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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 004 del 14/05/2008


Allegato B

 

Intervento della senatrice Maraventano nella discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri

Signor Presidente del Senato, onorevole Presidente del Consiglio, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, per me donna, che provengo dal profondo Sud ed in particolare da una realtà bellissima ma altrettanto difficile qual è quella di una isola - Lampedusa - piccolo scoglio nel mar Mediterraneo, essere presente per rappresentare quei valori e quegli ideali in questa prestigiosa Assemblea, significa il coronamento di un sogno ed insieme di una grande sfida.

La mia appartenenza alla Lega sta a testimoniare quanto siano a dir poco frettolose e superficiali le affermazioni di quanti identifichino il mio partito come antimeridionale e poco sensibile ed attento nei confronti del Sud. La mia voce ha potuto essere rappresentata, e con essa i valori in cui credo, quale testimonianza di una dialettica democratica che è fortemente presente nel mio Gruppo. Detto questo, mi permetto di affidarLe, signor Presidente del Consiglio, queste brevi riflessioni con la speranza che Ella possa dar rapidamente corso al programma di governo per cui ci hanno votato milioni di cittadini e che, ne sono convinta, permetterà all'Italia di riprendere la posizione che merita nel contesto politico ed economico internazionale.

Una delle problematiche che mi sta più a cuore, da anni, è quella del contrasto all'immigrazione clandestina, fenomeno epocale che è strettamente congiunto a quello della sicurezza interna. Conosco per esperienza diretta la disperazione di coloro che arrivano sul nostro territorio, costretti dai trafficanti di esseri umani (gli scafisti) a viaggiare in condizioni disumane, ma conosco anche tutte le difficoltà che i cittadini della mia isola sono costretti ad affrontare nel quotidiano e soprattutto il forte indotto criminale che ruota intorno al fenomeno dell'immigrazione clandestina, che mette spesso a repentaglio nelle nostre città la sicurezza degli abitanti. Sono sicura che l'impegno che il Governo sta - da subito - rivolgendo a questo delicatissimo tema porterà a significativi ed incisivi risultati.

Sono altrettanto consapevole dell'importanza decisiva che riveste la questione del lavoro, sia per le nuove generazioni assillate da una precarietà che rende la vita spesso difficile, sia per coloro che da adulti si trovano a doversi reinventare una e diversa collocazione lavorativa, e mi batterò con forza nella Commissione lavoro in cui sono il Capogruppo per la Lega - per contribuire con il mio impegno all'affermazione di politiche sociali a sostegno del Welfare e per lo sviluppo, di cui il Paese avverte fortemente l'esigenza ed il bisogno.

Voterò, pertanto, la fiducia con la consapevolezza che l'attuale Governo, con serietà e responsabilità, opererà con la massima attenzione per trovare quelle risposte volte alla risoluzione di questi ed altri problemi urgenti che gli elettori con forza ci richiedono e per imprimere un nuovo corso e dare una svolta decisiva al rinnovamento del sistema Italia.

Grazie signor Presidente del Consiglio.

Integrazione all'intervento del senatore Collino nella discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri

Così come avvenne nel 1976 per il terremoto, allora la Regione assieme ai Comuni fu delegata dallo Stato alla gestione della ricostruzione che, come tutti ricordano, venne realizzata in tempi molto brevi e tale prassi ispirata al concetto di autonomia rappresenta ancora un unicum nella storia della Repubblica.

Con l'augurio che anche questo processo verso le autonomie possa trovare spazio, signor Presidente, le auguro un buon lavoro. Il nostro Paese ha fiducia in lei e nel suo e nostro Governo.

 

 

Testo integrale dell'intervento del senatore Lumia nella discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri

Presidente del Senato, colleghi, Presidente del Consiglio, questa legislatura può finalmente fare chiarezza su come la politica e le istituzioni intendano rapportarsi con il Paese.

Il Partito Democratico un contributo prezioso l'ha già dato. Con la sua nascita e con alcune coraggiose scelte ha dato un contributo determinante alla semplificazione del quadro politico tanto sognato e atteso dagli italiani. Così è stato possibile creare un solido bipolarismo. Un bipolarismo moderno, chiaro nei ruoli tra maggioranza e opposizione, ma costruttivo nei rapporti e capace di superare il quindicennio della seconda Repubblica caratterizzato dal bipolarismo dello scontro.

Non sarà facile procedere in tal senso, ma oggi possiamo finalmente avviare la costruzione di un apparato istituzionale e di regole elettorali in grado di dare corpo ad un'altra fase della nostra Repubblica. Attenzione, il Paese ha bisogno di una moderna cultura del confronto politico che eviti però il male antico del consociativismo, sempre in agguato e pronto a far rivivere l'antica tradizione italiana del trasformismo. Al di là dei toni, se vogliamo realmente aprire una nuova fase politica nel rapporto tra maggioranza e opposizione è necessario che ci sia un ancoraggio certo alla nostra Carta costituzionale. Se il confronto deve essere chiaro e trasparente, pronto a profonde innovazioni istituzionali deve essere forte e coerente il riferimento ai valori e alle regole della nostra Costituzione.

Ieri dal discorso del presidente Berlusconi è emersa una profonda differenza tra l'approccio riformista del PD e la proposta avanzata dalle destre oggi al Governo. Il presidente Berlusconi nel rassicurare gli italiani con toni più concilianti e miti vola però basso sulle riforme.

Non basta rassicurare il Paese. Dobbiamo coinvolgere la società italiana in un grande processo di cambiamento.

Non si può affrontare nè la questione settentrionale nè la vera e drammatica questione meridionale senza avviare davvero una profonda innovazione della pubblica amministrazione, del rapporto dello Stato con le Regioni e i territori, senza investire sui giovani, sul merito, su una moderna idea di sviluppo sostenibile.

Non è possibile pensare di rendere competitivo il nostro Paese senza destinare investimenti in ricerca e nelle innovazioni.

Non si può essere protagonisti in Europa senza una moderna politica di cooperazione che fa del Mediterraneo il nostro principale riferimento politico ed economico, per prepararci alla sfida del libero scambio, della crescita dei flussi nei trasporti e nella logistica che rischiano di svanire e trasformarsi da opportunità a grande occasione mancata per l'Italia, la Sicilia, per le altre Regioni meridionali.

Come costruire un federalismo fiscale che non danneggi la mia Regione, la Sicilia, ed il Mezzogiorno e che mantenga nel nostro Paese livelli omogenei di diritti, come quello allo studio e alla salute, e ad una pari dotazione di infrastrutture?

Come è possibile affrontare i grandi temi della sicurezza senza mettere al centro il principio di responsabilità? Noi del PD su questi temi siamo cresciuti, finalmente il confronto può essere libero da demagogie e da slogan. Siete pronti ad accettare la regola chiave di una moderna sicurezza? "Chi sbaglia paga", soprattutto a partire da chi è classe dirigente nella politica, nel sistema delle imprese e nella pubblica amministrazione. Più potere comporta più responsabilità. Intorno a questo binomio sono cresciute e maturate le moderne democrazie. Siete pronti a lasciare alle vostre spalle il disastroso binomio, più potere più impunità? Siamo pronti a leggi più rigorose e più severe verso chi compie reati, ma questo è possibile farlo se parte da un esempio di maggior rigore che le classi dirigenti dovrebbero avere.

Per il PD la sicurezza va considerata un diritto di nuova generazione, a mio avviso, addirittura di rango costituzionale. Da qui si impongono per il Governo scelte chiare e nette: più risorse, almeno 2 miliardi di euro l'anno da destinare alle forze dell'ordine.

Dobbiamo avere maggiori mezzi e risorse umane da investire in modelli organizzativi che fanno del controllo del territorio il primo obbiettivo di una moderna sicurezza. Sulla giustizia, pene più severe? Altroché. Deve essere chiaro però che senza la certezza della pena e senza una giustizia efficace e rapida tutto si trasforma nell'ennesimo annuncio. Servono altri 2.000 magistrati. Tribunali operativi anche di pomeriggio, con il conseguente aumento dell'organico degli operatori amministrativi.

Va snellito il processo di cavilli e passaggi burocratici che non danno maggiori garanzie, ma troppo spesso sono finalizzati a portare alla prescrizione e all'aggiramento delle sentenze.

Per fare ciò è indispensabile una cultura progettuale e un rigore nelle proposte che non abbiamo sentito dalla maggioranza soprattutto a riguardo degli immigrati. Dobbiamo abbandonare sia l'atteggiamento arrendevole di una certa sinistra, sia la rincorsa contro l'immigrato di una certa destra. Anche per l'immigrato vale la regola aurea delle democrazie: chi sbaglia paga. Detto questo per noi l'immigrato resta una risorsa mentre il problema sono la delinquenza e le mafie straniere. Guai ad identificare il nemico nell'immigrato. Guai pure a chiudere gli occhi di fronte ai problemi che la loro presenza immette nei nostri territori. Rigore e integrazione sono i due pilastri di una moderna politica dell'immigrazione.

C'è un altro punto che va chiarito bene. Per il Partito Democratico una moderna sicurezza deve tenere insieme la lotta alla criminalità diffusa con la lotta a tutte le mafie.

In queste ore è diffusa la preoccupazione che il Governo Berlusconi possa agire solo nei confronti della criminalità diffusa a discapito della lotta alle mafie. A nostro avviso un moderno ed efficiente sistema di sicurezza deve essere in grado di ottenere risultati cospicui su entrambi i fronti. Il PD propone una più moderna e avanzata lotta alla mafia capace di coniugare legalità e sviluppo.

Legalità e sviluppo significa ad esempio portare l'antimafia nel mondo dell'agricoltura per liberare il reddito agricolo che in vasti territori uccide la possibilità di tenere in vita aziende agricole sane e moderne. Così come va portata l'antimafia nel campo dello smaltimento dei rifiuti, della gestione delle risorse idriche e della sanità e nella giungla degli incentivi che hanno fatto della legge 488 del 1992 e di altre leggi simili un'occasione di arricchimento per la maledetta intermediazione burocratica, clientelare, affaristica e mafiosa. Siete pronti ad abolire la funzione di intermediazione della politica, a creare investimenti automatici sul modello del credito d'imposta?

Sono solo pochi esempi di come è possibile tradurre l'antimafia in un impegno quotidiano e concreto in grado di spezzare quei meccanismi di potere che bloccano le potenzialità del Mezzogiorno e di tutto il Paese.

Un'antimafia mirata solo alla legalità è destinata ad essere residuale, un'antimafia attenta solo allo sviluppo rischia di impantanarsi nel vecchio meridionalismo che ha sprecato tante risorse ed alla fine, piuttosto che promuovere la modernità, ha favorito gli interessi mafiosi. Separare queste due dimensioni sarebbe un tragico errore.

Ci sono tre domande di innovazione dalle quali partire: quella degli imprenditori e degli operatori economici organizzati nella Confindustria di Lo Bello e nelle tante organizzazioni di categoria, nelle associazioni antiracket e in Addio Pizzo che, per la prima volta nella storia, hanno avviato una rottura che deve essere raccolta ed amplificata in tutte le sue potenzialità; quella dei giovani che grazie all'impegno nelle scuole, nelle università e nel vasto mondo dell'associazionismo e del volontariato organizzato da Libera hanno maturato un'idea avanzata di cittadinanza; quella delle nuove professioni che chiedono un moderno rapporto con il mercato e la pubblica amministrazione.

Ci sono altri spazi dai quali l'antimafia rischia di essere addirittura espulsa: quello dei quartieri popolari, delle grandi città e dei piccoli Paesi delle aree interne, del mondo dell'emarginazione e dei disoccupati. Ecco perché una moderna antimafia deve coniugarsi con il risanamento sociale ed economico attraverso vere e concrete politiche della casa, dei servizi sociali, della scuola e del reddito di cittadinanza.

Nello stesso tempo si devono rilanciare le aree interne sul piano dell'economia e del turismo, e costruire una vera politica produttiva e delle infrastrutture in grado di affrontare il tema della disoccupazione e della precarietà in tutto il Mezzogiorno. Un lavoro intenso che richiede un'antimafia operosa e radicata capillarmente.

Resta poi il nocciolo duro dell'azione repressiva su cui bisogna avere il coraggio di dire parole più chiare e più nette. Sul 41-bis non possiamo limitarci ad un confronto su chi ha avuto la primo genitura. Attenzione, i boss mafiosi oggi attendono un segnale di attenuazione. A nostro avviso, invece, occorre renderlo ancora più severo ed efficiente, pronti anche a riaprire, se necessario, carceri come l'Asinara e Pianosa. Alle richieste dei boss mafiosi sulla revisione dei processi e sull'abolizione dell'ergastolo si deve rispondere in modo netto e compatto evitando ogni ipotesi di apertura, non lasciando alcun dubbio sulla severità delle pene e sulla loro applicazione. Ecco perché è necessario un sistema compiuto di doppio binario. Si può abolire subito il patteggiamento allargato che in secondo grado ha consentito a boss e grandi trafficanti internazionali di droga di usufruire di sconti di pena vergognosi.

Si deve abolire il gratuito patrocinio che pone a carico dello Stato l'onorario dei difensori, anche per boss mafiosi che non collaborano e che rimangono capimafia operativi come Provenzano.

Dobbiamo finalmente dare una risposta concreta e chiara ai testimoni di giustizia riconoscendogli i loro diritti. Diritti finora negati a cominciare da un loro immediato inserimento lavorativo.

La Procura nazionale antimafia deve essere dotata di maggiore potere nell'aggressione ai patrimoni e nella lotta al riciclaggio internazionale. I patrimoni mafiosi vanno colpiti con più rapidità ed efficienza e trasformati in attività produttive e sociali.

Molte proposte erano già contenute nel pacchetto sicurezza della fine della scorsa legislatura. Adesso le faremo valere nel nuovo Parlamento e chiediamo al Governo di farle proprie e siamo naturalmente disposti ad un confronto per migliorarle e renderle ancora più stringenti.

Nel sistema degli appalti va resa obbligatoria la denuncia delle richieste estorsive da parte delle imprese, va premiato l'imprenditore che opera nella legalità e vanno controllati capillarmente tutti i cantieri anche in collaborazione con quanti si occupano della sicurezza dei lavoratori. A livello europeo va organizzata una moderna attività antiriciclaggio e costruito uno spazio giuridico antimafia. Certo, la politica per fare questo deve innanzitutto liberarsi della classe dirigente collusa o incapace di coniugare legalità e sviluppo.

Oggi questa sfida va rilanciata per assicurare al confronto politico e alle possibili convergenze da realizzare in questo campo un limpido e trasparente profilo di impegno e di unità.

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Rossi Nicola e Scalfaro

 

E' assente per incarico avuto dal Senato il senatore Pinzger, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'Unione dell'Europa occidentale.

 

Commissione speciale per l'esame di disegni di legge di conversione di decreti-legge, Ufficio di Presidenza

In data 13 maggio 2008, la Commissione speciale per l'esame di disegni di legge di conversione di decreti-legge ha proceduto all'elezione dell'Ufficio di Presidenza.

 

Sono risultati eletti:

 

Presidente: Grillo

Vice Presidenti: Bodega e Giaretta

Segretari: Tofani e Lusi

 

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatori Poretti Donatella, Perduca Marco, Chiaromonte Franca

Modifiche al codice civile e alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, in materia di abolizione del diritto di accesso al fondo altrui per l'esercizio della caccia (510)

(presentato in data 13/5/2008 );

 

senatori Poretti Donatella, Perduca Marco

Nuove norme in materia di dispersione e di conservazione delle ceneri (511)

(presentato in data 13/5/2008 );

 

senatore Asciutti Franco

Nuove norme in materia specifica di difficoltà di apprendimento (512)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatore Asciutti Franco

Ordine delle precedenze tra le alte cariche della Repubblica sul territorio nazionale (513)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatore Asciutti Franco

Modifica all'art. 1 del codice civile relativa al riconoscimento della personalità giuridica ad ogni essere umano (514)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatore Asciutti Franco

Istituzione di una commissione d'inchiesta sulla imparzialità dei libri di testo scolastici (515)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatore Asciutti Franco

Modifica all'art. 59 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di denuncia e di trasferimento dei beni culturali (516)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatore Asciutti Franco

Misure di contrasto del fenomeno del graffitismo (517)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatore Asciutti Franco

Modifiche alla legge 21 dicembre 1999, n. 508, in materia di istituzioni di alta cultura (518)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatore Asciutti Franco

Norme per la salvaguardia dei laghi minori italiani (519)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatore Asciutti Franco

Modifiche alla legge 22 aprile 1941, n. 633, relativa al diritto d'autore. Delega al Governo in materia di parità di condizioni fra i soggetti che esercitano l'attività di intermediazione dei diritti d'autore (520)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatore Asciutti Franco

Norme in materia di docenti di scuole straniere operanti in Italia (521)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatore Asciutti Franco

Istituzione sperimentale del servizio di psicologia scolastica (522)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatore Asciutti Franco

Collocazione giuridica ufficiale della razza del lupo italiano (523)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatore Asciutti Franco

Norme generali sullo stato giuridico degli insegnanti delle istituzioni scolastiche e formative (524)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatore Asciutti Franco

Contributi in favore delle Accademie di belle arti non statali (525)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatore Asciutti Franco

Norme in materia di autorizzazione per mostre ed esposizioni (526)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatore Pinzger Manfred

Ratifica ed esecuzione del Protocollo aggiuntivo alla Convenzione-quadro europea sulla cooperazione transfrontaliera delle collettività o autorità territoriali, fatto a Strasburgo il 9 novembre 1995 (527)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatore Pinzger Manfred

Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, in materia di attribuzione del diritto di elettorato attivo nelle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali ai cittadini che hanno compiuto il sedicesimo anno di età (528)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatore Pinzger Manfred

Disposizioni in materia di personale del Consorzio del Parco Nazionale dello Stelvio e applicazione dei limiti di spesa finanziata da fondi statali (529)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatore Bornacin Giorgio

Agevolazioni fiscali a favore dei lavoratori frontalieri (530)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatori Poretti Donatella, Perduca Marco

Norme per il contenimento dei costi della politica, delle istituzioni e delle pubbliche amministrazioni (531)

(presentato in data 14/5/2008 );

 

senatori Poretti Donatella, Perduca Marco

Soppressione delle comunità montane (532)

(presentato in data 14/5/2008 ).

 

Mozioni, apposizione di nuove firme

I senatori Galioto, Gallo e Saro hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00001 p.a. dei senatori Paravia ed altri.

 

Mozioni

GASPARRI, BRICOLO, PISTORIO - Il Senato,

udite le dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio dei ministri, le approva e passa all'ordine del giorno.

(1-00002)

Interrogazioni

BERSELLI - Al Ministro della difesa - Premesso che:

nel quadro dei tagli per la razionalizzazione dei servizi navali minori dei Carabinieri, con il ridimensionamento delle motovedette in servizio attivo, ci sarebbe anche Cesenatico (Forlì);

esiste quindi il rischio che l'unica motovedetta di Cesenatico che presta servizio, con due membri di equipaggio, nel tratto di mare compreso tra Zadina e San Mauro Mare, possa essere soppressa;

tale motovedetta, dotata di un motore di 150 cavalli con una velocità di navigazione di 24 nodi, di stanza nel porto di Cesenatico, presta servizio tutto l'anno lungo la costa della provincia di Forlì;

essa partecipa alle operazioni di soccorso in mare e di controllo della pesca, vigilando sull'assistenza ai bagnanti ed al diporto, specie durante la stagione turistico-balneare;

l'ipotesi della soppressione ha destato vivo allarme in Cesenatico anche per le conseguenze negative che essa comporterebbe per tutte le attività sopra ricordate svolte dall'unica motovedetta dei Carabinieri,

si chiede di sapere:

quale sia l'opinione del Ministro in indirizzo al riguardo e quali decisioni verranno adottate in merito alla motovedetta dei Carabinieri di Cesenatico;

se non ritenga che la sua soppressione sarebbe una decisione obiettivamente da evitare in considerazione della straordinaria importanza turistica della zona;

nella sciagurata ipotesi della sua soppressione chi e come svolgerà i compiti fino ad ora da essa assolti;

quale sarebbe il destino dei militari impegnati a bordo e quale il loro reimpiego;

quali risparmi si otterrebbero dalla soppressione della motovedetta di Cesenatico e come i medesimi verrebbero reinvestiti.

(3-00008)

SANGALLI, GHEDINI, NEROZZI, VITALI - Al Ministro delle infrastrutture e trasporti - Premesso che:

nell'allegato G, denominato «Infrastrutture prioritarie», di cui all'Allegato relativo al «Programma, delle infrastrutture» del Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2008-2011 viene indicato il «nodo ferrostradale» di Casalecchio di Reno (Bologna);

l'opera riveste un'importanza strategica nazionale poiché il comune di Casalecchio di Reno in provincia di Bologna è lo snodo di congiunzione tra l'A1 e l'A14 e l'imbocco del sistema tangenziale di Bologna, è attraversato quindi dal traffico proveniente da sud e da Firenze e diretto o verso nord (Modena, il Brennero, Milano) o verso Bologna e la costa Adriatica. È lo snodo delle comunicazioni autostradali tra il nord e il sud del Paese e cerniera del Corridoio europeo 1 Berlino-Palermo;

il progetto stradale consiste in un tratto di variante della strada statale SS64 «Porrettana» con un tracciato di circa 4 chilometri dei quali 2,8 chilometri sono in zona urbana e circa 990 metri sono in galleria, mentre il progetto ferroviario segue il progetto stradale in parallelo per 1,3 chilometri anch'esso in galleria per superare il passaggio a livello della centrale via Marconi e realizzare la stazione Casalecchio di Reno Centro interrata;

la maggior parte del tracciato è previsto in trincea per ridurre l'impatto dell'opera sull'area più fortemente urbanizzata ed il progetto prevede inoltre la realizzazione di uno svincolo Casalecchio di Reno sud nella zona denominata Faianello;

il progetto preliminare è stato approvato con delibera CIPE n. 81 del 29 marzo 2006, nell'ambito delle procedure della legge obiettivo, e ha un costo previsto di 147,36 milioni di euro di cui 48,86 milioni di euro a carico di RFI;

nella primavera 2006 sono iniziati a Casalecchio di Reno i lavori per la realizzazione della terza corsia dell'A1 che dureranno 3 anni e avranno un notevole impatto sulla vivibilità e sulla viabilità del territorio comunale;

contemporaneamente nel marzo 2007 è stato ultimato e non ancora preso in carico da ANAS il tratto Cinque Cerri-Borgonuovo nord nel comune di Sasso Marconi della nuova strada statale Porrettana;

si verificherà quindi il paradosso di un'opera realizzata a monte e a valle dell'abitato di Casalecchio di Reno con le prevedibili conseguenze negative sulla viabilità locale trasformata in un vero e proprio imbuto. I circa 28.000 veicoli che giornalmente attraversano il comune sulla strada statale 64 Porrettana si riverseranno senza più ostacoli sulla viabilità ordinaria dopo l'uscita di Borgonuovo nord con prevedibili ingorghi e blocchi della circolazione, i quali saranno accentuati dalla presenza per almeno 3 anni dei cantieri della terza corsia dell'A1 che restringeranno il sottopasso della strada statale 64 Porrettana sotto l'autostrada;

a questo fine risulta indispensabile aprire un casello autostradale provvisorio di sola entrata a Borgonuovo di Sasso Marconi per mitigare gli effetti negativi della situazione che si sta determinando, per il quale Autostrade per l'Italia ha espresso la sua disponibilità e il 5 ottobre 2007 e l'ANAS ha dato parere favorevole alla realizzazione del casello provvisorio;

nell'aprile 2008 il tavolo tecnico istituito presso la Regione Emilia-Romagna ha terminato i propri lavori per la predisposizione del progetto definitivo che ora attende l'approvazione da parte del CIPE nella prima seduta utile al fine di rendere concretamente realizzabile l'opera;

in seguito ad un incontro che si è tenuto al Ministero delle infrastrutture sull'intera strada statale Porrettana con i rappresentanti delle Regioni interessate Emilia-Romagna e Toscana il 3 ottobre 2007 il ministro pro tempore Antonio Di Pietro ha inserito la realizzazione della componente stradale di competenza del nodo ferrostradale di Casalecchio di Reno nello schema di Convenzione unica tra ANAS e Autostrade per l'Italia del 12 ottobre 2007;

in base allo schema di Convenzione unica, al termine degli iter autorizzativi, ANAS potrà richiedere ad Autostrade per l'Italia l'inserimento di tale opera tra gli impegni di investimento, previa stipula di una convenzione per la realizzazione dell'intervento, con uno specifico piano di convalida per la copertura economica e finanziaria dell'intervento;

nel tratto montano la strada statale 64 Porrettana è interessata da un intervento di variante nel tratto Silla-Marano suddiviso in due stralci già interamente finanziati. Per lo stralcio 2 da Ca' dei Ladri a Marano l'ANAS ha affidato l'8 novembre 2006 i lavori ad appalto integrato e allo stato è in corso di elaborazione il progetto esecutivo, mentre per lo stralcio 1 da Silla a Ca' dei Ladri il contratto di appalto dei lavori, già affidati ed iniziati, è stato risolto per inadempienza dell'impresa esecutrice;

nel medesimo incontro del 3 ottobre 2007 si è dato mandato ad ANAS di riassegnare i lavori del primo stralcio nel più breve tempo possibile alla ditta che si è aggiudicata la realizzazione dei lavori del secondo stralcio;

l'apertura del nuovo casello autostradale Crespellano sulla tratta dell'A1 tra Bologna e Modena fa parte dei lavori in via di completamento per la riqualificazione degli svincoli, la sistemazione ambientale della tangenziale di Bologna e la terza corsia dinamica dell'autostrada citati nell'allegato infrastrutturale al DPEF 2008-2011;

l'apertura del casello riverserà nuovo traffico sulla viabilità ordinaria di quella zona destinata ad essere ulteriormente congestionata se non si provvederà a completare celermente la nuova strada provinciale Bazzanese realizzando il tratto compreso tra Ponte Ronca di Zola Predosa e Bazzano del costo previsto di 40 milioni di euro. Anche gli interventi relativi alla nuova Bazzanese sono stati inseriti nello schema di Convenzione unica tra ANAS ed Autostrade per l'Italia;

l'allegato infrastrutturale al DPEF 2008-2011, infine, cita il nodo di Rastignano (Bologna) per la realizzazione del quale si sta completando la procedura per la messa a punto del progetto definitivo e restano da reperire circa 50 milioni di euro che nel 2005 il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti pro tempore Pietro Lunardi si era impegnato a individuare nell'ambito dei finanziamenti della legge obiettivo previsti dalle leggi finanziarie annuali;

al nodo di Rastignano è collegato anche il completamento della complanare est da San Lazzaro di Savena a Osteria grande, di cui restano da realizzare il lotto 2 (lato nord Croce dell'Idice-San Lazzaro) e il lotto 3 (lato sud Ozzano dell'Emilia-Osteria grande e lato nord Osteria grande - Croce dell'Idice) per i quali il soggetto attuatore è ANAS. Nei piani finanziari di ANAS il finanziamento dell'intera opera è previsto per il 2011, mentre la Provincia è disponibile a farsi carico del progetto preliminare e propone che il finanziamento dell'opera sia anticipato al 2009,

si chiede di sapere quali iniziative intenda assumere il Governo per realizzare il complesso del programma di interventi di cui in premessa e, in particolare, per giungere alla firma della Convenzione unica tra ANAS e Autostrade per l'Italia secondo lo schema già predisposto dal Ministro delle infrastrutture del 12 ottobre 2007.

(3-00009)

BERSELLI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

sono note le difficoltà di molte aziende delle pubbliche amministrazioni, a seguito delle istruzioni contenute nelle circolari n. 28 e 29 del 2007 della Ragioneria generale dello Stato;

gli enti pubblici, prima di effettuare pagamenti superiori ai 10.000 euro, devono accertare (decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973) se il beneficiario è moroso nel pagamento di somme iscritte a ruolo per un ammontare pari allo stesso importo o più. In caso affermativo, il soggetto pubblico attiva il pignoramento e non procede al pagamento;

su un piano generale, l'autocertificazione è in molti casi un fattore di snellimento degli adempimenti, ma in questo caso non è così. Con la richiesta di autocertificazione, infatti, il privato si deve assumere una responsabilità, anche di ordine penale, senza avere gli strumenti per poterlo fare in piena coscienza e tranquillità, poiché le iscrizioni a ruolo possono avvenire senza che la controparte privata ne sia portata tempestivamente a conoscenza;

si potrebbe avere, per assurdo, perfino il blocco di un pagamento assolutamente dovuto (per esempio ad un fornitore) di un credito certo, liquido, esigibile e non contestato, a fronte di una pretesa di pagamento di tributi in fase di contestazione e quindi senza alcuna certezza giuridicamente accertata;

il provvedimento non si giustifica ed è destinato a creare ulteriori aggravi e costi burocratici alle imprese,

l'interrogante chiede di sapere quale sia il pensiero del Presidente del Consiglio dei ministri in merito a quanto sopra e quali provvedimenti correttivi possano essere apportati per scongiurare una situazione destinata a ripercuotersi negativamente sulle imprese.

(3-00010)

BERSELLI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che presso lo stabilimento della Eco Pfu Srl in Sassofeltrio (Pesaro e Urbino) si sono verificati alcuni gravi episodi negli ultimi mesi: un operaio deceduto e due incendi dovuti al surriscaldamento dei macchinari non raffreddati come da norme tecniche, due sequestri da parte del Nucleo operativo ecologico dell'Arma dei Carabinieri di Ancona, il riscontro da parte del Comando provinciale di Pesaro-Urbino dei Vigili del fuoco delle improprie qualità custodite e della conservazione dei materiali originali e lavorati, l'incontrollata proliferazione di insetti fastidiosi e pericolosi, nonché il diffondersi in tutta l'area circostante di un nauseabondo odore di materiale bruciato,

l'interrogante chiede di sapere:

quale sia il pensiero del Ministro in indirizzo in merito a quanto sopra esposto;

quali urgenti iniziative intenda adottare affinché: a) gli insediamenti delle ditte autorizzate allo smaltimento e riciclaggio dei pneumatici fuori uso, ancorché classificati come materiali non pericolosi, debbano essere localizzati fuori dai centri urbanizzati ad una distanza non inferiore ai dieci chilometri in linea d'aria dagli stessi; b) le aree destinate allo stoccaggio e messa in riserva siano ben definite ed i cumuli di materiale stoccato non superino l'altezza di sicurezza di due metri e gli stessi siano opportunamente coperti con materiale ignifugo e impermeabile; c) le stesse aree siano dislocate tenendo presenti le vie di accesso dei mezzi di soccorso, con particolare riferimento a quelli antincendio;

inoltre, per quale motivo, in presenza di sequestri cautelativi e della violazione delle più elementari norme di sicurezza, non sia stata disposta la chiusura dello stabilimento in quanto palesemente in contrasto con la stessa normativa che prevede la incompatibilità di tale attività con l'ambiente e con l'uomo.

(3-00011)

BERSELLI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

il territorio di Sassofeltrio (Pesaro e Urbino), stupendo comune dell'entroterra riminese ma in provincia di Pesaro-Urbino, dalla cui rocca è possibile scorgere la costa adriatica, le torri di San Marino, il monte Carpegna e la vallata del fiume Conca, ha una struttura medievale ed è inserito mirabilmente in un paesaggio collinare particolarmente bello e suggestivo;

ivi opera la società Eco Pfu, attiva nel recupero di rifiuti e nello stoccaggio di pneumatici;

la cittadinanza è in continua allerta e vive in uno stato di forte preoccupazione ed ansietà, temendo conseguenze gravi per la salute e per l'equilibrio del territorio a causa della suddetta attività svolta dalla società Eco Pfu, senza la quale l'ambiente sarebbe davvero incontaminato;

non ha avuto riscontro una sollecitazione rivolta in data 5 marzo 2007 al Ministro in indirizzo da parte del Sindaco del Comune di Sassofeltrio con cui si lamentavano le predette preoccupazioni e con cui lo si invitava a svolgere le più opportune indagini, anche eventualmente con la personale presenza sul posto,

si chiede di sapere quale sia il pensiero del Ministro in indirizzo al riguardo e quali iniziative urgenti intenda promuovere per scongiurare che dall'attività svolta dalla società Eco Pfu possano derivare pericoli per le persone e per l'ambiente.

(3-00012)

BERSELLI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

al civico n. 11 della via Mulino Nuovo di Mercatino Conca (Pesaro-Urbino) esiste un capannone dove da diverso tempo sono in corso lavori per realizzarvi un insediamento produttivo, sembra di verniciatura, sabbiatura e plastificazione;

esso si trova a poca distanza di un corso d'acqua, il Tassone, che va ad affluire nel fiume Conca che interessa vari comuni del riminese;

la particolare ubicazione del capannone ha destato legittima preoccupazione nella zona per un possibile inquinamento atmosferico ed acustico nonché per i relativi scarti della lavorazione;

in data 16 novembre 1995 la Zeit Srl di Montescudo (Rimini) fece domanda al Comune di Mercatino Conca e ad altri organi preposti per il trasferimento di un impianto che dava luogo ad emissioni nell'atmosfera;

la Zeit Srl aveva incorporato mediante fusione la Steel Plast 2 Srl ed i soci sono Renzo Migani, Pietro Iuzzolino e Fiorenzo Casicci;

in data 11 settembre 1996 la Srl Pulverplast, in persona di Pietro Iuzzolino (socio della Zeit Srl), presentava una domanda tendente a svolgere un'attività interessata alle emissioni in atmosfera;

in buona sostanza avendo la Pulverplast acquistato dalla Zeit l'impianto di verniciatura, la medesima Pulverplast ha richiesto di poter subentrare alla Zeit;

fino al 1994 la Zeit Srl si chiamava Steel Plast 2;

la Steel Plast 2 nella sua precedente sede di Coriano (Rimini) aveva causato con la propria attività numerose lamentele da parte di cittadini della zona;

si è accertato, in particolare, quanto segue:

la Steel Plast il 31 ottobre 1990 veniva classificata con decreto del Sindaco di Coriano "industria insalubre". Il 6 maggio 1992 il Circondario di Rimini notificava alla Steel Plast 2 la prima di una lunga serie di diffide a non emettere in atmosfera quanto non dichiarato ed a regolarizzare la domanda di modifica delle emissioni in atmosfera;

la Unità sanitaria locale (USL) di Riccione in data 10 giugno 1992, rispondendo ad una richiesta del Comune di Coriano, affermava tra l'altro che la Steel Plast 2 era "senz'altro insalubre (…) essendo classificata come industria insalubre di prima classe (…) in presenza di comprovati e generalizzati fastidi per la popolazioni ivi residente o lavorante (...) sarebbe possibile ipotizzare l'emanazione di altri provvedimenti specifici miranti a ridurre ulteriormente le emissioni effettuate anche se queste risultassero essere nei limiti di legge";

in data 29 aprile 1992 il Comune di Coriano rivolgeva un invito alla USL 41 di Riccione nonché ai Vigili urbani di effettuare tutti i controlli necessari sulla Steel Plast 2 a seguito delle "fortissime lamentele circa emissioni in atmosfera di scarichi pestilenziali, probabilmente nocivi e comunque tali da compromettere la respirazione umana";

in data 8 luglio 1992 sempre l'USL di Riccione comunicava al Sindaco di Coriano il proprio parere sfavorevole circa la domanda di modifica di impianto esistente presentata dalla Steel Plast 2, evidenziando che "la modifica dell'impianto esistente di cui trattasi può migliorare solamente la produttività della ditta stessa, ma non certamente la qualità delle sue emissioni in atmosfera". Rilevava poi come contro le emissioni in atmosfera della Steel Plast 2, giungevano continuamente lamentele;

la Steel Plast 2, infatti, in Coriano era ubicata sì in zona artigianale ma in prossimità di altri capannoni ove lavoravano numerosi dipendenti, i quali lamentavano continuamente le intollerabili condizioni di lavoro a causa degli scarichi in atmosfera della ditta in questione;

in data 5 agosto 1992, il Circondario di Rimini diffidava la Steel Plast 2, atteso che la stessa "ha proseguito con l'emissione in atmosfera dai punti per i quali era stata emessa diffida in data 5 maggio 1992";

in data 12 dicembre 1992 l'USL n. 41 invitava il Comune di Coriano a emettere nuovo decreto di classificazione dei confronti della Steel Plast 2, con legale rappresentante il sig. Renzo Migani (socio, come si è detto, di Zeit srl), che doveva essere ricompresa nell'elenco delle industrie insalubri di prima classe, con la proposta di "adozione ed attivazione di idonee apparecchiature tecniche atte a preservare l'ambiente esterno da qualsiasi forma di inquinamento derivante dall'attività dell'insediamento produttivo";

in data 7 giugno 1993 il Presidente del Circondario di Rimini emanava decreto di diniego di autorizzazione all'emissione in atmosfera dell'impianto della Steel Plast 2 e contestualmente diffidava a non attivare i punti di emissione per i quali non era mai stata ottenuta la relativa autorizzazione. In conseguenza di ciò, in data 22 giugno 1993 veniva notificata alla Steel Plast 2 diffida dell'attivazione dei punti di emissione;

in data 20 maggio 1994 l'USL n. 41 informava il Sindaco di Coriano che, nonostante il parere sfavorevole espresso dal Servizio di igiene pubblica per la domanda di modifica dell'impianto esistente presentata dalla Steel Plast 2 e il successivo diniego di autorizzazione del Circondario di Rimini, la ditta in questione ripresentava per la seconda volta la domanda di modifica sopra menzionata. Questa volta però il S.I.P. si asteneva dal dare un proprio parere rinviando tutta la competenza al Comitato tecnico circondariale per la prevenzione dell'inquinamento atmosferico, presso il Circondario di Rimini, facendo però presente tutte le proprie perplessità ed i dubbi in merito alla stessa. Informava quindi il Comune che la Steel Plast 2 stessa era in procinto di trasferirsi in località S. Maria del Piano di Montescudo;

il Circondario di Rimini decretava un nuovo diniego di autorizzazione alle emissioni in atmosfera dell'impianto della Steel Plast, attesi gli innumerevoli pareri sfavorevoli degli enti proposti alle verifiche di controllo. In data 11 maggio 1994 il Circondario di Rimini richiedeva al Sindaco di Montescudo un parere in merito al trasferimento dell'impianto con emissioni in atmosfera della Steel Plast 2, che si sarebbe trasferita in Montescudo via Santa Maria del Piano, proveniente da Coriano;

anche al Comune di Montescudo la U.S.L. 41 richiedeva per la Steel Plast 2 l'emissione del decreto di classificazione di industria insalubre con identiche proposte di prescrizioni;

nella nuova sede la Steel Plast 2 otteneva con decreto dal Presidente del Circondario di Rimini n. 244 del 6 settembre 1994 l'autorizzazione alle emissioni in atmosfera. Tale autorizzazione veniva rilasciata in quanto la Steel Plast 2 aveva proposto una adeguata tecnologia per l'abbattimento od il contenimento degli inquinanti atmosferici e la ditta in questione si impegnava a rispettare i limiti di emissione. Quale termine per la messa a regime degli impianti veniva indicata la data del 31 dicembre 1994;

in data 26 settembre 1994 la Steel Plast 2, che nel frattempo aveva cambiato ragione sociale in Zeit Srl, informava il Circondario di Rimini di non essere in grado di mettere a regime entro la data del 31 dicembre 1994 gli impianti, per sopraggiunte difficoltà tecniche ed esecutive. Pertanto, in data 3 febbraio 1995 il Circondario di Rimini modificava il precedente decreto di autorizzazione indicando come nuovo termine per la messa a regime dell'impianto il 31 dicembre 1995;

come già detto, in data 16 novembre 1995 la Zeit Srl, dopo aver ottenuto la proroga e prima della scadenza del nuovo termine, faceva domanda per trasferire l'attività in Mercatino Conca e nel frattempo, subentrava nella richiesta la Pulverplast, il cui legale rappresentante, come parimenti già detto, risulta essere Pietro Iuzzolino, socio della Zeit Srl;

è evidente come l'attività produttiva sopra ricordata abbia determinato in passato forti proteste da parte delle popolazioni residenti e come l'insediamento produttivo che si sta avviando in Mercatino Conca, di prossima ultimazione sia motivo di comprensibile allarme non solo per i residenti di Mercatino Conca, ma anche per tutti quelli della Valle del Conca;

vi è pertanto più di un sospetto che quanto non poteva venire prodotto, perché fortemente inquinante, nella provincia romagnola di Rimini, lo possa quanto prima essere nella confinante provincia marchigiana di Pesaro-Urbino, con nocumento per le popolazioni della Valle del Conca, tutte o quasi residenti nella provincia romagnola di Rimini,

si chiede di sapere quale sia il pensiero del Ministro in indirizzo in merito a quanto sopra e quali iniziative urgenti intenda porre in essere per scongiurare qualsiasi pericolo per l'ambiente e per le popolazioni dell'intera Valle del Conca.

(3-00013)

SANGALLI, GHEDINI, NEROZZI, VITALI - Ai Ministri delle infrastrutture e trasporti e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

in data 19 giugno 2007 il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, la Presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti, il Sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, e l'Amministratore delegato di Ferrovie dello Stato SpA, Mauro Moretti, hanno sottoscritto il nuovo Accordo per la completa realizzazione del Sistema ferroviario metropolitano (SFM) di Bologna a conclusione delle diverse intese per la nuova Stazione Centrale;

il nuovo Accordo aggiorna l'intesa del luglio 1997 che finora è stata alla base della realizzazione del SFM;

le intese finora intercorse tra i vari soggetti interessati sono state attuate in larga parte per quanto riguarda le opere infrastrutturali per un costo stimato in circa 200 milioni di euro, mentre si avverte una forte carenza di materiale rotabile per raggiungere gli obiettivi di esercizio del SFM i quali ne fanno l'infrastruttura di trasporto potenzialmente più importante dell'intera area metropolitana bolognese;

la rete del SFM è di 350 chilometri, 280 dei quali nella provincia di Bologna; a regime sono previste 86 fermate, di cui 73 nella provincia di Bologna, comprese le 16 ubicate nel territorio del Comune di Bologna; gli utenti giornalieri del SFM sono circa 68.000, e potrebbero diventare in pochi anni 150.000, con importanti incrementi progressivi, tenendo conto che l'87 per cento dell'intera popolazione residente nella provincia abita nel bacino potenziale delle fermate del SFM (in un raggio di 600 metri per chi si sposta a piedi e di 4 chilometri per l'interscambio auto-treno);

l'SFM prevede l'attivazione di cinque itinerari metropolitani: SFM 1 Porretta Tereme-Marzabotto-Bologna-Pianoro-San Benedetto Val di Sambro; SFM 2 Vignola-Crespellano-Bologna-Budrio-Portomaggiore; SFM 3 Crevalcore-Bologna-San Ruffillo; SFM 4 San Pietro in Casale-Bologna-Castel San Pietro-Imola; SFM 5 Modena-Bologna;

il cadenzamento a regime è previsto a 15 minuti in prossimità del nodo di Bologna e sulle direttrici forti con la sovrapposizione di più relazioni, e a 30-60 minuti fuori dall'area urbana, con possibile intensificazione nelle ore di punta;

il nuovo Accordo prevede la realizzazione per fasi di tredici nuove fermate, di cui sei nel Comune di Bologna. Le fermate di prima fase sono Ozzano dell'Emilia, Rastignano, Funo, Casteldebole e Borgo Panigale, già realizzate ed attivate nel biennio 2003-2005, mentre quelle di seconda fase sono Caselle, San Vitale/Rimesse, Pian di Macina, Mazzini, Bargellino, Borgo Panigale Scala, Prati di Caprara e Zanardi, in parte già in corso di realizzazione;

il nuovo Accordo prevede inoltre la disponibilità completa della stazione di Bologna Centrale per i servizi metropolitani passanti, contestualmente all'attivazione della stazione sotterranea Alta Velocità/Alta Capacità di Bologna, prevista per il 2011;

in esso si individuano specifici modelli attuativi e modelli di esercizio con progressiva attivazione degli itinerari SFM per gli anni 2008-2009, 2011-2012 e 2015-2016;

il primo scenario di servizio 2008-2009 prevede l'attivazione dei seguenti itinerari e servizi: SFM 1 Marzabotto-Bologna Centrale 30' e 60' fino a Porretta Terme; SFM 2 Vignola-Bologna Centrale e Bologna Centrale-Portomaggiore, a 30'; SFM 4 San Pietro in Casale-Bologna-Castel San Pietro-Imola a 30'; SFM 5 Castelfranco Emilia-Bologna Centrale, 60' e 30' nelle ore di punta;

il secondo scenario di servizio, denominato assetto base, è quello dell'attivazione a regime del SFM, previsto per il 2011, completo di tutti i passanti e del cadenzamento a 30' su tutte le relazioni corte ed a 60' su quelle lunghe, con intensificazione nelle ore di punta;

il terzo scenario previsto per il 2015 è relativo ad un assetto ulteriormente potenziato con servizi veloci, per il quale devono essere svolti ulteriori approfondimenti tecnici e devono essere individuate le relative risorse finanziarie necessarie;

la concreta attuazione dei contenuti dell'Accordo richiede un preciso impegno del Governo e del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti, per l'indispensabile reperimento della parte di risorse finanziarie mancante, pari a 31,150 milioni di euro per le infrastrutture, ad una parte consistente del fabbisogno complessivo di circa 200 milioni di euro per il materiale rotabile nuovo da impiegare, e a 16,300 milioni di euro per i nuovi servizi da attivare al fine di raggiungere il livello di offerta di servizio prevista a regime;

in data 11 settembre 2007 il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, la Presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti, e il Sindaco di Bologna Sergio Cofferati hanno scritto una lettera ai ministri Di Pietro e Alessandro Bianchi per ottenere l'adesione formale dei due Ministri all'Accordo necessariamente legata all'individuazione delle fonti finanziariamente necessarie;

nella lettera si richiamano opportunamente due commi dell'articolo 1 della legge finanziaria per il 2007, il comma 1017 e il comma 1022, i quali non hanno avuto attuazione e si riferiscono entrambi al finanziamento di investimenti ferroviari;

il comma 1022 dell'articolo 1 della legge finanziaria per il 2007 si riferisce specificatamente «all'acquisto di materiale rotabile per servizi ferroviari regionali e metropolitani ed alla copertura dei costi di gestione dei servizi stessi», da effettuare con aggiornamento dei contratti di servizio con le imprese ferroviarie in seguito all'istituzione nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture di un nuovo fondo «per contribuire al finanziamento di investimenti in infrastrutture ferroviarie» alimentato dagli "introiti derivanti da ulteriori sovraprezzi sui pedaggi autostradali da istituire per specifiche tratte della rete";

le modalità attuative del comma 1022 dell'articolo 1 della legge finanziaria per il 2007 dovevano essere definite con decreto del Ministero delle Infrastrutture, di concerto con il Ministro dei trasporti e sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano da adottare entro il 30 aprile 2007, il quale non risulta essere stato ancora emanato,

si chiede di sapere quali iniziative intenda assumere il Governo per dare attuazione ai commi 1017 e 1022 dell'articolo 1 della legge finanziaria per il 2007 al fine di reperire le risorse necessarie al finanziamento dei servizi ferroviari metropolitani, e tra questi quello di Bologna, potendo così perfezionare con la firma dei Ministro delle infrastrutture e dei trasporti il nuovo Accordo per il Servizio metropolitano di Bologna sottoscritto il 19 giugno 2007.

(3-00014)

SANGALLI, GHEDINI, NEROZZI, VITALI - Ai Ministri delle infrastrutture e trasporti e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

il 27 luglio del 2005 è stato sottoscritto un accordo procedimentale tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Bologna e il Comune di Bologna per la realizzazione del «Passante autostradale nord»;

il Passante autostradale nord di Bologna è una variante del tracciato dell'autostrada A14 tra Lavino di Mezzo (Anzola dell'Emilia) ad ovest e Ponte Rizzoli (Ozzano dell'Emilia) a est della lunghezza di 40,7 chilometri, con quattro caselli (San Giovanni in Persiceto, Bologna Interporto, Granarolo, Budrio);

il Passante autostradale nord è un'opera fondamentale per decongestionare il nodo di Bologna, cerniera fondamentale del Corridoio europeo 1 Berlino - Palermo e delle comunicazioni tra il nord e il sud dell'Italia, e per sostenere il previsto sviluppo insediativo e produttivo nell'area della pianura nord di Bologna;

quest'opera consentirà di spostare dal cuore urbano del comune capoluogo la pressione dei traffici autostradali nazionali e autostradali in attraversamento permettendo la realizzazione di un'unica piattaforma tangenziale a quattro corsie per senso di marcia, più corsia di emergenza, per il traffico metropolitano;

l'allegato G «Infrastrutture prioritarie» dell'Allegato 1 «Programma delle infrastrutture» al Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2008-2011 indica il costo dell'opera in 1.450 milioni di euro che «può essere coperto attraverso il ricorso al project financing, verificando l'importo dell'investimento e l'ipotesi di una sua totale copertura, in assenza di contributo pubblico»;

il 6 settembre 2007 ha avuto luogo un incontro presso il Ministero delle infrastrutture con i rappresentanti della Regione Emilia-Romagna, degli enti locali interessati, dell'ANAS, di Autostrade per l'Italia e della società Pizzarotti che aveva presentato un progetto per la realizzazione dell'opera in project financing;

a quanto consta all'interrogante, durante quell'incontro il ministro pro tempore Antonio Di Pietro ha dichiarato «irricevibile» il progetto presentato dalla società Pizzarotti, ha confermato la priorità nazionale dell'opera e si è impegnato al finanziamento della medesima attraverso ANAS con l'istituzione di un apposito capitolo di bilancio da prevedersi nell'ambito della legge finanziaria per il 2008;

l'11 settembre 2007 il Sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, la Presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti, il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, hanno scritto al Presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi una lettera per sostenere la proposta del ministro Di Pietro «attraverso un finanziamento totalmente o parzialmente pubblico e con l'intendimento di richiedere un apposito capitolo di bilancio da inserire nella prossima legge finanziaria per la realizzazione dell'opera»;

il Presidente del Consiglio dei ministri Prodi ha risposto alla Presidente della Provincia Beatrice Draghetti, con lettera del 18 ottobre 2007, che il Governo aveva deciso di presentare un emendamento alla legge finanziaria per il 2008 per consentire l'avvio della progettazione dell'opera, avviando nel frattempo la richiesta all'Unione europea di considerare il Passante autostradale nord come una variante dell'attuale tracciato al fine di poterne affidare la realizzazione ad Autostrade per l'Italia in quanto concessionario del servizio;

l'articolo 2, comma 256 della legge finanziaria per il 2008 prevede uno stanziamento di 5 milioni di euro per l'anno 2008 e di 4 milioni di euro per l'anno 2009 per la progettazione della realizzazione del Passante autostradale nord di Bologna, e nel mese di dicembre 2007 il Ministro delle infrastrutture Di Pietro ha inviato formalmente la richiesta al Commissario europeo competente,

si chiede di sapere quali iniziative intenda assumere il Governo per dare continuità alle azioni finora intraprese per ottenere l'autorizzazione da parte dell'Unione europea ad affidare i lavori del Passante autostradale nord di Bologna, in quanto variante dell'attuale tracciato, ad Autostrade per l'Italia in quanto concessionario del servizio.

(3-00015)

BIONDELLI, NEGRI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

nella città di Novara, il 10 maggio 2008, in concomitanza con lo svolgimento dell'evento della "notte bianca", quattro individui a bordo di scooter hanno lanciato due molotov all'interno di uno dei due campi nomadi dislocati nella zona industriale della città;

dai primi rilievi effettuati all'interno del campo nomadi è stato constatato che le molotov sono cadute a poche centimetri da alcune bombole a gas e che per poco si è sfiorata una tragedia di rilevante portata;

a seguito della vicenda gli abitanti del campo nomadi, colpiti dall'episodio di intolleranza, si sono immediatamente rivolti al Sindaco della città per ottenere una maggiore protezione;

rilevato che vi è una forte preoccupazione fra i cittadini per le conseguenze del vile atto commesso a danno della comunità nomade di Novara, che potrebbe innescare altri atti di intolleranza verso altre comunità o minoranze;

le Forze dell'ordine impegnate nella città e nel territorio di Novara hanno finora assicurato e garantito la sicurezza e la normale convivenza dei cittadini;

tenuto conto che episodi simili a quelli avvenuti nella città di Novara si sono ripetuti il 13 maggio 2008 a Napoli, dove sono stati assaliti alcuni campi nomadi dislocati nel territorio della città;

si corre il rischio che gli attacchi indiscriminati ai campi nomadi e ad altre minoranze si verifichino anche in altre parti del nostro Paese,

si chiede di sapere:

quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sull'increscioso episodio di intolleranza che ha coinvolto la comunità nomade di Novara;

quali iniziative intenda adottare, entro brevi termini, al fine di evitare che episodi come quelli descritti possano di nuovo verificarsi nel territorio di Novara;

se ritenga necessario aumentare gli organici delle Forze dell'ordine impegnate nel territorio di Novara al fine di garantire un maggiore livello di sicurezza e controllo del territorio, anche al fine di evitare iniziative estemporanee e improvvisate dai singoli sindaci;

se intenda promuovere l'adozione di apposite misure, anche sanzionatorie e penali, finalizzate a contrastare con maggiore efficacia gli episodi di intolleranza, le violenze e le iniziative di propaganda nei confronti delle minoranze etniche e dei cittadini stranieri presenti nel nostro Paese.

(3-00016)

SANGALLI, GHEDINI, NEROZZI, VITALI - Ai Ministri delle infrastrutture e trasporti e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

nell'allegato G "Infrastrutture prioritarie" dell'Allegato 1 "Programma delle infrastrutture" al Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2008-2011 viene indicata la Metrotramvia di Bologna che prevede un'unica linea di 11,7 km articolata in tre lotti;

con delibera CIPE del 29 luglio 2005 è stato approvato il progetto definitivo del 1° lotto "Fiera Michelino - Stazione FS" del costo complessivo previsto in quel momento di 185,47 milioni di euro, prevedendo uno stanziamento di 3,12 milioni di euro a valere sulla legge n. 166 del 2002 (legge obiettivo) ed a carico della Presidenza del Consiglio un impegno straordinario di 90 milioni di euro;

con la stessa delibera è stato approvato il progetto preliminare del 2° lotto suddiviso nelle due tratte "Stazione FS-Ospedale Maggiore" per un costo previsto di 299,26 milioni di euro e "Ospedale Maggiore-Capolinea Normandia Borgo Panigale" per un costo previsto di 102,97 milioni di euro;

l'ipotesi di ripartizione del finanziamento, conseguente alla delibera CIPE, prevede che lo Stato copra il 70 per cento del costo, mentre il rimanente 30 per cento è posto a carico della comunità locale;

nella seduta del 22 dicembre 2006 il CIPE ha deliberato l'assegnazione programmatica di un contributo di 87,5 milioni di euro a valere sulle disponibilità della legge obiettivo, in sostituzione del finanziamento già previsto dalla delibera n. 89 del 2005 a carico dei fondi della Presidenza del Consiglio dei ministri, non più disponibili;

il 28 gennaio 2008 il Comune di Bologna ha trasmesso al Ministero delle infrastrutture e al CIPE il progetto definitivo delle tratte Fiera Michelino-Stazione FS e Stazione FS-Ospedale Maggiore delle sole opere civili al grezzo, per la cui approvazione definitiva è necessario aprire la relativa Conferenza dei servizi;

il CIPE, riunitosi il 31 gennaio 2008, ha assegnato un ulteriore finanziamento di 120 milioni di euro a titolo programmatico, a carico delle risorse destinate alla legge obiettivo dalla legge finanziaria per il 2008, come cofinanziamento del 1° lotto funzionale Fiera Michelino-Stazione FS il cui costo è stato fissato dal progetto definitivo in 305,4 milioni di euro comprensivi del materiale rotabile;

l'Allegato infrastrutturale al DPEF 2008-2011 indica tra gli interventi prioritari di decongestionamento dei centri urbani italiani "le linee metropolitane di Milano, Torino, Bologna e Roma",

si chiede di sapere quali iniziative intenda assumere il Governo per il sollecito avvio della Conferenza dei servizi necessaria all'approvazione del progetto definitivo delle tratte Fiera Michelino-Stazione FS e Stazione FS-Ospedale Maggiore della Metrotramvia di Bologna, e per assicurare la continuità dei finanziamenti necessari alla sua realizzazione in quanto sono considerate prioritarie per il decongestionamento dei centri urbani "le linee metropolitane di Milano, Torino, Bologna e Roma".

(3-00017)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

BENEDETTI VALENTINI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

la stampa ha riportato con largo risalto la notizia che la maggior parte degli agenti di custodia in servizio presso il carcere di Orvieto si è autoconsegnata, in polemica con la Direzione dell'istituto, accusata di non tutelare il personale contro le gravi minacce ad esso recate da alcuni detenuti extracomunitari, addirittura armati di lamette da barba;

le stesse fonti riferiscono che più organizzazioni sindacali degli agenti (SAPPE, CGIL, OSAP) chiedono l'allontanamento del Direttore e che il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero avrebbe inviato una ispezione ad Orvieto per verificare la critica situazione,

si chiede di sapere:

quali oggettive notizie constino al Governo circa la sconcertante situazione determinatasi in seno all'istituto penale di Orvieto, come denunciata dalle organizzazioni sindacali;

se risponda al vero che dal febbraio del 2008 si sarebbero verificate aggressioni o minacce ai danni degli agenti di custodia, anche con strumenti atti ad offendere, e che la Direzione non solo non avrebbe adottato misure nei confronti dei detenuti responsabili, ma avrebbe anzi concesso a questi ultimi dei sussidi in denaro;

quali siano state le risultanze oggettive dell'ispezione ministeriale e quali provvedimenti abbia adottato o intenda adottare il Ministro in indirizzo per assicurare nel carcere di Orvieto serenità, rispetto delle persone, delle regole e delle professionalità, efficienza e garanzia nell'ambito della vita penitenziaria.

(4-00005)

D'AMBROSIO LETTIERI - Al Ministro della difesa - Premesso che ai sensi dell'articolo 1, comma 603, della legge finanziaria per il 2008 relativo al contenimento dei costi della giustizia militare ed in particolare ai fini del contenimento della spesa e della razionalizzazione dell'ordinamento giudiziario militare, a far data dal 1° luglio 2008 saranno soppressi i Tribunali militari e le Procure militari della Repubblica di Torino, La Spezia, Padova, Cagliari, Bari e Palermo;

considerato che:

l'ordinamento giudiziario militare in Italia, in attuazione della Costituzione, sancisce che i Tribunali militari, in tempo di pace, hanno la giurisdizione su reati militari commessi da appartenenti alle quattro Forze armate e alla Guardia di finanza;

l'attuale assetto dell'ordinamento giudiziario militare di pace è stato fissato dalla legge 7 maggio 1981, n. 180;

in Puglia, la Procura e il Tribunale militare di Bari hanno competenza su tutti i reparti schierati nelle province pugliesi e in quella di Matera;

la Puglia è una delle Regioni italiane a più alta concentrazione di installazioni e forze militari e vi sono schierati alcuni reparti operativi attualmente tra i più rilevanti a livello nazionale;

la riforma prospettata dalla legge finanziaria 2008 non potrà realizzare il tanto auspicato risparmio di spesa in quanto resterà invariato l'onere per spese correnti (stipendi) gravanti sul bilancio dello Stato dal momento che il personale impiegato nelle corti militari ed i magistrati militari dovrebbero transitare alla giurisdizione ordinaria. Inoltre, vi saranno maggiori oneri economici per il cittadino in armi, nei casi in cui la giustizia militare sia amministrata in luoghi significativamente distanti da quello in cui il reato è stato commesso e l'indagato presta servizio. Si pensi infatti che un volontario in ferma prefissata per un anno (VFP1) guadagna circa 800 euro al mese, mentre i costi per la sola trasferta di un legale, per esempio da Lecce a Napoli, possono superare i 500 euro al giorno,

si chiede di sapere se il Governo intenda intervenire tempestivamente per la soluzione della problematica in premessa, onde promuovere le opportune iniziative normative affinché il Tribunale militare di Bari non sia soppresso.

(4-00006)

BERSELLI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che l'avvocato Francesco Ferroni, contitolare insieme all'avvocato Dario Franceschini, dello studio legale associato Franceschini-Ferroni, è difensore della Gestline S.p.A. (ora Equitalia Polis S.p.A.) nei procedimenti di riscossione,

l'interrogante chiede di sapere:

quali quote detengano rispettivamente l'avvocato Francesco Ferroni e l'avvocato Dario Franceschini del predetto studio legale associato;

da quando il medesimo studio legale associato abbia ricevuto l'incarico;

quanti siano da allora ad oggi i procedimenti di riscossione affidatigli;

quali siano gli importi riscossi e quali compensi abbia ricevuto;

se e quale grado di anche lontana parentela leghi il suddetto avvocato Dario Franceschini all'omonimo onorevole Dario Franceschini, attuale vicesegretario del Partito Democratico.

(4-00007)

BERSELLI - Al Ministro della difesa - Per sapere:

quanti siano i civili delle varie nazioni impiegati presso la base Nato di Geilenkirchen (Germania) e quanti quelli italiani;

quanti siano in percentuale, rispetto al totale, i civili italiani e quelli di ciascuna nazione partecipante al programma;

se e quanti civili di nazioni non partecipanti al programma siano presenti in tale base;

quale sia in percentuale il contributo economico al budget di tale programma dell'Italia e, distintamente, degli altri Paesi.

(4-00008)

COSTA, NESSA, GALLO, MORRA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri - Premesso che:

con messaggio della Direzione generale per gli Italiani all'estero e le politiche migratorie - Ufficio II, prot. 302/108147 del 25 marzo 2008, il Ministero degli affari esteri comunicava al Consolato generale di Stoccarda, e solo per la regione Baden-Wuettemberg Germania, le risultanze della visita tecnico-didattica guidata dal Consigliere d'Ambasciata Mauro Carfagnini avente come oggetto "corsi di lingua e cultura italiana per l'anno 2008/2009" riguardo ai quali si dispone la "costituzione di corsi, necessariamente pluriclassi, che comprendano, al momento delle iscrizioni un numero di almeno 15-20 alunni, corsi con un numero inferiore di utenti non dovranno essere più costituiti";

la determinazione degli organici del personale della scuola è disciplinata dal decreto del Ministero della pubblica istruzione 24 luglio 1988, n. 331, il cui articolo 15, comma 1, prevede che "salvo il disposto dell'art. 10 (presenza nelle classi di alunni in situazione di handicap) le classi della scuola elementare sono di norma costituite da non più di 25 alunni e non meno di 10. Le pluriclassi sono costituite con non più di 12 alunni e non meno di 6";

l'organico delle scuole e corsi all'estero per il triennio 2008/2011, già fissato e reso noto, è stato calcolato nel rispetto delle suddette norme;

dal punto di vista didattico la creazione delle pluriclassi è da considerare una situazione eccezionale, difficilmente gestibile, suscettibile di condizionare negativamente il conseguimento di buoni risultati; a tale stato si è sempre cercato di rimediare parzialmente, riducendo il numero degli alunni di età diverse e di diverse classi. Pertanto è di tutta evidenza il fatto che la formazione delle classi nell'intera circoscrizione Consolare di Stoccarda di corsi costituiti tutti da pluriclassi numerose è il presupposto diretto di eventuali casi di abbandono e/o esito negativo negli studi per un numero considerevole di alunni, come è stato chiaramente motivato e dimostrato dall'esposto di tutti i docenti nelle scuole del Baden-Wuerttemberg, già a conoscenza del Ministero degli affari esteri,

gli interroganti chiedono di sapere quali iniziative si intendano adottare per il rispetto di quanto previsto dall'articolo 15, comma 1, del decreto del Ministero della pubblica istruzione n. 331 del 1998, e pertanto consentire che si formino pluriclassi con non più di 12 alunni e che le disposizioni contenute nel citato messaggio vengano annullate.

(4-00009)

BERSELLI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che il Parlamento in occasione della legge finanziaria per il 2008 ha introdotto, all'articolo 1, comma 132, una norma ai "Nel limite massimo di 500.000 euro annui (...) per i soggetti di età pari o superiore a 75 anni e con un reddito (...) non superiore complessivamente a 516,46 euro per tredici mensilità, senza conviventi, è abolito il pagamento del canone di abbonamento alle radioaudizioni esclusivamente per l'apparecchio tv ubicato nel luogo di residenza",

si chiede di sapere se e come sia stata data attuazione alla norma citata e come si intenda procedere per garantire il rimborso a quanti nel frattempo abbiano già corrisposto il canone 2008 non dovuto.

(4-00010)

BERSELLI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Si chiede di sapere:

se sia a conoscenza del messaggio della Coop che propaganda l'offerta di consulenza legale, prestata da avvocati, presso i suoi centri di grande distribuzione;

se non ritenga che ciò denoti, a tacer d'altro, una rilevante limitazione della libera concorrenza professionale, risolvendosi innanzitutto nell'interposizione, quale collettore di clientela, di un soggetto economico forte, in favore di legali ad esso facenti capo o comunque collegati;

se sia a conoscenza del fatto che la Giunta dell'Organismo unitario dell'avvocatura italiana, deliberando l'astensione per il 14, 15 e 16 dicembre 2006, ha addotto a motivo anche la circostanza sopra descritta, facendo presente come fosse stato palesemente sconfessato nei fatti uno dei principali obiettivi dichiarati dalla contestata normativa pseudo-liberalizzatrice introdotta con il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (cosiddetto Bersani), che era proprio la promozione della libera concorrenza;

quale sia il giudizio del Presidente del Consiglio dei ministri su quanto sopra esposto e quali iniziative urgenti di competenza intenda adottare per impedire un vero e proprio mercato delle prestazioni professionali di assistenza e consulenza legale.

(4-00011)

BERSELLI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

in seguito al decreto-legge n. 223 del 4 luglio 2006 (cosiddetto Bersani), convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, si è ulteriormente burocratizzata la procedura di pagamento degli emolumenti spettanti ai Giudici di pace, alcuni dei quali, come quelli di Bologna, non percepiscono alcunché dal mese di giugno 2006;

il Ministro della giustizia ha emanato una specifica circolare per ovviare a tali disfunzioni, che non ha però sortito effetto alcuno, in quanto disattesa dai funzionari preposti, che anteporrebbero rimborsi spese di altra natura,

l'interrogante chiede di sapere quali iniziative urgenti, anche di carattere disciplinare, il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine, da un lato, di garantire la corretta applicazione della propria circolare e, dall'altro, di assicurare il doveroso rispetto della funzione dei Giudici di pace, davvero insostituibile per l'amministrazione della giustizia in Italia.

(4-00012)

RUSCONI - Ai Ministri del lavoro, salute, politiche sociali e dello sviluppo economico - Premesso che:

negli anni scorsi la Riello S.p.A. ha rilevato la storica attività della ditta Berettacaldaie a Lecco, industria leader e simbolo della storia imprenditoriale di questo territorio che aveva toccato un tasso di occupazione di 500 unità;

in questi giorni, il gruppo Riello - Divisione caldaie murali, che occupa nello stabilimento di Lecco 330 dipendenti, ha dichiarato di voler procedere, a partire dal primo giorno di giugno, alla cessazione dell'intera attività produttiva, che impegna 150 dipendenti;

ciò costituisce un fatto grave perché l'azienda si è rifiutata di dare spiegazioni che vadano al di là di un mero calcolo di profitto economico immediato. Non sono stati inoltre presentati dati di bilancio, nessun segno che attesti l'effettiva difficoltà dello stabilimento, ma semplicemente l'intenzione di ridurre i costi di produzione. È possibile che in questo momento di crisi economica, di aumento del costo delle materie prime le imprese abbiano difficoltà, ma delocalizzare dove la manodopera costa meno non è una soluzione per l'economia italiana e per gli italiani stessi. È necessario che le imprese investano e credano nella capacità di riqualificare il valore delle imprese italiane;

un fatto ancor più grave e contraddittorio, se si tiene conto che il titolare di questa fabbrica, Ettore Riello, presentatosi alle elezioni per il PdL, ha improntato la sua campagna elettorale sull'esigenza di favorire e promuovere l'industria italiana;

il marchio Beretta, nato a Lecco negli anni Sessanta, è stato un marchio famoso in tutta Europa, ma da quando è stato acquistato da Riello, l'azienda si è andata svuotando di progetti, e la produzione è stata ampliamente delocalizzata in Polonia. Ora la direzione sceglie di lasciare a casa 150 dipendenti, e sembrano fondati i timori che, lentamente, anche le altre forze produttive lascino il territorio,

si chiede di sapere quali azioni, di concerto con l'Assessorato competente della provincia di Lecco, della regione Lombardia, con il coinvolgimento di tutte le parti interessate, si intendano assumere per evitare l'impoverimento ulteriore del tessuto industriale del territorio, sia per le aziende direttamente coinvolte, sia per i notevoli problemi per l'indotto produttivo interessato.

(4-00013)

BERSELLI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

a tutti è nota la grave situazione in cui versa l'intero apparato della sicurezza in Italia;

relativamente ai Vigili del fuoco la situazione è oramai al collasso;

l'organico operativo previsto di 28.000 unità, a fronte di un'esigenza di circa il doppio, per effetto di concorsi interni e pensionamenti si è notevolmente ridotto, ed a fine 2008 dovrebbe ridursi a 24.000 unità;

questa carenza viene gestita quotidianamente con l'assunzione, per periodi di 20 giorni fino ad un massimo di 160 giorni all'anno, di personale discontinuo, il cui costo è mediamente pari ad 1.000 euro di stipendio, oltre ai contributi ed alla spesa relativa al sussidio di disoccupazione, pari a circa 3.000 euro netti l'anno corrisposto dall'INPS agli aventi titolo;

in risposta all'interpellanza urgente 2-00391 della XV legislatura a prima firma dell'on. La Loggia, il sottosegretario di Stato per l'interno, on. Ettore Rosato, nella seduta dell'8 marzo 2007 della Camera dei deputati ha fornito un quadro complessivo della situazione, annunciando, oltre all'assunzione nel triennio 2007-2009 di 2.600 unità, comunque insufficienti a garantire il recupero del turn over, una totale inversione di tendenza rispetto a quanto avvenuto in passato,

l'interrogante chiede di sapere:

che cosa intenda il Governo per "totale inversione di tendenza rispetto a quanto avvenuto in passato";

se non si ritenga preferibile, anziché utilizzare ingenti somme per le finalità richiamate, stabilizzare celermente il personale discontinuo, assicurando al medesimo serenità e certezze;

quale sia l'opinione del Ministro in indirizzo in merito alla proposta avanzata dalle organizzazioni sindacali di categoria di utilizzare, in alternativa a quanto sopra proposto, l'intero stanziamento previsto per il personale discontinuo per il richiamo in servizio del personale permanente "in stato programmato".

(4-00014)

PORETTI, PERDUCA - Ai Ministri dell'interno e della difesa - Premesso che:

il 4 maggio 2008, secondo quanto riportato dall'agenzia ANSA delle 18.39, "un romeno si è suicidato gettandosi dalla finestra di una caserma dei carabinieri in provincia di Frosinone. L'uomo, secondo quanto si è appreso, era stato fermato e portato presso la caserma dei Carabinieri di Fontana Liri per accertamenti. Quando i militi dell'Arma stavano già per congedarlo, poco prima delle 17, il romeno ha aperto la finestra e si è gettato dal secondo piano morendo sul colpo";

lo stesso giorno, "Il Messaggero", pubblicava on-line un articolo titolato "Fontana Liri, romeno fermato dai carabinieri: si getta nella tromba delle scale e muore". Nell'articolo si comunicavano i presunti nome ed età del soggetto - Christian Lupu, 28 anni - e venivano così esposti i fatti: "era stato fermato dopo la segnalazione telefonica di alcuni cittadini che avevano detto di averlo visto apparentemente in stato confusionale[…]. L'uomo stava per essere rilasciato quando all'improvviso si è gettato dalle scale, morendo probabilmente per aver battuto la testa dopo un volo di circa dieci metri";

sempre secondo "Il Messaggero", ad effettuare "l'esame esterno del cadavere" è stato il medico legale Antonella Conticelli, della Procura della Repubblica di Cassino;

secondo un comunicato diramato dal nucleo informativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Frosinone, poco dopo l'accaduto si descriveva così la dinamica del gesto del romeno: "mentre si trovava in sala d'attesa assieme ad un militare fulmineamente guadagnava la vicina tromba delle scale lanciandosi nel vuoto mettendo così in atto l'insano gesto";

non è chiara la dinamica del presunto suicidio, e lo conferma la palese discordanza, nella descrizione dei fatti, tra i vari media che hanno riportato la notizia;

non è verosimile pensare che un uomo "in stato confusionale" e "fuori di sé" (citando le agenzie ANSA e OMNIROMA) venga privato di assistenza psicologica e, proprio dalle autorità di Forza Pubblica, lasciato in libertà di fuggire o di commettere atti lesivi per la propria e/o l'altrui sicurezza;

una fonte attendibile del Comune di Fontana Liri ha riferito al telefono agli attivisti del Gruppo EveryOne, mobilitatosi per avere accertamenti sull'accaduto, che "non è stato effettuato alcun esame autoptico approfondito sul corpo del romeno, ma solo un esame superficiale sul cadavere ad opera di un medico legale della Procura della Repubblica";

diverse organizzazioni di tutela dei Diritti Umani, tra cui Amnesty International, hanno segnalato e stigmatizzato ripetutamente gli abusi delle Forze dell'ordine nei confronti dei rom; le ricerche prodotte da Amnesty dal 1997 a metà 2000 in 195 tra territori e Paesi rivelavano che "torture e maltrattamenti inflitti da agenti di stato sono stati riscontrati in oltre 150 Paesi e in oltre 80 Paesi queste torture hanno provocato morti". L'organizzazione in un appello del 2000 contro la tortura precisava che: "i rom sono comunemente visti come criminali e per questo subiscono pestaggi da parte delle forze dell'ordine". Negli ultimi due anni, inoltre, il Gruppo EveryOne ha raccolto numerose segnalazioni di rom relative a violenze subite da parte di agenti delle Forze dell'ordine,

si chiede di sapere quali provvedimenti i Ministri in indirizzo intendano adottare affinché vengano chiarite tempestivamente le dinamiche del decesso dell'uomo ed eventualmente chiarite e sanzionate le responsabilità.

(4-00015)

PORETTI, PERDUCA - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

l'associazione Antigone ha denunciato l'8 maggio 2008 la morte in circostanze non chiare nel carcere di Venezia di una donna al sesto mese di gravidanza. La donna sarebbe giunta all'ospedale ormai in coma e con il bambino morto in grembo. La donna, straniera, era apparentemente appena giunta in Italia ed aveva confessato al magistrato di aver ingerito alcuni ovuli di cocaina;

l'articolo 275, comma 4, del Codice di procedura penale vieta la carcerazione preventiva per donne incinta, a meno che non sussistano esigenze di rilevanza eccezionale. La medesima disposizione recita infatti che: "Non può essere disposta la custodia cautelare in carcere, salvo che sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, quando imputati siano donna incinta o madre di prole di età inferiore a tre anni con lei convivente, ovvero padre, qualora la madre sia deceduta o assolutamente impossibilitata a dare assistenza alla prole, ovvero persona che ha superato l'età di settanta anni",

si chiede di sapere:

quali fossero le "esigenze eccezionali" che hanno determinato la carcerazione preventiva della donna invece di un ricovero in struttura ospedaliera;

se siano stati effettuati, prima della carcerazione, accertamenti sanitari per verificare l'effettivo stato di salute della donna e del feto, anche a seguito dell'ammissione della stessa al magistrato di aver ingerito ovuli di cocaina;

se nel carcere la donna sia stata seguita adeguatamente dal presidio medico lì presente;

se e come il Ministro in indirizzo intenda promuovere l'adozione di misure sanzionatorie qualora siano accertate eventuali responsabilità del magistrato e/o del direttore del carcere in questione.

(4-00016)

BIANCONI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

la legge finanziaria per il 2007 ha modificato l'intero impianto normativo sul tema dell'utilizzo del demanio marittimo per finalità artistico ricreative andando a modificare sotto diversi aspetti anche le normative in materia delle diverse Amministrazioni competenti;

le nuove norme in ambito demaniale sono volte a tutelare le aree del demanio marittimo delle nostre coste così da perseguire il mantenimento di un corretto equilibrio tra le aree concesse ai privati e gli arenili liberamente fruibili;

con tale normativa (legge finanziaria per il 2007) le Amministrazioni locali hanno dovuto rivedere non solo la durata delle concessioni, ma anche la regolarizzazione dell'accesso al mare in base alla definizione di nuovi canoni, innovando completamente rispetto al ricorso che si faceva a canoni meramente tabellari, che permettevano di diversificare i sistemi di calcolo in relazione all'oggetto della concessione - sia per la parte occupata da manufatti che per quella libera -così da poterne differenziare il trattamento economico;

con la legge finanziaria per il 2007 viene permesso di utilizzare la tipologia dei canoni tabellari solo in parte e viene, invece, introdotto un unico tipo di canone commisurato al valore di mercato che si applica alle concessioni demaniali marittime destinate ad attività commerciali, terziario-direzionali e di produzione di beni e servizi;

gli importi per i nuovi canoni relativi alle concessioni demaniali marittime indicati nelle tabelle devono essere aggiornati sulla scorta degli indici ISTAT maturati sin dal 1994, sulla base dei decreti emanati annualmente dal Ministero dei trasporti;

questo ha comportato che con l'entrata in vigore della legge finanziaria per il 2007 per le concessioni demaniali marittime per gli anni 2004, 2005 e 2006 si applicano le misure unitarie vigenti alla data di entrata in vigore della legge;

tutto questo ha comportato un enorme problema, non solo alle Amministrazioni locali che hanno dovuto far fronte ad una nuova più farraginosa riscossione dei canoni, periodicamente aggravata dall'adeguamento agli indici ISTAT, ma soprattutto un aumento superiore al 1000 per cento, in molti casi, di questi canoni demaniali che hanno messo in seria crisi gli operatori del settore, in modo particolare quelli di tutto il litorale Adriatico;

il Ministro dei trasporti, unitamente all'Agenzia del Demanio ed all'Agenzia del Terriotorio, ha emesso in data 4 marzo 2008 una Circolare che esplicitando le modalità operative per la generazione dei dati di aggiornamento/allineamento dei sistemi informativi dell'Agenzia del Territorio (Prot. n. M_TRA/DINFR 2592), definisce i criteri per l'incameramento delle opere realizzate sul demanio marittimo che risultino di difficile rimozione, attraverso testimoniali di stato - e conseguenti volture catastali - stabilite automaticamente d'ufficio,

si chiede di sapere se il Governo intenda rivedere le richiamate norme che prevedono l'aumento dei canoni demaniali ed anche l'aggiornare del Codice della Navigazione, fermo al 1942, così da permettere al turismo balneare di essere tenuto in maggiore considerazione nelle scelte operate da Governo, Regioni, Comuni ed imprese, consentendo in tal modo una realistica disciplina del demanio turistico che tenga conto dei consumatori finali, ponendo, così, fine a questo ingiustificato aumento di tali canoni demaniali che rischia di gravare le famiglie di nuovi aumenti per i servizi balneari a partire dalla prossima stagione.

(4-00017)

BERSELLI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

la Direzione generale delle dogane (Ufficio personale) ha proposto al Ministro in indirizzo lo scorrimento della graduatoria per l'assunzione con contratto di formazione e lavoro di 20 collaboratori tributari, terza area, fascia retributiva F1, già area funzionale C, posizione economica C1, presso la Direzione regionale delle dogane per l'Emilia Romagna;

ad oggi non risultano essere state assunte iniziative al riguardo,

l'interrogante chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo intenda procedere nel modo auspicato dalla Direzione generale delle dogane;

in caso affermativo, quali tempi si prevedano per lo scorrimento delle graduatorie di cui in premessa.

(4-00018)

COSTA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle infrastrutture e trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

i lavori di ammodernamento della strada statale Maglie-Leuca (strada statale 275) non sono più procrastinabili;

la suddetta opera, una volta ultimata, faciliterà notevolmente il collegamento viario, essendo previsto l'allargamento dell'attuale tratto fino a Montesano Salentino e la realizzazione di una nuova strada da Montesano fino alle porte di Gagliano;

è inoltre previsto che nel tratto terminale la Statale si innesti con le provinciali per Corsano e Alessano, evitando così la costruzione di un viadotto a ridosso di San Dana, una delle frazioni di Gagliano;

tale infrastruttura è assolutamente strategica per l'intero territorio salentino;

gli ingenti flussi turistici e gli "eventi" che sempre più spesso vedono come protagonista l'amato Salento, quale ad esempio la visita del Santo Padre prevista per il 14 giugno 2008, impongono un urgente adeguamento della strada statale Maglie-Leuca;

diverse conferenze di servizi del 2007 hanno già deciso i lavori necessari;

ritenendo, pertanto, necessario sbloccare e accelerare la situazione,

l'interrogante chiede di sapere quali provvedimenti si intendano adottare con urgenza per dare il via al più presto ai predetti lavori di ammodernamento.

(4-00019)

 

COMUNICAZIONI RELATIVE AD ATTI E DOCUMENTI DELLA XV LEGISLATURA

Governo, trasmissione di atti e documenti

Il Ministro della salute, con lettera in data 22 aprile 2008, ha inviato, ai sensi dell'articolo 16 della legge 22 maggio 1978, n. 194, la relazione sull'attuazione della predetta legge concernente norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza, riferita al 2006, nonché i dati preliminari per l'anno 2007 (Doc. XXXVII, n. 3).

 

In data 28 aprile 2008, il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2a e alla 12a Commissione permanente.

  

Il Ministro della salute, con lettera in data 1° aprile 2008, ha inviato, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della legge 16 marzo 1987, n. 115, la relazione sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni scientifiche in tema di diabete mellito e di diabete insipido, con particolare riferimento ai problemi concernenti la prevenzione, aggiornata al 2007 (Doc. LXIII, n. 1).

 

In data 28 aprile 2008, il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 12a Commissione permanente.

  

Il Ministro degli affari esteri, con lettera in data 10 aprile 2008, ha inviato, ai sensi dell'articolo 9 della legge 18 novembre 1995, n. 496, come sostituito dall'articolo 6 della legge 4 aprile 1997, n. 93, la relazione sullo stato di esecuzione della convenzione sulle armi chimiche e sugli adempimenti effettuati dall'Italia nell'anno 2007 (Doc. CXXXI, n. 2).

 

In data 28 aprile 2008, il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3a e alla 4a Commissione permanente.

  

Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 15 aprile 2008, ha inviato, ai sensi dell'articolo 13, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni, la relazione sulle operazioni di cessione e cartolarizzazione dei crediti contributivi dell'INPS, aggiornata a febbraio 2008 (Doc. CXIV, n. 4).

 

In data 28 aprile 2008, il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a e alla 6a Commissione permanente.

  

Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 31 marzo 2008, ha inviato, ai sensi dell'articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, la relazione sulla sperimentazione per il superamento del sistema della tesoreria unica, per gli anni 2006 e 2007 (Doc. LXII, n. 2).

 

In data 28 aprile 2008, il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a Commissione permanente.

  

Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettere in data 16 aprile 2008, ha inviato i documenti che espongono il monitoraggio gestionale delle entrate e delle spese del bilancio dello Stato, realizzato secondo le regole di contabilità nazionale "Sec 95", aggiornati al mese di novembre 2007 (Atto n. 301) e al mese di dicembre 2007 (Atto n. 302).

 

In data 28 aprile 2008, i predetti documenti sono stati trasmessi, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a Commissione permanente.

  

Il Ministro della giustizia, con lettera in data 19 aprile 2008, ha inviato, ai sensi dell'articolo 20, ultimo comma, della legge 26 luglio 1975, n. 354, modificato dall'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 14 giugno 1993, n. 187, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 agosto 1993, n. 296, la relazione sull'attuazione delle disposizioni di legge relative al lavoro dei detenuti per l'anno 2007 (Doc. CXVIII, n. 3).

 

In data 28 aprile, il predetto documento sarà trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, primo comma, secondo periodo, del Regolamento, alla 2a Commissione permanente.

  

Il Ministro dello sviluppo economico, con lettera in data 11 aprile 2008, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 15, comma 5, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, la relazione sugli interventi realizzati nelle aree sottoutilizzate e sui risultati conseguiti, con particolare riguardo alla ricaduta dell'occupazione, alla coesione sociale e alla sostenibilità ambientale, nonché alla ripartizione territoriale degli interventi, per l'anno 2007 (Doc. XIII, n. 2-sexies).

 

In data 28 aprile 2008, il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento, alla 5a Commissione permanente.

  

Il Ministro dell'interno, con lettera in data 17 aprile 2008, ha inviato, ai sensi dell'articolo 16 del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, come modificata dall'articolo 11 della legge 13 febbraio 2001, n. 45, la relazione sui programmi di protezione, sulla loro efficacia e sulle modalità generali di applicazione per coloro che collaborano con la giustizia, riferita al secondo semestre 2006 (Doc. XCI, n. 5).

 

In data 28 aprile 2008, il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 2a Commissione permanente.

  

Il Ministero delle politiche per la famiglia, con lettera in data 11 aprile 2008, ha inviato, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 3 agosto 1998, n. 269, la relazione sullo stato di attuazione della citata legge recante norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno ai minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù, aggiornata all'anno 2007 (Doc. CX, n. 1).

 

In data 28 aprile 2008, il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 2a Commissione permanente.

  

Il Ministro per i beni e le attività culturali, con lettera in data 24 aprile 2008, ha inviato, ai sensi dell'articolo 84 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 12, la relazione sulle norme concernenti la circolazione dei beni culturali ed attuazione in Italia e all'estero degli atti comunitari indicati dalla legge riguardante la restituzione dei beni culturali illegittimamente usciti da uno Stato membro dell'Unione europea , relativamente agli anni 2005, 2006 e 2007 (Doc. XX, n. 1).

 

In data 28 aprile 2008, il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 7a Commissione permanente.

Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, trasmissione di documenti

L'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, ha inviato, ai sensi dall'articolo 4, comma 4, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, la relazione sull'attività svolta dall'Autorità stessa nell'anno 2006 (Doc. XLIII, n. 2).

 

In data 28 aprile 2008, il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8a Commissione permanente.

Garante del contribuente, trasmissione di documenti

Il Presidente dell'Ufficio del Garante del contribuente per la Calabria, con lettera in data 14 aprile 2008, ha inviato, ai sensi dell'articolo 13 della legge 27 luglio 2000, n. 212, la relazione sullo stato dei rapporti tra fisco e contribuenti nel campo della politica fiscale, riferita all'anno 2007 (Doc. LII-bis, n. 43).

 

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6a Commissione permanente.

 

Regioni e province autonome, trasmissione di relazioni

Con lettere in data 13, 18, 25 e 31 marzo e 17 aprile 2008 sono state inviate, ai sensi dell'articolo 16, comma 2, della legge 15 maggio 1997, n. 127, le relazioni sull'attività svolta nell'anno 2007 dai seguenti difensori civici:

 

della regione Piemonte (Doc. CXXVIII, n. 2/2);

della regione Marche (Doc. CXXVIII, n. 3/4);

della regione Molise (Doc. CXXVIII, n. 1/17);

della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia (Doc. CXXVIII, n. 2/8);

della regione Veneto (Doc. CXXVIII, n. 2/3).

 

In data 28 aprile 2008, i predetti documenti sono stati trasmessi, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente.