ARTICOLI 49-BIS E 49-TER DEL DECRETO-LEGGE INTRODOTTI DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Articolo 49-bis.
(Celebrazioni del sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo)
1. La promozione e il coordinamento delle iniziative e delle manifestazioni per la celebrazione della ricorrenza, nell'anno 2008, del sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, nel quadro delle attività patrocinate dall'Organizzazione delle Nazioni Unite, sono affidati a un comitato da istituire nel medesimo anno, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, presso il Ministero degli affari esteri.
2. Ai componenti del comitato di cui al comma 1 non è corrisposto alcun emolumento, indennità o rimborso spese.
3. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, pari a 1 milione di euro per l'anno 2008, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2008-2010, nell'ambito del fondo speciale di parte corrente dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2008, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri.
Articolo 49-ter
(Equiparazione della Croce Rossa Italiana alle organizzazioni di volontariato)
1. Ai fini dell'iscrizione nei registri regionali delle organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, al registro delle associazioni e degli enti che svolgono attività a favore degli immigrati istituito ai sensi dell'articolo 52 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, e successive modificazioni, nel registro nazionale delle associazioni di promozione sociale di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383, nonché per l'accesso alle convenzioni per le attività di promozione e donazione del sangue di cui alla legge 21 ottobre 2005, n. 219, la Croce Rossa Italiana, limitatamente ai servizi in essere alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto svolti in convenzione dai comitati provinciali e locali della Croce Rossa medesima e per il tempo necessario al completamento delle procedure di stabilizzazione del personale precario già previste dall'articolo 2, commi 366 e 367, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è equiparata alle organizzazioni di volontariato.
EMENDAMENTO
ORDINI DEL GIORNO
Non posto in votazione (*)
Il Senato,
visto l'articolo 49-ter del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, recante proroga di termini, così come modificato dalla Camera dei deputati, che al fine della stabilizzazione dei precari della Croce Rossa italiana le consente l'iscrizione ai registri previsti dalle leggi sul volontariato, sull'associazionismo di promozione sociale, sulla donazione del sangue e sull'immigrazione equiparando la Croce Rossa italiana che, unico caso al mondo è nel nostro Paese ente di diritto pubblico, al volontariato ed all'associazionismo nonostante il parere negativo del Consiglio di Stato, e quello espresso dalla Commissione sanità del Senato, in occasione dell'esame del provvedimento;
considerata questa equiparazione, seppur provvisoria, sbagliata e lesiva delle attività e delle prerogative del mondo associativo italiano ed in palese contraddizione con lo svilupparsi normativo e gli indirizzi di governo degli ultimi decenni, rappresentando inoltre un pericoloso precedente;
preso atto della grande preoccupazione e della ferma protesta manifestata da tutto il volontariato ed associazionismo del nostro Paese,
invita il Governo a risolvere la vicenda dei precari della Croce Rossa italiana attraverso misure diverse e più consone evitando lo scardinamento di tutta la normativa sul non profit consolidata dal 1991 in poi.
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(*) Accolto dal Governo
Non posto in votazione (*)
Il Senato,
valutato che:
i militari della C.R.I. da quasi tre anni si vedono negati gli adeguamenti stipendiali previsti dalla legge, alla vigilia della partenza in missione per i vari teatri internazionali, a rischio evidente della propria vita;
il Consiglio Centrale di Rappresentanza del Corpo Militare della C.R.I., con fermezza e oculatezza, ha messo in essere gli atti necessari tesi ad un colloquio improntato sulla trasparenza, l'efficacia, l'economicità e l'efficienza con i vertici della C.R.I. ma, dopo un anno di concertazione e di richiesta di tutele del personale, non ha ottenuto i risultati sperati;
il diritto all'incremento economico previsto per le Forze Armate e di conseguenza per i militari della C.R.I. è stato documentato con prove, leggi e sentenze secondo cui i militari in servizio continuativo nella C.R.I. risultano vincitori di selezioni concorsuali e quindi sono inseriti in un «quadro permanente» e non sono stati designati in servizio nella C.R.I.;
il tavolo negoziale non ha ancora individuato una soluzione tesa a sbloccare questa situazione che danneggia gravemente sia 1.400 militari sia le rispettive famiglie, trincerandosi dietro ipotetici dinieghi dei Revisori dei Conti che devono essere conseguenti alla deliberazione di un atto e non già propedeutici dello stesso;
gli stanziamenti a bilancio al capitolo 1356, inoltre, devono essere esclusivamente destinati alla preparazione del personale e all'acquisto di materiale e mezzi tesi all'assolvimento dei compiti di Ausiliarietà delle Forze Armate, disposta dalla legge, per cui il contributo annuale erogato dal Ministero della Difesa non può essere utilizzato per altre esigenze diverse da quelle per cui è erogato;
impegna il Governo:
a individuare una soluzione volta a trovare i fondi di bilancio per superare tale situazione.
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(*) Accolto dal Governo