RIZZI (LNP). Illustre Presidente, onorevoli colleghi, pregiatissimo Presidente del Consiglio dei ministri, la fiducia che ci accingiamo ad esprimere è densa di significati per il movimento politico e per il territorio insubre che mi pregio di rappresentare in quest'Aula.
Il programma di Governo è straripante degli argomenti espressi dalla Lega Nord nell'ultimo ventennio. I passaggi salienti del programma sono il nostro programma, per il quale il consenso ottenuto dagli elettori e dalle elettrici del Nord è stato chiaro, cristallino ed incontrovertibile, espresso con la consapevolezza che quanto predetto da Umberto Bossi nel corso degli anni si è sempre prontamente avverato, con tutta la drammaticità degli eventi.
Partiamo dalla necessità, ormai improcrastinabile, della completa revisione dell'ordinamento dello Stato in senso federale, compresa l'irrinunciabile componente fiscale, che avoca a sé la consapevolezza, intimamente condivisa dall'imprenditoria, dalla classe dirigente e dalla componente operaia, che la parte trainante del Paese, la locomotiva produttiva, impastoiata tra burocrazia e gabelle insostenibili, non è più in grado di reggere il confronto con un mercato internazionale competitivo e facilitato dalle corrispettive normative interne.
È antistorico ed autolesionista il comportamento di un Governo che, anziché favorire lo sviluppo economico, intraprende la strada del freno normativo e dell'esasperazione del prelievo fiscale, tanto per la componente imprenditoriale, quanto per quella operaia, ormai assolutamente impossibilitata a tirare la fine del mese!
In quest'ottica non posso non ricordare al Governo la necessità di intraprendere un'azione decisa e mirata nei confronti della problematica di Malpensa. Malpensa, per l'appunto, non certo Alitalia, che continua a rappresentare una voragine alimentata dai contribuenti e, ironia della sorte, prevalentemente dai contribuenti lombardi. La prossima settimana andremo ad approvare il prestito ponte per Alitalia, ma poi andrà affrontato compiutamente il problema di una grande parte di questa Nazione.
Egregio signor Presidente del Consiglio, non è fondamentale il tipo di cordata imprenditoriale che rileverà Alitalia, né è vitale che questo accada; è irrinunciabile che vengano lasciati liberi gli spazi aerei di Malpensa, semplicemente per permettere che sia la più elementare delle regole, la legge di mercato, ad occuparli, quel mercato che fa sì che Malpensa sia il principale aeroporto nazionale, l'insostituibile finestra del nostro territorio sul mondo, di quel territorio che per poter proseguire nel proprio ruolo di regione trainante non può prescindere da un aeroporto intercontinentale di serie A.
La fiducia viene poi riposta in materia di sicurezza e di regolamentazione dell'immigrazione, attraverso un'incisiva lotta alla clandestinità: da regole irreprensibili sugli ingressi nel territorio nazionale ad un costante e pregnante controllo sulla permanenza, sino alla garanzia assoluta dell'espletamento delle espulsioni, a maggior ragione se sostenute dalla commissione di reati.
I sindaci del Nord, dell'Insubria che mi onoro di rappresentare, non vedono l'ora di ricevere le incombenze annunciate dal ministro Maroni, operativi e radicati come sono sul territorio e non certo rinchiusi in torri d'avorio! La nostra gente, con il consenso alla Lega Nord, ha chiaramente espresso uno stato d'animo di profondo disagio ed un urlo da ultima occasione.
Mi avvio a concludere, signor Presidente, con una considerazione. La storia dell'umanità concede ai popoli le grandi occasioni, le finestre per l'autodeterminazione, dalla Catalogna all'Irlanda, dalla Scozia alle Fiandre ed altre ancora. È giunta l'ora della Padania, con la conquista della libertà, non certo ottenuta con la violenza o la sopraffazione, senza necessità di ricorrere né alla forza né alle armi, ma nel modo più civile, gandhiano e democratico possibile: il voto e la fiducia della nostra gente nella Lega Nord, fiducia che ora noi riversiamo nei confronti di questo Governo, profondamente intriso del nostro DNA! (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Casson. Ne ha facoltà.