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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 005 del 15/05/2008


PEDICA (IdV). Signora Presidente, onorevoli colleghi, ho letto con molta attenzione il discorso che il Presidente del Consiglio ci ha consegnato due giorni fa. Ho letto molte promesse già scritte sette anni fa e tante buone intenzioni che, se applicate, potrebbero portare il Paese, il nostro Paese, a riprendere quella fiducia persa nel corso degli anni. Credo però si tratti dell'ennesima illusione perché il discorso si basa su promesse - ripeto: le solite promesse - e non sulla certezza di una politica del fare, che è quella politica che l'Italia dei Valori sta dimostrando da circa due anni.

Serva come esempio, signor Presidente del Consiglio - parlo anche in sua assenza, ma sicuramente i suoi amici le riferiranno - la politica non di parte che l'ex ministro Di Pietro ha dimostrato nel corso del suo mandato. Lo stesso ministro Matteoli, ma anche alcuni governatori e sindaci della sua coalizione, hanno elogiato una politica non di parte fatta dal nostro rappresentante al Governo e ora Presidente del nostro partito: favorire il cittadino e il suo bisogno, senza guardare l'appartenenza politica né il colore è la forza che un partito giovane e attento come il nostro ha dimostrato.

Una politica nuova: una politica nuova si può fare e questo messaggio volevo indirizzarlo a lei, signor Presidente del Consiglio. Lo dico perché leggendo il suo discorso non si notano elementi di novità. L'Italia dei Valori farà un'opposizione costruttiva, critica, attenta a tutelare il più debole, a far capire che abolire integralmente l'ICI non vuol dire tutelare le fasce deboli, bensì non far pagare di più quelle fasce di ricchi che resteranno sempre più ricchi. In più, così facendo, questo Governo regalerà loro dei soldi, abolendo a loro vantaggio una tassa che dovrebbe e potrebbe magari essere utilizzata per la sicurezza dei più deboli o per la sanità. Signora Presidente, se ho un appartamento in una zona periferica comprato dopo anni di sacrifici le dico grazie se dimostra di non mettermi sullo stesso piano di chi ha una prima casa nel centro storico. Non so se intuisce la differenza sociale tra chi compra in periferia e chi nel centro storico. Ecco perché chiediamo l'abolizione dell'ICI a seconda della fascia di reddito.

Nel suo discorso ha detto che gli elettori hanno respinto campagne insidiose di sfiducia o di protesta. Se così fosse stato sareste stati respinti voi, perché durante la passata legislatura non avete fatto altro che ostruzionismo non votando leggi come quelle sulla sicurezza del lavoro o sulla pedofilia. Vi siete concentrati solamente a trovare un accordo per votare l'indulto e salvare così qualche colletto bianco a discapito di quelle persone (che sono tante e sono gli extracomunitari) che una legge incompleta ha fatto rientrare immediatamente nelle carceri.

Abbiamo sostenuto delle battaglie. Noi dell'Italia dei Valori non abbiamo visto una sua riga sui condannati in Parlamento. Lei stesso ha dichiarato di non voler candidare persone condannate, distinguendo anche quelle per reati politici. A me sembra che tutto ciò non sia avvenuto, ma sta a lei dare una risposta al Parlamento e ai cittadini su questo tema.

Signor Presidente del Consiglio, l'Italia dei Valori e l'Italia che crede ancora nei valori le chiedono una soluzione sui tempi della giustizia. Sui tempi e sui costi della politica non c'è alcun cenno nel suo discorso. Non ci sono soluzioni ma solo promesse. Lo scrive lei e concordo con lei su una frase: «L'Italia non ha più tempo da perdere». Io aggiungo che l'Italia che crede ancora nei valori non ha più tempo. Vuole i fatti. Non vuole una passerella di finti buonisti. Attuate una politica del fare e noi vi aiuteremo a portarla avanti perché noi, signor Presidente, a differenza vostra, sappiamo fare quella politica.

Lei dice di ascoltare tutte le forze politiche e poi elogia un Governo ombra, di parte. A me sembra un elogio ad un'ombra del suo Governo. Noi vogliamo essere considerati una forza di opposizione per migliorare un dialogo e non per aggiustare qualche cosa. Noi ci sentiamo opposizione per migliorare i tempi della giustizia, per dirvi di fare presto a risolvere il caso Alitalia, per far uscire la politica dalla RAI, per far crescere un giovane libero dalla partitocrazia e per credere nella meritocrazia. L'Italia dei Valori non sarà mai e non si sentirà mai un'ombra, ma una forza di idee che rappresentino il malessere del quotidiano, quel quotidiano - signor Presidente - che, leggendo il suo discorso, lei sembra non conoscere.

Tenere il primo Consiglio dei ministri a Napoli non è la soluzione del problema, ma un gesto simbolico che alla gente sommersa dai rifiuti non importa. Gli italiani vogliono le ruspe, vogliono le discariche, vogliono vivere in un modo civile. Quella gente non vuole il gesto simbolico: vuole un lavoro, vuole una sanità, vuole la verità.

Signor Presidente, lei scrive che il nostro Paese vuole ricominciare a crescere, deve ricominciare a crescere - e lo sottolinea - dopo un lungo periodo di delusioni. Ebbene, se intende per lungo periodo, per lunga fase, anche il periodo da lei governato fino a due anni fa, questo le fa onore. Ma credo non sia così. A mio avviso, lei usa una parola - lo ripeto - "crescere", errata. La parola che doveva usare per dare un segnale di novità è cambiare. Bisogna cambiare sistema per far crescere una nuova classe dirigente, per non accontentarsi di una legge Biagi che crea una occupazione a tempo; cambiare sistema per dare più risorse alla ricerca e non per far scappare i nostri ricercatori; cambiare sistema per non far crescere la burocrazia, quella burocrazia che fa aumentare il numero di autorizzazioni per aprire una azienda; cambiare inoltre il sistema che ha portato le compagnie di assicurazioni a fare un cartello tra di loro e ad innalzare le tariffe in modo incontrollato; cambiare per crescere, signor Presidente.

Sulla politica estera ci sono cenni ma sul Tibet e sulle Olimpiadi in Cina che cosa risponde? Sulla politica repressiva e sulla mancata libertà di stampa in Russia che cosa risponde? Sul Libano, sulla Libia e sull'Iraq che cosa risponde? Signor Presidente del Consiglio, non ho letto nulla di tutto questo e la gente, la gente che crede in una Italia con ancora i valori vuole il cambiamento e presto.

Lei ha avuto un mandato preciso dagli elettori, quello di cambiare un sistema. Noi dell'Italia dei Valori saremo attenti a ciò che si realizza, ma dove noteremo un ritorno al passato, al vostro passato fatto di conflitti di interessi o leggi ad personam, saremo pronti a combattere, non con i fucili ma nelle sedi parlamentari, nelle piazze, tra la gente.

Signor Presidente, sulle morti bianche non si applica la legge votata pochi mesi fa.

 

PRESIDENTE. Senatore Pedica, la prego di avviarsi alla conclusione.

 

PEDICA (IdV). Non si applica questa legge e la gente continua a morire. Utilizzate come ispettori i disoccupati del Terzo millennio che sono gli over 45, quelli che, se perdono il posto di lavoro, non vengono più considerati. Quelli sono i veri ispettori che possono controllare chi non rispetta una legge votata per non far morire più. Questi disoccupati provengono dal settore edile, agricolo, tessile, quei settori dove la mortalità sul lavoro è la più alta. Se vuole cambiare, ascolti e legga quello che l'Italia dei Valori le suggerisce.

Il mercato del ferro è alle stelle, non so se i suoi collaboratori gliene hanno parlato. L'Italia dei Valori vuole trasferire a lei il silenzio che traspare su questo argomento. Migliaia di piccole e medie imprese soffrono di questo aumento senza controllo. Lei parla di attenzione alle forme sleali di concorrenza attuate anche dai Paesi esteri. Questo è un problema da risolvere subito altrimenti le imprese chiudono.

Lei, signor Presidente, parla - e concludo - del suo Governo come di una scommessa, una sfida, un azzardo. Spero di aver letto male ma, se parte con queste considerazioni, parte veramente male.

Noi, signor Presidente del Consiglio, non abbiamo perso né l'orgoglio di sentirci italiani né la fiducia di questa Nazione. Saremo attenti alla sua politica per continuare a difendere questo orgoglio e questa fiducia al Paese che rappresentiamo, l'Italia unita. (Applausi dai Gruppi IdV e PD e della senatrice Giai).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Torri. Ne ha facoltà.