PISTORIO (Misto). Signor Presidente, colleghi del Senato, signor Presidente del Consiglio, le dichiarazioni da lei rese al Parlamento sono pienamente all'altezza dell'ampio mandato che le è stato conferito dagli elettori e che dà, a lei e al Governo da lei presieduto, una investitura politica che ha rari precedenti nella storia repubblicana e che è certamente unica in quel periodo tormentato che amiamo definire seconda Repubblica.
L'Italia attraversa un momento di particolare difficoltà dovuto senza ombra di dubbio non solo agli errori politici del precedente Esecutivo, ma anche ad una congiuntura economica internazionale di grave crisi.
Un consenso così forte attribuito alla nostra coalizione ci impegna in una politica seria e coraggiosa finalizzata, nel breve periodo, a dare risposte alle problematiche più urgenti e, nel lungo periodo, a dar vita a riforme importanti capaci di mettere in moto un cambiamento reale del Paese.
L'Italia del Sud, ed in particolare la Sicilia, che sconta in maniera esponenziale gli errori del precedente Governo, nonché le proprie carenze endogene e storico- culturali, le ha riservato un consenso senza precedenti. Quindi, Presidente, il suo, il nostro Governo porta su di sé un'enorme responsabilità: non può permettersi di deludere le aspettative dei cittadini del Sud, che pretendono interventi di straordinaria incisività per far ripartire lo sviluppo di quest'area del Paese.
In questi anni il Mezzogiorno è stato vittima di una politica disattenta sino alla scelleratezza. Soltanto a titolo esemplificativo è necessario evidenziare come non sono stati attuati gli obiettivi di destinazione al Mezzogiorno del 41 per cento delle risorse destinate alla legge obiettivo e come siano state destinate altrove parti importanti delle risorse del FAS (Fondo per le aree sottoutilizzate), oltre ad un uso sostitutivo e non aggiuntivo delle risorse derivanti dai fondi strutturali europei, con una prassi più volte contestata dalla stessa Unione Europea.
La sua attività deve quindi anzitutto partire da un'attribuzione piena al Sud del Paese di tutti i fondi accantonati per interventi in conto capitale e ad oggi ancora inutilizzati. Noi eletti del Movimento per l'Autonomia saremo molto vigili perché questo obiettivo si realizzi in pieno insieme con tutti gli altri punti indicati nel capitolo 5 del programma della coalizione, che hanno motivato la nostra Alleanza per il Sud.
Il Mezzogiorno rappresenta, infatti, un'opportunità di sviluppo per l'intero Paese, perché possiede maggiori potenzialità di crescita produttiva, spazi fisici ed economici, risorse materiali ed immateriali per accrescere il livello di competitività nazionale. Perché il Mezzogiorno possa svolgere il proprio ruolo propulsore nei confronti dello sviluppo economico italiano è tuttavia necessario promuovere un radicale mutamento nelle politiche per il Sud, passando dal tradizionale approccio assistenzialista ad una nuova strategia di intervento fondata contemporaneamente sul riconoscimento di straordinari elementi di autonomia e sulla corrispondente attribuzione di grandi responsabilità.
Nel corso degli anni, infatti, le politiche per il Mezzogiorno hanno oscillato tra due paradigmi, uno compensativo, orientato cioè alla diminuzione più o meno graduale del gap, attraverso trasferimenti ai cittadini e incentivi alle imprese, e uno cosiddetto di crescita, fondato cioè su azioni strutturali per accrescere occupazione e produttività e, più in generale, per stimolare la competitività dei territori. Entrambi questi approcci, non del tutto fuori luogo, sono stati tuttavia inquadrati in una logica generale di intervento fondata sull'emergenza, ovvero su azioni e misure di sostegno al capitale ed al lavoro dipendente piuttosto che di aggressione ai fattori interni ed esterni che penalizzano il sistema economico meridionale.
Al contempo, l'evoluzione dei mercati tradizionali nell'economia globale della conoscenza impone definitivamente che lo sviluppo industriale e produttivo delle Regioni meridionali parta dal rafforzamento dei nodi strutturali che storicamente condizionano gran parte dei territori del Sud, analizzando ed esaltando l'insieme più ampio delle risorse e delle opportunità già presenti in ciascun contesto territoriale. Non si tratta quindi di preconfezionare ricette o modelli di sviluppo, ma di consegnare le corrette opportunità ai protagonisti dell'economia meridionale per individuare insieme le soluzioni ai loro problemi.
Per tradurre in concrete azioni tali obiettivi generali di intervento, è necessario promuovere un ripensamento complessivo del sistema Paese che, attraverso la chiave dell'autonomia dei territori, consenta di modernizzare sia il Settentrione che il Mezzogiorno, in un'ottica tuttavia di differenziazione delle rispettive prerogative e regole di funzionamento, al fine di valorizzare le specifiche potenzialità.
Un intervento strategico essenziale per il Sud, da attuare immediatamente, avviando le procedure anche presso l'Unione europea è certamente l'introduzione di una fiscalità compensativa per promuovere l'insediamento, lo sviluppo e l'aggregazione tra le imprese operanti nel Mezzogiorno, come già indicato da Confindustria; fiscalità compensativa e non di vantaggio, perché deve servire a colmare le condizioni di ritardo infrastrutturale e i gap ambientali che condizionano il sistema delle imprese nel Mezzogiorno per un tempo ragionevole, che consenta l'insediamento ed il consolidamento delle imprese e accompagni questa fase con la certezza che, anche per l'azione di questo Governo, i ritardi ambientali ed infrastrutturali saranno colmati in un congruo periodo.
Questione fortemente condizionante l'attività economica e civile delle nostre aree è certamente la presenza invasiva della grande criminalità organizzata. Ma finalmente l'attività di contrasto alle organizzazioni mafiose registra importanti successi non solo dal punto di vista prettamente giudiziario ma anche dal lato della rinascita civile e sociale; questo impegno deve proseguire senza tregua, fino alla definitiva eradicazione del fenomeno della criminalità organizzata, e si deve estendere a tutte le aree del Paese interessate a questi fenomeni, aumentando ulteriormente la forza dell'intervento repressivo per garantire questa rigenerazione della società meridionale.
Voglio aggiungere un altro suggerimento che dovrebbe rappresentare, secondo il nostro Movimento, un pilastro fondamentale per l'azione di Governo per il Sud. Il sistema delle autonomie locali va sostenuto in una interpretazione del federalismo volta da un lato a promuovere le potenzialità dei territori e dall'altro a realizzare quella perequazione delle risorse connaturata al principio solidaristico che informa tutto il nostro ordinamento. In questa prospettiva di riforma costituzionale in senso federalista assume particolare valore l'esperienza dello Statuto speciale siciliano, parte integrante del nostro ordinamento costituzionale ma troppo spesso violato dall'invasività del potere centrale e non sufficientemente difeso dall'azione dei rappresentanti politici del popolo siciliano.
Noi del Movimento per l'Autonomia, che abbiamo come ragione fondativa la piena attuazione della nostra Carta statutaria, sappiamo di poter contare appieno sulla sua lealtà per il mantenimento dell'impegno politico da lei assunto in questo senso.
Per tutte queste ragioni, votiamo con piena convinzione la fiducia al suo Governo, certi che il ponte che ci accingiamo a costruire sarà il simbolo non solo della riunificazione fisica, ma anche civile ed economica del nostro Paese. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare per dichiarazione di voto il senatore Cossiga. Ne ha facoltà.