materia, ritiro l'emendamento 2.14.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.2.

 

GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.2, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.3, presentato dal senatore Bruno e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.4.

 

GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.4, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.9.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.9, presentato dal senatore Della Seta e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.12.

 

GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.12, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

BIANCO (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BIANCO (PD). Signor Presidente, vorremmo conoscere l'esito delle votazioni; di solito la Presidenza lo comunica.

 

PRESIDENTE. L'emendamento 2.14, a prima firma del senatore De Luca, è stato ritirato e trasformato nell'ordine del giorno G2.14 che, essendo stato accolto dal Governo, non verrà posto ai voti.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

CASSON (PD). Signor Presidente, intervengo per illustrare l'emendamento 3.2 che propone la soppressione dell'articolo.

L'articolo 3 concerne la competenza dell'autorità giudiziaria nei procedimenti penali che riguardano la gestione di rifiuti nella regione Campania. Fatte salve le premesse già illustrate durante la discussione generale, in particolare dai senatori Della Seta e Maritati, riteniamo che in questa materia ci sia l'introduzione di un gruppo numeroso e sostanzioso di norme che sconvolge l'assetto attuale organizzativo degli uffici giudiziari della Campania. In particolare, viene introdotta una disciplina processuale speciale che ha una vigenza temporalmente limitata connessa alla situazione di emergenza dei rifiuti, ma che non trova giustificazioni nemmeno sotto il profilo delle esigenze di efficacia e funzionalità dell'esercizio della giurisdizione.

Oltre ai contrasti con le norme di natura costituzionale, in specie con gli articoli 25 e 102, comma 2, della Costituzione, che prevedono sostanzialmente il divieto di sottrazione al giudice naturale e il divieto di istituire giudici straordinari e giudici speciali, il problema sostanziale è quello relativo all'efficienza dell'azione giudiziaria, così come prevista anche dall'articolo 97 della Costituzione, ma in particolare si tratta di una serie di previsioni che condurranno inevitabilmente all'intasamento dell'attività degli uffici giudiziari della procura del tribunale di Napoli.

In pratica, succederà che vi sarà una attribuzione in via esclusiva al procuratore di Napoli delle funzioni di pubblico ministero per le indagini in materia di gestione rifiuti non meglio individuate, ci sarà l'attribuzione ad un giudice non meglio precisato, collegiale, sempre del tribunale di Napoli e ci sarà la sottrazione al pubblico ministero e alla polizia giudiziaria di un sequestro preventivo di urgenza che proprio in questa materia invece dovrebbe essere previsto e lasciato alle competenze, così come illustrate dal codice di procedura penale.

Quindi, per queste considerazioni sostanziali di intasamento della attività giudiziaria, riteniamo che queste norme non risolveranno alcun problema, ma saranno anzi di sicuro effetto negativo per quanto riguarda l'attività investigativa e giurisdizionale della Regione Campania.

RUSSO (IdV). Signor Presidente, proponiamo in primo luogo la soppressione dell'articolo 3 e, in subordine, abbiamo presentato vari emendamenti ai commi 1, 2, 5 e 6. Illustrerò pertanto complessivamente tutti gli emendamenti che riguardano l'articolo 3. Essi hanno la finalità di correggere il decreto nelle parti in cui contrasta con gli articoli 102 e 24 della Costituzione, in particolare con l'obiettivo di evitare la confusione nei tribunali che verrà determinata dalla nuova attribuzione di competenze che derogano all'ordinaria disciplina sulla competenza derivata del PM, del GIP e del GUP e tenendo conto del fatto che le disposizioni derogatorie sono applicabili anche ai procedimenti in corso.

Sul punto sono intervenuti il Consiglio superiore della magistratura e l'Associazione nazionale magistrati che hanno contestato puntualmente le conseguenze negative sui procedimenti in corso che possono derivare dalla creazione di un procuratore e di un giudice speciale. In particolare, si segnala l'emendamento soppressivo 3.3. Non si vede quali possano essere i concreti guadagni di efficienza e tempestività derivanti da norme che accentrano i compiti, allontanano inquirenti e giudici dai territori su cui intervenire in evidente contrasto con le esigenze di rapido ed efficace intervento, poste a base del decreto-legge in esame.

MARITATI (PD). Signor Presidente, questa legislatura è iniziata sotto l'egida della collaborazione e della cooperazione. Però, a parte gli strappi intervenuti, ogni volta che presentiamo un emendamento a cominciare dall'esponente del Governo a tutti gli altri colleghi, non solo non accettano il confronto, ma credo che non vogliano proprio ascoltare. Li esorto pertanto almeno a fare questo. Nell'ipotesi in cui l'emendamento soppressivo non dovesse essere accolto, presentiamo l'emendamento 3.4. Sarò breve e spero di essere chiaro.

Questa mattina ho ascoltato i pochi colleghi della maggioranza intervenuti per spiegare e per elogiare il Governo Berlusconi per l'intervento incisivo che sta facendo in Campania. Ebbene, abbiamo detto e ripetiamo che siamo altrettanto contenti di questo intervento perché pensiamo che sia indispensabile un intervento per la risoluzione di questi problemi. Ci permettiamo con lo spirito vero di collaborazione di proporre alcuni emendamenti che, se accettati e votati, renderebbero possibile il perseguimento dell'obiettivo che altrimenti viene frustrato.

Perché vi impuntate su una competenza da delegare alla procura della Repubblica di Napoli pur sapendo (e se non lo sapete vi chiedo cortesemente di informarvi presso il Ministero: è qui presente un valente suo rappresentante nella persona del Sottosegretario) che questa procura è già di per sé intasata, praticamente nell'impossibilità di rispondere a queste esigenze essenziali di contrasto al crimine? Dare alla procura della Repubblica di Napoli tale competenza vuol dire, allora, non raggiungere assolutamente l'obiettivo.

Vi proponiamo, pertanto, di adottare un istituto già sperimentato in Italia, cioè il coordinamento. Esiste una procura generale: si attribuisca ad essa un potere di coordinamento delle varie procure della Repubblica competenti (badate che sono numerose). Trasferire tutte le competenze, conoscenze e capacità di intervento sul territorio a Napoli vuol dire - ripeto - voler fallire in questa operazione. Insisto, quindi, sull'ipotesi del coordinamento, che renderebbe possibile l'obiettivo di evitare contrasti, indagini divergenti e contrapposte tra loro e consentirebbe di mettere insieme tutte le cognizioni e le conoscenze acquisite sull'intero territorio campano, mettendo in condizione le procure della Repubblica e gli uffici giudiziari competenti di offrire una risposta repressiva giudiziaria adeguata.

Colleghi, non state parlando con chi vi dice di non mandare l'esercito, di non reprimere, di non muovervi; vi diciamo soltanto che l'ipotesi della concentrazione di competenze sulla procura della Repubblica di Napoli è sbagliata, dannosa e controproducente rispetto agli obiettivi che voi dite di voler perseguire e che noi vorremmo perseguire.

Fermatevi quindi un attimo, ragioniamo; signor Sottosegretario, la prego, valuti anche lei la possibilità di accettare questo emendamento 3.4 che renderebbe più efficace e più efficiente la risposta repressiva giudiziaria di cui c'è bisogno. Spiegate almeno le ragioni del vostro no.

BENEDETTI VALENTINI (PdL). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BENEDETTI VALENTINI (PdL). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, vi chiedo un attimo di attenzione. Ai colleghi del Gruppo del Partito Democratico che hanno espresso adesso, con veementi ragioni, la tesi volta a non accentrare sul tribunale di Napoli le competenze e le procedure relativamente a questo atto ed anche, mi permetto, all'onorevole rappresentante del Governo, che li ascoltò, appena dieci giorni fa, a commento delle mie personali posizioni, ricordo che essi stessi hanno sostenuto esattamente il contrario quando io, parlando a margine del decreto sicurezza, mi opponevo al fatto che per i reati di cui all'articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale - lo ricorda molto bene l'onorevole Sottosegretario - stavamo sbagliando e forse violando la Costituzione sul principio del giudice naturale, volendosi accorpare sul tribunale capoluogo di distretto non solo le azioni della procura della Repubblica ma anche quelle del giudice per le indagini preliminari e del giudice dell'udienza preliminare.

Non solo, voi colleghi di sinistra insisteste nel vostro emendamento violativo della Costituzione e quando lamentai che si sarebbe verificato l'ingolfamento dei tribunali capoluogo di distretto deviando le indagini dal giudice naturale venni da voi fermamente contestato. Non solo non dovete lamentarvi del Governo, ma dovete lamentarvi del fatto che il Governo sbagliò perché fu approvata una norma che potrebbe perfino mettere a rischio di incostituzionalità un profilo peraltro non principale di quel provvedimento, che era però da appoggiare.

Ebbene, in questo caso state esattamente contraddicendo voi stessi, ma io, poiché a differenza di voi, che intendete strumentalmente affossare il provvedimento con cui il Governo deve fronteggiare questa emergenza dei rifiuti, intendo invece appoggiarlo, dico che non è possibile recepire la vostra tesi strumentale e che sarebbe ora che, nell'affrontare questi snodi delicatissimi riguardanti i gangli della giustizia, adottassimo sempre lo stesso metro, la stessa misura e mai quella della strumentalizzazione. Per tali ragioni, cari colleghi, voi siete incoerenti, non io, che sarò costretto a non potervi dare il mio voto favorevole. (Applausi dal Gruppo PdL).

 

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

FLUTTERO, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 3.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Il Governo si conforma al parere espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.1, identico agli emendamenti 3.2 e 3.3.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.1, presentato dal senatore Perduca e da altri senatori, identico agli emendamenti 3.2, presentato dal senatore Casson e da altri senatori, e 3.3, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

280

Senatori votanti

279

Maggioranza

140

Favorevoli

123

Contrari

155

Astenuti

1

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.4.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.4, presentato dal senatore Maritati.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

278

Senatori votanti

277

Maggioranza

139

Favorevoli

124

Contrari

151

Astenuti

2

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.5.

CASSON (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CASSON (PD). Signor Presidente, solo per dichiarare in trenta secondi il nostro voto favorevole a questo emendamento e per ricordare al senatore Benedetti Valentini, testé intervenuto, come non ci sia contraddizione nel Partito Democratico: come abbiamo proposto un emendamento soppressivo di questo articolo, così con gli emendamenti 3.4 e 3.5 proponevamo, in coerenza con quanto dicevamo anche nel precedente esame del disegno di legge, di attribuire le competenze alle procure distrettuali, con tutto quanto ne consegue. Questa, quindi, è l'impostazione che abbiamo dato, ed invitiamo il senatore Benedetti Valentini a leggere in particolare l'emendamento 3.5 per rendersi conto della coerenza.

BENEDETTI VALENTINI (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BENEDETTI VALENTINI (PdL). Signor Presidente, innanzi tutto una brevissima e puntuale replica. Prendo atto che i colleghi si ascrivono al partito dei pentiti: l'argomentazione infatti non regge, è esattamente la stessa fattispecie che abbiamo esaminato dieci giorni fa. Dico solo (a mia scusante, non a vostra) che tutt'al più in questo provvedimento vi è la giustificazione della natura eccezionale dell'emergenza e della temporaneità della sottrazione della fattispecie al giudice naturale, mentre nell'altro caso si tratta di una previsione generale e a regime. Quindi, siete doppiamente in torto e per questo motivo non possiamo votare a favore.

 

INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

INCOSTANTE (PD). Signor Presidente, chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE.Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.5, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

280

Senatori votanti

278

Maggioranza

140

Favorevoli

125

Contrari

151

Astenuti

2

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.6.

 

GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.6, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

280

Senatori votanti

278

Maggioranza

140

Favorevoli

123

Contrari

153

Astenuti

2

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 3.100.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 3.100, presentato dal senatore Casson e da altri senatori, fino alle parole «comma 2».

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

281

Senatori votanti

280

Maggioranza

141

Favorevoli

125

Contrari

153

Astenuti

2

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell'emendamento 3.100 e l'emendamento 3.7.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.101.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.101, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

280

Senatori votanti

279

Maggioranza

140

Favorevoli

126

Contrari

153

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.102.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.102, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

283

Senatori votanti

282

Maggioranza

142

Favorevoli

127

Contrari

154

Astenuti

1

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.9.

 

GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.9, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

276

Senatori votanti

275

Maggioranza

138

Favorevoli

124

Contrari

149

Astenuti

2

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.10.

 

GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.10, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

273

Senatori votanti

272

Maggioranza

137

Favorevoli

126

Contrari

145

Astenuti

1

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

CASSON (PD). L'articolo 4 costituisce un altro punto fortemente critico, in quanto sostanzialmente devolve al giudice amministrativo la giurisdizione relativa a tutte le controversie che hanno a che fare con la gestione dei rifiuti, in particolare con l'installazione delle discariche. In questo modo, viene dilatata in maniera non ragionevole, sull'intero territorio nazionale, la competenza del giudice amministrativo e questo succede anche qualora vengano denunciate lesioni dei diritti fondamentali che sono tutelati dalla Costituzione.

In particolare, la Corte costituzionale, con la recente sentenza n. 191 del 2006, aveva specificato che la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo si può giustificare con riferimento ai principi costituzionali di cui agli articoli 24 e 111 della Costituzione e può riguardare anche i comportamenti della pubblica amministrazione che causano un ingiusto danno, ma solo se sono collegati all'esercizio, anche se illegittimo, di un pubblico potere.

Al contrario, la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo non si giustifica, non è compatibile con i princìpi costituzionali quando la pubblica amministrazione non abbia esercitato in concreto il potere che la legge attribuisce per la cura dell'interesse pubblico, quindi quando ci si trova di fronte a comportamenti sia pure della pubblica amministrazione, posti però in essere in carenza di potere o in via di mero fatto.

In questo caso non sono accettabili norme che derogano a principi cardine del nostro ordinamento. Si viene a creare una confusione, una situazione di vero proprio caos nei confronti dei cittadini e di chi ha ottenuto dei provvedimenti cautelari, con particolare riferimento alla situazione in via transitoria che istituisce una procedura anomala di caducazione di tutti i provvedimenti d'urgenza, adottati dal giudice ordinario e una convalida, una conferma si può dire, da parte del giudice amministrativo entro termini perentori.

Quindi, per questi motivi noi chiediamo questa soppressione e quindi l'approvazione degli emendamenti riferiti all'articolo 4.

 

PRESIDENTE. Scusi, collega Casson, lei ha illustrato solo l'emendamento 4.2 o tutti i suoi emendamenti?

 

CASSON (PD). Ho illustrato tutti i miei emendamenti, Presidente.

 

PRESIDENTE. In ogni caso, il Gruppo del PdL ha messo 30 minuti in più a disposizione del Partito Democratico.

RUSSO (IdV). Signor Presidente, gli emendamenti all'articolo 4 sono finalizzati ad eliminare gli effetti negativi derivanti dalla cessazione dei provvedimenti cautelari già assunti e convalidati in presenza di un nuovo giudice amministrativo.

In particolare gli emendamenti 4.101 e 4.7 riportano a razionalità la norma in questione, limitando la decadenza automatica di provvedimenti già convalidati ma attribuendo al giudice la possibilità di modificarli o addirittura di revocarli.

 

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

FLUTTERO, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 4.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Il mio parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.2, sostanzialmente identico all'emendamento 4.3.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 4.2, presentato dal senatore Casson e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 4.3, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

284

Senatori votanti

283

Maggioranza

142

Favorevoli

127

Contrari

156

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.100, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.5, identico all'emendamento 4.101.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 4.5, presentato dal senatore Casson e da altri senatori, identico all'emendamento 4.101, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

278

Senatori votanti

277

Maggioranza

139

Favorevoli

120

Contrari

155

Astenuti

2

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.7, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 6 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

DELLA SETA (PD). Signor Presidente, intanto volevo ringraziare il Gruppo del PdL per aver messo a disposizione del nostro Gruppo un tempo supplementare.

Il mio emendamento 6.100 si riferisce al comma 2 dell'articolo 6. Sostanzialmente il tema è quello della possibilità di convertire gli impianti che attualmente sono utilizzati per la produzione delle celebri ecoballe in impianti per altri tipi di trattamento dei rifiuti.

Con questo emendamento intendiamo rendere esplicita la necessità che tali conversioni avvengano nel rispetto delle normative in vigore per quanto riguarda i limiti di emissione di ogni singolo impianto, per evitare che poi questa conversione si traduca in un danno ambientale ed anche sanitario, soprattutto per le comunità dei siti.

 

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

FLUTTERO, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 6.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.1.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 6.1, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

273

Senatori votanti

272

Maggioranza

137

Favorevoli

117

Contrari

155

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.100.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 6.100, presentato dal senatore Della Seta.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

281

Senatori votanti

279

Maggioranza

140

Favorevoli

123

Contrari

156

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 6-ter del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

FLUTTERO, relatore. Esprimo parere contrario sugli emendamenti.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Esprimo parere contrario.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6-ter.1.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 6-ter.1, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

274

Senatori votanti

273

Maggioranza

137

Favorevoli

118

Contrari

155

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6-ter.2.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 6-ter.2, presentato dal senatore De Luca e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

276

Senatori votanti

275

Maggioranza

138

Favorevoli

121

Contrari

154

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 7 del derceto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

DELLA SETA (PD). Mi accingo ad illustrare i due emendamenti di cui sono primo firmatario.

L'emendamento 7.1 propone la soppressione dell'interno articolo, che a nostro parere non ha attinenza con l'oggetto del decreto e che peraltro non risponde ai requisiti di necessità e urgenza. Al primo comma infatti propone l'azzeramento della Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale con l'unico scopo di rinominarla indicando commissari che rispondano all'attuale Esecutivo; al secondo comma propone l'istituzione della figura del segretario generale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, proposta in sé anche, forse, sensata, ma che anche in questo caso non ha a che fare né col decreto né con i requisiti di necessità e di urgenza.

Come detto, l'emendamento 7.1 propone la soppressione dell'intero articolo. Nel caso non dovesse essere accolto, è stato presentata la proposta modificativa 7.5, che propone la soppressione del solo secondo comma.

 

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

FLUTTERO, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 7.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.1.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 7.1, presentato dal senatore Della Seta e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

280

Senatori votanti

279

Maggioranza

140

Favorevoli

123

Contrari

156

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.2, presentato dal senatore Bruno e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.3.

 

GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 7.3, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

281

Senatori votanti

279

Maggioranza

140

Favorevoli

123

Contrari

156

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.4, identico all'emendamento 7.5.

 

GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 7.4, presentato dal senatore Russo e da altri senatori, identico all'emendamento 7.5, presentato dal senatore Della Seta e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

278

Senatori votanti

277

Maggioranza

139

Favorevoli

124

Contrari

153

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 8-bis del decreto-legge, che si intende illustrato e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

FLUTTERO, relatore. Esprimo parere contrario sull'emendamento 8-bis.100.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Il parere del Governo è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 8-bis.100.

 

GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 8-bis.100, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

278

Senatori votanti

274

Maggioranza

138

Favorevoli

121

Contrari

153

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 9 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

BRUNO (PD). Signor Presidente, dal punto di vista delle risorse economiche questo decreto-legge grava esclusivamente sul Fondo per le aree sottoutilizzate. In buona parte delle Regioni delle aree sottoutilizzate la Presidenza del Consiglio con il Commissario ha un'influenza diretta; escludiamole almeno dalla possibilità che anche i rifiuti siano scaricati in quegli stessi territori. Sarebbe la beffa ulteriore al danno.

 

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

FLUTTERO, relatore. Chiedo il ritiro dell'emendamento 9.7, perché il problema è affrontato dall'ordine del giorno G9.100 a mia firma. Sugli altri emendamenti esprimo parere negativo.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Il parere del Governo è conforme a quello del relatore.

 

PRESIDENTE. Senatore Russo, ritira l'emendamento 9.7?

RUSSO (IdV). Signor Presidente, lo ritiriamo e convergiamo sull'ordine del giorno del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 9.2, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Senatore Perduca, lo mantiene?

 

PERDUCA (PD). Lo mantengo e ne chiedo la votazione.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione, avanzata dal senatore Perduca, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo
(art. 102-bis Reg.)

 

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 9.2, presentato dal senatore Perduca e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione)

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

273

Senatori votanti

272

Maggioranza

137

Favorevoli

79

Contrari

150

Astenuti

43

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 9.3, presentato dal senatore Russo.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.4, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 9.6, presentato dal senatore Bruno e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Ricordo l'emendamento 9.7 è stato ritirato.

 

PRESIDENTE. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G9.100 del relatore.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Il Governo lo accoglie.

 

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G9.100 non verrà posto ai voti.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 10 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

MAZZUCONI (PD). Signor Presidente, gli emendamenti che il nostro Gruppo presenta all'articolo 10 riguardano in particolare la deroga prevista al secondo comma dell'articolo, che prevede, a seguito dell'utilizzo degli impianti di depurazione dei reflui fognari, di poter scaricare con limiti superiori al 50 per cento rispetto a quanto prevede la norma vigente.

L'emendamento 10.100 mira a raggiungere invece il pieno rispetto delle vigenti leggi, mentre l'emendamento 10.101 prevede la soppressione della deroga, che ha suscitato tali perplessità alla Camera che il Governo ha accettato di inserire una commissione di valutazione delle conseguenze ambientali rispetto a quanto previsto in tale articolo.

Pertanto, il primo emendamento mira a riportare nell'ambito delle vigenti leggi la questione degli scarichi delle acque reflue, laddove è stato aggiunto il riferimento al percolato, mentre il comma 2 riteniamo che debba essere soppresso.

 

PRESIDENTE. Il restante emendamento si intende illustrato.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

FLUTTERO, relatore. Esprimo parere contrario sugli emendamenti all'articolo 10.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.100, presentato dalla senatrice Mazzuconi e dal senatore Della Seta.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 10.1, presentato dal senatore Russo e da altri senatori, identico all'emendamento 10.101, presentato dalla senatrice Mazzuconi e dal senatore Della Seta.

Non è approvato.

 

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 11 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

PERDUCA (PD). Signor Presidente, ritiro gli emendamenti 11.8 e 11.9.

DELLA SETA (PD). Signor Presidente, l'emendamento 11.19 mira ad aggiungere un comma aggiuntivo dopo il comma 12 ed è volto a prevedere l'attivazione di un sistema di sorveglianza ambientale per monitorare gli effetti sull'ambiente degli impianti di cui al presente decreto.

Mi pare che in Commissione si fosse registrata la disponibilità del relatore e del rappresentante del Governo alla trasformazione dell'emendamento 11.19 in un ordine del giorno e ad assumerlo come tale. Se tale disponibilità è confermata in Aula, siamo disposti al ritiro dell'emendamento 11.19.

PRESIDENTE. Il relatore, conferma quanto detto dal senatore Della Seta?

FLUTTERO, relatore. Sì, signor Presidente, sull'emendamento 11.19 era stata avanzata una richiesta di ritiro e trasformazione in ordine del giorno, riservandoci ovviamente di valutarne il testo. Per quanto riguarda gli altri emendamenti, il parere del relatore è contrario.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, esprimo il medesimo parere del relatore; quindi rimango in attesa del testo dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. A questo punto attendiamo che il collega Della Seta faccia pervenire il testo dell'ordine del giorno.

Passiamo dunque all'emendamento 11.1, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

 

RUSSO (IdV). Ne chiediamo la votazione.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione, avanzata dal senatore Russo, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo
(art. 102-bis Reg.)

 

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.1, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

280

Senatori votanti

279

Maggioranza

140

Favorevoli

64

Contrari

156

Astenuti

59

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 11.2, presentato dal senatore Perduca e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.3.

BIANCO (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BIANCO (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico. Desidero motivare la mia richiesta, signor Presidente, con il fatto che si tratta di un emendamento particolarmente significativo.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Bianco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.3, presentato dalla senatrice Mazzuconi e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

272

Senatori votanti

271

Maggioranza

136

Favorevoli

123

Contrari

148

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Ricordo che gli emendamenti 11.8 e 11.9 sono stati ritirati.

Passiamo all'emendamento 11.10, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Poiché i presentatori insistono per la votazione, invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo
(art. 102-bis Reg.)

 

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.10, presentato dal senatore Perduca e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

276

Senatori votanti

275

Maggioranza

138

Favorevoli

118

Contrari

153

Astenuti

4

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 11.11, presentato dal senatore Perduca e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 11.12, presentato dal senatore Perduca e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 11.16, presentato dal senatore De Luca e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'emendamento 11.18, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

 

GIAMBRONE (IdV). Ne chiediamo la votazione.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo
(art. 102-bis Reg.)

 

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.18, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

278

Senatori votanti

276

Maggioranza

139

Favorevoli

62

Contrari

154

Astenuti

60

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

  

PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto il testo dell'ordine del giorno derivante dalla trasformazione dell'emendamento 11.19, sul quale chiedo al relatore di pronunziarsi.

FLUTTERO (PdL). Il parere è favorevole, anche se per una parte l'ordine del giorno è ridondante.

 

PRESIDENTE. Senatore Fluttero, vuole cortesemente leggere il testo dell'ordine del giorno G11.19?

 

FLUTTERO, relatore. «Il Senato,

premesso che:

la popolazione della Regione Campania è esposta a rischi di natura igienico-sanitaria ed ambientale, a causa del protrarsi dell'emergenza rifiuti;

la necessità di disporre interventi di bonifica e di compensazione ambientale è di importanza fondamentale per assicurare un'adeguata tutela dei cittadini e del territorio della Regione Campania,

impegna il Governo ad avvalersi delle agenzie e degli istituti ambientali nazionali e di quelli regionali competenti a costituire un sistema di sorveglianza ambientale per monitorare gli effetti sull'ambiente degli impianti di cui al presente decreto e, tramite il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, a inviare, ogni sei mesi, al Parlamento una relazione sui risultati di tale attività di sorveglianza ambientale».

Il parere sull'ordine del giorno - come anticipato - è favorevole.

 

PRESIDENTE. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno in esame.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, mi associo al parere del relatore, anche se faccio presente che già all'ultimo articolo del decreto-legge al nostro esame è prevista la relazione al Parlamento sul complesso della vicenda. Quindi, interpreto questo ordine del giorno come una raccomandazione a fare qualcosa in più.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G11.19 non verrà posto in votazione.

Passiamo all'ordine del giorno G11.100, su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

FLUTTERO, relatore. Signor Presidente, sull'ordine del giorno G11.100 mi rimetto al Governo. Intendo precisare che l'obiettivo di questo ordine del giorno è parzialmente raggiunto dall'articolo 11, comma 8, del decreto-legge al nostro esame, nel quale si prevede lo scioglimento dei consorzi di bacino delle Province di Napoli e Caserta e l'istituzione di un unico coordinamento affidato ad un soggetto individuato dal Sottosegretario di Stato. Restano però scoperti gli altri consorzi di bacino. Non ostano particolari preclusioni a quanto proposto dal presente ordine del giorno.

Evidentemente spetta al Sottosegretario e, quindi, al Governo pronunziarsi su questo tipo di richiesta e verificare se essa confligga con le esigenze di efficacia della sua azione.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Come ha precisato il relatore, la succitata norma inserita nel decreto prevede lo scioglimento dei consorzi di bacino, ma si riferisce solo a Napoli e Caserta. Per quanto riguarda le altre Province comunque è entrata in vigore una norma di origine regionale.

Pertanto, sull'ordine del giorno G11.100 mi rimetto all'Assemblea: la proposta non confligge con le nostre esigenze, ma sinceramente neppure comprendo l'esigenza della specificazione ivi contenuta.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'ordine del giorno G11.100, presentato dalla senatrice Mazzuconi e del senatore Della Seta.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 12, che si intende illustrato e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

FLUTTERO, relatore. Esprimo parere contrario sull'emendamento riferito all'articolo 12.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Il parere è analogamente contrario.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 12.1, presentato dal senatore Della Seta e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 13, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

FLUTTERO, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 13.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 13.2, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 13.3.

 

GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 13.3, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

280

Senatori votanti

279

Maggioranza

140

Favorevoli

123

Contrari

154

Astenuti

2

Il Senato non approva.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 13.4, presentato dal senatore De Luca e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 13.6, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 14 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

FLUTTERO, relatore. Il parere è contrario, signor Presidente.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Il parere del Governo è analogo a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 14.1.

 

GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 14.1, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

272

Senatori votanti

269

Maggioranza

135

Favorevoli

123

Contrari

146

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 14.3, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 15 del decreto-legge, che si intende illustrato e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

FLUTTERO, relatore. Il parere è contrario.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Anche il parere del Governo è contrario, signor Presidente.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 15.2, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 17 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

FLUTTERO, relatore. Il parere è contrario su tutti gli emendamenti, signor Presidente.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Anche il parere del Governo è contrario.

PRESIDENTE. L'emendamento 17.4 è stato ritirato.

Metto ai voti l'emendamento 17.1, presentato dal senatore Bruno e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 17.100, presentato dal senatore Della Seta.

Non è approvato.

Passiamo all'esame dell'ordine del giorno G17.100, che si intende illustrato e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

FLUTTERO, relatore. Esprimo parere contrario, signor Presidente.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Il parere del Governo è conforme a quello del relatore, signor Presidente.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'ordine del giorno G17.100, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 18 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

D'AMBROSIO (PD). Signor Presidente, faccio rilevare che nel testo dell'articolo 18 del provvedimento al nostro esame si dice «fermo il rispetto dei princìpi dell'ordinamento comunitario». Ebbene, l'emendamento 18.4 da me presentato serve proprio a salvaguardare il decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, nonostante le modifiche apportate dalla Camera, perché quel decreto legislativo riguarda proprio l'attuazione dell'ordinamento comunitario.

In particolare, il punto 2.4.2 dell'allegato I, quarto capoverso, riguarda le impermeabilizzazioni dei siti scelti per le discariche per evitare l'inquinamento delle falde. Faccio presente che l'inquinamento delle falde è un problema molto grande anche in relazione alla salute della gente e, soprattutto, è un problema per il recupero del quale sarebbero necessarie decine di anni.

 

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

FLUTTERO, relatore. Esprimo parere contrario, signor Presidente, su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 18.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Il parere del Governo è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 18.1.

 

GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 18.1, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

276

Senatori votanti

275

Maggioranza

138

Favorevoli

123

Contrari

152

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 18.2.

 

GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 18.2, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

275

Senatori votanti

272

Maggioranza

137

Favorevoli

121

Contrari

150

Astenuti

1

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 18.3.

 

GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 18.3, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

274

Senatori votanti

271

Maggioranza

136

Favorevoli

125

Contrari

146

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 18.5.

 

CASSON (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Casson, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 18.5, presentato dal senatore Della Seta e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

275

Senatori votanti

273

Maggioranza

137

Favorevoli

120

Contrari

153

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 18.4.

 

CASSON (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Casson, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 18.4, presentato dal senatore D'Ambrosio.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

285

Senatori votanti

282

Maggioranza

142

Favorevoli

126

Contrari

156

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 18.6.

CASSON (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CASSON (PD). Signor Presidente, desidero segnalare la contraddittorietà dell'articolo 18, nonché l'assurdità, da un punto di vista di tecnica legislativa, della sua impostazione. L'articolo in questione, infatti, prima prevede che debbano rimanere fermi i princìpi dell'ordinamento comunitario e i princìpi fondamentali in materia di tutela della salute, della sicurezza sul lavoro, dell'ambiente e del patrimonio culturale, poi però fa un elenco, peraltro generico, di disposizioni cui si può derogare, così violando tutte le norme della Costituzione in quelle stesse materie. Da un punto di vista, sia formale che contenutistico, è una contraddizione in termini gravissima.

Dichiaro il voto favorevole sull'emendamento in esame e ne chiedo la votazione elettronica.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Casson, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 18.6, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

281

Senatori votanti

280

Maggioranza

141

Favorevoli

127

Contrari

152

Astenuti

1

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 832

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'ordine del giorno G18.100, che si intende illustrato e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

FLUTTERO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'ordine del giorno G18.100.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, anche il Governo esprime parere contrario.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'ordine del giorno G18.100, presentato dalla senatrice Della Monica e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 19 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

FLUTTERO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sui due emendamenti.

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, anche il Governo esprime parere contrario su entrambi gli emendamenti.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 19.2, presentato dal senatore Della Seta e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 19.1, presentato dal senatore Bruno.

Non è approvato.

Presidenza del presidente SCHIFANI (ore 18,10)

 

(Segue PRESIDENTE). Riprendiamo l'esame dell'ordine del giorno G100, precedentemente accantonato.

Invito il senatore Segretario a dar lettura del nuovo testo di tale ordine del giorno.

MALAN, segretario. «Il Senato

ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di adottare adeguate iniziative volte al definitivo superamento dell'emergenza nel settore dei rifiuti in atto nel territorio della regione Campania;

considerata la gravità del contesto socio-economico-ambientale derivante dalla situazione di emergenza in atto, suscettibile di compromettere gravemente i diritti fondamentali della popolazione della regione Campania, attualmente esposta a rischi di natura igienico-sanitaria ed ambientale;

ravvisata l'ineludibile esigenza dell'individuazione e della realizzazione di discariche necessarie per lo smaltimento dei rifiuti prodotti nella regione Campania;

ritenuto, altresì, di inserire le misure emergenziali in un quadro coerente con l'esigenza del definitivo superamento del problema dello smaltimento dei rifiuti in Campania e di procedere, pertanto, all'individuazione di soluzioni aggiuntive alle discariche individuate, in modo da far fronte immediatamente allo smaltimento dei rifiuti giacenti o comunque sversati sulle strade e nei territori urbani ed extraurbani e di approntare, al contempo, una soluzione definitiva e duratura;

considerato che nell'intero territorio della regione Campania risultano dislocati numerosi siti di cave abbandonate e/o dismesse, quindi non più in attività e disponibili in tempi brevi in quanto privi di alcuna legittima titolarità o aspettativa privatistica nonché sprovvisti di vincoli amministrativi o obblighi per gli ex gestori o proprietari;

visto il Piano Regionale delle Attività Estrattive (P.R.A.E.), approvato con ordinanza del Commissario ad acta n. 11 del 7 giugno 2006, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 27 del 19 giugno 2006;

visto, altresì, il Piano di recupero ambientale del territorio della provincia di Caserta compromesso dall'attività estrattiva delle cave abbandonate, abusive o dismesse, articolo 11 ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3100 del 22 dicembre 2000 e successive modificazioni, di competenza del Commissario di Governo per l'emergenza rifiuti, bonifiche e tutela delle acque nella regione Campania;

considerato il numero notevole di tali siti, la loro dislocazione territorialmente diffusa e la complessiva elevata capacità ricettiva, il cui utilizzo, pertanto, previe le opportune verifiche e nel rispetto della normativa tecnica di settore nazionale e comunitaria, consentirebbe di eliminare tipologie di rifiuti compatibili con dette aree ed al contempo un'azione di ripristino ambientale delle cave abbandonate e dismesse

impegna il Governo

a verificare la possibilità di utilizzare, per le suddette finalità, anche le cave abbandonate e dismesse, con priorità per quelle acquisite dallo Stato, presenti nella regione Campania, così come individuate dal Piano Regionale Attività Estrattive (P.R.A.E.), approvato con ordinanza del Commissario ad acta n. 11 del 7 giugno 2006 e pubblicata sul BURC n. 27 del 19 giugno 2006, nonché dal Piano di Recupero Ambientale del Territorio della Provincia di Caserta, articolo 11 ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3100 del 22 dicembre 2000 e successive modificazioni, di competenza del Commissario di Governo per l'emergenza rifiuti, bonifiche e tutela delle acque nella regione Campania».

DE LUCA (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

DE LUCA (PD). Signor Presidente, vorrei sapere dal Governo se concorda con la riformulazione che lo impegna a verificare la possibilità di utilizzare, per le suddette finalità, anche le cave abbandonate e dismesse, con priorità per quelle acquisite dallo Stato, presenti nella Regione Campania, così come individuate dal Piano Regionale Attività estrattive approvate con ordinanza del Commissario.

D'ALI' (PdL). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ALI' (PdL). Chiedo scusa, Presidente, vorrei fare una precisazione. In Commissione questo ordine del giorno era stato integrato con la previsione di ricomprendere tra le cave interessate anche quelle presenti in località Valle della Masseria. Poiché il senatore De Luca propone la cancellazione di tale previsione, vorrei chiedergli se ritiene che Valle della Masseria sia ricompresa nel Piano Regionale Attività Estrattive.

Dal momento che il senatore De Luca, per le funzioni precedentemente svolte, è stato l'estensore di quel Piano, vorrei dalla sua viva voce sentire se nella dizione, «così come individuate dal Piano Regionale Attività Estrattive» è compresa anche la presenza delle cave in località Valle della Masseria, per cui quell'inserimento diventerebbe effettivamente ultroneo.

PRESIDENTE. Senatore De Luca, come risponde al quesito del senatore D'Alì? (Brusìo). Colleghi, per cortesia, pregherei l'Aula di un attimo di attenzione.

DE LUCA (PD). Signor Presidente, rispondo per chiarimento al presidente D'Alì che si tratta di un inciso assolutamente superfluo, perché l'approvazione del Piano estrattivo delle cave abbandonate fa riferimento a tutto il territorio e quindi a tutti i siti che, tra abbandonati e dismessi, sono in grado di essere utilizzati. Pertanto ritengo assolutamente superfluo e ridondante aggiungere una sottolineatura che ritengo inutile, perché il riferimento è al Piano nel suo complesso, come approvato nel giugno 2006.

D'ALI' (PdL). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ALI' (PdL). Signor Presidente, con questo chiarimento, secondo il quale la soppressione dell'inciso, in quanto ultroneo, non preclude al Governo la possibilità di utilizzare anche le cave in località Valle della Masseria, poiché ricomprese nella previsione del Piano Regionale Attività Estrattive, credo si possa accedere alla proposta del senatore De Luca.

 

PRESIDENTE. Qual è il parere del Governo in merito?

MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, il Governo fa propria l'opinione poco fa espressa dal Presidente della 13a Commissione. Aggiungo qualche brevissima considerazione. Questo inciso, per capirci, non arrivava a caso, perché nel corso della discussione in Commissione il sottosegretario Bertolaso aveva fatto notare una serie di vicende che sono alla sua attenzione e che è utile siano anche alla nostra attenzione. In particolare, aveva sottolineato, portando tra l'altro anche una documentazione fotografica, come la discarica di Macchia Soprana abbia attualmente dei problemi, riscontrati anche dalla documentazione fotografica, a proposito delle opere murarie di sostegno e come sia costata parecchio di più (mi rimane tuttora misterioso il motivo per cui si decide di fare una discarica su un monte e non a valle, ma queste sono questioni su cui non voglio andare oltre).

A proposito della possibilità di individuare ulteriori luoghi - ci si riferiva soprattutto alle cave dismesse nelle quali esercitare attività di discarica - ovviamente il Governo non può che essere favorevole. Faccio notare anche che il sottosegretario Bertolaso, dati alla mano, aveva portato una relazione sull'attività già espletata in merito e aveva fatto notare che, a quanto risulta oggi al Sottosegretario (in passato commissario), le cave che per la loro configurazione geologica possono essere utilizzate come discariche sono numericamente sotto la decina.

Faceva presente anche che ovviamente non era sua intenzione discutere oggi della questione di Valle della Masseria, che già ha suscitato parecchi problemi di rapporti con le comunità locali; è evidente, però, che l'esclusione dall'ordine del giorno dell'indicazione di Valle della Masseria (che era entrata, ripeto, non a caso) non può diventare, sia pure in via sottintesa, una sorta di esclusione della possibilità di utilizzare anche quegli spazi, se mai dovesse accadere, per attività di discarica.

In questi termini, quindi, l'ordine del giorno rappresenta una spinta ulteriore a ricercare nelle cave dismesse ed abbandonate la possibilità di esercitare attività di discarica. Secondariamente, ripeto, non può desumersi dal fatto che si espunga questa indicazione una sorta di intesa per cui non si potrà più parlare di quella vicenda.

Così inteso, il parere del Governo è favorevole.

FLUTTERO, relatore. Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

FLUTTERO, relatore. Signor Presidente, come relatore, esprimo parere favorevole al nuovo testo dell'ordine del giorno G100, espressione della Commissione. Dal dibattito, infatti, emerge chiaramente che il fatto che si espunga la frase «comprese quelle in località Valle della Masseria» non rappresenta un passo indietro rispetto all'indicazione, già prevista nel testo originario dell'ordine del giorno G100, di impegnare il Governo a verificare la possibilità di utilizzare, per le suddette finalità, anche le cave abbandonate e dismesse, con priorità per quelle acquisite dallo Stato presenti nella Regione Campania, così come individuate dal Piano Regionale Attività Estrattive, sicché, all'interno di tale Piano, sono ricomprese tutte le cave dismesse che sono già in mano pubblica, compresa quella di Valle della Masseria, per la quale la ripetizione che era inserita nell'ordine del giorno risultava ridondante.

PRESIDENTE. Con questa precisazione, essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G100 (testo 2) non verrà posto in votazione.

Passiamo alla votazione finale.

PISTORIO (Misto-MPA). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

PISTORIO (Misto-MPA). Signor Presidente, onorevoli colleghi, la drammaticità dell'emergenza rifiuti che sta vivendo la Campania è frutto di una storia ventennale, connotata, da un lato, dal malgoverno frutto della deroga alle responsabilità istituzionali ed al senso etico che devono essere all'altezza delle popolazioni amministrate. Siamo in presenza, dall'altro lato, di una profonda ingiustizia nei confronti dei cittadini che hanno pagato le tasse per lo smaltimento dei rifiuti senza ottenere in cambio alcun servizio, fino a giungere sull'orlo di rischi gravi per la salute stessa. Sono questi, infatti, gli effetti devastanti del malgoverno, che sono stati pagati in termini di immagine da tutto il Paese e che si sono tradotti anche in danni economici rilevanti non solo per il nostro Mezzogiorno.

Diamo atto al Governo della tempestività dell'impegno dimostrato attraverso il provvedimento che ci accingiamo a votare. Il Governo, infatti, si è impegnato in modo diretto, mettendoci la faccia e affrontando tale delicatissima questione senza pensare a soluzioni salvifiche o a ricette miracolose.

Nel provvedimento si intrecciano, oltre a quelle tecniche, questioni politiche di una certa complessità che hanno registrato, tra l'altro, significative convergenze trasversali su alcuni punti. Si affida ad un'alta carica del Governo la responsabilità della gestione dell'emergenza; si ridefinisce la competenza dell'autorità giudiziaria; si indicano siti per la costruzione dei termovalorizzatori e degli impianti di selezione e trattamento; si istituisce una commissione di verifica ambientale; si indicano altresì regole per la raccolta differenziata, prevedendo un'adeguata informazione e partecipazione dei cittadini.

Il Governo si è trovato ad affrontare problemi provenienti da molti settori, come la resistenza delle popolazioni e delle amministrazioni locali, oltre a difficoltà derivanti da rapporti di natura istituzionale. Dobbiamo dare atto al Governo di avere agito con l'energia, l'equilibrio e la prontezza necessari per affrontare un nodo che difficilmente sarebbe dipanabile senza il più ampio e responsabile concorso di più soggetti.

Il Governo sta facendo la sua parte nel dare avvio alla risoluzione di un problema complesso, per fare in modo che - superata l'emergenza - non si ricada in analoghe situazioni in altre parti del Paese.

Noi sappiamo bene che in Italia, purtroppo, esiste un Paese a due velocità. Esiste al Sud un deficit di impianti e strutture che va radicalmente colmato. Vanno infatti rapidamente superate le differenze e i gap infrastrutturali tra il Nord e il Sud del Paese. Noi vogliamo essere il Sud orgoglioso di essere il contrario di questa iconografia maledetta, per cui tutto debba andare sempre male e il Sud della "monnezza" diventa addirittura metafora. Noi vogliamo essere la metafora ma anche la pratica di un Sud che sulla "monnezza" costruisce un percorso di sviluppo, di economia e di cultura ecocompatibile.

Qui si gioca una partita fondamentale, quella che vede coniugarsi le responsabilità degli amministratori locali con le responsabilità dei cittadini. È questo il momento migliore per aprire nel Mezzogiorno un percorso di cambiamento radicale nelle abitudini quotidiane, negli stili, sia di amministrazione, sia di vita quotidiana. È il momento migliore perché tutti quanti abbiamo di fronte le immagini che nella crisi dei rifiuti campana ci dicono davvero quale può essere l'esito paradossale del combinato disposto di irresponsabilità della politica e di pigrizia nei comportamenti anche individuali.

Ad esempio, bisogna cominciare dalla diminuzione della produzione dei rifiuti che riguarda la capacità nostra di coordinarci con il sistema dei consumi e della distribuzione commerciale. L'altra strada è quella della raccolta differenziata, che mette al centro il tema del recupero della materia. Tra le tante cose che mi hanno colpito nella vicenda campana, quella che considero particolarmente fastidiosa è la crisi economica delle aziende del riciclo di materia per mancanza di materia. Un'azienda che ricicla plastica che si trova a rischiare di dover chiudere perché manca plastica mentre contemporaneamente ci sono per strada sei milioni di tonnellate di rifiuti è indicativa di un esito paradossale.

Il recupero di materia significa che bisogna costruire gli impianti, a cominciare da quelli della selezione della frazione secca e di quella umida. La frazione umida può tornare in natura attraverso gli impianti di compostaggio e la materia recuperata può alimentare un circuito di occupazione ed economico virtuoso.

Avviato il superamento dell'emergenza, bene affrontato dal provvedimento in esame, occorre maggior compartecipazione delle autonomie locali. Regioni ed enti locali devono recuperare efficienza e modernità in sinergia con gli interventi statali e soprattutto bisogna procedere in tempi molto stretti. Occorre procedere attraverso un'oculata e partecipata programmazione di interventi, che poggi su due punti fondamentali. Il primo punto riguarda l'individuazione di scelte politiche e tecniche inattaccabili, perché frutto di trasparenza nelle procedure, nella scelta dei siti e degli impianti e della programmazione degli interventi attuati attraverso una dialettica serrata con le popolazioni e i loro rappresentanti amministrativi locali. Il secondo punto è costituito dalla sicurezza certificata degli impianti e delle diverse soluzioni che si reputa più opportuno adottare per un determinato territorio, accompagnata da un'assoluta ecocompatibilità ambientale e di sicurezza della salute dei cittadini.

Questa vicenda, emblematica dello stato di degrado complessivo del nostro Paese, frutto di scelte irresponsabili o di immobilismo politico, che tanto danno ha arrecato e sta arrecando specialmente al Sud dell'Italia, ci spinge ad accettare la sfida di un nuovo meridionalismo, svincolato dalle vecchie pratiche di clientelismo e assistenzialismo, per puntare su uno sviluppo autopropulsivo, efficiente e moderno, gestito territorialmente.

Per questi motivi, dichiaro il voto favorevole del mio Gruppo ad un provvedimento che, aggredendo e - speriamo - risolvendo la drammatica emergenza dei rifiuti in Campania, lascia intravedere le linee di un più ampio e articolato intervento, che porti tutti i cittadini italiani a godere, nel più breve tempo, degli stessi standard di servizi su tutto il territorio nazionale, scontando oggi, nell'immediato, uno sforzo richiesto all'intero Paese, di senso di responsabilità e solidarietà rispetto a un territorio che vive oggi un momento di grande difficoltà. (Applausi dal Gruppo Misto-MPA).

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, noi voteremo a favore di questo provvedimento, e lo faremo perché crediamo che l'emergenza rifiuti in Campania sia una questione di interesse nazionale rispetto alla quale la logica di maggioranza e opposizione non serve. È infatti in discussione il buon nome del nostro Paese e l'interesse del nostro Paese a dare un'immagine diversa da quella che purtroppo ha avuto in Campania e non solo negli ultimi anni. Bisogna riparare i danni che la situazione di sfascio e di malgoverno della vicenda dei rifiuti in Campania negli ultimi 14 anni ha prodotto: il danno di immagine e anche il danno sotto il profilo economico, subito non solo dalla Campania ma dall'intero Paese.

Per queste ragioni, nonostante noi avessimo - e abbiamo ancora - una serie di perplessità su alcune norme, voteremo a favore del provvedimento in esame. Infatti solo l'esigenza di far fronte all'emergenza rifiuti ci convince a dare il via libera ad un complesso di norme che introducono per la Campania un diritto speciale, un diritto amministrativo speciale, una giurisdizione amministrativa speciale, un diritto processuale-penale speciale, ancorato al territorio anziché ai princìpi costituzionali che regolano l'esercizio della funzione giurisdizionale. Ci convince la circostanza che siamo di fronte ad un regime speciale temporaneo, che serve solo ed esclusivamente a far fronte all'eccezionalità del momento e a far uscire la Campania, e quindi l'intero sistema Paese, dalla situazione di degrado e disagio in cui si trova.

Se così non fosse sarebbe opinabile l'idea di avere costruito, ad esempio, una struttura che non è né commissariale né di un Sottosegretario, perché si è messa assieme la struttura commissariale dell'emergenza rifiuti con una nuova figura di Sottosegretario che si occupa del problema della Campania con una serie di poteri speciali in deroga alla normativa comunitaria, al regime di contabilità dello Stato e degli enti pubblici nonché al sistema e alle modalità di scelta del contraente. Tutto ciò, ovviamente, configura un sistema, un diritto amministrativo speciale, un'organizzazione in deroga che si può giustificare solo, ripeto, per la sua temporaneità e per la circostanza che serve a far fronte a questa situazione di emergenza.

Analogo ragionamento, devo dire la verità, vale anche per l'istituzione di questo giudice non più naturale e non più precostituito per legge, che è la superprocura presso il tribunale che si occupa solo ed esclusivamente di quei reati che riguardano il settore ambientale in Campania. Anche questa è una norma che ci ha visto perplessi, non solo per la palese contraddittorietà rispetto alle previsioni costituzionali ma perché può rappresentare un precedente che, se utilizzato in altri settori o in maniera indiscriminata, potrebbe risultare pericoloso. L'ipotesi di individuare un sistema di reclutamento del personale, anche qui in deroga e con una forma eccezionale, determina talune perplessità che, ripeto, sono sempre legate solo ed esclusivamente al fatto che un regime eccezionale si può giustificare ma entro certi limiti e princìpi, altrimenti si costituiscono dei precedenti che poi il legislatore fa fatica a smentire.

D'altro canto, però, ci sono aspetti positivi, come quelli che riguardano le norme sulla raccolta differenziata, sui termovalorizzatori, sulla necessità di configurare come aree strategiche di interesse nazionale i siti che devono accogliere l'immondizia; ci sono aspetti e migliorie procedurali importanti che hanno già prodotto effetti positivi e che siamo certi ne produrranno in futuro.

La ragione per cui, alla fine, abbiamo valutato positivamente questo provvedimento è proprio perché già nella sua fase di prima applicazione, cioè dopo che il decreto è stato pubblicato, si è vista una serie di risultati positivi e quindi noi, anche se dall'opposizione, abbiamo cercato di dare un contributo in termini positivi alla soluzione di un problema che - ripeto - è di interesse nazionale.

Dobbiamo però fare una considerazione di natura finale. La necessità di intervenire con questo decreto e di farlo con norme supereccezionali e superspeciali sotto ogni profilo è la triste constatazione del fallimento di norme, di procedure, di attività amministrative, statali, regionali e locali in questa materia. Si osserva il fallimento di una classe dirigente, di una politica in questo settore in questi anni che ha testimoniato la crisi del sistema Paese: non è una crisi solo delle classi dirigenti campane degli ultimi 14 anni, ma dell'intero sistema Paese perché di questa crisi ne hanno beneficiato anche imprese del Nord, anche aree economicamente forti ed attrezzate. Questo manifesta in tutta la sua volgarità il fallimento di un sistema che ci deve far riflettere e a fondo. Deve far riflettere per il rischio che uno o diversi casi Campania si possano verificare anche in altre Regioni d'Italia. Ciò a meno che il Governo, anche quello regionale ma soprattutto quello centrale, intervenga tempestivamente per garantire che le Regioni si dotino delle necessarie strutture, come i termovalorizzatori (questo può riguardare la Sicilia come il Lazio), cioè di quegli strumenti ordinari che consentano la conclusione del ciclo dei rifiuti nei termini in cui è previsto dalla normativa comunitaria.

È necessario prevenire ed intervenire e credo che il Governo, facendosi carico della drammatica esperienza campana, faccia tesoro di questa esperienza e si attivi in maniera positiva ed efficiente per garantire alle altre Regioni italiane ciò che la Campania non è riuscita a garantire ai propri cittadini: un servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti degno di questo nome, secondo standard europei.

Per queste ragioni, signor Presidente, voteremo a favore di questo provvedimento, con grande senso di responsabilità, anche se con alcune perplessità che abbiamo già indicato. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut. Congratulazioni).

RUSSO (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

RUSSO (IdV). Signor Presidente, non ho il complesso delle folle oceaniche e so di parlare ad un'Aula quasi vuota. Ringrazio il Sottosegretario per l'ambiente, che è presente, ma avremmo preferito ‑ io in particolare ‑ che fosse stato presente anche il sottosegretario Bertolaso, che abbiamo nominato tale all'uopo, perché eravamo convinti che fosse la panacea di tutti i mali (come se non avesse già operato in Campania). Mi sembra quindi strano che non sia qui. Quando, ad esempio, è stato affrontato il problema delle cave, se fosse stato presente colui che aveva già fornito delle indicazioni in ordine ai siti da indentificarsi o già identificati, avrebbe potuto offrire il suo contributo, piuttosto che fare tutta quella questione sull'ordine del giorno del collega De Luca.

La difficoltà di affrontare con serenità questa discussione è inversamente proporzionale al pathos che la stessa induce in chi vive, opera e lavora in una regione martoriata, che aveva riposto speranza nella possibilità di vedere risolta questa endemica emergenza, ma che ancora oggi - come ricordava il senatore Di Nardo questa mattina - è sommersa da migliaia di tonnellate di rifiuti e, fatto ancora più grave, da milioni di ecoballe, che non si sa quando, dove e chi dovrà smaltire.

Mi sembra quasi, signor Presidente, di essere tornato militare, nella mia caserma di Casale Monferrato (tantissimi anni fa, ahimè), il cui motto era: «Non chiedo dove, non chiedo quando e non chiedo perché». In quest'Aula, infatti, al di là di coloro che hanno lavorato per emendare - ovviamente in forma propositiva - un provvedimento che tutti aspettavamo (soprattutto i cittadini della mia Regione), nessuno si è posto il problema e non si è chiesto dove, non si è chiesto quando e soprattutto non si è chiesto il perché di alcune scelte.

Per tutto questo, il Gruppo Italia dei Valori ha presentato un limitato numero di proposte emendative al decreto-legge sull'emergenza rifiuti in Campania, nella consapevolezza che la drammaticità del problema richiedeva l'adozione di un provvedimento d'urgenza e la cooperazione di tutti i livelli istituzionali, dal territorio al Parlamento, per l'individuazione di strumenti efficienti ed efficaci e per avviare il rientro alla normalità e alla gestione ordinaria. Purtroppo, l'atteggiamento della maggioranza e del Governo, che pure ha adottato due diversi decreti-legge nel giro di poche settimane, non ha consentito al Parlamento e, nello specifico, al Senato, di apportare quei miglioramenti indispensabili a rendere il decreto uno strumento efficace per affrontare l'emergenza in atto.

Il nostro Gruppo avrebbe potuto sollevare eccezioni di costituzionalità, poiché riteniamo che ne sussistano i presupposti. Abbiamo tuttavia preferito procedere avanzando proposte correttive di gran buon senso e ragionevolezza che, se esaminate con la dovuta attenzione, sono chiaramente modulate nel senso di rafforzare il decreto e non di svuotarlo.

In riferimento all'articolo 3, con gli emendamenti da noi proposti e da voi bocciati, abbiamo chiesto al Governo opportuni e ulteriori approfondimenti, anche alla luce dei princìpi posti dall'articolo 102 della Costituzione, presentando proposte correttive sui commi 1 e 2 che derogano all'ordinaria disciplina sulla competenza territoriale dei giudici. Avremmo potuto presentare una pregiudiziale per il mancato rispetto, tra gli altri, degli articoli 25 e 3 della Costituzione, ma nella consapevolezza che essa, ove accolta, avrebbe travolto in seconda lettura l'intero decreto, abbiamo invece prospettato soluzioni concrete atte a rimuovere questi problemi: in particolare in relazione all'articolo 3, comma 5, ove si prescrive che le disposizioni straordinarie e derogatorie sono applicabili anche ai procedimenti in corso per i quali non sia stata esercitata l'azione penale.

Il mancato accoglimento di queste proposte, come anche di quelle relative all'articolo 4, reca con sé non tanto e non solo la contrarietà del nostro Gruppo alla conversione in legge del decreto-legge n. 90 del 2008 con le modificazioni apportate alla Camera, quanto piuttosto il risultato di aver perso ancora un'altra occasione - ancora un'altra - preziosa per scrivere insieme un testo corretto giuridicamente e concretamente applicabile ai fini della soluzione dell'emergenza. Se così non sarà - perché così non sarà - è anche perché si è evitato di eliminare dal decreto gli elementi palesemente estranei che lo appesantiscono e lo gravano di inutili contenziosi.

Chiedo al Governo: cosa mai c'entra con l'emergenza rifiuti in Campania la nomina da parte del nuovo Ministro di 50 nuovi componenti della commissione tecnica sulla valutazione dell'impatto ambientale? Cosa ha a che vedere con l'emergenza rifiuti la nomina di un segretario generale al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare? Sono tutte scelte opinabili ma legittime, purché adottate nella sede giusta senza voler prendere la scorciatoia facile del decreto-legge.

Anche sulla gestione emergenziale occorre fare attenzione. Non solo il perpetuarsi di commissariamenti ha dimostrato di non risolvere l'emergenza (e questo non solo in Campania, ma anche in altre Regioni), ma l'Italia è anche sotto procedura d'infrazione in Europa per l'uso disinvolto delle ordinanze di protezione civile per derogare alla normativa nazionale e comunitaria nei più diversi ambiti, a cominciare dai lavori pubblici e dagli appalti. Come mai allora si è pensato di rendere meno trasparenti le procedure introducendo nel decreto una norma che non c'entra, al solo scopo di eliminare un passaggio preventivo in Corte dei conti alle ordinanze emergenziali? La logica di questa scelta non è certo connessa alla speditezza delle procedure in materia di emergenza rifiuti; si è voluto specificare che alla Corte dei conti sono sottratte le funzioni di controllo anche sui cosiddetti grandi eventi che vengono curati dalla protezione civile. Basterebbe elencare tali grandi eventi per capire che nulla hanno a che fare con il decreto in esame e che tanto meno è giustificabile un simile atteggiamento verso la Corte dei conti.

L'altro grande elemento di contrarietà che abbiamo rappresentato sin dall'inizio è la vaghezza e la genericità delle deroghe, amplissime, concesse al Sottosegretario di Stato e ai capi missione dall'articolo 18. Avremmo potuto eccepire sulla necessità di creare addirittura un Sottosegretario su questo argomento, tuttavia ci siamo limitati a chiedere che questa figura, anzitutto a sua stessa tutela, venisse posta in condizione di operare in un quadro di certezze.

Per questo motivo, oltre a richiedere il rispetto dei princìpi generali dell'ordinamento, quale ad esempio l'obbligo di motivazione degli atti, abbiamo formulato proposte emendative che sancissero chiaramente il rispetto e la inderogabilità dei princìpi fondamentali in materia di tutela della salute, dell'ambiente e del patrimonio culturale, delle disposizioni in materia igienico-sanitaria, prevenzione incendi, sicurezza sul lavoro (1.300 morti bianche ad oggi), urbanistica, paesaggio e beni culturali.

L'elenco delle norme derogate e derogabili è francamente eccessivo: basta scorrerlo per incontrare deroghe concernenti disposizioni in materie di competenza concorrente o esclusiva delle Regioni, anche con riguardo alla possibilità esplicita di derogare a leggi regionali e senza che sia valutata la fattibilità di una tale scelta alla luce del nuovo Titolo V della Costituzione.

Ma ancor più rilevanti, e francamente meno comprensibili in un Paese sottoposto a procedura di infrazione comunitaria, sono le deroghe alla disciplina europea in materia di valutazione di impatto ambientale, qualità delle acque ed emissioni in atmosfera.

Prendiamo atto che sono state fortunatamente soppresse alcune disposizioni, introdotte inopportunamente dal Governo in Commissione ambiente alla Camera, relative all'organizzazione interna del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, del tutto estranee al contenuto proprio del decreto-legge. Ma questo non basta a depurare il decreto dagli elementi che lo appesantiscono inutilmente.

Da ultimo, meritano una ulteriore segnalazione due questioni affrontate con emendamenti e ordini del giorno. Facciamo riferimento all'articolo 17, comma 3-ter, che, pur diverso dalla formulazione inizialmente prospettata, non deve trasformarsi in interventi punitivi per le Regioni e per i cittadini, già gravati da tariffe più elevate del resto d'Italia, stabilendo un pericoloso precedente per il quale lo Stato può ritenersi legittimato a rientrare di spese sostenute per emergenze di protezione civile.

L'azione decisa e forte, anche punitiva in senso lato, va rivolta alle amministrazioni inadempienti ed in ciò siamo a favore di questa disposizione. D'altra parte, ci riferiamo ad una norma, al comma 7-bis dell'articolo 9, che, se applicata ciecamente a tutti i rifiuti speciali, può arrecare danni gravi al settore agricolo e produttivo della Campania, se si pensa all'utilizzo che da sempre si fa di impianti di compostaggio situati in altre Regioni per l'industria del pomodoro o anche per il settore florovivaistico. Come ricordava stamattina il senatore Di Nardo, tra poco partirà la campagna per la raccolta dei pomodori. L'UNESCO si avvia a considerare la dieta mediterranea un patrimonio da tutelare e bisogna fare particolare attenzione a non mettere in crisi questo settore ancora vitale per l'economia campana.

In conclusione, per le ragioni sopra esposte, riteniamo che il decreto-legge al nostro esame sia stato trasmesso al Senato senza aver apportato i necessari miglioramenti ed anzi risulta sensibilmente peggiorato in alcuni punti. In mancanza di un accoglimento anche delle più ragionevoli proposte dell'opposizione, il nostro voto non può che essere contrario, nella convinzione che il testo che sarà licenziato dal Senato, senza modifiche, non favorirà in alcun modo la soluzione della situazione emergenziale nella Regione Campania. (Applausi dal Gruppo IdV).

DELLA SETA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

DELLA SETA (PD). Signor Presidente, colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, in quest'Aula la maggioranza e il Governo hanno opposto un rifiuto sistematico a tutte le proposte di modifica del decreto-legge sull'emergenza rifiuti avanzate dal Partito Democratico, proposte che non nascono da una contrarietà alle finalità e alle premesse di questo provvedimento, che condividiamo in pieno, ma dall'intenzione di superarne lacune, limiti, eccessi, contraddizioni.

Giudichiamo questo un errore sia di metodo che di merito. È un errore di metodo, perché conferma che questo Governo è indisponibile a un vero confronto con il Parlamento, non solo con l'opposizione ma con la sua stessa maggioranza, ridotta a mero esecutore delle indicazioni legislative che arrivano da Palazzo Chigi. Il Governo impone decreti-legge da prendere o lasciare "chiavi in mano"; le sole modifiche che accetta sono quelle che esso stesso decide di introdurre in corso d'opera: così è avvenuto con la norma fermaprocessi, così anche per il decreto-legge sull'emergenza rifiuti. Tuttavia, l'emergenza rifiuti in Campania è una questione troppo seria per venire brandita come un'arma di propaganda. In campagna elettorale e poi subito dopo il voto il Presidente del Consiglio aveva promesso: «Entro un mese risolveremo il problema». Ora sia lui che il suo Governo si stanno accorgendo che il cammino è molto più arduo, però, proprio per questo dovrebbero sgomberare il campo dalla propaganda e dalle pretese di autosufficienza: nemmeno l'indiscutibile capacità tecnico-organizzativa del dottor Bertolaso può fare miracoli, e a noi pare che questo il Governo non l'abbia ancora capito.

Anche nel merito, tale modo di procedere crea solo danni. Il decreto su cui oggi ci troviamo a votare rischia di tradursi in un esempio classico di eterogenesi dei fini. Nato per guidare verso l'uscita dall'emergenza rifiuti in Campania, rischia di creare le condizioni per una sua ulteriore indefinita perpetuazione. Malgrado qualche miglioramento in tal senso, apportato al testo durante la discussione alla Camera, contiene troppe deroghe all'ordinaria amministrazione, all'ordinaria legislazione ed all'ordinaria giurisdizione. In alcuni casi, deroghe inutili e pericolose, come quelle che riguardano la sicurezza del lavoro o i limiti di emissione per ogni singolo impianto che tratta rifiuti.

Prevede un uso troppo estensivo dell'esercito, con il rischio di far passare l'idea che solo militarizzando la Campania si possa risolvere il problema dei rifiuti. Crea un ingorgo spaventoso presso la procura di Napoli, con la prospettiva di paralizzarne l'attività e di paralizzare l'attività di contrasto dell'illegalità che lucra sui rifiuti. Ospita abusivamente la decisione di azzerare la commissione che svolge le procedure di valutazione d'impatto ambientale, scelta discutibile in sé, ma, in ogni caso, del tutto priva dei requisiti di necessità e urgenza e del tutto estranea all'oggetto del decreto.

Questo decreto, soprattutto, non dà segnali forti di un contrasto senza sconti e senza pause all'illegalità delle ecomafie, a quella che Roberto Saviano ha chiamato «Gomorra», senza sconfitta della quale l'emergenza rifiuti non potrà finire. Ma sta avvenendo di peggio: mentre rifiuta di inserire nel decreto sui rifiuti norme utili ad intensificare la lotta contro le ecomafie, al tempo stesso, il Governo, con altri provvedimenti, indebolisce oggettivamente la lotta alle ecomafie.

La norma preannunciata, che vieta le intercettazioni telefoniche per i reati con pena massima inferiore a dieci anni, vanificherebbe l'azione preventiva e repressiva contro il traffico illegale dei rifiuti. La pena massima prevista dal reato di organizzazione illecita del traffico dei rifiuti, infatti, è di otto anni e - come ha dichiarato di recente il vice comandante del nucleo operativo ecologico dei Carabinieri - proprio l'arma delle intercettazioni è stata uno degli strumenti più efficaci per combattere le ecomafie. D'altra parte, la norma fermaprocessi non interromperebbe solo il processo Mills, che vede imputato il Presidente del Consiglio, ma fermerebbe e condannerebbe a quasi certa prescrizione molte migliaia di procedimenti in corso, tra cui quelli contro le ecomafie.

Non rinunciamo a sperare che, sulla base di una piena collaborazione istituzionale tra Governo e istituzioni campane, sia venuto finalmente il tempo di lasciarsi alle spalle la fase più acuta dell'emergenza rifiuti. A tale obiettivo continueremo a lavorare, ma le ombre del decreto al nostro esame, e soprattutto l'indisponibilità della maggioranza e del Governo a cancellare quelle più ingombranti, ci impediscono di esprimere un voto favorevole, costringendoci all'astensione. (Applausi dal Gruppo PD).

MONTI (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MONTI (LNP). Signor Presidente, onorevoli senatori, la gravità della situazione dell'emergenza rifiuti di Napoli è una realtà talmente evidente che ha fatto il giro del mondo. Ciò non solo ha compromesso i diritti fondamentali della popolazione campana, esponendola a rischi di natura igienico-sanitaria ed ambientale, ma ha anche danneggiato l'immagine dell'intero Paese, creando gravi danni al settore turistico ed all'economia in generale. La crisi di Napoli non è un'emergenza da calamità naturale, ma da crisi amministrativa e politica, con risvolti da prevaricazione ideologica, che ha fatto prevalere la posizione ideologica dei vari partiti in luogo della risoluzione dei problemi veri.

Il Governo si è dimostrato responsabile e pronto ad affrontare la grave situazione di emergenza rifiuti che ha messo in crisi non solo la Campania, ma l'intero Paese. Sin dal primo Consiglio dei ministri, infatti, è intervenuto con risposte immediate, innovative e molto forti, per il definitivo superamento della crisi. La Lega Nord ha fornito il proprio contributo sia in occasione del primo Consiglio dei ministri, svoltosi a Napoli, sia durante l'iter parlamentare del decreto-legge, apportando alla Camera importanti modifiche del testo base. Questo è stato possibile grazie soprattutto alla propria esperienza nella gestione del settore rifiuti, nell'ambito delle amministrazioni del Nord, là dove la raccolta differenziata, basata sul cosiddetto metodo della raccolta porta a porta, raggiunge percentuali anche oltre l'80 per cento.

Un commissario, individuato nella persona del sottosegretario Bertolaso, può risolvere, già entro l'estate, la prima fase di emergenza, con lo sgombro dei rifiuti dalle strade campane, attraverso gli ampi poteri che gli vengono concessi, ma per risolvere definitivamente i problemi servono gli impianti e le infrastrutture che in 15 anni di crisi non sono stati mai realizzati. Infatti, il decreto prevede la realizzazione di 4 termovalorizzatori, 10 discariche e altri impianti di pretrattamento di fondamentale importanza, perché i rifiuti della Campania, finita l'emergenza, dovranno essere smaltiti solo in Campania, come è giusto che sia per tutte le Regioni.

Per la Lega Nord questa è l'ultima volta che il Governo interviene nella gestione dei rifiuti della Campania. Basta con la politica dove interviene lo Stato con i commissari straordinari. Se bisogna commissariare, si commissarino prima di tutto la Regione, la Provincia e quei Comuni che non fanno il proprio dovere. (Applausi dal Gruppo LNP). Basta con clientelismi, sprechi e assunzioni spropositate di comodo. Abbiamo assistito ad assunzioni folli, appalti quasi mai regolari, incarichi con modalità clientelari, che hanno formato il più grande spreco della storia. Basta con le decisioni amministrative e politiche che, di fatto, hanno anche favorito la camorra, cosi come hanno favorito il consenso della politica locale, e che sono diventate uno dei veri mali della realtà campana.

Ora bisogna voltare pagina. Si coinvolgano i sindaci per attuare la raccolta differenziata, attraverso il porta a porta, la realizzazione di piazzole ecologiche, l'informazione e sensibilizzazione dei propri cittadini per un comportamento responsabile. I Presidenti di Provincia devono fare i piani provinciali ed avviare gli ATO. Serve in definitiva una discontinuità politica, serve una vera alternanza politico-amministrativa.

II nostro Gruppo è fiero per le norme inserite nel testo che per la prima volta responsabilizzano gli amministratori locali stabilendo il principio della correttezza nello svolgimento da parte dei Comuni dei propri obblighi nell'attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Uno degli emendamenti della Lega Nord, approvato alla Camera, prevede la riduzione dei trasferimenti ai Comuni inadempienti nella gestione dei rifiuti per un importo pari alle entrate previste dalla riscossione della tassa o della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Basta con l'assistenzialismo verso le amministrazioni comunali inadempienti che utilizzano in modo improprio i soldi dei cittadini. Questo abbiamo previsto: penalizzazione, in forma di mancato trasferimento di risorse dello Stato, per tutte quelle amministrazioni che mettono in crisi il proprio territorio, danneggiando la salute dei cittadini e l'economia dell'intero Paese. Spesso, specialmente nei Comuni del Sud, i cittadini pagano cifre esorbitanti per la tariffa rifiuti o per la TARSU per non avere alcun servizio da parte dell'amministrazione comunale o per avere un servizio carente e insufficiente. Riteniamo che il nostro emendamento diventerà un deterrente per i Comuni inadempienti che, sull'esempio dei Comuni del Nord, metteranno in atto le dovute iniziative per raggiungere quella qualità del servizio rifiuti che i territori padani hanno saputo sviluppare, trattando il rifiuto come risorsa economica piuttosto che come scarto da smaltire. Nel settore dei rifiuti la raccolta e lo smaltimento secondo forme corrette sono fonti di mercato e non vanno piegate a logiche di puro spreco di denaro pubblico.

Altri nostri emendamenti approvati alla Camera hanno previsto la presentazione al Parlamento da parte del Sottosegretario, prima della cessazione dello stato di emergenza, di una relazione nella quale quantifica tutti gli oneri degli interventi realizzati a carico del Fondo rifiuti, motivando puntualmente le esigenze in essere, le risorse ancora disponibili e anche i soggetti pubblici e privati ai quali verranno affidati gli oneri della gestione ordinaria del ciclo dello smaltimento dei rifiuti della Regione Campania.

La Lega Nord esprime un'ulteriore soddisfazione per l'approvazione di un altro principio fondamentale, sulla base del principio del «chi inquina paga» ossia «ognuno paga lo smaltimento dei propri rifiuti»: per la prima volta, il solito contributo a fondo perduto dello Stato si è trasformato in prestito per la risoluzione della cosiddetta emergenza dei rifiuti campani. (Applausi dal Gruppo LNP).

Ormai l'emergenza rifiuti è diventata una costante, visto che si trascina ormai da ben 15 anni, che a Napoli e nelle altre Province campane sono incapaci di smaltire l'immondizia prodotta dai loro cittadini e che dal 1994 ad oggi è stata spesa la considerevole cifra di 2 miliardi di euro di contributi pubblici per affrontare un'emergenza che è diventata emergenza nazionale.

In questi anni di continua emergenza rifiuti a Napoli si sono registrati sprechi vergognosi come l'avvicendarsi di subcommissari e gente varia che guadagnava spaventose cifre annue. È arrivato il momento per Bassolino, Iervolino e company di uscire definitivamente di scena: dalla scena politica, dalla scena sociale, dalla scena campana e nazionale. (Vivi applausi dal Gruppo LNP). Non basta pagare e lasciare i rifiuti per strada. Dobbiamo risolvere i problemi. Questa è la logica leghista ed è anche la logica contenuta in questo decreto-legge.

La Lega Nord esprime, pertanto, un voto favorevole alla conversione in legge del presente decreto-legge. (Vivi applausi dai Gruppi LNP e PdL. Congratulazioni).

D'ALI' (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ALI' (PdL). Signor Presidente, il Popolo della Libertà voterà convintamente la conversione in legge del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90. Un decreto finalmente incisivo, per quanto riguarda l'emergenza Campania ma non solo. È incisivo sia dal punto di vista delle possibilità operative, sia dal punto di vista politico. (Brusìo). È infatti la prima volta, signor Presidente, colleghi, che il Governo assume con un decreto la responsabilità diretta, tramite un suo componente, della gestione dell'emergenza Campania, consapevole che non si tratti soltanto di un'emergenza campana, ma nazionale, stando a ciò che le cronache in questi ultimi tempi hanno dimostrato. Si tratta di un decreto-legge incisivo dal punto di vista operativo perché finalmente consente al commissario straordinario di poter realmente risolvere il problema.

Ricordo che due anni fa - eravamo opposizione - fu affrontato lo stesso argomento ma con un diverso tipo di decreto. In quell'occasione avvertimmo che quel provvedimento non avrebbe potuto risolvere l'emergenza Campania. Ulteriormente indebolito, non solamente dal passaggio parlamentare ma anche dalla successiva pratica attuativa, quel decreto si rivelò talmente debole che il commissario straordinario dovette rassegnare le dimissioni.

Oggi l'impegno del Governo è preciso e puntuale. Il Governo ha assicurato nella stessa persona del presidente del Consiglio, onorevole Berlusconi, la propria presenza sul territorio campano, una presenza che non è solo immagine, ma è anche operativa: nei prossimi giorni (i dati numerici già ci confortano al riguardo) vedremo concretamente eliminati dalle strade della Campania i cumuli di rifiuti che le ingombrano. Ma l'azione del Governo non si limita solo a ciò. Si premura anche di preparare ed accompagnare - se mi è consentito il termine - la Campania verso la normalità nella gestione dei rifiuti che si potrà attuare solamente se le previsioni di questo decreto saranno puntualmente rispettate.

Ma soprattutto si potrà attuare, signor Presidente, se smetteremo di trasmettere anche dalle Aule parlamentari e dalle sedi istituzionali locali il messaggio negativo che l'ubicazione di una discarica o di un termovalorizzatore costituiscono una penalizzazione per i territori. Non è così. Non usciremo mai dall'eterno balletto dei veti, delle proteste e degli ingiustificati buonismi se non ci convinceremo che l'emergenza rifiuti va affrontata nei termini corretti: una discarica, un termovalorizzatore.

Si chiede da parte delle opposizioni come si elimineranno le ecoballe. Ma con i termovalorizzatori, non certo mandandole a costi elevatissimi in Germania. Si chiede come si elimineranno i rifiuti: aprendo le discariche, utilizzando i siti adatti, che possono eventualmente essere reperiti anche sul territorio. Ne abbiamo discusso in sede di esame degli ordini del giorno. Abbiamo visto che la stessa opposizione ha convenuto, anzi addirittura proposto l'utilizzo delle cave dismesse. Il collega Leoni ci ha dato degli esempi positivi del loro recupero nel Nord-Italia: perché ciò non si può fare in Campania? Perché dobbiamo lasciare i siti idonei all'accoglimento dei rifiuti all'ecomafia, alla camorra, alla possibilità di costituire discariche abusive, quando in un Paese normale ciò non può e non deve accadere?

È questo il nostro obiettivo: riportare la gestione dei rifiuti in Campania ad una normalità che deve essere di esempio anche al resto del Paese, dove non sono poche le condizioni di precarietà nella raccolta dei rifiuti che possono portare a momenti di allarme.

Anche il fatto che l'opposizione abbia annunciato oggi, nella sua stragrande maggioranza, un voto di astensione e non di contrarietà non può non indicare che stiamo intraprendendo la strada giusta. La dobbiamo sostenere con convinzione e senza cedimenti. La dobbiamo sostenere perché anche nei tempi questa emergenza possa essere risolta secondo le previsioni del Governo. Qui non è un Governo che si gioca l'immagine, ma un Paese, il nostro, la cui immagine è già stata intaccata a causa dell'emergenza rifiuti in Campania. Dobbiamo recuperare in questi termini.

Signor Presidente, ringrazio il relatore, senatore Fluttero, e tutti i componenti della Commissione che sono intervenuti nel dibattito. Ringrazio il Governo, il sottosegretario Bertolaso ed il sottosegretario Menia, per come è stato condotto il dibattito in quella sede. Anche la Commissione ambiente trarrà utili indicazioni per la sua attività normativa da quello che accade, che è accaduto, purtroppo, in Campania, ma soprattutto da come si sta risolvendo quell'emergenza, perché la tematica dei rifiuti è, come dicevo, di interesse nazionale e occorre dare indicazioni nuove e precise.

Approfitto, signor Presidente, solo per ricordare, in merito ad alcune perplessità avanzate anche dal rappresentante dell'Italia dei Valori, che il Senato ha oggi approvato un importante ordine del giorno che garantisce la filiera della raccolta differenziata. Infatti, il divieto di trasferimento previsto dall'articolo 9 riguardo ai rifiuti solidi urbani indifferenziati non vale rispetto ai rifiuti destinati allo smaltimento e, in particolare, alle frazioni selezionate a valle della raccolta differenziata e agli scarti industriali omogenei, che così potranno essere collocati presso gli impianti per il riuso nel modo più conveniente possibile, ovviamente nei luoghi dove quegli impianti esistono, non essendoci ancora una loro diffusione sull'intero territorio nazionale, Regione per Regione.

Questa previsione, che il Governo ha accolto e che non mancherà di trasformare in una previsione normativa a breve, ove lo ritenga necessario, garantisce e incentiva la raccolta differenziata, che deve essere sempre più lo strumento attraverso il quale raggiungere la normalità nell'azione di raccolta e di collocamento dei rifiuti.

Signor Presidente, onorevoli colleghi, ribadisco il voto assolutamente convinto e favorevole del Partito del Popolo della Libertà alla conversione in legge di questo decreto. Sono certo che il Governo saprà utilizzare gli strumenti che gli abbiamo dato, anche se la raccomandazione che gli rivolgiamo è che, quando le norme inserite non siano urgenti, esse siano previste con un'attuazione differita al momento della conversione in legge e non al momento dell'approvazione del decreto. Ma siamo certi che su questa strada il Governo non mancherà di operare per il futuro.

Quindi, auguri al sottosegretario Bertolaso, ma soprattutto all'intero Paese, perché risolvendo il problema dell'emergenza rifiuti in Campania avremo risolto un problema nazionale e avremo soprattutto indicato una strada nuova per affrontare uno dei temi più importanti delle politiche ambientali del futuro del Paese e del mondo. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

BIANCO (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BIANCO (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Bianco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, del disegno di legge, composto del solo articolo 1.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

284

Senatori votanti

283

Maggioranza

142

Favorevoli

166

Contrari

14

Astenuti

103

 

Il Senato approva. (v. Allegato B).)(Applausi dal Gruppo PdL).

 

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(585-B) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, recante disposizioni urgenti per l'adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell'articolo 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 19,15)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 585-B, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati.

Ricordo che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale dell'articolo unico del disegno di legge di conversione.

Il relatore, senatore Boscetto, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

BOSCETTO, relatore. Signor Presidente, colleghi senatori, membri del Governo, torna dalla Camera il decreto-legge recante disposizioni urgenti per l'adeguamento delle strutture di Governo. La materia è nota, ne abbiamo ampiamente discusso quando abbiamo trattato questo argomento al Senato. Le modifiche della Camera sono residuali, in quanto il testo partito dal Senato torna con pochissime modifiche di minimo impatto.

Al comma 9, che fa riferimento alla denominazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, è stato aggiunto il comma 9-bis, per risolvere quel problema di competenze tra il Ministero dello sviluppo economico e appunto il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sorto in quest'Aula a seguito di un emendamento del senatore Benedetti Valentini, poi trasformato in ordine del giorno, per poter valutare quale dovesse essere la migliore soluzione rispetto alle competenze dei due diversi Ministeri.

Il risultato è che il Ministero dello sviluppo economico esercita la vigilanza sui consorzi agrari, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, mentre le competenze in materia di produzione e prima trasformazione dei prodotti agricoli - sottolineo il concetto di prima trasformazione - sono esercitate dal Ministero delle politiche agricole. Per prodotti agricoli si intendono, ai sensi dell'articolo 32 del Trattato istitutivo della Comunità europea e della legislazione conseguente, i prodotti del suolo, dell'allevamento e della pesca.

Un'altra modifica è al comma 14, dove viene prevista, per quanto riguarda l'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, su cui ha competenza il Consiglio dei ministri, la possibilità di intervento del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

Ugualmente, al comma 14, lettera c), dove si parla di Centro nazionale di documentazione e di analisi per l'infanzia e l'adolescenza, si aggiunge la competenza, unita a quella della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

Alla lettera e) dello stesso comma 14 è stata eliminata una svista. Quando si faceva riferimento alle funzioni di competenza statale attribuite al Ministero delle attività produttive in materia di imprenditoria femminile, si andava a richiamare la legge 25 febbraio 1992, n. 215, che è invece abrogata. Avevamo inserito un richiamo a tale legge considerandola esistente, mentre era stata abrogata a seguito dell'entrata in vigore del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198. Si parlava anche di competenze già attribuite dagli articoli 21 e 22 del medesimo decreto; anche questi articoli erano abrogati, però parlandosi di competenze già attribuite questa parte della norma poteva stare in piedi. Dovendo però eliminare il riferimento alla legge n. 215, si è ritenuto opportuno riscrivere l'articolo e chiarire che, in ordine al Comitato per l'imprenditoria femminile, resta fermo quanto disposto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 101 del 2007, che vede questo organismo di indirizzo e coordinamento presieduto dal Ministro per i diritti e le pari opportunità, con una indicazione di funzioni che non riguardano la competenza della Presidenza del Consiglio, ma soltanto una regolamentazione specifica nell'ambito dell'imprenditoria femminile. Tuttavia, alla fine, la stessa viene ad essere ricompresa nelle Pari opportunità, che comunque fanno capo alla Presidenza del Consiglio, così chiudendosi il cerchio nel modo più corretto.

L'ultima modifica è al comma 22, dove vengono aggiunte competenze riguardanti il presidente del Consiglio di Stato, il presidente della Corte dei conti e l'avvocato generale dello Stato, stabilendosi che le autorizzazioni al lavoro dei magistrati o degli avvocati dello Stato vengono negate non più dai consigli di presidenza, come oggi accade, ma direttamente dal presidente del Consiglio di Stato, dal presidente della Corte dei conti e dall'avvocato generale dello Stato.

Questo è tutto. Non sono stati presentati emendamenti, c'è soltanto un ordine del giorno del quale discuteremo successivamente. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

  

Sul ferimento di due militari italiani in Afghanistan

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo l'Assemblea che due militari italiani sono rimasti feriti in seguito all'esplosione di un ordigno nell'ovest dell'Afghanistan. Lo apprende l'ANSA da fonti qualificate. Non si conoscono le condizioni dei feriti né altri particolari sull'attentato.

La Presidenza si attiverà per acquisire ulteriori notizie attraverso il Governo e, non appena ne sarà in possesso, le comunicherà.

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 585-B (ore 19,22)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Compagna. Ne ha facoltà.

COMPAGNA (PdL). Signor Presidente, l'essenziale e nitida relazione del collega Boscetto e l'opportunità di chiudere la partita di questi impacchettamenti e spacchettamenti mi impongono di astenermi dall'intervento. Ritengo che il relatore abbia eloquentemente sottolineato le ragioni per le quali è opportuno approvare al più presto il provvedimento così com'è, anche perché le modifiche inserite dalla Camera dei deputati sono piuttosto marginali. (Applausi dai Gruppi PdL, UDC-SVP-Aut e del senatore Astore).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Benedetti Valentini. Ne ha facoltà.

BENEDETTI VALENTINI (PdL). Signor Presidente, sarò altrettanto breve. Vorrei solo sottolineare che alle volte il bicameralismo non è così tanto da bistrattare; la Camera dei deputati, infatti, saggiamente a mio modesto parere, ha reinserito una norma che avevo cercato di far transitare in quest'Aula, che non è di lieve impatto e che con compiacimento vedo qui riprodotta.

Nell'eccellente relazione del collega Boscetto c'è un punto che va evidenziato: noi abbiamo accolto le istanze che venivano da gran parte del mondo agricolo e zootecnico. La norma è di forte impatto perché il coordinamento, molto opportuno e necessario, del Ministero competente (che è quello delle risorse agricole ed alimentari) si estende al primo segmento di trasformazione dei prodotti agricoli, che invece ad esso era stato sottratto. Si tratta di uve che vengono portate alla premitura, di olive che vengono portate alla molitura, di pomodori che vengono portati alla prima trasformazione e così via dicendo.

Dunque, una vasta categoria di operatori interessati e una gamma di prodotti veramente importante, in relazione ai quali è giusto, anche ai fini della tracciabilità e della garanzia della genuinità degli alimenti, che il coordinamento e il penetrante controllo siano di competenza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Mi compiaccio, quindi, di questo percorso che, sia pure in maniera un po' tortuosa, ha condotto al risultato giusto e preannuncio fin d'ora che voterò con piacere a favore del provvedimento. (Applausi dal Gruppo PdL).

 

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Non intendendo intervenire in replica il relatore, ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

VITO, ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il Governo si rimette all'esauriente relazione del senatore Boscetto.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a dare lettura del parere espresso dalla 5a Commissione permanente.

MALAN, segretario. «La Commissione programmazione economica e bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime per quanto di propria competenza parere di nulla osta».

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'ordine del giorno G100, che invito i presentatori ad illustrare.

SCARPA BONAZZA BUORA (PdL). Signor Presidente, ometto l'illustrazione perché l'ordine del giorno si illustra da sé. Peraltro, se il relatore e il Governo sono d'accordo, vorrei riformulare il dispositivo nel modo seguente: all'ultimo capoverso, dopo le parole «impegna il Governo», deve leggersi «a chiarire se, a seguito dell'abrogazione del comma 9-bis, è stata ripristinata, per i consorzi agrari, l'applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 2520 del codice civile e 223-terdecies delle relative disposizioni di attuazione, con la piena operatività della normativa speciale vigente alla data di entrata in vigore della legge n. 366 del 2001, recante la delega per la riforma del diritto societario e se, per i consorzi agrari in liquidazione coatta amministrativa, si applicano le relative disposizioni di cui agli articoli 194 e seguenti del R.D. n. 267 del 1942».

Questa è la modificazione che pongo all'attenzione del Governo e del relatore.

 

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sul nuovo testo dell'ordine del giorno.

BOSCETTO, relatore. Con queste modifiche ritengo che l'ordine del giorno possa essere accolto come raccomandazione.

VITO, ministro per i rapporti con il Parlamento. Il Governo accoglie l'ordine del giorno G100 (testo 2) come raccomandazione.

PRESIDENTE. Senatore Scarpa Bonazza Buora, insiste per la votazione dell'ordine del giorno in esame?

 

SCARPA BONAZZA BUORA (PdL). No, Presidente.

PRESIDENTE.

Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.

Non essendo stati presentati emendamenti agli articoli del decreto-legge da convertire, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, passiamo alla votazione finale.

I senatori D'Alia, Pardi e Bodega avevano chiesto di intervenire in dichiarazione di voto, ma vi hanno poi rinunciato. (Applausi dai Gruppi PdL e PD).

CECCANTI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CECCANTI (PD). Presidente, sarò brevissimo, dato il clima semigoliardico.

Noi voteremo a favore, auspicando che nei prossimi mesi non venga rimessa in discussione la struttura del Governo per esigenze politiche e per aumentare indiscriminatamente i numeri, che per fortuna siamo riusciti a contenere. Ci permettiamo però di insistere sul fatto che i lavori del Parlamento non possono costantemente essere legati solo alla conversione di decreti, come sta accadendo in questo periodo.

Infine, siamo anche contenti dell'emendamento introdotto dalla Camera, che richiama il regolamento di semplificazione del Comitato per l'imprenditoria femminile, anche se poi questa direzione verso la semplificazione viene purtroppo smentita da altri provvedimenti di questo Governo, come la scelta sul credito di imposta, sempre in relazione all'assunzione di donne, principalmente, che è diventato discrezionale e non più automatico.

Pertanto, voteremo a favore, ma invitiamo a mantenere la coerenza anche nei prossimi mesi.

PRESIDENTE. Anche il senatore Nespoli ha rinunciato alla sua dichiarazione di voto finale.

Metto pertanto ai voti il disegno di legge, composto del solo articolo 1.

È approvato.

 

Seguito della discussione del disegno di legge:

(735) Conversione in legge del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, recante disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza dei meccanismi di allocazione della spesa pubblica, nonché in materia fiscale e di proroga di termini (Relazione orale) (ore 19,28)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 735.

Ricordo che nella seduta antimeridiana del 25 giugno il relatore ha svolto la relazione orale ed ha avuto inizio la discussione generale.

Sono iscritti a parlare ancora quattro colleghi, per un tempo complessivo di 25 minuti. La seduta dovrebbe concludersi alle ore 20,30. La proposta della Presidenza è di esaurire la discussione generale con questi interventi e rinviare a domani mattina le repliche e l'esame degli emendamenti. (Applausi dal Gruppo PdL).

Poichè non si fanno osservazioni, così rimane stabilito.

È iscritto a parlare il senatore Stradiotto. Ne ha facoltà.

STRADIOTTO (PD). Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, nella trattazione di questo decreto-legge sento il dovere di sensibilizzare l'Assemblea su due punti centrali. Il primo riguarda l'eliminazione dell'automatismo nella fruizione del credito di imposta da parte delle aziende che investono nel Mezzogiorno. Il secondo punto riguarda la problematica della sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare le disposizioni abrogative sulle modalità operative della responsabilità solidale.

Tornando al primo tema, cioè al credito d'imposta, ricordo che questo strumento di incentivazione fiscale fu introdotto nel 2000. Fu una grande innovazione nel sistema di incentivazione nel nostro Paese, perché introduceva meccanismi di trasparenza e automaticità, eliminava l'intermediazione politica e determinava un significativo abbattimento dei costi della burocrazia, risolvendo problemi che ancora oggi vengono segnalati come prioritari. Tutto ciò al fine di liberare quelle risorse e quelle energie presenti nel Paese da vincoli burocratici o da intermediazioni politiche che, molto spesso, rendono inefficaci gli investimenti, le politiche pubbliche e la spesa tesa a promuovere una crescita economica e un recupero di capacità competitiva. Le relazioni della Corte dei conti relative ai diversi strumenti di incentivazione mettono in evidenza giudizi che sostanziano tali valutazioni.

Ben diverso è il giudizio che la stessa Corte dei conti esprime sull'esperienza di altri strumenti di incentivazione, quali la legge n. 488 del 1992, segnalata per inefficacia della spesa e per una quantità patologica di truffe e di distorsioni nell'utilizzo delle risorse pubbliche.

Ebbene, nonostante tutto questo, oggi ci troviamo con questo provvedimento che di fatto tende a limitare e a riportare indietro lo spirito degli incentivi. Noi speriamo che il Governo non voglia tornare ai vecchi meccanismi, fonte di tante distorsioni e clientelismi, ma prosegua nelle innovazioni introdotte nella precedente legislatura come Industria 2015 e cerchi di potenziare il meccanismo del credito d'imposta.

Ad esempio, se invece di sprecare gli ormai famosi 300 milioni di euro per Alitalia (uso il termine "sprecare" perché sappiamo benissimo che quei soldi non saranno mai restituiti) ripeto, se invece di buttarli, quei 300 milioni fossero stati destinati a incrementare i fondi per il credito d'imposta a favore delle imprese che effettuano investimenti, di sicuro avremmo reso un servizio migliore alla collettività italiana.

Per quanto concerne la seconda questione da me sollevata, la sicurezza sul lavoro, rilevo che la maggioranza di Governo, con il pretesto di semplificare e togliere lacci e laccioli all'agire economico, va ad abrogare con questo decreto-legge una normativa relativa alla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore. Mi riferisco all'articolo 3, comma 8, del provvedimento in esame. Noi avevamo chiesto che, in merito all'abrogazione delle norme contenute nel decreto-legge Bersani relative alla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore, si potesse mantenere la normativa vigente. L'abrogazione di queste modalità operative della responsabilità solidale comporta, infatti, il venir meno della responsabilità in capo a tre soggetti: al subappaltatore toglie l'obbligo di comunicare all'appaltatore il codice fiscale dei soggetti impiegati nell'esecuzione dell'opera e di attestare il versamento delle ritenute fiscali relative ai propri dipendenti occupati nel cantiere; all'appaltatore toglie l'obbligo di comunicare al committente il codice fiscale dei lavoratori impiegati dal subappaltatore e della possibilità di essere esonerato dalla responsabilità solidale, attraverso l'acquisizione della documentazione attestante la regolarità fiscale del subappaltatore; al committente toglie il rischio di vedersi applicata la sanzione amministrativa da 5.000 a 200.000 euro, qualora proceda al pagamento del corrispettivo senza aver verificato il corretto assolvimento degli adempimenti previsti.

Di fatto, togliendo questi adempimenti si incentivano quelle aziende che utilizzano lavoro irregolare o subappalti irregolari che sono le tipologie di imprese nelle quali si assiste alla maggiore incidenza di infortuni sul lavoro.

Concludo, signor Presidente. Mi permetto di far presente al rappresentante del Governo che vi è una grande contraddizione rispetto alle dichiarazioni fatte dall'attuale maggioranza nel corso della campagna elettorale su questi temi. Non è questo il metodo per rilanciare l'economia e lo sviluppo del nostro Paese, tanto meno il metodo per risolvere la piaga delle morti sul luogo di lavoro. (Applausi dal Gruppo PD).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Musi. Ne ha facoltà.

MUSI (PD). Signor Presidente, colleghi e colleghe, rappresentanti del Governo, si è riaperto questa sera un dibattito su un decreto che ha visto svolgersi una discussione a tappe, che rafforza il convincimento che mi sono fatto di un provvedimento che si può lasciare decadere senza alcun problema per i cittadini ed anzi con vantaggi in termini di serietà e credibilità per gli imprenditori. L'unico tema legato ai primi sette commi dell'articolo 3, che prevedono differimento dei termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi e nuove regole per i rimborsi, potrebbe ritrovare una sua corretta collocazione nel decreto fiscale in discussione alla Camera, utilizzando quel maxiemendamento di origine governativa già preannunciato in quell'Aula.

I restanti contenuti, utilizzando un sostantivo richiamato ieri dal sottosegretario Giorgetti, evidenziano incongruenze tra la maggioranza e il Governo e nello stesso Governo.

L'articolo 1, presentato e poi soppresso, tuttavia pone all'attenzione una riflessione sul modo di legiferare apertosi con questa legislatura e il quesito sul come evitare che su uno stesso tema si intervenga con più provvedimenti, impedendo una valutazione unitaria e complessiva su ogni argomento e operando una scelta legislativa che fa perdere qualcosa anche in termini di trasparenza e comprensibilità dei contenuti legislativi.

Ciò non vale solo per l'Alitalia: rimanendo solo a questo provvedimento vale per i meccanismi agevolativi a favore delle imprese che investono nelle aree svantaggiate, vale per i diritti e la sicurezza del e nel lavoro, vale per il salvataggio incomprensibile di un solo ente inutile.

Ma vediamole nel merito queste incongruenze. Il relatore Costa, nel richiamare le disposizioni in materia di fruizione del credito d'imposta per gli investimenti effettuati da imprese operanti nel Mezzogiorno, ha espresso compiacimento per la decisione del Governo di aver reso finalmente operativo uno strumento di incentivazione molto apprezzato dalle imprese e che fino ad ora era rimasto lettera morta per ritardi inspiegabili nella procedura di autorizzazione da parte dell'Unione europea. Una valutazione condivisibile in presenza di un provvedimento solo attuativo, ma che nella volontà del Governo introduce novità procedurali, provocando nuovi e ulteriori ritardi alle imprese per un nuovo parere che andrà richiesto all'Unione europea, come lo stesso Servizio competente del Senato ha evidenziato. E per di più non è in grado di offrire certezze alle imprese sulla reale volontà del Governo di incentivare il nuovo spirito imprenditoriale nelle aree svantaggiate del Paese.

L'articolo 2 del provvedimento muta sostanzialmente le regole che avevano ottenuto il via libera da Bruxelles. Trasforma una procedura di comunicazione degli investimenti effettuati da meramente informativa, seppure obbligatoria, in obbligatoria ma vincolata ad una volata elettronica per la fruizione del beneficio. Un'olimpiade del mouse, come l'ha definita il colonnello Umberto Rapetto, comandante del Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di finanza. Un'olimpiade che si differenzia dai giochi decoubertiniani non solo per il ridotto sforzo fisico, ma soprattutto per l'imperscrutabilità della dinamica con cui vengono stilate le classifiche.

Chi prima arriva più in alto posiziona la propria prenotazione di bonus per gli investimenti effettuati nel periodo partito dal 1º gennaio 2007. Ma prima di chi? E soprattutto prima come? Continua il colonnello della Guardia di finanza: è come nel menu del ristorante, potrebbero esserci più primi. Quali? Il primo che stabilisce la connessione? Il primo che conclude il trasferimento del file? Quale che sia il criterio, è avvantaggiato chi è garantito da un collegamento ad Internet privilegiato, come nel caso degli abbonati ai servizi ADSL: più larga è la banda, maggiore è la velocità per raggiungere lo sportello virtuale.

Conclude il colonnello: l'alluvionistica esperienza delle domande per badanti and company probabilmente non è stata sufficiente per individuare meccanismi più umani per affrontare periodici adempimenti on line.

La burocrazia è pervasa della sindrome della slot machine, cui solo i più fortunati possono sopravvivere e sperare in un jackpot informatico. Intanto chi non ha Internet si domanda se per la prossima prenotazione potrà contare su un gratta e vinci. A tali considerazioni non si sottrae lo stesso relatore di maggioranza, che con correttezza intellettuale afferma: «È indubbio che il carattere automatico dell'incentivo, soprattutto dal punto di vista delle imprese, svanisce: non c'è certezza nell'attribuzione dell'incentivo».

A proposito di incongruenze, sottosegretario Giorgetti, la risoluzione di maggioranza sul DPEF, approvata proprio oggi e accolta dal Governo, al punto 15) recita: «destinare adeguate risorse alla promozione dello sviluppo delle Regioni meridionali ed insulari prevedendo strumenti il più possibile automatici». Perché allora cambiare? E con l'incognita del nuovo parere di Bruxelles? Lasciate che le norme esplichino i loro effetti. Siano gli imprenditori a verificare gli andamenti ed a proporre eventuali correzioni che si potranno apportare in corso d'opera, ma per migliorarne l'applicabilità e non per vanificarne gli effetti come, purtroppo, è già accaduto nel 2002,quando si attuarono gli stessi cambiamenti con ricadute negative per le imprese, ma soprattutto per le aree che ne avrebbero dovuto trarre vantaggi per l'occupazione, i redditi e anche i profitti.

Lasciate perdere il tema della capienza degli stanziamenti. Un'economia che non cresce, un Mezzogiorno sempre più povero, investimenti sempre più frenati non meritano una risposta di capienza, ma una piena disponibilità a sostenere un salto in avanti complessivo del nostro sistema economico. Altrove si cerchi di risparmiare: è quella la vera sfida che un Governo deve saper chiedere al Parlamento e a un confronto corretto con l'opposizione.

Più investimenti, più sviluppo, ma anche più sicurezza del e nel lavoro, per noi temi inscindibili, ma che nel testo del decreto-legge troviamo invece antagonisti. Come interpretare altrimenti l'abrogazione delle procedure, delle sanzioni, delle autotutele per l'appaltatore relative alla responsabilità solidale? Una filiera che distribuisce e commercializza insicurezza, come risulta da un'indagine condotta dal CNEL: appalti al massimo ribasso, commesse frazionate, microimprese ad hoc, contratti atipici. Conoscere questa filiera in tutti i suoi passaggi è la vera chiave per arginare un fenomeno che ha la sua punta d'iceberg nelle morti sul lavoro.

C'è ancora dell'altro nel testo del decreto-legge al nostro esame, come la perla del salvataggio, unico tra gli enti inutili, della fondazione «Il Vittoriale degli italiani», senza nessuna spiegazione e trasparenza di criteri, che mi ha condotto alla conclusione che richiamavo all'inizio dell'intervento. Lasciate decadere questo decreto: ve ne saranno grati tutti i cittadini e gli imprenditori che vogliono vivere e competere con le proprie capacità, che vi chiedono semplicità ma anche trasparenza, tagli ma anche responsabilità nelle scelte, tutela degli interessi generali vera e non solo enunciata. (Applausi dal Gruppo PD).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore D'Ubaldo. Ne ha facoltà.

D'UBALDO (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor rappresentante del Governo, già altri colleghi hanno illustrato i punti sui quali si accentra la nostra critica al provvedimento. A me preme in particolare sottolineare ancora le perplessità proprio in ordine alla modifica dei meccanismi di concessione del credito d'imposta per gli investimenti promossi da imprese operanti nel Sud.

Con queste nuove procedure sostitutive degli automatismi accordati in precedenza si rischia - lo hanno rilevato in molti - di determinare un eccesso di burocratizzazione. Non mancano, inoltre, preoccupazioni nell'ambito della stessa maggioranza, specie se si osserva la riduzione delle risorse messe a disposizione. Il collega Costa ha riconosciuto con onestà che le nuove norme producono, o possono produrre, freni e incertezze per il mondo delle imprese. Oltre a marcare il distacco da un sano disegno meridionalista, si compromette l'espansione delle imprese produttrici di beni strumentali, che sono perlopiù radicate nel Centro-Nord e tuttavia sono interessate allo sviluppo della domanda nel Mezzogiorno.

Signor Presidente, questa legislatura è partita in maniera concitata e confusa. Ai primi accenni di dialogo hanno fatto seguito alcune iniziative, in particolare sulla sicurezza e la giustizia, che rendono più ardua la ricerca di sempre possibili convergenze parlamentari. La gestione del DPEF e l'anticipo della manovra finanziaria risentono a mio avviso della volontà del Governo di stringere comunque i tempi e liberarsi da ciò che appare come inutile fatica del confronto democratico.

Questa è l'ombra che avvolge il provvedimento omnibus all'esame di quest'Aula. Sta di fatto che anche i nostri spunti più oculati e rispettosi non valgono ad aprire un varco nella discussione. Ci troviamo di fronte ad una maggioranza che ha fretta di mettere un punto e dunque di esibire una propria condizione di compattezza. Diversa invece è la realtà, se misuriamo le opinioni che si fronteggiano nell'area di Governo. Mentre il Presidente del Consiglio e il Ministro dell'economia si limitano a fiancheggiare le decisioni sui tassi adottate dalla Banca centrale europea, autorevoli esponenti della maggioranza vanno apertamente all'attacco di Trichet. È il caso del presidente Baldassarri, che qui in Aula, criticando il vertice della Banca centrale europea, non ha nemmeno perso l'occasione per mettere sotto accusa i parametri di Maastricht.

Sono linguaggi e discorsi che stridono con l'impegno europeistico, il risanamento finanziario, la battaglia antinflazionistica. Ecco, vogliamo precisarlo con chiarezza: non siamo in ansia per il rigore del Governo e la forza di spiazzamento della sua iniziativa, quasi che questa maggioranza fosse padrona in esclusiva delle attese e delle speranze del Paese. I segni sono altri e ci dicono semmai di quanta fragilità esista nell'azione dell' Esecutivo.

Questa, cari colleghi della maggioranza, non è la strada giusta e noi non smetteremo, volta a volta, di rilevarlo pubblicamente per il carico di responsabilità che ci compete. (Applausi dal Gruppo PD).

 

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Leddi. Ne ha facoltà.

LEDDI (PD). Signor Presidente, richiamo l'attenzione del Governo e anche dell'Aula, se ce ne fosse una, su alcuni aspetti di questo decreto-legge che, come ha ricordato il collega Musi, quand'anche non venisse convertito in legge non inciderebbe negativamente sulla storia del Paese. Credo comunque che alcuni aspetti su cui valga la pena di richiamare l'attenzione siano quelli che fanno a parer mio di questo decreto-legge il repertorio di ciò che di norma un legislatore non dovrebbe fare.

Mi riferisco in particolare ad alcuni aspetti che, richiamando l'attenzione del Governo, forse potrebbero in qualche modo essere emendati per essere poi assolutamente coerenti con i presupposti che lo stesso Governo, nel presentare il proprio programma, ha fissato.

Mi riferisco innanzitutto alla "Visco Sud" che, così come è trattata in questo decreto-legge, è l'esatta esemplificazione di come si possa essere, anche nel caso di provvedimenti di natura non stravolgente sotto il profilo istituzionale, esattamente incoerenti con i principi di semplificazione amministrativa che dovrebbero informare a tal punto l'azione di questo Governo da aver creato addirittura un Ministero ad hoc.

Abbiamo creato un Ministero ad hoc per la semplificazione amministrativa, ma si interviene modificando la "Visco Sud" con una modalità che io pregherei soltanto - ed evito ogni commento - di leggere nella sua lunghezza, andando ad esaminare i documenti conseguenti che l'Agenzia delle entrate ha già messo a disposizione, che rappresentano l'ampio formulario che le imprese devono compilare. Ora, pur volendo evitare qualsiasi commento, credo che neanche Newton riuscirebbe a trovare il nesso di causalità nel rapporto tra la complicanza introdotta e i benefici che dovrebbero derivare alle imprese.

Inoltre, un altro dei principi comunemente considerati da salvaguardare, non solo da parte di questa maggioranza ma anche della minoranza, era di non modificare in corso d'opera le norme relative, in particolare, alla gestione delle imprese. In effetti, se i singoli e le famiglie fanno dei programmi in relazione alle norme vigenti, ciò vale ancora di più per le imprese. Anche in questo caso si interviene invece a operazioni delle imprese in corso.

Credo che rispetto a tale questione qualche riflessione di coerenza possa essere fatta, ma - lo ripeto - nell'interesse delle aziende nei confronti delle quali ci si intende rivolgere.

Sempre in relazione al repertorio di ciò che non si dovrebbe fare in un atto legislativo, mi riferisco anche ad alcune questioni, come l'aver introdotto provvedimenti che effettivamente ci rientrano assai stirati. E penso al Vittoriale degli Italiani: in Commissione non ci è stato dato di capire perché mai, per quanto storicamente pregevole, sia entrato all'interno di questo provvedimento. Questo e non altro, perché fa parte appunto di un disordine legislativo che sicuramente non rientra nella logica di varare norme semplici, comprensibili e chiare.

Per quanto riguarda le disposizioni in materia fiscale, mi chiedo perché, senza aspettare di avere una rivoluzione in ordine alla delegificazione, non si sia iniziato già da qui ad introdurre modifiche che servono a far sì che non si debba ricorrere ad uno strumento pesante, quale è la legge, semplicemente per prorogare termini. Mi rendo conto che, essendo la fonte normativa, ad essa dobbiamo rivolgerci per poter prorogare alcuni termini; è anche evidente, però, che spostare di tre giorni alcune tipologie di dichiarazioni fiscali, senza alcuna incidenza sulle finanze dello Stato, può far sorgere al legislatore il dubbio se si debba pensare da subito a ricorrere a strumenti diversi, proprio per evitare un simile appesantimento.

Infine, molto è stato detto sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore, ma vorrei trattarne soltanto un aspetto. Ritengo che la norma previgente fosse oggettivamente farraginosa e pesante, per cui è stata sostituita con una norma sicuramente più leggera, che però nell'applicazione pratica diventa estremamente pesante. Con essa, infatti, si è abrogato il richiamo al regolamento attuativo. Ora, sfido chiunque a provare ad applicare l'articolo vigente senza che si aprano contenziosi di ogni genere e specie. Il rimando al regolamento attuativo era logico: era un atto amministrativo che poi doveva spiegare alcuni presupposti che nel provvedimento in esame restano del tutto incerti.

Signor Presidente, concludo dicendo che, per una ragione di coerenza, ma soprattutto di praticità nell'uso delle norme, una riflessione su questi punti debba essere fatta. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.

 

Per lo svolgimento di un'interrogazione

DI GIOVAN PAOLO (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

DI GIOVAN PAOLO (PD). Signor Presidente, vorrei segnalarle che vi sono almeno due disegni di legge per favorire la ricerca delle persone scomparse, presentati comunemente da ogni parte politica. Al riguardo, io ho presentato l'interrogazione 3-00108, che desidero segnalarle in forma di urgenza, perché, avendo visto il calendario dei lavori, mi sono reso conto che non svolgeremo più question time prima della pausa estiva.

Domani mattina, gentilmente, il sottosegretario Mantovano aprirà un tavolo con tutte le parti, a cui saremo presenti anch'io, la collega Bianconi ed altri. Casomai domani non si pervenisse ad una soluzione, anche per motivi di tempo, essendo il commissario per le persone scomparse nominato solo fino al 31 luglio e non trattandosi di questione di parte, posso chiederle di prendere in considerazione la richiesta che alla mia interrogazione sia riconosciuto, ex articolo 151 del Regolamento, il carattere d'urgenza, fissando al 17 prossimo venturo la data del suo svolgimento. Ad agosto, infatti, scadrebbe il mandato del Commissario. Lo ribadisco, non si tratta di questione di parte, ma di questione che attiene anche al prestigio del Senato.

PRESIDENTE. Senz'altro, senatore Di Giovan Paolo, troveremo lo spazio per la sua richiesta.

 

Interrogazioni, annunzio

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza interrogazioni, pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Ordine del giorno
per le sedute di giovedì 10 luglio 2008

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi domani, giovedì 10 luglio 2008, in due sedute pubbliche, la prima alle ore 9,30 e la seconda alle ore 16, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

 

La seduta è tolta (ore 19,55).

 

Allegato A

DISEGNO DI LEGGE

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile (832)

ORDINE DEL GIORNO

G100

LA COMMISSIONE

V. testo 2

Il Senato

            ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di adottare adeguate iniziative volte al definitivo superamento dell'emergenza nel settore dei rifiuti in atto nel territorio della regione Campania;

            considerata la gravità del contesto socio-economico-ambientale derivante dalla situazione di emergenza in atto, suscettibile di compromettere gravemente i diritti fondamentali della popolazione della regione Campania, attualmente esposta a rischi di natura igienico-sanitaria ed ambientale;

            ravvisata l'ineludibile esigenza dell'individuazione e della realizzazione di discariche necessarie per lo smaltimento dei rifiuti prodotti nella regione Campania;

            ritenuto, altresì, di inserire le misure emergenziali in un quadro coerente con l'esigenza del definitivo superamento del problema dello smaltimento dei rifiuti in Campania e di procedere, pertanto, all'individuazione di soluzioni aggiuntive alle discariche individuate, in modo da far fronte immediatamente allo smaltimento dei rifiuti giacenti o comunque sversati sulle strade e nei territori urbani ed extraurbani e di approntare, al contempo, una soluzione definitiva e duratura;

            considerato che nell'intero territorio della regione Campania risultano dislocati numerosi siti di cave abbandonate e/o dismesse, quindi non più in attività e disponibili in tempi brevi in quanto privi di alcuna legittima titolarità o aspettativa privatistica nonché sprovvisti di vincoli amministrativi o obblighi per gli ex gestori o proprietari;

            visto il Piano Regionale delle Attività Estrattive (P.R.A.E.), approvato con ordinanza del Commissario ad Acta n. 11 del 7 giugno 2006, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della regione Campania n. 27 del 19 giugno 2006;

            visto, altresì, il Piano di recupero ambientale del territorio della provincia di Caserta compromesso dall'attività estrattiva delle cave abbandonate, abusive o dismesse, articolo 11 ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3100 del 22 dicembre 2000 e successive modificazioni, di competenza del Commissario di Governo per l'emergenza rifiuti, bonifiche e tutela delle acque nella regione Campania;

            considerato il numero notevole di tali siti, la loro dislocazione territorialmente diffusa e la complessiva elevata capacità ricettiva, il cui utilizzo, pertanto, previe le opportune verifiche e nel rispetto della normativa tecnica di settore nazionale e comunitaria, consentirebbe di eliminare tipologie di rifiuti compatibili con dette aree ed al contempo un'azione di ripristino ambientale delle cave abbandonate e dismesse

        impegna il Governo a verificare la possibilità di utilizzare, per le suddette finalità, anche le cave abbandonate e dismesse, con priorità per quelle acquisite dallo Stato, presenti nella regione Campania, comprese quelle in località Valle della Masseria, così come individuate dal Piano Regionale Attività Estrattive (P.R.A.E.), approvato con ordinanza del Commissario ad acta n. 11 del 7 giugno 2006 e pubblicata sul BURC n. 27 del 19 giugno 2006, nonché dal Piano di Recupero Ambientale del Territorio della Provincia di Caserta, articolo 11 ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3100 del 22 dicembre 2000 e successive modificazioni, di competenza del Commissario di Governo per l'emergenza rifiuti, bonifiche e tutela delle acque nella regione Campania.

G100 (testo 2)

LA COMMISSIONE

Non posto in votazione (*)

Il Senato

            ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di adottare adeguate iniziative volte al definitivo superamento dell'emergenza nel settore dei rifiuti in atto nel territorio della regione Campania;

            considerata la gravità del contesto socio-economico-ambientale derivante dalla situazione di emergenza in atto, suscettibile di compromettere gravemente i diritti fondamentali della popolazione della regione Campania, attualmente esposta a rischi di natura igienico-sanitaria ed ambientale;

            ravvisata l'ineludibile esigenza dell'individuazione e della realizzazione di discariche necessarie per lo smaltimento dei rifiuti prodotti nella regione Campania;

            ritenuto, altresì, di inserire le misure emergenziali in un quadro coerente con l'esigenza del definitivo superamento del problema dello smaltimento dei rifiuti in Campania e di procedere, pertanto, all'individuazione di soluzioni aggiuntive alle discariche individuate, in modo da far fronte immediatamente allo smaltimento dei rifiuti giacenti o comunque sversati sulle strade e nei territori urbani ed extraurbani e di approntare, al contempo, una soluzione definitiva e duratura;

            considerato che nell'intero territorio della regione Campania risultano dislocati numerosi siti di cave abbandonate e/o dismesse, quindi non più in attività e disponibili in tempi brevi in quanto privi di alcuna legittima titolarità o aspettativa privatistica nonché sprovvisti di vincoli amministrativi o obblighi per gli ex gestori o proprietari;

            visto il Piano Regionale delle Attività Estrattive (P.R.A.E.), approvato con ordinanza del Commissario ad Acta n. 11 del 7 giugno 2006, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della regione Campania n. 27 del 19 giugno 2006;

            visto, altresì, il Piano di recupero ambientale del territorio della provincia di Caserta compromesso dall'attività estrattiva delle cave abbandonate, abusive o dismesse, articolo 11 ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3100 del 22 dicembre 2000 e successive modificazioni, di competenza del Commissario di Governo per l'emergenza rifiuti, bonifiche e tutela delle acque nella regione Campania;

            considerato il numero notevole di tali siti, la loro dislocazione territorialmente diffusa e la complessiva elevata capacità ricettiva, il cui utilizzo, pertanto, previe le opportune verifiche e nel rispetto della normativa tecnica di settore nazionale e comunitaria, consentirebbe di eliminare tipologie di rifiuti compatibili con dette aree ed al contempo un'azione di ripristino ambientale delle cave abbandonate e dismesse

        impegna il Governo a verificare la possibilità di utilizzare, per le suddette finalità, anche le cave abbandonate e dismesse, con priorità per quelle acquisite dallo Stato, presenti nella regione Campania così come individuate dal Piano Regionale Attività Estrattive (P.R.A.E.), approvato con ordinanza del Commissario ad acta n. 11 del 7 giugno 2006 e pubblicata sul BURC n. 27 del 19 giugno 2006, nonché dal Piano di Recupero Ambientale del Territorio della Provincia di Caserta, articolo 11 ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3100 del 22 dicembre 2000 e successive modificazioni, di competenza del Commissario di Governo per l'emergenza rifiuti, bonifiche e tutela delle acque nella regione Campania.

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(*) Accolto dal Governo

ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE E ALLEGATO RECANTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE AL DECRETO-LEGGE IN SEDE DI CONVERSIONE NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI (*)

Art. 1.

    1. Il decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.

    2. È abrogato il decreto-legge 17 giugno 2008, n. 107. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base del medesimo decreto-legge n.  107 del 2008.

    3. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

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(*) Approvato il disegno di legge, composto del solo articolo 1.

Allegato

MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE AL DECRETO-LEGGE 23 MAGGIO 2008, n. 90

        All'articolo 1:

            al comma 2, l'ultimo periodo è soppresso;

            al comma 4, il secondo periodo è sostituito dal seguente: «Alle attività di cui al presente comma si provvede a valere sulle risorse disponibili sulle gestioni esistenti e, in via residuale, sul Fondo per la protezione civile per la parte preordinata alla gestione delle emergenze».

        All'articolo 2:

            al comma 1, dopo le parole: «tutela della salute e dell'ambiente» sono inserite le seguenti: «previste dal diritto comunitario»;

            dopo il comma 1 è inserito il seguente:

        «1-bis. Il Capo del Dipartimento della protezione civile per lo svolgimento delle funzioni di Sottosegretario di Stato non percepisce ulteriori emolumenti»;

            al comma 2, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il Sottosegretario di Stato è altresì autorizzato a porre in essere, d'intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con le procedure sopra descritte, misure di recupero e riqualificazione ambientale nei limiti delle risorse del Fondo di cui all'articolo 17»;

            dopo il comma 7 è inserito il seguente:

        «7-bis. Senza compensi aggiuntivi rispetto a quelli previsti dalle vigenti ordinanze di protezione civile, il personale delle Forze armate impiegato per lo svolgimento delle attività di vigilanza e protezione, di cui al comma 7, agisce con le funzioni di agente di pubblica sicurezza e può procedere alla identificazione e alla immediata perquisizione sul posto di persone e mezzi di trasporto a norma dell'articolo 4 della legge 22 maggio 1975, n. 152, anche al fine di prevenire o impedire comportamenti che possono mettere in pericolo l'incolumità di persone o la sicurezza dei luoghi vigilati, con esclusione delle funzioni di polizia giudiziaria. Ai fini di identificazione, per completare gli accertamenti e per procedere a tutti gli atti di polizia giudiziaria, il personale delle Forze armate accompagna le persone indicate presso i più vicini uffici o comandi della Polizia di Stato o dell'Arma dei Carabinieri. Nei confronti delle persone accompagnate si applicano le disposizioni dell'articolo 349 del codice di procedura penale»;

            dopo il comma 8 è inserito il seguente:

        «8-bis. Il rimborso degli oneri derivanti dal concorso reso dalle Amministrazioni dello Stato per le finalità di cui al presente decreto è effettuato dal soggetto delegato mediante apposito versamento all'entrata del bilancio dello Stato, per la successiva riassegnazione allo stato di previsione dell'amministrazione interessata, nei limiti delle risorse di cui all'articolo 17»;

            al comma 9, la parola: «ostacoli» è sostituita dalla seguente: «ostacola» e la parola: «complessiva» è soppressa;

            al comma 12, le parole: «ricorso di interventi» sono sostituite dalle seguenti: «ricorso ad interventi» e dopo le parole: «a valere sulle risorse» sono inserite le seguenti: «dei comuni interessati»;

            dopo il comma 12 è aggiunto il seguente:

        «12-bis. Il Sottosegretario di Stato, sessanta giorni prima della cessazione dello stato di emergenza, presenta al Parlamento una relazione nella quale quantifica tutti gli oneri relativi agli interventi realizzati a carico delle risorse di cui all'articolo 17, indicando puntualmente e in modo motivato le esigenze in atto, le risorse disponibili e i soggetti pubblici e privati ai quali verranno affidati gli oneri della gestione ordinaria del ciclo dello smaltimento dei rifiuti della regione Campania».

        All'articolo 3:

            al comma 1, dopo le parole: «relativi ai reati» sono inserite le seguenti: «, consumati o tentati,», le parole: «nonché a quelli ad essi» sono sostituite dalle seguenti: «nonché in quelli» e dopo le parole: «dell'articolo 12 del codice di procedura penale,» sono inserite le seguenti: «attinenti alle attribuzioni del Sottosegretario di Stato di cui all'articolo 2 del presente decreto,»;

            al comma 4, le parole: «il Procuratore della Repubblica di Napoli» sono sostituite dalle seguenti: «il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli»;

            al comma 5, primo periodo, le parole: «delle disposizioni medesime» sono sostituite dalle seguenti: «del presente decreto»;

            al comma 7, primo periodo, dopo le parole: «personale amministrativo in servizio» sono inserite le seguenti: «, ivi compreso quello in servizio presso i tribunali militari e la corte militare d'appello, d'intesa con il Ministro della difesa,».

        All'articolo 5:

            al comma 1, dopo la parola: « 20.03.01» è inserita la seguente: «; 20.03.99»;

            il comma 2 è sostituito dal seguente:

        «2. Ai sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, e successive modificazioni, e tenuto conto del parere della Commissione di valutazione di impatto ambientale di cui al comma 1 del presente articolo, nonché della consultazione già intervenuta con la popolazione interessata, è autorizzato l'esercizio del termovalorizzatore di Acerra, fatti salvi i rinnovi autorizzativi periodici previsti dal citato decreto legislativo»;

            dopo il comma 2 è inserito il seguente:

        «2-bis. La struttura del Sottosegretario di Stato mette a disposizione tutte le informazioni riguardanti le autorizzazioni di cui ai commi 1 e 2 e le relative procedure, e ne informa la Commissione europea conformemente all'articolo 2, paragrafo 3, della direttiva 85/337/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1985, e successive modificazioni»;

            al comma 3 sono aggiunte, in fine, le seguenti le parole: «, per la cui individuazione si provvede in sede di autorizzazione all'esercizio ai sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, e successive modificazioni»;

            il comma 4 è soppresso.

        All'articolo 6:

            al comma 1, secondo periodo, le parole: «senza oneri» sono sostituite dalle seguenti: «senza nuovi o maggiori oneri»;

        al comma 2:

            al primo periodo, la parola: «nonché» è soppressa e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonché per la produzione di combustibile da rifiuti di qualità (CDR-Q) da utilizzarsi in co-combustione nei cementifici e nelle centrali termoelettriche»;

            al secondo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, entro un limite di spesa di euro 10.900.000».

        Dopo l'articolo 6 sono inseriti i seguenti:

        «Art. 6-bis. - (Impianti di selezione e trattamento dei rifiuti - termovalorizzatore di Acerra). - 1. Allo scopo di favorire il rientro nelle competenze degli enti che vi sono ordinariamente preposti, è trasferita alle province della regione Campania la titolarità degli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti, di cui all'articolo 6, ubicati nei rispettivi ambiti territoriali. Le province rimangono estranee alle situazioni debitorie e creditorie insorte anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto-legge 17 giugno 2008, n. 107.

        2. Le province della regione Campania, nelle more dell'affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti, si avvalgono, in via transitoria e comunque non oltre il 31 dicembre 2009, delle risorse umane e strumentali strettamente afferenti alla gestione degli impianti di cui al comma 1.

        3. In attesa della definizione delle procedure previste dal comma 2, il Sottosegretario di Stato richiede, in via transitoria e non oltre il 31 dicembre 2009, l'impiego delle Forze armate per la conduzione tecnica e operativa degli impianti predetti.

        4. Resta fermo l'obbligo del completamento del termovalorizzatore di Acerra (NA) per le società già affidatarie del servizio di gestione dei rifiuti nella regione Campania.

        5. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Presidente della regione Campania provvede all'aggiornamento del piano regionale di gestione dei rifiuti sulla base delle disposizioni di cui al presente decreto.

        6. Alla copertura degli oneri derivanti dal comma 2 si provvede a valere sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti.

        Art. 6-ter. - (Disciplina tecnica per il trattamento dei rifiuti). - 1. Nelle more dell'espletamento delle procedure di valutazione di cui all'articolo 6, comma 1, è autorizzato, presso gli impianti ivi indicati, il trattamento meccanico dei rifiuti urbani, per i quali, all'esito delle relative lavorazioni, si applica in ogni caso, fermo quanto disposto dall'articolo 18, la disciplina prevista per i rifiuti codice CER 19.12.12, CER 19.12.02, CER 19.05.01; presso i medesimi impianti sono altresì autorizzate le attività di stoccaggio e di trasferenza dei rifiuti stessi.

        2. Fermo quanto disposto dall'articolo 18, e in deroga alle disposizioni di cui all'allegato D alla parte IV del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, i rifiuti comunque provenienti dagli impianti di cui al comma 1 del presente articolo sono destinati ad attività di recupero ovvero di smaltimento secondo quanto previsto dagli allegati B e C alla parte IV del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, e, ai fini delle successive fasi di gestione, detti rifiuti sono sempre assimilati, per quanto previsto dall'articolo 184 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dall'articolo 2 del decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, alla tipologia di rifiuti avente codice CER 20.03.01».

        All'articolo 7:

        al comma 2:

            al primo periodo, le parole: «è aggiunto, in fine, il seguente periodo» sono sostituite dalle seguenti: «sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi» e dopo le parole: «Segretario generale»è inserito il seguente periodo: «. Al conferimento dell'incarico di cui al periodo precedente si provvede ai sensi dell'articolo 19, comma 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165»;

            il secondo periodo è sostituito dal seguente: «La copertura dei relativi oneri è assicurata mediante soppressione di un posto di funzione di livello dirigenziale generale, effettivamente ricoperto di cui all'articolo 1, comma 3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 17 giugno 2003, n. 261, nonché mediante la soppressione di posti di funzione di livello dirigenziale non generale, effettivamente ricoperti, in modo da garantire l'invarianza della spesa»;

            il comma 3 è soppresso;

            la rubrica è sostituita dalla seguente: «Misure per garantire la razionalizzazione di strutture tecniche statali».

        All'articolo 8:

            il comma 2 è sostituito dal seguente:

        «2. Nelle more del funzionamento a regime del sistema di smaltimento dei rifiuti della regione Campania di cui al presente decreto e ferma restando la necessità di adottare misure di salvaguardia ambientale e di tutela igienico-sanitaria, è autorizzato l'esercizio degli impianti in cui i rifiuti aventi i codici: CER 19.12.10, 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03, 20.03.01 e 20.03.99 sono scaricati al fine di essere preparati per il successivo trasporto in un impianto di recupero, trattamento o smaltimento, e sono altresì autorizzati lo stoccaggio dei rifiuti in attesa di smaltimento e il deposito temporaneo limitatamente ai rifiuti aventi i medesimi codici sopra richiamati»;

            il comma 3 è soppresso.

        Dopo l'articolo 8 è inserito il seguente:

        «Art. 8-bis. - (Misure per favorire la realizzazione dei termovalorizzatori). - 1. Per superare la situazione di emergenza e per assicurare una adeguata capacità complessiva di smaltimento dei rifiuti prodotti in Campania, per gli impianti di termovalorizzazione localizzati nei territori dei comuni di Salerno, Napoli e Santa Maria La Fossa (CE), il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, su proposta motivata del Sottosegretario di Stato, definisce, con riferimento alla parte organica dei rifiuti stessi, le condizioni e le modalità per concedere, con propri decreti, i finanziamenti e gli incentivi pubblici di competenza statale previsti dalla deliberazione del Comitato interministeriale prezzi n. 6 del 29 aprile 1992, anche in deroga ai commi 1117 e 1118 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, e al comma 137 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244».

        All'articolo 9:

            al comma 2, dopo la parola: «19.02.06;» sono inserite le seguenti: «20.03.99, fermo restando quanto previsto dal comma 3;» e dopo le parole: «presso i suddetti impianti è inoltre autorizzato» sono inserite le seguenti: «, nel rispetto della distinzione tra categorie di discariche di cui alla normativa comunitaria tecnica di settore,»;

            al comma 3, la parola: «20.03.01» è sostituita dalle seguenti: «20.03.99, salva diversa classificazione effettuata dal gestore prima del conferimento in discarica»;

            dopo il comma 7 è inserito il seguente:

        «7-bis. Fatte salve le intese ai sensi dell'articolo 5, comma 3, del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, fino alla cessazione dello stato di emergenza di cui all'articolo 19 del presente decreto, è vietato il trasferimento, lo smaltimento o il recupero di rifiuti in altre regioni. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

        All'articolo 10:

            al comma 1 sono premesse le seguenti parole: «Fermo restando quanto previsto dall'articolo 9, comma 4,» e dopo le parole: «attività di» è inserita la seguente: «pretrattamento,»;

            al comma 2, dopo le parole: «per il periodo di tempo strettamente necessario» sono inserite le seguenti: «e comunque non oltre il 31 dicembre 2009»; le parole: «nella misura non superiore al 50 per cento rispetto ai limiti» sono sostituite dalle seguenti: «in una misura che non superi di oltre il 50 per cento i limiti»; le parole: «senza maggiori oneri» sono sostituite dalle seguenti: «senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica»; dopo le parole: «non spetta alcun compenso» sono inserite le seguenti: «, emolumento o rimborso spese»; dopo le parole: «di valutare» sono inserite le seguenti: «, in relazione agli obiettivi di qualità previsti dalle direttive 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, e 2006/11/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 febbraio 2006, attraverso un'apposita pianificazione di monitoraggi continui,» e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonché di proporre agli enti territorialmente competenti le eventuali misure di salvaguardia».

        All'articolo 11:

            al comma 1, le parole da: «31 dicembre 2008» fino a: «e al 50 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2009, al 35 per cento entro il 31 dicembre 2010 e al 50 per cento entro il 31 dicembre 2011, fissati dal Piano regionale dei rifiuti adottato con ordinanza del Commissario delegato per l'emergenza dei rifiuti n. 500 del 30 dicembre 2007, è imposta una maggiorazione sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti indifferenziati pari rispettivamente al 15 per cento, al 25 per cento e al 40 per cento»;

            al comma 4, le parole: «nell'ambito delle risorse di bilancio disponibili» sono sostituite dalle seguenti: «nell'ambito delle risorse disponibili del bilancio degli enti locali interessati e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica»;

            al comma 6, dopo le parole: «regione Campania,» sono inserite le seguenti: «anche in forma associata,» e le parole: «nell'ambito delle risorse di bilancio disponibili» sono sostituite dalle seguenti: «nell'ambito delle risorse disponibili del bilancio degli enti locali interessati e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica»;

            al comma 8, le parole: «della provincie» sono sostituite dalle seguenti: «delle province»;

        al comma 12:

            al primo periodo, dopo le parole: «di compensazione ambientale» sono inserite le seguenti: «e bonifica»;

            al secondo periodo, le parole: «per l'importo di 47 milioni» sono sostituite dalle seguenti: «nel limite massimo di 47 milioni di euro» e dopo le parole: «del Fondo per le aree sottoutilizzate» sono inserite le seguenti: «di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289,».

        All'articolo 12:

            al comma 1, le parole: «per l'importo massimo di quaranta milioni di euro» sono soppresse;

            il comma 3 è sostituito dal seguente:

        «3. Agli oneri derivanti dall'attuazione dell'articolo 5 e del presente articolo si provvede, nel limite massimo di quaranta milioni di euro, con le risorse del Fondo di cui all'articolo 17».

        All'articolo 13:

            al comma 1, dopo le parole: «l'informazione e la partecipazione dei cittadini e degli enti pubblici e privati,» sono inserite le seguenti: «al fine di promuovere il rispetto dell'ambiente, anche stimolando l'adozione di comportamenti e abitudini tali da favorire lo sviluppo della raccolta differenziata dei rifiuti,» e le parole: «senza maggiori oneri» sono sostituite dalle seguenti: «senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato»;

            al comma 3, le parole: «senza ulteriori oneri per il bilancio dello Stato» sono sostituite dalle seguenti: «senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato»;

            al comma 5, le parole: «interventi didattico-educativi integrativi» sono sostituite dalle seguenti: «attività aggiuntive di insegnamento».

        All'articolo 14, al comma 1, dopo le parole: «nonché l'articolo 5-bis» sono inserite le seguenti: «, comma 5,».

        All'articolo 15:

            al comma 1, alinea, le parole: «Nei limiti delle risorse di cui all'articolo 17, destinate ad iniziative di spese di parte corrente,» sono soppresse;

            dopo il comma 2 è inserito il seguente:

        «2-bis. All'attuazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo, nonché delle disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 6-bis, si provvede a valere sulle risorse destinate ad interventi di parte corrente di cui all'articolo 17, nel limite di euro 12.214.000»;

            dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:

        «3-bis. All'articolo 6, comma 1, del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, dopo le parole: ''insuscettibili di pignoramento o sequestro'' sono aggiunte le seguenti: ''fino alla definitiva chiusura delle pertinenti contabilità speciali''».

        All'articolo 16:

        al comma 1,

            alla lettera a), le parole: «anche in soprannumero,» sono soppresse;

            la lettera b) è sostituita dalla seguente:

            «b) al fine di assicurare interventi adeguati alla risoluzione delle problematiche di cui all'articolo 1, il Dipartimento della protezione civile può usufruire di personale specializzato con ruolo dirigenziale, assunto a tempo determinato mediante concorso pubblico, con scadenza al 31 dicembre 2009, anche con contratti di diritto privato»;

            al comma 3 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il Ministro dell'economia e delle finanze provvede al monitoraggio degli oneri di cui ai commi 1, lettera a), e 2, anche ai fini dell'applicazione dell'articolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, e trasmette alle Camere, corredati di apposite relazioni, gli eventuali decreti adottati ai sensi dell'articolo 7, secondo comma, numero 2), della medesima legge n. 468 del 1978»;

            la rubrica è sostituita dalla seguente: «Misure per garantire la funzionalità dell'Amministrazione».

        All'articolo 17:

            il comma 1 è sostituito dal seguente:

        «1. Nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze è istituito il Fondo per l'emergenza rifiuti Campania, con una dotazione pari a 150 milioni di euro nell'anno 2008, che costituisce limite di spesa per l'attuazione degli interventi di cui al presente decreto, ad eccezione delle spese derivanti dagli articoli 11, comma 12, e 16. La dotazione del Fondo di cui al periodo precedente è assegnata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è trasferita, nell'anno 2008, su apposita contabilità speciale per l'attuazione degli interventi di cui al precedente periodo. Una quota della medesima dotazione, pari al 10 per cento, è destinata a spese di parte corrente»;

            al comma 2, le parole: «all'articoli 61» sono sostituite dalle seguenti: «all'articolo 61»;

            dopo il comma 2 è inserito il seguente:

        «2-bis. All'attuazione dell'articolo 16, comma 1, lettera b), si provvede a valere sulle risorse di parte corrente del Fondo per la protezione civile, come determinato dalla tabella C allegata alla legge 24 dicembre 2007, n. 244, e senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato»;

            dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:

        «3-bis. Il Sottosegretario di Stato provvede al monitoraggio degli impegni finanziari assunti, a valere sulla contabilità speciale di cui al comma 1, in attuazione delle disposizioni di cui al presente decreto, informando il Ministro dell'economia e delle finanze, anche ai fini dell'adozione dei provvedimenti correttivi di cui all'articolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. Per il periodo strettamente necessario all'adozione dei predetti provvedimenti correttivi, alle eventuali eccedenze di spesa rispetto alla dotazione del Fondo di cui al comma 1 si provvede a valere sul Fondo per la protezione civile di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225.

        3-ter. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono definiti criteri, tempi e modalità per l'acquisizione al bilancio dello Stato, attraverso la riduzione dei trasferimenti, di somme corrispondenti alle entrate previste dalla riscossione della tassa o della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani dei comuni riconosciuti, sulla base dei criteri determinati dal decreto medesimo, inadempienti agli obblighi relativi all'attività di raccolta e smaltimento dei suddetti rifiuti. La disposizione di cui al presente comma si applica anche in relazione alle somme già destinate dallo Stato alle regioni interessate dalla dichiarazione dello stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225. Relativamente alla quota della tariffa riferita alla contribuzione statale, il decreto determina, con riferimento agli enti che rientrino in entrambe le fattispecie di cui al primo e al secondo periodo del presente comma, l'importo delle somme da acquisire al bilancio dello Stato, in misura tale da non pregiudicare l'equilibrio finanziario degli enti medesimi».

        All'articolo 18:

            all'alinea, le parole da: «, il Sottosegretario» fino alla fine dell'alinea sono sostituite dalle seguenti: «e fermo restando il rispetto dei princìpi dell'ordinamento comunitario e dei princìpi fondamentali in materia di tutela della salute, della sicurezza sul lavoro, dell'ambiente e del patrimonio culturale, il Sottosegretario di Stato e i capi missione sono autorizzati, ove necessario per la salvaguardia della salute pubblica e per il tempo strettamente necessario a garantire la tutela di tale interesse, a derogare alle seguenti disposizioni:»;

            al trentatreesimo capoverso (decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36), le parole: «2,» e «6,» sono soppresse; le parole da: «8» a: «13,» sono sostituite dalle seguenti: «fermo il rispetto dell'articolo 6 della direttiva 1999/31/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999; articoli 8, 9 e 10, limitatamente alla tempistica e alle modalità ivi previste,»; le parole: «e 16» sono sostituite dalle seguenti: «, fermo il rispetto dell'articolo 10 della citata direttiva 1999/31/CE;» e dopo le parole: «dell'allegato I» sono aggiunte le seguenti: «, quarto capoverso»;

            al trentacinquesimo capoverso (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42), dopo le parole: «decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 63,» sono inserite le seguenti: «e dal decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 62,»;

            al trentasettesimo capoverso (decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152), le parole da: «101» fino a: «125,» sono soppresse; dopo la parola: «178» sono inserite le seguenti: «, limitatamente ai commi 4 e 5»; le parole: «183, 191, 192,» sono soppresse; le parole: «196, 200,» sono sostituite dalle seguenti: «limitatamente ai commi 5 e 6,»; le parole: «209, 211,» sono soppresse; dopo la parola: «212» sono inserite le seguenti: «, limitatamente ai commi da 5 a 13» e le parole da: «242» fino a: «304» sono soppresse.

        Dopo l'articolo 19 è inserito il seguente:

        «Art. 19-bis. - (Relazione al Parlamento). - 1. Entro il 31 dicembre 2008 e, successivamente, ogni sei mesi, il Governo presenta al Parlamento una relazione sullo stato di attuazione delle disposizioni di cui al presente decreto, con particolare riferimento alle misure previste dagli articoli 5, 6, 8, 9, 10, 11 e 18, nonché sugli effetti prodotti e sui risultati conseguiti. Nella relazione è fornita dettagliata illustrazione dell'impiego del Fondo di cui all'articolo 17 e di ogni altro finanziamento eventualmente destinato alle finalità del presente decreto, con distinta indicazione degli interventi per i quali le risorse sono state utilizzate. La relazione espone, altresì, le modalità con cui, nel ricorrere alle deroghe di cui all'articolo 18, è stato assicurato il rispetto dei princìpi fondamentali in materia igienico-sanitaria».

ARTICOLO 1 NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Articolo 1.

(Nomina del Sottosegretario di Stato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri)

        1. Al Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri è attribuito il coordinamento della complessiva azione di gestione dei rifiuti nella regione Campania per il periodo emergenziale stabilito ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225.

        2. In deroga all'articolo 1, commi 376 e 377, all'articolo 3, comma 44, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, agli articoli 2, 5 e 10 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e agli articoli 4, 14 e 16 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in via di assoluta irripetibilità e straordinarietà per far fronte alla gravissima situazione in corso, e, comunque, fino al 31 dicembre 2009, alla soluzione dell'emergenza rifiuti nella regione Campania è preposto un Sottosegretario di Stato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, di seguito denominato: «il Sottosegretario di Stato»; per tale incarico, in via eccezionale e in deroga alle disposizioni degli articoli 1 e 2 della legge 20 luglio 2004, n. 215, può essere nominato il Capo del Dipartimento della protezione civile, di cui resta ferma la competenza ad esercitare in tale veste i compiti attinenti alla protezione civile di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, nonché alla materia di cui all'articolo 5-bis, comma 5, del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, nell'ambito degli indirizzi del competente Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

        3. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, in sostituzione dei Commissari delegati di cui all'articolo 1 delle ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 11 gennaio 2008, n. 3639, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 9 dell'11 gennaio 2008, e in data 30 gennaio 2008, n. 3653, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 28 del 2 febbraio 2008, il Sottosegretario di Stato, con proprio decreto, provvede alla nomina di uno o più capi missione con compiti di amministrazione attiva da esercitarsi su delega, che subentrano ai Commissari delegati in carica, definendo le strutture di supporto sia sotto il profilo dell'organizzazione che del funzionamento, in sostituzione delle strutture delle gestioni commissariali.

        4. Con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, è disciplinato il subentro nelle competenze commissariali sulla base di quanto previsto dal presente articolo, con utilizzo delle risorse umane e strumentali a disposizione delle gestioni esistenti. Alle attività di cui al presente comma si provvede a valere sulle risorse disponibili sulle gestioni esistenti e, in via residuale, sul Fondo per la protezione civile per la parte preordinata alla gestione delle emergenze. Le risorse giacenti sulle contabilità speciali intestate ai Commissari delegati confluiscono su apposita contabilità speciale intestata al Sottosegretario di Stato.

EMENDAMENTI

1.1

BRUNO

Respinto

Al 1 comma 2 sostituire le parole: «fino al 31 dicembre 2009» con le seguenti: «non oltre il 30 giugno 2009».

1.4

PERDUCA, PORETTI, BONINO

Respinto

Al comma 2, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Sono comunque fatte salve le forme di pubblicità di cui al quarto periodo del citato articolo 3, comma 44, della legge 24 dicembre 2007, n. 244».

ARTICOLO 2 NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Articolo 2.

(Attribuzioni del Sottosegretario di Stato)

        1. Ai fini della soluzione dell'emergenza rifiuti nella regione Campania, il Sottosegretario di Stato, anche in deroga a specifiche disposizioni legislative e regolamentari in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione del territorio e della difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria, e fatto salvo l'obbligo di assicurare le misure indispensabili alla tutela della salute e dell'ambiente previste dal diritto comunitario, provvede, mediante procedure di affidamento coerenti con la somma urgenza o con la specificità delle prestazioni occorrenti, all'attivazione dei siti da destinare a discarica, così come individuati nell'articolo 9.

        1-bis. Il Capo del Dipartimento della protezione civile per lo svolgimento delle funzioni di Sottosegretario di Stato non percepisce ulteriori emolumenti.

        2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 3, comma 2, del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, così come sostituito dall'articolo 2 del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio 2007, n. 87, il Sottosegretario di Stato può altresì utilizzare le procedure di cui all'articolo 43 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, con previsione di indennizzo che tenga conto delle spese sostenute rivalutate a norma di legge, ovvero mediante procedure espropriative, per l'acquisizione di impianti, cave dismesse o abbandonate ed altri siti per lo stoccaggio o lo smaltimento di rifiuti, a valere sul fondo di cui all'articolo 17. Il Sottosegretario di Stato è altresì autorizzato a porre in essere, d'intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con le procedure sopra descritte, misure di recupero e riqualificazione ambientale nei limiti delle risorse del Fondo di cui all'articolo 17.

        3. Al fine di evitare interruzioni o turbamenti alla regolarità della complessiva azione di gestione dei rifiuti e della connessa realizzazione dei necessari interventi ed opere, ivi compresi i termovalorizzatori, le discariche di servizio, i siti di stoccaggio provvisorio e ogni altro impianto, il Sottosegretario di Stato può disporre l'acquisizione di ogni bene mobile funzionale al corretto espletamento delle attività di propria competenza, riconoscendo al proprietario gli indennizzi relativi alle spese sostenute rivalutate a norma di legge, a valere sul fondo di cui all'articolo 17.

        4. I siti, le aree e gli impianti comunque connessi all'attività di gestione dei rifiuti costituiscono aree di interesse strategico nazionale, per le quali il Sottosegretario di Stato provvede ad individuare le occorrenti misure, anche di carattere straordinario, di salvaguardia e di tutela per assicurare l'assoluta protezione e l'efficace gestione.

        5. Fatta salva l'ipotesi di più grave reato, chiunque si introduce abusivamente nelle aree di interesse strategico nazionale ovvero impedisce o rende più difficoltoso l'accesso autorizzato alle aree medesime è punito a norma dell'articolo 682 del codice penale.

        6. I poteri di urgenza, previsti dalla normativa vigente in materia ambientale e di igiene pubblica comunque connessi alla gestione dei rifiuti della regione Campania, o comunque anche indirettamente interferenti sulla gestione stessa, sono esercitati dalle autorità competenti, d'intesa con il Sottosegretario di Stato.

        7. Al fine di assicurare piena effettività agli interventi ed alle iniziative occorrenti per fronteggiare l'emergenza in atto nella regione Campania, il Sottosegretario di Stato è assistito dalla forza pubblica ed a tale fine le autorità di pubblica sicurezza e le altre autorità competenti garantiscono piena attuazione alle determinazioni del Sottosegretario medesimo. Il Sottosegretario di Stato richiede altresì l'impiego delle Forze armate per l'approntamento dei cantieri e dei siti, per la raccolta ed il trasporto dei rifiuti, nonché il concorso delle Forze armate stesse unitamente alle Forze di polizia, per la vigilanza e la protezione dei suddetti cantieri e siti.

        7-bis. Senza compensi aggiuntivi rispetto a quelli previsti dalle vigenti ordinanze di protezione civile, il personale delle Forze armate impiegato per lo svolgimento delle attività di vigilanza e protezione, di cui al comma 7, agisce con le funzioni di agente di pubblica sicurezza e può procedere all'identificazione e all'immediata perquisizione sul posto di persone e mezzi di trasporto a norma dell'articolo 4 della legge 22 maggio 1975, n. 152, anche al fine di prevenire o impedire comportamenti che possono mettere in pericolo l'incolumità di persone o la sicurezza dei luoghi vigilati, con esclusione delle funzioni di polizia giudiziaria. Ai fini di identificazione, per completare gli accertamenti e per procedere a tutti gli atti di polizia giudiziaria, il personale delle Forze armate accompagna le persone indicate presso i più vicini uffici o comandi della Polizia di Stato o dell'Arma dei carabinieri. Nei confronti delle persone accompagnate si applicano le disposizioni dell'articolo 349 del codice di procedura penale.

        8. Il Sottosegretario di Stato richiede alle autorità competenti, in termini di stretta funzionalità rispetto alle competenze di cui al presente articolo, l'adozione di ogni provvedimento necessario all'esercizio delle prerogative di pubblica sicurezza previste dal relativo testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.

        8-bis. Il rimborso degli oneri derivanti dal concorso reso dalle amministrazioni dello Stato per le finalità di cui al presente decreto è effettuato dal soggetto delegato mediante apposito versamento all'entrata del bilancio dello Stato, per la successiva riassegnazione allo stato di previsione dell'amministrazione interessata, nei limiti delle risorse di cui all'articolo 17.

        9. Fatta salva l'ipotesi di più grave reato, chiunque impedisce, ostacola o rende più difficoltosa l'azione di gestione dei rifiuti è punito a norma dell'articolo 340 del codice penale.

        10. Chiunque distrugge, deteriora o rende inservibili, in tutto o in parte, componenti impiantistiche e beni strumentali connessi con la gestione dei rifiuti, è punito ai sensi dell'articolo 635, secondo comma, del codice penale.

        11. Il Sottosegretario di Stato, in ragione del fondato pericolo di interruzione, di ostacolo o di alterazione della regolare attività di gestione dei rifiuti, può disporre, con proprio provvedimento, la precettazione dei lavoratori a qualsiasi titolo impiegati nell'attività di gestione medesima, ai sensi dell'articolo 8 della legge 12 giugno 1990, n. 146, e successive modificazioni.

        12. Nel caso di indisponibilità, anche temporanea, del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti derivante da qualsiasi causa, il Sottosegretario di Stato è autorizzato al ricorso ad interventi alternativi anche attraverso il diretto conferimento di incarichi ad altri soggetti idonei, a valere sulle risorse dei comuni interessati già destinate alla gestione dei rifiuti.

        12-bis. Il Sottosegretario di Stato, sessanta giorni prima della cessazione dello stato di emergenza, presenta al Parlamento una relazione nella quale quantifica tutti gli oneri relativi agli interventi realizzati a carico delle risorse di cui all'articolo 17, indicando puntualmente e in modo motivato le esigenze in atto, le risorse disponibili e i soggetti pubblici e privati ai quali verranno affidati gli oneri della gestione ordinaria del ciclo dello smaltimento dei rifiuti della regione Campania.

EMENDAMENTI

2.2

RUSSO, DI NARDO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Respinto

Al comma l, dopo le parole: «fatto salvo» aggiungere le seguenti: «il rispetto dei principi generali dell'ordinamento e».

2.3

BRUNO, DELLA SETA, DE LUCA, MAZZUCONI, MOLINARI, SOLIANI

Respinto

Al comma 4, dopo le parole: «gestione dei rifiuti» aggiungere le seguenti: «per il superamento dell'emergenza in Campania, ricadenti nei confini della stessa regione,».

2.4

RUSSO, DI NARDO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Respinto

Al comma 5, sostituire le parole: «rende più difficoltoso» con la seguente: «ostacola».

        Conseguentemente, al comma 9, sostituire le parole: «ostacola o rende più difficoltosa» con le seguenti: «od ostacola».

2.9

DELLA SETA, DE LUCA, MAZZUCONI, BRUNO, MOLINARI, SOLIANI

Respinto

Al comma 7, secondo periodo, sopprimere le parole da: «, nonché il concorso delle Forze armate stesse» fino alla fine del comma.

2.12

RUSSO, DI NARDO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Respinto

Al comma 7-bis, primo periodo, sopprimere la parola: «anche».

2.14

DE LUCA, DELLA SETA, BRUNO, MAZZUCONI, MOLINARI, SOLIANI

Ritirato e trasformato nell'odg. G2.14

Dopo il comma 7-bis, aggiungere i seguenti:

        «7-ter. Al fine di intensificare le attività di prevenzione sul territorio delle province di Napoli e Caserta e in particolare nelle aree comprese nei comuni di Acerra, Giugliano in Campania, Qualiano, Villaricca, nei comuni dell'area vesuviana in provincia di Napoli e nei comuni dell'agro aversano e del litorale domizio flegreo in provincia di Caserta, il Ministro dell'interno, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, definisce un programma operativo interforze di detti territori, coordinato dalle prefetture di Napoli e Caserta. A tal fine è stanziata la somma di 5 milioni di euro.

        7-quater. All'onere derivante dall'applicazione delle disposizioni del comma 7-bis, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2008-2010, nell'ambito del fondo speciale di parte corrente dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze».

ORDINE DEL GIORNO

G2.14

DE LUCA, DELLA SETA, MAZZUCONI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

        premesso che:

            gli esiti di molteplici procedimenti giudiziari hanno evidenziato il largo coinvolgimento della criminalità organizzata nelle attività di traffico e smaltimento illecito dei rifiuti nella regione Campania;

            tali attività illecite espongono la popolazione a pesanti conseguenze sul piano ambientale, igienico-sanitario, sociale;

            l'azione di contrasto della criminalità organizzata è essenziale perché in Campania si possa giungere al più presto ad una corretta, trasparente, sicura gestione dell'intero ciclo dei rifiuti;

            sia ineludibile fornire, ai cittadini campani, adeguate risposte, anche in termini di maggiore efficienza, nello svolgimento delle attività di indagine di prevenzione e di repressione in ordine ai reati connessi allo smaltimento illegale dei rifiuti,

        impegna il Governo, al fine di intensificare le attività di prevenzione sul territorio delle province di Napoli e Caserta e in particolare nelle aree comprese nei comuni di Acerra, Giugliano in Campania, Qualiano, Villaricca, nei comuni dell'area vesuviana in provincia di Napoli e nei comuni dell'agro aversano e del litorale domizio flegreo in provincia di Caserta, a definire un programma operativo interforze di detti territori, coordinato dalle prefetture di Napoli e Caserta.

________________

(*) Accolto dal Governo

ARTICOLO 3 NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Articolo 3.

(Competenza dell'autorità giudiziaria nei procedimenti penali relativi alla gestione dei rifiuti nella regione Campania)

        1. Nei procedimenti relativi ai reati, consumati o tentati, riferiti alla gestione dei rifiuti ed ai reati in materia ambientale nella regione Campania, nonché in quelli connessi a norma dell'articolo 12 del codice di procedura penale, attinenti alle attribuzioni del Sottosegretario di Stato di cui all'articolo 2 del presente decreto, le funzioni di cui al comma 1, lettera a), dell'articolo 51 del codice di procedura penale sono attribuite al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, il quale le esercita anche in deroga a quanto previsto dall'articolo 2 del decreto legislativo 20 febbraio 2006, n. 106, e successive modificazioni.

        2. Nei procedimenti indicati al comma 1 le funzioni di giudice per le indagini preliminari e dell'udienza preliminare sono esercitate da magistrati del Tribunale di Napoli. Sulle richieste di misure cautelari personali e reali decide lo stesso tribunale in composizione collegiale. Non si applicano le previsioni dell'articolo 321, comma 3-bis, del codice di procedura penale.

        3. Nei procedimenti indicati nel comma 1 nei quali si ravvisa il coinvolgimento della criminalità organizzata, si applicano le disposizioni dell'articolo 371-bis del codice di procedura penale in materia di attività del Procuratore nazionale antimafia.

        4. Nei casi previsti dal comma 1, se ne fa richiesta il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, il Procuratore generale presso la Corte di appello di Napoli può, per giustificati motivi, disporre che le funzioni di pubblico ministero per il dibattimento siano esercitate presso il giudice competente da un magistrato designato dallo stesso Procuratore della Repubblica.

        5. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano anche ai procedimenti in corso prima della data di entrata in vigore del presente decreto, per i quali non è stata esercitata l'azione penale. A cura del magistrato che procede, non oltre dieci giorni dalla medesima data, gli atti dei relativi procedimenti sono trasmessi al Procuratore della Repubblica o al giudice indicati nei commi 1 e 2.

        6. Le misure cautelari eventualmente disposte prima della data di entrata in vigore del presente decreto, o convalidate da giudice diverso da quello indicato al comma 2, cessano di avere effetto se entro venti giorni dalla trasmissione degli atti il giudice competente non provvede a norma degli articoli 292, 317 e 321 del codice di procedura penale.

        7. Il Ministro della giustizia, sentito per quanto di competenza il Consiglio superiore della magistratura, adotta le necessarie misure di redistribuzione dei magistrati in servizio e di riallocazione del personale amministrativo in servizio, ivi compreso quello in servizio presso i tribunali militari e la corte militare d'appello, di intesa con il Ministro della difesa, al fine di potenziare gli uffici giudiziari di Napoli in funzione delle aumentate esigenze derivanti dall'applicazione del presente articolo. Agli oneri derivanti dal trattamento di trasferimento, ove spettante, si provvede a valere sulle risorse di cui all'articolo 17.

        8. Per tutta la durata dell'emergenza, le aree destinate a discarica ed a siti di stoccaggio di cui all'articolo 9, nonché quelle individuate con provvedimento del Sottosegretario di Stato, possono essere sottoposte a sequestro preventivo quando ricorrono gravi indizi di reato, sempreché il concreto pregiudizio alla salute e all'ambiente non sia altrimenti contenibile.

        9. Le disposizioni del presente articolo cessano di avere efficacia al termine dello stato emergenziale in relazione al quale è emanato il presente decreto, salvo che per i fatti commessi durante lo stato emergenziale stesso.

EMENDAMENTI

3.1

PERDUCA, PORETTI, BONINO

Respinto

Sopprimere l'articolo.

3.2

CASSON, MARITATI, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, DELLA MONICA, GALPERTI

Id. em. 3.1

Sopprimere l'articolo.

3.4

MARITATI

Respinto

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 3. - (Indagini collegate nei procedimenti penali relativi alla gestione dei rifiuti nella regione Campania). - 1. Nei procedimenti relativi ai reati, consumati o tentati, riconducibili alla gestione dei rifiuti nella regione Campania, nonché in quelli connessi ai sensi dell'articolo 12 del codice di procedura penale, attinenti alle attribuzioni del Sottosegretario di Stato di cui all'articolo 2 del presente decreto, salvo riguardino i reati di cui all'art. 51 comma 3-bis del medesimo codice, si considerano collegate le indagini condotte da uffici diversi del pubblico ministero, che presentano questioni di fatto o di diritto, tali da richiedere soluzioni uniformi e coordinate, anche ai fini degli aspetti inerenti l'ordine e la sicurezza pubblici, l'igiene e la tutela della salute pubblica e dei luoghi di lavoro, che coinvolgono. Nella regione Campania, la relativa attività di coordinamento è svolta, anche d'iniziativa, dal Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli, sentito il Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Salerno.

        2. Il Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli assicura il coordinamento provvedendo:

            a) all'acquisizione dei dati, delle notizie e delle informazioni necessarie;

            b) a riunire i Procuratori della Repubblica interessati, impartendo le direttive alle quali attenersi per prevenire o risolvere contrasti riguardanti il coordinamento nell'attività di indagine ovvero il puntuale, corretto ed uniforme esercizio dell'azione penale e l'osservanza dei principi del giusto processo;

            c) all'avocazione delle indagini, con decreto reclamabile al Procuratore generale presso la Corte di cassazione, nel caso di inerzia ingiustificata nelle attività di indagine o inosservanza delle direttive impartite. In tale ultimo caso, le indagini avocate possono essere svolte, oltre che dal Procuratore generale o da un magistrato della Procura generale presso la Corte di Appello di Napoli o di Salerno, anche da altro magistrato dei rispettivi distretti, che eserciti funzioni requirenti».

3.5

CASSON, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, DELLA MONICA, GALPERTI, MARITATI, CAROFIGLIO, BRUNO, DELLA SETA

Respinto

Al comma 1, sostituire le parole da: «riferiti alla gestione» fino alla fine del comma con le seguenti: «commessi nella regione Campania, riferiti alla gestione dei rifiuti, che comportino l'illegittima immissione nell'ambiente di sostanze o energie che possano cagionare o contribuire a cagionare il pericolo concreto di una compromissione rilevante delle originarie o preesistenti qualità del suolo, del sotto suolo, delle acque o dell'aria, nonché a quelli ad essi connessi a norma dell'articolo 12 del codice di procedura penale, le funzioni di cui al comma 1, lettera a), dell'articolo 51 del codice di procedura penale sono attribuite all'Ufficio del Pubblico ministero presso il Tribunale del capoluogo del distretto (Napoli o Salerno) nel cui ambito ha sede il giudice competente».

        Conseguentemente:

            al comma 2, primo periodo, sostituire le parole: «di Napoli» con le seguenti: «ordinario di Napoli o di Salerno»;

            al comma 4, sostituire le parole: «, il Procuratore generale presso la Corte di appello di Napoli» con le seguenti: «o di Salerno, il Procuratore generale presso la Corte di appello di Napoli o di Salerno»;

            al comma 7, primo periodo, sostituire le parole da: «sentito per quanto di competenza il Consiglio» fino alla fine del comma con le seguenti: «e il Consiglio superiore della magistratura, secondo le rispettive competenze, adottano le misure organizzative necessarie relative all'organico dei magistrati e al personale amministrativo al fine di consentire agli Uffici giudiziari di Napoli e di Salerno di far fronte alle aumentate esigenze derivanti dall'applicazione del presente articolo».

3.6

RUSSO, DI NARDO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Respinto

Al comma 1, sopprimere le parole: «ed ai reati in materia ambientale».

3.100

CASSON, D'AMBROSIO, MARITATI, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, DELLA MONICA, GALPERTI

Le parole da: «Sopprimere» a: «comma 2.» respinte; seconda parte preclusa

Sopprimere il comma 2.

        Conseguentemente, al comma 5, al primo periodo, sostituire le parole: «le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano» con le seguenti: «la disposizione di cui al comma 1 si applica» e al secondo periodo, sostituire le parole: «o al giudice indicati nei commi 1 e 2», con le seguenti: «indicato nel comma 1».

        Conseguentemente, sopprimere il comma 6.

3.101

CASSON, DELLA MONICA, MARITATI, GALPERTI, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, D'AMBROSIO

Respinto

Sostituire il comma 2 con il seguente:

        «2. «Non si applicano le previsioni dell'articolo 321, comma 3-bis, del codice di procedura penale».

        Conseguentemente, al comma 5, al secondo periodo, sostituire le parole: «o al giudice indicati nei commi 1 e 2», con le seguenti: «indicato nel comma 1».

        Conseguentemente, sopprimere il comma 6.

3.102

CASSON, MARITATI, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, DELLA MONICA, GALPERTI

Respinto

Al comma 2, sopprimere il terzo periodo.

        Conseguentemente, sopprimere il comma 6.

ARTICOLO 4 DEL DECRETO-LEGGE

Articolo 4.

(Tutela giurisdizionale)

        1. Ferme restando le disposizioni di cui all'articolo 3 del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21, con le risorse umane e strumentali previste a legislazione vigente, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie, anche in ordine alla fase cautelare, comunque attinenti alla complessiva azione di gestione dei rifiuti, seppure posta in essere con comportamenti dell'amministrazione pubblica o dei soggetti alla stessa equiparati. La giurisdizione di cui sopra si intende estesa anche alle controversie relative a diritti costituzionalmente tutelati.

        2. Le misure cautelari, adottate da una autorità giudiziaria diversa da quella di cui al comma 1, cessano di avere effetto ove non riconfermate entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto dall'autorità giudiziaria competente ai sensi del presente articolo.

EMENDAMENTI

4.2

CASSON, D'AMBROSIO, DELLA MONICA, GALPERTI, MARITATI, CAROFIGLIO, CHIURAZZI

Respinto

Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole da: «tutte le controversie» fino alla fine del periodo, con le seguenti: «le controversie, anche in ordine alla fase cautelare, attinenti alla complessiva azione di gestione dei rifiuti, relative a comportamenti ricollegabili all'esercizio dei poteri delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti ad esse equiparati».

4.3

RUSSO, DI NARDO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Sost. id. em. 4.2

Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole da: «tutte le controversie» fino alla fine del periodo con le seguenti: «le controversie, anche in ordine alla fase cautelare, attinenti alla complessiva azione di gestione dei rifiuti, relative a comportamenti riconducibili all'esercizio dei poteri delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti ad esse equiparati».

4.100

CASSON, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, DELLA MONICA, GALPERTI, MARITATI

Respinto

Al comma 1, sopprimere il secondo periodo.

4.5

CASSON, DELLA MONICA, GALPERTI, MARITATI, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, D'AMBROSIO

Respinto

Sopprimere il comma 2.

4.101

RUSSO, BELISARIO, DI NARDO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Id. em. 4.5

Sopprimere il comma 2.

4.7

RUSSO, DI NARDO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Respinto

Al comma 2, sostituire le parole da: «cessano di avere effetto» fino alla fine del comma, con le seguenti: «restano efficaci salva la possibilità del giudice di cui al comma 1 di revocarle o modificarle».

ARTICOLI 5 E 6 NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Articolo 5.

(Termovalorizzatori di Acerra (NA), Santa Maria La Fossa (CE) e Salerno)

        1. Al fine di consentire il pieno rientro dall'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, in deroga al parere della Commissione di valutazione di impatto ambientale in data 9 febbraio 2005, fatte salve le indicazioni a tutela dell'ambiente e quelle concernenti le implementazioni impiantistiche migliorative contenute nel medesimo parere e nel rispetto dei limiti di emissione ivi previsti, è autorizzato, presso il termovalorizzatore di Acerra, il conferimento ed il trattamento dei rifiuti aventi i seguenti codici CER:  19.05.01; 19.05.03; 19.12.12; 19.12.10; 20.03.01; 20.03.99, per un quantitativo massimo complessivo annuo pari a 600.000 tonnellate.

        2. Ai sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, e successive modificazioni, e tenuto conto del parere della Commissione di valutazione di impatto ambientale di cui al comma 1 del presente articolo, nonché della consultazione già intervenuta con la popolazione interessata, è autorizzato l'esercizio del termovalorizzatore di Acerra, fatti salvi i rinnovi autorizzativi periodici previsti dal citato decreto legislativo.

        2-bis. La struttura del Sottosegretario di Stato mette a disposizione tutte le informazioni riguardanti le autorizzazioni di cui ai commi 1 e 2 e le relative procedure, e ne informa la Commissione europea conformemente all'articolo 2, paragrafo 3, della direttiva 85/337/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1985, e successive modificazioni.

        3. Fermo quanto previsto dall'articolo 3 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 16 gennaio 2008, n. 3641, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 20 del 24 gennaio 2008, e dall'articolo 2, comma 2, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 17 aprile 2008 n. 3669, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile 2008, circa la realizzazione dell'impianto di termodistruzione nel comune di Salerno, è altresì autorizzata la realizzazione del termovalorizzatore di Santa Maria La Fossa (CE), conformemente al parere positivo con prescrizioni reso dalla Commissione di valutazione di impatto ambientale, fatta eccezione per quanto previsto in tema di rifiuti ammessi a conferimento, per la cui individuazione si provvede in sede di autorizzazione all'esercizio ai sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, e successive modificazioni.

Articolo 6.

(Impianti di selezione e trattamento e di termovalorizzazione dei rifiuti)

        1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 2 del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio 2007, n. 87, deve essere realizzata una valutazione in ordine al valore dei seguenti impianti di selezione e trattamento dei rifiuti, anche ai fini dell'eventuale acquisizione a titolo oneroso da parte della stessa società affidataria del servizio di gestione dei rifiuti, che tenga conto dell'effettiva funzionalità, della vetustà e dello stato di manutenzione degli stessi: Caivano (NA), Tufino (NA), Giugliano (NA), Santa Maria Capua Vetere (CE), Avellino - località Pianodardine, Battipaglia (SA) e Casalduni (BN), nonché del termovalorizzatore di Acerra (NA). Detta valutazione è effettuata da una Commissione composta da cinque componenti di comprovata professionalità tecnica, nominati dal Presidente della Corte d'appello di Napoli, con spese a carico delle parti private interessate e senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

        2. All'esito della procedura di valutazione di cui al comma 1, gli impianti di selezione e trattamento possono essere convertiti in impianti per il compostaggio di qualità e per le attività connesse alla raccolta differenziata ed al recupero, per la trasferenza dei rifiuti urbani, nonché per la produzione di combustibile da rifiuti di qualità (CDR-Q) da utilizzarsi in co-combustione nei cementifici e nelle centrali termoelettriche. A tale fine, il Sottosegretario di Stato dispone per la progettazione, la realizzazione e la gestione, in termini di somma urgenza delle conseguenti opere necessarie, nell'ambito delle risorse del Fondo di cui all'articolo 17, entro un limite di spesa di euro 10.900.000.

EMENDAMENTI

6.1

RUSSO, DI NARDO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Respinto

Al comma 2, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «senza determinare maggiori emissioni di quelle previste e autorizzate dalle norme vigenti».

6.100

DELLA SETA

Respinto

Al comma 2, dopo il primo periodo, inserire il seguente: «La conversione di tali impianti deve avvenire nel rispetto delle specifiche normative di tutela della salute, dell'igiene e dell'ambiente».

ARTICOLI 6-BIS E 6-TER INTRODOTTI DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Articolo 6-bis.

(Impianti di selezione e trattamento dei rifiuti - termovalorizzatore di Acerra)

        1. Allo scopo di favorire il rientro nelle competenze degli enti che vi sono ordinariamente preposti, è trasferita alle province della regione Campania la titolarità degli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti, di cui all'articolo 6, ubicati nei rispettivi ambiti territoriali. Le province rimangono estranee alle situazioni debitorie e creditorie insorte anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto-legge 17  giugno 2008, n. 107.

        2. Le province della regione Campania, nelle more dell'affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti, si avvalgono, in via transitoria e comunque non oltre il 31 dicembre 2009, delle risorse umane e strumentali strettamente afferenti alla gestione degli impianti di cui al comma 1.

        3. In attesa della definizione delle procedure previste dal comma 2, il Sottosegretario di Stato richiede, in via transitoria e non oltre il 31 dicembre 2009, l'impiego delle Forze armate per la conduzione tecnica e operativa degli impianti predetti.

        4. Resta fermo l'obbligo del completamento del termovalorizzatore di Acerra (NA) per le società già affidatarie del servizio di gestione dei rifiuti nella regione Campania.

        5. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Presidente della regione Campania provvede all'aggiornamento del piano regionale di gestione dei rifiuti sulla base delle disposizioni di cui al presente decreto.

        6. Alla copertura degli oneri derivanti dal comma 2 si provvede a valere sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti.

Articolo 6-ter.

(Disciplina tecnica per il trattamento dei rifiuti)

        1. Nelle more dell'espletamento delle procedure di valutazione di cui all'articolo 6, comma 1, è autorizzato, presso gli impianti ivi indicati, il trattamento meccanico dei rifiuti urbani, per i quali, all'esito delle relative lavorazioni, si applica in ogni caso, fermo quanto disposto dall'articolo 18, la disciplina prevista per i rifiuti codice CER 19.12.12, CER 19.12.02, CER 19.05.01; presso i medesimi impianti sono altresì autorizzate le attività di stoccaggio e di trasferenza dei rifiuti stessi.

        2. Fermo quanto disposto dall'articolo 18, e in deroga alle disposizioni di cui all'allegato D alla parte IV del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, i rifiuti comunque provenienti dagli impianti di cui al comma 1 del presente articolo sono destinati ad attività di recupero ovvero di smaltimento secondo quanto previsto dagli allegati B e C alla parte IV del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, e, ai fini delle successive fasi di gestione, detti rifiuti sono sempre assimilati, per quanto previsto dall'articolo 184 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dall'articolo 2 del decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, alla tipologia di rifiuti avente codice CER 20.03.01

EMENDAMENTI

6-ter.1

RUSSO, DI NARDO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Respinto

Al comma 2, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, per i quali devono essere assicurate adeguate procedure di controllo selettivo prima del conferimento all'impianto».

6-ter.2

DE LUCA, DELLA SETA, BRUNO, MAZZUCONI, MOLINARI, SOLIANI

Respinto

Aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, per i quali vengono comunque assicurate adeguate procedure di controllo selettivo prima del conferimento all'impianto».

ARTICOLO 7 NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Articolo 7.

(Misure per garantire la razionalizzazione di strutture tecniche statali)

        1. Ai fini del contenimento della spesa pubblica e dell'incremento dell'efficienza procedimentale, il numero dei commissari che compongono la Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale di cui all'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 90, è ridotto da sessanta a cinquanta, ivi inclusi il presidente e il segretario. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare procede, con proprio decreto, alla nomina dei cinquanta commissari, in modo da assicurare un congruo rapporto di proporzione fra i diversi tipi di competenze ed esperienze da ciascuno di essi apportate. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare procede, con proprio decreto, di natura regolamentare, al riordino della commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale.

        2. All'articolo 37, comma 1, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Le direzioni sono coordinate da un Segretario generale. Al conferimento dell'incarico di cui al periodo precedente si provvede ai sensi dell'articolo 19, comma 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165». La copertura dei relativi oneri è assicurata mediante soppressione di un posto di funzione di livello dirigenziale generale effettivamente ricoperto di cui all'articolo 1, comma 3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 17 giugno 2003, n. 261, nonché mediante la soppressione di posti di funzione di livello dirigenziale non generale, effettivamente ricoperti, in modo da garantire l'invarianza della spesa. Ai sensi dell'articolo 14, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, sono stabilite le modalità tecniche, finanziarie e organizzative degli uffici di diretta collaborazione, anche relativamente all'esigenza di graduazione dei compensi, nel rispetto del principio di invarianza della spesa.

EMENDAMENTI

7.1

DELLA SETA, DE LUCA, BRUNO, MAZZUCONI, MOLINARI, SOLIANI

Respinto

Sopprimere l'articolo.

7.2

BRUNO, DELLA SETA, DE LUCA, MAZZUCONI, MOLINARI, SOLIANI

Respinto

Al comma 1, dopo le parole: «contenimento della spesa pubblica» sostituire le parole da: «e dell'incremento» fino alla fine del comma con le seguenti: «gli emolumenti della Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale, di cui all'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 90, sono ridotti del trenta per cento».

7.3

RUSSO, DI NARDO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Respinto

Al comma 1, secondo periodo, sostituire le parole da: «Entro trenta giorni» fino alla fine del comma, con le seguenti: «Le disposizioni di cui al presente comma si applicano alla scadenza del termine di durata previsto dalla medesima Commissione».

7.5

DELLA SETA, DE LUCA, BRUNO, MAZZUCONI, MOLINARI, SOLIANI

Id. em. 7.4

Sopprimere il comma 2

ARTICOLO 8 NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Articolo 8.

(Termovalorizzatore di Napoli, ecoballe e stoccaggi)

        1. Al fine di raggiungere un'adeguata capacità complessiva di smaltimento dei rifiuti prodotti nella regione Campania, il Sottosegretario di Stato è autorizzato alla realizzazione di un impianto di termovalorizzazione nel territorio del comune di Napoli, mediante l'applicazione delle migliori tecnologie disponibili a salvaguardia della salute della popolazione e dell'ambiente. Il sindaco del comune di Napoli individua, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il sito del predetto impianto. In caso di mancato rispetto del predetto termine di trenta giorni, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, delibera, in via sostitutiva, circa l'individuazione del sito da destinare alla realizzazione dell'impianto di termovalorizzazione, anche in deroga alle previsioni edilizie ed urbanistiche vigenti.

        2. Nelle more del funzionamento a regime del sistema di smaltimento dei rifiuti della regione Campania di cui al presente decreto e ferma restando la necessità di adottare misure di salvaguardia ambientale e di tutela igienico-sanitaria, è autorizzato l'esercizio degli impianti in cui i rifiuti, aventi codice CER 19.12.10, 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03, 20.03.01 e 20.03.99 sono scaricati al fine di essere preparati per il successivo trasporto in un impianto di recupero, trattamento o smaltimento, e sono altresì autorizzati lo stoccaggio dei rifiuti in attesa di smaltimento e il deposito temporaneo limitatamente ai rifiuti aventi i medesimi codici sopra richiamati.

        4. Agli oneri derivanti dal presente articolo si fa fronte a valere sulle risorse di cui all'articolo 17.

ARTICOLO 8-BIS INTRODOTTO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Articolo 8-bis.

(Misure per favorire la realizzazione dei termovalorizzatori)

        1. Per superare la situazione di emergenza e per assicurare una adeguata capacità complessiva di smaltimento dei rifiuti prodotti in Campania, per gli impianti di termovalorizzazione localizzati nei territori dei comuni di Salerno, Napoli e Santa Maria La Fossa (CE), il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, su proposta motivata del Sottosegretario di Stato, definisce, con riferimento alla parte organica dei rifiuti stessi, le condizioni e le modalità per concedere, con propri decreti, i finanziamenti e gli incentivi pubblici di competenza statale previsti dalla deliberazione del Comitato interministeriale prezzi n. 6 del 29 aprile 1992, anche in deroga ai commi 1117 e 1118 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, e al comma 137 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

EMENDAMENTO

8-bis.100

RUSSO, BELISARIO, DI NARDO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Respinto

Al comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «senza maggiori oneri a carico della componente A3 delle tariffe elettriche».

ARTICOLO 9 NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Articolo 9.

(Discariche)

        1. Allo scopo di consentire lo smaltimento in piena sicurezza dei rifiuti urbani prodotti nella regione Campania, nelle more dell'avvio a regime della funzionalità dell'intero sistema impiantistico previsto dal presente decreto, nonché per assicurare lo smaltimento dei rifiuti giacenti presso gli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti urbani e presso i siti di stoccaggio provvisorio, è autorizzata la realizzazione, nel pieno rispetto della normativa comunitaria tecnica di settore, dei siti da destinare a discarica presso i seguenti comuni: Sant'Arcangelo Trimonte (BN) - località Nocecchie; Savignano Irpino (AV) - località Postarza; Serre (SA) - località Macchia Soprana; nonché presso i seguenti comuni: Andretta (AV) - località Pero Spaccone (Formicoso); Terzigno (NA) - località Pozzelle e località Cava Vitiello; Napoli località Chiaiano (Cava del Poligono - Cupa del cane); Caserta - località Torrione (Cava Mastroianni); Santa Maria La Fossa (CE) - località Ferrandelle; Serre (SA) - località Valle della Masseria.

        2. Gli impianti di cui al comma 1 sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.12.12; 19.05.01; 19.05.03; 20.03.01; 19.01.12; 19.01.14; 19.02.06e 20.03.99, fermo restando quanto previsto dal comma 3; presso i suddetti impianti è inoltre autorizzato, nel rispetto della distinzione tra categorie di discariche di cui alla normativa comunitaria tecnica di settore, lo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.01.11*; 19.01.13*; 19.02.05*, nonché 19.12.11* per il solo parametro «idrocarburi totali», provenienti dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti urbani, alla stregua delle previsioni derogatorie di cui all'articolo 18.

        3. Ai fini dello smaltimento nelle discariche di cui al comma 1, i rifiuti urbani oggetto di incendi dolosi o colposi sono assimilati ai rifiuti aventi codice CER: 20.03.99, salva diversa classificazione effettuata dal gestore prima del conferimento in discarica.

        4. Presso le discariche presenti nel territorio della regione Campania è autorizzato anche il pretrattamento del percolato da realizzarsi tramite appositi impianti ivi installati.

        5. In deroga alle disposizioni relative alla valutazione di impatto ambientale (VIA) di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, nonché alla pertinente legislazione regionale in materia, per la valutazione relativa all'apertura delle discariche ed all'esercizio degli impianti, il Sottosegretario di Stato procede alla convocazione della conferenza dei servizi che è tenuta a rilasciare il proprio parere entro e non oltre sette giorni dalla convocazione. Qualora il parere reso dalla conferenza dei servizi non intervenga nei termini previsti dal presente comma, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, si esprime in ordine al rilascio della VIA entro i sette giorni successivi. Qualora il parere reso dalla conferenza dei servizi sia negativo, il Consiglio dei Ministri si esprime entro i sette giorni successivi.

        6. L'articolo 1 del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio 2007, n. 87, è abrogato.

        7. Con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, sono definite, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze, le discipline specifiche in materia di benefìci fiscali e contributivi in favore delle popolazioni residenti nei comuni sedi di impianti di discarica, previa individuazione della specifica copertura finanziaria, con disposizione di legge.

        7-bis. Fatte salve le intese ai sensi dell'articolo 5, comma 3, del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, fino alla cessazione dello stato di emergenza di cui all'articolo 19 del presente decreto, è vietato il trasferimento, lo smaltimento o il recupero di rifiuti in altre regioni. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

        8. Il primo periodo del comma 4 dell'articolo 191 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è così sostituito: «Le ordinanze di cui al comma 1 possono essere reiterate per un periodo non superiore a 18 mesi per ogni speciale forma di gestione dei rifiuti.».

        9. Agli oneri derivanti dal presente articolo, ad eccezione del comma 7, si fa fronte a valere sulle risorse di cui all'articolo 17.

EMENDAMENTI

9.2

PERDUCA, PORETTI, BONINO

Respinto

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Resta fermo il divieto di selezione e trattamento di rifiuti tossici o nocivi per il cui trattamento e smaltimento si applicano le norme vigenti».

        2-ter. Lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti di cui al comma 2 deve avvenire a livello provinciale prioritariamente nelle aree industriali libere appartenenti ai consorzi industriali o ai comuni. A tal fine entro sette giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ciascun presidente dell'amministrazione provinciale individua i lotti disponibili delle singole aree dandone comunicazione al Sottosegretario di Stato ai fini dell'individuazione dei siti da utilizzare in via prioritaria previa esecuzione delle eventuali opere necessarie per il corretto stoccaggio.

        2-quater. Il sottosegretario di Stato, tenuto conto della disponibilità dei siti di stoccaggio provvisorio, degli incrementi registrati nella raccolta differenziata, delle discariche già realizzate e non ancora utilizzate, sulla base del presumibile fabbisogno formula il programma prioritario di realizzazione delle discariche per il superamento della fase di emergenza per singola provincia della regione. Per la sola provincia di Napoli è ammesso il trasferimento dei rifiuti al di fuori della regione fino all'entrata in funzione del termovalorizzatore di Acerra».

9.3

RUSSO

Respinto

Al comma 5, primo periodo, sostituire le parole: «sette giorni» con le seguenti: «quindici giorni»

9.4

RUSSO, DI NARDO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Respinto

Al comma 7, dopo le parole: «24 febbraio 1992, n. 225», aggiungere le seguenti: «da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,».

9.6

BRUNO, DELLA SETA, DE LUCA, MAZZUCONI, MOLINARI, SOLIANI

Respinto

Al comma 7-bis, dopo le parole: «del presente decreto» aggiungere le seguenti: «e, comunque, con l'esclusione dei territori, non ricadenti nei confini della regione Campania, che possono usufruire delle agevolazioni previste dal Fondo per le aree sottoutilizzate di cui all'articolo 61 della Legge 27 dicembre 2002, n. 289».

9.7

RUSSO, DI NARDO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Ritirato

Al comma 7-bis, dopo la parola: «rifiuti» aggiungere la seguente: «urbani».

ORDINE DEL GIORNO

G9.100

Il Relatore

Non posto in votazione (*)

Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 832,

        ritenuto che il comma 7-bis dell'articolo 9 del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, si riferisca soltanto ai rifiuti solidi urbani e non anche alle frazioni selezionate a valle della raccolta differenziata e agli scarti industriali omogenei, che pertanto possono continuare a raggiungere gli stabilimenti di lavorazione presenti sul territorio nazionale,

        impegna il Governo:

            a garantire che il comma 7-bis dell'articolo 9 del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, sia interpretato nel senso che il divieto di trasferimento in altre regioni operi unicamente rispetto ai rifiuti destinati allo smaltimento e che in particolare le frazioni selezionate a valle della raccolta differenziata e gli scarti industriali omogenei possano essere collocati presso gli impianti per il riuso nel modo più conveniente possibile;

            a definire in sede normativa, ove lo ritenga necessario, la suddetta interpretazione del comma 7-bis dell'articolo 9 del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90.

________________

(*) Accolto dal Governo

ARTICOLO 10 NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Articolo 10.

(Impianti di depurazione)

        1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 9, comma 4, sono autorizzate presso gli impianti di depurazione delle acque reflue, siti nella regione Campania, le attività di pretrattamento, trattamento e smaltimento del percolato prodotto dalle discariche regionali.

        2. In deroga alle disposizioni in materia di disciplina degli scarichi di cui all'articolo 18, è autorizzata, per il periodo di tempo strettamente necessario e comunque non oltre il 31 dicembre 2009, l'immissione nei corpi idrici ricettori degli scarichi provenienti dagli impianti di depurazione, in una misura che non superi di oltre il 50 per cento i limiti fissati dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, previa valutazione da parte di un apposito gruppo di lavoro, istituito, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, dal Sottosegretario di Stato e composto da esperti individuati nell'ambito delle amministrazioni statali e regionali competenti per materia, cui non spetta alcun compenso, emolumento o rimborso spese, avente il compito di valutare, in relazione agli obiettivi di qualità previsti dalle direttive 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, e 2006/11/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 febbraio 2006, attraverso un'apposita pianificazione di monitoraggi continui, la presunta entità e durata degli effetti in relazione alle specifiche caratteristiche ambientali e del sistema antropico dei siti che ospitano i predetti impianti, nonché di proporre agli enti territorialmente competenti le eventuali misure di salvaguardia.

EMENDAMENTI

10.100

MAZZUCONI, DELLA SETA

Respinto

Al comma 1 dopo le parole: «prodotto dalle discariche regionali» aggiungere le seguenti parole: «, nel rispetto delle vigenti leggi».

10.101

MAZZUCONI, DELLA SETA

Id. em. 10.1

Sopprimere il comma 2.

ARTICOLO 11 NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Articolo 11.

(Raccolta differenziata)

        1. Ai comuni della regione Campania che non raggiungano l'obiettivo minimo di raccolta differenziata pari al 25 per cento dei rifiuti urbani prodotti entro il 31 dicembre 2009, al 35 per cento entro il 31 dicembre 2010 e al 50 per cento entro il 31 dicembre 2011, fissati dal Piano regionale dei rifiuti adottato con ordinanza del Commissario delegato per l'emergenza dei rifiuti n. 500 del 30 dicembre 2007, è imposta una maggiorazione sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti indifferenziati pari rispettivamente al 15 per cento, al 25 per cento e al 40 per cento dell'importo stabilito per ogni tonnellata di rifiuto conferita agli impianti di trattamento e smaltimento.

        2. Il Sottosegretario di Stato verifica il raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 1, adottando le opportune misure sostitutive, anche mediante la nomina di commissari ad acta, nei confronti delle amministrazioni che non abbiano rispettato gli obiettivi medesimi, nell'ambito delle risorse di bilancio disponibili delle stesse amministrazioni.

        3. L'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, è abrogato.

        4. Per il monitoraggio della raccolta differenziata, i sindaci dei comuni della regione Campania inviano mensilmente al Sottosegretario di Stato i dati di produzione dei rifiuti e di raccolta differenziata, da pubblicare mediante modalità individuate dal Sottosegretario di Stato, nell'ambito delle risorse disponibili del bilancio degli enti locali interessati e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

        5. I Presidenti delle province della regione Campania, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, adottano le necessarie iniziative per disincentivare l'utilizzo dei beni «usa e getta», fatta eccezione per i materiali compostabili. Tale norma non si applica alle strutture sanitarie e veterinarie a carattere pubblico e privato.

        6. I sindaci dei comuni della regione Campania, anche in forma associata, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, promuovono ogni occorrente iniziativa per favorire il compostaggio domestico dei rifiuti organici, nell'ambito delle risorse disponibili del bilancio degli enti locali interessati e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

        7. Presso le sedi della pubblica amministrazione, della grande distribuzione, delle imprese con personale dipendente superiore a cinquanta unità e dei mercati all'ingrosso e ortofrutticoli della regione Campania è fatto obbligo di provvedere alla raccolta differenziata; i rappresentanti legali degli enti predetti rendono al Sottosegretario di Stato, con cadenza trimestrale, i dati della raccolta differenziata operata.

        8. Nelle more della costituzione delle società provinciali di cui all'articolo 20 della legge della regione Campania 28 marzo 2007, n. 4, modificato dall'articolo 1 della legge della regione Campania 14 aprile 2008, n. 4, i consorzi di bacino delle province di Napoli e Caserta, istituiti con legge della regione Campania 10 febbraio 1993, n. 10, sono sciolti e riuniti in un unico consorzio, la cui gestione è affidata ad un soggetto da individuare con successivo provvedimento del Sottosegretario di Stato.

        9. Ai mezzi e alle attrezzature necessari all'attivazione della raccolta differenziata, nei comuni afferenti ai consorzi di cui al comma 8, si fa fronte con i corrispettivi previsti dall'accordo quadro ANCI-CONAI sottoscritto il 14 dicembre 2004, per il conferimento dei rifiuti di imballaggio devoluti a tale scopo alla apposita contabilità. Tali corrispettivi sono destinati all'acquisto delle attrezzature ed al noleggio dei mezzi necessari all'attivazione della raccolta differenziata.

        10. Il CONAI, con oneri a proprio carico, è tenuto a predisporre ed effettuare, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, in collaborazione con i capi missione, una capillare campagna di comunicazione finalizzata ad incrementare i livelli di raccolta differenziata nei comuni della regione Campania. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare procede, con proprio decreto, a definire le modalità tecniche, finanziarie ed organizzative necessarie ad assicurare l'uniformità di indirizzo e l'efficacia delle iniziative attuative della campagna di comunicazione di cui al presente comma.

        11. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il comune di Napoli e ASIA S.p.A., gestore di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, presentano un piano di raccolta differenziata adeguato alla popolazione residente. In caso di inadempienza o di mancata attuazione del predetto piano, il Sottosegretario di Stato provvede in via sostitutiva, con oneri a carico del bilancio del comune di Napoli.

        12. Al fine di realizzare idonee iniziative di compensazione ambientale e bonifica, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito il Sottosegretario di Stato, promuove la stipula di accordi, anche integrativi di quelli già sottoscritti direttamente dagli enti territoriali interessati, con soggetti pubblici o privati. Agli interventi di cui al presente comma, nel limite massimo di 47 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010 si fa fronte a carico del Fondo per le aree sottoutilizzate di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, con le risorse disponibili destinate a tali scopi dalla programmazione del Fondo stesso, in coerenza con il quadro strategico nazionale 2007-2013.

EMENDAMENTI

11.1

RUSSO, DI NARDO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Respinto

Sostituire il comma 1 con i seguenti:

        «1. I comuni della regione Campania sono tenuti al raggiungimento dell'obiettivo minimo di raccolta differenziata pari al 25 per cento dei rifiuti urbani prodotti entro il 31 dicembre 2009, il 35 per cento entro il 31 dicembre 2010 e il 50 per cento entro il 31 dicembre 2011, come fissati dal Piano regionale dei rifiuti adottato con ordinanza del Commissario delegato per l'emergenza dei rifiuti n. 500 del 30 dicembre 2007.

        1-bis. Nell'ambito degli interventi di incentivazione della raccolta differenziata, eventuali ipotesi di maggiorazioni sulle tariffe di smaltimento dei rifiuti indifferenziati nei casi di scostamento dagli obiettivi minimi di raccolta differenziata sono subordinate all'effettiva realizzazione della filiera e del sistema industriale regionale in grado di recepire e processare i rifiuti differenziati prodotti».

        Conseguentemente, dopo il comma 9, aggiungere il seguente:

        «9-bis. Al fine di sostenere i comuni campani e di facilitare il raggiungimento degli obiettivi della raccolta differenziata di cui al comma 1, l'Associazione nazionale comuni d'Italia (ANCI) promuove accordi, intese e convenzioni con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, anche per individuare forme transitorie per la gestione delle attività della raccolta, ivi comprese campagne straordinarie per la raccolta di specifiche tipologie di rifiuti».

11.2

PERDUCA, PORETTI, BONINO

Respinto

Al comma 1, sostituire le parole: «di raccolta differenziata» con le seguenti: «della riduzione in discarica, anche attraverso la raccolta differenziata,».

11.3

MAZZUCONI, DELLA SETA, BRUNO, DE LUCA, MOLINARI, SOLIANI

Respinto

Sostituire il comma 2 con il seguente:

        «2. Il Sottosegretario di Stato procede alla nomina di commissari ad acta nei confronti delle amministrazioni che non abbiano rispettato gli obiettivi di cui al comma 1».

11.8

PERDUCA, PORETTI, BONINO

Ritirato

Sostituire il comma 6 con il seguente:

        «I comuni della regione Campania con popolazione superiore a cinquemila abitanti sono obbligati ad individuare, entro sessanta giorni, i lotti di piani di insediamento produttivo o, in mancanza, altre aree idonee ove realizzare impianti: a) di raccolta dei rifiuti urbani o assimilati già differenziati per tipologia da avviare al recupero o riciclo; b) di compostaggio; c) di stoccaggio dei rifiuti da termovalorizzare o da trasferire a discarica. Detti comuni sono altresì obbligati, nello stesso termine, ad individuare aree da allestire per la discarica dei rifiuti non altrimenti utilizzabili. I comuni con popolazione inferiore a cinquemila abitanti si avvalgono di comuni contermini sulla base di accordi a titolo oneroso, ferma restando la realizzazione della propria discarica. I comuni gestiscono il servizio di raccolta dei rifiuti urbani o assimilati in via diretta, con criteri di economicità e con applicazione di tariffa media a livello nazionale. Per la realizzazione degli impianti e per l'acquisto di attrezzature e mezzi i comuni, anche in deroga alle disposizioni vigenti, sono autorizzati a contrarre mutui trentennali con la Cassa depositi e prestiti. La rata dei mutui deve essere coperta dall'applicazione della tariffa. Gli impianti sopra citati devono entrare in funzione entro il 31 dicembre 2009. Le amministrazioni provinciali coordinano le attività di utilizzo, monitoraggio e bonifica delle discariche realizzate a livello provinciale, le ricerche di mercato per l'individuazione del prezzo minimo di cessione dei prodotti recuperati e da riciclare da parte dei comuni, gestiscono, previa determinazione di apposite tariffe, le discariche provinciali ed il termovalorizzatore, o impianti similari, con criteri di economicità. La gestione del termovalorizzatore da realizzare a Napoli spetta al comune di Napoli. II Sottosegretario di Stato, di concerto con le autorità locali e sulla base delle esperienze nazionali ed internazionali nel settore, predispone, entro sessanta giorni, progetti-pilota per la realizzazione degli impianti e la gestione del servizio da attuarsi da parte dei comuni con l'ottica di ridurre le discariche, anche attraverso la raccolta differenziata, nonché i costi attuali di raccolta e di smaltimento e la tariffa, rispetto agli attuali livelli».

11.9

PERDUCA, PORETTI, BONINO

Ritirato

Sostituire il comma 7 con il seguente:

        «Si fa obbligo, all'interno della pubblica amministrazione, delle imprese commerciali o di servizi di qualsiasi dimensione, dei mercati pubblici o privati all'ingrosso o al minuto di trattenere gli imballaggi inerti delle merci e di conferirli alle zone di stoccaggio provvisorie nelle aree dei piani di insediamento produttivo. In applicazione delle vigenti direttive CE, i rifiuti come differenziati sono consegnati a soggetti autorizzati pubblici o privati che provvedono alla relativa registrazione qualitativa e quantitativa secondo le norme vigenti ed alla consegna a titolo oneroso negli impianti pubblici o privati ai fini del riciclaggio o del compostaggio. La consegna dei rifiuti urbani o assimilati da termovalorizzare o da trasferire a discarica è ammessa solo attraverso gli impianti pubblici, sempre a titolo oneroso sulla base di tariffa determinata sulla base dei costi medi a livello nazionale. Per i soggetti che non si avvalgono del servizio pubblico non è dovuta la relativa tassa o tariffa comunale. I soggetti di cui al primo e secondo periodo rendono ai comuni, con cadenza trimestrale, i dati della raccolta differenziata con la documentazione della relativa destinazione. I comuni ne danno comunicazione al Sottosegretario di Stato, ai Comandi provinciali dei Carabinieri, del Corpo forestale dello Stato e della Guardia di finanza per i controlli a campione. È fatto divieto ai soggetti della pubblica amministrazione, delle imprese commerciali e di servizi di depositare negli spazi pubblici qualsiasi tipo di rifiuto proveniente dalla loro attività. Per i soggetti contravventori al divieto è dovuta una sanzione amministrativa per ogni infrazione rilevata da mille a diecimila euro. Dopo tre infrazioni è disposta la chiusura dell'esercizio da un minimo di quindici fino ad un massimo di novanta giorni. Restano ferme le vigenti disposizioni per i rifiuti tossici o nocivi».

11.10

PERDUCA, PORETTI, BONINO

Respinto

Sostituire il comma 8 con il seguente:

        «I consorzi di bacino e le società pubblico-private costituite per la gestione dei rifiuti in Campania sono sciolti o posti in liquidazione entro sessanta giorni. Nelle more dell'attivazione dei servizi in via diretta da parte dei singoli comuni, la gestione delle attività è affidata, per singola provincia, ad un manager qualificato con specifica esperienza nel settore, da individuarsi con successivo provvedimento del Sottosegretario di Stato. II Sottosegretario di Stato, sentiti gli enti locali, predispone, per singola provincia, il piano di assegnazione di mezzi ed attrezzature e del personale ai singoli comuni man mano che sono in grado di avviare in via diretta le attività. II personale è assegnato ai comuni nella posizione giuridica ed economica in atto. È fatto divieto ai comuni di utilizzare il personale assegnato in attività diverse da quelle connesse alla raccolta dei rifiuti. II Sottosegretario di Stato, ai fini della soluzione strutturale dell'emergenza rifiuti in Campania, autorizza i comuni, nei limiti delle norme fissate per legge, al trattamento dei propri rifiuti, sulla base di un piano di smaltimento e trattamento a tal fine idoneo e senza oneri per lo Stato».

11.11

PERDUCA, PORETTI, BONINO

Respinto

Sostituire il comma 9 con il seguente:

        «Ai mezzi e alle attrezzature necessari all'attivazione della raccolta differenziata si fa fronte con i corrispettivi previsti dall'accordo quadro ANCI-CONAI sottoscritto il 14 dicembre 2004, per il conferimento dei rifiuti di imballaggio devoluti a tale scopo all'apposita contabilità. Tali corrispettivi sono destinati all'acquisto delle attrezzature, anche attraverso operazioni di leasing con previsione di riscatto finale da parte dei comuni, necessarie all'attivazione della raccolta differenziata».

11.12

PERDUCA, PORETTI, BONINO

Respinto

Al comma 9, secondo periodo, sostituire le parole: «ed al noleggio» con le seguenti: «, anche attraverso operazioni di leasing con previsione di riscatto finale da parte dei comuni,».

11.16

DE LUCA, BRUNO, MAZZUCONI, MOLINARI, SOLIANI

Respinto

Al comma 12, secondo periodo, sostituire le parole: «47 milioni» con le seguenti: «67 milioni».

11.18

RUSSO, DI NARDO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Respinto

Aggiungere, in fine, i seguenti commi:

        «12-bis. I Comuni interessati dagli interventi di localizzazione degli impianti e dei siti dì cui agli articoli 5, 6, 8 e 9, sono tenuti ad applicare, fino al 31 dicembre 2010, anche ai sensi dell'articolo 59, comma 4, del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, e ad integrazione di quanto previsto dall'articolo 9, comma 7, una riduzione pari all'ottanta per cento della tassa sui rifiuti urbani (TARSU).

        12-ter. Il minor gettito per i comuni, derivante dall'applicazione delle disposizioni di cui al comma 12-bis, è rimborsato con corrispondenti trasferimenti dello Stato a favore degli stessi. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dell'economia e delle finanze, con proprio provvedimento, individua i criteri e le modalità per l'erogazione di detto rimborso».

        Conseguentemente, all'articolo 17, dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Alla copertura degli oneri di cui all'articolo 11, commi 12-bis e 12-ter, stimati in 145 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009 e 2010, si provvede mediante riduzione lineare, fino a concorrenza degli oneri, delle dotazioni di cui alla tabella C, allegata alla legge 24 dicembre 2007, n. 244».

11.19

DELLA SETA, DE LUCA, BRUNO, MAZZUCONI, MOLINARI, SOLIANI

Ritirato e trasformato nell'odg G11.19

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «12-bis. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, avvalendosi delle agenzie e degli istituti ambientali nazionali e regionali competenti, costituisce, con proprio provvedimento, un sistema di sorveglianza ambientale per monitorare gli effetti sull'ambiente degli impianti di cui al presente decreto. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare invia, ogni sei mesi, al Parlamento una relazione sui risultati del sistema di sorveglianza di cui al primo periodo.

ORDINI DEL GIORNO

G11.19

DELLA SETA

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

        premesso che:

         la popolazione della regione Campania è esposta a rischi di natura igienico-sanitaria ed ambientale, a causa del protrarsi dell'emergenza rifiuti;

         la necessità di disporre interventi di bonifica e di compensazione ambientale è di importanza fondamentale per assicurare un'adeguata tutela dei cittadini e del territorio della regione Campania,

        impegna il Governo ad avvalersi delle agenzie e degli istituti ambientali nazionali e di quelli regionali competenti a costituire un sistema di sorveglianza ambientale per monitorare gli effetti sull'ambiente degli impianti di cui al presente decreto e, tramite il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, a inviare, ogni sei mesi, al Parlamento una relazione sui risultati di tale attività di sorveglianza ambientale».

________________

(*) Accolto dal Governo.

G11.100

MAZZUCONI, DELLA SETA

Approvato

Il Senato,

        premesso che:

            I Comuni campani sono ad oggi obbligati ad avvalersi in via esclusiva di Consorzi anche nel caso in cui i piani economico-finanziari degli stessi non sono stati approvati dalla struttura commissariale, dal Sottosegretaro di Stato, ai sensi del comma 3-bis dell'articolo 4 della legge 5 luglio 2007, n. 87. pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 156 del 7 luglio 2007, e quindi non sono operativi;

            la Corte dei Conti ha da tempo evidenziato la "scarsa efficienza" dei Consorzi operanti per la raccolta differenziata dei rifiuti nella regione Campania, ai sensi della Legge regionale n. 10 del 10 febbraio 1993, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 22 Serie Speciale n. 3 del 5 giugno 1993, e nel Bollettino Ufficiale Campania n. 11 del 3 marzo 1993;

            la Commissione bicamerale di inchiesta sul ciclo dei rifiuti nelle sue ultime relazioni ha ribadito la necessità di superare questa forma di gestione. In particolare affermando, nella seconda Relazione territoriale sulla Campania, approvata nella seduta del 19 dicembre 2007, che :«Occorre, dunque, procedere, con urgenza e senza esitazioni, al completo smantellamento delle strutture consortili, facendo venir meno anche l'esclusiva competenza degli stessi in materia di raccolta differenziata, e prevedendo per i lavoratori circuiti di mobilità all'interno del piano regionale e dei connessi piani provinciali»;

            la legge regionale n. 4 del 14 aprile 2008, pubblicata nel BURC n. 17 del 28 aprile 2008 per il ritorno alla ordinaria amministrazione nella gestione dei rifiuti prevede con l'articolo 32-bis che i consorzi obbligatori per lo smaltimento dei rifiuti cessino di svolgere le proprie funzioni;

            l'articolo 4 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 gennaio 2008, n. 3639, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 9 dell'11 gennaio 2008, stabilisce che con succesive ordinanze si provvederà ad individuare le modalità di scioglimento dei consorzi;

            i problemi più rilevanti relativi alla differenziata in Campania sono spesso da ascrivere alla gestione dei Consorzi obbligatori di bacino;

        impegna il Governo

            ad adottare provvedimenti di urgenza che permettano ai Comuni campani di poter avviare le attività di raccolta differenziata anche superando l'attuale previsione di avvalersi in via esclusiva dei Consorzi, eliminando gli obblighi di cui all'articolo 4 della legge n. 87 del 2007 per permettere ai Comuni di raggiungere i risultati attesi nella gestione delle raccolte differenziate.

ARTICOLO 12 NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Articolo 12.

(Corresponsione degli importi dovuti a subappaltatori, fornitori e cottimisti)

        1. Fermi restando gli obblighi gravanti sulle originarie società affidatarie del servizio di gestione dei rifiuti, di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21, i capi missione possono provvedere alle necessarie attività solutorie nei confronti degli eventuali creditori, subappaltatori, fornitori o cottimisti delle stesse società affidatarie, a scomputo delle situazioni creditorie vantate dalle società affidatarie medesime verso la gestione commissariale.

        2. Ai fini del pagamento diretto, le società originariamente affidatarie o eventuali società ad esse subentrate dovranno trasmettere i contratti registrati e le fatture protocollate ai capi missione contenenti la parte delle attività eseguite dai soggetti di cui al comma 1.

        3. Agli oneri derivanti dall'attuazione dell'articolo 5 e del presente articolo si provvede, nel limite massimo di quaranta milioni di euro, con le risorse del Fondo di cui all'articolo 17.

EMENDAMENTO

12.1

DELLA SETA, BRUNO, DE LUCA, MAZZUCONI, MOLINARI, SOLIANI

Respinto

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente comma:

        «1-bis. I capi missione possono provvedere alle necessarie attività solutorie nei confronti dei crediti, certi ed esigibili, vantati da altre pubbliche amministrazioni nei confronti della gestione commissariale e relative all'esecuzione di attività di studio, ricerca e progettazione.

ARTICOLO 13 NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Articolo 13.

(Informazione e partecipazione dei cittadini)

        1. Il Ministro dell'ambiente della tutela del territorio e del mare, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto definisce, con proprio provvedimento, le iniziative, anche di carattere culturale e divulgativo, volte ad assicurare l'informazione e la partecipazione dei cittadini e degli enti pubblici e privati, al fine di promuovere il rispetto dell'ambiente, anche stimolando l'adozione di comportamenti e abitudini tali da favorire lo sviluppo della raccolta differenziata dei rifiuti, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

        2. Le attività di informazione della popolazione sono attuate in collaborazione con le amministrazioni centrali e territoriali ed in accordo con il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, anche in collaborazione con soggetti privati.

        3. Al fine di assicurare la più compiuta attuazione delle disposizioni di cui alla legge 7 giugno 2000, n. 150, nell'ambito del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri concernente l'organizzazione del Dipartimento della protezione civile sono disciplinate le competenze previste da tale legge, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.

        4. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca assume, nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, tutte le iniziative necessarie a garantire una adeguata informazione sui temi ambientali e attinenti alla gestione ed allo smaltimento dei rifiuti.

        5. A partire dall'anno scolastico 2008-2009 negli istituti scolastici di ogni ordine e grado della regione Campania, al fine di assicurare agli studenti ogni utile informazione in ordine alla corretta gestione dei rifiuti domestici, vengono assunte specifiche iniziative nell'ambito delle discipline curricolari, anche mediante ricorso ad attività aggiuntive di insegnamento.

        6. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono definite le modalità attuative delle disposizioni di cui ai commi 4 e 5, nell'ambito delle risorse disponibili, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

EMENDAMENTI

13.2

CASSON, CAROFIGLIO, GALPERTI, MARITATI, DELLA MONICA, CHIURAZZI, D'AMBROSIO

Respinto

Al comma 1, dopo le parole: «e privati,» aggiungere le seguenti: «attraverso percorsi di Agenda 21 locale e accordi volontari, così come previsto dalla Carta di Aalborg di cui al decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n.  290,».

13.3

RUSSO, DI NARDO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Respinto

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. Con riferimento al diritto di accesso ai dati e alle informazioni ambientali per gli atti e le procedure di cui al presente decreto, si applica quanto disposto dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, recante attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale».

13.4

DE LUCA, DELLA SETA, BRUNO, MAZZUCONI, MOLINARI, SOLIANI

Respinto

Al comma 2, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per i fini di cui al comma 1 garantisce la continuità delle attività di sostegno ai Comuni di cui all'Accordo di Programma sottoscritto con le associazioni rappresentative degli Enti locali».

13.6

CASSON, GALPERTI, MARITATI, DELLA MONICA, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, CAROFIGLIO

Respinto

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il diritto di accesso ai dati e alle informazioni ambientali detenute dalla pubblica amministrazione in relazione alle attività previste dal presente decreto, sono garantite ai sensi del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, recante attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale».

ARTICOLO 14 NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Articolo 14.

(Norma di interpretazione autentica)

        1. L'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, nonché l'articolo 5-bis, comma 5, del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, si interpretano nel senso che i provvedimenti adottati ai sensi delle predette disposizioni non sono soggetti al controllo preventivo di legittimità di cui all'articolo 3 della legge 14 gennaio 1994, n. 20.

EMENDAMENTI

14.3

RUSSO, DI NARDO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Respinto

Al comma 1, sostituire le parole: «nonché l'articolo 5-bis, comma 5, del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, si interpretano» con le seguenti: «si interpreta».

ARTICOLO 15 NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Articolo 15.

(Disposizioni per assicurare la complessiva funzionalità dell'Amministrazione)

        1. In relazione ai maggiori compiti assegnati dal presente decreto, il Sottosegretario di Stato ed il Dipartimento della protezione civile sono autorizzati, anche in deroga alla normativa vigente a:

            a) prorogare i rapporti di lavoro a tempo determinato e le collaborazioni coordinate e continuative in atto fino alla cessazione delle situazioni di grave necessità in corso e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2009;

            b) avvalersi di personale di comprovata qualificazione professionale proveniente da enti e aziende pubbliche o private, stipulando all'uopo contratti di diritto privato della durata massima di un anno e, comunque, con scadenza non successiva al 31 dicembre 2009, non rinnovabili.

        2. Con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri è disciplinata l'organizzazione delle strutture di missione di cui all'articolo 1, comma 3, ai sensi delle relative disposizioni di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e sono determinati gli emolumenti spettanti al personale comunque coinvolto nella gestione delle attività di cui al presente decreto, ivi compreso quello appartenente alle Forze di polizia, alle Forze armate, ed al Corpo dei vigili del fuoco.

        2-bis. All'attuazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo, nonché delle disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 6-bis, si provvede a valere sulle risorse destinate ad interventi di parte corrente di cui all'articolo 17, nel limite di euro 12.214.000.

        3. Le risorse finanziarie comunque dirette al perseguimento delle finalità inerenti all'emergenza rifiuti nella regione Campania anche afferenti al Fondo di protezione civile sono insuscettibili di pignoramento o sequestro e sono privi di effetto i pignoramenti già notificati.

        3-bis. All'articolo 6, comma 1, del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, dopo le parole: «insuscettibili di pignoramento o sequestro» sono aggiunte le seguenti: «fino alla definitiva chiusura delle pertinenti contabilità speciali».

EMENDAMENTO

15.2

RUSSO, DI NARDO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Respinto

Al comma 3, sostituire le parole: «e sono privi di effetto i» con le seguenti: « fatta salva la validità ed efficacia dei.».

ARTICOLI 16 E 17 NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Articolo 16.

(Misure per garantire la funzionalità dell'Amministrazione)

        1. In relazione ai maggiori oneri assegnati al Dipartimento della protezione civile dal presente decreto:

            a) il personale non dirigenziale del ruolo speciale della protezione civile di cui all'articolo 9-ter del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive modificazioni, proveniente dai ruoli ad esaurimento della legge 28 ottobre 1986, n. 730, ed assunto in ruolo nella ex sesta qualifica funzionale, è immesso, previo espletamento di apposita procedura selettiva, nell'area terza fascia retributiva F1 del medesimo ruolo;

            b) al fine di assicurare interventi adeguati alla risoluzione delle problematiche di cui all'articolo 1, il Dipartimento della protezione civile può usufruire di personale specializzato con ruolo dirigenziale, assunto a tempo determinato mediante concorso pubblico, con scadenza al 31 dicembre 2009, anche con contratti di diritto privato.

    2. Il Dipartimento per la protezione civile è autorizzato:

            a) ad avvalersi di una unità di personale dirigenziale appartenente a società a totale o prevalente capitale pubblico ovvero a società che svolgono istituzionalmente la gestione di servizi pubblici, da inquadrare nel ruolo speciale dei dirigenti di prima fascia, di cui all'articolo 9-ter del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive modificazioni;

            b) ad inquadrare nel ruolo speciale dei dirigenti di prima fascia di cui all'articolo 9-ter del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive modificazioni, i dirigenti titolari di incarichi di prima fascia presso il Dipartimento della protezione civile ai sensi dell'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che abbiano maturato, alla data di entrata in vigore del presente decreto, almeno 5 anni di anzianità nell'incarico.

        3. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1, lettera a), valutati in euro 35.000 per l'anno 2008 e in euro 70.000 a decorrere dall'anno 2009, si provvede a valere sull'autorizzazione di spesa di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, come determinata dalla tabella C della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 2, lettere a) e b), valutati in euro 0,375 milioni per l'anno 2008 e in euro 0,75 milioni a decorrere dall'anno 2009, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 3, comma 89, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Il Ministro dell'economia e delle finanze provvede al monitoraggio degli oneri di cui ai commi 1, lettera a), e 2, anche ai fini dell'applicazione dell'articolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, e trasmette alle Camere, corredati di apposite relazioni, gli eventuali decreti adottati ai sensi dell'articolo 7, secondo comma, numero 2), della medesima legge n. 468 del 1978.

Articolo 17.

(Copertura finanziaria investimenti)

        1. Nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze è istituito il Fondo per l'emergenza rifiuti Campania, con una dotazione pari a 150 milioni di euro nell'anno 2008, che costituisce limite di spesa per l'attuazione degli interventi di cui al presente decreto, ad eccezione di quelle derivanti dagli articoli 11, comma 12, e 16. La dotazione del Fondo di cui al periodo precedente è assegnata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è trasferita, nell'anno 2008, su apposita contabilità speciale per l'attuazione degli interventi di cui al precedente periodo. Una quota della medesima dotazione, pari al 10 per cento, è destinata a spese di parte corrente.

        2. Alla copertura degli oneri di cui al comma 1 si provvede mediante riduzione del Fondo per le aree sottoutilizzate di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, per un importo di 450 milioni di euro, per l'anno 2008, al fine di compensare gli effetti sui saldi di finanza pubblica.

        2-bis. All'attuazione dell'articolo 16, comma 1, lettera b), si provvede a valere sulle risorse di parte corrente del Fondo per la protezione civile, come determinato dalla tabella C allegata alla legge 24 dicembre 2007, n. 244, e senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.

        3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

        3-bis. Il Sottosegretario di Stato provvede al monitoraggio degli impegni finanziari assunti, a valere sulla contabilità speciale di cui al comma 1, in attuazione delle disposizioni di cui al presente decreto, informando il Ministro dell'economia e delle finanze, anche ai fini dell'adozione dei provvedimenti correttivi di cui all'articolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. Per il periodo strettamente necessario all'adozione dei predetti provvedimenti correttivi, alle eventuali eccedenze di spesa rispetto alla dotazione del Fondo di cui al comma 1 si provvede a valere sul Fondo per la protezione civile di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225.

        3-ter. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono definiti criteri, tempi e modalità per l'acquisizione al bilancio dello Stato, attraverso la riduzione dei trasferimenti, di somme corrispondenti alle entrate previste dalla riscossione della tassa o della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani dei comuni riconosciuti, sulla base dei criteri determinati dal decreto medesimo, inadempienti agli obblighi relativi all'attività di raccolta e smaltimento dei suddetti rifiuti. La disposizione di cui al presente comma si applica anche in relazione alle somme già destinate dallo Stato alle regioni interessate dalla dichiarazione dello stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225. Relativamente alla quota della tariffa riferita alla contribuzione statale, il decreto determina, con riferimento agli enti che rientrino in entrambe le fattispecie di cui al primo e al secondo periodo del presente comma, l'importo delle somme da acquisire al bilancio dello Stato, in misura tale da non pregiudicare l'equilibrio finanziario degli enti medesimi.

EMENDAMENTI

17.4

LUMIA

Ritirato

Sostituire il comma 2 con il seguente:

        «Alla copertura degli oneri di cui al comma 1, pari a 450 milioni di euro per l'anno 2008, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2008-2010, nell'unità previsionale di base ''Oneri comuni di parte corrente'', istituita nell'ambito del programma ''Fondi di riserva e speciali'', dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2008, allo scopo parzialmente utilizzando, quanto a 100 milioni di euro, l'accantonamento relativo al Ministero della solidarietà sociale, e quanto a 100 milioni di euro l'accantonamento relativo al Ministero della salute. Gli stanziamenti di parte corrente relativi alle autorizzazioni di spesa come determinate dalla tabella C della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono ridotti in maniera lineare di un importo pari a 250 milioni di euro per l'anno 2008».

17.1

BRUNO, DELLA SETA, DE LUCA, MAZZUCONI, MOLINARI, SOLIANI

Respinto

Al comma 2 dopo le parole: «mediante riduzione» e fino alla fine del comma sostituire con: «lineare delle risorse previste dalla legge n. 244 del 24 dicembre 2007 all'articolo 2 commi 321, 322, 323, 325, 326, 331 e 332».

17.100

DELLA SETA

Respinto

Al comma 3-ter, sopprimere il secondo periodo.

ORDINE DEL GIORNO

G17.100

RUSSO, BELISARIO, DI NARDO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Respinto

Il Senato,

        considerato che,

            l'articolo 17, comma 3-ter, del decreto in esame, al fine di introdurre ulteriori elementi di responsabilizzazione delle amministrazioni pubbliche interessate, prevede che vengano definiti criteri, tempi e modalità per l'acquisizione al bilancio dello Stato, attraverso la riduzione dei trasferimenti, delle somme corrispondenti alle entrate previste dalla riscossione della tassa o della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani dei comuni riconosciuti inadempienti agli obblighi relativi all'attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti;

        impegna il Governo

            a valutare, in sede applicativa, anche la prioritaria applicazione delle diverse misure già previste dalla legislazione vigente, con particolare riferimento a meccanismi di commissariamento e scioglimento delle amministrazioni inadempienti agli obblighi di raccolta, anche al fine di evitare ogni indebito aggravio economico sui cittadini dei comuni e delle regioni interessate.

ARTICOLO 18 NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Articolo 18.

(Deroghe)

        1. Per le finalità di cui al presente articolo e fermo restando il rispetto dei princìpi dell'ordinamento comunitario e dei princìpi fondamentali in materia di tutela della salute, della sicurezza sul lavoro, dell'ambiente e del patrimonio culturale, il Sottosegretario di Stato e i capi missione sono autorizzati, ove necessario per la salvaguardia della salute pubblica e per il tempo strettamente necessario a garantire la tutela di tale interesse, a derogare alle seguenti disposizioni:

            regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, articoli 216 e 217;

            legge 20 marzo 1865, n. 2248, recante «Legge sui lavori pubblici» articoli 7 e 11, allegato F, titolo VI, articolo 331;

            regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni, recante «Nuove disposizioni sull'amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato»; in particolare titolo I, articoli 3, 5, 6, secondo comma, 7, 8, 9, 11, 13, 14, 15, 19, 20;

            regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3267, recante «Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani» articoli 1, 7, 8, 12, 17;

            regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, recante «Regolamento per l'amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato» e successive modificazioni, titolo II, articoli 37, 38, 39, 40, 41, 42, 119;

            legge 16 giugno 1927, n. 1766, recante «Conversione in legge del R.D. 22 maggio 1924, n. 751, riguardante il riordinamento degli usi civici nel Regno, del R.D. 28 agosto 1924, n. 1484, che modifica l'articolo 26 del R.D. 22 maggio 1924, n. 751, e del R.D. 16 maggio 1926, n. 895, che proroga i termini assegnati dall'articolo 2 del R.D.L. 22 maggio 1924, n. 751», articolo 12; e R.D. 26 febbraio 1928, n. 332, recante «Regolamento usi civici del Regno»; e legge 17 agosto 1942, n. 1150, recante «Legge urbanistica» titoli I, II e III;

            legge 30 novembre 1950, n. 996, recante «Definitività dei provvedimenti adottati dai prefetti, in base all'articolo 7 della legge 20 marzo 1865, n. 2248»;

            D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, recante «Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato» articolo 56;

            legge 18 dicembre 1973, n. 836, recante «Trattamento economico di missione e di trasferimento dei dipendenti statali»; articolo 8, comma 1, secondo periodo;

            legge 28 gennaio 1977, n. 10, recante «Norme per l'edificabilità dei suoli» articoli 1, 2, 3, 4, 5 e 10;

            D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, recante «Attribuzione delle funzioni amministrative ai comuni, alle province ed alle comunità montane», articoli 69, 81, 82 e 101;

            legge regione Campania 31 ottobre 1978, n. 51, e successive modificazioni, articoli 25, 26, 27, 28 e 29;

            legge regione Campania 7 gennaio 1983, n. 9, articoli 2 e 5;

            decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431, recante «Disposizioni urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale»;

            D.P.R. 24 maggio 1988, n. 203, recante «Attuazione delle direttive CEE concernenti norme in qualità dell'aria relativamente a specifici agenti inquinanti ed inquinamento prodotto da impianti industriali ai sensi dell'articolo 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183» articoli 6, 7, 8 e 17;

            legge 7 agosto 1990, n. 241, recante «Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»;

            legge 6 dicembre 1991, n. 394, recante «Legge quadro sulle aree protette» articoli 6, 11 e 13;

            legge della regione Campania 10 febbraio 1993, n. 10;

            legge della regione Campania 1º marzo 1994, n. 11;

            D.P.R. 20 aprile 1994, n. 373, recante «Regolamento recante devoluzione delle funzioni dei Comitati interministeriali soppressi e per il riordino della relativa disciplina»;

            legge della regione Campania 13 aprile 1995, n. 17;

            D.P.R. 5 giugno 1995, recante «Istituzione dell'Ente parco nazionale del Vesuvio», Allegato A articoli 3, 4, 5, 7 e 8;

            legge 14 novembre 1995, n. 481, recante «Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità. Istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità» articolo 2, comma 12 e articolo 3, commi 1 e 7;

            D.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37, «Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell'articolo 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59»;

            legge della regione Campania 13 agosto 1998, n. 16, articoli 10 e 11;

            D.P.R. 10 ottobre 1998, n. 408, recante «Regolamento recante norme sulla revisione generale periodica dei veicoli a motore e loro rimorchi» articoli 4, 5, 6, 7, 8, 12, 14, 16, e 18;

            decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, «Attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica», articolo 3, comma 12 e articolo 15;

            D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554, recante «Regolamento di attuazione della legge 11 febbraio 1994, n. 109, legge quadro in materia di lavori pubblici e successive modificazioni», articoli 9 e 12;

            decreto del Ministro dei lavori pubblici 19 aprile 2000, n. 145, recante «Regolamento recante il capitolato generale d'appalto dei lavori pubblici, ai sensi dell'articolo 3, comma 5, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni», articoli 29 e 30;

            decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante «Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali», articoli 50 e 54;

            D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, recante «Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità» così come modificato e integrato dal decreto legislativo 27 dicembre 2002, n. 302;

            legge 27 dicembre 2002, n. 289, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003)», articolo 24;

            decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, «Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti» articoli 5, 7, fermo il rispetto dell'articolo 6 della direttiva 1999/31/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999; articoli 8, 9 e 10, limitatamente alla tempistica e alle modalità ivi previste, 14, fermo il rispetto dell'articolo 10 della citata direttiva 1999/31/CE; punto 2.4.2 dell'allegato I, quarto capoverso;

            decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio in data 13 marzo 2003 articoli 2, 3 e 4, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2003;

            decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante «Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137» come modificato dal decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 63, e dal decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 62, articoli 20, 21, 22, 25, 26, 28, 45, 46, 135, 142, 143, 146, 147, 150, 152, 169, 181;

            decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 3 agosto 2005, recante «Definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica» articoli 1, comma 2, 3, comma 1, 4 commi 1 e 3, 6, 7, 8, 10, comma 3;

            decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante «Norme in materia ambientale» articoli 178, limitatamente ai commi 4 e 5, 182, 193, 194, limitatamente ai commi 5 e 6, 202, 205, 208, 212, limitatamente ai commi da 5 a 13, 214, 215, 216, 238;

            decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante «Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE» articoli 3, 6, 7, 29, 34, 37, 40, 48, 53, 55, 56, 57, 67, 72, 75, 80, 81, 82, 83, 84, 88, 90, 91, 92, 93, 95, 96, 97, 98, 111, 112, 118, 122, 123, 125, 126, 127, 128, 129, 132, 133, 141, 144, titolo III, capo IV - sezioni I, II e III 241 e 243 e relative disposizioni del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554;

            decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, recante «Misure straordinarie emergenza rifiuti Campania» articolo 1, comma 1, articolo 3, comma 1-ter;

            legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)» articolo 1, commi 1117 e 1118;

            decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio 2007, n. 87, recante «Interventi straordinari per emergenza settore smaltimento rifiuti Campania», articolo 1, comma 3, articolo 3;

            legge della regione Campania 28 marzo 2007, n. 4, come modificata dalla legge regionale 14 aprile 2008, n. 4;

            decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante «Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro», articoli 18, 46, 225 e allegati;

            le normative statali e regionali in materia di espropriazioni, salvaguardando il diritto di indennizzo dei soggetti espropriandi;

            leggi regionali strettamente collegate agli interventi da eseguire.

EMENDAMENTI

18.1

RUSSO, DI NARDO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Respinto

Al comma 1 sostituire le parole: «dei principi dell'ordinamento comunitario» con le seguenti: «dei principi generali dell'ordinamento, dei principi e della normativa comunitaria».

18.2

RUSSO, DI NARDO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Respinto

Al comma 1, dopo le parole: «a derogare» inserire le seguenti: «con provvedimento motivato recante l'indicazione delle norme a cui si intende derogare».

18.3

RUSSO, DI NARDO, BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA

Respinto

Al comma 1, sopprimere i seguenti capoversi:

        «- legge 20 marzo 1865, n. 2248, recante "Legge sui lavori pubblici" articoli 7 e 11, allegato F, titolo VI, articolo 331;

        - DPR 24 maggio 1988, n. 203, recante "Attuazione delle direttive CEE concernenti norme in qualità dell'aria relativamente a specifici agenti inquinanti ed inquinamento prodotto da impianti industriali ai sensi dell'articolo 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183" articoli 6, 7, 8 e 17;

        - decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro", articoli 18, 46, 225 e allegati;».

18.5

DELLA SETA, CASSON, ROILO, TREU, NEROZZI, PASSONI, BRUNO, DE LUCA, BONINO, CHITI, MAZZUCONI, MOLINARI, SOLIANI, GHEDINI, BLAZINA, BIONDELLI

Respinto

Al comma 1, sopprimere le parole: «decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, recante: ''Attuazione delle direttive CEE concernenti norme in qualità dell'aria relativamente a specifici agenti inquinanti ed inquinamento prodotto da impianti industriali ai sensi dell'articolo 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183'' articoli 6, 7, 8 e 17;».

18.4

D'AMBROSIO

Respinto

Al comma 1, sopprimere le parole: «decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, ''Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti'' articoli 5, 7, fermo il rispetto dell'articolo 6 della direttiva 1999/31/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999; articoli 8, 9 e 10, limitatamente alla tempistica e alle modalità ivi previste, 14, fermo il rispetto dell'articolo 10 della citata direttiva 1999/31/CE; punto 2.4.2 dell'allegato I, quarto capoverso;».

18.6

CASSON, ROILO, DELLA SETA, TREU, NEROZZI, PASSONI, BRUNO, DE LUCA, BONINO, CHITI, MAZZUCONI, MOLINARI, SOLIANI, GHEDINI, BLAZINA, BIONDELLI

Respinto

Al comma 1, sopprimere le parole: «decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 recante ''Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro'', articoli 18, 46, 225 e allegati;».

ORDINE DEL GIORNO

G18.100

DELLA MONICA, CASSON, D'AMBROSIO, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, GALPERTI

Respinto

Il Senato,

        premesso che:

            il superamento dello stato di emergenza che caratterizza da tempo il settore della gestione, del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti in Campania e, sia pur in misura minore, in altre parti del territorio dello Stato, esige un intervento efficace e articolato delle istituzioni, tale da coniugare il momento repressivo e quello preventivo in un'azione coordinata e sinergica;

            al fine di garantire una efficace repressione delle condotte illecite connesse alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti, è necessario dotare le forze dell'ordine e gli uffici giudiziari nel loro complesso, del personale e delle risorse adeguate alle funzioni che tali organi sono chiamati a svolgere;

            un'adeguata azione preventiva dei fenomeni illeciti connessi allo smaltimento dei rifiuti non può prescindere dalla compiuta realizzazione, su tutto il territorio nazionale, di un sistema di raccolta differenziata, rispetto al quale è opportuno sensibilizzare i cittadini, anche con la previsione, di misure premiali volte a incentivare comportamenti virtuosi;

            il 40 per cento del peso ed il 60 per cento del volume dei rifiuti solidi urbani è costituito da imballaggi e contenitori di beni di consumo in materiale non biodegradabile. Tale considerazione evidenzia l'opportunità di adottare provvedimenti idonei a incentivare il ricorso, da parte dei produttori, ad imballaggi in materiale biodegradabile e al recupero, presso i consumatori, dei contenitori dei beni di consumo, al fine di consentirne la riutilizzazione nel processo produttivo, come del resto avviene nella maggior parte dei Paesi europei;

            l'articolo 18 del decreto-legge autorizza la deroga all'osservanza delle norme di cui al decreto legislativo 36/2003, attuativo della direttiva 1999/31/CE, in materia di gestione delle discariche di rifiuti, imponendo comunque il rispetto degli articoli 6 e 10 della medesima direttiva, al fine di consentire una tutela pregnante dell'incolumità dei cittadini e della salubrità ambientale;

        impegna il Governo:

            a dotare le forze dell'ordine, in particolare nel territorio campano, del personale e delle risorse necessari al fine di poter garantire un'efficace azione di contrasto e repressione dei comportamenti illeciti connessi al ciclo dei rifiuti;

            ad adottare, d'intesa con le Regioni e gli Enti locali, provvedimenti idonei ad incentivare l'effettiva realizzazione, da parte dei cittadini, della raccolta differenziata dei rifiuti, prevedendo anche misure premiali per coloro che vi ottemperino e assicurando il monitoraggio in ordine all'effettivo rispetto, da parte degli addetti alla raccolta dei rifiuti, delle disposizioni loro impartite;

            ad assumere le iniziative idonee a favorire l'utilizzazione, da parte delle imprese di produzione, distribuzione e commercio, di materiale biodegradabile o riciclabile per l'imballaggio dei prodotti ed imporre loro l'adozione di un sistema di recupero, presso i consumatori, dei contenitori dei beni di consumo, attraverso rimborsi a coloro che vi ottemperino, riducendo così l'impatto ambientale del processo produttivo;

            ad assicurare il monitoraggio costante in ordine all'effettivo rispetto degli articoli 6 e 10 della direttiva 1999/31/CE nell'ambito della gestione e dell'attività delle discariche di rifiuti, al fine di garantire una tutela pregnante dell'incolumità dei cittadini e della salubrità ambientale.

ARTICOLO 19 DEL DECRETO-LEGGE

Articolo 19.

(Cessazione dello stato di emergenza nella regione Campania)

        1. Lo stato di emergenza dichiarato nella regione Campania, ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, cessa il 31 dicembre 2009.

EMENDAMENTI

19.2

DELLA SETA, BRUNO, DE LUCA, MAZZUCONI, MOLINARI, SOLIANI

Respinto

Le parole: «, cessa il 31 dicembre 2009» sono sostituite dalle seguenti: «, nonché tutte le norme e disposizioni in deroga previste ai sensi del presente decreto legge cessano inderogabilmente il 31 dicembre 2009».

19.1

BRUNO

Respinto

Al comma 1 sostituire le parole: «31 dicembre 2009» con le parole: «30 giugno 2009».

ARTICOLO 19-BIS INTRODOTTO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Articolo 19-bis.

(Relazione al Parlamento)

        1. Entro il 31 dicembre 2008 e, successivamente, ogni sei mesi, il Governo presenta al Parlamento una relazione sullo stato di attuazione delle disposizioni di cui al presente decreto, con particolare riferimento alle misure previste dagli articoli 5, 6, 8, 9, 10, 11 e 18, nonché sugli effetti prodotti e sui risultati conseguiti. Nella relazione è fornita dettagliata illustrazione dell'impiego del Fondo di cui all'articolo 17 e di ogni altro finanziamento eventualmente destinato alle finalità del presente decreto, con distinta indicazione degli interventi per i quali le risorse sono state utilizzate. La relazione espone, altresì, le modalità con cui, nel ricorrere alle deroghe di cui all'articolo 18, è stato assicurato il rispetto dei princìpi fondamentali in materia igienico-sanitaria.

ARTICOLO 20 DEL DECRETO-LEGGE

Articolo 20.

(Entrata in vigore)

        1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

DISEGNO DI LEGGE

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, recante disposizioni urgenti per l'adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell'articolo 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (585-B)

ORDINE DEL GIORNO

G100

SCARPA BONAZZA BUORA, SANCIU, SANTINI, MAZZARACCHIO, PICCIONI, ALLEGRINI, FASANO, BEVILACQUA, COMINCIOLI

V. testo 2

Il Senato,

        premesso che:

            il decreto legge n. 85 del 2008 disciplina l'assetto delle strutture di Governo in attuazione dell'articolo 1, commi 376 e 377, della legge n. 244 del 2007 che, per quanto interessa, ha abrogato le norme «incompatibili» con tale nuovo assetto, ivi comprese alcune disposizioni del decreto-legge n. 181 del 2006, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 233 del 2006 ed in particolare, i commi 9 e 9-bis dell'articolo 1 che non sono stati ricompresi nell'elenco delle disposizioni espressamente salvate;

            il decreto-legge n. 85 del 2008, all'articolo 1, comma 9, ha confermato la denominazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;

            nel corso dell'esame parlamentare sono stati aggiunti due periodi al predetto articolo 1, comma 9, che ripristinano in capo allo stesso Ministero delle politiche agricole le competenze in materia di produzione e prima trasformazione dei prodotti agricoli nonché di vigilanza sui consorzi agrari;

            a seguito di tale intervento normativo è stata confermata l'abrogazione dei richiamati commi 9 e 9-bis;

            in particolare, di quest'ultima disposizione è stato salvato soltanto il primo periodo concernente le competenze in materia di vigilanza sui consorzi agrari ed è venuta meno tutta la restante parte relativa alla qualificazione dei consorzi come società cooperative «ordinarie» ed alla applicazione del nuovo diritto societario, con conseguente ritorno dei consorzi agrari nell'ambito della legislazione speciale;

            conferma delle suesposte considerazioni si trova sia nell'articolo 223-terdecies delle disposizioni per l'attuazione del codice civile il quale dispone espressamente: «Ai consorzi agrari continuano ad applicarsi le norme vigenti alla data di entrata in vigore della legge n. 366 del 2001» che nell'articolo 2520 del codice civile che si riferisce alle cooperative regolate dalle leggi speciali;

            per i consorzi agrari in liquidazione coatta amministrativa, oggetto di una limitata disciplina da parte del comma 9-bis, si rende pienamente applicabile la normativa ordinaria sul diritto fallimentare,

        impegna il Governo:

            a chiarire, in sede interpretativa, che, a seguito dell'abrogazione del comma 9-bis è stata ripristinata, per i consorzi agrari, l'applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 2520 del codice civile e 223-terdecies delle relative disposizioni di attuazione, con la piena operatività della normativa speciale vigente alla data di entrata in vigore della legge n. 366 del 2001, recante la delega per la riforma del diritto societario e che, per i consorzi agrari in liquidazione coatta amministrativa, si applicano le relative disposizioni di cui gli articoli 194 e seguenti del R.D. n. 267 del 1942.

G100 (testo 2)

SCARPA BONAZZA BUORA, SANCIU, SANTINI, MAZZARACCHIO, PICCIONI, ALLEGRINI, FASANO, BEVILACQUA, COMINCIOLI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

        premesso che:

            il decreto legge n. 85 del 2008 disciplina l'assetto delle strutture di Governo in attuazione dell'articolo 1, commi 376 e 377, della legge n. 244 del 2007 che, per quanto interessa, ha abrogato le norme «incompatibili» con tale nuovo assetto, ivi comprese alcune disposizioni del decreto-legge n. 181 del 2006, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 233 del 2006 ed in particolare, i commi 9 e 9-bis dell'articolo 1 che non sono stati ricompresi nell'elenco delle disposizioni espressamente salvate;

            il decreto-legge n. 85 del 2008, all'articolo 1, comma 9, ha confermato la denominazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;

            nel corso dell'esame parlamentare sono stati aggiunti due periodi al predetto articolo 1, comma 9, che ripristinano in capo allo stesso Ministero delle politiche agricole le competenze in materia di produzione e prima trasformazione dei prodotti agricoli nonché di vigilanza sui consorzi agrari;

            a seguito di tale intervento normativo è stata confermata l'abrogazione dei richiamati commi 9 e 9-bis;

            in particolare, di quest'ultima disposizione è stato salvato soltanto il primo periodo concernente le competenze in materia di vigilanza sui consorzi agrari ed è venuta meno tutta la restante parte relativa alla qualificazione dei consorzi come società cooperative «ordinarie» ed alla applicazione del nuovo diritto societario, con conseguente ritorno dei consorzi agrari nell'ambito della legislazione speciale;

            conferma delle suesposte considerazioni si trova sia nell'articolo 223-terdecies delle disposizioni per l'attuazione del codice civile il quale dispone espressamente: «Ai consorzi agrari continuano ad applicarsi le norme vigenti alla data di entrata in vigore della legge n. 366 del 2001» che nell'articolo 2520 del codice civile che si riferisce alle cooperative regolate dalle leggi speciali;

            per i consorzi agrari in liquidazione coatta amministrativa, oggetto di una limitata disciplina da parte del comma 9-bis, si rende pienamente applicabile la normativa ordinaria sul diritto fallimentare,

        impegna il Governo:

            a chiarire, se a seguito dell'abrogazione del comma 9-bis è stata ripristinata, per i consorzi agrari, l'applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 2520 del codice civile e 223-terdecies delle relative disposizioni di attuazione, con la piena operatività della normativa speciale vigente alla data di entrata in vigore della legge n. 366 del 2001, recante la delega per la riforma del diritto societario e se, per i consorzi agrari in liquidazione coatta amministrativa, si applicano le relative disposizoni di cui gli articoli 194 e seguenti del R.D. n. 267 del 1942.

________________

(*) Accolto dal Governo come raccomandazione.

ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE E ALLEGATO RECANTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE AL DECRETO-LEGGE IN SEDE DI CONVERSIONE NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI (*)

Art. 1.

    1. Il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, recante disposizioni urgenti per l'adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell'articolo 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.

    2.    La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

________________

(*) Approvato il disegno di legge, composto del solo articolo 1.

Allegato

MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE AL DECRETO-LEGGE 16 MAGGIO 2008, N. 85

       All'articolo 1:

            al comma 4, terzo periodo, le parole: «programma comunitario gioventù» sono sostitute dalle seguenti: «programma comunitario ''Gioventù in azione''»;

            al comma 9 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Il Ministro dello sviluppo economico esercita la vigilanza sui consorzi agrari di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 12 del decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220. Le competenze in materia di produzione e prima trasformazione dei prodotti agricoli, come definiti dal paragrafo 1 dell'articolo 32 del Trattato che istituisce la Comunità europea, nonché dei prodotti definiti agricoli dall'ordinamento comunitario e da quello nazionale, sono esercitate dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali»;

        al comma 14:

            alla lettera a), dopo la parola: «imprenditoriali» il segno di interpunzione: «,» è sostituito dal seguente: «;»;

            alla lettera b), secondo periodo, la parola: «nonché» è sostituita dalle seguenti: «unitamente al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. La Presidenza del Consiglio dei Ministri esercita altresì»;

            alla lettera c), dopo le parole: «14 maggio 2007, n. 103,» sono inserite le seguenti: «esercitate unitamente al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali,»;

            alla lettera e), le parole da: «dalla legge 25 febbraio 1992, n. 215,» fino alla fine della lettera sono sostituite dalle seguenti: «dagli articoli 52, 53, 54 e 55 del citato codice di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198. In ordine al Comitato per l'imprenditoria femminile resta fermo quanto disposto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 101»;

            al comma 21, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «All'articolo 5, comma 3, della legge 3 agosto 2007, n. 124, le parole: ''e dal Ministro dell'economia e delle finanze'' sono sostituite dalle seguenti: '', dal Ministro dell'economia e delle finanze e dal Ministro dello sviluppo economico''»;

            dopo il comma 21, è inserito il seguente:

        «21-bis. All'articolo 29, comma 3, lettera c), della legge 3 agosto 2007, n. 124, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: '', organizzato ai sensi dell'articolo 98 del testo unico di cui al regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214, anche in deroga alle norme richiamate dall'articolo 10, comma 10, della legge 13 aprile 1988, n. 117. Lo stesso ufficio è competente per l'istruttoria relativa al controllo di legittimità su atti, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, della legge 14 gennaio 1994, n. 20''»;

            al comma 22, alinea, le parole: «a tale articolo» sono sostituite dalle seguenti: «mediante decreti adottati dai rispettivi organi di governo di cui all'articolo 15, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, informandone gli organi di amministrazione del personale interessato, al predetto articolo 13»;

            dopo il comma 22, è aggiunto il seguente:

        «22-bis. Dalle disposizioni del comma 22 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato».

ARTICOLI DEL DECRETO-LEGGE

Articolo 1.

        1. Al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, il comma 1 dell'articolo 2 è sostituito dal seguente:

        «1. I Ministeri sono i seguenti:

            1) Ministero degli affari esteri;

            2) Ministero dell'interno;

            3) Ministero della giustizia;

            4) Ministero della difesa;

            5) Ministero dell'economia e delle finanze;

            6) Ministero dello sviluppo economico;

            7) Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;

            8) Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare;

            9) Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;

            10) Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali;

            11) Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca;

            12) Ministero per i beni e le attività culturali.».

        2. Le funzioni già attribuite al Ministero del commercio internazionale, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, sono trasferite al Ministero dello sviluppo economico.

        3. Al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono trasferite, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, le funzioni attribuite al Ministero dei trasporti.

        4. Al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali sono trasferite le funzioni già attribuite al Ministero della solidarietà sociale, fatto salvo quanto disposto dal comma 14, i compiti di vigilanza dei flussi di entrata dei lavoratori esteri non comunitari, di cui alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 46 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e neocomunitari, nonché i compiti di coordinamento delle politiche per l'integrazione degli stranieri immigrati. Sono trasferiti alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con le inerenti risorse finanziarie, i compiti in materia di politiche antidroga, quelli in materia di Servizio civile nazionale di cui alla legge 8 luglio 1998, n. 230, alla legge 6 marzo 2001, n. 64, e al decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77. Il Presidente del Consiglio dei ministri esercita in via esclusiva le funzioni di indirizzo e vigilanza sull'Agenzia nazionale italiana per i giovani del programma comunitario gioventù di cui all'articolo 5 del decreto-legge 27 dicembre 2006, n. 297, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 febbraio 2007, n. 15. La Presidenza del Consiglio dei ministri può prendere parte alle attività del Forum nazionale dei giovani.

        5. Le funzioni del Ministero dell'università e della ricerca, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, sono trasferite al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

        6. Le funzioni del Ministero della salute, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, sono trasferite al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

        7. Le funzioni del Ministero delle comunicazioni, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, sono trasferite al Ministero dello sviluppo economico.

        8. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, sentiti i Ministri interessati, si procede all'immediata ricognizione in via amministrativa delle strutture trasferite ai sensi del presente decreto. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta dei Ministri competenti, sono apportate le variazioni di bilancio occorrenti per l'adeguamento del bilancio di previsione dello Stato alla nuova struttura del Governo.

        9. La denominazione: «Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali» e quella: «Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali» sostituiscono, ovunque ricorrano, rispettivamente le denominazioni: «Ministero delle politiche agricole e forestali» e «Ministro delle politiche agricole e forestali».

        10. La denominazione: «Ministero delle infrastrutture e dei trasporti» sostituisce ad ogni effetto e ovunque presente, la denominazione: «Ministero delle infrastrutture».

        11. La denominazione: «Ministero dell' istruzione, dell'università e della ricerca» sostituisce, ad ogni effetto e ovunque presente, la denominazione: «Ministero della pubblica istruzione».

        12. La denominazione: «Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali» sostituisce, ad ogni effetto e ovunque presente, la denominazione: «Ministero del lavoro e della previdenza sociale».

        13. La denominazione: «Presidente del Consiglio dei Ministri» sostituisce, ad ogni effetto e ovunque presente, la denominazione: «Ministro delle politiche per la famiglia».

        14. Sono, in ogni caso, attribuite al Presidente del Consiglio dei Ministri:

            a) le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche giovanili, nonché le funzioni di competenza statale attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali dall'articolo 46, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, in materia di coordinamento delle politiche delle giovani generazioni; le funzioni già attribuite al Ministero del lavoro e della previdenza sociale dall'articolo 1, commi 72, 73 e 74, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, in tema di finanziamenti agevolati per sopperire alle esigenze derivanti dalla peculiare attività lavorativa svolta ovvero per sviluppare attività innovative e imprenditoriali, le funzioni in tema di contrasto e trattamento della devianza e del disagio giovanile. Per l'esercizio delle funzioni di cui alla presente lettera la Presidenza del Consiglio dei ministri si avvale anche delle relative risorse finanziarie, umane e strumentali, ivi compresi l'Osservatorio per il disagio giovanile legato alle dipendenze ed il relativo Fondo nazionale per le comunità giovanili di cui al comma 556 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, delle risorse già trasferite al Ministero della solidarietà sociale dall'articolo 1, comma 6, del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, nonché delle altre risorse inerenti le medesime funzioni attualmente attribuite ad altre amministrazioni;

        b) le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per la famiglia nelle sue componenti e problematiche generazionali, nonché le funzioni di competenza statale attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali dall'articolo 46, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, in materia di coordinamento delle politiche a favore della famiglia, di interventi per il sostegno della maternità e della paternità, di conciliazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura della famiglia, di misure di sostegno alla famiglia, alla genitorialità e alla natalità, nonché quelle concernenti l'Osservatorio nazionale sulla famiglia di cui all'articolo 1, comma 1250, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni. La Presidenza del Consiglio dei ministri esercita altresì le funzioni di competenza del Governo per l'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza di cui agli articoli 1 e 2 del decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 103, nonché la gestione delle risorse finanziarie relative alle politiche per la famiglia ed, in particolare, la gestione dei finanziamenti di cui all'articolo 1, commi 1250 e 1259, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;

            c) le funzioni concernenti il Centro nazionale di documentazione e di analisi per l'infanzia e l'adolescenza di cui all'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 103, e l'espressione del concerto in sede di esercizio delle funzioni di competenza statale attribuite al Ministero del lavoro e della previdenza sociale in materia di «Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari», di cui al decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 565;

            d) l'espressione del concerto in sede di esercizio delle funzioni di competenza statale attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali dagli articoli 8, 9, 10, 11, 18, 19, 20, 43, 44, 45, 46, 47 e 48 del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198;

            e) le funzioni di competenza statale attribuite al Ministero delle attività produttive dalla legge 25 febbraio 1992, n. 215, e dagli articoli 52, 53, 54 e 55 del citato codice di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, nonché quelle già attribuite dagli articoli 21 e 22 del medesimo decreto.

        15. Il Presidente del Consiglio dei ministri o il Ministro per la semplificazione normativa delegato assicura il coordinamento unitario delle funzioni di semplificazione normativa, comprese quelle di cui all'articolo 1, comma 22-bis, del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, quelle di cui ai commi 12 e 15 e l'iniziativa di cui al comma 14 dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246. All'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80, le parole: «per la funzione pubblica», ovunque ricorrano, sono soppresse.

        16. In attuazione delle disposizioni previste dal presente decreto e limitatamente alle strutture delle Amministrazioni per le quali è previsto il trasferimento delle funzioni, con regolamenti adottati ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, sono ridefiniti gli assetti organizzativi e il numero massimo delle strutture di primo livello, in modo da assicurare, fermi restando i conseguenti processi di riallocazione e mobilità del personale, che al termine del processo di riorganizzazione sia ridotta almeno del 20 per cento, per le nuove strutture, la somma dei limiti delle spese strumentali e di funzionamento previsti rispettivamente per i Ministeri di origine ed i Ministeri di destinazione.

        17. L'onere relativo ai contingenti assegnati agli uffici di diretta collaborazione dei Ministri, dei Vice Ministri e dei Sottosegretari di Stato nelle strutture che abbiano subito modificazioni ai sensi delle disposizioni del presente decreto, deve essere, comunque, inferiore per non meno del 20 per cento al limite di spesa complessivo riferito all'assetto vigente alla data di entrata in vigore dello stesso decreto.

        18. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, sentiti i Ministri interessati, previa consultazione delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, sono determinati i criteri e le modalità per l'individuazione delle risorse umane relative alle funzioni trasferite ai sensi del presente decreto.

        19. Dal riordino delle competenze dei Ministeri e della Presidenza del Consiglio dei ministri e dal loro accorpamento previsti dal presente decreto non deriva alcuna revisione dei trattamenti economici complessivi in atto corrisposti ai dipendenti trasferiti ovvero a quelli dell'amministrazione di destinazione che si rifletta in maggiori oneri per il bilancio dello Stato.

        20. Con riferimento ai Ministeri per i quali sono previsti accorpamenti, in via provvisoria e, comunque, per un periodo massimo di sei mesi a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, nelle more dell'approvazione del regolamento di organizzazione dei relativi uffici funzionali, strumentali e di diretta collaborazione con le autorità di Governo, la struttura di tali uffici è definita, nel rispetto delle leggi vigenti, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro competente, sentito il Ministro dell'economia e delle finanze. Fino alla data di entrata in vigore di tale decreto si applicano transitoriamente i provvedimenti organizzativi vigenti, purché resti ferma l'unicità degli uffici di diretta collaborazione di vertice. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta dei Ministri competenti, sono apportate le variazioni di bilancio occorrenti per l'adeguamento del bilancio di previsione dello Stato alla nuova struttura del Governo.

        21. L'articolo 3, comma 2, della legge 3 agosto 2007, n. 124, è abrogato.

        22. Ferma restando l'applicabilità anche ai magistrati amministrativi, ordinari e contabili, nonché agli avvocati dello Stato, delle disposizioni dell'articolo 13 del decreto-legge 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2001, n. 317, e successive modificazioni, a tale articolo sono apportate le seguenti modifiche:

            a) al comma 1, primo periodo, dopo le parole: «Presidente del Consiglio dei Ministri» sono inserite le seguenti: «e con il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Segretario del Consiglio dei Ministri»;

            b) al comma 3, dopo le parole: «valutare motivate» sono inserite le seguenti: «e specifiche».

Articolo 2.

        1.  Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge .

Allegato B

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Alberti Casellati, Caliendo, Ciampi, Dell'Utri, Li Gotti, Mantica, Mantovani, Martinat, Negri, Palma e Viespoli

 

E' assente per incarico avuto dal Senato il senatore Grillo, per attività della 8a Commissione permanente.

 

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatori Monti Cesarino, Baio Emanuela, Mazzuconi Daniela

Modifiche all'articolo 1 della legge 11 giugno 2004, n. 146: aggregazione del Comune di Lentate sul Seveso, nonchè dei Comuni di Busnago, Caponago, Cornate d'Adda e Roncello alla Provincia di Monza e della Brianza (889)

(presentato in data 09/7/2008 ) ;

 

senatore Gallo Cosimo

Modifica all'art. 64 del Testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di nomina dei consiglieri comunali e provinciali ad assessore (890)

(presentato in data 09/7/2008 ) ;

 

DDL Costituzionale

Senatore Valentino Giuseppe

Modifica degli articoli 104 e 105 della Costituzione (891)

(presentato in data 09/7/2008 ) ;

 

senatore Tomassini Antonio

Disposizioni per la celebrazione del centenario della nascita di Giovannino Guareschi e per la tutela e la valorizzazione dei luoghi collegati alla sua vita e alla sua opera (892)

(presentato in data 09/7/2008 ) .

 

Disegni di legge, assegnazione

In sede referente

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Saro Giuseppe

Distacco del comune di Cinto Caomaggiore dalla regione Veneto e relativa aggregazione alla regione Friuli -Venezia Giulia (758)

previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 09/07/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Ceccanti Stefano ed altri

Modifiche all'articolo 74 della Costituzione relative al potere di rinvio delle leggi alle Camere del Presidente della Repubblica (797)

(assegnato in data 09/07/2008 );

 

2ª Commissione permanente Giustizia

Sen. Magistrelli Marina

Nuove norme per reprimere le molestie gravi (795)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 11° (Lavoro, previdenza sociale)

(assegnato in data 09/07/2008 );

 

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

Sen. Butti Alessio

Modifica all'articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, in materia di riduzione del prezzo del gasolio per autotrazione nella regione Lombardia (661)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 09/07/2008 );

 

10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo

Sen. Sangalli Gian Carlo ed altri

Norme per la riconoscibilità e la tutela dei prodotti italiani (731)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 3° (Affari esteri, emigrazione), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 9° (Agricoltura e produzione agroalimentare), 11° (Lavoro, previdenza sociale), 12° (Igiene e sanita'), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14° (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 09/07/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Caforio Giuseppe, Sen. Giambrone Fabio

Norme in materia di soggetti incontinenti e stomizzati (571)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 09/07/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Bianchi Dorina

Disposizioni in materia di utilizzo del cadavere per scopi di studio, di ricerca e di formazione (613)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 09/07/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Butti Alessio

Modifica all'articolo 45 del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in materia di estensione di taluni benefici ai coniugi affidatari di persona handicappata in situazione di gravità (652)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 11° (Lavoro, previdenza sociale)

(assegnato in data 09/07/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Bassoli Fiorenza

Disposizioni per lo studio, la ricerca e la cura della patologia poliomielitica e dei suoi effetti tardivi denominati "sindrome post - polio" (750)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 09/07/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Bianchi Dorina

Disposizioni per la prevenzione e il trattamento dell'endometriosi (786)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 11° (Lavoro, previdenza sociale), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali)

(assegnato in data 09/07/2008 );

 

Commissioni 10° e 12° riunite

Sen. Fleres Salvo

Norme per la vendita dei pastigliaggi (765)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 14° (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 09/07/2008 ).

  

Parlamento europeo, trasmissione di documenti

Il Segretario generale del Parlamento europeo, con lettera in data 13 giugno 2008, ha inviato il testo di diciassette risoluzioni, approvate dal Parlamento stesso nel corso della tornata dal 19 al 22 maggio 2008:

 

una risoluzione sulla valutazione del programma Peace e strategia per il futuro (Doc. XII, n. 75). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a Commissione permanente;

una risoluzione sul commercio di materie prime e di prodotti di base (Doc. XII, n. 76). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 10a Commissione permanente;

una risoluzione sui progressi realizzati in materia di pari opportunità e non discriminazione nell'Unione europea (Doc. XII, n. 77). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione su donne e scienza (Doc. XII, n. 78). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 7a e alla 10a Commissione permanente;

una risoluzione sul Libro verde per una migliore demolizione delle navi (Doc. XII, n. 79). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 8a Commissione permanente;

una risoluzione sui dati scientifici relativi al cambiamento climatico (Doc. XII, n. 80). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 13a Commissione permanente;

una risoluzione sulla relazione 2007 relativa ai progressi compiuti dalla Turchia (Doc. XII, n. 81). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a Commissione permanente;

una risoluzione sulla situazione in Libano (Doc. XII, n. 82). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a Commissione permanente;

una risoluzione sull'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari nell'Unione europea e nei paesi in via di sviluppo (Doc. XII, n. 83). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 5a e alla 10a Commissione permanente;

una risoluzione sui negoziati tra l'Unione europea e gli Stati Uniti concernenti le esenzioni dall'obbligo del visto (visa waiver) (Doc. XII, n. 84). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione sulla situazione in Birmania (Doc. XII, n. 85). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a Commissione permanente;

una risoluzione sulle armi all'uranio impoverito e sul loro effetto sulla salute umana e sull'ambiente (Doc. XII, n. 86). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a, alla 4a, alla 12a e alla 13a Commissione permanente;

una risoluzione sulla proposta di regolamento (CE) della Commissione che stabilisce metodi di prova a norma del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) (Doc. XII, n. 87). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 12a e alla 13a Commissione permanente;

una risoluzione sulla strategia dell'Unione europea per la terza riunione delle parti che aderiscono alla Convenzione di Arhus che si terrà a Riga, in Lettonia (Doc. XII, n. 88). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione sul seguito dato alla Dichiarazione di Parigi del 2005 sull'efficacia degli aiuti (Doc. XII, n. 89). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a Commissione permanente;

una risoluzione sulla detenzione di prigionieri politici in Belarus (Doc. XII, n. 90). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a Commissione permanente;

una risoluzione sul Burundi (Doc. XII, n. 91). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a Commissione permanente.

 

 

Interrogazioni

SBARBATI - Al Ministro delle infrastrutture e trasporti - Premesso che:

nel decreto-legge n. 112 del 2008 è prevista l'abrogazione di numerose leggi, tra le quali la legge 12 agosto 1993, n. 317, concernente le norme generali per il completamento dei piani di ricostruzione postbellica;

tale abrogazione creerebbe di fatto un pericoloso vuoto normativo che pregiudicherebbe la soluzione di questioni ancora aperte, legate al piano di ricostruzione di Macerata ed in particolare quelle inerenti la definitiva attuazione delle deleghe, l'integrazione dei finanziamenti, la definizione delle espropriazioni o acquisizioni attuate all'interno dei piani di ricostruzione, la definizione dei rapporti di appalto,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda espungere dal decreto-legge n. 112 del 2008 la previsione di abrogazione della legge n. 317 del 1993, onde evitare un pericoloso vuoto normativo che impedirebbe la completa attuazione dei piani con una disastrosa penalizzazione del comune di Macerata, già provato fortemente dal contenzioso con l'ex concessionario.

(3-00130)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

PORETTI, PERDUCA - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

la società di revisione Deloitte, in merito al bilancio di Alitalia, Linee Aeree S.p.A., nella sua relazione ha rilevato che sono in corso, sia negli USA, sia in ambito comunitario, indagini antitrust volte all'accertamento di eventuali intese restrittive della concorrenza in materia di fissazione dei prezzi nell'ambito del mercato internazionale del trasporto aereo di merci e che Alitalia è stata anche coinvolta, negli USA, come parte convenuta, nella controversia civile collettiva promossa dalla clientela, per il risarcimento dei danni patiti per effetto della presunta intesa di cartello che riguarda alcune compagnie aeree, tra le quali la Lufthansa; l'azione riguarda chi ha acquistato servizi di trasporto merci per via aerea per, da e all'interno degli Stati Uniti o del Canada dal 1° gennaio 2000 all'11 settembre 2006;

la compagnia aerea Lufthansa ha deciso di transare per 85 milioni di dollari statunitensi (esclusi gli interessi maturati) per servizi di aviotrasporto merci per spedizioni da, per o all'interno degli Stati Uniti e di collaborare con gli avvocati della classe destinataria del risarcimento nel prosieguo della controversia contro gli altri convenuti. Per risolvere le richieste di risarcimento contro Lufthansa relative ai servizi aerei di trasporto merci all'interno, per e dal Canada, Lufthansa ha accettato di versare 5.338.000 dollari statunitensi in un fondo canadese;

Lufthansa ha aderito al programma di clemenza della U.S. Department of Justice Antitrust Division (Divisione antitrust del Dipartimento di giustizia statunitense), che prevede sanzioni ridotte per le società che informano gli investigatori del Governo di attività illegali antitrust in fase iniziale;

nell'azione legale in oggetto, gli attori sostengono che Lufthansa e gli altri convenuti abbiano illecitamente fatto cartello per fissare, aumentare, mantenere o stabilizzare i prezzi dei servizi di aviotrasporto merci coordinando le sovrattasse (ovvero delle commissioni che le compagnie di trasporto merci via aerea addebitano in aggiunta alle normali tariffe di trasporto per costi extra-specifici, come il "supplemento carburante" o la "sovrattassa per la sicurezza"), che abbiano concordato di eliminare o impedire sconti sui prezzi, pattuendo i rendimenti e ridistribuendo i clienti, e tutto ciò in violazione delle leggi nazionali e antitrust degli Stati Uniti. A seguito di questa presunta condotta, gli attori sostengono che loro e gli altri appartenenti alla classe hanno dovuto sborsare per i servizi di aviotrasporto merci cifre superiori a quelle che avrebbero pagato in mancanza di tale presunta condotta. Oltre a Lufthansa sono 37 le compagnie aeree convenute, tra le quali Alitalia, in quanto coinvolte nella controversia in oggetto,

si chiede di sapere:

quale sia lo stato dell'arte della controversia aperta negli USA e nel Canada;

quali intenzioni abbia l'Alitalia in merito alla controversia di cui in premessa e se intenda addivenire ad un accordo transattivo;

se il Ministro in indirizzo non ritenga che il comportamento dei dirigenti dell'Alitalia, in caso di condanna da parte delle Autorità americane, sia lesivo dell'immagine e degli interessi dell'Alitalia;

quali siano le azioni da intraprendere affinché i danni d'immagine e patrimoniali siano addebitati ai responsabili della compagnia aerea.

(4-00295)

OLIVA - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

il Governo ha approvato il decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, recante disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie;

tale provvedimento, pur avendo lo scopo principale di prevedere l'esenzione generalizzata dal pagamento dell'imposta comunale sugli immobili per la prima casa, si occupa, in numerose disposizioni, di materie che sono di stretto e rilevante interesse della Regione Siciliana;

l'articolo 21, comma 3, dello Statuto siciliano, approvato con legge costituzionale, dispone letteralmente che il Presidente della Regione Siciliana "col rango di Ministro partecipa al Consiglio dei ministri, con voto deliberativo nelle materie che interessano la Regione";

il Presidente della Regione Siciliana non è stato invitato a far parte del Consiglio dei ministri che ha adottato il citato decreto-legge e per questa ragione ha ritenuto di adire la Corte costituzionale,

si chiede di sapere:

in che modo il Presidente del Consiglio dei ministri, nell'adozione delle prossime decisioni che interessano la Regione Siciliana, intenda garantire il rispetto del disposto dell'art. 21, comma 3, dello Statuto siciliano, approvato con la legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2;

come intenda adoperarsi affinché siano poste in essere tutte le misure che consentano al Presidente della Regione Siciliana la partecipazione al Consiglio dei ministri.

(4-00296)

BALBONI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

con la legge regionale n. 27 del 2 luglio 1988, la Regione Emilia-Romagna ha istituito il Parco del Delta del Po;

tale legge istitutiva prevede l'istituzione del Parco per ambiti territoriali da sottoporre, in base all'articolo 4, a progettazione di Piani territoriali di stazione;

all'articolo 12 la stessa legge regionale prevede le norme di salvaguardia da applicare fino all'adozione del progetto di Piano territoriale di stazione;

in forza di tali norme di salvaguardia, agli Ambiti territoriali sprovvisti della progettazione di cui sopra è vietata qualunque attività "che comporti trasformazione del territorio, fatti salvi gli interventi di restauro scientifico, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, manutenzione ordinaria e straordinaria"; sono previste, tuttavia, singole deroghe, motivate per ragioni di interesse generale e approvate dalla Giunta provinciale;

la delibera dell'amministrazione provinciale di Ferrara, n. 244, prot. gen. 24756, del Consiglio provinciale del 23 dicembre 1993, avente ad oggetto "Parco regionale del Delta del Po: adozione del Piano territoriale di coordinamento della Stazione Centro Storico di Comacchio", modifica la perimetrazione della legge istitutiva e, in particolare, al punto 3 del deliberato, testualmente recita "di dare atto che ai sensi dell'art. 11 della legge regionale n. 11/1988, dalla data di adozione del presente atto, nei Comuni citati al punto 2, si applicano, nei territori ricompresi nel perimetro della stazione del Parco, le misure di salvaguardia previste dall'art. 55 della legge regionale 7 dicembre 1978, n. 47 e successive modificazioni e integrazioni";

l'articolo 55 della legge regionale n. 47 del 1978 e l'articolo 11 della legge regionale n. 11 del 1988, disciplinano le modalità delle misure di salvaguardia fino all'approvazione della legge regionale n. 20 del 2000;

con la delibera del Consiglio provinciale n. 68/8407 del 7 marzo 1995, si adotta il progetto di Piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP): con detto progetto, l'amministrazione provinciale di Ferrara ripropone i perimetri del Parco del Delta del Po, compreso il perimetro della Stazione del centro storico di Comacchio, così come modificato con la delibera provinciale n. 244 del 1993;

a seguito delle riserve manifestate dalla Regione, il Consiglio provinciale con le delibere n. 63/11865 del 17 aprile 1996 e n. 196 del 23 ottobre 1996 ha adeguato il PTCP;

con la delibera n. 20 del 20 gennaio 1997 la Giunta regionale approva il PTCP privo delle modifiche apportate dal progetto adottato nel 1993 sia da parte della Regione Emilia-Romagna sia da parte del Consiglio provinciale di Ferrara, riportando il perimetro della stazione in questione a quello previsto dalla legge istitutiva del Parco. L'area perimetrata è sottoposta all'obbligo della salvaguardia di cui all'articolo 12 della citata legge regionale n. 27 del 1988;

nel periodo dei cinque anni di salvaguardia, di cui all'articolo 55 della legge regionale n. 47 del 1978 e ai sensi dell'art. 11 della legge regionale n. 11 del 1988, non sono state approvate nuove norme modificative dei criteri o della durata della salvaguardia stessa. Pertanto, anche se non fosse intervenuta l'approvazione del PTCP, la salvaguardia relativa al progetto del Parco regionale del Delta del Po, Stazione centro storico di Comacchio, avrebbe dovuto intendersi in ogni caso decaduta in data 22 dicembre 1998;

considerato che, alla luce di quanto esposto in premessa, risulta evidente che molti degli interventi urbanistici realizzati in detto periodo all'interno della perimetrazione dell'ambito territoriale della Stazione del centro storico di Comacchio sarebbero da considerarsi in contrasto con le norme vigenti: si tratta di Piani urbanistici attuativi (PUA) e di convenzioni che hanno permesso la realizzazione di numerosi complessi residenziali in località Vascello d'Oro, del centro commerciale in località Collinara, oltre ad autorizzazioni dirette di altri insediamenti e alla delibera consiliare che prevede la realizzazione di un complesso di circa 90.000 metri quadri di superficie utile con diverse destinazioni,

l'interrogante chiede di conoscere:

come sia stato possibile che per un quinquennio dall'approvazione del Piano regolatore generale di Comacchio, in una delle aree del Parco del Delta del Po, patrimonio di indubbia valenza naturalistico-ambientale, sia avvenuto uno sviluppo urbanistico come quello descritto;

se il Ministro in indirizzo, nell'ambito delle proprie competenze, intenda verificare eventuali responsabilità e/o omissioni di istituzioni e enti pubblici competenti (Comune di Comacchio, Parco del Delta del Po, Province di Ferrara e di Ravenna, Regione Emilia-Romagna) per quanto riguarda sia le autorizzazioni sia i controlli, sia, infine, per le eventuali omissioni di denuncia delle violazioni di legge alle autorità competenti.

(4-00297)

DE CASTRO, ANDRIA, MONGIELLO, PERTOLDI, PIGNEDOLI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

il gruppo Granarolo SpA, con 11 siti produttivi dislocati sull'intero territorio nazionale, è leader nel settore della trasformazione del latte e rientra nel novero delle aziende che godono della più alta reputazione in Italia;

ad oggi, secondo le informazioni raccolte, risulta per il gruppo un mancato rimborso del credito IVA annuale 2006 pari a circa 14,5 milioni di euro;

Equitalia Polis, concessionario delegato al rimborso del credito IVA, ha ricevuto, in data 19 dicembre 2007, la disposizione di pagamento per un totale di circa 24,5 milioni di euro di crediti IVA relativi ai versamenti del 2006 (annuale) e del secondo trimestre 2007 della Granarolo SpA;

considerato che:

non si hanno ancora informazioni certe circa la data di effettivo pagamento delle somme indicate;

il rimborso dell'IVA annuale 2005 è avvenuto nel mese di gennaio 2007 e, a fronte di ciò, la Granarolo SpA attendeva il rimborso dell'IVA annuale 2006 entro il primo trimestre 2008;

il mancato rimborso del credito IVA dell'anno 2006 ha creato, nel primo trimestre del 2008, notevoli difficoltà nella gestione dei flussi finanziari del gruppo;

considerato inoltre che:

Granarolo SpA ha incrementato notevolmente il valore del credito IVA che, in mancanza di rimborsi, al 30 giugno 2008 è ormai prossimo ai 90 milioni di euro;

tale valore rappresenta un livello massimo mai raggiunto prima, pari a circa il 70 per cento della posizione finanziaria netta del gruppo stesso,

si chiede di sapere:

quali siano le motivazioni del ritardo nel pagamento al gruppo Granarolo SpA del rimborso del credito IVA annuale 2006;

quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare affinché siano erogate le somme dovute alla Granarolo SpA a titolo di rimborso dei crediti IVA sui versamenti annuali 2006 e trimestrali 2007.

(4-00298)

PAPANIA - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

l'articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, introdotto dall'articolo 2, comma 9, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 - convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286 - ha disposto che le amministrazioni pubbliche e delle società a prevalente partecipazione pubblica, prima di effettuare, a qualunque titolo, il pagamento di un importo superiore ai 10.000 euro, devono verificare, anche in via telematica, se il beneficiario è inadempiente all'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento;

con il decreto ministeriale 18 gennaio 2008, n. 40, emanato dal Ministero dell'economia e delle finanze sono state fissate le modalità di attuazione del citato articolo 48-bis;

con circolare n. 1 del 26 marzo 2008 l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze della Regione Siciliana ha ulteriormente esplicato le norme di attuazione di cui al decreto ministeriale 18 gennaio 2008, n. 40, confermandole;

fermo restando che la norma all'origine del regolamento attuativo, contenuto nel citato decreto ministeriale, introduce principi di correttezza, legalità, trasparenza e di tutela, sia dell'erario che dei lavoratori dipendenti da organismi a vario titolo finanziati dalla pubblica amministrazione;

considerato che:

il suddetto regolamento attuativo, introducendo una disposizione che riduce nelle procedure di esecuzione i tempi previsti dal codice di procedura civile per la riscossione da parte dell'agente competente delle somme iscritte a ruolo, non consente un'adeguata eventuale opposizione nel caso in cui non si ritengano dovuti gli addebiti delle cartelle esattoriali;

nella regione Sicilia, nella maggior parte dei casi, i debiti iscritti a ruolo scaturiscono da ritardi della pubblica amministrazione, e, pertanto, producono grave danno agli organismi finanziati che svolgono la propria attività senza scopo di lucro nella gestione di servizi per conto della stessa pubblica amministrazione e che contano per lo svolgimento di tali servizi numerosi dipendenti;

per questi ultimi, nell'ipotesi di una presunta inadempienza, il blocco del finanziamento, o peggio, il pignoramento di somme, si traduce in mancata o decurtata erogazione degli emolumenti, con ulteriore aggravio della presunta situazione debitoria dell'organismo e con rischio manifesto di un aumento del contenzioso,

si chiede di sapere:

come intenda il Governo tutelare, nei casi indicati, il rispetto delle obbligazioni contrattuali derivanti dal rapporto sinallagmatico tra datore di lavoro e lavoratore dipendente di organismi destinatari di finanziamento pubblico;

se, alla luce dei fatti esposti, non ritenga opportuno prevedere l'esclusione dai pagamenti sottoposti a verifica di cui al decreto ministeriale 18 gennaio 2008, n. 40, di quelli riconducibili al personale dipendente e di quelli concernenti trattamenti economici finalizzati a politiche di sostegno al reddito per personale in mobilità.

(4-00299)

BIONDELLI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

a seguito dell'alluvione verificatasi nei giorni 29 e 30 maggio 2008 e nei giorni seguenti in Piemonte, il Governo ha provveduto ad individuare i Comuni da ricomprendere nel piano di interventi per l'emergenza alluvione;

dalla lettura del provvedimento risulta che fra quelli individuati non sono compresi i Comuni di Massimo Visconti (Novara) e di Trasquera (Verbano Cusio Ossola), duramente colpiti dai fatti alluvionali come possono testimoniare le locali sezioni della Protezione civile e le Prefetture di Novara e del Verbano Cusio Ossola;

i Comuni di Massimo Visconti e Trasquera hanno assoluta necessità di essere inseriti in detto provvedimento per poter acquisire i fondi indispensabili per eseguire le opere di ripristino e messa in sicurezza delle zone colpite dall'alluvione,

si chiede di sapere se il Presidente del Consiglio dei ministri, dopo aver accertato quanto sopra esposto, intenda inserire il Comune di Massimo Visconti e il Comune di Trasquera tra i Comuni da ricomprendere nel piano di interventi per l'emergenza alluvione in Piemonte.

(4-00300)

LANNUTTI, PEDICA - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

notizie di stampa riportano la decisione del Tribunale di Lodi di rinviare a giudizio, il 13 novembre 2008, Gianpiero Fiorani, ex Amministratore delegato di Banca popolare italiana (BPI), insieme a Giorgio Olmo, Aldino Quartieri e Giovanni Vismara, con l'accusa di falso in bilancio nell'ambito di un'inchiesta scaturita dalla vicenda della scalata della Banca Antonveneta da parte della Banca popolare di Lodi (BPI);

il giudice del Tribunale di Lodi ha inoltre prosciolto dieci persone, ex amministratori della BPI, ed ha accolto il patteggiamento per 11 persone, tra cui l'ex Direttore finanziario Gianfranco Boni, che ha concordato la pena a tre mesi (pena finale tre anni e tre mesi) e Giovanni Benevento ex Presidente del Consiglio di amministrazione di Bpi che anche lui ha concordato una pena di tre mesi (pena finale due anni e un mese con sospensione);

secondo la Procura di Lodi i vertici della BPI avrebbero omesso di segnalare nei bilanci una serie di operazioni, nascondendo così le perdite che consisterebbero in oltre 200 milioni di euro e facendo figurare una solidità patrimoniale che in realtà la banca non aveva;

in particolare, Fiorani e i suoi collaboratori avrebbero omesso di esporre all'interno dei bilanci l'effetto contabile e il trasferimento del rischio dovuto a una serie di operazioni fatte in quegli anni. Lo scopo dei soggetti indagati sarebbe stato quello di perseguire una strategia di sviluppo del gruppo creditizio illegittima per consentire di portare a termine importanti operazioni di espansione, quali l'acquisizione di Antonveneta,

si chiede di sapere:

se al Ministro in indirizzo risulti che furono adottate misure, ed eventualmente quali, da parte della Consob, della Banca d'Italia e delle altre autorità competenti alla vigilanza ed al controllo riguardo alle effettive condizioni di legalità e trasparenza delle operazioni finanziarie condotte dai soggetti coinvolti negli accertamenti al fine di prevenire uno scandalo di tali dimensioni;

se risultino al Governo connessioni personali rilevanti ai fini dell'esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza, tali da compromettere l'indispensabile distinzione tra controllore e controllato, permettendo anche uno scambio di informazioni riservate, eventualmente in grado di influenzare l'andamento dei mercati a vantaggio dei possessori delle stesse e a danno di ignari azionisti e risparmiatori;

se il Ministro non ritenga, indipendentemente dall'indagine giudiziaria in corso, che i fatti di cui è stato protagonista Gianpiero Fiorani non prospettino un affievolimento delle garanzie cui è preposta la Consob, con particolare riferimento al carattere di terzietà e indipendenza che la Costituzione e la legge prevedono per le istituzioni di garanzia;

se il Ministro, per quanto di sua competenza, non intenda assumere le opportune iniziative legislative al fine di garantire una maggior tutela dei risparmiatori e dello stesso sistema creditizio la cui credibilità è stata messa a rischio dal comportamento spregiudicato di un folto gruppo di amministratori anche introducendo un diverso sistema più rigoroso di incompatibilità per le cariche sociali e di monitoraggio della sua corretta applicazione.

(4-00301)

NEROZZI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

il Dipartimento della giustizia minorile ha concluso l'espletamento delle prove selettive utili alla stabilizzazione di 174 lavoratori già impiegati presso i servizi del Dipartimento da oltre 10 anni con contratti a tempo determinato;

tali addetti sono impiegati in ruoli amministrativi ed operano in servizi periferici, servizi che risultano gravemente carenti di tali figure professionali;

attualmente risulterebbe esistere un'autorizzazione all'assunzione per 96 impiegati, per i restanti 78 lavoratori potrebbe essere attivata la previsione dell' articolo 1, comma 526, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;

la positiva risoluzione di tale processo di stabilizzazione oltre a soddisfare le legittime aspettative dei suddetti operatori, consentirebbe agli uffici della giustizia minorile di poter continuare ad usufruire stabilmente di personale che negli anni ha maturato una notevole professionalità,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover assumere, attraverso gli atti amministrativi più idonei, un'iniziativa tesa alla stabilizzazione a tempo indeterminato dei 178 dipendenti impiegati presso il Dipartimento della giustizia minorile.

(4-00302)