è stato disposto lo schema di decreto interministeriale che riduce di 578 posti l'organico dei docenti in Basilicata per l'anno scolastico 2008/2009;
il Presidente della Giunta regionale della Basilicata, accompagnato dai Presidenti delle due Province lucane, dagli Assessori al ramo e dal Presidente dell'ANCI, in presenza delle organizzazioni sindacali, ha consegnato al Ministro una memoria dove, tra l'altro, si legge che:
a) il taglio previsto risulta quanto meno improvvisato, perché non corredato dall'indicatore di riparto che dovrebbe tener conto dell'entità prevista della popolazione scolastica, delle esigenze degli alunni portatori di handicap, del grado di densità demografica, delle caratteristiche geomorfologiche del territorio, delle condizioni socio-economiche e di disagio delle realtà interessate;
b) esiste una notevole differenza tra i dati della popolazione scolastica cui si fa riferimento nel citato decreto interministeriale e quelli in possesso della Regione ed era per questo indispensabile procedere ad un'ulteriore indagine conoscitiva circa la domanda di istruzione degli studenti lucani;
c) è indispensabile avviare la riorganizzazione del servizio scolastico in Basilicata sulla base di un'azione concertata a livello interistituzionale, e comunque tale da garantire prioritariamente i livelli essenziali delle prestazioni e uguali diritti allo studio, in coerenza con la funzione sociale che la scuola ha soprattutto nelle piccole ed isolate comunità del territorio regionale;
l'eco delle suddette iniziative è stato notevole, anche se non ha sortito, al momento, alcun effetto, in quanto: le funzioni del sistema informativo per la scuola primaria sono state chiuse ed i tagli previsti (oltre 136 posti sull'organico di diritto) sono stati effettuati sulla base dei dati della popolazione scolastica indicati dalla Direzione scolastica regionale e non certo su quelli forniti dalla Regione al Ministro nell'incontro del 12 febbraio 2008; inoltre, gli uffici scolastici provinciali continuano ad operare sulla base delle sole indicazioni della Direzione scolastica regionale; infine, nessuna informativa è stata rappresentata dalla Direzione scolastica regionale alle organizzazioni sindacali circa i criteri in adozione per la determinazione dei posti da assegnare in organico di diritto;
rilevato che, nonostante l'intesa raggiunta tra il Ministro e la Regione Basilicata di rideterminare gli organici del personale docente sulla base di un'ulteriore verifica dell'entità della popolazione scolastica lucana, alcuna indagine conoscitiva in tal senso è stata ancora effettuata, ed il balletto delle cifre continua a destare sconcerto ed incertezze;
considerato che:
la richiesta del Presidente della Regione di operare in deroga alle disposizioni dettate dalla circolare ministeriale n. 19 del 1° febbraio 2008, e quindi di tenere nella giusta considerazione le caratteristiche geomorfologiche e le condizioni socio economiche della Regione Basilicata, sembra destinata a non essere accolta, se ad oggi, relativamente alla sola scuola primaria, l'organico docenti ha perduto ben 136 posti;
un eventuale taglio di 578 posti in organico docenti procurerebbe un grave danno alle scuole della Basilicata ed inciderebbe negativamente sulla preziosa funzione sociale che esse svolgono soprattutto nell'ottica della valorizzazione delle risorse umane e dello sviluppo compatibile con le vocazioni culturali ed economiche della comunità lucana;
le organizzazioni sindacali lucane hanno indetto uno sciopero di tutto il personale della scuola per contestare un provvedimento che risulta essere tanto improvvisato, quanto iniquo, nonché lesivo del diritto degli alunni allo studio ed alle pari opportunità formative;
la Regione non si è ancora dotata di un organico piano di interventi finalizzato alla qualificazione dell'offerta formativa e che nessuna concreta azione è stata intrapresa in vista del trasferimento di potestà e di competenze in materia di istruzione e di formazione dallo Stato alle Regioni, a partire dall'anno scolastico 2009/2010;
la Regione Basilicata non ha dettato i criteri per la organizzazione del servizio scolastico sul territorio, determinando nella fattispecie una situazione dalla difficile gestione quale quella generatasi in occasione della delibera di dimensionamento approvata dalla giunta comunale della città di Potenza;
il processo di interazione tra il sistema dell'istruzione e quello della formazione, se pure individuato nel piano programmatico della Regione, non ha ancora trovato linee di sviluppo e di effettiva attuazione,
gli interroganti chiedono di sapere:
quali iniziative, nel breve periodo, il Governo intenda intraprendere per dare risposte concrete in ordine all'annunciato taglio degli organici docenti in Basilicata;
quali impegni ritenga di dover assumere nell'ottica della riqualificazione dell'offerta formativa e della realizzazione di un sistema educativo pubblico in grado di raccordare le istanze del territorio con le politiche nazionali ed europee, nonché della qualificazione della spesa e della efficienza ed efficacia dei servizi;
quali modalità di conduzione dei processi ritenga funzionali alla costruzione di un sistema dell'istruzione e della formazione largamente condiviso dalla società civile e dalle rappresentanze sociali e sindacali;
quali criteri ritenga opportuno adottare per favorire stabili e costruttivi raccordi tra scuole dell'autonomia, università e formazione professionale regionale, nel più ampio quadro delle azioni a beneficio delle politiche per la piena occupazione ed il lavoro.
(3-00019)