BENEDETTI VALENTINI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
la stampa ha riportato con largo risalto la notizia che la maggior parte degli agenti di custodia in servizio presso il carcere di Orvieto si è autoconsegnata, in polemica con la Direzione dell'istituto, accusata di non tutelare il personale contro le gravi minacce ad esso recate da alcuni detenuti extracomunitari, addirittura armati di lamette da barba;
le stesse fonti riferiscono che più organizzazioni sindacali degli agenti (SAPPE, CGIL, OSAP) chiedono l'allontanamento del Direttore e che il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero avrebbe inviato una ispezione ad Orvieto per verificare la critica situazione,
si chiede di sapere:
quali oggettive notizie constino al Governo circa la sconcertante situazione determinatasi in seno all'istituto penale di Orvieto, come denunciata dalle organizzazioni sindacali;
se risponda al vero che dal febbraio del 2008 si sarebbero verificate aggressioni o minacce ai danni degli agenti di custodia, anche con strumenti atti ad offendere, e che la Direzione non solo non avrebbe adottato misure nei confronti dei detenuti responsabili, ma avrebbe anzi concesso a questi ultimi dei sussidi in denaro;
quali siano state le risultanze oggettive dell'ispezione ministeriale e quali provvedimenti abbia adottato o intenda adottare il Ministro in indirizzo per assicurare nel carcere di Orvieto serenità, rispetto delle persone, delle regole e delle professionalità, efficienza e garanzia nell'ambito della vita penitenziaria.
(4-00005)
D'AMBROSIO LETTIERI - Al Ministro della difesa - Premesso che ai sensi dell'articolo 1, comma 603, della legge finanziaria per il 2008 relativo al contenimento dei costi della giustizia militare ed in particolare ai fini del contenimento della spesa e della razionalizzazione dell'ordinamento giudiziario militare, a far data dal 1° luglio 2008 saranno soppressi i Tribunali militari e le Procure militari della Repubblica di Torino, La Spezia, Padova, Cagliari, Bari e Palermo;
considerato che:
l'ordinamento giudiziario militare in Italia, in attuazione della Costituzione, sancisce che i Tribunali militari, in tempo di pace, hanno la giurisdizione su reati militari commessi da appartenenti alle quattro Forze armate e alla Guardia di finanza;
l'attuale assetto dell'ordinamento giudiziario militare di pace è stato fissato dalla legge 7 maggio 1981, n. 180;
in Puglia, la Procura e il Tribunale militare di Bari hanno competenza su tutti i reparti schierati nelle province pugliesi e in quella di Matera;
la Puglia è una delle Regioni italiane a più alta concentrazione di installazioni e forze militari e vi sono schierati alcuni reparti operativi attualmente tra i più rilevanti a livello nazionale;
la riforma prospettata dalla legge finanziaria 2008 non potrà realizzare il tanto auspicato risparmio di spesa in quanto resterà invariato l'onere per spese correnti (stipendi) gravanti sul bilancio dello Stato dal momento che il personale impiegato nelle corti militari ed i magistrati militari dovrebbero transitare alla giurisdizione ordinaria. Inoltre, vi saranno maggiori oneri economici per il cittadino in armi, nei casi in cui la giustizia militare sia amministrata in luoghi significativamente distanti da quello in cui il reato è stato commesso e l'indagato presta servizio. Si pensi infatti che un volontario in ferma prefissata per un anno (VFP1) guadagna circa 800 euro al mese, mentre i costi per la sola trasferta di un legale, per esempio da Lecce a Napoli, possono superare i 500 euro al giorno,
si chiede di sapere se il Governo intenda intervenire tempestivamente per la soluzione della problematica in premessa, onde promuovere le opportune iniziative normative affinché il Tribunale militare di Bari non sia soppresso.
(4-00006)
BERSELLI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che l'avvocato Francesco Ferroni, contitolare insieme all'avvocato Dario Franceschini, dello studio legale associato Franceschini-Ferroni, è difensore della Gestline S.p.A. (ora Equitalia Polis S.p.A.) nei procedimenti di riscossione,
l'interrogante chiede di sapere:
quali quote detengano rispettivamente l'avvocato Francesco Ferroni e l'avvocato Dario Franceschini del predetto studio legale associato;
da quando il medesimo studio legale associato abbia ricevuto l'incarico;
quanti siano da allora ad oggi i procedimenti di riscossione affidatigli;
quali siano gli importi riscossi e quali compensi abbia ricevuto;
se e quale grado di anche lontana parentela leghi il suddetto avvocato Dario Franceschini all'omonimo onorevole Dario Franceschini, attuale vicesegretario del Partito Democratico.
(4-00007)
BERSELLI - Al Ministro della difesa - Per sapere:
quanti siano i civili delle varie nazioni impiegati presso la base Nato di Geilenkirchen (Germania) e quanti quelli italiani;
quanti siano in percentuale, rispetto al totale, i civili italiani e quelli di ciascuna nazione partecipante al programma;
se e quanti civili di nazioni non partecipanti al programma siano presenti in tale base;
quale sia in percentuale il contributo economico al budget di tale programma dell'Italia e, distintamente, degli altri Paesi.
(4-00008)
COSTA, NESSA, GALLO, MORRA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri - Premesso che:
con messaggio della Direzione generale per gli Italiani all'estero e le politiche migratorie - Ufficio II, prot. 302/108147 del 25 marzo 2008, il Ministero degli affari esteri comunicava al Consolato generale di Stoccarda, e solo per la regione Baden-Wuettemberg Germania, le risultanze della visita tecnico-didattica guidata dal Consigliere d'Ambasciata Mauro Carfagnini avente come oggetto "corsi di lingua e cultura italiana per l'anno 2008/2009" riguardo ai quali si dispone la "costituzione di corsi, necessariamente pluriclassi, che comprendano, al momento delle iscrizioni un numero di almeno 15-20 alunni, corsi con un numero inferiore di utenti non dovranno essere più costituiti";
la determinazione degli organici del personale della scuola è disciplinata dal decreto del Ministero della pubblica istruzione 24 luglio 1988, n. 331, il cui articolo 15, comma 1, prevede che "salvo il disposto dell'art. 10 (presenza nelle classi di alunni in situazione di handicap) le classi della scuola elementare sono di norma costituite da non più di 25 alunni e non meno di 10. Le pluriclassi sono costituite con non più di 12 alunni e non meno di 6";
l'organico delle scuole e corsi all'estero per il triennio 2008/2011, già fissato e reso noto, è stato calcolato nel rispetto delle suddette norme;
dal punto di vista didattico la creazione delle pluriclassi è da considerare una situazione eccezionale, difficilmente gestibile, suscettibile di condizionare negativamente il conseguimento di buoni risultati; a tale stato si è sempre cercato di rimediare parzialmente, riducendo il numero degli alunni di età diverse e di diverse classi. Pertanto è di tutta evidenza il fatto che la formazione delle classi nell'intera circoscrizione Consolare di Stoccarda di corsi costituiti tutti da pluriclassi numerose è il presupposto diretto di eventuali casi di abbandono e/o esito negativo negli studi per un numero considerevole di alunni, come è stato chiaramente motivato e dimostrato dall'esposto di tutti i docenti nelle scuole del Baden-Wuerttemberg, già a conoscenza del Ministero degli affari esteri,
gli interroganti chiedono di sapere quali iniziative si intendano adottare per il rispetto di quanto previsto dall'articolo 15, comma 1, del decreto del Ministero della pubblica istruzione n. 331 del 1998, e pertanto consentire che si formino pluriclassi con non più di 12 alunni e che le disposizioni contenute nel citato messaggio vengano annullate.
(4-00009)
BERSELLI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che il Parlamento in occasione della legge finanziaria per il 2008 ha introdotto, all'articolo 1, comma 132, una norma ai "Nel limite massimo di 500.000 euro annui (...) per i soggetti di età pari o superiore a 75 anni e con un reddito (...) non superiore complessivamente a 516,46 euro per tredici mensilità, senza conviventi, è abolito il pagamento del canone di abbonamento alle radioaudizioni esclusivamente per l'apparecchio tv ubicato nel luogo di residenza",
si chiede di sapere se e come sia stata data attuazione alla norma citata e come si intenda procedere per garantire il rimborso a quanti nel frattempo abbiano già corrisposto il canone 2008 non dovuto.
(4-00010)
BERSELLI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Si chiede di sapere:
se sia a conoscenza del messaggio della Coop che propaganda l'offerta di consulenza legale, prestata da avvocati, presso i suoi centri di grande distribuzione;
se non ritenga che ciò denoti, a tacer d'altro, una rilevante limitazione della libera concorrenza professionale, risolvendosi innanzitutto nell'interposizione, quale collettore di clientela, di un soggetto economico forte, in favore di legali ad esso facenti capo o comunque collegati;
se sia a conoscenza del fatto che la Giunta dell'Organismo unitario dell'avvocatura italiana, deliberando l'astensione per il 14, 15 e 16 dicembre 2006, ha addotto a motivo anche la circostanza sopra descritta, facendo presente come fosse stato palesemente sconfessato nei fatti uno dei principali obiettivi dichiarati dalla contestata normativa pseudo-liberalizzatrice introdotta con il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (cosiddetto Bersani), che era proprio la promozione della libera concorrenza;
quale sia il giudizio del Presidente del Consiglio dei ministri su quanto sopra esposto e quali iniziative urgenti di competenza intenda adottare per impedire un vero e proprio mercato delle prestazioni professionali di assistenza e consulenza legale.
(4-00011)
BERSELLI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
in seguito al decreto-legge n. 223 del 4 luglio 2006 (cosiddetto Bersani), convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, si è ulteriormente burocratizzata la procedura di pagamento degli emolumenti spettanti ai Giudici di pace, alcuni dei quali, come quelli di Bologna, non percepiscono alcunché dal mese di giugno 2006;
il Ministro della giustizia ha emanato una specifica circolare per ovviare a tali disfunzioni, che non ha però sortito effetto alcuno, in quanto disattesa dai funzionari preposti, che anteporrebbero rimborsi spese di altra natura,
l'interrogante chiede di sapere quali iniziative urgenti, anche di carattere disciplinare, il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine, da un lato, di garantire la corretta applicazione della propria circolare e, dall'altro, di assicurare il doveroso rispetto della funzione dei Giudici di pace, davvero insostituibile per l'amministrazione della giustizia in Italia.
(4-00012)
RUSCONI - Ai Ministri del lavoro, salute, politiche sociali e dello sviluppo economico - Premesso che:
negli anni scorsi la Riello S.p.A. ha rilevato la storica attività della ditta Berettacaldaie a Lecco, industria leader e simbolo della storia imprenditoriale di questo territorio che aveva toccato un tasso di occupazione di 500 unità;
in questi giorni, il gruppo Riello - Divisione caldaie murali, che occupa nello stabilimento di Lecco 330 dipendenti, ha dichiarato di voler procedere, a partire dal primo giorno di giugno, alla cessazione dell'intera attività produttiva, che impegna 150 dipendenti;
ciò costituisce un fatto grave perché l'azienda si è rifiutata di dare spiegazioni che vadano al di là di un mero calcolo di profitto economico immediato. Non sono stati inoltre presentati dati di bilancio, nessun segno che attesti l'effettiva difficoltà dello stabilimento, ma semplicemente l'intenzione di ridurre i costi di produzione. È possibile che in questo momento di crisi economica, di aumento del costo delle materie prime le imprese abbiano difficoltà, ma delocalizzare dove la manodopera costa meno non è una soluzione per l'economia italiana e per gli italiani stessi. È necessario che le imprese investano e credano nella capacità di riqualificare il valore delle imprese italiane;
un fatto ancor più grave e contraddittorio, se si tiene conto che il titolare di questa fabbrica, Ettore Riello, presentatosi alle elezioni per il PdL, ha improntato la sua campagna elettorale sull'esigenza di favorire e promuovere l'industria italiana;
il marchio Beretta, nato a Lecco negli anni Sessanta, è stato un marchio famoso in tutta Europa, ma da quando è stato acquistato da Riello, l'azienda si è andata svuotando di progetti, e la produzione è stata ampliamente delocalizzata in Polonia. Ora la direzione sceglie di lasciare a casa 150 dipendenti, e sembrano fondati i timori che, lentamente, anche le altre forze produttive lascino il territorio,
si chiede di sapere quali azioni, di concerto con l'Assessorato competente della provincia di Lecco, della regione Lombardia, con il coinvolgimento di tutte le parti interessate, si intendano assumere per evitare l'impoverimento ulteriore del tessuto industriale del territorio, sia per le aziende direttamente coinvolte, sia per i notevoli problemi per l'indotto produttivo interessato.
(4-00013)
BERSELLI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
a tutti è nota la grave situazione in cui versa l'intero apparato della sicurezza in Italia;
relativamente ai Vigili del fuoco la situazione è oramai al collasso;
l'organico operativo previsto di 28.000 unità, a fronte di un'esigenza di circa il doppio, per effetto di concorsi interni e pensionamenti si è notevolmente ridotto, ed a fine 2008 dovrebbe ridursi a 24.000 unità;
questa carenza viene gestita quotidianamente con l'assunzione, per periodi di 20 giorni fino ad un massimo di 160 giorni all'anno, di personale discontinuo, il cui costo è mediamente pari ad 1.000 euro di stipendio, oltre ai contributi ed alla spesa relativa al sussidio di disoccupazione, pari a circa 3.000 euro netti l'anno corrisposto dall'INPS agli aventi titolo;
in risposta all'interpellanza urgente 2-00391 della XV legislatura a prima firma dell'on. La Loggia, il sottosegretario di Stato per l'interno, on. Ettore Rosato, nella seduta dell'8 marzo 2007 della Camera dei deputati ha fornito un quadro complessivo della situazione, annunciando, oltre all'assunzione nel triennio 2007-2009 di 2.600 unità, comunque insufficienti a garantire il recupero del turn over, una totale inversione di tendenza rispetto a quanto avvenuto in passato,
l'interrogante chiede di sapere:
che cosa intenda il Governo per "totale inversione di tendenza rispetto a quanto avvenuto in passato";
se non si ritenga preferibile, anziché utilizzare ingenti somme per le finalità richiamate, stabilizzare celermente il personale discontinuo, assicurando al medesimo serenità e certezze;
quale sia l'opinione del Ministro in indirizzo in merito alla proposta avanzata dalle organizzazioni sindacali di categoria di utilizzare, in alternativa a quanto sopra proposto, l'intero stanziamento previsto per il personale discontinuo per il richiamo in servizio del personale permanente "in stato programmato".
(4-00014)
PORETTI, PERDUCA - Ai Ministri dell'interno e della difesa - Premesso che:
il 4 maggio 2008, secondo quanto riportato dall'agenzia ANSA delle 18.39, "un romeno si è suicidato gettandosi dalla finestra di una caserma dei carabinieri in provincia di Frosinone. L'uomo, secondo quanto si è appreso, era stato fermato e portato presso la caserma dei Carabinieri di Fontana Liri per accertamenti. Quando i militi dell'Arma stavano già per congedarlo, poco prima delle 17, il romeno ha aperto la finestra e si è gettato dal secondo piano morendo sul colpo";
lo stesso giorno, "Il Messaggero", pubblicava on-line un articolo titolato "Fontana Liri, romeno fermato dai carabinieri: si getta nella tromba delle scale e muore". Nell'articolo si comunicavano i presunti nome ed età del soggetto - Christian Lupu, 28 anni - e venivano così esposti i fatti: "era stato fermato dopo la segnalazione telefonica di alcuni cittadini che avevano detto di averlo visto apparentemente in stato confusionale[…]. L'uomo stava per essere rilasciato quando all'improvviso si è gettato dalle scale, morendo probabilmente per aver battuto la testa dopo un volo di circa dieci metri";
sempre secondo "Il Messaggero", ad effettuare "l'esame esterno del cadavere" è stato il medico legale Antonella Conticelli, della Procura della Repubblica di Cassino;
secondo un comunicato diramato dal nucleo informativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Frosinone, poco dopo l'accaduto si descriveva così la dinamica del gesto del romeno: "mentre si trovava in sala d'attesa assieme ad un militare fulmineamente guadagnava la vicina tromba delle scale lanciandosi nel vuoto mettendo così in atto l'insano gesto";
non è chiara la dinamica del presunto suicidio, e lo conferma la palese discordanza, nella descrizione dei fatti, tra i vari media che hanno riportato la notizia;
non è verosimile pensare che un uomo "in stato confusionale" e "fuori di sé" (citando le agenzie ANSA e OMNIROMA) venga privato di assistenza psicologica e, proprio dalle autorità di Forza Pubblica, lasciato in libertà di fuggire o di commettere atti lesivi per la propria e/o l'altrui sicurezza;
una fonte attendibile del Comune di Fontana Liri ha riferito al telefono agli attivisti del Gruppo EveryOne, mobilitatosi per avere accertamenti sull'accaduto, che "non è stato effettuato alcun esame autoptico approfondito sul corpo del romeno, ma solo un esame superficiale sul cadavere ad opera di un medico legale della Procura della Repubblica";
diverse organizzazioni di tutela dei Diritti Umani, tra cui Amnesty International, hanno segnalato e stigmatizzato ripetutamente gli abusi delle Forze dell'ordine nei confronti dei rom; le ricerche prodotte da Amnesty dal 1997 a metà 2000 in 195 tra territori e Paesi rivelavano che "torture e maltrattamenti inflitti da agenti di stato sono stati riscontrati in oltre 150 Paesi e in oltre 80 Paesi queste torture hanno provocato morti". L'organizzazione in un appello del 2000 contro la tortura precisava che: "i rom sono comunemente visti come criminali e per questo subiscono pestaggi da parte delle forze dell'ordine". Negli ultimi due anni, inoltre, il Gruppo EveryOne ha raccolto numerose segnalazioni di rom relative a violenze subite da parte di agenti delle Forze dell'ordine,
si chiede di sapere quali provvedimenti i Ministri in indirizzo intendano adottare affinché vengano chiarite tempestivamente le dinamiche del decesso dell'uomo ed eventualmente chiarite e sanzionate le responsabilità.
(4-00015)
PORETTI, PERDUCA - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
l'associazione Antigone ha denunciato l'8 maggio 2008 la morte in circostanze non chiare nel carcere di Venezia di una donna al sesto mese di gravidanza. La donna sarebbe giunta all'ospedale ormai in coma e con il bambino morto in grembo. La donna, straniera, era apparentemente appena giunta in Italia ed aveva confessato al magistrato di aver ingerito alcuni ovuli di cocaina;
l'articolo 275, comma 4, del Codice di procedura penale vieta la carcerazione preventiva per donne incinta, a meno che non sussistano esigenze di rilevanza eccezionale. La medesima disposizione recita infatti che: "Non può essere disposta la custodia cautelare in carcere, salvo che sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, quando imputati siano donna incinta o madre di prole di età inferiore a tre anni con lei convivente, ovvero padre, qualora la madre sia deceduta o assolutamente impossibilitata a dare assistenza alla prole, ovvero persona che ha superato l'età di settanta anni",
si chiede di sapere:
quali fossero le "esigenze eccezionali" che hanno determinato la carcerazione preventiva della donna invece di un ricovero in struttura ospedaliera;
se siano stati effettuati, prima della carcerazione, accertamenti sanitari per verificare l'effettivo stato di salute della donna e del feto, anche a seguito dell'ammissione della stessa al magistrato di aver ingerito ovuli di cocaina;
se nel carcere la donna sia stata seguita adeguatamente dal presidio medico lì presente;
se e come il Ministro in indirizzo intenda promuovere l'adozione di misure sanzionatorie qualora siano accertate eventuali responsabilità del magistrato e/o del direttore del carcere in questione.
(4-00016)
BIANCONI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:
la legge finanziaria per il 2007 ha modificato l'intero impianto normativo sul tema dell'utilizzo del demanio marittimo per finalità artistico ricreative andando a modificare sotto diversi aspetti anche le normative in materia delle diverse Amministrazioni competenti;
le nuove norme in ambito demaniale sono volte a tutelare le aree del demanio marittimo delle nostre coste così da perseguire il mantenimento di un corretto equilibrio tra le aree concesse ai privati e gli arenili liberamente fruibili;
con tale normativa (legge finanziaria per il 2007) le Amministrazioni locali hanno dovuto rivedere non solo la durata delle concessioni, ma anche la regolarizzazione dell'accesso al mare in base alla definizione di nuovi canoni, innovando completamente rispetto al ricorso che si faceva a canoni meramente tabellari, che permettevano di diversificare i sistemi di calcolo in relazione all'oggetto della concessione - sia per la parte occupata da manufatti che per quella libera -così da poterne differenziare il trattamento economico;
con la legge finanziaria per il 2007 viene permesso di utilizzare la tipologia dei canoni tabellari solo in parte e viene, invece, introdotto un unico tipo di canone commisurato al valore di mercato che si applica alle concessioni demaniali marittime destinate ad attività commerciali, terziario-direzionali e di produzione di beni e servizi;
gli importi per i nuovi canoni relativi alle concessioni demaniali marittime indicati nelle tabelle devono essere aggiornati sulla scorta degli indici ISTAT maturati sin dal 1994, sulla base dei decreti emanati annualmente dal Ministero dei trasporti;
questo ha comportato che con l'entrata in vigore della legge finanziaria per il 2007 per le concessioni demaniali marittime per gli anni 2004, 2005 e 2006 si applicano le misure unitarie vigenti alla data di entrata in vigore della legge;
tutto questo ha comportato un enorme problema, non solo alle Amministrazioni locali che hanno dovuto far fronte ad una nuova più farraginosa riscossione dei canoni, periodicamente aggravata dall'adeguamento agli indici ISTAT, ma soprattutto un aumento superiore al 1000 per cento, in molti casi, di questi canoni demaniali che hanno messo in seria crisi gli operatori del settore, in modo particolare quelli di tutto il litorale Adriatico;
il Ministro dei trasporti, unitamente all'Agenzia del Demanio ed all'Agenzia del Terriotorio, ha emesso in data 4 marzo 2008 una Circolare che esplicitando le modalità operative per la generazione dei dati di aggiornamento/allineamento dei sistemi informativi dell'Agenzia del Territorio (Prot. n. M_TRA/DINFR 2592), definisce i criteri per l'incameramento delle opere realizzate sul demanio marittimo che risultino di difficile rimozione, attraverso testimoniali di stato - e conseguenti volture catastali - stabilite automaticamente d'ufficio,
si chiede di sapere se il Governo intenda rivedere le richiamate norme che prevedono l'aumento dei canoni demaniali ed anche l'aggiornare del Codice della Navigazione, fermo al 1942, così da permettere al turismo balneare di essere tenuto in maggiore considerazione nelle scelte operate da Governo, Regioni, Comuni ed imprese, consentendo in tal modo una realistica disciplina del demanio turistico che tenga conto dei consumatori finali, ponendo, così, fine a questo ingiustificato aumento di tali canoni demaniali che rischia di gravare le famiglie di nuovi aumenti per i servizi balneari a partire dalla prossima stagione.
(4-00017)
BERSELLI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
la Direzione generale delle dogane (Ufficio personale) ha proposto al Ministro in indirizzo lo scorrimento della graduatoria per l'assunzione con contratto di formazione e lavoro di 20 collaboratori tributari, terza area, fascia retributiva F1, già area funzionale C, posizione economica C1, presso la Direzione regionale delle dogane per l'Emilia Romagna;
ad oggi non risultano essere state assunte iniziative al riguardo,
l'interrogante chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo intenda procedere nel modo auspicato dalla Direzione generale delle dogane;
in caso affermativo, quali tempi si prevedano per lo scorrimento delle graduatorie di cui in premessa.
(4-00018)
COSTA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle infrastrutture e trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:
i lavori di ammodernamento della strada statale Maglie-Leuca (strada statale 275) non sono più procrastinabili;
la suddetta opera, una volta ultimata, faciliterà notevolmente il collegamento viario, essendo previsto l'allargamento dell'attuale tratto fino a Montesano Salentino e la realizzazione di una nuova strada da Montesano fino alle porte di Gagliano;
è inoltre previsto che nel tratto terminale la Statale si innesti con le provinciali per Corsano e Alessano, evitando così la costruzione di un viadotto a ridosso di San Dana, una delle frazioni di Gagliano;
tale infrastruttura è assolutamente strategica per l'intero territorio salentino;
gli ingenti flussi turistici e gli "eventi" che sempre più spesso vedono come protagonista l'amato Salento, quale ad esempio la visita del Santo Padre prevista per il 14 giugno 2008, impongono un urgente adeguamento della strada statale Maglie-Leuca;
diverse conferenze di servizi del 2007 hanno già deciso i lavori necessari;
ritenendo, pertanto, necessario sbloccare e accelerare la situazione,
l'interrogante chiede di sapere quali provvedimenti si intendano adottare con urgenza per dare il via al più presto ai predetti lavori di ammodernamento.
(4-00019)