il 4 maggio 2008, secondo quanto riportato dall'agenzia ANSA delle 18.39, "un romeno si è suicidato gettandosi dalla finestra di una caserma dei carabinieri in provincia di Frosinone. L'uomo, secondo quanto si è appreso, era stato fermato e portato presso la caserma dei Carabinieri di Fontana Liri per accertamenti. Quando i militi dell'Arma stavano già per congedarlo, poco prima delle 17, il romeno ha aperto la finestra e si è gettato dal secondo piano morendo sul colpo";
lo stesso giorno, "Il Messaggero", pubblicava on-line un articolo titolato "Fontana Liri, romeno fermato dai carabinieri: si getta nella tromba delle scale e muore". Nell'articolo si comunicavano i presunti nome ed età del soggetto - Christian Lupu, 28 anni - e venivano così esposti i fatti: "era stato fermato dopo la segnalazione telefonica di alcuni cittadini che avevano detto di averlo visto apparentemente in stato confusionale[…]. L'uomo stava per essere rilasciato quando all'improvviso si è gettato dalle scale, morendo probabilmente per aver battuto la testa dopo un volo di circa dieci metri";
sempre secondo "Il Messaggero", ad effettuare "l'esame esterno del cadavere" è stato il medico legale Antonella Conticelli, della Procura della Repubblica di Cassino;
secondo un comunicato diramato dal nucleo informativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Frosinone, poco dopo l'accaduto si descriveva così la dinamica del gesto del romeno: "mentre si trovava in sala d'attesa assieme ad un militare fulmineamente guadagnava la vicina tromba delle scale lanciandosi nel vuoto mettendo così in atto l'insano gesto";
non è chiara la dinamica del presunto suicidio, e lo conferma la palese discordanza, nella descrizione dei fatti, tra i vari media che hanno riportato la notizia;
non è verosimile pensare che un uomo "in stato confusionale" e "fuori di sé" (citando le agenzie ANSA e OMNIROMA) venga privato di assistenza psicologica e, proprio dalle autorità di Forza Pubblica, lasciato in libertà di fuggire o di commettere atti lesivi per la propria e/o l'altrui sicurezza;
una fonte attendibile del Comune di Fontana Liri ha riferito al telefono agli attivisti del Gruppo EveryOne, mobilitatosi per avere accertamenti sull'accaduto, che "non è stato effettuato alcun esame autoptico approfondito sul corpo del romeno, ma solo un esame superficiale sul cadavere ad opera di un medico legale della Procura della Repubblica";
diverse organizzazioni di tutela dei Diritti Umani, tra cui Amnesty International, hanno segnalato e stigmatizzato ripetutamente gli abusi delle Forze dell'ordine nei confronti dei rom; le ricerche prodotte da Amnesty dal 1997 a metà 2000 in 195 tra territori e Paesi rivelavano che "torture e maltrattamenti inflitti da agenti di stato sono stati riscontrati in oltre 150 Paesi e in oltre 80 Paesi queste torture hanno provocato morti". L'organizzazione in un appello del 2000 contro la tortura precisava che: "i rom sono comunemente visti come criminali e per questo subiscono pestaggi da parte delle forze dell'ordine". Negli ultimi due anni, inoltre, il Gruppo EveryOne ha raccolto numerose segnalazioni di rom relative a violenze subite da parte di agenti delle Forze dell'ordine,
si chiede di sapere quali provvedimenti i Ministri in indirizzo intendano adottare affinché vengano chiarite tempestivamente le dinamiche del decesso dell'uomo ed eventualmente chiarite e sanzionate le responsabilità.
(4-00015)