DELLA SETA - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:
il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, recante "Criteri per l'individuazione delle notizie, delle informazioni, dei documenti, degli atti, delle attività, delle cose e dei luoghi suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato", emanato in data 8 aprile 2008 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 90 del 16 aprile 2008 delle informazioni, dei documenti, degli atti, delle attività, delle cose e dei luoghi suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato;
l'apposizione del segreto di Stato è disposta, ai sensi dell'articolo 6 del richiamato decreto, dal Presidente del Consiglio dei ministri autonomamente, ovvero su richiesta dell'amministrazione competente, tramite il direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS);
l'articolo 5 del suddetto decreto recita testualmente che "Ferma restando la necessità di valutare in concreto ogni singolo caso sulla base di quanto disposto dagli articoli 3 e 4 del presente regolamento, sono suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato le informazioni, le notizie, i documenti, gli atti, le attività, i luoghi e le cose attinenti alle materie di riferimento esemplificativamente elencate in allegato.";
in particolare, al punto 17 dell'allegato all'articolo 5, compaiono inspiegabilmente come materie suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato anche "gli impianti civili per produzione di energia ed altre infrastrutture critiche",
si chiede di sapere:
quale sia il motivo per cui gli impianti civili per produzione di energia siano stati equiparati a strutture, luoghi o cose che necessitano della salvaguardia dei supremi ed imprescindibili interessi dello Stato e che attengono all'esistenza stessa della Repubblica democratica;
quali siano i criteri che individuano le infrastrutture critiche da sottoporre al segreto di Stato;
se non ritenga necessario rimuovere immediatamente questa inspiegabile equiparazione che non solo limita le giuste domande di informazione e di partecipazione dei cittadini e delle comunità, ma potrebbe indurre negli stessi anche un senso di paura e di diffidenza nei confronti delle infrastrutture di pubblica utilità e in generale verso lo Stato.
(4-00002)
CASSON - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
la signora Flor Castello, di origine venezuelana, era detenuta in carcere a Venezia, nonostante, secondo quanto emerso, avesse ormai raggiunto il sesto mese di gravidanza;
nonostante i malori denunciati, la detenuta è stata trasferita all'ospedale di Venezia soltanto quando era ormai in coma ed è deceduta poco dopo, con il bambino ormai morto in grembo;
si tratta di una vicenda disumana, che presenta, ad avviso dell'interrogante, aspetti di responsabilità che devono essere chiariti;
la normativa in materia è chiara, anche in ordine alle competenze relative alle decisioni da adottare a tutela della persona,
si chiede di conoscere:
quali siano i motivi che hanno condotto alla custodia cautelare in carcere per la signora Flor Castello;
quando e chi, tra il personale della magistratura e dell'amministrazione penitenziaria, sia venuto a conoscenza dello stato di gravidanza della signora e a quale mese fosse giunta;
chi e quando abbia deciso per la necessità della custodia cautelare in carcere;
se si fosse già prospettata la necessità di altra forma di custodia cautelare, ospedaliera o domiciliare o altro, e, in caso affermativo, per quale motivo si sia deciso per la forma più grave;
quando si siano evidenziati problemi di salute e di integrità per la signora e per il bambino;
se siano emersi aspetti di responsabilità di qualsiasi genere a carico di personale dipendente dal Ministero della giustizia.
(4-00003)
DELLA SETA - Ai Ministri delle infrastrutture e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:
l'aeroporto di Malpensa è stato insediato ed ampliato in un'area ad alta densità demografica ed urbana e manifesta un'evidente criticità ecologica;
nel dicembre del 1997 si è costituito il Coordinamento dei sindaci di 24 Comuni piemontesi dell'ovest Ticino al quale aderiscono anche la Provincia di Novara, il Parco del Ticino e il Parco Lagoni di Mercurago. Il coordinamento si pone l'obiettivo di tutelare i cittadini dalle ricadute ambientali derivanti dalla presenza dell'aeroporto di Malpensa;
nell'agosto 1998 con gli stessi obiettivi si è costituito un comitato spontaneo di cittadini denominato Comitato Ovest Ticino;
il decreto del Ministro dei trasporti n. 903 del 13 febbraio 1987, relativo a "Malpensa 2000", ha fissato in 12 milioni di passeggeri il volume massimo di traffico per l'ampliata infrastruttura aeroportuale. Nell'ottobre 1998 "Malpensa 2000" entra in funzione, malgrado l'assenza di Valutazione d'impatto ambientale (VIA);
con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali del novembre 1999 è stato bocciato lo Studio di Impatto Ambientale predisposto dalla Società esercizi aeroportuali (SEA) per il superamento del volume di 12 milioni di passeggeri;
nel dicembre 1999, un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ha autorizzato di fatto l'aumento del traffico da 12 a 21,3 milioni di passeggeri l'anno, ma non ulteriori opere, subordinando tale aumento a: 1) effettuazione di un'indagine epidemiologica; 2) despecializzazione delle piste; 3) limitazione dei voli notturni; 4) attivazione di un Osservatorio ambientale permanente; 5) verifica dell'efficacia delle misure previste prima di ogni ulteriore opera;
nell'ottobre 2003 l'Unione europea ha messo in mora il Governo italiano per la mancata Valutazione d'impatto ambientale sull'ampliamento dell'aerostazione tuttora in corso d'opera. A quanto consta all'interrogante, nel gennaio 2004 il Ministero dell'ambiente ha inviato una nota all'Unione europea in cui si afferma che le opere sono da sottoporre a screening, un mese dopo, febbraio 2004, sempre lo stesso dicastero ha inviato all'Unione europea un'ulteriore nota nella quale si chiede di considerare nulla la precedente lettera;
premesso altresì, a quanto risulta all'interrogante, che:
con parere 576 del marzo 2004, la Commissione VIA ha riconosciuto che le opere sono significativamente difformi dal Piano regolatore generale iniziale, ma, se considerate a sé stanti e nel presupposto che la SEA non dichiari aumenti di traffico, le opere sono accettabili. Nell'aprile 2004 il Ministro dell'ambiente ha comunicato il parere favorevole della Commissione VIA al Presidente della Regione Lombardia e al Presidente della SEA, ribadendo il vincolo di tale parere al fatto che non venga superato un volume massimo di traffico di 21,3 milioni di passeggeri all'anno e alla costituzione di un Osservatorio ambientale permanente;
nel marzo 2005 la Provincia di Novara ha istituito un proprio Osservatorio ambientale permanente su "Malpensa 2000". La SEA, nel luglio 2005, ha pubblicato un rapporto in cui si chiede alla Regione Lombardia l'aggiornamento del Piano d'area Malpensa proponendo come obiettivo un traffico di 40/45 milioni di passeggeri all'anno e la costruzione della terza pista. A seguito di tale richiesta tutti i 17 Comuni interessati dal piano d'area Malpensa hanno sottoscritto un documento in cui si evidenzia che l'aeroporto di Malpensa deve rispettare le norme vigenti e che "fintanto che questo non sarà puntualmente attuato da tutti gli organismi preposti non dovrà essere preso in considerazione alcun progetto di potenziamento o ampliamento";
nell'ottobre 2005, l'ente Parco del Ticino ha presentato una Valutazione ambientale strategica (VAS) volontaria, dalla quale si evince che le circa 50 opere previste dal Piano d'area si stanno sviluppando al di fuori di un quadro programmatico d'insieme, sono prive di coerenza reciproca, non garantiscono alcuna adeguata valutazione degli effetti indotti sui terreni interessati;
nella primavera 2006 la Regione Piemonte si rivolge formalmente alla Regione Lombardia e ai Ministeri delle infrastrutture e dell'ambiente per chiedere una VAS preliminare sulle opere previste dal Piano d'area Malpensa anche a fronte del fatto che il parco del Ticino, comune ad entrambe le regioni, è un Sito d'importanza comunitaria ed è patrimonio dell'Unesco. Tale richiesta, a quanto risulta, non ha avuto seguito;
la SEA, nel bilancio consuntivo del 2006, ha dichiarato che il traffico relativo al 2006 è stato pari a 21.767.267 passeggeri, con uno sforamento di circa 247.456 passeggeri rispetto al tetto massimo fissato nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1999,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo non ritengano urgente ed indifferibile, anche in considerazione della volontà più volte ribadita dal nuovo Governo di potenziare ulteriormente il ruolo di Malpensa come hub in vista dell'Expo 2015, procedere alla VIA per il superamento dei volumi massimi di traffico precedentemente stabiliti e per le opere non ancora realizzate (come il terzo satellite), e alla VAS sul complesso delle 81 opere previste nel progetto di revisione del Piano d'area Malpensa;
se non ritengano, per le suddette motivazioni, di tenere in considerazione i risultati della VAS volontaria realizzata dall'ente Parco del Ticino.
(4-00004)