RESOCONTO SOMMARIO
Presidenza del vice presidente CHITI
La seduta inizia alle ore 17.
Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana del 18 giugno.
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 17,07 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.
Calendario dei lavori dell'Assemblea
Commissioni bicamerali e Delegazioni di Assemblee parlamentari, convocazione
PRESIDENTE. Comunica le determinazioni assunte dalla Conferenza dei Capigruppo in ordine al calendario dei lavori dell'Assemblea per il periodo fino al 10 luglio, avvertendo che la prossima settimana l'Assemblea non terrà seduta al fine di consentire alla Commissione bilancio e alle altre Commissioni permanenti di esaminare il Documento di programmazione economico-finanziaria (v. Resoconto stenografico). Nel pomeriggio di domani sono convocate per la propria costituzione la Commissione di vigilanza RAI e la Commissione bicamerale infanzia, mentre giovedì 26 si procederà alla costituzione delle delegazioni delle Assemblee parlamentari OSCE, NATO e INCE.
Inversione dell'ordine del giorno
PRESIDENTE. Vista la presenza in Aula del ministro Sacconi, propone di invertire i punti all'ordine del giorno, procedendo immediatamente all'informativa del Governo sul tema della sicurezza sul lavoro. Poiché non vi sono osservazioni, così rimane stabilito.
Informativa del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali sul tema della sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento al tragico incidente verificatosi a Mineo e conseguente discussione
SACCONI, ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. La dinamica dell'incidente che ha provocato la morte di sei lavoratori a Mineo, in provincia di Catania, mette in luce la sottovalutazione del rischio a cui i lavoratori erano sottoposti e la mancata adozione dei necessari dispositivi di protezione individuale. Si evidenzia, quindi, ancora una volta una carenza di informazione e di concreta formazione a beneficio dei lavoratori stessi. Proprio l'andamento statistico degli incidenti sul lavoro negli ultimi anni, che si fatica a comprimere al di sotto di una determinata soglia, e la peculiare struttura del sistema produttivo italiano dovrebbero indurre ad una riflessione critica sull'approccio eccessivamente formalistico della normativa antinfortunistica, confermato anche dal testo unico di recente approvazione, che si fonda sulla prescrizione di adempimenti di natura burocratica e sulla minaccia delle relative sanzioni. Tale impostazione andrebbe superata e sostituita con un approccio più sostanziale, fondato sulla fissazione di obiettivi e su un robusto sistema di monitoraggio capace di coinvolgere Stato, Regioni e parti sociali, che comporti una più razionale ed efficiente distribuzione delle funzioni ispettive. In particolare è necessario puntare sull'azione di formazione e di informazione dei lavoratori per combattere gli errori comportamentali all'origine di una grande quantità di incidenti. Occorre sostituire un sistema di controllo amministrativo, astratto e centralizzato, con un controllo sociale diffuso, affidato a meccanismi di collaborazione tra le parti sociali, incentivando gli accordi bilaterali tra lavoratori e organizzazioni datoriali per stabilire, in concreto, gli strumenti più idonei alla prevenzione degli infortuni nei singoli settori. (Applausi dai Gruppi PdL, LNP e UDC-SVP-Aut).
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sull'informativa del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali.
FOSSON (UDC-SVP-Aut). Si dichiara soddisfatto dell'analisi e delle proposte del Ministro. Il fenomeno degli infortuni sul lavoro è imputabile fondamentalmente a carenze sul versante della formazione e della vigilanza; è necessario perciò dare piena attuazione al Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut).
GIAMBRONE (IdV). Un Governo meno sordo ai moniti del Capo dello Stato e realmente preoccupato della sicurezza dei cittadini dovrebbe concentrare l'attenzione sulle quotidiane morti sul lavoro, dovute a incidenti o malattie professionali. La cultura della deregulation e il primato del profitto stanno degradando le condizioni di lavoro: disoccupazione, precarietà, lavoro nero e sommerso aumentano i fattori di rischio e svuotano la previsione costituzionale di una Repubblica fondata sul lavoro. Confindustria dovrebbe fare la sua parte, espellendo gli associati che non adottano le necessarie misure di sicurezza. (Applausi dal Gruppo IdV. Congratulazioni).
MAURO (LNP). L'elevato numero di incidenti sul lavoro configura un'emergenza sociale e dimostra che la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro rimane largamente inapplicata. Il mercato del lavoro deve essere più rispettoso delle regole e i lavoratori, insieme ai rappresentanti della sicurezza, devono essere maggiormente informati in ordine a diritti e garanzie. Occorre dunque potenziare l'attività ispettiva, incrementare le risorse destinate alla prevenzione e promuovere corsi di formazione in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. La Lega Nord considera fondanti i valori della tutela del lavoratore e della qualità del lavoro e il Governo ha trasmesso un segnale importante escludendo dalla misura di sospensione dei processi i procedimenti per violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
NEROZZI (PD). L'informativa del ministro Sacconi è apparsa inadeguata. La salute del lavoratore, infatti, è un bene intangibile nelle piccole come nelle grandi imprese, la valutazione del rischio non è un formalismo, le parti sociali non condividono le medesime responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro e sono inaccettabili le deroghe o i segnali contraddittori sul versante della rigida osservanza delle normative antinfortunistiche. E' al contrario necessario contrastare qualsiasi tendenza alla deregulation, in quanto l'apertura a forme contrattuali anomale, le distorsioni del meccanismo dei subappalti, la riduzione delle garanzie sindacali, l'aumento del lavoro straordinario, la scarsa formazione professionale incidono anche sui livelli di sicurezza. A tale proposito, c'è da ricordare le critiche rivolte dalla Confindustria alla più recente legislazione in materia di sicurezza sul lavoro: è condivisibile la proposta degli enti bilaterali, ma fa inorridire l'idea che si possa giungere a forme di codeterminazione sulle vittime sul lavoro. La legislazione vigente va quindi applicata con fermezza; semmai, oltre che potenziare la formazione, bisognerebbe unificare tutte le strutture pubbliche impegnate nei controlli sulla sicurezza. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).
STANCANELLI (PdL). Il Governo ha dimostrato attenzione per il problema annunciando un piano straordinario per la sicurezza sul lavoro, al quale concorreranno anche le Regioni. Più che sull'aumento delle regole e delle sanzioni, occorre puntare sull'attività ispettiva, sulla formazione e sull'introduzione di misure premiali per le imprese che applicano le norme vigenti. (Applausi dal Gruppo PdL).
Discussione e approvazione, con modificazioni, del documento:
(Doc. XXII, n. 6) TOFANI ed altri. - Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alle cosiddette «morti bianche»
PRESIDENTE. Dà la parola al senatore Castro per integrare la relazione scritta.
CASTRO, relatore. La gravità del fenomeno degli infortuni sul lavoro, che ha costi umani ed economici rilevanti per il Paese, induce a proporre la ricostituzione di una specifica Commissione di inchiesta. Sebbene molti incidenti sembrino dovuti ad inadeguata condotta soggettiva dell'imprenditore o del lavoratore, le parti sociali non concordano sull'interpretazione dei dati disponibili e occorre perciò un approfondito lavoro di analisi, anche al fine di giungere ad una precisa individuazione delle malattie professionali. In una fase in cui il sistema produttivo italiano è impegnato nella riconquista di competitività e di quote di mercato, le risorse umane devono essere pienamente tutelate e valorizzate e sono ipotizzabili politiche incentivanti la responsabilità sociale delle imprese. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale. Ai sensi dell'articolo 84, comma 1 del Regolamento, la Presidenza armonizza i tempi della discussione, assegnando dieci minuti a ciascun oratore.
FOSSON (UDC-SVP-Aut). L'impegno per la diminuzione degli infortuni e per la sicurezza sui luoghi di lavoro è una battaglia di civiltà , che richiede adeguate conoscenze. Per intervenire in maniera adeguata bisogna infatti sapere quali sono i settori più colpiti e quali le cause di incidente più frequenti. La costituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta a supporto dell'attività del legislatore è quindi una iniziativa opportuna e condivisibile. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut).
CASSON (PD). Il continuo verificarsi di gravissimi incidenti sul lavoro impone che vi sia un'attenzione sempre vigile da parte del Parlamento su tale fenomeno, allo scopo di giungere ad una diminuzione del fenomeno che ponga l'Italia in linea con i Paesi europei più evoluti. La Commissione di inchiesta che si propone di istituire, e che ha già operato nelle scorse legislature con grande senso di responsabilità, dovrà prendere in considerazione anche il fenomeno delle patologie legate al lavoro, particolarmente grave nel caso, ad esempio, dei lavoratori esposti all'amianto. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Russo).
PEDICA (IdV). Il fenomeno degli infortuni sul lavoro rappresenta un grave problema tuttora irrisolto, la cui allarmante incidenza in Italia è in netto contrasto con la notevole diminuzione percentuale che esso presenta in altri Paesi europei. Il Gruppo Italia dei Valori è pertanto favorevole all'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta, nell'auspicio che essa, a partire dalla scelta dei suoi componenti, operi unicamente al fine di tutelare la sicurezza dei lavoratori. È opportuno, a tal proposito, che si dedichi particolare attenzione ad alcuni importanti aspetti quali il contrasto al caporalato, legato all'impiego di lavoratori privi di permesso di soggiorno, l'istituzione di un fondo di solidarietà per i familiari delle vittime, l'adeguatezza delle strutture ispettive e l'effettiva applicazione dell'apparato sanzionatorio nei confronti delle imprese che non rispettano le regole. Sarebbe inoltre auspicabile l'impiego, almeno parziale, delle risorse in attivo del bilancio dell'INAIL per l'adozione di misure a tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).
SPADONI URBANI (PdL). Sebbene resti tuttora alto in Italia il numero dei morti e degli infortuni sul lavoro, peraltro con un notevole costo economico a carico della società, tale fenomeno si presenta attualmente in calo, per merito soprattutto di un'aumentata consapevolezza da parte dei soggetti coinvolti, più che per l'adozione di una legislazione realmente attenta ed efficace in materia. In tale contesto, la Commissione di inchiesta che si intende istituire dovrà agire in primo luogo per rafforzare il messaggio culturale legato alla tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro, favorendo la prevenzione degli incidenti attraverso una formazione mirata dei lavoratori, evitando invece un'eccessiva insistenza sul momento repressivo e sanzionatorio. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP e del senatore Astore).
VALLI (LNP). Nonostante vi sia stato negli ultimi anni un decremento del numero degli infortuni sul lavoro, il dato relativo a tale fenomeno è tuttora sconfortante; è d'altronde evidente che esso dipende più da condotte soggettivamente inadeguate che da carenze strutturali delle imprese. Non si riscontrano vuoti normativi nella legislazione, la quale appare semmai eccessivamente vessatoria nei confronti delle imprese dal punto di vista sia degli adempimenti burocratici sia dell'apparato sanzionatorio. La Commissione parlamentare di inchiesta, la cui istituzione è senz'altro un fatto positivo, dovrà pertanto concentrarsi sul monitoraggio dell'applicazione concreta delle norme, privilegiando soprattutto il momento della prevenzione degli infortuni attraverso un'adeguata formazione dei lavoratori. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL. Congratulazioni).
Commissioni permanenti, autorizzazione alla convocazione
PRESIDENTE. La 6a Commissione permanente è autorizzata a convocarsi, anche contestualmente ai lavori dell'Assemblea, per il prosieguo dell'esame del decreto-legge in materia fiscale sul quale dovrà riferire nell'Aula nella seduta antimeridiana di domani.
Ripresa della discussione del Documento XXII, n. 6
AMORUSO (PdL). Il fenomeno degli infortuni sui luoghi di lavoro presenta dimensioni inaudite e cifre sconvolgenti; la lenta riduzione della sua incidenza, indicata dai dati dell'INAIL, appare tuttora insoddisfacente. Nel corso della precedente legislatura sono state adottate misure inadeguate, varate in ritardo, sull'onda di gravi fatti di cronaca e basate quasi esclusivamente sull'inasprimento delle sanzioni. Sono stati invece trascurati alcuni aspetti di fondamentale importanza, quali la formazione dei lavoratori e dei datori di lavoro e l'attuazione di un sistema di controlli più efficace, attraverso la riduzione degli enti preposti a questo compito e l'assunzione di nuovo personale ispettivo. Sarebbe inoltre auspicabile l'utilizzazione di una parte delle risorse in attivo dell'INAIL per finanziare misure volte a tutelare la sicurezza sui luoghi di lavoro, altro punto su cui il Governo Prodi è stato carente. (Applausi dal Gruppo PdL).
ROILO (PD). La necessità di completare l'approfondito lavoro avviato nelle due precedenti legislature dalle Commissioni d'inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro, che ha portato alla definizione del Testo unico in materia, è imposta dal costante susseguirsi degli incidenti mortali di cui sono vittime i lavoratori dell'intera Penisola. Si rendono infatti necessari un continuo monitoraggio e un fattivo impegno comune nell'accertamento delle cause, spesso riscontrabili nell'assenza di una cultura della prevenzione e nell'inosservanza delle più elementari norme di sicurezza. (Applausi dal Gruppo PD).
Presidenza del vice presidente NANIA
MORRA (PdL). Le statistiche ufficiali relative agli incidenti sul lavoro, che riportano l'agghiacciante media di quattro infortuni mortali al giorno, rappresentano comunque una sottostima del fenomeno, dal momento che non comprendono i dati relativi al lavoro sommerso e domestico, alle malattie professionali, ai lavoratori autonomi e precari. La Commissione d'inchiesta, oltre ad accertare le cause del fenomeno, potrà utilmente verificare l'efficacia nell'applicazione del decreto legislativo n. 81 del 2008, il testo unico in materia di sicurezza e infortuni sul lavoro, in merito a numerosi profili, come la prevenzione mediante formazione e informazione, il nuovo ruolo attribuito alle parti sociali, la congruenza dell'impianto sanzionatorio rispetto alle finalità di prevenzione e la sua compatibilità con le nuove tipologie professionali. In particolare desta perplessità l'assetto duale dell'attività di vigilanza, attualmente ripartita tra le ASL e le direzioni provinciale del lavoro, che potrebbe continuare a generare sovrapposizioni di competenze ed inerzia. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.
CASTRO, relatore. Sebbene sia evidente a tutti l'opportunità di istituire la Commissione parlamentare di inchiesta sulle morti bianche, sono state sollevate perplessità sulla copertura della dotazione finanziaria della stessa, che potrebbe essere individuata in un percentuale delle risorse derivanti dalle sanzioni che l'INAIL commina alle imprese che violano le norme antinfortunistiche. Auspica un tempestivo intervento del Governo per razionalizzare ed accelerare l'utilizzo dei fondi INAIL destinati alla prevenzione degli infortuni sul lavoro. (Applausi dal Gruppo PdL).
VIESPOLI, sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali. L'istituzione della Commissione d'inchiesta garantisce continuità rispetto al lavoro svolto nelle passate legislature sul tema degli infortuni sul lavoro. Punto di partenza potrà essere la sostanziale condivisione delle forze politiche circa la necessità di investire, in particolare, su formazione e informazione dei soggetti attivi del mondo del lavoro. D'altra parte il Governo si sta adoperando per raccogliere tutte le risorse, provenienti da diverse fonti, necessarie a finanziare un fondo comune con cui offrire una risposta concreta e immediata al problema della sicurezza sul lavoro. La rilevanza e l'impatto emotivo della problematica giustifica certamente lo sviluppo di un acceso confronto dialettico, ma la critica, sempre legittima, non dovrebbe mai degenerare, come verificatosi nell'intervento del senatore Nerozzi, in ingiustificate e gravissime accuse (quella di voler giungere ad una codeterminazione delle vittime) nei confronti di chi attualmente è stato chiamato ad assumere responsabilità di governo.
Sulla morte di un cittadino italiano di origine irachena in un attentato a Baghdad
PRESIDENTE. Comunica che in un attentato in Iraq è rimasto vittima un italiano di origine irachena ed esprime il cordoglio personale e dell'intera Assemblea. La Presidenza ha chiesto al Governo di riferire al più presto all'Assemblea.
Ripresa della discussione del Documento XXII, n. 6
PRESIDENTE. Dà lettura del parere espresso dalla 5a Commissione sull'emendamento 4.1 del disegno di legge in esame. (v. Resoconto stenografico). Passa quindi all'esame degli articoli, nel testo proposto dalla Commissione.
Il Senato approva gli articoli 1 e 2.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 3 e dei relativi emendamenti.
CASTRO, relatore. In considerazione del fatto che la lettera c) dell'articolo 3 già contempla il tema del lavoro nero, invita al ritiro dell'emendamento 3.1.
CARLINO (IdV). Accoglie l'invito del relatore.
PRESIDENTE. Stante l'assenza del proponente, gli emendamenti 3.2 e 3.3 risultano decaduti.
CASSON (PD). Fa proprio l'emendamento 3.3, relativo alla congruità degli indennizzi per i lavoratori infortunati, spesso oggetto di controversie con gli enti previdenziali.
CASTRO, relatore. Sull'emendamento 3.3 invita a sostituire la parole "dei benefici previsti" con quelle "delle provvidenze previste".
CASSON (PD). Riformula l'emendamento nel senso suggerito dal relatore.
VIESPOLI, sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali. Esprime parere conforme a quello del relatore.
Il Senato approva l'emendamento 3.3 (testo 2) e l'articolo 3, nel testo emendato.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 4 e del relativo emendamento.
CASTRO, relatore. Esprime parere favorevole sull'emendamento 4.1.
VIESPOLI, sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali. Esprime parere conforme a quello del relatore.
Il Senato approva l'emendamento 4.1 e gli articoli 4, nel testo emendato, e 5.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 6 e del relativo emendamento.
VIESPOLI, sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali. Ravvisa la possibilità di giungere ad una proposta condivisa di riformulazione dell'articolo 6.
PRESIDENTE. Sospende brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 19,18, è ripresa alle ore 19,23.
CASTRO, relatore. Essendo stata raggiunta un'intesa tra i Gruppi, presenta l'emendamento 6.2 tendente a sopprimere all'articolo 6 le parole "la cui durata è fissata per l'intera legislatura" e ad aggiungere le parole "In occasione della III Relazione annuale il Senato verifica l'esigenza o meno di un'ulteriore prosecuzione della Commissione".
VIESPOLI, sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali. Esprime parere favorevole sull'emendamento 6.2.
Il Senato approva l'emendamento 6.2 (con conseguente assorbimento dell'emendamento 6.1) e l'articolo 6, nel testo emendato.
PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.
CARLINO (IdV). Nonostante la modesta riduzione avvenuta negli ultimi anni, il numero di incidenti mortali sul lavoro in Italia è ancora insopportabile e ne è tragica testimonianza anche l'odierna morte di un giovane operaio dell'Enel di Civitavecchia, per cui esprime sincero cordoglio. Il fenomeno degli infortuni, che coinvolge un numero sempre più alto di donne e di lavoratori immigrati e clandestini, oggetto di sfruttamento attraverso il lavoro nero e il caporalato, va dunque combattuto contrastando la logica del profitto e favorendo la diffusione di un'etica del lavoro che riconosca centralità ai diritti del lavoratore e valorizzi la responsabilità sociale delle imprese. Ciò però non elimina la necessità di un impianto sanzionatorio che colpisca le imprese che sfruttano i lavoratori e violano le norme sulla sicurezza: va quindi scongiurato l'affievolimento delle sanzioni adombrato nell'intervento del ministro Sacconi. L'Italia dei Valori, pur non guardando con particolare favore allo strumento delle Commissioni di inchiesta, voterà dunque convintamene a favore del documento in esame, anche alla luce dell'ottimo lavoro svolto dall'analoga Commissione istituita nella passata legislatura. (Applausi dai Gruppi IdV, PD e PdL).
VALLI (LNP). Confermando le argomentazioni sostenute nel corso della discussione generale, il Gruppo voterà a favore del documento in esame. (Applausi dal Gruppo LNP).
TREU (PD). Il Gruppo voterà a favore dell'istituzione della Commissione d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro e ne sosterrà pienamente il lavoro, finalizzato a migliorare la normativa approvata con largo e trasversale consenso nella scorsa legislatura. Destano invece preoccupazione alcune valutazioni emerse nell'informativa del ministro Sacconi sul tema della sicurezza sul lavoro. Va infatti respinta l'accusa di eccessivo formalismo rivolta alla normativa vigente, dal momento che gran parte degli adempimenti previsti hanno un'efficacia sostanziale e il loro rispetto è concretamente in grado di evitare vere e proprie tragedie, come nel caso dell'incidente mortale di Mineo. Se è vero che la formazione riveste una grande importanza, tant'è che per la prima volta dopo decenni nella scorsa legislatura sono state predisposte delle risorse ad hoc, non si può negare l'effetto deterrente di un sistema sanzionatorio equo e certo, che invece viene esaltato dalla maggioranza per contrastare l'immigrazione clandestina. È radicalmente contestabile l'affermazione del Ministro per cui anche in materia antinfortunistica occorre procedere secondo un metodo manageriale «per obiettivi», che ben si adatta all'ottenimento di incrementi di produzione nelle aziende, ma che poco si attaglia ad una materia che ha a che fare con la vita e la salute dei lavoratori. Infine è da considerarsi con favore il coinvolgimento degli enti bilaterali, purché essi forniscano esempi di buone pratiche da adottare, ma va escluso che il loro coinvolgimento possa costituire un alibi per eliminare i controlli statali ed abbattere le tutele dei lavoratori. (Applausi dal Gruppo PD e IdV e dei senatori Peterlini e De Feo).
TOFANI (PdL). Esprime grande soddisfazione per l'attenzione costante dedicata dal Senato al tema complesso e drammatico degli infortuni sul lavoro: grazie ad essa è stato possibile approvare importanti normative nel corso della passata legislatura, la cui concreta efficacia sarà verificata proprio dall'istituenda Commissione di inchiesta. Auspica quindi che la Commissione continui il lavoro compiuto negli anni passati, conservando l'atteggiamento sereno e costruttivo da cui sono scaturiti un dibattito concreto e non ideologico, l'unanime consenso sulle relazioni approvate e un fruttuoso lavoro di approfondimento, attraverso un dialogo costruttivo con le autorità inquirenti e numerosi sopralluoghi ispettivi. La Commissione, dunque, potrà offrire anche nella presente legislatura un valido contributo per contrastare in modo determinante il fenomeno degli incidenti sul lavoro, valorizzando tanto il momento della prevenzione e della formazione personale dei lavoratori, quanto quello sanzionatorio che deve essere connotato dalla giusta asperità. (Applausi dai Gruppi PdL e IdV).
Il Senato approva il documento XXII, n. 6 nel suo complesso, nel testo emendato.
PRESIDENTE. Esprime apprezzamento per la decisione adottata all'unanimità.
GIULIANO (PdL). Quale Presidente della Commissione lavoro e previdenza sociale, ringrazia tutti i senatori che hanno partecipato con grande dedizione al dibattito.
Per fatto personale
NEROZZI (PD). Chiarisce il senso del suo precedente intervento che è stato forse frainteso dal sottosegretario Viespoli, specificando che gli enti bilaterali non possono sostituirsi all'autorità statale nel controllare una materia che ha a che fare con la sicurezza e la vita stessa dei lavoratori.
Assemblea parlamentare della organizzazione per la sicurezza
e la cooperazione in Europa, nuovo orario di convocazione della delegazione parlamentare italiana
PRESIDENTE. Comunica il nuovo orario di convocazione per la costituzione della delegazione dell'Assemblea parlamentare OSCE.
Dà annunzio degli atti di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute del 25 giugno.
La seduta termina alle ore 19,53.