VILLONE - Ai Ministri per i beni e le attività culturali e delle infrastrutture - Premesso che:
è in corso di realizzazione la linea 6 della Metropolitana di Napoli;
l'opera comprende la stazione S. Pasquale, lungo la Riviera di Chiaia;
la stazione anzidetta prevede l'effettuazione di importanti lavori nell'immediata prossimità di immobili di valore storico e artistico, assoggettati ad un regime di specifica tutela;
secondo approfondite valutazioni tecniche gli scavi per la realizzazione della stazione produrrebbero una conca di subsidenza tale da interessare importanti edifici anche di valore storico-monumentale nel tratto della Riviera di Chiaia compreso tra l'angolo di S. Pasquale e Villa Pignatelli;
a causa dell'eccessiva vicinanza degli scavi all'edificato si possono temere pericolose distorsioni e dissesti statici per gli edifici;
a causa della profondità e dimensione dello scavo e le caratteristiche del suolo, completamente immerso nella falda freatica, l'opera si realizzerebbe in condizioni di elevato rischio geotecnico, mettendo a rischio l'incolumità degli abitanti ed arrecando un danno irreparabile ad una parte significativa del patrimonio storico ed artistico della città di Napoli;
nella progettazione dell'opera non risultano in alcun modo previste misure adeguate e tese a prevenire i danni possibili e temuti;
il rischio al patrimonio storico ed artistico è stato da ultimo rilevato dalla competente Soprintendenza, che con nota del 13 febbraio 2008, prot. N. 2202, ha chiesto al Comune di Napoli e alla Ansaldo Trasporti di conoscere quali misure siano predisposte al fine di prevenire i possibili danni;
nessuna valutazione di impatto ambientale risulta svolta, né si può ritenere in base alla legge vigente che la Regione Campania possa decidere di non svolgerla, o possa paradossalmente ritenerla svolta per silenzio assenso in base all'inerzia di un proprio ufficio,
si chiede di sapere:
quale sia la valutazione in ordine alla situazione esposta;
se si ritenga possibile assumere iniziative al fine di modificare la progettazione dell'opera per evitare i rischi evidenziati;
quali altre misure di prevenzione e di tutela si intendano assumere al fine della tutela sia del patrimonio storico ed artistico, sia della incolumità delle persone.
(4-03476)
BELLINI - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:
è stato reso pubblico, in questi giorni, uno studio del CNR che dopo 3 anni di monitoraggio e di analisi sull'ossidazione rileva come le porte del Battistero di Firenze sono attaccate da un processo di alterazione irreversibile dovuto allo smog;
dopo quella del Paradiso, capolavoro di Lorenzo Ghiberti realizzato tra il 1425 e il 1452, e sostituita nel 1990 da una copia, un identico destino toccherà alla porta nord, sempre di Ghiberti, e a quella sud, di Andrea Pisano;
in altri termini, risulta che le porte del Ghiberti e di Pisano, formate da formelle in bronzo dorato, sono progressivamente "divorate" dall'inquinamento atmosferico e polveri, in particolare quello del traffico automobilistico;
i tecnici hanno fatto notare come il punto critico non è lo stato del bronzo ma la doratura che si sfalda in piccole bolle e crateri a causa dell'ossidazione;
sembra che nell'immediato l'unica azione per tutelare l'importante patrimonio artistico sia di toglierle e sostituirle con delle copie;
secondo notizie di stampa, l'annuncio ufficiale con i dati dei rilevamenti sarà dato tra qualche mese, durante un workshop, dall'équipe di ricercatori che ha lavorato al monitoraggio, che ha visto impegnati tre istituti del CNR (Istituti di fisica applicata, di ottica applicata e di conservazione dei beni culturali), il Dipartimento di Chimica dell'Università di Firenze, l'Opificio delle Pietre Dure e l'Arpat (Azienda per la protezione dell'ambiente della Toscana);
secondo il parere dei tecnici l'unico modo per fermare il processo di degrado è la rimozione delle porte, il loro restauro e la loro collocazione all'interno del Museo dell'Opera del Duomo, anche perché risulta impossibile allo stato attuale della circolazione del traffico cittadino nella zona di piazza del Duomo eliminare il passaggio di 2.333 bus, più taxi e altri veicoli che ogni giorno transitano in quella zona, in attesa dell'annunciata pedonalizzazione da effettuarsi in coincidenza con la costruzione della nuova linea di tramvia,
si chiede di conoscere:
se il Governo sia a conoscenza della grave situazione dell'importante opera d'arte e quali iniziative intenda assumere per agevolare i necessari lavori di restauro che necessitano di importanti finanziamenti aggiuntivi rispetto alla normale dotazione delle Soprintendenze locali;
se non ritenga opportuno svolgere un'azione di sollecito per la rapida realizzazione della nuova linea tramviaria che risulta indispensabile anche per abbattere l'inquinamento atmosferico nella zona centrale di Firenze.
(4-03477)
AMATO - Ai Ministri per i beni e le attività culturali e per le politiche giovanili e le attività sportive - Premesso che:
nel settembre 1995 nacque la fondazione Museo del Calcio - Centro di documentazione storica e culturale del giuoco del calcio, eretta ad ente morale con decreto ministeriale del 16 settembre 1996, allo scopo di costituire un centro di documentazione espressione del patrimonio culturale e sportivo creato dalla Federazione italiana giuoco calcio e degli organismi ad essa aderenti, ed illustrare i rapporti tra la storia della Federazione e la società italiana;
la fondazione Museo del Calcio ha provveduto alla raccolta di cimeli ed oggetti che rappresentano la storia del calcio (palloni, maglie, scarpe, coppe, medaglie) ed alla realizzazione di una grande enciclopedia del calcio italiano con immagini fisse (fotografie) ed in movimento (spezzoni di video) per comprendere e rivivere gli avvenimenti più salienti e significativi della storia della Nazionale e della Federazione durante i suoi oltre 100 anni di vita;
a quattro anni dall'istituzione della fondazione, il 22 maggio 2000, presso il Centro tecnico di Coverciano (Firenze) è stato inaugurato il Museo del Calcio, il cui percorso espositivo è corredato da un'area ristoro, una libreria ed una sala per conferenze;
nel 2005, sulla base di un avanzo di cassa relativo ai mondiali del 1990, per iniziativa del Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali con delega allo Sport pro tempore, fu deciso di destinare tali risorse allo sviluppo dei musei monotematici, fra i quali il Museo del Calcio, che aveva inoltrato alla Federcalcio - ed in pieno accordo con essa - la richiesta di poter beneficiare di un contributo pari a 1.583.904 euro;
contestualmente, in aggiunta al contributo statale, ed a conferma del successo riportato dal Museo durante i suoi primi anni di vita, il Comune di Firenze deliberò uno stanziamento per oltre tre milioni di euro al fine di sviluppare una nuova ala ed ampliare così il Museo;
nell'estate del 2006, i nuovi vertici commissariali della Federcalcio hanno espresso parere negativo sulla concessione del finanziamento statale di 1.583.904 euro per il Museo del Calcio di Coverciano a causa di una presunta incompletezza nell'atto di richiesta dei fondi;
la Federcalcio, in sostituzione del Museo del Calcio ha indicato come nuovo destinatario del contributo statale la fondazione Vialli e Mauro, che aveva a sua volta inoltrato richiesta alla Federcalcio di poter accedere al medesimo finanziamento per la realizzazione ex novo di un museo del calcio presso il Palazzo dell'Arte di Cremona,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo possano illustrare le valutazioni in base alle quali si è deciso di concedere un ingente finanziamento statale al fine di costituire un nuovo museo del calcio sito in Cremona, in concorrenza e a detrimento dell'esistente Museo del Calcio internazionalmente riconosciuto e visitato, posto all'interno del celebre Centro tecnico di Coverciano;
se non ritengano opportuno ripensare alla scelta di escludere dal contributo il Museo del Calcio, al fine di valorizzarlo, proseguendo nel progetto di un unico polo museale nazionale dedicato alla straordinaria tradizione calcistica italiana, in grado di rappresentare un'eccellenza a livello mondiale.
(4-03478)
BULGARELLI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
il 28 giugno 2007, in occasione della giornata mondiale dei diritti di gay e lesbiche, il Movimento omosessuale sardo (MOS), ha organizzato una manifestazione a Sassari per protestare, con un sit-in di fronte al Municipio, contro la mancata istituzione del registro delle unioni civili nel Comune sassarese;
al termine della manifestazione alcuni esponenti del MOS occupavano pacificamente la sala consiliare di Palazzo Ducale, sedendo sugli scranni riservati a Sindaco, Assessori e Consiglieri, simulando una sessione del consiglio in cui erano all'ordine del giorno i temi al centro della manifestazione;
il 15 ottobre 2007 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari, nella persona del pubblico ministero dott. Stefano Fiori, informava il sig. Mele Massimo, presidente del MOS, e il sig. Daniele Salis, responsabile per l'organizzazione della manifestazione tenuta in giugno, di aver concluso le indagini preliminari a loro carico per la violazione dell'articolo 18, comma 5, del Testo unico leggi di pubblica sicurezza in quanto non avrebbero rispettato le prescrizioni del Questore di Sassari che il 27 giugno 2007 stabilivano che l'iniziativa avvenisse in forma stabile e senza allontanarsi dalla piazza antistante il Comune;
a seguito della vicenda la Giunta comunale di Sassari revocava ogni forma di patrocinio e finanziamento alle attività del MOS,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga spropositato il provvedimento dell'avviso di garanzia a carico dei due esponenti del MOS per una manifestazione che non ha arrecato particolare turbativa dell'ordine pubblico nel comune sardo.
(4-03479)