Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2013 (ore 13,14)
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame degli emendamenti riferiti agli articoli del decreto-legge.
MANZIONE (Misto-UD-Consum). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANZIONE (Misto-UD-Consum). Signor Presidente, era stato presentato un emendamento soppressivo, molto semplice nella formulazione, dell'articolo 51-bis, per il quale io, come molti colleghi hanno potuto notare, avevo riservato l'ultima parte di tempo a disposizione. Nasce un disguido, sicuramente non riconducibile agli Uffici ma al fatto che questo provvedimento arriva all'ultimo momento.
Pregherei pertanto, trattandosi di un emendamento che non deve essere riprodotto perché semplicemente soppressivo dell'articolo 51-bis, di darmi la possibilità, nel momento in cui oggi pomeriggio passeremo alla votazione, di illustrarlo utilizzando il tempo residuo. Non chiederò neanche la votazione elettronica su tale emendamento, perché mi sembrerebbe ingiusto approfittare di un momento in cui molti colleghi potrebbero non essere presenti. Chiedo solo di poterlo illustrare e che sia sottoposto a votazione.
PRESIDENTE. Senatore Manzione, proceda pure nell'illustrazione dell'emendamento.
MANZIONE (Misto-UD-Consum). Se posso farlo ora, sarebbe meglio in quanto è preferibile in questo contesto. D'altra parte è sufficiente che sia presente il rappresentante del Governo. Il relatore, seppure assente, viene sostituito dal Presidente.
Signor Presidente, era importante lasciare agli atti questo emendamento soppressivo dell'articolo 51-bis perché serve a far comprendere come all'esterno l'attuale legislatura viene letta. Tutti i parlamentari, in particolar modo noi senatori, siamo rimasti perplessi rispetto ad alcune pubblicazioni; mi riferisco in particolare - ne cito una per tutte - al libro «La Casta» di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, perché lo ritenevamo ingiusto, nel senso che enfatizzava aspetti negativi non riproducendo la reale situazione. Quanto abbiamo dinanzi con questo articolato, così come introdotto, dà purtroppo ragione a quel tipo di interpretazione.
Con l'articolo 51-bis prevediamo la possibilità di riaprire il termine per ottenere i rimborsi elettorali per l'anno 2006, dando la possibilità, a chi è già decaduto, di ripresentare la domanda. L'anomalia, Presidente, non è soltanto nella violazione di un principio secco come quello della decadenza, e quindi nel fatto che venga varata una norma fotografia (perché si capisce che quando si fa una norma del genere è soltanto per avere l'appoggio e la benevolenza di qualcuno che ha un nome e un cognome, e già di per sé si tratta di un fatto gravissimo): la cosa più grave è che ipocritamente le Commissioni bilancio e lo stesso Governo, nella sua previsione, affermano che non ci saranno ulteriori oneri e tutto avverrà all'interno delle somme già stanziate.
Signor Presidente, facciamo i parlamentari da un po' di tempo: le risorse del 2006 come rimborsi elettorali sono già state elargite. O il provvedimento prevedeva un'ipotesi di restituzione da parte di coloro che avevano già incamerato le risorse, oppure dire che un Gruppo che non ha presentato la domanda tempestivamente viene riammesso per il 2006, tornando indietro di tre anni, significa creare il presupposto per poi elargire altri stanziamenti che determinano chiaramente la violazione di una norma già di per sé illegittima. Ecco perché hanno ragione quelli che definiscono questo consesso una casta, che, tutto sommato, riesce ad attingere dalle risorse pubbliche per autoalimentarsi in maniera illegittima.
Questo il senso dell'emendamento che volevo rappresentare. Questo il senso di un voto che volevo chiedere, proprio perché non mi riconosco in questo stereotipo e mi dispiace che il Governo e la mia maggioranza abbiano avallato simili scelte. Capisco che ci sono dinamiche elettorali irrefrenabili, ma capisco che non sempre c'è la disponibilità di un patrimonio (che in questo caso non è nostro personale, bensì collettivo). Atteggiamenti di questo tipo legittimano le risposte e le reprimende che vengono da giornalisti come Gian Antonio Stella. Purtroppo stiamo dimostrando di essere peggio di quella casta che è stata descritta.
Ecco perché, signor Presidente, le chiedo di sottoporre a votazione il mio emendamento soppressivo dell'articolo 51-bis.
PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'emendamento in esame.
SINISI, relatore. Signor Presidente, confermo il mio parere contrario
LETTIERI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Anche il Governo esprime parere contrario.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 51-bis.100, presentato dal senatore Manzione.
Non è approvato.
Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.