VACCARI (LNP). Signora Presidente, colleghi senatrici e senatori, signor Presidente del Consiglio dei ministri, prendo la parola con un'emozione che deriva non solo dal fatto che per la prima volta intervengo in quest'Aula, ma soprattutto dalla consapevolezza delle aspettative dei popoli del Nord - e vorrei credere e sperare di tutto il Paese - sull'urgente e inderogabile riforma federale e sull'attuazione del federalismo fiscale. Richieste giuste e sacrosante. Abbiamo ricevuto un voto di fiducia dal nostro popolo per portare a compimento fatti concreti ed è la stessa prerogativa che trasferisco su questo Governo.
Signora Presidente, signor Presidente del Consiglio, colleghi, sono ingegnere, persona pragmatica e abituata a risolvere i problemi. Sono un uomo del territorio, un sindaco che vive i problemi di tutti i giorni e convive con la realtà quotidiana della gente. In un'amministrazione locale, quando si arriva in municipio la mattina, i problemi che ci si trova ad affrontare toccano direttamente i cittadini e purtroppo si sono aggravati per effetto dell'azione del Governo che ha preceduto quello in carica. Questo è più evidente per chi vive ed opera in montagna, territorio che ho l'onore e l'orgoglio di rappresentare e nel quale vivo.
Vorrei evidenziare tre temi. In primo luogo la sicurezza, che costituisce un vero e proprio bene della società, un diritto primario dei cittadini da garantire non soltanto in relazione ai fenomeni di criminalità organizzata, di criminalità diffusa e di illegalità presenti nelle realtà urbane di grandi, medie e piccole dimensioni, ma anche sotto forma di degrado e disordine urbano.
Sicurezza e legalità sono un binomio imprescindibile, che può essere garantito solo tramite un'azione congiunta e sinergica di tutte le componenti, istituzionali e non, che già operano per assicurare ai cittadini condizioni di pace e di sereno e tranquillo svolgimento delle attività personali e lavorative.
Per realizzare una sicurezza partecipata ed una sicurezza preventiva e percepita, occorre che vi siano un'integrazione delle forze in campo ed una collaborazione tra tutti gli attori della sicurezza e della difesa, tramite un'azione coordinata e convergente, tale da porsi non solo come risposta alle istanze di sicurezza emergenti ma ancor più come strumento di rafforzamento dei diritti e degli interessi della collettività.
Il Patto di stabilità è sicuramente un argomento complesso ed articolato; sono d'accordo sulla volontà di escludere le spese per la sicurezza. Qui voglio solo porre alla vostra attenzione le difficoltà esistenti per l'erogazione dei servizi sociali ed i troppi fondi bloccati, specialmente nelle Regioni; è da studiare l'esclusione dal patto di queste voci di bilancio per garantire le persone più deboli.
Per quanto riguarda il taglio dei trasferimenti ai Comuni, sottolineo che ovviamente la grande rivoluzione ed il capovolgimento saranno rappresentati dal federalismo fiscale, ma ora devo qui ricordare il furto - sottolineo tale termine - fatto dal precedente Governo con il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, con il quale sono stati tolti indebitamente i già pochi denari a disposizioni, obbligando i Comuni - questa è veramente una beffa! - a pagare avvocati per difendersi. Chiedo sia immediatamente restituito il maltolto.
Desidero, infine, ricordare la risposta attesa dai Comuni referendari sulle volontà espresse secondo il principio di autodeterminazione.
Voto con convinzione la fiducia al Governo, in funzione del mandato che ci hanno assegnato i cittadini ed abbiamo un solo imperativo, un solo dovere morale e politico: impegnarci a fondo per soddisfare il desiderio di cambiamento, perché il popolo per il quale la Lega combatte e lotta da anni in tutte le sedi istituzionali si attende di vedersi finalmente riconosciuti i propri diritti di autonomia, rivendicati da noi da sempre ed ora speriamo non solo sbandierati da tutti.
Signor presidente Berlusconi - saluto anche il mio segretario Umberto Bossi - ho giurato questo a Pontida e a San Marco. (Applausi dal Gruppo LNP).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perduca. Ne ha facoltà.