VEGAS (FI). Signor Presidente, questo decreto-legge assomiglia molto al cestino della carta straccia che alla fine della legislatura, anziché essere buttato, è stato ripescato e rischia di diventare legge. Tale eventualità, a mio avviso, sarebbe alquanto pericolosa, anche perché sotto il profilo finanziario, questione della quale desidererei occuparmi in questa sede, il provvedimento è sostanzialmente scoperto, tant'è vero che ieri la Commissione bilancio ha espresso parere contrario rispetto alla copertura, anche se poi i giochi di maggioranza hanno imposto che fosse un semplice parere contrario senza riferimento all'articolo 81 della Costituzione. Però, gli stessi argomenti addotti in Commissione bilancio fanno ritenere che si tratti di una vera e propria foglia di fico.
In sostanza, tale decreto spende per il 2007 circa 4,7 miliardi di euro e per il 2008 un miliardo. Il totale è di circa 5 miliardi di euro, pari a circa 10.000 miliardi delle vecchie lire, come regali pre-elettorali. Francamente, mi sembra troppo! Peraltro, se consideriamo solo il 2008, non tanto per il saldo netto ma per il fabbisogno e, più ancora, per l'indebitamento, la spesa non coperta ammonta a circa un miliardo di euro, pari a 2.000 miliardi delle vecchie lire. La spesa non è coperta perché non è pensabile che la copertura si rifaccia all'andamento della situazione macroeconomica, dato che essa non è brillante come in precedenza, che l'economia ristagna, che l'euro si apprezza di valore e che il petrolio cresce di prezzo. Quindi, i dati del 2008 non sono allo stato attuale particolarmente confortevoli.
Una serie di misure contenute nel decreto, inoltre, aggraveranno sicuramente la spesa, perché molte coperture sono state realizzate cancellando o sospendendo spese che, prima o poi, saranno obbligatorie. Si tratta di coperture valide forse sulla carta, ma fittizie nella realtà, mentre altre sono chiaramente sottostimate.
Faccio riferimento, per esempio, alla «Visco Sud» quotata 90,5 milioni di euro; tutti sappiamo che, in realtà, si tratta di un meccanismo che accelererà la spesa, o quanto meno le minori entrate, in modo molto più cospicuo.
Per altre spese è previsto un finanziamento attraverso rinvii di coperture di oneri che sarebbero dovuti andare in economia il 31 dicembre scorso; anche in tal caso, dunque, si tratta di spese sostanzialmente non coperte.
Vi è poi tutta la vicenda dei concessionari e l'abolizione dell'obbligo di versamento di 4,6 miliardi per il 2008, coperto con l'obbligatorietà del trasferimento del TFR da parte dell'INPS per una cifra equivalente nel 2007; ciò si traduce in un buco nel 2007 per quanto riguarda l'indebitamento, buco che in ogni caso bisognerà poi coprire, considerato che i TFR un giorno o l'altro dovranno essere versati dall'INPS.
In sostanza, sotto il profilo finanziario il provvedimento in esame è assolutamente scoperto, mentre la congerie di norme è tale e tanta che francamente, se non altro da un punto di vista estetico, imporrebbe un giudizio alquanto critico prima di presentarsi agli elettori. Si parla tanto di costi della politica: questo è un costo che si poteva sinceramente evitare.
Signor Presidente, concludo ricordando che sul provvedimento si è diffusa una sorta di leggenda metropolitana, secondo la quale anche l'opposizione sarebbe stata d'accordo. In realtà alla Camera l'opposizione si è astenuta, dissociandosi quindi dal provvedimento, e un atteggiamento sicuramente non favorevole, anzi penso fortemente critico, verrà espresso in questo ramo del Parlamento.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ranieri. Ne ha facoltà.