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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 004 del 14/05/2008


DELLA SETA (PD). Signora Presidente, signor Presidente del Consiglio, colleghe senatrici e colleghi senatori, presentando davanti alle Camere il suo Governo lei, onorevole Berlusconi, ha usato toni di responsabilità politica e istituzionale che hanno riscosso un generale apprezzamento, come apprezzato e largamente condiviso è stato il suo appello perché l'Italia, gli italiani, si uniscano per ritrovare fiducia nel futuro. Solo così, lei ha detto, solo credendo in noi stessi e nelle nostre possibilità, potremo crescere in economia e in benessere e svolgere un ruolo da protagonisti in Europa e nel mondo.

Per crescere, per essere un Paese rispettato e considerato, dobbiamo però sapere bene quali sono i problemi più urgenti nel mondo d'oggi, e fare la nostra parte per affrontarli. Tra questi problemi ce n'è uno, signor Presidente del Consiglio, che lei nel suo discorso ha completamente ignorato: è il tema dei mutamenti climatici, della necessità - per fronteggiarli - di cambiare drasticamente i modi di produrre e di consumare energia. Questa assenza ci preoccupa e dovrebbe, credo, preoccupare tutti gli italiani. La questione dei mutamenti climatici non è né di sinistra né di destra. In Europa tutti i Capi di Governo - da Sarkozy a Zapatero, da Angela Merkel a Tony Blair e Gordon Brown - ne hanno fatto una delle priorità di azione dei loro Governi. Il clima che cambia non è nemmeno un problema solamente ambientale. Come ha documentato l'ormai celebre rapporto Stern, comporta già oggi danni sociali ed economici rilevanti: se la spirale del riscaldamento globale non verrà interrotta, l'economia mondiale rischia il collasso.

D'altra parte, fare le cose necessarie a ridurre le emissioni che alimentano i mutamenti climatici - cioè prima di tutto investire in efficienza energetica, in risparmio e in fonti rinnovabili, così da ridurre l'uso di petrolio e carbone che sono la causa principale dei mutamenti climatici - favorisce anche lo sviluppo: perché come dimostra l'esempio dei Paesi più virtuosi in questo campo, dalla Germania al Giappone, promuove l'innovazione tecnologica, fa crescere la competitività delle imprese, fa nascere nuovi posti di lavoro.

L'Europa sta camminando con coraggio su questa strada; l'Italia, malgrado qualche recente passo avanti, è in gravissimo ritardo. Siamo lontanissimi dagli obiettivi fissati dall'Unione europea entro il 2020, siamo lontanissimi dai target assegnatici dal Protocollo di Kyoto. Fra 18 mesi a Copenaghen verrà firmato il nuovo Trattato sul clima: il rischio concreto è di arrivare a questo appuntamento indossando la maglia nera d'Europa.

Il Partito Democratico ha messo questi temi - la lotta ai mutamenti climatici, una radicale riconversione delle politiche energetiche - al centro del proprio programma. L'obiettivo dell'Italia abbiamo detto e pensiamo debba essere quello di rottamare il petrolio, puntando su efficienza e fonti rinnovabili a cominciare dal solare: un obiettivo reso tanto più urgente dal continuo rialzo dei prezzi del greggio, un obiettivo quanto mai strategico per un Paese come il nostro che importa tutto il petrolio che consuma. L'importanza che assegniamo a questa prospettiva è anche una delle ragioni che ci ha spinto ad andare liberi alle elezioni, non più alleati di forze che in nome di un falso ambientalismo dicono no anche ad opere e a infrastrutture - dagli impianti eolici ai rigassificatori - utili, spesso indispensabili proprio per difendere l'ambiente e l'uomo dall'impazzimento del clima. Io spero, presidente Berlusconi, che a queste grandi questioni il suo Governo dedicherà più cura, più attenzione del nulla che lei ne ha detto nel suo discorso e anche del nulla che fece in materia tra il 2001 e il 2006 il suo precedente Governo.

Noi faremo il possibile a questo scopo. Faremo il possibile perché sul punto della lotta ai mutamenti climatici lei e il suo Governo finiate per assomigliare più alla destra francese di Sarkozy, a quella tedesca di Angela Merkel, che non alla destra di un altro Presidente del Consiglio italiano (si chiamava anche lui Silvio Berlusconi), che davanti alle Camere, quattordici anni fa, disse testualmente che "il riscaldamento globale è una bugia inventata dagli ambientalisti". (Applausi dal Gruppo PD).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Benedetti Valentini. Ne ha facoltà.