*FISICHELLA (Misto). Signor Presidente del Senato, signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, il 20 dicembre 2007, intervenendo in quest'Aula per dichiarazione di voto, ho ricordato che nel corso della presente legislatura a più riprese ho votato la fiducia al Governo presieduto dall'onorevole Prodi, talora per convinzione, talora per senso di responsabilità, anche allo scopo di consentire all'Esecutivo un arco di tempo capace di permettere e garantire un efficace dispiegarsi dell'azione di Governo.
Tuttavia, un insieme di situazioni e circostanze, che ora non ripeto, mi ha poi condotto a valutare criticamente i passaggi successivi della vita del Governo, fino a concludere che - testuale - "il rapporto di fiducia politico con il Governo in carica si è per me esaurito, senza possibilità di recupero", e senza peraltro in pari tempo escludere l'ipotesi che una eventuale crisi ministeriale si concludesse e si concluda con il conferimento al presidente Prodi dell'incarico di formare un nuovo Governo.
A mio avviso, dal 20 dicembre 2007 ad oggi il quadro politico, istituzionale e sociale della Nazione si è ulteriormente aggravato, l'immagine internazionale del Paese è a dir poco imbarazzante, e l'iniziativa del Governo non è riuscita a farvi fronte in maniera tale da attenuarne le gravi conseguenze per il Paese.
Non ho perciò elementi di giudizio che mi inducano a modificare le conclusioni della mia dichiarazione di voto del 20 dicembre 2007.
Tuttavia, capisco e condivido che, di fronte alle turbolenze nella maggioranza e anche per un'esigenza di correttezza formale, il presidente Prodi abbia inteso parlamentarizzare, come si suol dire, il percorso della crisi politica in atto. In questo quadro, ieri la Camera dei deputati ha in pari tempo concesso la fiducia all'Esecutivo e registrato la dissociazione di una formazione minore della coalizione di maggioranza.
A mio avviso, tutto ciò è sufficiente ai fini della parlamentarizzazione della crisi e per sottoporre al Capo dello Stato la valutazione formale delle conseguenze che vorrà trarne e delle iniziative che vorrà assumere. Se poi il Presidente del Consiglio volesse insistere per un voto di fiducia al Senato, come ci ha testé comunicato, e se tale fiducia non emergesse (ma questo nessuno di noi è in grado di indicarlo), allora, con ogni evidenza, verrebbe meno anzitutto proprio l'ipotesi di un nuovo mandato affidato all'onorevole Prodi, per non dire del resto.
Io credo che la prudenza politica e il bene della Nazione suggeriscano perciò di evitare in Senato la prova del voto. Continuo a crederlo, anche se il Presidente del Consiglio ha ritenuto il contrario. (Applausi del senatore Sanciu).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Morselli. Ne ha facoltà.