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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 280 del 24/01/2008


SCALERA (Misto-UL). Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, corriamo il rischio di arrivare in queste ore ad una scelta sofferta che poteva e doveva, secondo noi liberaldemocratici, essere evitata.

L'avevamo invitata più volte in queste ore, dopo la crisi politica aperta dalla dissociazione di una forza politica di questa maggioranza, ad evitare il voto di fiducia al Senato, a non parlamentarizzare il percorso di una crisi che, a nostro avviso, in questa fase doveva tradursi nella presentazione delle dimissioni al Presidente della Repubblica. Sarebbe stato un modo utile per non acuire il clima di scontro politico in quest'Aula, per evitare di far precipitare il Paese verso le elezioni, per aprire una fase nuova legata al percorso di un Governo istituzionale capace di assicurare almeno quella riforma della legge elettorale indispensabile per garantire Governi stabili ed efficaci, una scelta necessaria anche rispetto alle tante posizioni di queste ore che hanno confermato come sia venuta meno una maggioranza politica, ma soprattutto numerica qui al Senato, legata a questo Governo.

Lei, signor Presidente del Consiglio, non ha inteso seguire questo nostro positivo suggerimento, né tanto meno i rilievi, le tesi programmatiche, i tanti contributi ripetutamente disattesi che in questi mesi i liberaldemocratici hanno provato ad assicurare all'azione di Governo condividendone comunque con grande senso di responsabilità, anche nei momenti più difficili, l'iniziativa politica.

Oggi, davanti alla crisi dell'Unione, registriamo tristemente il valore della nostra impostazione politica che nessuno ha voluto ascoltare e che voleva evitare quella crisi economica e di sviluppo che avvinghia il nostro Paese.

Il 20 dicembre scorso, tra l'altro, votando la fiducia al Governo sulla legge finanziaria e sul pacchetto welfare, i liberaldemocratici avevano chiaramente sottolineato nella loro dichiarazione di voto come si fosse conclusa una fase politica e si aprisse una fase nuova. Oggi, signor Presidente del Consiglio, crediamo che il Paese non debba essere condannato all'ingovernabilità di un Senato dai numeri impossibili, ma debba ritrovare la forza per costruire responsabilmente un Governo istituzionale in grado di sviluppare in tempi stretti poche inderogabili riforme, evitando così le elezioni con questa legge elettorale.

Ecco perché, per evitare un'inutile agonia e quel ricorso alle urne di cui il Paese non sente assolutamente il bisogno, ci troviamo oggi costretti a non rinnovare la fiducia al Governo Prodi. (Applausi dai Gruppi FI e AN).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare per dichiarazione di voto il senatore Storace. Ne ha facoltà.