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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 004 del 14/05/2008


GARAVAGLIA Massimo (LNP). Signora Presidente, vorrei formulare gli auguri di buon lavoro al presidente Berlusconi e a tutti i membri del Governo. Vi è bisogno di ottimismo perché la situazione non è delle migliori; lo sappiamo e lei, Presidente del Consiglio, lo ha espresso bene nel suo discorso iniziale.

Desidero aggiungere qualche nota sui conti pubblici, perché purtroppo la frenata dell'IVA del mese di marzo, inchiodata a una crescita dello 0,4 per cento, significa che, se si andrà avanti così, le entrate avranno un buco di 10-12 miliardi di euro.

Vorrei esprimere un'altra notazione sull'evasione fiscale. Sul fatto che sia doverosa la lotta all'evasione fiscale siamo d'accordo tutti: è importante l'entità di tale fenomeno, ma occorre considerarne anche la distribuzione territoriale. A fronte di una Lombardia in cui l'evasione fiscale è al 13 per cento, vi sono realtà dove la situazione è patologica, con tassi superiori al 60 per cento in Campania e in Puglia, al 65 per cento in Sicilia e al 94 per cento in Calabria. Sembra incredibile ma chi non ci crede può digitare su Internet, su un qualsiasi motore di ricerca, «evasione IRAP» e trovare un ottimo dossier pubblicato a luglio dell'anno scorso contenente a pagina 22 questa tabella. I dati sono impressionanti e indicano che c'è tanto da fare.

Veniamo al punto: la Lega Nord ha ottenuto un risultato molto importante, soprattutto perché ha puntato - come sempre - sul sempreverde federalismo. Evidenziamo in questa sede l'aspetto più economico della questione rimandando ad altre occasioni la questione più politica di federalismo inteso come nuovo patto per tenere unito e coeso l'intero Paese. Ci vogliamo soffermare in particolare sullo stretto legame che c'è tra la lotta alla burocrazia e, quindi, la riduzione della spesa pubblica, e il federalismo come mezzo per arrivare a tale obiettivo. Il messaggio di Stato snello e modernamente organizzato ha fatto breccia e la gente lo vuole davvero. È una lotta contro la burocrazia che incrementa la spesa pubblica, frena lo sviluppo e, per questa via, anche le entrate, condotta attraverso il federalismo come strumento di sviluppo e di controllo della spesa pubblica.

Vorrei fornirvi alcuni esempi degli effetti negativi di questa burocrazia intesa nella doppia accezione di pubblica amministrazione e in quanto alla base di complicazione di processi amministrativi. Per quanto riguarda la pubblica amministrazione la situazione del nostro Paese è caratterizzata non solo dal numero imponente dei dipendenti del settore che ammonta a 3.600.000 unità (come negli Stati Uniti d'America che sono un po' più grandi dell'Italia), ma anche e soprattutto da una bassa qualità del servizio prestato.

Cito due esempi per spiegare la bassa produttività del servizio della pubblica amministrazione. In primo luogo, vi è la disorganizzazione che costa allo Stato 26 miliardi di euro l'anno: il 56 per cento del personale della pubblica amministrazione è concentrato nei Ministeri centrali ed è cinque volte quello della Germania in cui tale percentuale non supera l'11 per cento. Non ci possiamo permettere questi 26 miliardi di euro di extracosto. Un altro esempio è la scarsa produttività, di cui un indice è l'assenteismo. Senza arrivare agli eccessi del Comune di Roma in cui, durante l'amministrazione di Veltroni, si è arrivati a registrare in media 39 giornate di assenze l'anno (senza considerare i giorni di ferie), guardiamo il dato nazionale: nella pubblica amministrazione i giorni di assenza sono in media 19, nel settore privato 4. C'è qualcosa che non quadra. Ha ragione il professore Ichino a sostenere che basterebbe reintrodurre la franchigia dei tre giorni. Proviamo a fare questo.

Un altro aspetto che ho citato è quello della burocrazia intesa come complicazione della vita di tutti i cittadini, in particolare delle imprese. Su questo versante si può veramente fare molto e puntiamo sul Ministero della semplificazione legislativa. La burocrazia intesa come complicazione costa un punto di PIL l'anno: sono altri 16 miliardi di euro che si aggiungono ai 26 miliardi già citati. Anche questo non ce lo possiamo più permettere. Ci sono 170.000 leggi: solo per arrotondare all'euro tutti i riferimenti numerici in esse presenti occorrerebbero mesi se non addirittura anni. È un compito veramente imponente.

Auguro quindi buon lavoro a lei, signor Presidente del Consiglio, e a tutto il Governo, con la piena fiducia del Gruppo della Lega Nord che spinge con coraggio sul federalismo, l'unico vero modo per ottenere controllo della spesa pubblica e sviluppo ed equità per tutto il Paese. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lannutti. Ne ha facoltà.