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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 030 del 02/07/2008


DE ECCHER - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:

la stampa nazionale ha ripreso più volte i contenuti di una polemica che vede contrapposti il Presidente della Giunta provinciale di Trento, Lorenzo Dellai, e ampi settori della società che hanno a cuore la tutela architettonica, paesaggistica ed ambientale;

al centro della discussione si pone un progetto, sostenuto dalla Provincia autonoma di Trento, finalizzato alla realizzazione di un polo giudiziario, che prevede la salvaguardia dell'edificio del Tribunale ed il contestuale abbattimento delle vicine carceri;

detto abbattimento, di fatto, comporterà la distruzione dell'attuale struttura realizzata tra il 1876 ed il 1881 nel contesto storico dell'unità d'Italia;

il Presidente della Provincia non ha manifestato alcun ravvedimento, nonostante la diffusa e crescente protesta messa in campo da associazioni quali Italia Nostra ed il Fondo per l'ambiente italiano;

l'Assessore alla cultura della Provincia di Trento, a quanto consta all'interrogante, avrebbe affermato: "Si può anche provare ad approfondire e mi faccio carico di portare la questione in giunta perché non è detto che se è stata decisa una sciocchezza non si possa tornare indietro", senza tuttavia modificare gli indirizzi a suo tempo assunti;

è evidente la connessione storica, costruttiva e funzionale dell'intero complesso del Palazzo di giustizia che ripropone un modello architettonico già presente, con analoga tipologia progettuale, in altre realtà territoriali già sotto l'amministrazione austriaca;

a distanza di dieci anni dalla conclusione dei lavori detto complesso così viene descritto nella guida di Trento di Ottone Brentari: "l'edificio occupa un'area di 13.600 mq. Contiene l'I.R. Tribunale, la Procura di Stato, la Pretura Urbana, l'ergastolo con le carceri per 180 detenuti, le sale di lavoro, l'ospitale, la chiesetta, la camera mortuaria, le abitazioni per il cappellano, i custodi, le guardie, i due cortili, un giardinetto";

è altresì evidente la sostanziale solidità dell'edificio che, in ragione di una muratura massiccia, può garantire alti livelli di qualità abitativa con interventi di mera ristrutturazione, certamente più efficaci e meno onerosi di quelli paventati;

è certamente più semplice intervenire per recuperare, per molteplici potenziali utilizzi, gli spazi attualmente esistenti tramite l'eliminazione di alcuni muri di separazione tra le celle;

sarebbe opportuno sotto il profilo sia culturale sia turistico preservare, accanto alla città medievale e rinascimentale, quella mitteleuropea, che partendo dalla struttura in questione si collega poi naturalmente con il Palazzo della Filarmonica, le Scuole Verdi oggi sede della Facoltà di Sociologia, il comparto delle Aziende agrarie, oggi in parte spazi universitari, gli immobili di via Rosmini, eccetera, in un contesto di piena e generale valorizzazione dei luoghi e della storia che gli stessi testimoniano,

l'interrogante chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia già stato informato della situazione nei termini sommariamente richiamati in premessa;

se non ritenga di intervenire, nell'ambito delle proprie specifiche competenze, per sollecitare un ripensamento in merito ad una scelta che, a giudizio dell'interrogante, appare poco ragionevole e condivisibile.

(4-00239)