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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 008 del 27/05/2008


SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVI LEGISLATURA ------

8a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO (*)

 

MARTEDÌ 27 MAGGIO 2008

(Pomeridiana)

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Presidenza del presidente SCHIFANI,

indi della vice presidente BONINO

e del vice presidente NANIA

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(*) Include l'ERRATA CORRIGE pubblicato nel Resoconto della seduta n. 31 dell'8 luglio 2008
(N.B. Il testo in formato PDF non è stato modificato in quanto copia conforme all'originale)

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N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Italia dei Valori: IdV; Il Popolo della Libertà: PdL; Lega Nord Padania: LNP; Partito Democratico: PD; UDC, SVP e Autonomie: UDC-SVP-Aut; Misto: Misto.

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RESOCONTO SOMMARIO

 

Presidenza del presidente SCHIFANI

 

La seduta inizia alle ore 17,06.

 

Il Senato approva il processo verbale della seduta del 14 maggio.

 

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 17,08 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Sul 15° anniversario della strage di via dei Georgofili

PRESIDENTE. (Si leva in piedi e con lui tutta l'Assemblea). A quindici anni dalla strage di via dei Georgofili, a nome del Senato esprime commossa solidarietà ai parenti delle vittime, assumendo l'impegno ad adoperarsi affinché vengano reperite le risorse finanziarie necessarie per garantire un pronto ed adeguato risarcimento dei danni alle vittime dei reati di tipo mafioso.

Sul 50° anniversario di attività parlamentare del senatore di diritto e a vita Francesco Cossiga

PRESIDENTE. (Si leva in piedi). A nome dell'intero Senato rivolge al senatore di diritto e a vita Francesco Cossiga un cordiale augurio in occasione della ricorrenza del 50° anniversario di attività parlamentare, ricordandone la storia politica, gli alti incarichi ricoperti e il forte legame sempre dimostrato nei confronti della Sardegna, sua terra di origine. Nelle più diverse circostanze gli assi portanti del suo impegno nelle istituzioni sono stati rappresentati dal primato della politica e dal primato della coscienza, così come dal forte senso di responsabilità e dalla difesa della libertà; valori, questi, che con nitidezza traspaiono ancora dagli interventi da lui tenuti in Aula. (Generali applausi).

COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Rivolge un sentito ringraziamento al Presidente del Senato per le parole di elogio espresse nei confronti della sua cinquantennale partecipazione alla vita politica, di cui ripercorre rapidamente le tappe. Sottolinea la collaborazione ed il leale confronto con le grandi personalità politiche che hanno costruito la storia della prima Repubblica, permesso il superamento delle divisioni ereditate dal ventennio fascista e dal secondo conflitto mondiale ed allontanato i rischi di una successiva guerra civile e di classe. L'attività svolta negli incarichi di Governo, nel settennato al Quirinale (caratterizzato da un'aspra campagna denigratoria ai suoi danni, contro la quale la magistratura non intervenne) e soprattutto in Parlamento, baluardo della democrazia e sede del potere sovrano da cui ogni altro potere deriva, ha sempre avuto come fine la difesa delle istituzioni repubblicane e della libertà e come ispirazione una concezione alta della politica, sostenuta da solidi valori etici e morali. Dopo che vicende storiche epocali ed inquietanti trame giudiziarie hanno posto fine alla prima Repubblica e condotto alla scomparsa dei grandi partiti popolari ed essendo altresì terminato senza successo il tentativo di instaurare una seconda Repubblica, oggi è possibile avviare un percorso riformatore saggio ed equilibrato che, nel quadro dei principi fondamentali della Costituzione del 1948, dia vita alla terza Repubblica: a questo sforzo si impegna a dare ogni possibile contributo. (Generali applausi. Congratulazioni).

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Il presidente Cossiga rappresenta un modello, in particolare per i senatori che si richiamano alla tradizione democristiana, per la dedizione e l'acume con cui ha costantemente offerto il proprio contributo allo sviluppo delle istituzioni democratiche, sapendo sempre stimolare il dibattito ed esprimendo con coraggio le proprie idee. I senatori sudtirolesi e valdostani rivolgono un particolare ringraziamento per l'impegno profuso dal senatore Cossiga nell'affrontare le tematiche dell'autonomismo e porgono, insieme a tutti i componenti del Gruppo UDC-SVP-Autonomie, i migliori auguri per la sua futura attività parlamentare. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, IdV e PD).

BODEGA (LNP). L'intensa ed incomparabile vita politica di Francesco Cossiga quale parlamentare, Ministro, Presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica ha attraversato tutti i momenti più importanti della storia dell'Italia repubblicana e lo ha visto protagonista di avvenimenti storici e drammatici come il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro, che lo ha segnato profondamente sul piano personale. Il senatore Cossiga ha saputo denunciare con franchezza le aberrazioni del sistema politico italiano, esercitando fino alle estreme conseguenze la libertà di coscienza e di espressione del pensiero, un diritto cui la Lega attribuisce da sempre importanza primaria. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).

ZANDA (PD). Il doveroso omaggio che l'Assemblea tributa al senatore Cossiga costituisce l'occasione per esprimergli sinceri sentimenti di ammirazione per la cultura, l'intelligenza e la sensibilità politica, lo spirito democratico e la lealtà verso le istituzioni, ma soprattutto per la sua capacità di manifestare sempre con franchezza ed indipendenza la propria posizione. Nel rappresentare al senatore Cossiga gli auguri del Gruppo PD per il prosieguo della sua attività parlamentare, gli rivolge il proprio personale ringraziamento per le esperienze condivise negli anni trascorsi ed auspica che l'Italia sappia riconoscere e valorizzare il patrimonio di saggezza e conoscenza offerto dalle persone che hanno vissuto più a lungo. (Applausi dai Gruppi PD, IdV, UDC-SVP-Aut, PdL e LNP).

GASPARRI (PdL). Associandosi agli auguri espressi da tutti i Gruppi, sottolinea il ruolo fondamentale del senatore Cossiga, la cui esperienza deve rappresentare una fonte di ispirazione per le nuove generazioni che si affacciano alla politica. Egli ha saputo interpretare con coraggio il proprio ruolo: come Ministro degli interni ha fatto scelte dolorose, a volte contestate, ma sempre necessarie ad affrontare le difficoltà di momenti cruciali della storia repubblicana e ha dimostrato un alto senso di responsabilità nei confronti delle istituzioni attraverso le dimissioni, rassegnate, ad esempio, all'indomani dell'assassinio del presidente Moro. Come Presidente della Repubblica, ha contribuito ad avviare una stagione di rinnovamento della politica che ancora prosegue. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP e dei senatori Baio e Marini).

GIOVANARDI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Le parole pronunciate dal senatore Cossiga, in particolare sulla centralità del Parlamento come sede della sovranità popolare, rappresentano una lezione di storia e di saggezza e hanno giustamente ricevuto il plauso dell'intera Assemblea. Sarebbe auspicabile che la medesima condivisione si mantenesse su tutte le indicazioni che il senatore ha offerto e offrirà in futuro, anche attraverso la severa denuncia dei mali che affliggono la politica italiana. (Applausi dal Gruppo PdL).

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(686) Conversione in legge del decreto-legge 1° aprile 2008, n. 49, recante misure urgenti volte ad assicurare la segretezza della espressione del voto nelle consultazioni elettorali e referendarie (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

 

Presidenza della vice presidente BONINO

MALAN, relatore. Il decreto-legge di cui si discute la conversione stabilisce il divieto di introdurre nelle cabine elettorali fotocamere ed altre apparecchiature atte alla registrazione delle immagini, prevedendo per i trasgressori l'arresto da tre a sei mesi e un'ammenda da 300 a 1.000 euro. Si tratta di un provvedimento opportunamente emanato dal Governo Prodi a ridosso delle elezioni politiche per garantire la segretezza del voto, come previsto dall'articolo 48 della Costituzione. La norma ha dimostrato la propria efficacia quale deterrente nella pratica del voto di scambio, anche se non appare sufficiente ad escludere completamente comportamenti illegali, dal momento che non prevede forme di ispezione degli elettori che entrano in cabina, né disposizioni volte ad individuare segni di riconoscimento nella scrittura dei nomi dei candidati alle elezioni comunali. Auspicando pertanto un ulteriore approfondimento dell'intera materia, che tenga conto tra l'altro del fatto che per il voto gli italiani all'estero non è tutelata la segretezza, invita l'Assemblea a convertire in legge il decreto-legge.

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

INCOSTANTE (PD). Il provvedimento, per il quale sussistono i requisiti di necessità e di urgenza, è stato adottato al fine di garantire la previsione costituzionale di un voto personale ed eguale, libero e segreto. Recenti inchieste giornalistiche e giudiziarie, infatti, hanno portato alla luce, in aree caratterizzate dalla presenza radicata di organizzazioni mafiose, il fenomeno del controllo del voto di scambio tramite le nuove video-tecnologie. (Applausi dal Gruppo PD).

PARDI (IdV). Preannunciando il voto favorevole dell'Italia dei Valori, sottolinea la necessità di riflettere sui rischi connessi all'introduzione del voto elettronico e auspica che il Governo fornisca dati precisi sull'estensione del fenomeno del voto di scambio e sull'efficacia dei mezzi di contrasto.

CECCANTI (PD). Il decreto-legge è legittimo in quanto non riguarda il meccanismo elettorale di traduzione dei voti in seggi, per il quale la Costituzione prevede una riserva di legge. La segretezza del voto è condizione di libertà: alle garanzie già previste dalla legge (scheda di Stato, cabina elettorale, tutela della segretezza del voto) il provvedimento aggiunge quella del divieto di introdurre telefoni cellulari nelle cabine elettorali, divieto applicabile evidentemente a tutte le consultazioni elettorali, comprese quelle regionali. Restano da affrontare problemi di tutela della segretezza non solo con riferimento all'organizzazione del voto degli italiani all'estero, ma anche al referendum laddove l'uso dell'astensionismo per far bocciare il quesito referendario rende palese l'intenzione di voto di tutti coloro che si recano alle urne: in questo caso una soluzione potrebbe consistere nell'elevazione del quorum. (Applausi dal Gruppo PD).

 

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

MALAN, relatore. Condivide l'esigenza di approfondire la materia, anche con riferimento ai rischi connessi all'espressione elettronica del voto.

DAVICO, sottosegretario di Stato per l'interno. Nelle recenti consultazioni elettorali si è reso necessario intervenire in un numero molto limitato di casi per il rispetto del divieto introdotto con il provvedimento di cui si chiede la conversione in legge, ma la delicatezza della materia impone una vigilanza costante.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Poiché non sono stati presentati emendamenti agli articoli del decreto-legge da convertire, procede alla votazione finale.

BODEGA (LNP). Dichiara il voto favorevole della Lega Nord ad un provvedimento che tutela la segretezza nell'espressione del voto, garanzia basilare di trasparenza e di democrazia. Coglie l'occasione per sottolineare la necessità di rispondere all'antipolitica con una attività efficiente e produttiva del Parlamento, che accompagni l'opera di semplificazione legislativa affidata al ministro Calderoli. (Applausi dal Gruppo LNP).

BIANCO (PD). Il Partito Democratico voterà a favore di un provvedimento volto a contrastare fenomeni di compravendita dei voti: si tratta di un primo significativo deterrente all'utilizzo distorto della tecnologia per compromettere la regolarità delle operazioni di voto, cui è auspicabile seguano altri e più incisivi strumenti di contrasto. (Applausi dal Gruppo PD).

BOSCETTO (PdL). Il Popolo della libertà voterà a favore di un provvedimento che contrasta una forma recente di violazione della segretezza del voto. Al di là della distinzione, introdotta dalla giurisprudenza costituzionale, tra norme sul meccanismo di traduzione dei voti in seggi e legislazione di contorno, auspica comunque che tutti gli interventi in materia elettorale siano affidati allo strumento del disegno di legge. L'interessante discussione svoltasi sul provvedimento è di buon auspicio per le prossime riforme istituzionali. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).

 

Previa verifica del numero legale, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva il disegno di legge n. 686, composto del solo articolo 1.

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(687) Conversione in legge del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 60, recante disposizioni finanziarie urgenti in materia di trasporti ferroviari regionali (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

CICOLANI, relatore. Il decreto-legge autorizza una spesa di 80 milioni di euro, da corrispondere direttamente alla società Trenitalia al fine di garantire, nelle more della stipula dei nuovi contratti, la prosecuzione degli attuali servizi di trasporto ferroviario regionale. Il quadro nel quale si inserisce il provvedimento è complesso, concorrendo alla sua definizione la recente disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato al settore, il processo (non ancora avviato) di liberalizzazione del trasporto ferroviario passeggeri e la totale indipendenza attribuita alle Regioni nella stipula di una serie di rapporti contrattuali inerenti al trasporto ferroviario.

 

Presidenza del vice presidente NANIA

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

FILIPPI Marco (PD). La richiesta avanzata in Commissione di un breve rinvio non è stata dettata da intenti ostruzionistici: il Partito Democratico è favorevole al provvedimento, che resta però criticabile a causa dell'indeterminatezza del fabbisogno effettivo per la realizzazione dei servizi di trasporto, nonché degli standard da onorare con i contratti di servizio. Il decreto-legge è peraltro un tassello della riforma strutturale del trasporto pubblico locale, avviata negli anni '90 con l'attribuzione alle Regioni di competenze programmatorie, amministrative e finanziarie. L'ultima legge finanziaria, infatti, ha sostituito il sistema di trasferimenti erariali con l'attribuzione alle Regioni, per la copertura degli oneri derivanti da contratti relativi al trasporto ferroviario, di risorse proprie, derivanti dalla compartecipazione al gettito dell'accisa sul gasolio. Auspica, infine, una maggiore attenzione per la qualità del servizio di trasporto ferroviario che interessa milioni di pendolari e invita il ministro Matteoli ad esplicitare concrete linee di intervento. (Applausi dal Gruppo PD).

LANNUTTI (IdV). Il Gruppo Italia dei Valori voterà a favore del provvedimento in esame, ritenendo tuttavia insufficiente l'attenzione finora rivolta al trasporto ferroviario regionale e locale, soprattutto dal punto di vista finanziario. Auspica pertanto l'adozione di provvedimenti di ampio respiro che garantiscano migliori standard qualitativi ai cittadini, i quali oggi fruiscono di un servizio inadeguato a causa dei frequenti ritardi e delle soppressioni di treni. (Applausi dal Gruppo IdV).

GALLO (PdL). Il decreto-legge in esame, emanato dal precedente Governo pochi giorni prima delle elezioni, è inquadrato in una logica elettorale, in quanto non appare corretto un finanziamento diretto dello Stato in un settore, il trasporto ferroviario regionale, che dovrebbe essere regolato da contratti di servizio tra le Regioni e le aziende. Ciononostante, nell'interesse del Paese, il Popolo della Libertà voterà a favore della sua conversione in legge. (Applausi dal Gruppo PdL).

DE TONI (IdV). Il decreto-legge n. 60 è finalizzato a garantire la prosecuzione degli attuali servizi di trasporto ferroviario regionale, in attesa che possa efficacemente esplicarsi l'autonomia che il decreto legislativo n. 422 del 1997 ha attribuito in materia alle Regioni. E' auspicabile tuttavia che il Governo ponga mano a tutti gli interventi necessari al miglioramento del trasporto ferroviario, che attualmente offre ai cittadini un servizio insoddisfacente. (Applausi dal Gruppo IdV).

DONAGGIO (PD). Il trasporto ferroviario locale viene normalmente trascurato dalla classe politica, che se ne ricorda solo in occasione delle proteste dei pendolari per la scarsa puntualità, la sporcizia e l'affollamento dei treni. Non appare condivisibile la proposta del sottosegretario Castelli di un aumento delle tariffe come presupposto per garantire un servizio migliore, in quanto gran parte degli utenti non sarebbe in condizione di sopportare tali rincari, mentre desta preoccupazione il fatto che, a copertura delle misure di abbattimento dell'ICI, siano stati distolti fondi destinati alla realizzazione di infrastrutture in Sicilia e Calabria. Il Governo Prodi aveva invece giustamente previsto, per le spese di trasporto pubblico locale, la detraibilità dall'imponibile delle famiglie. Il provvedimento in esame, di natura transitoria, prevede uno stanziamento di fondi che permetterà la prosecuzione degli attuali servizi solo per pochi mesi; è indispensabile che l'attuale Governo metta a punto strategie di miglioramento e di potenziamento del settore, al fine di garantire un servizio all'altezza dei bisogni del Paese. (Applausi dal Gruppo PD).

MURA (LNP). Illustra l'ordine del giorno G100, che impegna il Governo ad abbreviare i termini per la realizzazione della riforma del finanziamento dei servizi ferroviari regionali prevista dalla legge finanziaria 2008 e per la stipula dei contratti di servizio, ritenendo che il rapido conferimento alle Regioni di una sostanziale autonomia finanziaria, rimandato dal Governo Prodi all'anno 2011, possa restituire efficienza al settore e garantire ai cittadini livelli minimi di qualità. (Applausi dal Gruppo LNP).

 

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

CICOLANI, relatore. Si dichiara favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno G100 come raccomandazione.

CASERO, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Accoglie l'ordine del giorno G100 come raccomandazione. Sottolineando che il decreto-legge in esame serve ad affrontare una situazione particolare di emergenza, auspica che vi sia in futuro la possibilità di affrontare in modo più approfondito le difficili condizioni del trasporto pendolare.

 

MURA (LNP). Non insiste per la votazione dell'ordine del giorno G100.

PRESIDENTE.Il parere della Commissione bilancio sul disegno di legge sarà pubblicato in allegato ai Resoconti della seduta. (v. Allegato B). Passa all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Poiché non sono stati presentati emendamenti agli articoli del decreto-legge da convertire, procede alla votazione finale.

MURA (LNP). Il Gruppo Lega Nord Padania voterà a favore del provvedimento in esame, per allontanare il rischio di un ridimensionamento degli attuali servizi di trasporto regionale e locale, auspicando al contempo una rapida attuazione della riforma prevista dalla finanziaria 2008, la quale, tramite la compartecipazione al gettito dell'accisa sul gasolio per autotrazione, conferirà alle Regioni una sostanziale autonomia finanziaria nel settore. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).

FILIPPI Marco (PD). Annuncia il voto favorevole del Gruppo Partito Democratico sul disegno di legge in esame, sottolineando tuttavia che è stata persa un'occasione per svolgere una riflessione sul servizio ferroviario regionale. Appare quindi opportuna, in materia, una tempestiva comunicazione del Ministro dei trasporti presso la Commissione competente. (Applausi delle senatrici Armato e Negri).

IZZO (PdL). L'approfondimento in materia di trasporto ferroviario regionale auspicato dall'opposizione servirebbe solo a sottolineare il fallimento della politica del Governo Prodi nel settore dei trasporti, evidenziato anche dal caso Alitalia, cui è auspicabile che il Governo in carica ponga rimedio con adeguate misure. Il Popolo della Libertà voterà comunque a favore del provvedimento in esame, per consentire il mantenimento degli attuali servizi. (Applausi dal Gruppo PdL).

 

Il Senato approva il disegno di legge n. 687, composto del solo articolo 1.

PRESIDENTE. Apprezzato l'andamento dei lavori, è stata rappresentata alla Presidenza l'opportunità di anticipare la conclusione della seduta. Poiché non si fanno osservazioni, così rimane stabilito.

Per lo svolgimento di un'interrogazione

GARRAFFA (PD). Annuncia la presentazione in data odierna di un'interrogazione in cui si chiede di sapere se, a copertura delle misure di abolizione dell'ICI sull'abitazione principale, il Governo intenda utilizzare dei fondi destinati alla realizzazione di infrastrutture nella Regione Sicilia.

 

FERRARA (PdL). Il senatore Garraffa, annunciando la presentazione della sua interrogazione, ha anticipato valutazioni non supportate dai fatti, poiché il Governo intende far uso di fondi stanziati ma non utilizzati dal precedente Esecutivo. (Proteste del senatore Garraffa).

PRESIDENTE. Prende atto dell'annuncio del senatore Garraffa. L'argomento, richiamato alla Presidenza in via informale anche dal senatore Battaglia, potrà essere affrontato nel momento in cui si discuteranno le norme sull'ICI.

Dà annunzio degli atti di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute del 28 maggio.

 

La seduta termina alle ore 19,23.

  

RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del presidente SCHIFANI

 

PRESIDENTE.La seduta è aperta (ore 17,06).

Si dia lettura del processo verbale.

 

BONFRISCO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 14 maggio.

 

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

 

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE.Avverto che nel corso della seduta odierna potranno essere effettuate votazioni qualificate mediante il procedimento elettronico.

Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal preavviso previsto dall'articolo 119, comma 1, del Regolamento (ore 17,08).

 

Sul 15° anniversario della strage di via dei Georgofili

PRESIDENTE. (Si leva in piedi e con lui tutta l'Assemblea). Onorevoli colleghi, ricorre oggi l'anniversario della strage di via dei Georgofili.

Questa mattina ho ricevuto la signora Giovanna Magiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage.

A lei, certo di aver interpretato in tal modo il sentimento di tutta l'Assemblea, ho espresso la solidarietà commossa del Senato, insieme con l'impegno a far sì che vengano reperite le risorse finanziarie necessarie ad assicurare un pronto ed adeguato risarcimento del danno alle vittime dei reati di tipo mafioso. Anche così ritengo si può contribuire a rafforzare la fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato.

 

Sul 50° anniversario di attività parlamentare del senatore di diritto e a vita Francesco Cossiga (ore 17,09)

PRESIDENTE. (Si leva in piedi). Onorevoli colleghi, festeggiamo oggi i cinquant'anni di attività parlamentare del nostro autorevole e stimato collega Francesco Cossiga, che nel 1958 - III legislatura - divenne deputato e dal 1983 senatore della Repubblica. La sua storia politica, iniziata già nel 1944 quando aderì alla Democrazia Cristiana, si caratterizza, come a tutti noto, per due elementi fondamentali: l'aver ricoperto, nessuno escluso - unico tra i politici italiani - i più prestigiosi incarichi di governo ed istituzionali, fino alla Presidenza del Senato e quindi all'elezione a Capo dello Stato; e l'essere stato tra i più giovani della storia repubblicana ad assumere la responsabilità di questi alti uffici.

In ogni fase della sua intensa attività pubblica, il legame con la propria terra e la propria gente, con la sua Sardegna, è stato un elemento di orgoglio, di riconoscimento ideale e di identità. Un legame così profondo che ha rappresentato per la stessa terra sarda un motivo di vanto ed ulteriore, preziosa conferma della ricchezza della sua storia, della antica bellezza della sua lingua, della sua letteratura, della sua tradizione giuridica e culturale. Di quello spirito alto, fiero e nobile, il senatore Cossiga è stato interprete fedele ed appassionato testimone in Italia e nel mondo.

Nel rivolgergli, a nome di tutta l'Assemblea, e mio personale, il più cordiale augurio per la felice ricorrenza, desidero al di là di ogni ulteriore nota biografica ricordare come nelle diverse circostanze che hanno segnato il suo impegno civile siano stati il «primato della politica» ed il «primato della coscienza» gli assi portanti della sua presenza nelle istituzioni.

Già in uno scritto del 1951 il senatore Cossiga - che di lì a poco avrebbe visto riconosciuto dalla comunità accademica il valore scientifico dei suoi studi - con chiarezza e lucidità preveggenti riconosceva nella «effettiva partecipazione della base popolare alla vita dello Stato (...) il supporto e l'anima» della democrazia. Nelle approfondite e densissime "Note sulla libertà d'espatrio e d'emigrazione" del 1953, considerava «ogni limitazione alla libertà personale» l'espressione di un rapporto tra «un interesse dell'ordinamento e 1'interesse dell'individuo». Il primato della politica era per lui, oggi come allora, l'espressione più alta di una tensione etica dell'agire civile al quale dovevano informarsi tanto i rappresentanti del popolo sovrano quanto gli stessi cittadini. Quel primato rappresenta il vincolo di reciprocità più forte tra eletto ed elettore, garanzia di tenuta dell'intero sistema di relazioni democratiche e civili.

Per il politico, però, il primato della coscienza rappresentava un qualcosa di più e per molti aspetti irrinunciabile: il pungolo ed il monito a non arretrare mai di fronte alla coerenza dei valori e dei principi condivisi. Il primato della coscienza è la costante di uomini ai quali il senatore Cossiga si è sempre dichiarato idealmente debitore: Tommaso Moro e il suo compagno di prigione John Fisher, il cardinale John Henry Newman, Antonio Rosmini, solo per citarne alcuni.

La libertà di coscienza nella sua riflessione e presenza parlamentare non è mai apparsa una scorciatoia imboccata per eludere i problemi nella loro immediata incidenza storica, bensì il criterio di giudizio - severo e rigoroso - di ogni scelta e di ogni iniziativa. Sembrano perfettamente consonanti le parole di quello che, a ragione, il teologo Bruno Forte addita come "l'avvocato della coscienza", Alfonso de Liguori: «la libertà è il requisito necessario della moralità». Una libertà indissolubilmente intrecciata con il senso di responsabilità verso gli uomini e verso il proprio Paese. Libertà e responsabilità da viversi nella testimonianza diretta e quotidiana, da non relegarsi a formule vuote solo dichiarate e non coerentemente realizzate.

Davvero nelle parole dei suoi interventi in Aula, che tutti noi colleghi abbiamo potuto ascoltare, e dove egli contribuisce nei momenti più significativi ad arricchire il dibattito politico, si percepisce quel senso del dovere etico e civile che rimane ancora oggi pratica concreta e vera di amore per le istituzioni.

La sincerità delle sue parole affiora in modo esemplare, a tratti commossi, quando il suo pensiero si rivolge ai nostri militari impegnati in missioni di pace all'estero. A loro si rivolge chiamandoli "nostri ragazzi" e loro, dalla sua voce e dalla sua tenace, fedele difesa, si sono sentiti sempre "figli della Patria", orgoglio di tutti noi e dell'Italia intera.

Grazie senatore Cossiga. Tanti cari e affettuosi auguri, Presidente! (Generali applausi).

Ha chiesto di parlare il senatore Cossiga. Ne ha facoltà.

COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Chiedo scusa, ma devo cambiare gli occhiali, perché se oggi compio cinquant'anni di vita parlamentare, il 26 luglio ne compio ottanta di età.

Signor Presidente, le sono grato per aver voluto che il Senato ricordasse che, il 26 maggio 1958, io entrai per la prima volta a far parte del Parlamento nazionale, essendo stato eletto alla Camera dei deputati per la circoscrizione della Sardegna, nelle liste della Democrazia Cristiana, cui ero già iscritto dall'età di 16 anni; e la ringrazio anche per le parole che ha voluto rivolgermi.

E così, in quell'ormai lontano giorno, entrai in un Parlamento nel quale dal Regno di Sardegna, al Regno d'Italia e poi alla Repubblica italiana, mi avevano preceduto altri sardi: il barone Giuseppe Manno, presidente del primo Senato di Torino, noto anche per aver votato scendendo dallo scanno perché temeva che la mozione a favore della politica estera di Cavour fosse bocciata; il reverendo Giovanni Spano, il reverendo Giorgio Asproni, radicale e repubblicano; Pasquale Umana, Francesco Cocco-Ortu, Emilio Lussu, Antonio Segni, Bobore Mannironi e Antonio Maxia. Un Parlamento che, da erede del Parlamento di Torino, molto deve, per la Costituzione e un regime rappresentativo, ai rivoluzionari sardo-piemontesi, tra i quali mi onoro di avere un mio avo, eroe del Risorgimento, don Efisio Tola, tenente della Brigata Cremona di stanza a Chambery, una delle tre capitali del piccolo Regno, fatto fucilare, per ordine di re Carlo Felice di Savoia, sugli spalti di quel castello insieme a granatieri, fanti e carabinieri, poi gettati in una fossa comune dal cui anonimato furono tratti per l'amore che nutriva per l'Italia un grande Presidente della Repubblica francese, François Mitterand, che nel cimitero di quella città fece erigere sulla fossa comune un monumento dedicato ai martiri e anche apporre una nobile targa in ricordo del mio antico prozio.

Mi trovai perciò, indegnamente, a sedere alla Camera dei deputati, insieme agli amici e maestri Giulio Andreotti e Aldo Moro, già personaggi eminenti, prima che nel nostro partito e nel Parlamento, nella FUCI, il movimento degli universitari cattolici italiani, di cui furono presidenti, che tanta parte ha avuto nella formazione culturale e politica della classe dirigente, politica ed amministrativa della gloriosa Prima Repubblica.

Nel 1983 fui eletto senatore ed entrai così a far parte di questo ramo del Parlamento dove non votai mai, perché fui eletto tosto Presidente del Senato.

Vi fu poi il settennale intermezzo della Presidenza della Repubblica, per me e per il Paese infausto e senza frutti, perché flagellato da una campagna di disprezzo, di calunnie e di denigrazioni, una sorta di damnatio memoriae in vita, condotta da uomini politici ed in particolare dalla stampa di un potente gruppo editoriale italiano sotto la guida di un presuntuoso voltagabbana (dal fascismo al razzismo e dal monarchismo al socialismo) e perciò squallido. Costui fu non amato «compagno di strada» del di lui ben più nobile Partito comunista italiano, ma, a dire il vero, non come invece lo fu il suo padrone, «compagno di strada» - per interesse materiale - non solo del Partito comunista italiano, ma anche dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e del KGB.

Parentesi infausta - dicevo - perché, per la prima volta, un Presidente della Repubblica fu offeso e vilipeso con epiteti ingiuriosi da cortei di massa, senza che mai la magistratura intervenisse, e per ben due volte si tentò di trascinarlo davanti alla Corte costituzionale in sede penale e dovette giustificare il suo operato davanti a Commissioni d'inchiesta e, cessato dalla carica, fu anche processato dal Tribunale dei ministri.

Con un senso di liberazione lasciai il Quirinale e, in data 28 aprile 1992, rientrai a far parte del Parlamento nazionale, la mia casa, in questo Senato, anche se solo in forza di una che considero anacronistica disposizione costituzionale.

Ebbi l'onore di collaborare con Giovanni Leone, Mariano Rumor, Carlo Donat-Cattin; con Amintore Fanfani, Paolo Emilio Taviani, Benigno Zaccagnini e Ciriaco De Mita, leader preminenti di quel grande partito di popolo che fu la Democrazia Cristiana, la cui storia di servizio al Paese e alla democrazia è consegnata allo storia e non può certo essere infangata da qualche magistratuncolo - come si tentò di fare - o da qualche registucolo, inopinatamente premiato da chi può essere anche nostra consorella, ma certo non benevola amica: la Nazione latina d'oltralpe.

Fu per me un onore sedere in Parlamento accanto a Palmiro Togliatti, il grande leader politico del «partito nuovo», che studiò, tra l'altro, nel mio stesso liceo, abitò lungamente nella mia città e - guarda caso - fu ospite nella casa della mia bisnonna, che - come lui stesso mi raccontava - era tanto buona che, poiché erano poveri, li invitava ogni giorno da lei. Palmiro Togliatti che, insieme ad Alcide De Gasperi, preservò l'Italia da una guerra civile devastante, dopo che il nostro Paese aveva combattuto contro i tedeschi invasori quella grande guerra patriottica che fu la Resistenza, anche fermando quella guerra civile e di classe che, in nome di una irreale visione della posizione dell'Italia, di tante vittime fu causa, non solo ex appartenenti alla Repubblica Sociale Italiana, ma anche antifascisti, partigiani, militari del Regno del Sud, preti seminaristi, ragazzi del movimento cattolico, che furono uccisi in nome di un'utopia che poi, in nome di una Resistenza tradita ed incompiuta, generò, negli anni Settanta e Ottanta, la lotta armata.

Fu per me un onore anche sedere accanto ad Amendola, Natta, Longo, Pajetta e poi Berlinguer, Cossutta e Napolitano; accanto a Pietro Nenni, a Giuseppe Saragat, a Randolfo Pacciardi, a Ugo La Malfa e Oronzo Reale, a Giovanni Malagodi e anche a Giorgio Almirante, cui l'Italia molto deve perché, attraverso la parlamentarizzazione dei giovani di Salò, come li chiamò giustamente l'amico Violante, avviò il processo di inserimento nella democrazia di coloro che erano stati fascisti o militanti nella Repubblica di Salò.

Tale processo fu iniziato a sinistra grazie alla larga (e di grande respiro) amnistia concessa da Palmiro Togliatti, guardasigilli dell'epoca, contestato duramente dal suo stesso partito, per i reati commessi durante la Resistenza da partigiani, ma anche da membri delle Forze armate della Repubblica Sociale Italiana. Ciò che poi portò all'adesione di massa di ex militari della Repubblica Sociale Italiana al Partito comunista italiano in numeri che superano, come scrissero gli storici comunisti, 36.000 appartenenti.

E voglio ricordare che ebbi l'onore di sedere accanto ai rappresentanti delle minoranze nazionali: da Severino Craveri, grande leader valdostano, a Toni Ebner, a Roland Ritz e a Karl Mitterdorfer, asso della Luftwaffe, difensore di Düsseldorf da attacchi aerei terroristici - ahimè! - da parte degli Alleati, tedeschi del Tirolo del Sud, che con la loro prudenza e saggezza contribuirono a collocare la loro Nazione, parte culturalmente della grande Nazione germanica e storicamente della Nazione austro-tedesca, accanto a quella italiana, di lingua francese e slovena, nel quadro unitario e democratico della Repubblica italiana.

E fu per me un onore immenso far parte di queste Camere del Parlamento nazionale, di quel sovrano legale da cui ogni legittimo potere civile, militare, giudiziario deriva, come affermò in un grande discorso Palmiro Togliatti nell'Aula della Costituente, quando prese la parola per opporsi a che l'ordine giudiziario fosse chiamato potere giudiziario, affermando che potere non poteva essere perché emanava da un concorso e non dalla sovranità popolare. Ché quando il fascismo volle spazzare via la democrazia rappresentativa e il regime di libertà spazzò via il Parlamento con le leggi del 1926 ed i partiti, non le Forze armate, non la Polizia e neanche la magistratura, che di fatto aderì nella quasi totalità al regime, mandando in galera Pajetta, Terracini, De Gasperi, Lussu, Amendola e tanti altri ancora.

Perché mai nella storia né giudici né Corti costituzionali, dall'Austria alla Repubblica di Weimar, furono di ostacolo all'avvento delle dittature - giammai! - cui si opposero o tentarono di opporsi, invece, solo i liberi Parlamenti.

La generazione della Prima Repubblica, che non ha lasciato eredi, se non qualcuno nel Partito Democratico, nell'Unione di Centro e in Alleanza Nazionale, ha passato la mano ad una nuova generazione: quella dei Berlusconi, dei Bossi, dei Veltroni, dei Fini e dei Di Pietro.

Non siedono più in Parlamento i grandi partiti popolari: la Democrazia Cristiana, il Partito comunista italiano e il Partito socialista italiano che, insieme ad antichi partiti democratici quali il Partito repubblicano e il Partito liberale, insieme all'allora piccolo ma, come già dissi, di grande utilità per lo stabilimento di un regime democratico partecipato da tutti gli italiani, il Movimento Sociale Italiano, radicarono la democrazia e il regime delle libertà nel nostro Paese.

Certo - e non è falsa modestia, perché chi mi conosce sa che modesto certo non sono, anzi piuttosto presuntuoso, almeno intellettualmente - non grande è stato il mio contributo alla vita e alla storia del Parlamento e delle istituzioni repubblicane, anche perché io non godevo e non godo certo dell'autorità intellettuale di un Einaudi o di un Segni o di un Leone, di un prestigio politico quale quello di Gronchi, di Saragat e di Pertini o dell'altissima autorevolezza e prestigio morale di Scalfaro e di Ciampi, ed oggi con una fortunata sintesi goduto dal presidente e mio collega Giorgio Napolitano. Sono passati i tempi in cui Giorgio Napolitano ed io apparimmo in televisione, in una trasmissione intitolata «La politica dei giovani»; quando incontro Giorgio Napolitano non abbiamo il coraggio di riguardare la cassetta.

Molte le accuse che mi sono state rivolte, come quella di aver concorso a costituire bande armate. Certo, sono stato giudicato dal Tribunale dei ministri per formazione di banda armata e attentato alla sicurezza dello Stato, reati per cui in tempo di guerra è prevista la pena di morte con fucilazione alle spalle. Sono stato accusato di essere stato un favoreggiatore di terroristi per solidarietà con un compagno di partito e, infine, tesi avvalorata dall'attuale Ministro dell'interno, di aver complottato con i commandos della Marina militare, cui appartengo da ufficiale di complemento a titolo onorifico. Mai, neanche dall'avventuriero fascismo giudiziario, fui accusato di essere un ladro o un malversatore o comunque uno che ha approfittato delle numerose, anche se solo quasi per caso, cariche ricoperte. Quello che posso dire è che sono entrato al Palazzo del Viminale più ricco di quanto ne sia uscito; sono entrato a Palazzo Chigi più ricco di quanto ne sia uscito; sono entrato al Quirinale più ricco di quanto ne sia uscito. E ho collaborato a falcidiare le mie proprietà, dopo che già erano state colpite dalla riforma agraria, votando a favore, con un appassionato discorso, della riforma dei contratti agrari. Ricordo che la mia grande povera sorella, che non c'è più, quando la sera andai a cena da lei mi fece trovare sotto il tovagliolo, che come in tutte le case del Meridione e delle Isole stava sul tavolo, il conto esatto di quanto io le avevo fatto perdere.

Sono certo che, abbattuta la Prima gloriosa Repubblica per grandi fatti epocali la cui origine costituisce ancora un quasi mistero, terminato senza successo il tentativo di instaurare una Seconda Repubblica, con sagge ed appropriate riforme, nel quadro dei principi fondamentali della Costituzione del 1948, questo Senato e il Parlamento intero riusciranno ad instaurare la Terza Repubblica.

Questo è il mio augurio. Questo, a mio avviso, deve essere l'impegno del Senato e della Camera dei deputati e per quel che posso, e certo, penso per non molto tempo ancora, sarà, se pur modesto, anche il mio impegno. (Generali applausi. Congratulazioni).

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, a nome mio e del Gruppo che ho l'onore di presiedere, anche grazie al presidente Cossiga, voglio associarmi alle sue parole nei confronti di un uomo che con la sua attività politica, parlamentare ed istituzionale rappresenta una parte importante della nostra vita repubblicana.

Credo di poter dire che per tantissime italiane e italiani il presidente Cossiga è un esempio e le sue opinioni, anche quando non condivise o scomode, stimolano in profondità il dibattito giuridico, politico e culturale del nostro Paese. Per noi giovani, poi, rappresenta un modello di impegno politico ed istituzionale e ci consegna quotidianamente una semplice ed importante lezione: mai fermarsi alla superficie delle cose, leggere i fatti sempre, anche quando sono scomodi, e avere il coraggio di dire ciò che si pensa.

Per noi democristiani, poi, il presidente Cossiga è un particolare motivo di orgoglio, anche per quel sottile gusto dell'invettiva, che ci è mancato in passato e che forse, insieme ad una maggiore dose di coraggio, ci avrebbe consentito di cambiare un po' il corso della nostra storia.

Un ringraziamento particolare, signor Presidente, da parte dei colleghi sudtirolesi e valdostani per le parole di apprezzamento e di stima e per il lavoro al servizio delle autonomie speciali e delle minoranze linguistiche che lei ha svolto e svolge nella sua attività parlamentare. Se mi è consentito, un ringraziamento personale anche per aver scoperto in queste settimane un antico legame di consuetudine familiare che mi rende ancor più felice di farle oggi a nome del Gruppo e mio personale tanti auguri per la sua attività parlamentare, che ci auguriamo sia ancora più lunga di quella che lei non abbia già svolto. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, IdV e PD).

BODEGA (LNP). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BODEGA (LNP). Signor Presidente, mezzo secolo di vita parlamentare per il presidente emerito, senatore Francesco Cossiga, e che vita, è il caso di dire, ripensando alla sua irripetibile biografia, che ha attraversato i fenomeni ed i momenti più alti e più drammatici della metà del secolo scorso: lo ha ricordato molto bene nell'intervento il Presidente emerito.

Tracciare il profilo del senatore Cossiga è compito arduo, specie se in poche parole si avesse la presunzione di richiamare i mille salienti episodi che lo hanno visto protagonista: dagli incarichi di Governo più prestigiosi, sino alla Presidenza del Consiglio ed al Quirinale, del quale è stato un degnissimo, anche se discusso, inquilino. Ma forse, anche per la memoria di questi giorni, vale la pena di ricordare il suo dramma umano e politico consumato con il rapimento e l'assassinio del presidente della Democrazia Cristiana - il suo partito - Aldo Moro. Spesso, con disperata commozione, il senatore Cossiga ricorda quei giorni nei quali i sentimenti umani più nobili furono costretti a fare i conti con la ragion di Stato.

Ma ricordiamo soprattutto, chi come me e come tanti di noi è di un'altra generazione, il suo modo unico di interpretare il ruolo del politico a tutto campo; uno dei pochi della cosiddetta Prima Repubblica che, dall'alto dello scranno del Quirinale, ha cominciato a capire che questo sistema non funzionava più così come era stato concepito. Il suo modo pronto a staffilare chiunque, amico o avversario che fosse, e pronto anche a cambiare opinioni, come capita a chi ha avuto in dono un'intelligenza di primo ordine.

Siamo certi che il contributo del senatore Cossiga continuerà ad essere di sicura qualità, di altrettanta chiarezza ed autenticità, perché Francesco Cossiga insegna a tutti noi cosa significa essere uomini liberi e voi sapete quanto la libertà di espressione sia cara al nostro movimento. Ad multos annos, senatore. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).

ZANDA (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

ZANDA (PD). Signor presidente Schifani, la sua decisione di celebrare i cinquant'anni di impegno parlamentare del senatore Cossiga ha un rilievo particolare: segna un omaggio doveroso della nostra Assemblea ad uno dei suoi componenti più illustri, ma offre anche a tutti noi la possibilità di svolgere qualche considerazione, che troverebbe altrimenti difficile ospitalità nei nostri dibattiti.

Vorrei far conoscere al presidente Cossiga il sentimento molto particolare con il quale molti di noi ascoltano i suoi interventi. Ammiriamo la sua cultura, la precisione straordinaria con cui ricorda la nostra storia (ne abbiamo avuto un esempio poco fa), la lucidità della sua analisi politica, l'efficacia laser e la tempestività con cui riesce a definire il suo pensiero. Conosciamo anche il suo spirito democratico e la sua lealtà verso le istituzioni repubblicane; ma c'è di più. Molti di noi nascondono un'invidia positiva, un'invidia rivelatrice, per la libertà e l'indipendenza con la quale il presidente Cossiga manifesta le sue posizioni politiche, mai cedendo alla retorica o a quella genericità verso la quale noi, purtroppo, tanto spesso, per calcolata prudenza o per vizio di conformismo, rischiamo di scivolare. Il presidente Cossiga ha deciso di privilegiare la verità e ci ha abituati a sentirgli dire quello che pensa: per questo suo stile dobbiamo ringraziarlo particolarmente, perché ci ricorda che nessun Paese può andare lontano se i suoi leader non esprimono le loro posizioni in modo franco e leale.

Agli auguri dei senatori del Partito Democratico voglio aggiungere i miei auguri personali, e spero che i colleghi senatori mi consentiranno di farlo, perché risale agli inizi degli anni Settanta la mia prima collaborazione con Francesco Cossiga, allora ministro per la riforma della pubblica amministrazione; una collaborazione poi proseguita al Ministero dell'interno e alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Sono stati tempi duri, di decisioni difficili, alcune delle quali anche molto dolorose. Ebbene, da Ministro dell'interno e da Presidente del Consiglio, Francesco Cossiga ha dato prova di possedere sia la necessaria sensibilità politica sia quelle doti di uomo di Stato e di uomo dello Stato senza le quali mai dovrebbe essere possibile governare le istituzioni.

Adesso, dopo quasi trent'anni nei quali, sempre per scelta democratica del Parlamento, il presidente Cossiga, cattolico liberale, ha rivestito le più alte cariche della nostra Repubblica, è per me motivo di grande onore poter sedere con lui nei banchi del Senato. Ma ricordare i cinquant'anni della sua vita parlamentare, così lunga e tanto ricca ed interessante, mi porta ad una riflessione di carattere più generale - non me ne voglia, Presidente - su questa nostra Italia che da troppo tempo si è come rassegnata a trascurare quei cittadini che più hanno vissuto e quindi più possono dare, che non investe più né sugli anziani né sui giovani.

È così che il Paese va verso il declino: se è un delitto, signori senatori, non aiutare i giovani nelle cui mani è riposto il nostro avvenire, altrettanto grave è non sentire il bisogno di valorizzare adeguatamente quel patrimonio di conoscenze, di esperienze, di equilibrio, di saggezza, di cui è portatore chi non è più giovane.

L'esempio del presidente Cossiga, la qualità e lo straordinario rilievo del suo apporto intellettuale alla vita politica e culturale del nostro Paese, ci ricordano che abbiamo il dovere di restituire a tutti i cittadini che non sono più giovani quel ruolo sociale e culturale cui hanno diritto e di cui noi abbiamo un grandissimo bisogno. Auguri carissimi, presidente Cossiga. (Applausi dai Gruppi Pd, IdV, UDC-SVP-Aut, PdL e LNP).

GASPARRI (PdL). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

GASPARRI (PdL). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor presidente Cossiga, a nome del Gruppo del Popolo della Libertà mi associo ai voti augurali che tutti le rivolgono oggi in quest'Aula, sottolineando il ruolo prezioso e fondamentale che lei ha svolto nella ormai lunga ma ancora aperta al futuro esperienza politica da protagonista di primo piano. Del resto, le sue parole, i riferimenti, le citazioni, gli intrecci da lei richiamati hanno messo ancora una volta di più in risalto l'importanza del suo ruolo.

Voglio oggi sottolineare in quest'Aula il ruolo di Cossiga, espressione di nuove generazioni. Lei, Presidente, ha prima ricordato che fra qualche settimana compirà 80 anni e i 50 anni di impegno in politica dimostrano che, in un'epoca ormai non vicinissima, lei è stato un esponente di nuove generazioni che all'età di 30 anni si accingevano a dare un contributo importante alla vita politica e istituzionale. Oggi, mentre si parla molto della necessità di un rinnovamento generazionale, ciò dimostra che in epoche ormai non vicine nuove generazioni ebbero la possibilità di cimentarsi e di essere in prima linea nell'azione politica.

Voglio ricordare anche Cossiga ministro dell'interno - esperienza che ho vissuto da militante politico - il quale con fatica, con sofferenza, assunse decisioni talvolta dolorose in un momento in cui bisognava arginare uno scontro nelle piazze; che, nell'epoca successiva al '68, in quel '77 che fu anno di grandi sconvolgimenti nella vita italiana seppe assumersi responsabilità difficili, a volte non comprese, molte volte criticate da destra o da sinistra, ma che - rilette a trent'anni di distanza - diedero un contributo importante alla difesa della legalità repubblicana e dell'ordine nella nostra Nazione.

Voglio anche ricordare il Cossiga ministro dell'interno che nel 1978 - domani si ricorderà in quest'Aula Aldo Moro - si fece carico di responsabilità che certamente non erano sue, ma con le dimissioni - atto raro in Italia, cui il presidente Cossiga ha fatto ricorso più volte nella sua esperienza politica - con un gesto che ebbe un valore simbolico, in qualche modo sottolineò la drammaticità di quei momenti più volte ricordati in questi giorni in cui ricorre il trentennale dell'eccidio di Moro e della sua scorta. Tutti ricordiamo il senso dello Stato, la sofferenza con cui il presidente Cossiga affrontò quel momento drammatico della vita italiana.

Ricordiamo poi Cossiga presidente del Senato. Ricordiamo Cossiga - lo ha detto lui stesso, e lo ringrazio personalmente - come l'uomo del dialogo che, a sinistra come a destra, diede un contributo essenziale al processo di legittimazione democratica che oggi possiamo dire definitivamente compiuto e che deve molto all'opera del politico Cossiga che ringrazio sentitamente per le parole che pronunciò, per gli atteggiamenti che assunse, anche negli anni del Quirinale.

Caro Presidente, in uno dei suoi articoli, in una delle sue considerazioni, nel ricordare i 50 anni di vita parlamentare, ha detto di mettere tra parentesi il settennato del Quirinale. Credo che questa sia stata un po' una civetteria per farsi dire pubblicamente che in quegli anni e soprattutto nella parte finale del suo mandato il suo coraggio nel parlare, il suo "piccone" diedero un contributo importante all'avvio di una stagione di rinnovamento. In quello che fu un altro difficile momento di passaggio della vita repubblicana, con le sue parole, il suo "piccone", il suo spirito iconoclasta, che ogni giorno faceva sobbalzare nei palazzi della politica e nelle redazioni dei giornali i parlamentari, i ministri, i giornalisti pronti a smontare le prime pagine dei quotidiani per dare il giusto risalto alle sue affermazioni forti e vigorose, lei, avvertendo l'incedere dei tempi, ha dato un contributo essenziale al rinnovamento della politica che noi ci auguriamo, proprio in questa legislatura, con un bipolarismo maturo, sappia vivere un momento importante di antagonismo democratico, ma di civiltà del confronto alla quale lei ha fatto sempre riferimento.

In queste vesti molteplici voglio ringraziarla per alcune citazioni e alcuni riferimenti. Lei ha ricordato il suo rapporto con Giorgio Almirante, di cui quest'anno ricorre il ventennale della morte. In una fase non facile della vita politica lei seppe sempre coltivare la civiltà del dialogo e del rispetto, aprendo la strada ad una stagione di democrazia più matura e avanzata.

La ringraziamo anche per questo e anche per ciò che di tanto in tanto leggiamo sui giornali, nei suoi articoli, nelle sue considerazioni, nei suoi interventi e in quelli del suo collega Franco Mauri, la cui persona uniamo nel saluto, ringraziandola per ciò che ancora ci regalerà e per quello che ci saprà insegnare in quest'Aula del Senato, in tutti i giorni della democrazia italiana che molto deve a lei. Grazie, presidente Cossiga. (Applausi dai Gruppi PdL, LNP e dei senatori Baio e Marini).

GIOVANARDI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

GIOVANARDI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, intervengo per associarmi, personalmente e a nome del Governo tutto, a questi auguri affettuosi al senatore Cossiga.

Cinquant'anni di Parlamento, cinquant'anni di storia italiana, cinquant'anni da protagonista: forse il senatore Cossiga è un po' sorpreso - mi permetto di interpretare così la sua espressione - per gli applausi che hanno accolto il suo intervento in tutti i settori dell'Aula. Questa unanimità permane anche sulle parole molto serie e molto severe che ha pronunciato come protagonista della storia, ma anche come uomo che all'interno delle istituzioni ha saputo vedere sia le cose buone sia quelle che negli anni hanno avvelenato la vita politica italiana e non sempre sono state superate.

Quante vicende! Ne ricordo solo una, perché mi è rimasta vivida nella memoria: quell'agosto del 1980 - ero consigliere regionale - in piazza, a Bologna, dopo la strage della stazione, ricordo il dramma personale di tutti coloro che nella loro responsabilità di Governo - Cossiga era presidente del Consiglio - avevano patito quell'atto terribile. Ricordo anche quell'attitudine tutta italiana - che, ahimè, continua ancora - di prendersela non con i responsabili, con quelli cioè che commettono le stragi e gli omicidi, ma soprattutto con coloro che, stando al Governo e cercando di contrastarli, si vedono addossate responsabilità che non sono loro. Quante responsabilità sono state addossate e quante ce ne ha ricordate il senatore Cossiga!

Eppure le cose che ha detto sono assolutamente sagge e condivisibili: una su tutte, la centralità del Parlamento, che raramente viene ricordata in questo Paese, come sede della sovranità popolare e unico luogo nel quale davvero si esprime la democrazia. Parlamento troppe volte aggredito storicamente da altri poteri o da altri ordini (chiamiamoli come vogliamo), che anche oggi - ahimè, basta sfogliare i giornali - viene molte volte contestato nella sua funzione essenziale, svilito, svillaneggiato.

Ma nella storia, nella piccola storia d'Italia che ci ha tracciato, quanti grandi personaggi ha citato il presidente Cossiga, quanti giganti della storia, e come sicuramente è stato notato da tutti, dall'estrema sinistra all'estrema destra; quante lotte, quanti contrasti veri, quante visioni diverse in politica estera, quante visioni della società diametralmente opposte, ma quanta civiltà in Parlamento, da Togliatti ad Almirante, ai leader repubblicani, liberali, socialisti, democratici cristiani, nel rispetto reciproco, sia pure nella diversità delle posizioni.

È stata una piccola lezione di storia e di saggezza: spero, presidente Cossiga, che, oltre agli applausi di tutti i senatori e - immagino - anche di tutti i deputati, ci sia anche la convinzione di seguirla in alcune delle indicazioni che ci ha dato per il passato e che vanno trasferite nel futuro. (Applausi dal Gruppo PdL).

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(686) Conversione in legge del decreto-legge 1° aprile 2008, n. 49, recante misure urgenti volte ad assicurare la segretezza della espressione del voto nelle consultazioni elettorali e referendarie (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 17,50)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 686, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il relatore, senatore Malan, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

MALAN, relatore. Signor Presidente, il decreto-legge di cui ci occupiamo, emanato 1° aprile, è quello che ha introdotto il divieto di portare in cabina elettorale telefonini cellulari o altre apparecchiature atte a fotografare o registrare immagini.

Il decreto prevede anche che il Presidente, all'atto di consegnargli la scheda e la matita, ricordi quest'obbligo all'elettore, invitandolo a consegnare al personale impiegato nel seggio eventuali apparecchi di questo genere. Inoltre, prevede ovviamente che questi apparecchi vengano custoditi e restituiti all'elettore dopo il voto e che, per chiunque contravvenga a questo divieto, vi siano l'arresto da tre a sei mesi e l'ammenda da 300 a 1.000 euro.

Evidentemente la norma è dettata dall'allarme suscitato nell'imminenza delle elezioni, dalla possibilità che alcuni elettori usino questi strumenti per rendere non più segreto il loro voto e di conseguenza per fare degli usi certamente proibiti dalla legge e in particolare dalla Costituzione, come, ad esempio, praticare la vendita di voti o subire un'imposizione da parte di qualcuno che con la forza, con minacce, con lusinghe, con pagamenti possa richiedere a qualcun altro di votare in un certo modo e di portargliene la prova.

Presidenza della vice presidente BONINO (ore 17,53)

 

(Segue MALAN, relatore). D'altra parte, si è avuta notizia, sia prima sia dopo le elezioni, di casi in cui questo è effettivamente avvenuto (per la verità si è parlato di casi avvenuti prima delle scorse elezioni) e pertanto è stato certamente un atto opportuno da parte del Governo Prodi l'aver emanato questo decreto.

La data del decreto stesso, il 1° aprile e cioè a meno di due settimane dalle elezioni, testimonia essa stessa l'urgenza. Quanto alla necessità, essa è evidente. Giustamente, la premessa al decreto-legge cita, accanto agli articoli 77 e 87 della Costituzione (quelli che disciplinano il decreto-legge e i poteri del Capo dello Stato per quanto riguarda la sua autorizzazione a presentare tale forma di norme), anche il secondo comma dell'articolo 48 della Costituzione, che per l'appunto prescrive che il voto debba essere personale ed eguale, libero e segreto. Se viene meno la segretezza del voto, tendono a venir meno anche le altre tre caratteristiche dettate dalla Costituzione: infatti, se il voto non è segreto può non essere più libero e se non è libero di fatto non è più personale, non è più nella disponibilità del singolo elettore, che può trovarsi costretto a cedere, sostanzialmente, la possibilità di votare, attraverso un voto obbligato e controllato, ad altre persone, il cui voto finisce per non essere eguale a quello degli altri, perché ne controllano un numero maggiore.

Vorrei aggiungere ancora un aspetto dal punto di vista costituzionale. È evidente che un decreto-legge in materia elettorale non potrebbe essere emanato se riguardasse i meccanismi attraverso i quali i voti vengono trasformati in seggi o in maggioranze o in elezione di singoli candidati: in questo caso si tratta di un aspetto per un verso organizzativo e per un altro di tutela di uno dei requisiti essenziali del voto finalizzato ad una emergenza che si è venuta a creare, o meglio che è venuta ad essere percepita, nell'imminenza delle elezioni.

Un altro aspetto che val la pena ricordare è che questa norma, che forse sarebbe stato meglio introdurre nell'ambito del Testo unico per le elezioni della Camera dei deputati - che costituisce sostanzialmente un testo base per tutte le elezioni per le norme che non riguardano i singoli aspetti delle elezioni di altri livelli - è stata formulata come a sé stante proprio perché riguarda tutte le elezioni, incluso il referendum, e dunque anche le elezioni regionali che, sulla base della nuova formulazione approvata nel 1999 dell'articolo 122 della Costituzione, dovrebbero essere competenza regionale. Trattasi però di un aspetto di carattere generale, della tutela di un aspetto costituzionale particolarmente delicato e fondamentale per la garanzia di tutte le altre elezioni che il Governo ha ritenuto essere nelle proprie competenze, citando espressamente la lettera l) del secondo comma dell'articolo 117 della Costituzione e cioè la competenza statale sulle norme di carattere penale.

Un'ultima considerazione in ordine all'efficacia di questo provvedimento: certamente è stato efficace; ha rappresentato certamente un forte deterrente nei confronti di coloro che intendevano usare il sistema di fotografare la scheda una volta votata e poi farne un uso non positivo.

Il provvedimento però non esclude completamente quello stesso o altri modi di violare la segretezza del voto, dato che non prevede norme che possano consentire maggiori indagini sulla presenza di questi strumenti, che ormai possono essere molto piccoli e possono essere usati di conseguenza in cabina con una certa facilità. Inoltre, non sono previste altre forme di controllo del voto che sono state praticate: è di questi giorni la testimonianza di un caso particolare di vendita di voti che veniva praticata scrivendo in un certo modo il nome della persona alla quale si attribuiva la preferenza, che era la persona che pagava i voti, dando prova così di avere votato in una certa maniera. Si dovrà studiare un sistema per ridurre ulteriormente la possibilità di violare il segreto del voto; a questo proposito, per inciso, osservo anche che per le elezioni degli italiani all'estero la tutela della segretezza manca del tutto a causa del meccanismo di voto via posta che è stato scelto.

In ogni caso, questo provvedimento è sicuramente un passo positivo che andrà confermato in Senato, come già è avvenuto nell'altro ramo del Parlamento, anche se la materia andrà riesaminata allo scopo di rendere lo sforzo di tutela della segretezza del voto pienamente efficace.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

Ricordo che i tempi sono stati ripartiti tra i Gruppi.

È iscritta a parlare la senatrice Incostante per 16 minuti. Ne ha facoltà. (Brusìo).

Colleghi, scusate, il livello del brusìo è pericolosamente alto.

INCOSTANTE (PD). Signor Presidente, la ringrazio e tranquillizzo i colleghi perché non utilizzerò tutto il tempo che ho a disposizione, anche perché i provvedimenti che devono essere convertiti in legge li abbiamo esaminati proprio oggi in Commissione affari costituzionali.

In particolare, mi soffermerò sul provvedimento che riguarda le disposizioni attinenti alla segretezza del voto. È evidente, signor Presidente, colleghi, che esso contiene in se tutti i presupposti della necessità e dell'urgenza. È abbastanza ovvio che esso sia stato adottato prima, o meglio nell'imminenza delle consultazioni elettorali e che pertanto si richiami espressamente ai presupposti previsti dall'articolo 77 della Costituzione.

Il provvedimento in esame interviene su un fenomeno che, come abbiamo potuto constatare, negli ultimi anni si era sempre più esteso e che non può non destare preoccupazione. Il voto infatti deve essere, come prescrive la nostra Costituzione all'articolo 48, eguale, libero e segreto. Questa previsione costituzionale era sicuramente esposta a violazione dato che, molto spesso, non solo le cronache giornalistiche ma anche moltissime indagini giudiziarie ci hanno mostrato come ci siano stati fenomeni di condizionamento del voto stesso e, soprattutto, come esso possa essere controllato proprio perché esistono tecnologie tali che consentono la possibilità di controllo nell'espressione del voto in violazione quindi delle suddette previsioni costituzionali e del dovere civico come lo definisce la nostra Costituzione, per quanto riguarda l'esercizio da parte dei cittadini.

Questo provvedimento, adottato dal precedente Governo, trova in sé tutti i presupposti necessari, come ho già dichiarato. Vorrei invitare ancora a riflettere non soltanto in termini di urgenza e necessità, per mettere a punto una normativa anche più stringente per affrontare questi aspetti. Infatti sappiamo che ciò avviene in molte Regioni dove non si può dire che il voto sia veramente libero, anzi, in alcuni casi nella sua espressione esiste un forte condizionamento di associazioni criminali e malavitose e si sono registrati, appunto, fenomeni di voto di scambio non solo acclarati dalle cronache giornalistiche, ma anche da molte indagini giudiziarie.

Pertanto, non solo in quanto ricorrono i presupposti di necessità e urgenza costituzionalmente previsti, ma anche con riferimento al merito dello stesso provvedimento, esprimo sicuramente un parere favorevole. Il Gruppo al quale appartengo avrà comunque modo di intervenire a tal riguardo in sede di dichiarazione di voto. (Applausi dal Gruppo PD).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pardi. Ne ha facoltà per 13 minuti.

PARDI (IdV). Signor Presidente, non abuserò del tempo a mia disposizione. Dopo aver ascoltato quanto detto dai colleghi, mi resta davvero pochissimo da aggiungere, se non una considerazione sulla necessità di conversione del decreto-legge nostro esame. Vorrei svolgere in primo luogo un'osservazione empirica: sarebbe interessante che il Governo ci informasse sull'entità materiale del fenomeno: sappiamo che c'è stato, ma non ne conosciamo la configurazione. Potrebbe essere utile sapere quanto è stato vasto e come è stato colpito, fondamentalmente per tenere sotto controllo il processo che determina il fenomeno del voto di scambio.

Sull'aspetto relativo alla segretezza, il futuro - un futuro che a me pare temibile - la questione che potrebbe risultare più interessante è quella di una sua eventuale combinazione con il voto elettronico. I mezzi elettronici privati possono rappresentare un mezzo di controllo del voto di scambio, ma il voto elettronico rischia di tradursi in un metodo di falsificazione sistematica del voto. Quindi, si dovrebbero progettare con grande cura eventuali proiezioni in questa direzione.

Non aggiungo nulla sulla questione della tematica elettorale affrontata con decretazione d'urgenza in quanto è un argomento già menzionato dai colleghi, limitandomi a dire che l'Italia dei Valori è certamente favorevole alla conversione in legge del decreto-legge al nostro esame.

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ceccanti. Ne ha facoltà.

CECCANTI (PD). Signor Presidente, vorrei svolgere un breve intervento affrontando quattro punti. Il primo è sul ricorso alla decretazione in materia elettorale: poiché in questo caso si va ad incidere su un aspetto delicato dei nostri assetti costituzionali è bene che risultino precedenti chiari rispetto a cosa si fa e a cosa non si può fare. Si è sempre ritenuto che in materia elettorale in senso stretto, per ciò che attiene dunque la formula elettorale e il meccanismo di trasformazione dei voti in seggi, non si possa procedere attraverso lo strumento del decreto-legge: questo in base all'interpretazione dell'articolo 72, quarto comma, della Costituzione, sulle materie coperte da riserva di Assemblea, limite che è stato poi codificato nella legge n. 400 del 1988, articolo 15, comma 2, lettera b).

Èbene che questo limite resti e che lo si ribadisca anche nel momento in cui si dà il via libera ad un decreto-legge, che non riguarda la formula elettorale - lo ripeto, materia inibita - ma la legislazione elettorale di contorno e dunque tutto ciò che non è strettamente legato alla trasformazione dei voti in seggi.

Il fatto che non si sia nell'ambito della formula elettorale ma della legislazione elettorale di contorno, non vuol dire però che si sia in un ambito irrilevante o secondario rispetto alla formula elettorale. Infatti, come sostiene il professor Enrico Grosso, nel più recente commento all'articolo 48 della Costituzione, la legislazione elettorale di contorno è costituzionalmente obbligatoria e di particolare rilievo complessivo per il rispetto dei princìpi dell'ordinamento.

Il secondo punto è stato già in parte accennato dal collega Malan. I quattro aggettivi con i quali l'articolo 48 della Costituzione definisce il voto si richiamano a vicenda: personale ed uguale, libero e segreto. Vanno quindi interpretati in modo circolare. La segretezza è la prima garanzia per la libertà del voto, libertà dal controllo sociale anche al di là della volontà specifica dell'elettore.

Infatti, nella nostra legislazione elettorale di contorno sono cinque le garanzie principali: la previsione di una scheda di Stato, che lo Stato quindi stampa secondo determinate caratteristiche (articolo 31 del Testo unico della Camera dei deputati); la previsione di una cabina elettorale dove votare segretamente (articolo 58 della citata normativa); la punizione del presidente del seggio o di chiunque impedisca l'ingresso dell'elettore nella cabina (articolo 111); il divieto di voto palese o l'esibizione della scheda o di segni di riconoscimento (articoli 58, 62 e 70); il numero minimo di elettori, che deve essere sufficientemente elevato per impedire la riconoscibilità del voto, come previsto dall'articolo 34 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, Tale ulteriore garanzia si inserisce nel quadro di garanzie che non vanno mai diminuite, ma vanno sempre preservate e, caso mai, aggiornate.

Il terzo punto è rappresentato dall'applicabilità a tutte le consultazioni. Non può esserci dubbio - come ha già accennato il collega Malan - sul fatto che sia applicabile anche alle elezioni regionali. (Brusìo).

 

PRESIDENTE. Onorevole colleghi, credo sia veramente difficile riuscire ad ascoltare il senatore Ceccanti sia per il relatore, che per il rappresentante del Governo e per noi tutti. Vi invito, dunque, a fare silenzio.

 

CECCANTI (PD). Infatti, l'articolo 122, della Costituzione, al primo comma, come novellato dalla legge costituzionale n. 1 del 1999, stabilisce che in materia elettorale le Regioni hanno competenza, ma nell'ambito dei princìpi stabiliti con legge dello Stato. Di conseguenza, in questo caso siamo in presenza di una normativa che rientra a pieno titolo perché vi è applicazione diretta dell'articolo 48 della Costituzione; del resto, l'articolo 117, secondo comma, lettera l), stabilisce che in materia penale l'intervento dello Stato è esclusivo.

Al quarto ed ultimo punto, vorrei non dimenticassimo anche un altro aspetto già accennato dal collega Malan. Mi riferisco al fatto che altre parti della segretezza del voto vanno tutelate in altre normative e pongono problemi de iure condendo. Il primo è quello già segnalato rispetto al voto all'estero. Nel voto all'estero la segretezza del voto è garantita oggettivamente, ma non soggettivamente e, quindi, non è garantita anche contro la volontà dell'elettore. Il decreto-legge che disciplina l'election day, convertito con legge 27 febbraio 2008, n. 30, ha migliorato parzialmente alcune di queste garanzie. È ragionevole non sopprimere il voto per corrispondenza perché altrimenti sarebbe impossibile il voto dei cittadini all'estero; tuttavia criteri sull'individuazione del corpo elettorale, sulla spedizione dei plichi elettorali (sia che li riceva effettivamente colui che ha diritto di voto, sia che siano spediti effettivamente da colui che ha diritto di voto) e in terzo luogo anche sulle procedure di spoglio vanno ulteriormente precisati.

Un altro punto delicato sulla segretezza del voto è quello relativo al referendum, di cui all'articolo 75 della Costituzione. Infatti, l'utilizzazione tattico-strategica dell'astensionismo, per cui coloro che sarebbero per il no, per il mantenimento della legge, non partecipano alla votazione, fa sì che venga meno la segretezza del voto; infatti, si sa che nel 99 per cento dei casi coloro che vanno a votare voteranno sì. Quindi, andare a votare in cabina elettorale non è di per sé una garanzia di segretezza proprio per questo motivo. Pertanto, va rimeditata la questione del quorum. Il quorum attuale, costruito al 50 per cento più uno degli aventi diritto, è stato pensato per una situazione in cui votava quasi la totalità della popolazione, con quote superiori al 90 per cento. In una situazione in cui l'astensionismo fisiologico per le elezioni politiche arriva al 20 per cento e per le altre elezioni raggiunge anche il 30 per cento, la previsione di un quorum del 50 per cento più uno è tale da rendere l'istitutodel referendum popolare abrogativo a serio rischio di funzionamento anche per i limiti alla segretezza del voto.

Pertanto, nell'ambito del ripensamento sulle garanzie dello statuto dell'opposizione, anche l'abbassamento del quorum a soglie più ragionevoli, come la metà più uno dei votanti alle precedenti elezioni politiche, è materia di cui tutti noi dovremmo preoccuparci. La segretezza del voto è un valore per questo decreto-legge, ma lo è in generale per tutto l'ordinamento. (Applausi dal Gruppo PD).

 

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il relatore.

MALAN, relatore. Presidente, ringrazio tutti coloro che sono intervenuti per il contributo dato alla discussione e mi associo alle osservazioni da essi svolte.

Evidenzio in particolare la preoccupazione generale, davvero giusta, di tutelare la segretezza del voto non solo con la norma in esame, che sicuramente verrà approvata, ma anche prestando un'attenzione generale a tutto il problema e soprattutto alle nuove tecnologie come quella espressamente vietata, badando a vecchi trucchi come il cosiddetto voto a carosello, praticato in altri Paesi. Si tratta di un sistema - possiamo avere il timore che venga praticato anche da noi - attraverso il quale al mattino un elettore si impadronisce di una scheda autentica sostituendola con una contraffatta, anche malamente, e la porta al suo referente. Questi chiama a turno un elettore e gli consegna la scheda votata nel modo che egli desidera. Ogni elettore in cambio deve portargli una scheda bianca che viene poi rivotata. Alla sera arriverà un ultimo elettore particolarmente fidato, che infilerà una scheda nell'altra e tutte finiranno nell'urna. Si tratta di uno dei tanti sistemi usati. Sappiamo che il nostro Paese è tra i migliori per quanto riguarda la tutela della regolarità delle elezioni. In ogni caso, è necessaria una costante vigilanza.

Raccolgo anche l'osservazione del senatore Pardi sul voto elettronico. Credo che l'espressione ed il conteggio dei voti attraverso un procedimento elettronico siano molto rischiosi. Ricordo una proposta fatta nella scorsa legislatura dall'allora senatore Stanca che si riferiva al conteggio dei voti attraverso un mezzo elettronico che affianchi il metodo tradizionale.

Esistono anche altri metodi come, per esempio, quello usato fin dal 1946 in Turchia, il quale - è evidente - non richiede una grande tecnologia dato l'anno in cui è stato introdotto. Per evitare che qualcuno renda riconoscibile il proprio voto, anche quando non si deve esprimere una preferenza, dove ci si può sbizzarrire nei segni di riconoscimento, e dove è necessario apporre solo un segno per indicare il partito che si intende votare, si consegna agli elettori un timbro che lascia sempre lo stesso segno. Di conseguenza è assolutamente irriconoscibile un voto rispetto ad un altro.

Ringrazio, infine, il senatore Ceccanti per il suo approfondimento di carattere costituzionalistico e generale sulla questione della segretezza del voto, sulla quale credo davvero dovremo ritornare per una tutela maggiormente stringente.

 

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

DAVICO, sottosegretario di Stato per l'interno. Non ho nulla da aggiungere a quanto è stato sottolineato dal relatore in merito ai contributi dati dall'Aula.

Si tratta di materia elettorale e quindi di materia da trattare con estrema delicatezza, la quale probabilmente potrà essere oggetto anche di aggiornamenti da parte dell'Aula proprio per garantire la tutela della legalità, della normalità e della costituzionalità soprattutto in tutti i casi citati. Si tratta di una norma che è stata già sperimentata e che arriva dal Governo precedente, la quale si estende a tutte le consultazioni elettorali. La casistica non ce lo precisa in questo momento, ma si riduce a pochissime unità accertate nell'ultima consultazione elettorale.

Ringrazio, pertanto, tutti coloro che sono intervenuti per il contributo offerto e penso non si debbano svolgere ulteriori considerazioni.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.

Poiché non sono stati presentati emendamenti agli articoli del decreto-legge da convertire, passiamo alla votazione finale.

INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

INCOSTANTE (PD). Chiedo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Senatrice Incostante, potrà farlo al momento della votazione, perché adesso ci troviamo in fase di dichiarazione di voto.

BODEGA (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BODEGA (LNP). Signora Presidente, tutti quei provvedimenti che migliorano ed aumentano - come in questo caso - le condizioni e le garanzie sulla segretezza del voto sono da salutare favorevolmente anche perché in essi vi è un richiamo ad un rigore istituzionale. In una stagione nella quale l'antipolitica cavalca ogni occasione e ogni pretesto, è bene che il Parlamento e, in particolare, il Senato della Repubblica, offrano un'immagine di democrazia piena e di trasparenza.

A ciò si aggiunga che l'impegno non deve limitarsi al presente provvedimento, ma deve avviare una politica che sappia garantire il funzionamento delle Camere. Infatti, è apprezzabile l'invito che ha formulato il presidente della Camera dei deputati Fini ad una più intensa attività di parlamentare, ma il vero nodo è che a tale attività corrisponda la produttività; se riusciamo a sommare questo nuovo rigore con la novità di un Ministero per la semplificazione legislativa, allora il Parlamento potrà essere visto non solo come il luogo più alto della democrazia rappresentativa, ma anche come una preziosa fucina capace di porsi in sintonia con i cittadini.

La segretezza del voto in tale contesto si profila come elemento di garanzia di libertà di espressione, all'interno di un quadro di regole e di norme che devono ispirarsi sempre ai princìpi e ai valori della democrazia rappresentativa. Pertanto, il voto del Gruppo Lega Nord Padania al disegno di legge sarà favorevole. (Applausi dal Gruppo LNP).

BIANCO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BIANCO (PD). Signora Presidente, onorevoli colleghi, i senatori del Partito Democratico voteranno a favore del disegno di legge di conversione del decreto-legge al nostro esame per le ragioni che sono state già esposte dai miei colleghi in sede di discussione generale.

Già a partire dalle elezioni amministrative del 2005 si sono verificati, purtroppo senza che i responsabili siano stati colti con le mani - sarebbe il caso di dire - sul telefonino, diversi episodi di interferenza, non solo con l'obbligo di tutelare la segretezza del voto, ma anche probabilmente con altri interventi che inquinano la libertà di voto. Sono stati denunciati, anche nella mia città, a Catania, casi in cui elettori ricevevano un anticipo di 50 euro e la consegna di un telefonino, con il quale entravano nella cabina elettorale e fotografavano la propria scheda; poi consegnavano il telefonino che era stato dato loro in uso, facendo vedere come avevano votato e ricevendo la restante somma (si è parlato di altri 100 euro). Casi analoghi sono stati denunciati in molte altre città.

Il decreto-legge che il Governo Prodi ha approvato e di cui oggi discutiamo il disegno di legge di conversione, anche con il consenso dell'attuale maggioranza, cerca di colpire e limitare questo fenomeno. Pur con tutti i limiti che sono stati ricordati e riconosciuti da tutti, esso è un primo significativo deterrente nei confronti di un fenomeno di malcostume che è molto grave e che non conosce latitudini.

Per queste ragioni i senatori del Partito Democratico voteranno a favore. Anche noi auspichiamo, ancora una volta, che siano votati altri e più incisivi strumenti che consentano di tutelare la segretezza del voto e nello stesso tempo di impedire fenomeni di compravendita dei voti, ahimè assai diffusi nel nostro Paese, in particolare in alcune Regioni. (Applausi dal Gruppo PD).

BOSCETTO (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BOSCETTO (PdL). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo, il Gruppo di Forza Italia voterà favorevolmente a questo provvedimento. (Commenti dal Gruppo PdL). Ovviamente, volevo dire il Gruppo del Popolo della Libertà (Applausi dal Gruppo PdL), nome a noi tanto caro, anche se rimane nella mente quello che per tanti anni abbiamo sostenuto con un altro nome: identità di cuore, di passione, di volontà e conseguente difficoltà a non sbagliare ogni tanto in relazione al nuovo nome.

Il Popolo della Libertà voterà a favore di questo provvedimento. Si tratta, d'altro canto, di un provvedimento che abbiamo concepito insieme al Governo Prodi, considerandolo una buona proposta. Questa sera ho sentito esporre tantissime logiche di possibile falsificazione del voto, tutte estremamente interessanti, per cui in futuro occorrerà tener conto di qualcuna di queste osservazioni. Per il momento però stiamo votando questo piccolo provvedimento con il quale viene introdotto il reato elettorale attraverso l'uso del telefonino. Sono materie legate all'innovazione tecnologica. Certamente dieci anni fa non si sarebbe pensato ad un provvedimento di questo genere. Bisognerà capire come la tecnologia potrà influire, anche in futuro, sul sistema elettorale e soprattutto sull'espressione del voto.

La legge n. 400 del 1988 impedisce di regolamentare con decreto-legge la materia elettorale, ma sappiamo che la dottrina e la giurisprudenza hanno fatto una congrua distinzione, facendo presente che non si può intervenire con decreto-legge quando si va a stabilire una relazione fra il voto e il seggio ma riconoscendo che i dettagli organizzativi possono essere affidati ad uno strumento di urgenza. Dovremo tener presente per il futuro che, nei limiti del possibile, anche un intervento sui dettagli in materia elettorale deve essere più congruamente consegnato ad un normale disegno di legge; anche se all'ultimo momento può rendersi necessario qualche provvedimento per cui la decretazione d'urgenza diventa quella da scegliere per evidenti ragioni di necessità.

Credo che la discussione su questo provvedimento, sia alla Camera che al Senato, sia stata utile. A fronte di una norma così semplice e breve sembrava che nell'accordo fra le parti politiche si potesse liquidare - chiedo scusa per l'espressione - il contesto in pochi e brevi interventi. Invece, e questo onora i due rami del Parlamento, è stata posta in essere una discussione che, come dicevo all'inizio, si è dimostrata estremamente interessante. In questa legislatura dobbiamo riformare i Regolamenti, valutare la legge elettorale e prendere in considerazione la grande riforma istituzionale, sulla quale alla Camera si è lavorato per due anni (Brusìo. Richiami del Presidente), arrivando ad un testo che se non è stato completamente condiviso...

 

PRESIDENTE. Colleghi, non è praticabile svolgere un dibattito in queste condizioni. Capiterà a tutti di intervenire e per tutti sarà sgradevole; pertanto, se abbassate i toni sarà possibile ascoltare meglio.

 

BOSCETTO (PdL). Signora Presidente, mi rendo conto che quello che dico ha uno scarsissimo interesse, quindi da parte mia chiedo perdono ai colleghi senatori, tuttavia la ringrazio per il suo cortese e garbato intervento.

Come stavo dicendo, in questa legislatura ci prepariamo ad affrontare diverse questioni che riguardano le riforme istituzionali, eventualmente la legge elettorale, nonché importanti problemi di rilevanza costituzionale. L'aver affrontato così seriamente questo provvedimento alla Camera e tanto più in quest'Aula del Senato ci fa ben sperare per tutto quello che potremo realizzare nei prossimi cinque anni, che io mi auguro estremamente fecondi.

Ribadisco pertanto il voto favorevole del Gruppo del Popolo della Libertà. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).

  

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. È stata precedentemente presentata dalla senatrice Incostante una richiesta di verifica del numero legale.

Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 686

 

PRESIDENTE. Metto ai voti il disegno di legge, composto del solo articolo 1.

È approvato.

 

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(687) Conversione in legge del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 60, recante disposizioni finanziarie urgenti in materia di trasporti ferroviari regionali (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 18,31)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 687, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il relatore, senatore Cicolani, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

CICOLANI, relatore. Signora Presidente, colleghi e rappresentanti del Governo, soltanto oggi pomeriggio abbiamo potuto sviluppare una discussione in ordine a questo provvedimento.

Presidenza del vice presidente NANIA (ore 18,32)

 

(Segue CICOLANI, relatore). Pertanto, i tempi abbastanza tiranni per la conversione del decreto‑legge non hanno consentito un approfondimento adeguato sui temi del trasporto pubblico locale, che sicuramente sono rinviati ad altri momenti, perché meritano tutta l'attenzione dovuta. Malgrado questo, in occasione di questo dibattito la 8a Commissione ha sviluppato alcuni argomenti, portando delle sottolineature che brevemente intendo riassumere all'Assemblea nel corso della mia relazione.

Il disegno di legge consente di erogare un contributo di 80 milioni di euro alla società Trenitalia spa, interamente di proprietà del Tesoro, per consentire - questo dice l'articolo 1 della legge - "la prosecuzione degli attuali servizi, nelle more della stipula di nuovi contratti di servizio, previa definizione del fabbisogno effettivo per la realizzazione dei servizi di trasporto regionale". Una particolarità di questo decreto è che tale somma viene erogata direttamente a Trenitalia e non fa parte dell'erogazione alle Regioni per il successivo riparto, anche se è subordinata all'effettuazione successiva dello stesso.

Siamo in presenza di una materia estremamente complessa, che è in questo momento subordinata a trasformazioni anche molto recenti, quali la direttiva comunitaria emessa il 30 aprile 2008 in ordine alla regolazione della aiuti di Stato alle società di trasporto ferroviario. Essa è poi soggetta a tutto il processo di liberalizzazione del trasporto passeggeri, che non è ancora avviato (mentre, come sapete tutti, è stato avviato il processo di liberalizzazione del trasporto ferroviario delle merci).

Essa è altresì interessata da una questione affrontata nella scorsa manovra finanziaria, che riguarda la totale indipendenza delle Regioni per una serie di rapporti contrattuali inerenti al trasporto ferroviario. L'ultima finanziaria consente infatti alle Regioni di ricavare dalle accise sui carburanti le risorse necessarie per affrontare questo tema, ma esse sono esentate fino al 2010 dall'intrattenere un rapporto con Trenitalia.

In questo quadro si colloca il decreto, che quindi determina un aumento di 80 milioni di euro, o meglio, una quota di 80 milioni di euro all'interno degli incrementi rispetto alle risorse stabilite sin dal 2000 a Trenitalia. Su questo impianto lo scorso 8 aprile è stato emanato il decreto che dobbiamo convertire in legge.

Sul provvedimento al nostro esame, come detto, è stato impostato un ampio dibattito in Commissione ed è intervenuto il parere favorevole della 1a Commissione permanente. Questo è il tema di cui oggi dobbiamo discutere.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Marco Filippi. Ne ha facoltà.

FILIPPI Marco (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo, il disegno di legge di conversione del decreto-legge in esame, come ha ricordato il relatore, autorizza la spesa di 80 milioni di euro per l'anno di esercizio 2008 per garantire, nelle more della stipula dei nuovi contratti di servizio, la prosecuzione degli attuali servizi di trasporto ferroviario regionale in concessione a Trenitalia. La somma stanziata è corrisposta direttamente a quest'ultima società.

Sul provvedimento, quindi, niente da eccepire, se non per quanto attiene l'indeterminatezza dei fabbisogni effettivi e per gli standard da onorare con i contratti di servizio e, soprattutto, circa la copertura temporale del fabbisogno per l'anno in corso. Nel provvedimento, infatti, si parla dei primi mesi del 2008, senza definire con precisione la scadenza temporale oltre la quale l'erogazione dei servizi non risulta coperta e sarà pertanto necessario intervenire con un ulteriore provvedimento.

Va da sé che ritengo personalmente deplorevole porre a raffronto la situazione ereditata nella scorsa legislatura con quella attuale, dove altri furono i termini delle consegne ricevute ed altri i problemi cui porre soluzione. Se infatti di nuova fase si deve trattare (gli eventi poi ci diranno per quanto), sarebbe auspicabile che il nostro sguardo fosse rivolto al futuro e si volgesse indietro solo per prenderne riferimenti utili e non certo per attizzare il fuocherello della polemica sterile e fine a se stessa, che già tanta distanza a mio avviso ha prodotto tra i cittadini ed i loro legittimi rappresentanti.

Proprio per questo, signor Presidente, avevamo chiesto in Commissione uno slittamento della trattazione del provvedimento nella giornata di domani, per poter approfondire questioni non irrilevanti circa la natura e la durata della copertura di servizi che hanno un grande impatto per la collettività e per i nostri concittadini, quali quelli dei trasporti ferroviari regionali, che interessano ogni giorno (è bene ricordarlo) oltre 15 milioni di nostri concittadini.

Come ho premesso in Commissione, non vi era da parte nostra nessuna pregiudiziale (non ci poteva essere) sul provvedimento, né intendevamo esaurire l'intera complessità della materia, come ricordava appunto il relatore, con un provvedimento ordinario come il disegno di legge di conversione di questo decreto-legge. Inoltre, considerando i tempi contingentati, era oggettivamente impossibile utilizzare questa richiesta per un ostruzionismo che non aveva ragione di essere.

Il provvedimento in esame, infatti, costituisce non soltanto un'apprezzabile inversione di tendenza nel passaggio di consegne tra due Governi a cavallo della legislatura, ma anche un tassello di un processo di riforma complessivo. Stiamo parlando di una riforma strutturale del trasporto pubblico locale che data ormai da oltre un decennio e che nel nostro Paese, nonostante l'alternarsi di diverse maggioranze, non si è mai completata; mi auguro pertanto che questa sia l'occasione perché a partire dal provvedimento in esame si possa cominciare a ragionare attentamente sulla convenienza della conclusione di un processo di riforma che è iniziato negli anni Novanta e che non si è ancora concluso. Un percorso, lo ricordiamo, che ha preso le mosse dalla legge di riforma, con il decreto legislativo n. 422 del 1997. Fu infatti con tale provvedimento che venne disciplinato il conferimento alle Regioni e agli enti locali delle funzioni e dei compiti in materia di servizi pubblici di trasporto di interesse regionale. Le funzioni delegate alle Regioni riguardano, infatti, l'intero comparto del servizio di trasporto, comprese le ferrovie di interesse regionale e locale, e le competenze conferite sono essenzialmente di carattere programmatorio, amministrativo e finanziario.

La Regione, dunque, è individuata come unico soggetto regolatore di tutto il comparto e ad essa è attribuita una doppia responsabilità, pianificatoria e finanziaria. In ossequio al principio di sussidiarietà le Regioni sono peraltro tenute a conferire a Province, Comuni ed enti locali in genere le funzioni in materia di trasporto pubblico locale che non richiedano un unitario esercizio a livello regionale.

L'ultima legge finanziaria ha riformato ulteriormente il finanziamento del trasporto pubblico locale sostituendo il sistema di trasferimenti erariali alle Regioni con l'attribuzione alle stesse di risorse proprie derivanti da quote di compartecipazione al gettito dell'accisa sul gasolio per autotrazione erogato in ciascuna Regione.

La finanziaria per il 2008, attribuendo autonomia finanziaria alle Regioni a statuto ordinario in relazione al finanziamento del trasporto pubblico locale, completa per così dire la riforma Bassanini del 1997. Non voglio, sia chiaro, magnificare gesta o tessere lodi improprie, ma solo confermare e rivendicare un modello coerente di riforma che ci ha guidato con coerenza in questi anni e su cui chiediamo e chiederemo, nelle settimane e nei mesi a venire, la possibilità di un confronto di merito per sfidarci reciprocamente, nel soddisfacimento del superiore interesse dell'utente cittadino ma non ancora cliente di questi servizi.

Segnalo inoltre che la legge finanziaria per il 2008 stanzia 104 milioni per il contratto di servizio con Trenitalia per viaggiatori e merci sulla media e lunga percorrenza e per i treni notturni. La legge finanziaria si occupa praticamente di tutto il sistema. Ad esempio, il comma 295 dell'articolo 1 riconosce alle Regioni a Statuto ordinario - come ricordavo - la compartecipazione al gettito dell'accisa del gasolio per autotrazione.

Resta deficitaria soprattutto l'attenzione che è necessario rivolgere ai treni locali, in particolare quelli predisposti per i pendolari. Ricordo solo il comma 309 dell'articolo 1 della stessa legge finanziaria che reca una disposizione di carattere fiscale, prevedendo che spetta una detrazione dell'imposta lorda sul reddito delle persone fisiche per le spese sostenute entro il 31 dicembre dell'anno in corso per l'acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale ed interregionale, fino a concorrenza del suo ammontare nella misura del 19 per cento e per un importo non superiore a 250 euro. È qualcosa di nuovo e di importante ma non risolve il problema del pendolarismo che presenta diverse questioni da affrontare.

Oggi vi è un unico Ministero che si occupa di questi temi, scelta che apprezziamo. Mi auguro però che vi sia anche un'unica politica che rimetta al centro i diritti di coloro che fino ad oggi sono considerati la cenerentola del trasporto pubblico in Italia: il trasporto locale e quello regionale, soprattutto su ferro.

Nelle Commissioni parlamentari di competenza avremo sicuramente l'occasione di ascoltare le dichiarazioni programmatiche del ministro Matteoli. Lo attendiamo con impazienza e con curiosità perché siamo mossi dalla volontà di capire i suoi propositi anche su queste materie, per adesso molto latitanti rispetto a suoi pronunciamenti roboanti circa TAV, ponte sullo Stretto e grandi opere. Per intanto ci limitiamo ad esprimere doverosamente parere favorevole ad un provvedimento che consenta la parziale copertura dei servizi essenziali che - non dimentichiamolo (voglio sottolinearlo nuovamente) - ogni giorno consentono il trasporto di circa 15 milioni di cittadini che con essi si recano al lavoro o nei luoghi di studio e che spesso, purtroppo - come sappiamo - non lo fanno in condizioni soddisfacenti in termini di pulizia degli ambienti, di orario di arrivo a destinazione e, più in generale, di comfort: scompartimenti troppo spesso freddi d'inverno e caldi d'estate.

Un'Italia che vuole davvero essere un Paese moderno ed efficiente non può tollerare che si perpetui una condizione di servizio inaccettabile per la posizione a cui il nostro Paese vuole legittimamente aspirare. (Applausi dal Gruppo PD).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lannutti. Ne ha facoltà.

LANNUTTI (IdV). Signor Presidente, onorevoli senatori, siamo chiamati ad approvare queste disposizioni finanziarie urgenti in materia di trasporti ferroviari regionali. È già stato ricordato che i pendolari, i cittadini, gli studenti che si svegliano la mattina presto, alle quattro e mezza, e che prendono i treni non sempre ricevono un servizio di qualità e all'altezza della situazione. Noi ci limitiamo semplicemente a verificare, per esempio, il monitoraggio di alcune associazioni dei pendolari e da tali verifiche constatiamo che i ritardi e le soppressioni dei treni sono molto consistenti.

Ricordo, per esempio, che, solo su alcune tratte, l'anno scorso, nel mese di maggio, sono stati registrati 1.308 minuti di ritardo; ad aprile, 2.057 minuti; a marzo, 2.952. Quest'anno, alcune associazioni dei pendolari hanno monitorato 567 treni: a gennaio vi sono state sei o sette soppressioni, con 5.045 minuti di ritardo; a febbraio, sono stati soppressi 12 treni, con 4.077 minuti di ritardo; a marzo, quattro treni soppressi e 4.186 minuti di ritardo: 13.308 minuti di ritardo in tutto.

Bisogna dare servizi di qualità a quei pendolari che, per ragioni di studio o di lavoro, sono costretti a prendere i treni. Questi disagi sono documentati spesso anche da «Striscia la notizia», che sale sui treni testimoniando una situazione di grande e insopportabile disagio.

Il Gruppo Italia dei Valori alla Camera dei deputati ha espresso parere favorevole ed anche qui al Senato lo esprimerà. Bisogna però dire alcune cose, che mi permetto di ricordare, signor Presidente: resta ancora deficitaria l'attenzione che è necessario rivolgere ai treni locali, come ho ricordato per quelli dei pendolari. Va chiarito quanta parte del fabbisogno 2008 il finanziamento aggiuntivo di 80 milioni, previa certezza dell'avvenuto versamento sul fondo di 96 milioni, previsto dal «milleproroghe», valga a soddisfare, atteso che nella relazione di accompagnamento si fa testualmente riferimento ai soli primi mesi di quest'anno. Occorre soprattutto chiarire in che modo sia possibile reintegrare quei capitoli da cui si prelevano le risorse indicate.

Concludo la mia breve dichiarazione di voto sottolineando inoltre che occorre dedicare al problema delle ferrovie e di Trenitalia un intervento di legislatura, che parta anzitutto dall'esigenza di individuare il perimetro di quel servizio universale che oggi è insoddisfacente e che è garantito dai finanziamenti dello Stato, per assicurare migliori standard qualitativi. Già sappiamo che questo è una sorta di federalismo fiscale, perché competenti saranno le Regioni; se non si risponde, però, a quei criteri di qualità del servizio, bisogna prevedere anche sanzioni economiche. Lo ribadisco: 14 o 15 milioni di pendolari non possono essere costretti a viaggiare più o meno comodi a seconda se un treno viene soppresso o meno.

Quindi, signor Presidente, l'Italia dei Valori voterà a favore del provvedimento, ma con le riserve che ho espresso. (Applausi dal Gruppo IdV).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Gallo. Ne ha facoltà.

GALLO (PdL). Signor Presidente, onorevoli senatori, a me preme mettere in evidenza un aspetto. Il decreto-legge, portando la data dell'8 aprile, cioè a soli cinque giorni dal voto, è inquadrato in una logica elettorale. Mi sembra doveroso metterlo in evidenza, perché i contributi alle aziende riguardano contratti di servizio per il trasporto regionale, che la Regione stipula direttamente con le aziende. Non è quindi lo Stato che deve erogare direttamente i contributi, tanto che vi sono state sentenze che hanno dichiarato incostituzionale questa procedura. Mi sembra pertanto che il comportamento dello Stato non sia equo nei confronti di aziende in regime di libera concorrenza e che a soffrire siano anche le ferrovie concesse, che per ottenere un adeguamento del contratto, un corrispettivo adeguato all'incremento dei costi, avanzano ripetutamente una richiesta alle Regioni che, a loro volta, rinviano a contributi statali da erogarsi e aspettano.

Questo saltare le procedure e avere atteggiamenti che non sono corretti mi sembra doveroso metterlo in evidenza, richiamando l'attenzione sul fatto che i contributi dovevano passare attraverso le Regioni e non arrivare direttamente all'azienda. Oltretutto, trattandosi di trasporto regionale non si capisce bene come possa configurarsi un contributo dato a Trenitalia senza specifiche direttive e settorializzazioni regionali: è generalizzato, quindi lo definirei proprio un contributo elettorale.

Tuttavia, per carità di patria e consapevoli anche del disagio e della necessità dei servizi, dobbiamo esprimere il nostro voto favorevole, con questo richiamando anche l'attenzione di chi ha proposto a suo tempo il decreto sul fatto che un conto è parlare di stato di disagio dell'utenza, un conto è parlare di vetustà dei mezzi e di un programma nuovo (che il Governo Berlusconi sicuramente affronterà) altro è un provvedimento su cui c'è molto da dire. In ogni caso il voto sarà favorevole per carità di patria. (Applausi dal Gruppo PdL).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Toni. Ne ha facoltà.

DE TONI (IdV). Signor Presidente, illustri colleghi, poco fa sono terminati i lavori della Commissione ed essendo un neoeletto mi sarebbe piaciuto approfondire ancor più la materia in oggetto. Ma ho ascoltato molto volentieri l'intervento del collega Filippi, di cui ho condiviso le motivazioni e le osservazioni che quindi non ripeterò.

Rilevo però che l'articolo 9 del decreto legislativo n. 422 del 1997 ha delegato alle Regione le funzioni e i compiti di programmazione e di amministrazione inerenti ai servizi ferroviari di interesse regionale e locale in concessione alle Ferrovie dello Stato. Per tali servizi le Regioni sono subentrate allo Stato nel rapporto con Ferrovie spa e hanno stipulato i relativi contratti di servizio. Con l'articolo 1, commi da 295 a 312 della legge n. 244 del 2007 (in sostanza la finanziaria 2008), è stata introdotta una riforma strutturale del sistema di finanziamento dei servizi di trasporto pubblico locale, che prevede la soppressione dei trasferimenti statali destinati al settore e la contestuale attribuzione alle Regioni di una compartecipazione al gettito dell'accisa sul gasolio per autotrazione. In particolare, il comma 302 ha disposto che negli anni che vanno dal 2008 al 2010 continuino ad essere corrisposte le risorse destinate al finanziamento delle funzioni di programmazione e di amministrazione inerenti ai servizi ferroviari regionali e locali in concessione a Trenitalia, trasferiti alle Regioni ai sensi del predetto articolo 9 del citato decreto legislativo n. 422.

La norma che stiamo esaminando prevede una spesa di 80 milioni di euro per il 2008, da corrispondere direttamente alla società Trenitalia per garantire la prosecuzione degli attuali servizi di trasporto regionale nelle more della stipula dei nuovi contratti di servizio e della rideterminazione dei criteri di ripartizione. Italia dei Valori condivide e voterà a favore di questo provvedimento, rilevando comunque una questione che sottopongo al Senato come tema di fondo. Ci sono momenti in cui i cittadini, il territorio, le periferie si interrogano e ci guardano: questo è uno di quei momenti. Il servizio di trasporto locale è fatto male; trattiamo male i nostri cittadini.

Occorre quindi che il Ministro, venga in Aula non solo ad illustrarci i provvedimenti e per dirci - con la maggioranza - che è favorevole alla conversione del decreto-legge, ma ponga mano a questo problema per affrontarlo in modo esaustivo, definitivo e vero al servizio della comunità nazionale. (Applausi dal Gruppo IdV).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare la senatrice Donaggio. Ne ha facoltà.

DONAGGIO (PD). Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli colleghi, il provvedimento di cui ci stiamo occupando riguarda un problema molto sentito soprattutto da parte delle persone che, quotidianamente, usufruiscono del trasporto ferroviario per spostamenti necessari per il lavoro, lo studio e le esigenze fondamentali di relazioni, di cura, di assistenza, e a garanzia del diritto a muoversi nel proprio territorio. Il trasporto ferroviario locale, non è una novità per nessuno, è un pò la parte più trascurata perché l'uso quotidiano ed intenso dell'automobile lo ha reso nel tempo meno visibile e di minore interesse. Ce ne accorgiamo solo quando i pendolari, esasperati, bloccano i binari e protestano con energia per la sporcizia, la mancata puntualità e le condizioni di sovraffollamento insopportabili con le quali devono fare i conti per poter svolgere il proprio lavoro e accudire la propria famiglia.

Con questo provvedimento si assegnano a Trenitalia 80 milioni per la prosecuzione del servizio per il 2008. Si tratta di un provvedimento di natura transitoria e, per comprenderne bene l'esiguità e il carattere di assoluta emergenza, va inquadrato nella necessità di riprendere quanto prima un'attenta definizione delle risorse necessarie per un servizio ferroviario regionale all'altezza dei bisogni del nostro Paese e che risponda all'attesa di qualità dei cittadini.

La relazione tecnica che accompagna il provvedimento fa esplicito riferimento al completamento dei lavori del tavolo interministeriale a tal fine costituito e al successivo confronto con le Regioni, per quantificare, ripartire e garantire tempestivamente le risorse necessarie a mantenere il servizio. Per dare un'idea dell'ordine di risorse che servono per l'anno 2008, Trenitalia quantifica in 435 milioni di euro le risorse necessarie complessivamente per i servizi di trasporto regionali contrattualizzati con le singole Regioni a Statuto ordinario.

Nel 2007 queste risorse ammontarono a 334 milioni. Come si può ben vedere, 80 milioni servono solo per due o tre mesi. E il resto? Quando verrà erogato alle Regioni per poter continuare a fornire il servizio? Se si fa riferimento poi all'ammodernamento del materiale rotabile per il trasporto regionale, Trenitalia ha chiesto 230 milioni e non è stato reso disponibile nulla. Anche questo è un problema che attiene alla qualità di un servizio di trasporto locale che sia all'altezza dei bisogni dei cittadini.

Il sottosegretario Castelli, nei giorni scorsi, ha sottolineato che le tariffe che pagano gli utenti sono troppo basse e che, se si vorranno servizi efficienti e di qualità, bisognerà prima di tutto mettere mano al portafoglio con conseguenti rincari che si riverseranno soprattutto sulle famiglie. Ricordo che stiamo parlando di servizi di trasporto che riguardano la pendolarità quotidiana per ragioni di lavoro e che coloro i quali li utilizzano hanno redditi medio-bassi, non in grado di sopportare rincari come quelli ipotizzati.

La finanziaria del Governo Prodi ha introdotto la possibilità di detrarre il costo dell'abbonamento del trasporto locale dal proprio reddito imponibile; dico questo per mostrare quanto tale costo incida rispetto ad un reddito che è per sua natura molto basso. È opportuno quindi che il Governo chiarisca entro quale strategia intende utilizzare gli 80 milioni e se questi, come era nelle intenzioni del provvedimento, saranno il volano per il miglioramento ed il potenziamento del trasporto regionale ferroviario, nell'interesse di milioni di utenti e pendolari che hanno il dritto di poter viaggiare e muoversi utilizzando servizi degni di un Paese civile.

Queste non sono preoccupazioni infondate e lo dimostra il fatto che, ad esempio, 1 miliardo e 400 milioni di euro per l'abbattimento dell'ICI sono stati distolti dal piano delle infrastrutture della Calabria e della Sicilia. È opportuno quindi che si faccia chiarezza sulla politica dei trasporti e delle infrastrutture di cui si intende dotare il nostro Paese.

Ci auguriamo che i chiarimenti del Governo siano tempestivi e servano a rispondere alle preoccupazioni che si stanno addensando sulle politiche infrastrutturali e dei trasporti del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mura, il quale nel corso del suo intervento illustrerà anche l'ordine del giorno G100. Ne ha facoltà.

MURA (LNP). Signor Presidente, onorevoli colleghi, gentili membri del Governo, il decreto-legge al nostro esame autorizza per il 2008 l'erogazione di una somma di 80 milioni di euro a favore di Trenitalia per garantire il mantenimento degli attuali livelli di servizio pubblico e per allontanare, almeno per il momento, il rischio di possibili ridimensionamenti dell'offerta del servizio ferroviario regionale e locale.

Mi sia però consentito di ribadire qualche numero: secondo ciò che emerge da un'analisi del sistema dei trasporti il servizio ferroviario è utilizzato da oltre due milioni di pendolari. Questi due milioni di pendolari rappresentano soltanto il 14,8 per cento di quanti si spostano ogni giorno per raggiungere il posto di lavoro; secondo i dati forniti dal CENSIS sarebbero invece oltre sette milioni coloro che si sposterebbero volentieri con il treno ma che non lo fanno per la scarsità del servizio offerto. Oltretutto si tratta di un servizio che negli anni, come denunciato anche recentemente dalla Corte dei conti, è qualitativamente peggiorato nonostante il continuo aumento dei costi.

Voglio anche in questo caso indicare qualche cifra. Nel 2007 Trenitalia ha fatto registrare perdite per 400 milioni di euro, che si vanno a sommare a quelle registrate negli anni precedenti e che hanno portato ad un buco complessivo di oltre 2 miliardi di euro. Si tratta, dunque, di cifre veramente importanti.

Riteniamo che il conferimento alle Regioni di una sostanziale autonomia finanziaria nell'ambito del trasporto ferroviario regionale, anche in virtù di quanto previsto dall'articolo 119 della Costituzione, potrebbe sicuramente restituire efficienza e competitività all'intero settore portando di conseguenza anche ad una riduzione dei costi a vantaggio degli utenti del servizio.

Il Gruppo Lega Nord, attraverso la presentazione e l'illustrazione di questo ordine del giorno, intendesottolineare che, nonostante il riconoscimento alle Regioni della compartecipazione al gettito dell'accisa sul gasolio per autotrazione quale sistema per il finanziamento dei servizi di trasporto ferroviario regionale e locale in previsione della stipula di contratti di servizio, il Governo Prodi non è riuscito a realizzare una sostanziale autonomia finanziaria, rinviando di fatto la questione al 2011, vale a dire all'entrata in vigore della riforma.

In conclusione, attraverso questo ordine del giorno, il Gruppo Lega Nord chiede che il Governo, attraverso un'iniziativa legislativa, riduca al massimo i tempi previsti per la realizzazione della riforma relativa al sistema di finanziamento dei servizi ferroviari regionali e locali di cui alla legge 24 dicembre 2007, n. 244, per arrivare nel più breve tempo possibile alla stipula dei nuovi contratti di servizio tra le Regioni e Trenitalia ma, soprattutto, per garantire ai nostri cittadini servizi di trasporto che presentino le minime garanzie di qualità necessarie alle persone che utilizzano i mezzi di trasporto per raggiungere il posto di lavoro. (Applausi dal Gruppo LNP).

 

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il relatore, che invito altresì a pronunziarsi sull'ordine del giorno G100.

CICOLANI, relatore. Signor Presidente, l'ordine del giorno G100, in gran parte condivisibile, potrebbe essere accolto dal Governo come raccomandazione.

 

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, che invito a pronunziarsi anche sull'ordine del giorno in esame.

CASERO, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine nel giorno G100.

Per quanto riguarda gli interventi svolti in discussione generale, il Governo si riconosce nelle parole e nelle considerazioni del relatore; dopo aver ascoltato con interesse le proposte ed il dibattito sul tema dei trasporti pubblici locali, vuole evidenziare il fatto che il decreto-legge in esame ha carattere di urgenza e riguarda un finanziamento particolare. Ritiene che quest'Assemblea, ma anche le Commissioni in futuro potranno discutere con più tempo ed in modo più approfondito di temi fondamentali come quelli del trasporto pubblico locale, del pendolarismo e del disagio subìto ogni giorno dai pendolari, ma vuole porre l'attenzione sul fatto che si tratta di un decreto di finanziamento volto ad affrontare una situazione particolare di emergenza. Il Governo quindi si rimette alla relazione svolta dal relatore.

PRESIDENTE. Senatore Mura, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G100, già accolto come raccomandazione dal Governo?

MURA (LNP). Signor Presidente, non insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza il parere espresso dalla 5a Commissione permanente, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.

Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.

Poiché non sono stati presentati emendamenti sugli articoli del decreto-legge da convertire, passiamo alla votazione finale.

MURA (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MURA (LNP). Signor Presidente, riprenderò rapidamente qualche punto che ho già evidenziato in sede di presentazione dell'ordine del giorno G100.

Come è noto, il presente decreto-legge autorizza per il 2008, in favore di Trenitalia spa, una somma di 80 milioni di euro per garantire il mantenimento degli attuali servizi di trasporto ferroviario pubblico, in previsione del fatto che dal 2011 tali servizi verranno finanziati secondo le quote di compartecipazione di ciascuna Regione al gettito dell'accisa sul gasolio da autotrazione.

La legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008), ha infatti riconosciuto alle Regioni a statuto ordinario la compartecipazione al gettito dell'accisa sul gasolio da autotrazione quale sistema di finanziamento dei suddetti servizi. Tuttavia l'articolo 1, comma 302, della legge finanziaria per il 2008 ha stabilito che le risorse destinate dallo Stato ai servizi ferroviari locali e regionali in concessione alle Ferrovie dello Stato spa (Trenitalia) continuino ad essere corrisposte fino a tutto l'anno 2010 a copertura degli oneri di servizio pubblico, mentre dall'anno 2011 tali risorse dovranno essere adeguate alle quote della compartecipazione al gettito dell'accisa, da definirsi con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze. Se è vero, pertanto, che tale fonte di finanziamento conferirà una sostanziale autonomia finanziaria alle Regioni in materia, è pur vero che la precedente maggioranza di Governo ha scelto di seguire ancora per diversi anni la strada dei finanziamenti statali, rinviando l'entrata in vigore della riforma soltanto al 2011.

In ogni caso, il nostro Gruppo esprime una posizione favorevole sul provvedimento ritenendo che, pur trattandosi di un finanziamento diretto a favore di Trenitalia spa, la misura possa per il momento allontanare il forte rischio di un ridimensionamento dell'offerta del servizio ferroviario regionale utilizzato dai nostri pendolari.

Come dicevo prima, sono circa 2 milioni i pendolari che sopportano quotidianamente i gravi disagi legati ad un servizio ferroviario che ormai ha raggiunto veramente livelli di scarsissima qualità ed efficienza. È proprio di qualche giorno fa la notizia che la Corte dei conti, riferendosi al biennio 2005-2006, abbia constatato un sensibile peggioramento della qualità del servizio offerto dalla società Trenitalia in termini di pulizia, puntualità e disponibilità, nonostante il continuo incremento dei costi. Questo fatto è stato sottolineato anche da alcuni colleghi che mi hanno preceduto.

Alla luce di tali considerazioni si auspica, quindi, che la riforma introdotta con la legge finanziaria del 2008 possa trovare quanto prima compimento, riconoscendo alle Regioni una sostanziale autonomia finanziaria in materia; una autonomia tale da poter restituire efficienza e competitività al trasporto ferroviario regionale e locale in favore degli utenti del servizio stesso i quali - come abbiamo visto in base alle nostre valutazioni - potranno beneficiare anche di una sensibile riduzione dei costi. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).

FILIPPI Marco (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

FILIPPI Marco (PD). Signor Presidente, colleghi, come già annunciato nell'intervento svolto in discussione generale, il nostro Gruppo non farà mancare il proprio voto favorevole al provvedimento in esame, che riteniamo assolutamente naturale da questo punto di vista. Voglio però richiamare l'attenzione dell'Aula, del relatore e del Presidente sul fatto che, nonostante il provvedimento abbia un carattere esclusivamente finanziario, si sia persa un'importante occasione di riflessione sulle questioni sollevate in materia di trasporto regionale ferroviario.

I colleghi che mi hanno preceduto hanno ricordato l'importanza del servizio che riguarda ogni giorno oltre 15 milioni di cittadini e su questo tema la nostra attenzione, la nostra vigilanza sarà ovviamente la più alta e la più intransigente possibile. Aspettiamo l'intervento del Ministro nella Commissione competente per capirne e valutarne le intenzioni e per conoscere le misure per la copertura integrale del provvedimento. (Applausi delle senatrici Armato e Negri).

IZZO (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

IZZO (PdL). Presidente, signori del Governo, come Popolo della Libertà confermiamo il nostro voto favorevole e lo facciamo, per la verità, soprattutto perché ci siamo convinti di votare a favore di tutti i decreti-legge presentati per farli diventare definitivamente legge del nostro Paese. Al tempo stesso, però, siamo critici. Le osservazioni prodotte dall'attuale opposizione, maggioranza nella scorsa legislatura, ci hanno in un certo senso sorpreso nel momento in cui hanno inteso rivisitare e approfondire il tema del trasporto ferroviario regionale; in effetti, si tratta di sottolineare ancora una volta il fallimento della politica del Governo Prodi anche nel campo dei trasporti. Il provvedimento in esame sottolinea ciò ancora di più nel momento in cui ha trasferito gli 80 milioni di euro direttamente alle Ferrovie, bypassando le Regioni e soprattutto mantenendo l'attuale servizio, senza entrare nel merito.

Le osservazioni prodotte dal collega Filippi e dai senatori dell'Italia dei Valori mi trovano assolutamente consenziente. Anch'io desidero invitare il Governo - nella persona del Ministro dei trasporti o, nel momento in cui avrà dato le deleghe, del Sottosegretario - ad un'apposita seduta di Commissione sul problema del trasporto pubblico regionale, per esaminare le somme che attualmente le Regioni investono. Resta il fatto che il provvedimento al nostro esame contrasta con la normativa prevista dall'ultima finanziaria, che prevedeva espressamente che le Regioni dovessero incrociare il servizio con società ferroviarie che non sono soltanto le Ferrovie dello Stato.

In conclusione, ribadendo il nostro voto favorevole, dovrei anche rilevare che non è stata soltanto l'Alitalia a trovarsi in grave difficoltà, ma anche le Ferrovie dello Stato. Mi auguro che il Governo ponga mano in maniera radicale ad un andazzo che è progressivamente peggiorato nell'ultimo biennio, per far sì che i cittadini italiani e soprattutto quelli che utilizzano il trasporto pubblico locale - lo dico da uomo del Mezzogiorno d'Italia - possano effettivamente usufruire di un servizio idoneo e capace di rispondere all'esigenza di mobilità, ma non soltanto in termini di servizio ma anche in termini di qualità del servizio stesso.

Dichiaro pertanto il voto favorevole del Popolo della Libertà al provvedimento al nostro esame. (Applausi dal Gruppo PdL).

PRESIDENTE. Metto ai voti il disegno di legge, composto del solo articolo 1.

È approvato.

 

Onorevoli senatori, apprezzato l'andamento dei lavori, mi è stata rappresentata l'opportunità di chiudere anticipatamente la seduta.

Poichè non si fanno osservazioni, così rimane stabilito.

 

Per lo svolgimento di un'interrogazione

GARRAFFA (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

GARRAFFA (PD). Signor Presidente, vorrei annunciare la presentazione, in data odierna, di un'interrogazione relativa alla questione dell'ICI.

Ieri il Consiglio comunale di Palermo ha negato l'approvazione di una delibera - che è stata ritirata oggi dal sindaco di Palermo - che prevedeva il raddoppio dell'addizionale IRPEF per il Comune di Palermo, in conseguenza della scelta del Consiglio dei Ministri, tenutosi a Napoli, di eliminare l'ICI.

Si chiede di sapere se, a copertura delle somme derivanti dai mancati introiti per le casse dello Stato, si siano utilizzate anche le somme ex FINTECNA destinate dal Governo Prodi per realizzare, ad esempio, le metropolitane di Palermo, Catania e Messina; il secondo lotto della Agrigento-Caltanissetta; il nuovo attracco per il porto di Messina; il passante ferroviario di Palermo, opera quest'ultima che dovrebbe collegare i comuni dell'area metropolitana di Palermo, che si svilupperebbe per 30 chilometri anche in sotterranea, con 8 stazioni e 18 fermate, con un costo di 1.110 milioni di euro e con una previsione di conclusione del lavoro nel 2012, solo quattro anni prima dell'ipotetica inaugurazione del Ponte sullo Stretto nel 2016, data prevista dall'attuale Ministro alle Infrastrutture.

Le chiedo ciò perché, se fino ad ora è stata manifestata anche la volontà reciproca di portare avanti i lavori, quando discuteremo della vicenda ICI vorrei che tutti i siciliani diano un loro segnale chiaro rispetto a questa scelta compiuta dal Governo; nel momento in cui si elimina l'ICI si eliminano anche le infrastrutture della nostra isola e in parte della Calabria: questa è una vergogna che non è assolutamente sopportabile.

PRESIDENTE. Senatore Garraffa, la Presidenza prende atto della sua richiesta. Mi auguro che anche il sottosegretario Casero ne abbia preso atto. Quando si discuterà dell'ICI, questo argomento verrà affrontato.

FERRARA (PdL). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Immagino sullo stesso argomento, senatore Ferrara. In via del tutto eccezionale, per un minuto, ne ha facoltà.

 

FERRARA (PdL). Signor Presidente, come lei stesso ha affermato, il senatore Garraffa ha anticipato un dibattito che ci terrà impegnati nei prossimi giorni. Il problema evidente - lo conosce il Paese e lo conoscono coloro che si occupano di problemi economici - è che verranno utilizzate quelle somme che stanziate non erano state utilizzate dal precedente Governo per realizzare quelle opere a cui si riferisce il collega.

Quindi, l'intervento del senatore Garraffa è assolutamente inusuale e sbagliato dal punto di vista procedurale e delle leggi di contabilità.

 

GARRAFFA (PD). Ma che stai dicendo? Sai che sono bugie!

PRESIDENTE. La ringrazio, senatore Ferrara; come si vede, è un tema caldo. Faccio presente, per correttezza, che anche il senatore Battaglia mi aveva posto il problema, ma presto ne discuteremo in Aula.

 

Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza una mozione, una interpellanza e interrogazioni, pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Ordine del giorno
per le sedute di mercoledì 28 maggio 2008

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi domani, mercoledì 28 maggio, in due sedute pubbliche, la prima alle ore 9,30 e la seconda alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

 

La seduta è tolta (ore 19,23).

 

Allegato A

DISEGNO DI LEGGE

Conversione in legge del decreto-legge 1° aprile 2008, n. 49, recante misure urgenti volte ad assicurare la segretezza della espressione del voto nelle consultazioni elettorali e referendarie (686)

ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE (*)

Art. 1.

    1. È convertito in legge il decreto-legge 1º aprile 2008, n. 49, recante misure urgenti volte ad assicurare la segretezza della espressione del voto nelle consultazioni elettorali e referendarie.

    2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

________________

(*) Approvato il disegno di legge, composto del solo articolo 1.

ARTICOLO 1 DEL DECRETO-LEGGE

Articolo 1.

        1. Nelle consultazioni elettorali o referendarie è vietato introdurre all'interno delle cabine elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini.

        2. Il presidente dell'ufficio elettorale di sezione, all'atto della presentazione del documento di identificazione e della tessera elettorale da parte dell'elettore, invita l'elettore stesso a depositare le apparecchiature indicate al comma 1 di cui è al momento in possesso.

        3. Le apparecchiature depositate dall'elettore, prese in consegna dal presidente dell'ufficio elettorale di sezione unitamente al documento di identificazione e alla tessera elettorale, sono restituite all'elettore dopo l'espressione del voto. Della presa in consegna e della restituzione viene fatta annotazione in apposito registro.

        4. Chiunque contravviene al divieto di cui al comma 1 è punito con l'arresto da tre a sei mesi e con l'ammenda da 300 a 1000 euro.

ARTICOLO 2 DEL DECRETO-LEGGE

Articolo 2.

        1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

DISEGNO DI LEGGE

Conversione in legge del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 60, recante disposizioni finanziarie urgenti in materia di trasporti ferroviari regionali (687)

ORDINE DEL GIORNO

G100

MURA

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge n.  687, di conversione in legge del decreto-legge 8 aprile 2008, n.  60, recante disposizioni finanziarie urgenti in materia di trasporti ferroviari regionali:

            visto che il citato decreto-legge autorizza per il 2008 in favore di Trenitalia Spa una somma di 80 milioni di euro per garantire il mantenimento degli attuali livelli di servizio pubblico, allontanando, per il momento, il rischio di possibili ridimensionamenti dell'offerta del servizio ferroviario regionale e locale;

            ritenuto che il servizio offerto dall'impresa ferroviaria risulta ancora oggi, nonostante i recenti aumenti tariffari, assolutamente inadeguato e di scarsa qualità rispetto alla forte domanda di mobilità manifestata dagli utenti;

            appreso che sono oltre 2 milioni di pendolari che utilizzano il servizio ferroviario, il 14,8 per cento di quanti si spostano ogni giorno per raggiungere il lavoro, mentre secondo il Censis sarebbero oltre 7 milioni quelli che vorrebbero spostarsi in treno ma non ne hanno la possibilità per la scarsa offerta del servizio;

            appreso altresì che la società Trenitalia Spa nel 2007 ha fatto registrare perdite pari a circa 400 milioni di euro, le quali sommandosi a quelle registrate nei precedenti anni hanno portato ad un buco di bilancio di oltre 2 miliardi di euro;

            ricordato che la legge 24 dicembre 2007 n.  244, legge finanziaria 2008, per azzerare i continui interventi dello Stato nel settore, ha riconosciuto alle Regioni la compartecipazione al gettito dell'accisa sul gasolio per autotrazione quale sistema di finanziamento dei servizi di trasporto ferroviario regionali e locali, in previsione della stipula dei nuovi contratti di servizio;

            osservato tuttavia che per i servizi ferroviari in concessione alle Ferrovie dello Stato l'adeguamento delle risorse alle quote di compartecipazione al gettito dell'accisa avverrà soltanto a partire dal 2011;

            ritenuto che il conferimento alle Regioni di una sostanziale autonomia finanziaria nell'ambito del trasporto ferroviario regionale e locale potrebbe restituire efficienza e competitività a tutto il settore, portando anche ad una riduzione dei costi a vantaggio degli utenti del servizio,

        impegna il Governo:

            ad abbreviare, attraverso un'iniziativa legislativa, i previsti termini per la realizzazione della riforma relativa al sistema di finanziamento dei servizi ferroviari regionali e locali di cui alla legge 24 dicembre 2007, n.  244, affinché si possa arrivare, nel più breve tempo possibile, alla stipula dei nuovi contratti di servizio tra Regioni e Trenitalia Spa.

________________

(*) Accolto dal Governo come raccomandazione.

ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE (*)

Art. 1.

    1. È convertito in legge il decreto-legge 8 aprile 2008, n. 60, recante disposizioni finanziarie urgenti in materia di trasporti ferroviari regionali.

    2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

________________

(*) Approvato il disegno di legge, composto del solo articolo 1.

ARTICOLO 1 DEL DECRETO-LEGGE

Articolo 1.

        1. Al fine di garantire la prosecuzione degli attuali servizi, nelle more della stipula dei nuovi contratti di servizio, previa definizione del fabbisogno effettivo per la realizzazione dei servizi di trasporto regionale di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e della rideterminazione dei criteri di ripartizione di cui all'articolo 20, comma 7, dello stesso decreto legislativo, è autorizzata nell'anno 2008 la spesa di 80 milioni di euro da corrispondere direttamente alla società Trenitalia S.p.A.

        2. All'onere derivante dal comma 1 si provvede mediante corrispondente riduzione della dotazione del fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

        3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

ARTICOLO 2 DEL DECRETO-LEGGE

Articolo 2.

        1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge .

Allegato B

 

Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 687

La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo con i seguenti presupposti:

- che venga registrato il decreto ministeriale di variazione al bilancio recante 1'integrazione per l'importo di 96,9 milioni di euro del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge n. 282 del 2004, convertito con modificazioni dalla legge n. 307 del 2004, attualmente in corso di registrazione;

- che l'erogazione prevista dal provvedimento, volta ad assicurare la continuità dei servizi nelle more della definizione dei nuovi contratti di servizio, sia temporalmente riferita all'anno 2008.

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Alberti Casellati, Baldini, Caliendo, Chiaromonte, Ciampi, Cursi, Mantica, Mantovani, Martinat, Musso, Palma, Piccone, Piscitelli, Randazzo, Rossi Nicola, Serafini Giancarlo, Veronesi e Viespoli.

 

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Marinaro e Saro, per attività della 3a Commissione permanente; Marcenaro e Nessa, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Cabras, per attività dell'Assemblea parlamentare NATO; Tofani, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'INCE.

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatori Gasparri Maurizio, Quagliariello Gaetano, Vizzini Carlo

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare (693)

(presentato in data 27/5/2008 ).

Disegni di legge, assegnazione

In sede deliberante

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Lumia Giuseppe

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali (265)

previ pareri delle Commissioni 2° (Giustizia), 3° (Affari esteri, emigrazione), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Gasparri Maurizio ed altri

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare (693)

previ pareri delle Commissioni 2° (Giustizia), 3° (Affari esteri, emigrazione), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 10° (Industria, commercio, turismo)

(assegnato in data 27/05/2008 ).

 

In sede referente

13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali

Sen. Izzo Cosimo

Istituzione del Parco nazionale del Sannio antico (322)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 9° (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10° (Industria, commercio, turismo)

(assegnato in data 25/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Comincioli Romano

Riconoscimento dell'inno ufficiale della Repubblica italiana (5)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Bianconi Laura

Modifiche alla legge 11 agosto 1991, n. 266, in materia di organizzazioni di volontariato (11)

previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 11° (Lavoro, previdenza sociale)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Bianconi Laura

Disposizioni in materia di pari opportunità tra i generi per l'accesso alle cariche elettive (17)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Cutrufo Mauro

Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di norme per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica ed introduzione del sistema della preferenza (111)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Cutrufo Mauro

Disposizioni attuative dell'articolo 49 della Costituzione in materia di partiti politici (112)

previ pareri delle Commissioni 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Cutrufo Mauro

Istituzione della "Giornata nazionale della famiglia italiana" (114)

previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 11° (Lavoro, previdenza sociale)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Cutrufo Mauro

Istituzione della "Giornata nazionale della vittoria della Democrazia europea occidentale" (117)

previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Menardi Giuseppe

Disposizioni per la redazione e la migliore comprensibilità dei testi normativi (139)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Menardi Giuseppe

Modifica dell'articolo 33, terzo comma, della Costituzione, in materia di parità scolastica (141)

previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Ramponi Luigi

Modifica degli articoli 78 e 87 della Costituzione, in materia di impiego delle Forze armate italiane nelle operazioni internazionali (148)

previ pareri delle Commissioni 3° (Affari esteri, emigrazione), 4° (Difesa)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Ramponi Luigi

Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, in materia di riconoscimento della pensione privilegiata agli appartenenti alle Forze di polizia ad ordinamento civile (164)

previ pareri delle Commissioni 4° (Difesa), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Ramponi Luigi

Disposizioni in materia di sepoltura delle vittime civili di guerra (165)

previ pareri delle Commissioni 4° (Difesa), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Ramponi Luigi

Istituzione della Croce d'onore per i meriti umanitari (167)

previ pareri delle Commissioni 3° (Affari esteri, emigrazione), 4° (Difesa), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Cossiga Francesco

Procedura speciale per la ratifica del trattato di Lisbona sottoscritto il 13 dicembre 2007 (188)

previ pareri delle Commissioni 3° (Affari esteri, emigrazione), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Cossiga Francesco

Norme sulla inviolabilità del Presidente della Repubblica (192)

previ pareri delle Commissioni 2° (Giustizia)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Cossiga Francesco

Modifiche all'articolo 15 della Costituzione in materia di limitazioni alla riservatezza delle comunicazioni (197)

previ pareri delle Commissioni 2° (Giustizia)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Grillo Luigi, Sen. Comincioli Romano

Modifica dell'articolo 12 della Costituzione, in materia di inno nazionale (202)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Cossiga Francesco

Attribuzioni del Presidente della Repubblica (207)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Stiffoni Piergiorgio

Modifica dell'articolo 67 della Costituzione, in materia di vincolo di mandato (295)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Centaro Roberto

Istituzione delle Unità di prossimità per il contrasto alla criminalità diffusa nei grandi centri urbani (308)

previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Izzo Cosimo

Istituzione in Benevento di una sezione staccata del tribunale amministrativo regionale della Campania (318)

previ pareri delle Commissioni 2° (Giustizia), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Izzo Cosimo

Istituzione dell'Ordine di San Tommaso Moro, disciplina delle relative onorificenze ed istituzione della giornata nazionale del lavoro pubblico (319)

previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Gentile Antonio

Istituzione dell'Autorità garante per la tutela dei diritti delle persone con disabilità (333)

previ pareri delle Commissioni 2° (Giustizia), 3° (Affari esteri, emigrazione), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 11° (Lavoro, previdenza sociale), 12° (Igiene e sanita')

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Costa Rosario Giorgio

Disposizioni per la tutela del personale militare e civile italiano impegnato in missioni di pace all'estero (407)

previ pareri delle Commissioni 3° (Affari esteri, emigrazione), 4° (Difesa), 5° (Bilancio), 11° (Lavoro, previdenza sociale)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Costa Rosario Giorgio

Modifica all'articolo 27 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in materia di ingresso per lavoro di badanti (445)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

2ª Commissione permanente Giustizia

Sen. Tomassini Antonio

Disposizioni in materia di responsabilità civile del giudice (54)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

2ª Commissione permanente Giustizia

Sen. Cossiga Francesco

Esame per la valutazione della capacità mentale sotto il profilo psichiatrico e della idoneità psicologica a esercitare le funzioni di magistrato dell'ordine giudiziario (201)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 12° (Igiene e sanita')

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

2ª Commissione permanente Giustizia

Sen. Martinat Ugo, Sen. Pontone Francesco

Disposizioni per la riorganizzazione e la riqualificazione degli istituti penitenziari (248)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 4° (Difesa), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

2ª Commissione permanente Giustizia

Sen. Centaro Roberto

Disposizioni in materia di usura (307)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 10° (Industria, commercio, turismo)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

2ª Commissione permanente Giustizia

Sen. Costa Rosario Giorgio

Introduzione dell'articolo 414 - bis del codice penale concernente la pedofilia e la pedopornografia culturale (415)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

4ª Commissione permanente Difesa

Sen. Ramponi Luigi

Norme per l'estensione del ruolo d'onore agli appartenenti al Corpo militare della Croce rossa italiana (149)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 12° (Igiene e sanita')

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

4ª Commissione permanente Difesa

Sen. Ramponi Luigi

Disposizioni per la cessione degli alloggi dichiarati non più d'interesse da parte dell'amministrazione della Difesa (151)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

4ª Commissione permanente Difesa

Sen. Ramponi Luigi

Nuove norme in materia di personale in servizio permanente delle Forze armate e di tutela del personale femminile delle Forze armate (152)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

4ª Commissione permanente Difesa

Sen. Ramponi Luigi

Modifica della normativa in materia di stato giuridico e avanzamento degli ufficiali dei ruoli speciali delle Forze armate (153)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

4ª Commissione permanente Difesa

Sen. Ramponi Luigi

Modifica della legge 4 ottobre 1988, n. 436, in materia di procedura per gli approvvigionamenti della Difesa (154)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

4ª Commissione permanente Difesa

Sen. Ramponi Luigi

Modifiche agli articoli 1 e 6 della legge 3 giugno 1981, n. 308, recante norme in favore dei militari di leva e di carriera infortunati o caduti durante il periodo di servizio (159)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

4ª Commissione permanente Difesa

Sen. Ramponi Luigi

Disposizioni per la determinazione del trattamento di quiescenza del personale militare (168)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 11° (Lavoro, previdenza sociale)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

4ª Commissione permanente Difesa

Sen. Ramponi Luigi

Modifica all'articolo 2 del decreto legislativo 28 novembre 1997, n. 464, in materia di riforma strutturale delle Forze armate (169)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 6° (Finanze e tesoro)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

Sen. Bianconi Laura

Modifiche alla legge 20 maggio 1985, n. 222, in materia di destinazione di una quota dell'otto per mille del gettito IRPEF a diretta gestione statale al finanziamento di progetti di studio e ricerca sulle cellule staminali adulte (12)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 12° (Igiene e sanita')

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

Sen. Bianconi Laura

Modifiche al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, in materia di esenzione dall'ICI per l'abitazione principale (20)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

Sen. Tomassini Antonio

Modifiche al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, relative alle società cooperative quotate in mercati regolamentati (138)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

Sen. Menardi Giuseppe

Delega al Governo per la riforma del sistema catastale (142)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

Sen. Ramponi Luigi

Disposizioni per la liquidazione definitiva degli indennizzi dovuti a cittadini, enti e imprese italiani per beni, diritti e interessi perduti in territori già soggetti alla sovranità italiana e all'estero (150)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 3° (Affari esteri, emigrazione), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

Sen. Pontone Francesco

Modificazioni al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, recante disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito, in tema di espropriazione mobiliare ed immobiliare, fermo amministrativo ed ipoteca giudiziaria (232)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

Sen. Stiffoni Piergiorgio

Applicazione dell'aliquota IVA ridotta sui prodotti di prima necessità per l'infanzia (304)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

Sen. Germontani Maria Ida

Modifica all'articolo 12 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di incremento delle detrazioni per carichi di famiglia in favore delle donne lavoratrici (324)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 9° (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10° (Industria, commercio, turismo), 11° (Lavoro, previdenza sociale)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

Sen. Amoruso Francesco Maria

Riduzione dell'aliquota IVA sui prodotti fitosanitari contenenti principi attivi naturali (403)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 9° (Agricoltura e produzione agroalimentare), 12° (Igiene e sanita')

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

Sen. Costa Rosario Giorgio

Destinazione di una quota del 5 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche a finalità scelte dai contribuenti (409)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 12° (Igiene e sanita')

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

Sen. Costa Rosario Giorgio

Norme interpretative in materia di esclusione dei fabbricati rurali dall'imposta comunale sugli immobili (420)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 9° (Agricoltura e produzione agroalimentare)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

Sen. Costa Rosario Giorgio

Interventi a favore dell'attività d'impresa (435)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

Sen. Pegorer Carlo

Disposizioni in materia di assegno sostitutivo dell'accompagnatore militare (466)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 4° (Difesa), 5° (Bilancio), 11° (Lavoro, previdenza sociale)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali

Sen. Tomassini Antonio

Disposizione per la salvaguardia e la valorizzazione culturale, ambientale e turistica della "Via Francigena" (60)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 10° (Industria, commercio, turismo), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali

Sen. Tomassini Antonio

Disposizione per la celebrazione del centenario della nascita di Giovannino Guareschi e per la tutela e la valorizzazione dei luoghi collegati alla sua vita e alla sua opera (61)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 10° (Industria, commercio, turismo)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali

Sen. Stiffoni Piergiorgio

Disciplina della "sponsorizzazione universitaria" (297)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 9° (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10° (Industria, commercio, turismo), 11° (Lavoro, previdenza sociale)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali

Sen. Amoruso Francesco Maria

Abrogazione dell'articolo 9, comma 4, della legge 19 novembre 1990, n. 341, nonché della legge 2 agosto 1999, n. 264, in materia di limiti all'accesso ai corsi universitari (402)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 12° (Igiene e sanita')

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali

Sen. Costa Rosario Giorgio

Determinazione del calendario d'inizio dell'anno scolastico per le scuole pubbliche di ogni ordine e grado (408)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali

Sen. Costa Rosario Giorgio

Norme relative alla professione di pedagogista e istituzione del relativo albo professionale (419)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 11° (Lavoro, previdenza sociale), 12° (Igiene e sanita')

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni

Sen. Cutrufo Mauro

Disciplina delle strutture ricettive della nautica da diporto (109)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 4° (Difesa), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 10° (Industria, commercio, turismo), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni

Sen. Cutrufo Mauro

Modificazioni al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, finalizzate all'incentivazione della mobilità con motocicli (116)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni

Sen. Martinat Ugo, Sen. Pontone Francesco

Riforma organica della procedura di finanza di progetto (241)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 10° (Industria, commercio, turismo), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni

Sen. Stiffoni Piergiorgio

Nuove norme in materia di erogazione di contributi statali alle emittenti televisive in ambito locale (302)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni

Sen. Berselli Filippo

Nuove norme concernenti i veicoli di interesse storico e collezionistico (339)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni

Sen. Amoruso Francesco Maria

Disposizioni concernenti lo sportello telematico dell'automobilista (400)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

9ª Commissione permanente Agricoltura e produzione agroalimentare

Sen. Costa Rosario Giorgio

Disposizioni per la promozione del turismo legato alla pesca marittima e istituzione delle "strade del pesce e delle tipicità locali" (416)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo

Sen. Stiffoni Piergiorgio

Norme per la riconoscibilità e la tutela dei prodotti realizzati in Italia. Istituzione del marchio "Totally in Italy" (299)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 3° (Affari esteri, emigrazione), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 9° (Agricoltura e produzione agroalimentare), 11° (Lavoro, previdenza sociale), 12° (Igiene e sanita'), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

11ª Commissione permanente Lavoro, previdenza sociale

Sen. Bianconi Laura

Interpretazione autentica dell'articolo 14 - septies del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33, in materia di limiti di reddito ai fini della percezione della pensione degli invalidi totali (13)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

11ª Commissione permanente Lavoro, previdenza sociale

Sen. Tomassini Antonio

Disposizioni a tutela dei lavoratori dalla violenza o dalla persecuzione psicologica (62)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo), 12° (Igiene e sanita')

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

11ª Commissione permanente Lavoro, previdenza sociale

Sen. De Lillo Stefano

Modifica all'articolo 42 del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in materia di prepensionamento dei genitori di portatori di handicap in condizioni di gravità (147)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 12° (Igiene e sanita')

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

11ª Commissione permanente Lavoro, previdenza sociale

Sen. Ramponi Luigi

Modifica all'articolo 42 del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in materia di congedi per assistenza a congiunti portatori di handicap (163)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

11ª Commissione permanente Lavoro, previdenza sociale

Sen. Martinat Ugo, Sen. Pontone Francesco

Riduzione dell'aliquota previdenziale e assistenziale per i portieri (240)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

11ª Commissione permanente Lavoro, previdenza sociale

Sen. Izzo Cosimo

Istituzione della posizione assicurativa generale giovani (P.A.G.Gio) e della relativa gestione previdenziale presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) (317)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

11ª Commissione permanente Lavoro, previdenza sociale

Sen. Costa Rosario Giorgio

Norme in materia di contribuzione previdenziale e di regolarizzazione dei contributi non pagati nel settore agricolo (418)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 9° (Agricoltura e produzione

agroalimentare)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Bianconi Laura

Istituzione del Registro nazionale dell'endometriosi (15)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Bianconi Laura

Delega al Governo in materia di interventi a favore di soggetti affetti da epilessia e modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 104 (16)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Bianconi Laura

Istituzione della figura professionale di medico specialista senologo (19)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Bianconi Laura

Norme in favore dei soggetti stomizzati (21)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 11° (Lavoro, previdenza sociale)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Tomassini Antonio

Nuove norme in materia di responsabilità professionale del personale sanitario (50)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Tomassini Antonio

Disposizioni in materia di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario (51)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Tomassini Antonio

Incentivi alla ricerca e accesso alle terapie nel settore delle malattie rare. Applicazione dell'articolo 9 del regolamento (CE) n. 141 / 2000, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1999 (52)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Tomassini Antonio

Disposizioni per la protezione degli animali utilizzati per fini scientifici o tecnologici (53)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 3° (Affari esteri, emigrazione), 4° (Difesa), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 9° (Agricoltura e produzione agroalimentare), 11° (Lavoro, previdenza sociale), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Tomassini Antonio

Disciplina del riconoscimento della professione di autista soccorritore (55)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 11° (Lavoro, previdenza sociale)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Tomassini Antonio

Disciplina delle attività nel settore funerario (56)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 10° (Industria, commercio, turismo), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Tomassini Antonio

Regolamentazione del settore erboristico (57)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 9° (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10° (Industria, commercio, turismo), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Tomassini Antonio

Norme sulla riabilitazione attraverso l'utilizzo del cavallo (58)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 9° (Agricoltura e produzione agroalimentare)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Tomassini Antonio

Delega al Governo in materia di interventi a favore di soggetti affetti da epilessia e modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 104 (59)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Tomassini Antonio

Norme per l'istituzione del servizio gratuito di teleassistenza sanitaria per gli anziani e per i disabili portatori di handicap gravi (63)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 11° (Lavoro, previdenza sociale)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Cutrufo Mauro

Norme a tutela delle persone affette da obesità grave e abbattimento delle barriere architettoniche nei luoghi pubblici e privati e nei trasporti pubblici (108)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 10° (Industria, commercio, turismo), 11° (Lavoro, previdenza sociale)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. De Lillo Stefano

Modifiche al testo unico delle leggi sulla protezione ed assistenza della maternità ed infanzia di cui al Regio decreto 24 dicembre 1934, n. 2316 in materia di divieto di vendita e consumo di tabacco ai minori di anni diciotto (137)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 10° (Industria, commercio, turismo)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Cursi Cesare

Modifiche al decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, recante interventi urgenti in materia di spesa sanitaria, e nuove disposizioni in materia di farmaci biosimilari (144)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Cursi Cesare

Disciplina delle terapie non convenzionali e istituzione dei registri degli operatori delle medicine non convenzionali (145)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 9° (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10° (Industria, commercio, turismo)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Carrara Valerio ed altri

Modifiche alla legge 23 dicembre 1978, n. 833, in materia di assistenza psichiatrica (348)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali

Sen. Bianconi Laura

Introduzione dell'articolo 2 - bis della legge 14 agosto 1991, n. 281, in materia di divieto di utilizzo delle pelli e delle pellicce ottenute dai cani e dai gatti (14)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali

Sen. Martinat Ugo, Sen. Pontone Francesco

Modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di responsabilità per lo smaltimento dei rifiuti speciali e dei rifiuti tossici e nocivi (238)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 10° (Industria, commercio, turismo)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali

Sen. Martinat Ugo, Sen. Pontone Francesco

Interpretazione autentica del primo comma dell'articolo 43 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, in materia di abusivismo edilizio (247)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali

Sen. Carrara Valerio

Legge quadro per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio (276)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 3° (Affari esteri, emigrazione), 4° (Difesa), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 9° (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10° (Industria, commercio, turismo), 12° (Igiene e sanita')

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali

Sen. Stiffoni Piergiorgio

Obbligo di indicazione del valore di emissione elettromagnetica sugli apparecchi telefonici cellulari (298)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 12° (Igiene e sanita')

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali

Sen. Benedetti Valentini Domenico

Modifica all'articolo 148 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di adesione facoltativa dei comuni montani alla gestione unica del servizio idrico integrato (396)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali

Sen. Benedetti Valentini Domenico

Modifica all'articolo 14 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, in materia di accesso dei cacciatori negli ambiti territoriali di caccia (398)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 9° (Agricoltura e produzione agroalimentare)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

Commissioni 1° e 3° riunite

Sen. Peterlini Oskar

Riconoscimento agli effetti civili di festività religiose (42)

previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio), 11° (Lavoro, previdenza sociale)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

Commissioni 1° e 3° riunite

Sen. Peterlini Oskar

Ripristino della festività di San Giuseppe il 19 marzo (48)

previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio), 11° (Lavoro, previdenza sociale)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

Commissioni 1° e 4° riunite

Sen. Ramponi Luigi

Interventi in favore dei cittadini italiani avviati ai lavori forzati nei campi di prigionia nazisti (172)

previ pareri delle Commissioni 3° (Affari esteri, emigrazione), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

Commissioni 1° e 6° riunite

Sen. Carrara Valerio ed altri

Istituzione di una casa da gioco nel comune di San Pellegrino Terme (351)

previ pareri delle Commissioni 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

Commissioni 2° e 12° riunite

Sen. Tomassini Antonio

Modifiche alla legge 9 ottobre 1970, n. 740, in materia di ordinamento delle categorie di personale sanitario addetto agli istituti di prevenzione e pena non appartenenti ai ruoli organici dell'Amministrazione penitenziaria (65)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

Commissioni 4° e 12° riunite

Sen. Ramponi Luigi

Riforma del Servizio sanitario militare e delega al Governo per la definizione delle consistenze organiche dei singoli gradi del personale (155)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 3° (Affari esteri, emigrazione), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 9° (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10° (Industria, commercio, turismo), 11° (Lavoro, previdenza sociale), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

Commissioni 5° e 6° riunite

Regione Lombardia

Nuove norme per l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione (316)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 27/05/2008 );

 

Commissioni 7° e 8° riunite

Sen. Zanda Luigi

Legge quadro in materia di valorizzazione della qualità architettonica e disciplina della progettazione. Delega al Governo per la modifica del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (327)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali)

(assegnato in data 27/05/2008 ).

Inchieste parlamentari, deferimento

Sono state deferite in sede referente le seguenti proposte d'inchiesta parlamentare:

 

 

alla 12a Commissione permanente (Igiene e sanità):

 

MARINO Ignazio. - "Istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale" (Doc. XXII, n. 1), previo parere della 1a, della 2a e della 5a Commissione permanente;

 

TOMASSINI. - "Istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale" (Doc. XXII, n. 2), previo parere della 1a, della 2a e della 5a Commissione permanente;

 

CURSI. - "Istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale" (Doc. XXII, n. 3), previo parere della 1a, della 2a e della 5a Commissione permanente.

Governo, trasmissione di atti per il parere

Il Ministro per i beni e le attività culturali, con lettera in data 11 aprile 2008, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 32, comma 2, della legge 28 dicembre 20001, n. 448 - lo schema di decreto ministeriale recante ripartizione dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero per i beni e le attività culturali, relativo a contributi in favore di enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi, per l'anno 2008 (n. 1) (Atto n. 240/XV legislatura).

 

Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 26 maggio 2008 - alla 7ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 15 giugno 2008.

  

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 10 aprile 2008, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 25 febbraio 2008, n. 34 - lo schema di decreto legislativo recante: «Attuazione della direttiva 2006/121/CE che modifica la direttiva 67/548/CEE concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose, per adattarle al regolamento (CE) n. 1907/2006» (n. 2) (Atto n. 241 della XV legislatura).

 

Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 26 maggio 2008 - alla 12ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 5 luglio 2008. Le Commissioni 1ª, 2ª, 5ª, 10ª, 13ª e 14ª potranno formulare osservazioni alla Commissione di merito entro il 25 giugno 2008.

Governo, richieste di parere per nomine in enti pubblici

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con lettere in data 12 e 14 maggio 2008, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - le seguenti proposte di nomina:

 

del professor Paolo Costa a Presidente dell'Autorità portuale di Venezia (n. 1);

del signor Santo Castiglione a Presidente dell'Autorità portuale di Catania (n. 2).

 

Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, le proposte di nomina sono state deferite alla 8a Commissione permanente, che esprimerà il parere, su ciascuna di esse, entro il 15 giugno 2008.

Governo, trasmissione di atti

Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con lettere in data 17 e 30 aprile 2008, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - le comunicazioni concernenti le nomine:

 

del dottor Aldo Cosentino e del dottor Silvano Toso a Commissario straordinario e Sub-Commissario dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica (n. 1);

del dottor Stefano Allavena a Commissario straordinario dell'Ente parco nazionale del Gran sasso e Monti della Laga (n. 2).

 

Tali comunicazioni sono trasmesse, per competenza, alla 13a Commissione permanente.

  

Il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, con lettera in data 14 maggio 2008, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la comunicazione concernente la nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione dell'Unione nazionale per l'incremento delle razze equine (UNIRE) (n. 3).

 

Tale comunicazione è trasmessa, per competenza, alla 9a Commissione permanente.

    

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 22 maggio 2008, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la comunicazione concernente la nomina di un componente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) (n. 4).

 

Tale comunicazione è trasmessa, per competenza, alla 11a Commissione permanente.

   

Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 29 aprile 2008, ha inviato un documento concernente il "Bilancio semplificato per l'anno 2008", in adempimento di specifici ordini del giorno del Parlamento accolti dal Governo, formulati a conclusione della discussione parlamentare sulle modifiche alla normativa contabile disposte con la legge n. 208 del 1999 (atto n. 1).

 

La predetta documentazione è stata trasmessa alla 5a Commissione permanente.

 

Governo, progetti di atti comunitari e dell'Unione europea

Il Ministro per il commercio internazionale e le politiche europee, con lettere in data 18, 21, 25 e 28 marzo 2008, nonché 22 aprile 2008, ha trasmesso - ai sensi degli articoli 3 e 19 della legge 4 febbraio 2005, n. 11 - progetti di atti comunitari e dell'Unione europea.

 

I predetti atti si intendono trasmessi alle Commissioni, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento.

 

Il testo degli atti medesimi è disponibile presso il Servizio affari internazionali - Ufficio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione europea.

Commissione europea, trasmissione di atti e documenti

Nel periodo dal 29 aprile al 21 maggio 2008 la Commissione europea ha inviato atti e documenti di interesse comunitario.

 

I predetti atti e documenti si intendono trasmessi alle Commissioni, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento.

 

Il testo degli atti e documenti medesimi è disponibile presso il Servizio affari internazionali - Ufficio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione europea.

 

Mozioni, apposizione di nuove firme

I senatori Caforio, Belisario e Giambrone hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00003 p.a. dei senatori Pinotti ed altri.

 

Interrogazioni, apposizione di nuove firme

Il senatore Calabrò ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-00053 della senatrice Poli Bortone.

   

Mozioni

CANTONI, GASPARRI, QUAGLIARIELLO, AMATO, CARRARA, COLLINO, CONTINI, DE GREGORIO, GALIOTO, GAMBA, LICASTRO SCARDINO, RAMPONI, SCARABOSIO, TOTARO, PISANU, DINI, PERA, AMORUSO, BETTAMIO, CALIGIURI, COMPAGNA, DI GIROLAMO Nicola, NESSA, PALMIZIO, TOFANI, BENEDETTI VALENTINI, BOSCETTO, FAZZONE, LAURO, MALAN, NESPOLI, PASTORE, SALTAMARTINI, SARO, SARRO, VIZZINI, BALBONI, BERSELLI, CENTARO, DELOGU, LONGO, MUGNAI, NANIA, STANCANELLI, VALENTINO, AUGELLO, AZZOLLINI, BONFRISCO, ESPOSITO, BALDASSARRI, CASOLI, COSTA, FERRARA, GERMONTANI, SCIASCIA, SPEZIALI, ASCIUTTI, BARELLI, DE ECCHER, DE FEO, DELL'UTRI, BUTTI, CAMBER, CARUSO, CICOLANI, GRILLO, IZZO - Il Senato,

premesso che:

l'impiego delle munizioni a grappolo, cosiddette cluster bomb, è da tempo al centro dell'attenzione della Comunità internazionale per le molteplici implicazioni di carattere umanitario;

la loro capacità di colpire obiettivi di area, piuttosto che precisi bersagli, accresce il rischio di colpire anche popolazioni civili e di causare effetti indiscriminati che sono incompatibili con il diritto internazionale umanitario ed in particolare con il Protocollo addizionale I delle Convenzioni di Ginevra del 1949;

la problematicità di tali armi sul piano umanitario è accresciuta dalla loro variabile affidabilità. In effetti, una percentuale più o meno elevata delle munizioni lanciate non esplode al momento dell'impatto e rimane sul terreno trasformandosi così in pericolosi "residuati bellici esplosivi" suscettibili di causare vittime anche nei periodi post-bellici. È questo l'effetto da cui sorge la diffusa avversione nei confronti di questo tipo di munizionamento;

l'Italia è da tempo impegnata in campo internazionale per la messa al bando delle munizioni cluster, su un doppio tavolo negoziale: il primo, nell'ambito della Convenzione di Ginevra (1980) su Certe Armi Convenzionali (CCW); il secondo, all'interno del cosiddetto "Processo di Oslo" che si prefigge di ottenere entro il 2008 il bando delle munizioni cluster che causano danni inaccettabili ai civili;

i due processi in atto, lungi dall'essere mutuamente esclusivi, in realtà si rafforzano reciprocamente essendo unico l'obiettivo: giungere alla definizione di uno strumento internazionale giuridicamente vincolante sulle "munizioni a grappolo";

il "Processo di Oslo" in atto rappresenta concretamente lo sforzo della Comunità internazionale di affrontare il problema dell'impiego delle cluster bomb, prima che diventi causa di ulteriori sofferenze e prima che si assista ad una proliferazione di questo tipo di munizionamento;

il "Processo di Oslo" si è finora sviluppato attraverso una serie di Conferenze a Oslo, Lima, Vienna, Wellington ed ora Dublino. Esso rappresenta un passaggio cruciale in relazione alle esigenze di una stretta concertazione con i partner nell'ambito delle operazioni di pace condotta sotto l'egida delle organizzazioni internazionali, in particolare in relazione alle esigenze di integrazione reciproca e, dunque, del necessario mantenimento delle capacità di partecipare ad operazioni di coalizione;

il "Processo di Oslo" costituisce il Foro multilaterale appropriato per il raggiungimento di uno specifico trattato che affronti risolutivamente la questione della produzione e dell'impiego delle munizioni a grappolo entro il 2008,

impegna il Governo:

ad assumere, nell'ambito della Conferenza di Dublino a seguito della dichiarazione di Oslo e sulla base di una stretta concertazione con i partner nelle operazioni di pace delle Nazioni Unite, dell'Unione europea e dell'Alleanza Atlantica, anche in relazione alle esigenze di integrazione reciproca, una decisa posizione a favore della messa al bando delle "cluster bomb";

a sviluppare a tal fine un'adeguata iniziativa diplomatica per coinvolgere la comunità internazionale nell'adozione di uno strumento giuridicamente vincolante che proibisca la produzione e l'impiego ditali munizioni.

(1-00004 p. a.)

Interpellanze

BRUNO, BIANCHI, DE SENA, MAZZUCONI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle infrastrutture e trasporti - Premesso che:

nell'ambito del terzo Consiglio dei ministri della XVI Legislatura, tenutosi lo scorso 21 maggio 2008 a Napoli, il Governo ha varato una serie di provvedimenti;

tra i fondi reperiti per la relativa copertura finanziaria risultano quelli che il precedente Esecutivo, nell'ambito della legge finanziaria per il 2008, aveva assegnato per la realizzazione di opere pubbliche primarie di infrastrutturazione stradale e ferroviaria in Calabria e in Sicilia;

in particolare tali risorse erano state destinate, tra le altre finalità, al completamento della strada statale 106 - nei tratti compresi tra Crotone e Rossano e tra Firmo a Roseto Capo Spulico (tutte in provincia di Cosenza) - e all'ammodernamento e potenziamento di alcune opere di viabilità secondarie, quali la strada delle Serre, la tangenziale di Reggio Calabria ed il porto a sud di Villa San Giovanni;

ciò ha generato notevole preoccupazione ed incertezza in tutte le amministrazioni locali interessate, che riponevano già completo affidamento sulla disponibilità di tali risorse, indispensabili per l'immediata esecuzione degli interventi necessari a ripristinare adeguati livelli di sicurezza per la viabilità primaria nella regione Calabria. Tale esigenza era stata ritenuta, d'altronde, prioritaria ed essenziale tanto dal precedente Esecutivo, quanto dal Parlamento che aveva approvato nel 2007 la legge finanziaria nel testo recante il citato stanziamento di risorse;

inoltre, il taglio di queste risorse non solo produrrebbe un ingente danno alle amministrazioni interessate, ma determinerebbe anche un notevole aumento dei pericoli per i cittadini costretti a percorrere strade ormai ridotte a mulattiere. La necessità di non provvedere al taglio dei citati finanziamenti è anche giustificata dal fatto che tali strade risultano completamente inadeguate ed insufficienti nel gestire flussi di traffico particolarmente intensi ed in costante aumento, soprattutto durante i mesi estivi, che tra l'altro detengono il triste primato delle strade più pericolose d'Italia, come hanno comprovato negli anni dai numerosi e tragici incidenti automobilistici,

si chiede di sapere:

se non si ritenga inopportuno e irragionevole distrarre fondi destinati allo sviluppo infrastrutturale di regioni particolarmente svantaggiate come la Calabria e la Sicilia per destinarli a misure eterogenee, incidenti indistintamente su tutto il territorio nazionale;

in particolare, se non si ritenga urgente e necessario intervenire affinché i suddetti finanziamenti vengano ripristinati e destinati in particolare alle opere di modernizzazione e di completamento in Calabria di quei tracciati stradali, che risultano ormai obiettivi irrinunciabili e prioritari per innescare i processi di sviluppo economico e produttivo dell'intero Mezzogiorno.

(2-00006)

Interrogazioni

BARBOLINI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

nel mese di febbraio 2008, nel corso dell'esame del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, poi convertito, con modificazioni, dalla legge n. 31 del 2008, il Governo ha accolto un ordine del giorno (G 36.100) presentato al Senato, con il quale si impegnava ad estendere al Corpo della Guardia di finanza i benefici relativi all'incentivazione economica della produttività del personale, già riconosciuti al resto del personale appartenente all'amministrazione economico-finanziaria;

il Ministro pro tempore Padoa Schioppa, alcuni giorni prima di lasciare l'incarico, ha firmato un decreto che riconosce i benefici del premio di produzione ai dipendenti del Ministero dell'economia e delle finanze;

allo stato attuale non risulta ancora adottato alcun provvedimento per estendere i benefici sopra richiamati anche ai 64.000 dipendenti del Corpo della Guardia di finanza impegnati in prima linea nella lotta contro l'evasione fiscale;

il Cocer, Comitato centrale per la rappresentanza militare della Guardia di finanza, ha giustamente evidenziato la necessità di un intervento urgente per riconoscere concretamente la pari dignità di trattamento tra i dipendenti del Corpo e quelli del Ministero dell'economia e delle finanze;

il lavoro svolto dal Corpo della Guardia di finanza, i cui uomini sono quotidianamente impegnati nella lotta all'evasione ed al contrasto del traffico di stupefacenti, in modo non meno decisivo rispetto agli altri apparati dello Stato, consente di recuperare al bilancio dello Stato ingenti risorse finanziarie,

si chiede di sapere se e quando il Governo intenda adottare il provvedimento per riconoscere anche ai dipendenti del Corpo della Guardia di finanza i benefici relativi all'incentivazione economica della produttività del personale.

(3-00029)

GARRAFFA - Al Ministro delle infrastrutture e trasporti - Premesso che:

il Consiglio dei ministri tenutosi a Napoli ha, tra i provvedimenti assunti, eliminato l'ICI per la prima casa;

già il Governo precedentemente in carica aveva adottato l'eliminazione parziale dell'imposta stessa;

la scelta del Governo Berlusconi non potrà avere ripercussioni sulle casse dei Comuni visto che contestualmente vengono individuati nuovi trasferimenti ma viene inibita alle municipalità l'istituzione di nuove imposte per recuperare i mancati introiti,

l'interrogante chiede di sapere se a copertura delle somme derivanti dai mancati introiti per le casse dello Stato si siano utilizzate anche le somme ex Fintecna destinate dal Governo Prodi per realizzare, per esempio, le metropolitane di Palermo, Catania e Messina, il secondo lotto della Agrigento-Caltanissetta; il nuovo attracco per il porto di Messina; il passante ferroviario di Palermo, opera quest'ultima che dovrebbe collegare i comuni dell'area metropolitana di Palermo, che si svilupperebbe per 30 chilometri, anche in sotterranea, con 8 stazioni, 18 fermate con un costo di 1.110 milioni di euro e con una previsione di conclusione lavori nel 2012. Solo quattro anni prima dell'ipotetica inaugurazione del ponte sullo Stretto nel 2016, data prevista dall'attuale Ministro delle infrastrutture.

(3-00030)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

DE ECCHER - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che, ad opinione dell'interrogante, presso il nuovissimo "Museion" di Bolzano è stata esposta in questi giorni una presunta opera d'arte di tale Martin Kippenberger alta oltre un metro e raffigurante una rana verde crocifissa; da un lato, sulla vicenda sono puntualmente e tempestivamente intervenuti il Vescovo monsignor Egger, il quale ha affermato che: "esiste il diritto al rispetto dei sentimenti religiosi", e lo stesso Presidente della Provincia Durnwalder, che ha parlato di "offesa alla fede della popolazione locale"; dall'altro, manca purtroppo allo stato ogni concreto provvedimento anche perché, così sostiene il Procuratore della Repubblica, il reato di vilipendio della religione risulta abolito da tempo;

ritenuto, ad avviso dell'interrogante, che:

non sia a questo punto ulteriormente tollerabile una tendenza, divenuta prassi, che vede l'arte sempre più lontana da ogni riferimento al comune sentire ed artificiosamente collocata su un piano di mera autoreferenzialità, legittimata unicamente dai soliti soggetti più o meno prezzolati, sempre interessati ed arbitrariamente qualificati come esperti o critici;

meccanismi di questa natura, ormai purtroppo consolidati, concorrano a determinare un progressivo processo di diseducazione soprattutto nei confronti delle nuove generazioni cui viene impropriamente insegnato come tutto possa assumere valenza artistica al di fuori qualsiasi valutazione e reale condivisione;

sia a questo punto necessaria una radicale inversione di tendenza cui il nuovo Governo deve responsabilmente concorrere con segnali forti ed immediatamente percettibili,

l'interrogante chiede di sapere:

se sia accettabile che a Bolzano, dopo aver già vilipeso in passato, sempre sotto la copertura delle manifestazioni culturali, il sentimento nazionale, venga ora gravemente colpita la sensibilità religiosa della popolazione, come testimonia inequivocabilmente il riferimento del Presidente della Provincia alle centinaia e centinaia di telefonate di protesta direttamente ricevute;

quali iniziative possano essere realisticamente attivate per garantire la gente comune a fronte dell'arroganza e dell'intolleranza del solito gruppo limitato di presunti intellettuali chiusi nel loro ristretto e superato ambito ideologico;

se sussistano gli spazi, nel caso in esame, per una censura pubblica che anticipi ed in qualche modo indichi gli indirizzi che la nuova maggioranza intende assumere nel settore.

(4-00058)

LANNUTTI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico - Premesso che:

con una recente lettera del 29 aprile 2008, il Governatore della Banca d'Italia, ex vice presidente di Goldman Sachs, Mario Draghi, avrebbe stigmatizzato i comportamenti illegali degli istituti di credito in merito ai costi sulla portabilità dei mutui, la surroga e la cancellazione dell'ipoteca;

la legislazione vigente relativa alla portabilità dei mutui, alla surroga e alla cancellazione gratuita dell'ipoteca, introdotta nell'ordinamento italiano con il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40 (cosiddetto "decreto Bersani"), viene sistematicamente violata. Si ricorda inoltre che, dal lontano luglio 2006, sono entrate in vigore le disposizioni sulla simmetria dei tassi (introdotte con decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248), che impongono un adeguamento automatico dei tassi bancari, debitori e creditori, che devono essere equiparati in contemporanea con le variazioni stabilite dalla Banca Centrale Europea (BCE). L'elusione sistematica di detta disposizione ha consentito alla banche, secondo le stime delle associazioni dei consumatori, un indebito lucro di 6 miliardi di euro;

a distanza di circa un anno dall'approvazione delle richiamate disposizioni sulla portabilità dei mutui, sulla surroga e sulla cancellazione dell'ipoteca, è giunta la citata lettera che il Governatore della Banca d'Italia ha inviato, in data 29 aprile 2008, ai capi di servizi e filiali per far rispettare la legge. Con la lettera, in parte riportata anche da alcuni organi di stampa, sembra che il Governatore abbia stigmatizzato l'illegalità dei costi imposti alla portabilità, avendo ricevuto numerose segnalazioni di mancato rispetto delle norme vigenti, con particolare riferimento ad esplicite violazioni di legge, riscontrate in seguito a numerosi reclami da parte degli utenti dei servizi bancari, nonché da esposti e denunce dalle associazioni dei consumatori come Adusbef e Federconsumatori, che lamentavano, dal marzo 2007, la mancata osservanza, da parte degli intermediari, della disciplina sulla portabilità dei mutui, dopo che tantissimi cittadini (oltre 150.000), hanno subito danni ingenti, pagando, per un loro diritto, costi pari ad oltre 3.000 euro in media, tra spese notarili ed altri oneri bancari,

si chiede di sapere:

se risulti, per quanto di propria competenza, se vi siano state, oltre al blando richiamo adottato con la citata missiva, ispezioni in un campione di banche per quantificare illegalità e comportamenti fraudolenti degli istituti di credito, i quali hanno voltato le spalle ai loro clienti, impedendo loro di rinegoziare o trasferire il mutuo a titolo non oneroso come sancito dalla legge, arrecando così gravissimo nocumento a milioni di famiglie, già alle prese con aumenti medi sulle rate di 180 euro al mese;

se i Ministri in indirizzo ritengano, per quanto di propria specifica competenza, considerato che le due maggiori banche come Unicredit ed Intesa San Paolo sono azioniste al 66% dell'ex istituto di emissione, quanto mai opportuno provvedere, nel più breve tempo possibile e nelle forme proprie, ad imporre il ripristino della legalità violata mediante sanzioni economiche e doverosi risarcimenti dei danni inferti dalle banche a milioni di cittadini;

se non siano sanzionabili tali comportamenti degli istituti di credito lesivi dei diritti di milioni di vessati consumatori, ed ancora, se non si ritenga di riconoscere anche nei confronti dell'Associazione bancaria italiana (Abi) una grave responsabilità, poiché dal 2 febbraio 2007 essa assicura, a parole, di far rispettare il decreto sulla "portabilità", mentre nei fatti rinvia alle "calende greche" la trasferibilità delle operazioni di mutuo da una banca all'altra con una procedura di colloquio elettronico interbancario, che permette al cliente di rivolgersi direttamente alla nuova banca "a far tempo dal prossimo 31 maggio 2008";

se non si ritenga necessario che il Governo, anche con una convocazione urgente del Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio (CICR), richiami, per quanto di propria competenza, i diversi operatori interessati al rispetto rigoroso della disciplina vigente, essendo intollerabile che, dal 2 febbraio 2007, i cittadini siano stati costretti a pagare migliaia di euro per esercitare un loro diritto stabilito da una legge dello Stato;

quali misure urgenti di competenza si intendano adottare per sanzionare comportamenti scorretti ed illegali di banche e notai, e se si ritenga di comminare le previste sanzioni accompagnate da congrui risarcimenti dei danni a favore di 3,2 milioni di famiglie, prima rovinate dai tassi variabili imposti dalle banche, poi frodate da una scandalosa e reiterata violazione di legge.

(4-00059)

PORETTI, PERDUCA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per le pari opportunità - Premesso che:

il 19 maggio 2008, in un articolo pubblicato sul sito del "Corriere della Sera", il neo Ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, ha dichiarato che non è orientata a dare il patrocinio ministeriale al Gay Pride nazionale, che quest'anno si svolgerà a Bologna il 28 giugno;

nello stesso articolo e sempre nel contesto del diniego del patrocinio al Gay Pride viene riportata una dichiarazione del ministro Carfagna: "Io credo che l'omosessualità non sia più un problema. Perlomeno così come ce lo vorrebbero far credere gli organizzatori di queste manifestazioni. Sono sepolti i tempi in cui gli omosessuali venivano dichiarati malati di mente. Oggi l' integrazione nella società esiste. Inoltre, con riferimento alla Commissione per i diritti dei gay, delle lesbiche e dei transgender, del Ministero per le pari opportunità il Ministro afferma che: "Non ho ancora preso bene visione di cosa sia e a cosa possa servire" e "La verità è che una volta verificato a cosa serve credo che la userò per occuparmi anche di altro";

il 20 maggio 2008 il Parlamento europeo approva - con 362 voti favorevoli, 262 contrari e 56 astensioni - un rapporto dell'Europarlamentare inglese Liz Lynne, Vice Presidente della Commissione europea del lavoro e degli affari sociali. Il rapporto approvato è finalizzato alla proposizione, da parte della Commissione europea, di una direttiva esaustiva che sanzioni la discriminazione nell'accesso ai beni ed ai servizi nelle ipotesi previste dall'articolo 13 del Trattato che istituisce la Comunità europea, ed in particolare le discriminazioni nei confronti dei portatori di handicap, per ragioni di età, di religione o fede e di orientamento sessuale,

si chiede di sapere:

se il Presidente del Consiglio dei ministri consideri propria del Governo la posizione espressa dal Ministro per le pari opportunità;

quali misure il Ministro per le pari opportunità intenda adottare nei confronti della commissione per i diritti dei gay, delle lesbiche e dei transgender, del Ministero per le pari opportunità;

se i Ministri destinatari intendano regolare, come già è stato fatto in molti Paesi europei ed extra-europei, le convivenze delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender e tutelarne il trattamento nei casi di discriminazione, in conformità agli standard europei;

quale sia la posizione del Governo italiano rispetto alla futura direttiva anti-discriminazioni annunciata dalla Commissione europea nel suo programma di lavoro per l'anno 2008 e relativa alla promozione dell'eguaglianza al di fuori del settore del lavoro, che sanzioni la discriminazione nell'accesso ai beni e servizi, nell'educazione e nella protezione sociale nelle ipotesi previste dall'articolo 13 del Trattato che istituisce la Comunità europea, ed in particolare le discriminazioni nei confronti dei portatori di handicap, per ragioni di età, di religione o fede e di orientamento sessuale.

(4-00060)

PORETTI, PERDUCA - Al Ministro del lavoro, salute, politiche sociali - Premesso che:

in data 22 maggio 2008 su alcuni siti telematici è stato diffuso un comunicato a firma dell'Associazione cacciatori migratori acquatici - Federazione italiana della caccia (ACMA - FIDC) in cui si afferma che il Ministero della salute si appresterebbe ad emettere un'ordinanza con la quale si deroga al divieto di utilizzo dei cosiddetti "richiami vivi", ovvero uccelli detenuti in cattività e utilizzati per la caccia agli uccelli acquatici. Deroga la cui attuazione spetterebbe a Regioni e Province;

il divieto attualmente in vigore riguarda l'utilizzo di uccelli appartenenti agli ordini Anseriformes e Charadriformes come richiami nella caccia agli uccelli, ed è stato introdotto dalla decisione 2006/574/CE, recepita dall'Italia, al fine di ridurre il rischio che forme di influenza aviaria ad alta patogenicità vengano introdotte attraverso il contatto con uccelli selvatici infetti o comunque portatori del virus, nelle aziende avicole e in altre strutture in cui sono detenuti in cattività gli uccelli. In tal senso, l'Unione europea, sulla base delle indicazioni dei principali istituti internazionali che si occupano della materia, aveva già ritenuto altamente rischioso, ai fini della diffusione del virus, l'utilizzo dei "richiami vivi" tanto da adottare la decisione;

la concessione delle deroghe, previste dalla medesima decisione, dovrebbe avvenire solo sulla base dell'esito favorevole di un'attenta valutazione del rischio e secondo precise ed adeguate misure di biosicurezza indicate dalla Commissione europea;

l'influenza aviaria non ha cessato di rappresentare, ancora oggi, una minaccia per le numerose aziende avicole presenti in Italia, anche considerato che il nostro Paese, data la sua posizione geografica, risulta particolarmente a rischio per la diffusione della malattia,

si chiede di sapere:

se risponda a verità che il Ministro in indirizzo stia preparando un'ordinanza per la concessione di dette deroghe;

nel caso affermativo, sulla scorta di quali valutazioni sia stata presa tale decisione e si sia ritenuto il rischio di diffusione da influenza aviaria nullo, così da poter concedere la deroga;

se sia disponibile una documentazione scientifica ufficiale, adottata dal Ministro, che illustri lo stato delle cose rispetto al rischio di influenza aviaria per l'Italia;

se in definitiva non sia da ritenere più opportuno, in ragione di un'elementare principio di precauzione, mantenere il divieto di utilizzo di richiami vivi fino all'effettiva cessazione del rischio.

(4-00061)

PORETTI, PERDUCA - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

nel carcere "La Dogaia" di Prato, nella notte tra il 20 e il 21 maggio 2008, si è tolto la vita un ragazzo marocchino di 28 anni, dopo poche ore dall'arresto avvenuto per resistenza a pubblico ufficiale e per lesioni;

questo non è che l'ennesimo caso di suicidio nel giro di pochi mesi, e non è affatto un'eccezione rispetto a numerose altre realtà carcerarie. Risultano infatti, dall'inizio dell'anno, più di trenta con oggi i detenuti morti in carcere, e di questi quattordici sono suicidi;

il fenomeno nelle carceri è in costante crescita, complice il grado di disperazione e di annientamento della persona umana, al quale neanche i numerosi sforzi compiuti ogni giorno dagli operatori carcerari riescono a porre un freno;

è indicativo come risulti che gli episodi di suicidio o di tentato suicidio avvengano per larga parte nei primi mesi, quando non nelle prime ore, dall'avvenuto arresto;

i campanelli d'allarme sulla condizione delle carceri italiane suonano ogni giorno più numerosi da ogni angolo d'Italia, denunciando una realtà di illegalità, inumanità e ingiustizia nella gestione delle pene;

attualmente gli istituti carcerari registrano un nuovo periodo caratterizzato dal peggioramento delle condizioni di trattamento dei detenuti dovute a sovraffollamento;

i nuovi provvedimenti recentemente approvati dal Governo sulla sicurezza e l'incombere della calura estiva rischiano di aggravare in maniera insostenibile una situazione che si preannuncia comunque difficile,

si chiede di sapere:

che cosa sia successo nel carcere "La Dogaia" di Prato e se non si ritenga di promuovere l'adozione di opportune misure di supporto psicologico ai detenuti nel primo periodo della detenzione, al fine di ridurre sensibilmente gli episodi di suicidio tra questi soggetti;

come il Governo intenda affrontare l'imminente emergenza del sovraffollamento carcerario.

(4-00062)

PORETTI, PERDUCA - Al Ministro del lavoro, salute, politiche sociali - Premesso che:

30 anni fa veniva approvata la legge n. 194 del 1978 che consentiva per la prima volta in Italia l'aborto legale, pubblico e gratuito;

tale legge ha consentito negli anni una notevole riduzione degli aborti, regolarizzando un fenomeno che era altrimenti praticato in clandestinità, senza alcuna sorveglianza medica, o all'estero;

la legge n. 194 non è al momento pienamente applicata per quelle parti che riguardano l'aggiornamento delle tecniche abortive. In particolare, la possibilità di abortire per intervento farmacologico attraverso la somministrazione della Ru486 è oggi praticabile solo in alcune aziende ospedaliere del Piemonte, della Toscana e dell'Emilia-Romagna;

il ricorso a tecniche di aborto farmacologico è indicato nello stesso dettato della legge n. 194, risultando queste il metodo abortivo meno traumatico per la donna (art. 15) rispetto all'invasività del metodo chirurgico comunemente praticato;

come già succede da anni in altri Paesi, il ricorso alle tecniche abortive può essere ulteriormente ridotto quasi del tutto, grazie alla diffusione e alla facilitazione all'accesso delle tecniche di contraccezione d'emergenza per via farmacologica, entro le 72 ore successive al rapporto sessuale;

in Italia il ricorso alla contraccezione di emergenza con la pillola del giorno dopo è di fatto dissuaso e limitato dall'obbligo di prescrizione medica, non sempre ottenibile con facilità, soprattutto nei periodi delle feste e nei fine settimana, e dalla scarsa informazione che di questo metodo contraccettivo è data, soprattutto tra le situazioni sociali, come quelle delle donne immigrate, che risultano maggiormente esposte al rischio di gravidanze non desiderate;

l'accesso alla prescrizione medica dei farmaci per la contraccezione di emergenza risulta, soprattutto, essere spesso negato dall'autorità medica, in ordine a convincimenti religiosi che niente hanno a che vedere con la loro funzione medica e scientifica;

simili condotte comportano una grave lesione del diritto e delle libertà personali della donna;

fatti come quello accaduto ultimamente a Pisa, dove si sarebbe verificata una grave interruzione del pubblico servizio (riguardo alla quale è in corso un'inchiesta della Procura), dove in un ambulatorio di guardia medica sarebbe stato addirittura indicato in un cartello affisso che non si effettuavano prescrizioni per la pillola del giorno dopo, denunciano una situazione diffusa in tutto il Paese, contro la quale è necessario e urgente intervenire con idonee misure;

sono anni che associazioni come l'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc) e associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica stanno perorando l'abolizione dell'obbligo di ricetta medica per l'acquisto della pillola del giorno dopo, così come avviene in molti altri Paesi europei e nordamericani. In Gran Bretagna, oltre ad essere distribuita dal Sistema sanitario nazionale gratuitamente, può essere acquistata in farmacia da chiunque, in Francia la gratuità c'è anche in farmacia ma solo per le minorenni. Negli USA questa pillola può essere acquistata senza ricetta dalle maggiorenni solo in farmacia e nei centri autorizzati, mentre per le minorenni sarà necessaria la prescrizione medica,

si chiede di sapere:

in quale modo il Governo intenda agire, e quali provvedimenti al riguardo intenda adottare, per garantire la piena applicazione della legge n. 194 del 1978 dando più diffuso accesso alle tecniche meno traumatiche per la salute della donna con il ricorso all'interruzione di gravidanza per via farmacologica;

se, e con quali misure, il Governo intenda promuovere la riduzione del ricorso all'interruzione di gravidanza, attraverso la tutela del diritto all'accesso e l'informazione sulle tecniche di contraccezione di emergenza, nonché l'abolizione dell'obbligo di ricetta per la pillola del giorno dopo.

(4-00063)

PORETTI, PERDUCA - Ai Ministri degli affari esteri e per le pari opportunità - Premesso che:

nel bando di concorso pubblicato il 23 maggio 2008 dal Ministero degli affari esteri per l'accesso alla carriera diplomatica è prevista, come requisito di accesso, un'età non superiore ai 35 anni, limite che è elevato di un anno nel caso il candidato sia coniugato;

la direttiva europea 2000/78/CE, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, vieta le discriminazioni fondate, tra l'altro, sulla religione o le convinzioni personali, sull'età o le tendenze sessuali, per quanto concerne l'occupazione e le condizioni di lavoro, ed in particolare le condizioni di accesso all'occupazione e al lavoro, sia dipendente che autonomo, compresi i criteri di selezione e le condizioni di assunzione indipendentemente dal ramo di attività e a tutti i livelli della gerarchia professionale, nonché alla promozione;

sono proibite "discriminazioni indirette", che sussistono quando una disposizione, un criterio o una prassi apparentemente neutri possono mettere in una posizione di particolare svantaggio le persone, tra l'altro, di una particolare età o di una particolare tendenza sessuale, rispetto ad altre persone, a meno che tale disposizione, tale criterio o tale prassi siano oggettivamente giustificati da una finalità legittima e i mezzi impiegati per il suo conseguimento siano appropriati e necessari, e che per la natura di un'attività lavorativa o per il contesto in cui essa viene espletata, tale caratteristica costituisca un requisito essenziale e determinante per lo svolgimento dell'attività lavorativa, purché la "finalità sia legittima e il requisito proporzionato";

l'articolo 6 della direttiva prevede che gli Stati membri possano prevedere che le disparità di trattamento in ragione dell'età non costituiscano discriminazione laddove esse siano "oggettivamente e ragionevolmente giustificate", nell'ambito del diritto nazionale, da una "finalità legittima" e i "mezzi per il conseguimento di tale finalità siano appropriati e necessari",

si chiede di sapere se il Governo non ritenga che:

la previsione di un limite di età di 35 anni per accedere al concorso per la carriera diplomatica, nonché la previsione dell'innalzamento di un anno nel caso in cui il candidato sia coniugato, sia discriminatoria, dato che questa non è oggettivamente e ragionevolmente giustificata da una finalità legittima e che i mezzi per il conseguimento di tale finalità non siano appropriati e necessari, oltre a non essere un requisito essenziale e determinante o proporzionato per lo svolgimento dell'attività lavorativa;

tale discriminazione sia basata non solo sull'età ma anche sull'orientamento sessuale, dato che in Italia le unioni tra persone dello stesso sesso non sono riconosciute;

tale requisito, che non è basato su alcun titolo o esperienza lavorativa precedente, ma solamente sullo stato civile di persona sposata o non sposata, sulle condizioni individuali sociali della persona, nonché sulle convinzioni rispetto al matrimonio, sia una discriminazione fondata anche sulle convinzioni personali e sulla religione;

tale bando di concorso, come ogni pratica simile, metta l'Italia a rischio di infrazione della direttiva comunitaria.

(4-00064)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti:

 

6a Commissione permanente (Finanze e tesoro):

 

3-00029, del senatore Barbolini, sull'estensione alla Guardia di finanza di alcuni benefici economici;

 

8a Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni):

 

3-00030, del senatore Garraffa, sul mancato introito ai Comuni per l'abolizione dell'ICI.