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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 282 del 27/02/2008


Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2013

ALBONETTI (RC-SE). Il Paese ha bisogno di seri interventi strutturali e non possono certo essere sufficienti i ritocchi, i rinvii e gli interventi di piccolo cabotaggio contenuti nel testo in esame, che paiono avere un'ispirazione rigorosamente bipartisan. Il provvedimento appare inoltre poco rigoroso dal punto di vista finanziario, politico ed etico e non prevede l'utilizzo dell'extragettito per ridurre la pressione fiscale sul lavoro dipendente, così come previsto dalla legge finanziaria per il 2008 e come proposto da un emendamento sostenuto dai senatori della Sinistra-l'Arcobaleno. Ciononostante esprimerà un voto favorevole sul testo che, pur essendo criticabile nel suo impianto complessivo, contiene provvedimenti, che meritano di essere approvati, in favore dei lavoratori e delle categorie deboli, del Fondo per il finanziamento ordinario delle Università, nonché la sospensione dell'esecuzione dei provvedimenti di sfratto nei confronti dei conduttori particolarmente disagiati. (Applausi dai Gruppi RC-SE, IU-Verdi-Com e SDSE. Congratulazioni).

POLLEDRI (LNP). Il provvedimento in esame, che fa calare definitivamente il sipario sulla fallimentare esperienza politica del Governo Prodi, contiene una pletora di provvedimenti microsettoriali dal chiaro intento elettoralistico, che andranno ad incidere negativamente sullo stato dei conti pubblici e che appaiono assai lontani dall'asserita ricerca di novità politica sostenuta dalla campagna elettorale del Partito Democratico. Ne sono un esempio la proroga delle agevolazioni fiscali ancora previste in ragione del sisma del Belice, i provvedimenti relativi all'Ordine Mauriziano, le nuove previste nuove assunzioni negli enti di ricerca, che non hanno però le risorse e gli strumenti indispensabili al loro lavoro, i finanziamenti ad enti di dubbia utilità, gli interventi di riqualificazione previsti nella città di Bari, la proroga delle Authority e o lo sciagurato intervento sull'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare.

VALENTINO (AN). Il complesso e farraginoso provvedimento contiene, tra le molte norme previste, anche la proroga della nomina del Commissario straordinario di Governo per lo sviluppo del porto e della pertinente area di Gioia Tauro: tale misura interviene con tre mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale di una figura che, oltre ad essere assai costosa, appariva pletorica fin dal momento della sua istituzione e il cui operato è inoltre criticabile. Invita dunque l'Assemblea a considerare con la dovuta attenzione la norma in questione e a bocciare tale inopportuna proroga. (Applausi dal Gruppo AN).

VALDITARA (AN). Il decreto-legge n. 248 rappresenta l'ennesima testimonianza del fallimento della politica universitaria del Governo Prodi, incapace di approvare il Piano nazionale per la ricerca e assai tardivo nel finanziare i Progetti di ricerca di interesse nazionale. La politica universitaria del centrosinistra ha appuntato tutta la propria attenzione sulla normativa regolamentare per il reclutamento dei ricercatori, oggetto di pesanti critiche da parte della Corte dei Conti, ma non ha saputo proporre alternative né dare attuazione alla normativa predisposta dall'ex ministro Moratti, né approntato un disegno riformatore complessivo per quanto riguarda il reclutamento dei docenti, tanto che viene prevista l'applicazione della normativa previgente, la contestata riforma Berlinguer sui concorsi universitari. Nel clima di preoccupante disinteresse per l'università italiana, testimoniato anche dal provvedimento in esame, valuta invece positivamente l'ordine del giorno presentato in materia dal senatore Ranieri, approvato all'unanimità in Commissione.

RONCHI (PD-Ulivo). Il decreto legislativo n. 4 del 2008 che apporta disposizioni correttive e integrative al cosiddetto codice ambientale (il decreto legislativo n. 152 del 2006), in due commi dell'articolo 2 indica una diversa dizione della medesima modifica in materia di smaltimento dei rifiuti, anche se triturati, in fognatura. Si tratta evidentemente di un mero errore materiale, ma capace di ingenerare confusioni interpretative in una materia delicata dal punto di vista ambientale. Avendo accolto l'invito a non insistere per l'approvazione di uno specifico emendamento, chiede al Governo di pronunciarsi nel merito e di procedere eventualmente alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale di una errata corrige che elimini le discordanze.

VEGAS (FI). Sotto il profilo finanziario il decreto-legge è scoperto, come confermato dal parere contrario della Commissione bilancio, che non ha espresso la contrarietà ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione per mere ragioni di natura politica. Preoccupante è in particolare la mancanza di copertura per il 2008, considerati gli effetti che essa potrebbe avere sui conti pubblici in una fase economica mondiale e nazionale che si prevede sarà poco favorevole. Sotto il profilo formale il decreto-legge si caratterizza, invece, per l'eterogeneità di norme che elargiscono risorse per finalità elettorali, che alimentano i costi della politica e sono ingiustificabili davanti all'opinione pubblica. Peraltro, non è vero che alla Camera l'opposizione abbia sostenuto il provvedimento, considerato che in quella sede si è astenuta e manifesta al Senato un giudizio fortemente critico.

RANIERI (PD-Ulivo). Con riguardo alle disposizioni in materia universitaria, esprime contrarietà alla norma che afferma il criterio della doppia idoneità nei concorsi universitari. Si tratta di un passo indietro ingiustificabile, fortemente criticato dai rettori e tale da ostacolare il processo di ricambio e rinnovamento nel corpo dei docenti universitari. La norma, peraltro, è stata introdotta alla Camera con la condivisione di entrambi gli schieramenti, mentre in Commissione al Senato si è registrato un unanime giudizio critico che ha condotto alla presentazione di un emendamento. Tale diverso atteggiamento delle forze politiche dimostra che il richiamo ad un bipolarismo mite può tradursi, a seconda dell'interpretazione ad esso assegnata nell'azione politica, in accordi frutto di reciproche convenienze o tesi al perseguimento dell'interesse generale.

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

SINISI, relatore. Rinunciando alla replica, condivide l'interpretazione data dal senatore Ronchi in relazione alle difformità presenti nel testo dell'articolo 2 del decreto legislativo n. 4 del 2008, che appaiono riconducibili ad un mero errore materiale. Non vi è però la possibilità di affrontare la questione nel decreto-legge in esame, ma non dovrebbero esservi dubbi circa la volontà del legislatore.

LETTIERI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Nel corso dell'esame in prima lettura del decreto-legge sono state apportate al testo originario presentato dal Governo, che era di portata più limitata, numerose modifiche originate da proposte parlamentari, in molti casi ampiamente sostenute dalle forze politiche. La conseguenza è che, accanto a disposizioni importanti, come la "Visco Sud", le norme relative alla rottamazione ed ai rifiuti, gli interventi per gli ammortizzatori sociali nell'area di Malpensa e i finanziamenti per le opere pubbliche, la proroga degli sfratti e le modifiche in tema di accatastamento degli immobili rurali, si registrano anche norme non prive di criticità. Non vi è però il tempo per apportare ulteriori modifiche e pertanto rivolge un appello al senso di responsabilità dei senatori affinché ritirino gli emendamenti, procedendo eventualmente alla trasformazione in ordini del giorno. Quanto al parere contrario della Commissione bilancio, il provvedimento, in termini di saldo netto, è orientato alla riduzione di autorizzazioni di spesa o al ricorso al fondo speciale. I 4,6 miliardi di euro di mancato acconto dovuto dai concessionari della riscossione sono riassorbiti nel miglior andamento dei saldi di finanza pubblica: tale cifra è pari a circa lo 0,3 del prodotto interno lordo e quindi si potrebbe chiudere il consuntivo 2007 con un livello di indebitamento pari al 2-2,1 per cento, migliore di quello a suo tempo programmato (2,4 per cento).

PRESIDENTE. Il vaglio di ammissibilità della Presidenza sugli emendamenti è stato particolarmente rigoroso tenuto conto dello svolgimento dei lavori in regime di prorogatio e della particolare posizione costituzionale di fronte alle Camere di un Governo dimissionario. Risultano pertanto inammissibili gli emendamenti 6.101, 6.102, 6.103, 6.104, 6-bis.100 (seconda parte), 6-quater.0.101, 7-bis.0.100, 7-bis.0.102, 7-bis.0.103, 13-bis.0.100, 14.100, 14-bis.0.100, 16-ter.0.100, 28-bis.0.500, 34-bis.101, 36-bis.0.100, 37.100, 46.100, 46.101, 46.102, 46.103, 46-bis.0.100, nonché gli ordini del giorno G100, G13-bis.100 e G14-bis.100. A proposito degli ordini del giorno, sia quelli generali che quelli riferiti agli articoli del decreto-legge, ai fini dell'ammissibilità, chiede ai presentatori di considerare il dispositivo come invito al Governo e non come impegno. Tale richiesta si intende accolta.

MALAN, segretario. Dà lettura dei pareri della Commissione bilancio sul disegno di legge in titolo e sui relativi emendamenti.

Presidenza del vice presidente CAPRILI

MANZIONE (Misto-UD-Consum). Si sta assistendo paradossalmente ad una modifica in fieri del sistema di bicameralismo perfetto. Il richiamo alla rigorosa valutazione dell'ammissibilità degli emendamenti operato dalla Presidenza del Senato confligge con quanto avvenuto alla Camera dove il decreto-legge è stato gonfiato in maniera scandalosa con norme di spesa a finalità evidentemente elettoralistiche. L'appello al ritiro degli emendamenti da parte del Governo nonché i tempi contingentati di discussione contribuiscono ulteriormente a svilire le prerogative dei senatori, impedendo loro di modificare un decreto-legge inaccettabile, su cui si registra anche la contrarietà della Commissione bilancio, che non è stata espressa ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, come avrebbe dovuto essere, per mere ragioni di natura politica. Annuncia pertanto che non ritirerà i propri emendamenti e che intende illustrarli.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli ordini del giorno, assicurando che la Presidenza opererà nel pieno rispetto delle prerogative dei senatori.

SINISI, relatore. Esprime parere positivo su tutti gli ordini del giorno, ribadendo l'invito a ritirare tutti gli emendamenti o eventualmente a trasformarli in ordini del giorno che avranno senz'altro analogo parere positivo. Auspica una rapida approvazione del provvedimento nel testo approvato alla Camera e invita a tal fine tutte le forze politiche ad un atto di responsabilità, posto peraltro che sul testo in esame vi è stato un consenso generalizzato presso l'altro ramo del Parlamento e che l'Aula sta procedendo al suo esame in regime di scioglimento delle Camere. La decadenza del decreto-legge deve inoltre essere scongiurata dal momento che esso affronta temi importanti ed urgenti come, ad esempio, il problema dei rifiuti in Campania.

LETTIERI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Esprime parere conforme a quello del relatore e dichiara la disponibilità del Governo ad accogliere gli ordini del giorno. Esprime in particolare condivisione per l'ordine del giorno G100 (testo 2), il quale affronta l'importante tema della detassazione degli stipendi e dei salari.

SALVI (SDSE). Confida nella serietà e nell'impegno del Governo nel dare attuazione all'ordine del giorno G100 (testo 2) attraverso l'adozione di un provvedimento urgente con il quale predisporre una prima detrazione per i redditi da lavoro più bassi, posto che il tema dei livelli salariali costituisce un'emergenza sociale attorno alla quale vi sono molte aspettative da parte dei cittadini italiani. Considerato che si tratterebbe di dare attuazione ad una previsione contenuta nella finanziaria per il 2008, non è condivisibile la posizione assunta dal Partito Democratico, il quale nel corso del dibattito alla Camera ha dichiarato che una simile misura dovrebbe essere adottata solo con l'intesa dell'opposizione, con ciò prefigurando peraltro gli equilibri politici che già si intravedono all'orizzonte dopo le elezioni. (Applausi dai Gruppi SDSE e RC-SE).

ZUCCHERINI (RC-SE). Stigmatizza la grave situazione salariale presente in Italia e dichiara pertanto di non condividere la decisione della Presidenza di giudicare inammissibile un ordine del giorno che si limitava ad impegnare il Governo a dare celermente attuazione a quanto previsto nell'ultima legge finanziaria su una materia di tale rilevanza. (Applausi dai Gruppi RC-SE e SDSE).

MANZIONE (Misto-UD-Consum). Aggiunge la firma all'ordine del giorno G100 (testo 2), giudicato ampiamente condivisibile in quanto volto ad affrontare un'emergenza reale e diffusamente avvertita nel Paese. Non condivide l'affermazione del relatore Sinisi secondo cui il provvedimento merita di essere approvato in quanto reca interventi per affrontare l'emergenza rifiuti a Napoli, dal momento che così si finirebbe per avallare norme assai discutibili e incidenti su una molteplicità di settori diversi.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore SALVI (SDSE), il Senato approva l'ordine del giorno G100 (testo 2).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno G101 è stato ritirato.

Passa all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge, avvertendo che gli emendamenti e gli ordini del giorno si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati.

Passa quindi all'esame degli ordini del giorno G1.1 e G1.2 riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, che non vengono posti in votazione in quanto accolti dal Governo. Passa all'esame dell'ordine del giorno G2.1 riferito all'articolo 2 che, accolto dal Governo, non viene posto in votazione. Passa infine all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 3, comunicando che l'emendamento 3.100 è stato ritirato e ricordando che la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 3.101 e 3.102.

SAPORITO (AN). Illustra il contenuto dell'emendamento 3.101, volto a prorogare al 31 dicembre 2008 il termine per il versamento dei canoni demaniali per le spiagge in attesa di una loro nuova e più equilibrata definizione da parte del legislatore. Preso atto dei pareri espressi dal relatore e dal rappresentante del Governo, dichiara quindi di voler trasformare l'emendamento 3.101 nell'ordine del giorno G3.100. (v. Allegato A).

BACCINI (UDC). Dichiara di voler trasformare l'emendamento 3.102 in ordine del giorno e converge su quello presentato dal senatore Saporito.

MARINI Giulio (FI). Sottoscrive l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Gli ordini del giorno G3.100 e G3.1, accolti dal Governo, non vengono posti in votazione. Poiché all'articolo 4 non sono stati presentati emendamenti, passa all'esame dell' emendamento riferito all'articolo 5.

Il Senato respinge l'emendamento 5.100.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 6 del decreto-legge, avvertendo che la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, ai sensi dall'articolo 81 della Costituzione, sugli l'emendamenti 6.100 e 6.105. Avverte che quest'ultimo emendamento è stato ritirato.

SAPORITO (AN). Nel dichiarare di non condividere la pronuncia di inammissibilità sull'emendamento 6.101, ne illustra brevemente il contenuto, rilevando che la volontà di destinare risorse al Fondo speciale per il personale delle Ferrovie dello Stato dovrebbe trovare condivisione da parte di tutte le forze politiche in quanto rispondente ad un'esigenza reale e diffusa nel Paese. Dichiara infine di voler trasformare l'emendamento 6.100 nell'ordine del giorno G6.100. (v. Allegato A).

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G6.100 non viene posto in votazione. Passa quindi all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 6-bis, per la parte non dichiarata inammissibile.

CARRARA (FI). Sottoscrive l'emendamento 6-bis.100 e ne chiede la votazione previa verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Esperita la verifica, avverte che il Senato non è in numero legale e sospende la seduta per venti minuti.

La seduta, sospesa alle ore 11,27, è ripresa alle ore 11,50.

Presidenza del vice presidente CALDEROLI

Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore CARRARA (FI), il Senato respinge l'emendamento 6-bis.100, nella parte non inammissibile.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 6-ter.

Il Senato respinge l'emendamento 6-ter.100.

PRESIDENTE. All'articolo 6-quater è riferito l'emendamento 6-quater.0.100, che è stato ritirato. All'articolo 7 è riferito l'ordine del giorno G7.1, che, accolto dal Governo, non viene posto ai voti, mentre all'articolo 7-bis è riferito l'emendamento aggiuntivo 7-bis.0.101, che è stato ritirato.

Agli articoli da 8 a 11 del decreto-legge non sono riferiti emendamenti. All'articolo 11-bis è riferito l'emendamento 11-bis.0.100, che è stato ritirato. Passa quindi all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 12.

Con distinte votazioni il Senato respinge l'emendamento 12.100 (identico all'emendamento 12.101) e l'emendamento 12.102.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G12.100 non è posto in votazione. Passa all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 13 del decreto-legge.

Il Senato respinge l'emendamento 13.100.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 13-bis del decreto-legge, ricordando che stante il parere contrario della Commissione bilancio ex articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 13-bis.0.102 e 13-bis.0.103 sono improcedibili. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G13-bis.100 (testo 2) non è posto in votazione. L'emendamento 13-bis.0.101 verrà esaminato con riferimento all'articolo 24-quinquies.

Passa all'esame dell'emendamento e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 14. L'ordine del giorno G14.100, accolto dal Governo, non viene posto ai voti.

MANZIONE (Misto-UD-Consum). Raccomanda l'approvazione dell'emendamento 14.101, in tema di proroga dei giudici onorari e dei vice procuratori onorari, sottolineando che la proposta di modifica recepisce il parere della Commissione giustizia.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore MANZIONE (Misto-UD-Consum), il Senato respinge l'emendamento 14.101.

PRESIDENTE. All'articolo 14-bis è riferito l'ordine del giorno G14-bis.1 (testo 2), che, accolto dal Governo, non è posto in votazione.

Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 15 del decreto-legge, avvertendo che l'emendamento 15.0.100 è stato ritirato.

MANZIONE (Misto-UD-Consum). L'emendamento 15.100, in tema di arbitrato, prevede che le sezioni specializzate in materia di proprietà industriale siano competenti sulle controversie aventi oggetto i contratti con le pubbliche amministrazioni.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore MANZIONE (Misto-UD-Consum), il Senato respinge l'emendamento 15.100.

PRESIDENTE. Poiché all'articolo 16 non sono stati presentati emendamenti, passa all'esame di quelli riferiti all'articolo 16-bis del decreto-legge.

VILLONE (SDSE). Accoglie l'invito a ritirare l'emendamento 16-bis.100 ma censura l'approvazione di una norma che affievolisce la responsabilità contabile degli amministratori pubblici.

MANZIONE (Misto-UD-Consum). Mantiene in votazione l'emendamento 16-bis.101 volto a sopprimere l'articolo che sottrae al controllo della Corte dei conti gli amministratori di società a prevalente partecipazione pubblica.

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore MANZIONE (Misto-UD-Consum), il Senato respinge gli emendamenti 16-bis.101 e 16-bis.102.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 16-ter.

MANZIONE (Misto-UD-Consum). L'emendamento 16-ter.100 (testo 2) offre una soluzione ad un problema riguardante gli incarichi apicali in magistratura, che ha dato luogo a diversi ricorsi.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore MANZIONE (Misto-UD-Consum), il Senato respinge l'emendamento 16.ter.100 (testo 2). E' quindi respinto l'emendamento 16-ter.101.

PALMA (FI). La finalità dell'emendamento 16-ter.101 era di sopprimere il comma che esenta i soli magistrati della provincia di Bolzano dall'obbligo di cambiare distretto nel caso di passaggio dalla funzione requirente a quella giudicante.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 17, ricordando che la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione sull'emendamento 17.0.100.

DONATI (IU-Verdi-Com). Ritira gli emendamenti 17.0.100 e 17.0.101 e presenta un l'ordine del giorno G17.0.500 (v. Allegato A) che sottolinea la necessità, dopo il taglio avvenuto in finanziaria, di stanziare le risorse necessarie affinché i pendolari possano fruire di un adeguato servizio ferroviario.

SINISI, relatore. Ribadisce che il dispositivo degli ordini del giorno è affievolito in presenza di un Governo dimissionario, la cui attività è limitata al disbrigo degli affari correnti.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno G17.0.500, accolto dal Governo non viene posto ai voti. Agli articoli dal 18 al 18-ter non sono stati presentati emendamenti, mentre all'articolo 19 è riferito l'ordine del giorno G19.1 (testo 2) che, accolto dal Governo, non viene posto in votazione.

Passa all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 19-bis del decreto-legge.

Il Senato respinge l'emendamento 19-bis.100.

PRESIDENTE. Agli articoli da 19-ter a 21-ter non sono stati presentati emendamenti. L'emendamento riferito all'articolo 21-quater del decreto-legge è stato trasformato nell'ordine del giorno G21-quater.100, che, accolto dal Governo, non viene posto ai voti.

Agli articoli 22 e 22-bis non sono stati presentati emendamenti. Passa all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 22-ter del decreto-legge.

EUFEMI (UDC). L'emendamento 22-ter.100 limita il blocco degli sfratti ai sei comuni (Firenze, Milano, Napoli, Pisa, Roma, Torino) nei quale sussiste una reale emergenza abitativa.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore EUFEMI (UDC), il Senato respinge l'emendamento 22-ter.100.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 22-quater, ricordando che la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sull'emendamento 22-quater.100

EUFEMI (UDC). Pur sottolineando l'importanza dell'emendamento 22-quater.100, non ne chiede la votazione, anche perché sulla medesima materia insiste l'ordine del giorno G22-quater.1, che è stato accolto dal Governo nel testo modificato.

PRESIDENTE. Gli emendamenti identici 22.quater.0.101, 22.quater.0.100 e 22-septies.0.100 sono stati trasformati nell'ordine del giorno G22-quater.100, che essendo stato accolto dal Governo non viene posto in votazione. Poiché non sono stati presentati emendamenti all'articolo 22-quinquies, passa all'esame dell'articolo 22-sexies e dell'emendamento ad esso riferito.

POLLEDRI (LNP). Invita l'Aula a votare a favore dell'emendamento 22-sexies.100, interamente soppressivo dell'articolo che prevede la proroga della nomina del Commissario straordinario di Governo per lo sviluppo del porto e della pertinente area di Gioia Tauro.

VALENTINO (AN). Concorda con la soppressione dell'articolo e invita l'Aula a votare a favore, per le ragioni illustrate in sede di discussione generale.

Con votazione nominale elettronica chiesta dal senatore CARRARA (FI), il Senato respinge l'emendamento 22-sexies.100.

PRESIDENTE. Poiché non risultano emendamenti agli articoli 22-septies e 24 (l'articolo 23 del decreto-legge è stato soppresso dalla Camera dei deputati), passa all'articolo 24-bis, cui sono riferiti l'emendamento 24-bis.100, che è stato ritirato, e l'ordine del giorno G24-bis.1, che, accolto dal Governo, non viene posto in votazione.

Passa all'esame dell' emendamento riferito all'articolo 24-ter.

Il Senato respinge l'emendamento 24-ter.100.

All'articolo 24-quater non sono stati presentati emendamenti. Passa pertanto all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 24-quinquies.

Il Senato respinge gli emendamenti 13.0.bis.0.101, 24-quinquies.100, 24-quinquies.101, 24-quinquies.102 e 24-quinquies.103.

PRESIDENTE. Annulla le votazioni relative agli emendamenti 24-quinquies.100, 24-quinquies.101, poiché essi erano stati precedentemente trasformati nell'ordine del giorno G24-quinquies.100, accolto dal Governo.

Poiché gli emendamenti presentati all'articolo 24-sexies sono stati ritirati, passa dunque all'articolo 25 e al relativo emendamento.

MANZIONE (Misto-UD-Consum). Dopo aver ringraziato il Gruppo di Forza Italia per avergli concesso parte del tempo a una disposizione, invita a votare a favore dell'emendamento 25.100, interamente soppressivo dell'articolo 25 che, sconfessando una volontà unanimemente espressa sia in Commissione che in Aula, proroga al 31 dicembre 2008 il divieto per le pubbliche amministrazioni di estendere i benefici derivanti ad un dipendente da un giudicato anche ad altri dipendenti rimasti estranei al relativo giudizio. Ciò, oltre a contrastare con la ratio del provvedimento recentemente approvato sulla class action¸ comporterà un aggravio di spese per le amministrazioni ed effetti sperequativi tra i dipendenti. Chiede pertanto che sull'emendamento venga effettuata una votazione nominale elettronica.

SINISI (PD-Ulivo). Pur ricordando che quello dell'inapplicabilità del giudicato a soggetti estranei al giudizio è un principio cardine dell'ordinamento italiano, ribadisce la propria disponibilità ad invitare il Governo ad accogliere un eventuale ordine del giorno derivante dall'emendamento in esame.

Con votazione nominale elettronica, il Senato respinge l'emendamento 25.100.

PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti all'articolo 25-bis, mentre all'articolo 26 l'emendamento 26.100 è stato ritirato e l'ordine del giorno G26.1 è stato accolto dal Governo.

Poiché non sono stati presentati emendamenti agli articoli 26-bis e 27, passa all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 28.

Il Senato respinge l'emendamento 28.100.

All'articolo 28-bis è riferito un emendamento aggiuntivo che è stato dichiarato inammissibile.

BONFRISCO (FI). In sostituzione dell'emendamento ha presentato l'ordine del giorno G28.0.500 che suggerisce norme a tutela della finanza degli enti locali e del corretto e trasparente funzionamento del mercato e degli strumenti finanziari strutturati certamente più coraggiose, dettagliate ed incisive di quelle recentemente approvate in materia, al fine di garantire una maggiore tutela dei cittadini nei confronti del sistema del credito. (Applausi dai Gruppi FI e LNP).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno non verrà posto in votazione essendo stato accolto dal Governo. Passa agli emendamenti riferiti all'articolo 29, comunicando che l'emendamento 29.0.100 è stato ritirato e che l'ordine del giorno G29.0.100, essendo stato accolto dal Governo, non verrà posto in votazione.

POLLEDRI (LNP). Accoglie la richiesta di trasformare l'emendamento 29.100 nell'ordine del giorno G29.100. (v. Allegato A).

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo l'ordine del giorno non verrà posto in votazione.

Il Senato respinge l'emendamento 29.101.

PRESIDENTE. Poiché all'articolo 29-bis non sono stati presentati emendamenti, passa all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 29-ter, sul quale la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

D'ALI' (FI). Sorprende il parere contrario della Commissione bilancio sull'emendamento 29-ter.0.100, che chiede di prorogare un importante programma relativo alla produzione e all'immissione in commercio di bioetanolo utilizzando fondi già esistenti. Chiede che l'emendamento venga comunque messo in votazione.

Con votazione nominale elettronica, ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, il Senato respinge l'emendamento 29-ter.0.100.

PRESIDENTE. Poiché agli articolo 29-quater, 30 e 32 non sono stati presentati emendamenti (l'articolo 31 è stato soppresso dalla Camera dei deputati), passa all'emendamento riferito all'articolo 32-bis.

Il Senato respinge l'emendamento 32-bis.100.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 33.

POLLEDRI (LNP). Invita l'Assemblea a votare a favore degli emendamenti parzialmente soppressivi dell'articolo 33, che propone disposizioni in materia di rifiuti che non aiuteranno a risolvere il grave problema campano. Accetta l'invito a trasformare l'emendamento 33.0.100 nell'ordine del giorno G33.0.100. (v. Allegato A).

Il Senato respinge gli emendamenti 33.100 e 33.101

PRESIDENTE. Accolto dal Governo, l'ordine del giorno non viene posto in votazione. Poiché agli articoli 33-bis e 34 non sono stati presentati emendamenti, passa all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 34-bis.

Il Senato respinge l'emendamento 34-bis.100.

PRESIDENTE. Poiché all'articolo 34-ter non sono stati presentati emendamenti, passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 35.

FORMISANO (Misto-IdV). Trasforma l'emendamento 35.0.100 nell'ordine del giorno G35.0.100 (v. Allegato A) e ritira gli altri emendamenti.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno non viene posto in votazione. All'articolo 35-bis non sono stati presentati emendamenti, mentre all'articolo 36 l'ordine del giorno G36.100, accolto dal Governo, non viene posto in votazione.

Passa agli emendamenti e all'ordine del giorno riferiti all'articolo 36-bis. L'ordine del giorno G36-bis.100, essendo stato accolto dal Governo, non viene posto in votazione.

Il Senato respinge gli emendamenti 36-bis.100 e 36-bis.101.

PRESIDENTE. Passa agli emendamenti riferiti all'articolo 37, ricordando che l'emendamento 37.0.100 è stato ritirato.

EUFEMI (UDC). Sottolinea l'importanza della proroga del termine per l'effettuazione di una serie di adempimenti connessi al cosiddetto modello 770 semplificato, proposta dall'emendamento 37.0.101 e si dichiara disponibile ad una sua trasformazione in ordine del giorno qualora il relatore e il Governo si dichiarassero disponibili all' accoglimento.

SINISI, relatore. Pur comprendendo le ragioni sottese alla proposta emendativa del senatore Eufemi, ritiene che l'impegno richiesto possa essere preso in maniera più utile dal prossimo Governo.

LETTIERI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il parere è conforme a quello del relatore.

EUFEMI (UDC). Il nuovo Governo si verrebbe ad insediare dopo la scadenza del termine di cui si chiede la proroga, dunque insiste per la votazione dell'emendamento mediante procedimento elettronico.

Con votazione nominale elettronica, il Senato respinge l'emendamento 37.0.101.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'emendamento e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 37-bis.

Il Senato respinge l'emendamento 37-bis.100.

PRESIDENTE. Accolto dal Governo nel testo modificato, l'ordine del giorno G37-bis.1 non viene posto ai voti. Poiché all'articolo 37-ter non sono stati presentati emendamenti, passa all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 38.

POLLEDRI (LNP). Trasforma l'emendamento 38.100 nell'ordine del giorno G38.100. (v. Allegato A).

SINISI, relatore. Esprime parere favorevole.

LETTIERI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il Governo lo accoglie.

PRESIDENTE. All'articolo 38-bis era riferito l'emendamento 38-bis.0.100 che è stato ritirato. Passa pertanto agli emendamenti e all'ordine del giorno riferiti all'articolo 39.

Il Senato respinge gli emendamenti 39.100 e 39.101.

PRESIDENTE. Annulla le precedenti votazioni poiché i suddetti emendamenti erano stati trasformati nell'ordine del giorno G39.101, accolto dal Governo, così come l'ordine del giorno G39.100.

Agli articoli da 40 a 42 non sono stati presentati emendamenti. Passa pertanto all'emendamento riferito all'articolo 42-bis.

MANZIONE (Misto-UD-Consum). Illustra l'emendamento 42-bis.100 con il quale si intende modificare la disposizione della Camera che sterilizza la riforma approvata nella scorsa finanziaria relativa alla riduzione del numero delle circoscrizioni comunali.

LETTIERI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Invita alla trasformazione in ordine del giorno poiché la valutazione della norma da parte del Governo e delle autonomie locali potrà sicuramente condurre alla sua migliore applicazione.

MANZIONE (Misto-UD-Consum). In questo caso un ordine del giorno è giustificato e quindi accoglie l'invito.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno G42-bis.100 (v. Allegato A), accolto dal Governo, non viene posto ai voti.

PRESIDENTE. Non essendo stati presentati emendamenti all'articolo 43 del decreto-legge, passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 44.

Il Senato respinge gli emendamenti 44.100 e 44.101.

PRESIDENTE. L'emendamento riferito all'articolo 44-bis è stato ritirato. All'articolo 45 non sono stati presentati emendamenti mentre quelli riferiti agli articoli 46 e 46-bis sono stati dichiarati inammissibili. Non essendo stati presentati emendamenti riferiti agli articoli 47, 47-bis e 47-ter, passa all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 47-quater del decreto-legge.

Il Senato respinge l'emendamento 47-quater.100.

PRESIDENTE. Essendo stati ritirati gli emendamenti riferiti all'articolo 47-quinquies del decreto-legge e non essendo stati presentati emendamenti agli articoli 48, 49, 49-bis passa all'esame dell'emendamento e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 49-ter.

IOVENE (SDSE). Nell'impossibilità di modificare la norma introdotta alla Camera che equipara la Croce rossa italiana alle organizzazioni di volontariato, trasforma l'emendamento 49-ter.100 nell'ordine del giorno G49-ter.100 di cui dà lettura (v. Resoconto stenografico) volto a scongiurare tale ipotesi.

EUFEMI (UDC). Il Governo non può con disinvoltura politica accogliere un ordine del giorno che sconfessa una disposizione introdotta alla Camera con l'assenso del Governo.

PRESIDENTE. Accolti dal Governo, gli ordini del giorno G49-ter.100 e G49-ter.1 non verranno posti in votazione. Poiché non vi sono emendamenti riferiti ai restanti articoli del decreto-legge, propone di rinviare alla seduta pomeridiana la votazione finale del provvedimento e passare agli altri punti all'ordine del giorno. Non facendosi obiezioni, così s'intende stabilito.

MANZIONE (Misto-UD-Consum). Aveva presentato un emendamento soppressivo dell'articolo 51-bis. Peraltro, il tempo a disposizione prima dell'orario di chiusura della seduta non appare sufficiente ad una compiuta discussione dei restanti punti all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Gli Uffici procederanno ad un accertamento, dato che non risulta presentato un emendamento in proposito.