*VILLONE (SDSE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VILLONE (SDSE). Signor Presidente, oggi l'Assemblea discute di una vicenda che cade in una fase già molto difficile per la Regione Campania. Si aggrava dunque ancora il senso del nostro allarme e della nostra preoccupazione, già alti. Si tratta di una vicenda che, rispetto alle prime indicazioni di questa mattina, ha avuto ulteriori svolgimenti: a quanto si sa, sono numerosi i provvedimenti restrittivi adottati a carico di esponenti autorevoli e autorevolissimi della politica e delle istituzioni. A quanto pare, si configura quindi un'iniziativa della magistratura di ampia portata.
Ricordo anzitutto a me stesso la cautela e la prudenza che devono connotare le valutazioni di chi guarda alle iniziative della magistratura sulla base di prime e scarne notizie di stampa o di agenzia, dunque senza avere piena consapevolezza degli elementi di fatto e di diritto e dei comportamenti ritenuti dal magistrato rilevanti ai fini della legge penale. Ricordo come in tale situazione debba essere assunto con fermezza anzitutto il riferimento dell'osservanza rigorosa dei valori costituzionali che, da un lato, affermano il rispetto pieno dei diritti della persona e, dall'altro, il pieno rispetto dell'autonomia e indipendenza della magistratura, nonché la consapevolezza che siamo tutti (cittadini, politici e magistrati) soggetti alle leggi. Questi sono i mattoni con i quali si costruisce lo Stato di diritto. Questi sono gli elementi strutturali e fondativi del sistema democratico.
Bisogna quindi respingere la tentazione del riflesso condizionato, della risposta automatica: niente furori giustizialisti da un lato, niente condanne sommarie che violano innanzitutto il principio che la responsabilità penale è personale e che l'innocenza si presume fino alla condanna. Dall'altro lato, è opportuno un sereno riconoscimento della funzione che il magistrato svolge nell'esercitare la potestà punitiva in nome dello Stato, secondo il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale. Questo è il modo giusto per evitare opposti estremismi ed opposte strumentalizzazioni.
Soprattutto, tutto ciò è necessario quando l'azione penale tocca il potere politico. Qui il rischio è più alto. Qui la cautela e la prudenza si impongono nel massimo grado. Per questo riteniamo che il ministro Mastella abbia compiuto un gesto di sensibilità istituzionale avanzando le proprie dimissioni. Capiamo bene come il Ministro si senta oggi in una condizione politica e personale difficile. Condividiamo le valutazioni che sul punto ha svolto in quest'Aula il ministro Chiti il quale ci riferisce, tra l'altro, che il ministro Mastella non ha ancora deciso se ritirare o confermare le sue dimissioni.
Accetteremo e rispetteremo la scelta del ministro Mastella, quale che sia. Ma proprio la condizione difficile che ho richiamato ci fa apprezzare che il Ministro abbia inteso compiere un gesto oggettivamente attento alla salvaguardia delle istituzioni, e volto ad evitare ogni rischio che quella stessa condizione di difficoltà personale e politica potesse tradursi in una sofferenza per le istituzioni.
Auspichiamo quindi, signor Presidente, che la vicenda di cui discutiamo - e ce lo auguriamo in modo non formale - veda chiarezza al più presto. Ce lo auguriamo per il ministro Mastella, per la Campania, per il nostro Paese. (Applausi dai Gruppi SDSE e RC-SE).