il 25 marzo 2008 si è verificato l'ennesimo incidente mortale sul lavoro, che ha causato la morte di Domenico Monopoli, quarantatreenne di Cerignola, mentre svolgeva il suo turno di notte nel reparto verniciatura dello stabilimento Fiat di Melfi (Potenza), caduto da un soppalco da un'altezza di circa quattro-cinque metri;
per capire la dinamica dell'incidente la Procura di Melfi ha aperto un'inchiesta;
gli incidenti sul lavoro continuano ad essere un tragico fenomeno che sembra non avere mai fine e che, di volta in volta, appare incredibilmente evitabile, nella consapevolezza della mancanza di adeguate misure di contrasto e di prevenzione;
dati statistici INAIL rivelano la tragicità del fenomeno: nel 2008, in 45 giorni, sono stati già accertati 79 morti sul lavoro, 80.230 infortuni e 2.500 invalidi; nel 2007 ci sono stati 986 morti sul lavoro, 914.600 infortuni e circa 9.500 invalidi;
i dati dimostrano che, rispetto al rischio di incidenti sul lavoro, l'Italia si colloca in fondo alla graduatoria dei Paesi industrialmente più sviluppati, con un morto ogni ora e mezza lavorativa, 20 incidenti ogni ora lavorativa e 10 pensionati INAIL per invalidità ogni giorno;
non vi possono essere giustificazioni che facciano pensare alla pur umana casualità in episodi come quello che ha visto morire Domenico Monopoli, soprattutto alla luce degli altri, troppi, anche recenti incidenti - tre, di cui due mortali - che si sono verificati nello stesso stabilimento di una delle più grandi aziende d'Europa,
si chiede di sapere quali iniziative urgenti i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di accertare le responsabilità di quanto accaduto, nel rispetto di un'esigenza di giustizia, ormai non più procrastinabile.
(4-03507)