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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 247 del 09/11/2007


PISA (SDSE). Signor Presidente, innanzi tutto, voglio esprimere il cordoglio per la morte di tante giovani vite. Al riguardo manifestiamo totale solidarietà.

Credo, però, che l'incidente accaduto sottolinei tre problemi: quello della sicurezza sul nostro territorio, quello della sovranità sul nostro territorio e quello del rispetto delle regole e delle procedure per le attività aeree che si svolgono.

Non si è trattato del primo incidente perché vi sono precedenti: meno di due mesi fa è accaduto un altro incidente, in Provincia di Belluno, dove un caccia F16 è precipitato a pochi metri dalle case di un paese, esattamente come è avvenuto ieri.

Il ripetersi di questi incidenti interroga anche il nostro Paese. Sull'incidente specifico di ieri finora non è stata fornita alcuna informazione, ad esempio, sul reparto di appartenenza dei militari americani, sul motivo per cui stavano volando a bassa quota sul greto del fiume Piave. Mi aspettavo che il rappresentante del Governo fornisse qualche informazione al riguardo. Vorremmo sapere anche che tipo di esercitazione veniva svolta, chi ha autorizzato il volo tra le autorità italiane e chi ha approvato il piano di volo dell'elicottero.

Il rappresentante del Governo sa meglio di me che l'Italia non è un Paese ad ampi spazi, perché ha un'alta densità abitativa. Vorrei sapere, allora, se è proprio necessario subire voli di addestramento a bassa quota. Ricordiamo tutti che nel caso del Cermis - di cui ci fu addirittura sottratta la giurisdizione - si è trattato di un volo addestrativo a bassa quota. Ritengo che il nostro Paese non sia una palestra in cui sia possibile effettuare questo tipo di esercitazioni.

Mi chiedo anche se l'aumento degli incidenti non sia da imputare all'intensificazione delle attività addestrative, peraltro condotte con realismo bellico. Ciò significa che forse, nei prossimi mesi, questo tipo di incidenti sarà destinato ad aumentare.

Quello della sicurezza è uno degli elementi che si oppongono ad una progressiva militarizzazione del territorio e ad un affollamento di basi americane e NATO nel nostro Paese; ricordo che l'Italia è il paese della NATO in Europa con il più alto numero di basi. Oggi non c'è più neanche una ragione storica, come quella rappresentata dai confini tra la Venezia Giulia, la Jugoslavia ed i Paesi del Patto di Varsavia. Vorrei capire, dunque, il significato della numerosità di queste basi.

Peraltro, rispetto al tema della sicurezza e della demilitarizzazione del territorio, sottolineo che tali basi non solo non vengono rinegoziate (come stabilito nel programma dell'Unione), ma vengono addirittura ampliate, come è previsto per la base di Vicenza, di cui penso parlerà meglio di me la collega Valpiana.

Non solo, in queste basi, per esempio ad Aviano, da cui è partito l'elicottero, e a Ghedi, abbiamo ordigni atomici, contro i trattati di non proliferazione che prevedono che solo gli Stati membri del Consiglio di Sicurezza dell'ONU possono possedere armi atomiche e questi stessi Paesi non possono cederle ad altri.

Ciò, inoltre, si scontra anche con il fatto che il nostro Paese è denuclearizzato: in base ad un referendum noi importiamo energia da altri Paesi, non usiamo l'energia di questo tipo, poi invece permettiamo che nel nostro Paese ci siano armi nucleari negli arsenali conservati in queste basi.

Di più, questo tema si intreccia anche con la rinuncia alla sovranità e con la questione dei rapporti di subalternità che abbiamo con i nostri alleati: sappiamo infatti che queste basi sono sottratte, per il loro statuto, alla sovranità del nostro Paese. Aggiungo che si tratta di una subalternità anche rispetto alla giurisdizione che riguarda questi incidenti: ci ricordiamo tutti che per il caso del Cermis la giurisdizione fu sottratta al nostro Paese. Allo stesso modo, ricordiamo che recentemente, fuori dal nostro Paese, nel teatro operativo iracheno è stata sottratta la giurisdizione per il caso Calipari. Noi, dunque, vorremmo che su questa inchiesta (che parte congiunta e non sapremo come arriverà al termine) rimanga la giurisdizione del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo RC-SE).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Divina. Ne ha facoltà.