BRICOLO (LNP). Signor Presidente, presidente Berlusconi, colleghi senatori, è con grande entusiasmo che noi parlamentari della Lega Nord ci apprestiamo ad iniziare questa nuova legislatura, un entusiasmo dovuto alla voglia di mettersi subito al lavoro per realizzare nel più breve tempo possibile quelle riforme che abbiamo presentato in campagna elettorale e così tanto attese dalla gente che vive sul nostro territorio; un entusiasmo dovuto anche al grande successo elettorale ottenuto dal nostro movimento. Voglio dunque innanzitutto ringraziare, anche a nome di tutti i senatori del mio Gruppo, i milioni di elettori che con il loro voto ci hanno dato fiducia e i tanti militanti della Lega Nord che da anni si battono sul territorio per portare avanti le nostre idee. (Applausi dal Gruppo LNP).
Voglio anche rivolgere un ringraziamento particolare all'uomo che dopo quattro anni è tornato a ricoprire il suo ruolo di Ministro delle riforme all'interno del Governo, il nostro segretario federale Umberto Bossi (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
Questo entusiasmo, però, non ci fa dimenticare anche la grande responsabilità che abbiamo nei confronti di quei cittadini che con il loro voto ci hanno dato fiducia. La gente ci chiede fatti e non più parole, subito nuove riforme. Ci chiede in tempi brevi di realizzare le proposte che abbiamo loro presentato in campagna elettorale. Tutti noi, senatori sia della maggioranza che dell'opposizione, ci siamo impegnati ad approvare riforme istituzionali per cambiare e rendere più moderno e più efficiente questo Paese. Abbiamo dunque un'occasione storica, non sprechiamola. Superare il bicameralismo perfetto, istituire il Senato federale, garantire la governabilità e l'azione di governo, trasferire competenze dallo Stato centrale alle Regioni e agli enti locali, ridurre il numero dei parlamentari: su questi temi possiamo e dobbiamo lavorare tutti assieme in Parlamento, maggioranza e opposizione. Bene ha fatto, presidente Berlusconi, a parlare di dialogo. È questa la strada da percorrere: un dialogo che non deve più portare, come sempre è avvenuto in passato, ad uno scontro muro contro muro, ma che deve essere costruttivo nell'interesse generale dei cittadini e del Paese. Su questo noi fin d'ora garantiamo la nostra massima disponibilità.
Detto questo, come Lega Nord Padania ci muoveremo in questa legislatura per realizzare al più presto il federalismo fiscale. La gente al Nord non è più disposta a pagare tutte le tasse allo Stato centrale e a vedere che questi soldi molto spesso vengono spesi da Roma male o addirittura sprecati da burocrati incapaci. Parte di questi soldi devono rimanere sul territorio per aiutare le famiglie, i lavoratori che non arrivano a fine mese con il loro stipendio, ma anche per razionalizzare e contenere la spesa pubblica. È solo grazie al federalismo che potremo cambiare questo Paese: un federalismo che non vuol dire dividere, ma far crescere un Paese che adesso è fermo, ingessato, ingolfato da una burocrazia che non ha eguali in Europa, senza prospettive di crescita e con un'impostazione centralista e assistenzialista penalizzante e a dir poco anacronistica.
Tutte le grandi democrazie occidentali che sono in questi anni cresciute sia dal punto di vista economico che sociale lo hanno fatto puntando tutto sul decentramento, sulla razionalizzazione dei servizi e sul federalismo. Penso agli Stati Uniti, alla Gran Bretagna, alla Germania, alla Spagna. La Spagna è un Paese che è uscito dal franchismo come uno dei più poveri ed arretrati d'Europa e che ora ci ha di gran lunga superato in termini di crescita economica, di incremento di prodotto interno lordo e di efficienza amministrativa. La Spagna è tornata ad essere un grande Paese quando ha deciso di abbracciare il federalismo: il Nord, più produttivo, si autogestisce e i Paesi baschi e la Catalogna hanno un loro Parlamento; questo non ha però penalizzato il Sud, che può ora vantare un comparto agricolo, turistico e anche industriale in continua crescita. Questa è la strada, l'unica strada che potrà far crescere e rendere più moderno ed efficiente tutto questo Paese, sia il Nord che il Sud.
Un altro tema estremamente importante è la lotta e il contrasto alla criminalità e all'immigrazione clandestina. Tanto per essere chiari: la gente ci ferma per strada e ci dice che sono già troppi gli extracomunitari presenti nel nostro Paese, sono troppi e in continuo aumento. Su questo bisogna intervenire subito con nuove leggi, responsabilizzando anche la magistratura nell'applicarle. In poche parole, la gente ci chiede di togliere dalle strade delle nostre città tutti quegli extracomunitari clandestini che vivono di spaccio di droga e di sfruttamento della prostituzione e che si sono specializzati nelle rapine e nei furti negli appartamenti. Espulsioni, dunque, certe per chi è entrato illegalmente e contrasto ai flussi di extracomunitari clandestini in entrata.
L'allargamento accelerato dei confini dell'Unione Europea e la mancanza assoluta negli ultimi anni di contrasto dei flussi hanno fatto sì che questo Paese diventasse nell'immaginario collettivo degli stranieri la meta più ambita da raggiungere: chi parte dall'altra sponda del Mediterraneo o dall'Europa centrale è convinto che da noi troverà assistenza immeditata, con un po' di pazienza una regolarizzazione, diritti, nessun dovere, nessun obbligo e, se commetterà qualche reato, troverà una giustizia clemente e superficiale. Questo deve finire.
Nessuno chiede rappresaglie contro i boat people, ma semplice buon senso suggerisce che non possiamo continuare ad essere l'unico Paese - perché lo siamo -che recupera le imbarcazioni dei clandestini anche molto lontano dalle nostre coste, in acque internazionali o praticamente di fronte all'altra sponda del Mediterraneo. I clandestini in attesa di partire sanno che le nostre navi recuperano tutti, sfamano tutti, curano tutti, soccorrono tutti. Per loro, questo è solo un grande incentivo a partire comunque. Altri Paesi del Mediterraneo, come la Spagna - sebbene governi Zapatero che è di centrosinistra - e Malta, da tempo non lo fanno più e di conseguenza il numero di clandestini che fa rotta verso le loro coste è sensibilmente diminuito. Vengono tutti da noi. È dunque importante il pacchetto sicurezza che ha presentato il nostro ministro Maroni, che sarà approvato nel prossimo Consiglio dei ministri e di questo siamo sicuramente felici.
Per parlare sempre dei problemi del Paese, è evidente a tutti la necessità di procedere in tempi ristrettissimi alla realizzazione di nuove infrastrutture. Il Nord, e non solo, ha fame di infrastrutture, necessarie non solo per la crescita economica del Paese ma anche per migliorare la qualità della vita della gente sul nostro territorio: milioni di cittadini sono costretti ogni giorno a subire code interminabili. Per quanto ci riguarda, diventa dunque prioritario e necessario realizzare - ne cito solo alcune come esempio - nuove grandi infrastrutture, quali la Pedemontana lombarda, quella veneta, i trafori del Brennero e del Frejus, l'alta velocità, l'alta capacità e sfruttare al meglio le vie fluviali. Costruire nuove grandi infrastrutture non vuol dire però dimenticarsi dell'ambiente; anzi, sulla tutela ambientale noi del Gruppo della Lega Nord Padania faremo sentire la nostra voce in questa Aula. Troppo cemento, troppe lottizzazioni sono state fatte negli ultimi decenni senza una reale programmazione in grado di tutelare le nostre città, le nostre valli, il nostro territorio. Per quanto ci riguarda, dobbiamo riuscire, compatibilmente con le esigenze di sviluppo territoriale, a lasciare ai nostri figli quelle bellezze architettoniche e paesaggistiche lasciateci dai nostri padri.
Nel concludere il mio intervento, per essere chiaro fino in fondo con chi ci ascolta in quest'Aula ed anche con chi ci ascolta di fuori di essa, voglio annunciare i provvedimenti che come Gruppo della Lega Nord Padania non voteremo mai in questa sede, quei provvedimenti ai quali non daremo mai il nostro appoggio. Dico ciò per evitare da subito incomprensioni o strumentalizzazioni. Noi non voteremo mai provvedimenti che mettono in discussione la famiglia tradizionale la quale, per noi, è composta da un uomo, una donna e dai propri figli. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
Noi non voteremo mai un nuovo indulto per i carcerati. (Applausi dal Gruppo LNP e dei senatori De Eccher e Gamba). I delinquenti devono scontare la loro pena fino all'ultimo giorno. L'unico deterrente per chi vuole entrare nel mondo della criminalità è senz'altro la certezza della pena.
Noi non voteremo mai a favore del voto agli extracomunitari. (Applausi dal Gruppo LNP e del senatore De Eccher). Il voto in questo Paese deve essere collegato - come del resto è - alla cittadinanza, all'effettiva integrazione. L'ultimo arrivato, che in molti casi non conosce nemmeno la nostra lingua, che non condivide i nostri valori, che non conosce o peggio ancora non accetta la nostra cultura, la nostra storia e le nostre tradizioni non può pensare di poter decidere del nostro futuro, del futuro di chi è nato, vive e vuole continuare a vivere in questo Paese. E bene ha fatto il presidente Berlusconi a ricordare, nel suo intervento alla Camera, il concetto di padroni a casa nostra. Noi vogliamo rimanere padroni a casa nostra. (Applausi dal Gruppo LNP).
Concludo, presidente Berlusconi, dicendo che noi voteremo convintamente la fiducia, consapevoli che questo sarà il Governo delle riforme, del cambiamento, del federalismo, del rilancio del Paese, un Governo che durerà tutta la legislatura e, dunque, lunga vita a questo Governo. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL. Congratulazioni).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Finocchiaro. Ne ha facoltà.