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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 282 del 27/02/2008


*RANIERI (PD-Ulivo). Signor Presidente, il senatore Valditara ha parlato a lungo dei limiti dell'azione del Governo in materia di ricerca e università. Non ho tempo e modo di controbattere a tali affermazioni nei tre minuti a mia disposizione, ma vorrei concentrarmi su un punto che il collega Valditara ha toccato solo alla fine del suo discorso. Mi riferisco all'azione condotta alla Camera - ahimé! - in maniera bipartisan con l'unanimità e l'accordo di tutte le forze politiche, che ritengo molto negativa per l'università: si tratta, in particolare, della norma che reintroduce la doppia idoneità nei concorsi universitari, una norma assolutamente irresponsabile che credo faccia fare un passo indietro alla discussione e all'iniziativa riformatrice sull'università.

Esiste un'ormai ampia letteratura formatasi nelle Aule parlamentari, nonché numerosissimi articoli di stampa che attribuiscono al meccanismo della doppia e tripla idoneità una delle ragioni fondamentali delle politiche di scambio nella selezione dei docenti universitari effettuata dalle università italiane. Tutti i rettori delle più importanti università italiane hanno affermato che tale meccanismo mette in discussione la capacità delle università di programmare i propri organici e i propri conti economici. È indubbio, infine, che creare a fine legislatura un esercito di idonei rallenta il processo di riforma dell'università e ne rende più difficile il ringiovanimento. Tutto questo, dunque, è contrario a quanto in quest'Aula tutti abbiamo sostenuto dall'inizio della legislatura.

Prendendo atto dell'impossibilità concreta di modificare il decreto milleproroghe, assumerò le conseguenti iniziative per limitarne i danni, presentando un ordine del giorno, insieme a gran parte dei senatori della 7a Commissione permanente, in cui, come ricordato anche dal senatore Valditara, è stato votato all'unanimità un parere negativo su questo provvedimento.

In conclusione, mi limito a segnalare un aspetto. Tutti parlano di bipolarismo mite e personalmente sono da sempre un sostenitore di un bipolarismo che non eviti il confronto di merito, scevro da pregiudiziali, da parte dei diversi schieramenti.

Permettetemi però di dire che quanto accaduto alla Camera e in 7a Commissione, dove all'unanimità ci siamo pronunciati contro, in nome della serietà della politica universitaria, ci mostra che il bipolarismo mite può essere di due generi. Un genere che tende a fare accordi comunque, al ribasso, tanto per accontentare tutti e scambiarsi favori, facendo diventare così l'università il terreno di un inaccettabile gioco di scambio, oppure un bipolarismo mite, che affronta il merito dei problemi e fa accordi unicamente in funzione del rinnovamento, dell'innovazione e del miglioramento del nostro sistema universitario e di ricerca.

Nella nostra 7a Commissione abbiamo sempre puntato ad attenerci a questa idea del bipolarismo.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il relatore.