PRODI, presidente del Consiglio dei ministri e ministro della giustizia ad interim. Signor Presidente del Senato, signore senatrici e signori senatori, ho ascoltato con rispetto e attenzione il dibattito dell'Aula, traendone la conferma più importante e cioè quanto fosse giusto essere qui oggi per confrontarci, quanto siano importanti le regole della democrazia e, come ho già detto nel mio precedente intervento, sono qui per il rispetto che nutro per il Parlamento e per il vostro ruolo così impegnativo. Sono qui per testimoniare, ancora una volta, le molte cose fatte dal nostro Governo e ribadire la necessità di continuare ad operare per un futuro di riforme e di sviluppo.
Essere qui in quest'Aula oggi, dunque, non è un gesto di testardaggine; si chiama semplicemente coerenza, coerenza per il lavoro svolto e verso gli impegni presi da tutta l'Unione per un patto di legislatura che facesse ripartire il Paese e lo disincagliasse dalle secche dell'immobilismo. Sono qui perché, come ho già detto e ripetuto, ogni crisi deve essere affrontata a viso aperto e non nei corridoi, perché c'è il luogo dove questo deve avvenire e questo luogo si chiama il Parlamento, sede della rappresentanza democratica di tutti i cittadini. (Applausi dai Gruppi PD-Ulivo, RC-SE, IU-Verdi-Com, SDSE, Aut, Misto-IdV e Misto-PS).
Ho profondo rispetto per le istituzioni e l'ho a tal punto da mettere di fronte al vostro giudizio non solo l'operato di un Governo che ha conseguito risultati progressivamente positivi sul piano economico e sul piano internazionale, ma anche la stessa coerenza politica che ha accompagnato questi anni di mio impegno diretto e totale. Il nostro è un Governo votato dai cittadini sulla base di un patto di legislatura e di un programma sottoscritto convintamente da tutte le forze dell'Unione.
Siamo a meno di metà di quel cammino, ma i risultati sono già convincenti: abbiamo rimesso in piedi il Paese facendolo uscire dalle emergenze economiche e internazionali. Da due anni la nostra crescita, pur modesta, si attesta sui livelli massimi dell'ultimo decennio. Abbiamo ripristinato l'avanzo primario e il debito cala costantemente e abbiamo cominciato, in modo onesto e responsabile, a redistribuire risorse alle famiglie, ai lavoratori e ai pensionati.
Grazie ad una politica estera di sicurezza coerente abbiamo saputo chiudere senza sbavature l'avventura in Iraq e guidare il processo che ha portato alla missione di pace in Libano e quindi oggi lavoriamo per la pace su molti scenari difficili e alla pace abbiamo dedicato gran parte del nostro impegno, operando con successo per la moratoria della pena di morte. Stiamo combattendo con efficacia la criminalità organizzata e abbiamo cominciato soprattutto a far pagare le tasse a chi non lo faceva, impegnandoci contro la precarietà, la disoccupazione e le ingiustizie sociali. Abbiamo saputo lottare contro i corporativismi e a favore delle liberalizzazioni, investito sulla ricerca e restituito certezze sul senso di equità e di giustizia.
L'elenco delle politiche a favore delle famiglie e dei giovani (il nostro vero futuro sono le famiglie e i giovani) sarebbe lungo. Voglio soffermarmi solo su un bene primario come la casa: abbiamo tagliato l'ICI, lanciato un piano di edilizia popolare, agevolato gli affitti per le coppie e per gli universitari. Il nostro è inoltre un Governo che vuole tutelare l'ambiente senza demagogie e senza preconcetti, affrontando le emergenze senza addossare, come sarebbe facile, le colpe al precedente Governo, ma assumendoci la nostra parte di responsabilità. (Commenti del senatore Storace).
Aver combattuto i privilegi e tagliato, anche se ancora in modo iniziale, i costi della politica, non è stato un gesto per cercare il consenso verso un'opinione pubblica offesa da quegli eccessi di casta che non vogliamo ci appartengano perché sappiamo che solo dando l'esempio si ottengono risultati per tutti.
Questo è un Governo che, dopo i sacrifici duri della prima finanziaria, obbligata dalla gestione dissennata di chi ci ha preceduto, ha risanato i conti pubblici e ha tagliato la spesa. E adesso, con la finanziaria 2008, dopo l'accordo sul welfare votato da cinque milioni di lavoratori e di pensionati, è pronto a diminuire le tasse e ad aumentare i redditi dei lavoratori, garantendo anche l'aumento della produttività, come testimonia il recente accordo per il contratto di lavoro dei metalmeccanici.
Ecco, questa è la sintesi dell'attività di Governo che presento con soddisfazione anche a voi, come ho fatto alla Camera ottenendo un largo voto di fiducia. Non nego che avremmo potuto fare di più, se avessimo avuto una maggioranza elettorale come aveva il precedente Governo, maggioranza che ci è stata impedita...
STORACE (Misto-LD). Dai voti (Richiami del Presidente).
PRODI, presidente del Consiglio dei ministri e ministro della giustizia ad interim. ...da una modifica della legge elettorale, elaborata in fretta e furia dalla Casa delle libertà. (Applausi dal Gruppo PD-Ulivo. Commenti dai banchi dell'opposizione). E non ripeto il termine che voi stessi avete usato per definire questa legge.
Io non sono, come dicevo, qui solo per raccontarvi quello che è stato fatto, ma anche per fare alcune riflessioni sulla strada da compiere e sulle prospettive.
Come ha giustamente osservato ieri il Presidente della Repubblica parlando alle Camere riunite per celebrare il sessantesimo anniversario della nostra Carta fondamentale, noi abbiamo un urgente bisogno di riforme. Riforme che non guardino ai personalismi o alle opportunità contingenti, ma che abbiano il respiro «della politica per» e non il respiro «dell'accordo contro». E come ho più volte ripetuto, è mia convinzione profonda che l'attuale legge elettorale abbia inferto un colpo decisivo alla governabilità del Paese. Per questo motivo ho accolto e condiviso la sollecitazione del Presidente della Repubblica per una riforma che eviti all'Italia di andare ancora una volta al voto con la legge elettorale vigente. Questo, tanto più in presenza della richiesta di referendum popolare abrogativo.
Siamo, quindi, di fronte ad una scelta da compiere senza titubanze. Proprio quest'Aula, in questi venti mesi, ha mostrato troppe volte all'Italia e al mondo il volto di una contrapposizione senza limiti: contrapposizione che anche oggi, purtroppo, si è ripetuta. Nonostante i lavori infaticabili di tutti voi, maggioranza e opposizione, siete stati costretti dagli eventi a dare spesso l'immagine di un'arena, più che l'immagine dello scrigno della democrazia che è il Senato. Questo non è giusto e non è accettabile. Non lo è per me, non lo è per voi e non lo è per il Paese. E noi abbiamo perciò il diritto e il dovere di mostrare ai nostri figli e alle nuove generazioni la strada per il futuro: una strada fatta di risorse, di opportunità, ma anche e soprattutto di regole.
In queste ultime ore ho letto e ascoltato ricostruzioni fantascientifiche e scenari medievali: si è parlato di ricatti, di minacce, di profferte. Tutto questo è fango puro, non su di me o su altri esponenti politici: è fango sull'Italia ed è fango sulla democrazia. (Applausi dai Gruppi PD-Ulivo, IU-Verdi-Com, RC-SE, SDSE, Aut, Misto-IdV, Misto-PS, del senatore D'Amico e dai banchi del Governo).
Dobbiamo smettere di pensare alla politica come a un mestiere. La politica è impegno, è servizio, è dovere e solo così sapremo e potremo togliere questo fango ingiusto da tutti noi, solo così potremo restituire alla parola politica il suo senso più alto, quello della partecipazione.
Per questo, signor Presidente del Senato e signori senatori, io sono qui oggi, perché non si fugge davanti al giudizio di chi rappresenta il popolo e perché il nostro popolo ci guarda. L'Italia, ne sono fermamente convito, ha bisogno di proseguire il suo virtuoso cammino di riforme economiche e sociali, affiancando ad esse un deciso percorso di riforme istituzionali che nel solco di una Costituzione, punto di riferimento di ogni nostro agire, sia all'altezza delle sfide che ci attendono.
Anche per questo, soprattutto per questo, chiedo a ciascuno di voi il voto di fiducia. Grazie. (Applausi dai Gruppi PD-Ulivo, RC-SE, SDSE, Aut, IU-Verdi-Com, Misto-PS, Misto-IdV, del senatore D'Amico e dai banchi del Governo,).
PRESIDENTE. Signor Presidente del Consiglio, le ricordo che è stata presentata la proposta di risoluzione n. 1, a firma della senatrice Finocchiaro e di altri senatori.
PRODI, presidente del Consiglio dei ministri e ministro della giustizia ad interim. Signor Presidente, prendo atto della presentazione di una proposta di risoluzione, a firma della senatrice Finocchiaro ed altri, sulla quale, a ciò espressamente autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia.