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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 282 del 27/02/2008


Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.

Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati.

Passiamo all'esame degli ordini del giorno riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G1.1 e G1.2 non saranno posti in votazione.

Passiamo all'esame dell'ordine del giorno riferito all'articolo 2 del decreto-legge, che si intende illustrato. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G2.1 non sarà posto ai voti.

Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

SAPORITO (AN). Signor Presidente, l'emendamento 3.101 fa riferimento alla nota vicenda di cui il Senato e la Camera si sono occupati molte volte, vale a dire alla revisione dei canoni demaniali per le spiagge.

L'errore di fondo che ha commesso il Governo (come già fece il Governo Berlusconi) è di considerare gli esercenti di questa attività di spiaggia tutti uguali, pertanto, quanto a tassazione, Ladispoli è nelle stesse condizioni di Iesolo. Poiché l'Esecutivo ha capito gli errori della passata e della presente legislatura spostando ancora il termine di pagamento di tali aumenti, insieme con i colleghi propongo un ulteriore differimento e la regolazione della situazione intermedia mediante un aumento del livello di pagamento non nella misura del 300, del 400 o del 500 per cento, ma del 200 per cento, nell'attesa che si definiscano su nuove basi i criteri per il pagamento dei canoni demaniali.

Come dicevo, infatti, l'Italia è molto grande e ci sono condizioni differenti, quindi i piccoli Paesi che hanno spiagge non devono pagare le stesse quote che si versano a Venezia o a Iesolo. Spero che ciò venga compreso e che si abbia comunque un'attenzione da parte del Governo; resto pronto ad ascoltare il suo parere ed eventualmente a trovare la forma perché lo spirito dell'emendamento venga accolto.

PRESIDENTE. Senatore Saporito, sia il relatore che il rappresentante del Governo hanno espresso parere contrario su tutti gli emendamenti e parere favorevole invece alla loro trasformazione in ordini del giorno. Nel caso lei voglia insistere per la votazione dell'emendamento 3.101, per la quale peraltro, essendo stato dichiarato improcedibile, occorre che la richiesta sia sostenuta da almeno 15 senatori, le ricordo che il parere del relatore e del Governo è contrario.

SAPORITO (AN). Signor Presidente, sono d'accordo a trasferire i contenuti dell'emendamento 3.101 in un ordine del giorno.

BACCINI (Misto-MCFP). Anch'io accolgo l'invito del relatore e del Governo a trasferire in ordine del giorno i contenuti dell'emendamento 3.102, identico all'emendamento 3.101.

MARINI Giulio (FI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARINI Giulio (FI). Chiedo di aggiungere la mia firma a tale ordine del giorno.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G3.100 non verrà posto in votazione.

Ricordo che l'emendamento 3.100 è stato ritirato.

Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G3.1 non verrà posto in votazione.

Poiché all'articolo 4 del decreto-legge non sono stati presentati emendamenti, passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 5 del decreto-legge che si intende illustrato.

Metto ai voti l'emendamento 5.100, presentato dal senatore Davico.

Non è approvato.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 6 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

SAPORITO (AN). Signor Presidente, l'emendamento 6.100, sul quale il relatore, il Governo e la Commissione bilancio hanno espresso parere contrario, è stato dichiarato pur tuttavia ammissibile, mentre hanno eccepito l'inammissibilità per quanto riguarda l'emendamento 6.101.

La Commissione bilancio, prima di assumere certe decisioni, dovrebbe valutare meglio il contenuto delle proposte emendative perché non può dichiarare ammissibile l'emendamento 6.100 e inammissibile il successivo che rientra in una logica che adesso mi permetto di spiegare. L'oggetto delle proposte è il dramma dei pensionati delle Ferrovie dello Stato che, finalmente, nella passata legislatura, dopo tanti anni hanno ottenuto un fondo di circa 22 milioni di euro da distribuirsi nel triennio 2005-2007 secondo regole stabilite dal Dipartimento della funzione pubblica presso la Presidenza del Consiglio cui fu affidato detto fondo.

Il Ministero della funzione pubblica in questi tre anni non è stato in grado di individuare i criteri di distribuzione perché non ha una struttura adeguata - come ci ha spiegato lo stesso Ministro quando ne abbiamo discusso in 1a Commissione - e la soluzione prospettata dallo stesso Ministro è probabilmente quella di trasferire il fondo di 22 milioni di euro all'INPS e il connesso incarico di distribuirlo secondo criteri che l'istituto di previdenza stabilirà.

Su questo punto siamo d'accordo: il nostro emendamento riguarda un altro aspetto. Forse la Commissione bilancio non ha capito che non proponiamo di aggiungere agli obblighi del triennio 2005-2007 anche quelli del triennio successivo, ma piuttosto di non far andare in perenzione questi fondi destinati ai pensionati ferroviari, trasferendo l'impegno del Governo a distribuire tali risorse negli anni 2008-2010. Questa è l'operazione che suggeriamo.

Mi rivolgo anche ai sindacalisti dell'opposizione e chiedo loro di darci una mano, perché non è possibile che un fondo previsto per il personale delle Ferrovie dello Stato in pensione che da anni aspetta un minimo di integrazione delle loro scarse risorse non meriti l'attenzione del Parlamento perché il Dipartimento della funzione pubblica e la Presidenza del Consiglio non sono in grado di individuare i criteri per distribuire le risorse. Trasferiamole dall'INPS, per carità di Dio, e accetto che siano distribuite nel triennio 2008-2010, ma possibilmente si eviti di ricorrere - perlomeno lo faccia il Governo - all'uso di tecniche dilatorie, com'è successo in questo caso, sostenendo che il Dipartimento della funzione pubblica non può esprimere questi criteri e non è in grado di stabilire come si debbano dividere questi fondi.

Questo è ridicolo per questo Senato, per tutto il Parlamento e direi anche per il Governo. Quindi io vi prego di accettare con spirito di attenzione il contenuto di questo emendamento e di aiutarci perché si risolva il problema nell'interesse dei ferrovieri italiani pensionati.

PRESIDENTE. Prima di andare oltre, ricordo che l'emendamento 6.100 del senatore Saporito è improcedibile a seguito del parere contrario dalla Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

SAPORITO (AN). L'emendamento 6.100 è stato dichiarato ammissibile, mentre il 6.101 è inammissibile.

PRESIDENTE. Ha ragione senatore, mi scusi, sull'emendamento 6.100 c'è il parere contrario. Accetta di trasformarlo in ordine del giorno?

SAPORITO (AN). Lo trasformo in ordine del giorno, Presidente, però ho voluto lasciare agli atti di questa Camera che il problema in questione non può essere risolto se non assegnando all'INPS, che sa cosa fare, l'attuazione di questo importante provvedimento.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G6.100 non verrà posto in votazione.

Ricordo che gli emendamenti 6.101, 6.102, 6.103 e 6.104 sono inammissibili, mentre l'emendamento 6.105 si intende ritirato.

Passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 6-bis del decreto-legge.

Ricordo che la lettera b di tale emendamento è inammissibile. Vuole intervenire sulla restante parte, senatore Cicolani?

CICOLANI (FI). Non intendo illustrarlo, signor Presidente.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 6-bis.100.

CARRARA (FI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CARRARA (FI). Signor Presidente, chiedo di verificare il numero legale.