AUGELLO (AN). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AUGELLO (AN). Signor Presidente, il Gruppo di Alleanza Nazionale voterà a favore dell'emendamento 10-bis.800.
Mi limito a fare qualche piccolo commento su questa vicenda, perché non è così innocente e natalizia la distanza tra la posizione del Governo e quella espressa dai firmatari di questo emendamento. Ricordo intanto al sottosegretario Sartor che nella direttiva europea che riguarda le tipicità di trasparenza che debbono apparire nei contratti non c'è nulla che contraddica ciò che propone in questo momento la collega Bonfrisco. Il nodo della questione è che il Governo non vuole fissare per legge alcune norme e vuole rinviare ad un decreto successivo un'ulteriore disciplina. Peraltro, ricordo sempre al sottosegretario Sartor, che il primo intervento in termini di chiarificazione della disciplina e delle norme sui contratti derivati e in generale sulla finanza strutturata non è ascrivibile a questo Governo ma al Governo Berlusconi nel 2004.
Ciò premesso, la questione è quindi decisiva. In Commissione si è svolto un dibattito nel corso del quale una parte dell'opposizione, secondo me casualmente, perché credo che il Senato abbia sensibilità differenti su questo tema, ha cercato di porre l'accento sull'esigenza di una norma immediatamente cogente per mettere in sicurezza gli enti locali di fronte ai problemi che possono scaturire da un'errata gestione degli strumenti riconducibili al mercato dei derivati; c'è stata una costante spinta da parte del Governo ad eludere tale questione per rinviarla ad altra sede ed utilizzare un altro strumento. (Applausi dal Gruppo FI).
Questa è la verità e quanto è accaduto. Faccio sempre salva la buona fede, non voglio pensare che ciò sia accaduto perché non si vuole affrontare il problema, però, dopo venti giorni di discussioni, la verità è che ci troviamo dinanzi ad un rinvio ad un decreto che si farà e ad un comma 3 assolutamente pleonastico in tale previsione per la quale la Regione e l'ente locale sottoscrittore dello strumento finanziario devono attestare espressamente di aver preso in considerazione. Quindi, è prevista un'autocertificazione della consapevolezza di ciò che si è fatto in questa norma, che francamente muove poco la classifica dal punto di vista delle sicurezze da acquisire su questo tipo di operazioni. In compenso, è scomparsa una norma orribilmente dirigistica che noi avevamo avversato, che prevedeva che il Ministero dovesse autorizzare, addirittura, gli enti locali a svolgere quest'operazione.
Considerato che vi sarà una seconda lettura alla Camera in cui questa materia verrà riesaminata, a mio parere l'Aula farebbe bene a licenziare un testo che intanto fissa una serie di princìpi chiari qui ed ora, sui quali inchiodare tale questione rispetto alla necessità che ha il Parlamento di correre ai ripari su una situazione che in talune circostanze - solo in alcune, perché nella maggior parte dei casi l'utilizzo del mercato dei derivati è stato benefico per gli enti locali e per le Regioni - ci sono state delle cadute che hanno mostrato il rischio di questo tipo di operazioni e l'inconsapevolezza con cui in esse ci si avventura, spesso e volentieri, su istigazione di broker molto spregiudicati.
Approvare questa norma significa arrivare alla Camera con una situazione più chiara sul livello dell'intervento che il Parlamento intende attuare su simili questioni, non votarla significa affidarsi, mani e piedi legati, a quello che deciderà il Governo. Alleanza Nazionale sceglie di cominciare a decidere da adesso. (Applausi dal Gruppo AN).