BELISARIO (IdV). Signor Presidente del Senato, onorevole Presidente del Consiglio, senatrici e senatori, su un dato concordiamo in modo inequivocabile: le elezioni del 13 e 14 aprile hanno consegnato un quadro parlamentare che i cittadini hanno inteso semplificare riducendo della metà i Gruppi politici presenti in Parlamento. La maggioranza relativa degli italiani si è riconosciuta nella coalizione da lei guidata e nel suo progetto, signor Presidente del Consiglio, di «sistema Italia», dandole la maggioranza assoluta dei seggi parlamentari.
L'Italia dei Valori non può che rispettare la volontà popolare; non parla di brogli, evocati, invece a sproposito da chi oggi tende il ramoscello d'ulivo dopo due anni di mirata demonizzazione dell'avversario politico; né ci nascondiamo dietro ad alchimie politiciste. L'Italia dei Valori, alla luce dei risultati, ha ricevuto il mandato di fare opposizione e la farà con determinazione, perché ha una diversa visione di come si amministra una democrazia moderna. Non soffriamo di nostalgie. Non guardiamo al passato, né tampoco agli inizi degli anni '90 per intenderci, un periodo, peraltro, signor Presidente, che lei ha cavalcato e che le ha consentito di occupare spazi importanti ed insperati dello scenario politico. Il mio partito in quegli anni non c'era, ma è nato perché frutto della passione civile che da allora in avanti ha coinvolto tanti cittadini onesti che nel nostro partito si sono riconosciuti in modo sempre maggiore, dandogli un successo elettorale assoluto, perché essere paladini della legalità è un concetto che non è astratto e che interessa ancora i nostri connazionali.
Respingo con fermezza al mittente le affermazioni del presidente emerito, senatore Cossiga (Applausi dal Gruppo IdV) e gli ricordo che egli ha scritto persino la prefazione al commentario della Costituzione italiana di Antonio di Pietro.
COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Colpe nella vita le abbiamo tutti e questa è una mia colpa.
BELISARIO (IdV). E nella nostre fila non ci sono parlamentari d'accatto perché dicendo questo, signor Presidente emerito, lei offende gli elettori che hanno dato il consenso al nostro partito (Applausi dal Gruppo IdV. Commenti del senatore Cossiga). Ed è per questi cittadini che l'Italia dei Valori farà opposizione. Un'opposizione né consociativa né pregiudiziale, bensì un'opposizione parlamentare, così come ci hanno insegnato i Padri costituenti presenti ancora in quest'Aula, nonostante la più brutta legge elettorale che la sua maggioranza ci ha lasciato in eredità e che il centrosinistra non ha voluto e saputo cambiare. La nostra è una democrazia parlamentare e non una «telecrazia salottiera». Mi piace citare le parole di un liberale vicino a lei, onorevole Berlusconi. Antonio Martino ha dichiarato che un Paese è democratico non se ha un governo, perché quello lo hanno anche le dittature, ma se vi è un'opposizione. E quanto più vigorosa e credibile è quest'ultima, tanto più democratico è il Paese.
Sempre su questo tema e dopo quanto accaduto ieri alla Camera dei deputati nel corso dell'intervento del Presidente del mio partito, mi permetto di precisare al Presidente del Senato, con il rispetto che porto per la carica che ricopre ma con la fermezza che sento doverosa, che i diritti dell'opposizione sono scolpiti in leggi e Regolamenti e non sono nella disponibilità dei Presidenti delle Assemblee legislative. Persino l'ostruzionismo parlamentare, su cui egli recentemente in un'intervista ha espresso disapprovazione, è un diritto primario dell'opposizione che valuta se, come e quando esercitarlo; è evidente, solo e sempre in presenza di valutazioni politiche. È un diritto assoluto, come recita Roberto Zaccaria, che lo definisce estremo e non rimesso a valutazioni discrezionali o a puntuali concessioni di alcuno, tanto meno di chi deve esserne il legittimo garante. È un principio di libertà, sacrosanto e intangibile. Don Sturzo affermava che la libertà è come l'aria. Si vive nell'aria: se l'aria è viziata si soffre, se è insufficiente si soffoca, se manca si muore. Per questo non accetteremo mai la compressione del diritto di rappresentare tesi diverse e contrastanti con quelle della maggioranza. E lo faremo a costo di sembrare gli unici a fare un'opposizione visibile, che terrà sempre conto di quanto il Paese reale ci chiede e di cui l'Italia dei Valori si farà interprete senza tentennamenti, ammiccamenti o blandizie.
Senatrici e senatori, le istituzioni democratiche del nostro Paese sono nate e si sono rafforzate per la presenza di due blocchi contrapposti, che facevano capo alla Democrazia cristiana e al Partito comunista. Queste due grandi forze politiche anche quando nell'interesse dell'Italia hanno collaborato - penso alla lotta al terrorismo - lo hanno fatto mantenendo piena la loro identità e le loro differenze, senza arrecare sbandamento nei loro elettorati di riferimento, favorendo così la crescita complessiva, sociale, economica e culturale del nostro Paese.
Signor Presidente del Consiglio, abbiamo compreso che le piace un'opposizione in stile anglosassone, a partire dal governo ombra. Noi dell'Italia dei Valori riteniamo che questo possa essere un punto finale, un approdo e non un punto di partenza, perché dobbiamo portare la nostra democrazia a quei livelli: penso all'informazione, alla giustizia, al conflitto di interessi, al sistema di produttività.
Le sue dichiarazioni programmatiche le abbiamo ascoltate ed abbiamo ascoltato anche le sue precisazioni prima dell'avvio del dibattito in quest'Aula. Dopo una campagna elettorale che anche ella ha condotto con toni aspri, affermando persino, unitamente a chi oggi è Ministro del suo Governo, che provava orrore verso chi si contrapponeva con durezza alle sue diverse argomentazioni, oggi chiede unilateralmente di avere fiducia nelle sue promesse e nei suoi toni morbidi. Signor Presidente del Consiglio, non ci ha convinti. Avremmo preferito che avesse parlato chiaro per avviare un confronto e verificare se le sue buone intenzioni sono o meno effimere.
Ieri ha affermato che ha fiducia nei giudici. Quindi, non ritiene più, finalmente, che il problema dei problemi sia la separazione delle carriere per mettere la mordacchia all'ufficio del pubblico ministero. Se è venuto su quelle che da sempre sono le nostre posizioni, ci sentiamo rassicurati, perché anche lei comincia ad essere convinto che l'azione penale non possa essere controllata dal potere esecutivo senza che la Costituzione ne rimanga irrimediabilmente vulnerata. Il nocciolo dei problemi della giustizia è la riduzione dei tempi processuali attraverso la revisione dei codici, la semplificazione delle procedure, l'aumento delle risorse umane e finanziarie, la costruzione di nuovi istituti di pena. (Commenti del senatore Cossiga). Le modifiche dell'ordinamento giudiziario hanno sempre esternato volontà revansciste, ma non hanno mai evidenziato la determinazione di innovare.
Sulla comunicazione, al momento degradata a delega subministeriale, il suo silenzio ci preoccupa, perché nulla ci dice sulla regolamentazione, per noi inesistente, dei conflitti di interesse che certamente non riguardano solo la sua persona. In un Paese moderno si cerca invece di favorire la libera concorrenza obbedendo alla legislazione, alla giurisprudenza italiana ed europea. Ci deve dire se ritiene ancora giusto che con la depenalizzazione del falso in bilancio i bancarottieri di regime, con l'aiuto delle banche e dell'indulto (a cui ella ha concorso in modo determinante nella passata legislatura) abbiano potuto derubare centinaia di migliaia di risparmiatori senza finire in galera e senza neppure risarcire il danno arrecato. Sarebbe buona cosa se la maggioranza, e in genere tutta quest'Aula, approvasse in questa materia la proposta di legge che l'Italia dei Valori presenterà in uno con quella che impedisce ai condannati di sedere in Parlamento.
PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato; quindi, la invito a concludere, senatore Belisario.
BELISARIO (IdV). Dichiaro la non fiducia al Governo presieduto dal presidente del Consiglio, onorevole Berlusconi, a nome del Gruppo che presiedo. (Applausi dal Gruppo IdV).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare per dichiarazione di voto il senatore Bricolo. Ne ha facoltà.