FINOCCHIARO (PD-Ulivo). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FINOCCHIARO (PD-Ulivo). Signor Presidente, onorevoli colleghi, 29 anni fa, la mattina del 24 gennaio 1979, le Brigate Rosse uccidevano a GenovaGuida Rossa. Era la prima volta che le Brigate Rosse uccidevano un iscritto al Partito comunista, un sindacalista e un operaio, che aveva denunciato un fiancheggiatore delle Brigate Rosse impiegato nella sua stessa fabbrica.
Guido Rossa aveva deciso, e non obbedendo alle direttive di un partito: era una scelta consapevole che derivava da una visione lucida della situazione del Paese e del futuro; era una scelta di responsabilità civile, una scelta che, dopo di lui, molti altri hanno fatto.
È una svolta nella storia delle Brigate Rosse che, da allora, vedono precluso il mondo delle fabbriche. Avviene una svolta nella percezione del terrorismo da parte della classe operaia. Quella mattina vengono smentiti i proclami delle Brigate Rosse e i lavoratori, anche quelli più giovani che dal terrorismo avrebbero potuto essere tentati, cominciano ad isolare le Brigate Rosse nel mondo del lavoro. Da quel momento, il mondo operaio e del lavoro fornisce un contributo essenziale e insostituibile alla fine del terrorismo, confermando l'importanza del sindacato, del mondo del lavoro organizzato, nel sostegno continuo e totale alla democrazia italiana.
Guido Rossa era anche uno splendido essere umano, amato dai compagni di fabbrica, quando la fabbrica era ancora ed anche un luogo di solidarietà fraterna, ed era un uomo che amava la democrazia. L'Italia vinse anche grazie a scelte come quella fatta da Guido Rossa.
Mi pare giusto, in questo giorno, che l'Assemblea del Senato ne ricordi il sacrificio e l'esempio. (Vivi, prolungati applausi. Il Presidente si leva in piedi e con lui tutta l'Assemblea).