LEONI (LNP). Signora Presidente, Presidente del Consiglio, Ministri, colleghi, dirò subito che il mio sarà un voto di fiducia a questo Governo. Faccio parte dello schieramento di maggioranza, sono un leghista ed ho il vizio, per molti, di essere cattolico e come tale troppe volte sono invitato ad essere sileant cattolici in munere alieno, ma le posso garantire che il mio dire sarà solo in modo costruttivo, come fanno gli architetti, praticando la nota formula benedettina ora et labora, accompagnato dall'obbedienza e dall'umiltà.
Da sempre mi sono reso conto che guidare gli altri implica la necessità di lavorare innanzi tutto su noi stessi, in un'ottica di continuo e incessante miglioramento del nostro modo di fare e di essere. Soltanto così è possibile gestire le persone che ci sono affidate. Chi vuol parlare alla mente ed al cuore degli altri deve avere prima ascoltato e parlato con la propria mente ed il proprio cuore e da oggi sono molte le menti ed i cuori che l'ascolteranno, caro Presidente.
Dall'esposizione delle sue linee programmatiche ho appreso molte proposte condivisibili e, considerata l'opportunità di poterle parlare direttamente, approfitto dell'occasione.
Per quanto riguarda l'immigrazione, abbiamo nel nostro Paese quattro milioni di immigrati. Io la vorrei invitare a venire con me in Congo tutti gli anni, quando vado a fare volontariato; sono pienamente convinto che se il Padreterno avesse fatto nascere me o lei in Congo saremmo venuti qui, perché uno spirito costruttivo non può rimanere in un Paese del Terzo mondo. Dunque, dobbiamo porre in essere un impegno a livello di banca mondiale; se vogliamo fermare l'immigrazione dobbiamo aiutare questa gente a casa propria, cosa che continuiamo a non fare.
L'aborto: da quando c'è la legge sull'aborto cinque milioni e mezzo di bambini non sono stati fatti nascere, uccisi nel grembo delle proprie madri. Abbiamo quattro milioni di immigrati; ecco perché abbiamo bisogno di immigrati, la nostra società così consumistica va a comprare anche i bambini. Noi li uccidiamo e poi li dobbiamo importare e importiamo ragazzi già di venti anni. Anche questo ci deve portare a grandi riflessioni.
L'eutanasia. Per me è molto facile: la vita è un dono di Dio e va rispettata dal suo concepimento fino alla morte.
Il problema della casa. Ho sentito nel suo programma, Presidente, che vuole attuare un piano Fanfani: le dico che in questo modo finirà la legislatura e non avremo ancora iniziato a costruire le case. Dia lavoro al catasto, agli uffici erariali; ci sono tante case invendute nel nostro Paese; sicuramente si possono fare delle stime, dando poi l'opportunità alle giovani famiglie di comprarsi una casa già esistente sul territorio. Se aspettiamo un piano Fanfani sicuramente non riusciremo ad accontentare nessuno.
La terza settimana. Si parla di terza settimana nel senso che la gente non riesce ad arrivare a fine mese. Benissimo, la gente vive di affitti, di mutui, di alimenti, di benzina, di energia, di spese per i figli: faccia costare meno questi beni primari, ad esempio, riducendo l'IVA sugli stessi; è una cosa fattibile da subito. Invece di aumentare gli stipendi, in questo modo la gente troverà nel proprio portafoglio le risorse per poter affrontare la terza settimana.
Il federalismo. Si parla solo di federalismo fiscale. La sussidiarietà, e non la solidarietà, è un nobile valore intrinseco del federalismo e pertanto il pensiero federalista va portato avanti in tutta la sua interezza. Sono in troppi a pensare che il federalismo sia sinonimo di egoismo, di particolarismo. Non c'è cosa più sbagliata. Metà del Paese Italia vive con preoccupazione l'inizio di tali riforme, che obbligatoriamente dobbiamo affrontare per salvare il Paese; non possiamo far altro che lavorare per trasformare questo Stato centralizzato in un moderno Stato federale.
Vado a concludere, Presidente, anche se avevo tanti argomenti da affrontare. Per ultimo, le raccomando di non tradire le aspettative del mio popolo, altrimenti sarò il primo di molti a togliere la fiducia. Patti chiari e, come si dice a casa nostra, l'amicizia rimarrà lunga. La ringrazio, le auguro buon lavoro e che Iddio ci aiuti e ci assista. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
Presidenza del presidente SCHIFANI (ore 10,25)
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Chiti. Ne ha facoltà.