LI GOTTI (IdV). Signora Presidente, signor Presidente del Consiglio, ho letto con attenzione il discorso programmatico depositato in quest'Aula e condivido il giudizio che da più parti è stato dato: il suo è stato un discorso straordinariamente ecumenico, dominato dal verbo «crescere» e dal sostantivo «dialogo»; abbiamo però colto, nel suo discorso programmatico, una grande assenza di concretezza e diffusissime omissioni.
Lei si è giustificato affermando: «Non vi annoierò con lunghi e pomposi discorsi di carattere settoriale». Lei non ci avrebbe annoiato, anzi ci avrebbe consentito di comprendere le reali intenzioni del suo Governo senza la maschera ecumenica, perché sino a due anni fa lei, onorevole Berlusconi, era alla guida del Governo di questo Paese. Ci è stato rammentato che per la terza volta dal 1994 lei ha vinto le elezioni, avendole i cittadini dato la fiducia; dovrebbe però chiedersi perché, dopo averle dato la fiducia, il popolo italiano sistematicamente, per due volte gliel'abbia tolta e dovrebbe chiedersi perché nel 2006 perse le elezioni pur sfiorando il 50 per cento dei consensi ed oggi, nel 2008, abbia vinto con il 47 per cento dei consensi sull'80 per cento degli italiani che si sono espressi.
Il suo è un Governo di minoranza nel Paese, con una corposa maggioranza parlamentare non corrispondente al consenso effettivo dei cittadini. L'opposizione, minoritaria in Parlamento, è maggioranza nel Paese. Ed è un mero artifizio intellettuale la sua affermazione secondo cui gli elettori hanno scelto con nettezza una maggioranza di Governo e una di opposizione. Lei sa che non è vero perché i numeri della maggioranza sono solo il risultato di una legge elettorale non coincidente con il consenso. Rispettiamo, ovviamente e totalmente, le regole democratiche, ma politicamente noi dobbiamo valutarla avendo la memoria viva della sua arte di governo praticata sino a due anni fa e per un'intera legislatura.
Mi sottraggo allora alla genericità ecumenica del suo intervento, perché è un argomento che non mi appassiona. Dico soltanto che il leader della nostra coalizione, Walter Veltroni, ieri ha affermato: pronti al dialogo, ma disposti a dire no. Io direi: siamo opposizione, disposti a dire anche sì quando occorre.
La sfido però su due argomenti di estrema concretezza e di interesse per il nostro Paese.
Apprendiamo che nei prossimi giorni il Governo delibererà i provvedimenti molto attesi sul grave problema dell'immigrazione clandestina e sulla sicurezza. Anzitutto sgombriamo il campo da un messaggio che è solo mediatico: il problema dell'immigrazione clandestina riguarda gli extracomunitari, e quindi non c'entra affatto con i cittadini appartenenti all'Europa comunitaria. Sappiamo che la gran parte dei provvedimenti sono mutuati dal lavoro compiuto dal precedente Governo, ma proviamo un grande sconcerto per ciò che di nuovo voi stareste per decidere di qui a pochi giorni, perché il ministro Maroni e il ministro Ronchi hanno annunciato che ci si muove nella direzione dell'introduzione del reato di immigrazione clandestina. Ciò significa che il clandestino passerà dallo status di irregolare allo status di reo; il che significa ancora che, trattandosi di reato permanente ed essendo obbligatorio l'esercizio dell'azione penale del nostro Paese, dovrà procedersi all'arresto, alla detenzione e al processo dei clandestini irregolari presenti in Italia.
Sappiamo che, secondo stime prudenziali, i clandestini irregolari presenti nel nostro Paese sono 650.000 e il 60 per cento è composto da colf e da badanti, sicché il Governo si appresterebbe a far arrestare e a processare 650.000 clandestini, alla ricerca dei quali non potrà sottrarsi perché quei clandestini da irregolari diventano permanentemente soggetti rei. Ma lei, Presidente del Consiglio, ha previsto dove custodire queste centinaia di migliaia di clandestini? Ha previsto che l'indagine e il processo devono anche riguardare i datori di lavoro, che diventerebbero concorrenti o favoreggiatori nel reato permanente di immigrazione clandestina? Ha previsto il costo del gratuito patrocinio che inevitabilmente si abbatterà nella gestione dei processi che si prevede abbiano tre fasi di giudizio, come stabilito dal nostro codice? Ha stimato il costo di questa operazione, che è oscillante tra i 40 e i 50 miliardi di euro? Ma si rende conto? Si rende conto di ciò che sta preparando e di quale strada avete tracciato?
Il problema è quello di come studiare la complessa vicenda delle espulsioni. Voi invece ci state proponendo l'introduzione di un nuovo reato e la necessità di svolgere processi con un meccanismo, introdotto con un tratto di penna di qui a qualche giorno, che ci porterà ad affrontare costi enormi, pari a diverse leggi finanziarie.
In merito al secondo elemento di concretezza, lei ha detto che crescere significa anche rilanciare il Paese e i suoi talenti e significa dare una frustata vitale alla ricerca. Ebbene, lei è lo stesso Presidente del Consiglio che meno di tre anni fa licenziò il premio Nobel Carlo Rubbia, che lavorava al sistema dell'energia alternativa e in particolare al sistema termodinamico. Il premio Nobel Carlo Rubbia, cacciato da lei con un decreto, venne chiamato dal Governo spagnolo per realizzare il suo progetto e nel 2012 Siviglia, 600.000 abitanti, sarà la prima città in Europa che, grazie al talento di un italiano, avrà energia solare al cento per cento. Oggi, grazie al progetto di un talento italiano che lei cacciò tre anni fa, si sta realizzando negli USA, e precisamente nel Nevada, una centrale termodinamica. Lo scorso dicembre il Governo tedesco ha stipulato un accordo con i Paesi nordafricani per la realizzazione del progetto di un talento italiano che lei cacciò tre anni fa.
E allora che cosa farà il Governo? Ancora una volta sbatterà la porta in faccia a Rubbia, rinunciando a ciò che la Spagna, gli Stati Uniti e la Germania vogliono realizzare soltanto per l'opzione del nucleare che ancora lei ieri ha rivendicato? Quali interessi si nascondono dietro questa opzione che l'Europa e gli Stati Uniti hanno abbandonato? Quali interessi si nascondono nel momento in cui un talento italiano viene cacciato dal suo precedente Governo? Perché la Spagna, la Germania e gli Stati Uniti possono realizzare ciò che all'Italia è negato?
Lanci una sfida allora. Ritorni ad essere Masaniello. Annunci in quest'Aula che il primo talento al quale l'Italia non può rinunciare è il talento di chi consente il ricorso all'energia alternativa nell'interesse del Paese. Così si ama il proprio Paese, con fatti concreti e non con le parole.
Noi il nostro Paese lo amiamo fortissimamente e nel nome del nostro Paese faremo un'opposizione integerrima ma ottimista, perché non consentiremo sfregi alla legalità, alla giustizia, all'etica e alla moralità, ma saremo pronti a votare ciò che di positivo ci sarà per il nostro Paese.
Noi dell'Italia dei Valori ciò faremo e sono convintissimo che, insieme a noi, lo faranno i nostri alleati del Partito Democratico. (Applausi dai Gruppi IdV e PD. Congratulazioni).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pera. Ne ha facoltà.