PINZGER (Aut). Egregio signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente del Consiglio, ci troviamo in una situazione politica ed economica drammatica: mandare il Paese alle urne, ora e con questa legge elettorale, sarebbe sbagliato e da irresponsabili. Il sistema vigente non garantisce maggioranze omogenee e stabilità: l'attuale legge elettorale, colpevole di aver causato questo stallo, sarebbe, anche in futuro, causa di frammentazione ed ingovernabilità e il Paese non può permettersi altri anni di stallo e di inefficienza.
Pur c'è il bisogno non solo di modificare la legge elettorale ma anche di dare un aiuto concreto alle famiglie e alle piccole e medie imprese. Non so quale sarà l'esito di questo voto ma quello che so di certo è che sarebbe grave lasciare ora il Paese senza garantirgli un aiuto ed un supporto e senza salvare i salari da una possibile recessione, impegni che però non possono essere presi da maggioranze instabili e litigiose. Dobbiamo seguire il monito del Capo dello Stato e garantire quella tranquillità di cui i cittadini ora hanno bisogno.
Nell'ipotesi che il Governo Prodi non ottenga la fiducia, ribadisco il mio no ad elezioni anticipate e auspico un Governo tecnico che non duri solo per un breve periodo ma abbia il tempo necessario per varare delle urgenti riforme. Oltre alla modifica della legge elettorale, che andrebbe varata come prima cosa, è necessario intervenire con riforme in campo pensionistico, giudiziario, fiscale ed economico. Su questo ultimo aspetto mi permetto di ricordare che la politica fiscale ed economica perseguita dal Governo non ha sempre trovato il mio consenso. Mi sarei aspettato misure più efficienti per le piccole e medie imprese, una maggiore riduzione degli oneri burocratici ed un aiuto più forte per le famiglie numerose. Abbiamo molto apprezzato, invece, la sua sensibilità e la sua attenzione nei confronti delle autonomie e delle minoranze linguistiche di cui lei, signor presidente Prodi, si è fatto garante.
La Südtiroler Volkspartei ha stretto un patto programmatico con lei, signor Presidente, e nella mia funzione di Capogruppo di partito qui al Senato le confermo che il mio partito non verrà meno all'impegno assunto e che intende onorare questo patto fino alla fine. Preannuncio pertanto che voteremo la fiducia. (Applausi dai Gruppi Aut, PD-Ulivo e IU-Verdi-Com).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Tibaldi. Ne ha facoltà.