a tutti è nota la grave situazione in cui versa l'intero apparato della sicurezza in Italia;
relativamente ai Vigili del fuoco la situazione è oramai al collasso;
l'organico operativo previsto di 28.000 unità, a fronte di un'esigenza di circa il doppio, per effetto di concorsi interni e pensionamenti si è notevolmente ridotto, ed a fine 2008 dovrebbe ridursi a 24.000 unità;
questa carenza viene gestita quotidianamente con l'assunzione, per periodi di 20 giorni fino ad un massimo di 160 giorni all'anno, di personale discontinuo, il cui costo è mediamente pari ad 1.000 euro di stipendio, oltre ai contributi ed alla spesa relativa al sussidio di disoccupazione, pari a circa 3.000 euro netti l'anno corrisposto dall'INPS agli aventi titolo;
in risposta all'interpellanza urgente 2-00391 della XV legislatura a prima firma dell'on. La Loggia, il sottosegretario di Stato per l'interno, on. Ettore Rosato, nella seduta dell'8 marzo 2007 della Camera dei deputati ha fornito un quadro complessivo della situazione, annunciando, oltre all'assunzione nel triennio 2007-2009 di 2.600 unità, comunque insufficienti a garantire il recupero del turn over, una totale inversione di tendenza rispetto a quanto avvenuto in passato,
l'interrogante chiede di sapere:
che cosa intenda il Governo per "totale inversione di tendenza rispetto a quanto avvenuto in passato";
se non si ritenga preferibile, anziché utilizzare ingenti somme per le finalità richiamate, stabilizzare celermente il personale discontinuo, assicurando al medesimo serenità e certezze;
quale sia l'opinione del Ministro in indirizzo in merito alla proposta avanzata dalle organizzazioni sindacali di categoria di utilizzare, in alternativa a quanto sopra proposto, l'intero stanziamento previsto per il personale discontinuo per il richiamo in servizio del personale permanente "in stato programmato".
(4-00014)