Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (325 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 026 del 24/06/2008


Ripresa della discussione del Documento XXII, n. 6

AMORUSO (PdL). Il fenomeno degli infortuni sui luoghi di lavoro presenta dimensioni inaudite e cifre sconvolgenti; la lenta riduzione della sua incidenza, indicata dai dati dell'INAIL, appare tuttora insoddisfacente. Nel corso della precedente legislatura sono state adottate misure inadeguate, varate in ritardo, sull'onda di gravi fatti di cronaca e basate quasi esclusivamente sull'inasprimento delle sanzioni. Sono stati invece trascurati alcuni aspetti di fondamentale importanza, quali la formazione dei lavoratori e dei datori di lavoro e l'attuazione di un sistema di controlli più efficace, attraverso la riduzione degli enti preposti a questo compito e l'assunzione di nuovo personale ispettivo. Sarebbe inoltre auspicabile l'utilizzazione di una parte delle risorse in attivo dell'INAIL per finanziare misure volte a tutelare la sicurezza sui luoghi di lavoro, altro punto su cui il Governo Prodi è stato carente. (Applausi dal Gruppo PdL).

ROILO (PD). La necessità di completare l'approfondito lavoro avviato nelle due precedenti legislature dalle Commissioni d'inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro, che ha portato alla definizione del Testo unico in materia, è imposta dal costante susseguirsi degli incidenti mortali di cui sono vittime i lavoratori dell'intera Penisola. Si rendono infatti necessari un continuo monitoraggio e un fattivo impegno comune nell'accertamento delle cause, spesso riscontrabili nell'assenza di una cultura della prevenzione e nell'inosservanza delle più elementari norme di sicurezza. (Applausi dal Gruppo PD).

 

Presidenza del vice presidente NANIA

MORRA (PdL). Le statistiche ufficiali relative agli incidenti sul lavoro, che riportano l'agghiacciante media di quattro infortuni mortali al giorno, rappresentano comunque una sottostima del fenomeno, dal momento che non comprendono i dati relativi al lavoro sommerso e domestico, alle malattie professionali, ai lavoratori autonomi e precari. La Commissione d'inchiesta, oltre ad accertare le cause del fenomeno, potrà utilmente verificare l'efficacia nell'applicazione del decreto legislativo n. 81 del 2008, il testo unico in materia di sicurezza e infortuni sul lavoro, in merito a numerosi profili, come la prevenzione mediante formazione e informazione, il nuovo ruolo attribuito alle parti sociali, la congruenza dell'impianto sanzionatorio rispetto alle finalità di prevenzione e la sua compatibilità con le nuove tipologie professionali. In particolare desta perplessità l'assetto duale dell'attività di vigilanza, attualmente ripartita tra le ASL e le direzioni provinciale del lavoro, che potrebbe continuare a generare sovrapposizioni di competenze ed inerzia. (Applausi dal Gruppo PdL).

 

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

CASTRO, relatore. Sebbene sia evidente a tutti l'opportunità di istituire la Commissione parlamentare di inchiesta sulle morti bianche, sono state sollevate perplessità sulla copertura della dotazione finanziaria della stessa, che potrebbe essere individuata in un percentuale delle risorse derivanti dalle sanzioni che l'INAIL commina alle imprese che violano le norme antinfortunistiche. Auspica un tempestivo intervento del Governo per razionalizzare ed accelerare l'utilizzo dei fondi INAIL destinati alla prevenzione degli infortuni sul lavoro. (Applausi dal Gruppo PdL).

VIESPOLI, sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali. L'istituzione della Commissione d'inchiesta garantisce continuità rispetto al lavoro svolto nelle passate legislature sul tema degli infortuni sul lavoro. Punto di partenza potrà essere la sostanziale condivisione delle forze politiche circa la necessità di investire, in particolare, su formazione e informazione dei soggetti attivi del mondo del lavoro. D'altra parte il Governo si sta adoperando per raccogliere tutte le risorse, provenienti da diverse fonti, necessarie a finanziare un fondo comune con cui offrire una risposta concreta e immediata al problema della sicurezza sul lavoro. La rilevanza e l'impatto emotivo della problematica giustifica certamente lo sviluppo di un acceso confronto dialettico, ma la critica, sempre legittima, non dovrebbe mai degenerare, come verificatosi nell'intervento del senatore Nerozzi, in ingiustificate e gravissime accuse (quella di voler giungere ad una codeterminazione delle vittime) nei confronti di chi attualmente è stato chiamato ad assumere responsabilità di governo.