Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (1322 KB)

Versione HTML base



Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 247 del 09/11/2007


PRESIDENTE.

 

PASTORE (FI). Sottoscrive l'emendamento 8-bis.100, che propone di rendere operativa già a partire dal prossimo anno la riduzione della compagine governativa operata nell'articolo 8-bis, introdotto in Commissione. In tal modo si dimostrerebbe in modo credibile la volontà di snellire effettivamente la compagine di Governo, che nell'attuale composizione numerica appare funzionale solo agli equilibri partitici della maggioranza. (Applausi dai Gruppi FI e DCA-PRI-MPA).

 

MANZIONE (Ulivo). La questione della composizione numerica del Governo, sollevata con il senatore Bordon nel corso dell'esame del recente decreto-legge in materia economico-finanziaria, è stata discussa in modo approfondito in Commissione giungendo, attraverso una sintesi delle proposte presentate dalle diverse parti politiche, all'introduzione dell'articolo 8-bis mediate il quale si recupera la lettera e lo spirito della legge Bassanini con riguardo alla composizione del Governo, che non può superare il numero di sessanta membri come è stato specificato. Manifesta pertanto soddisfazione per l'accoglimento della questione politica rappresentata dalla necessità di snellire la compagine governativa, al di là dell'entrata in vigore della norma considerato che, stante l'intervenuto spacchettamento dei Ministeri, non è possibile renderla applicabile da subito. Dichiara pertanto l'astensione sulle proposte del senatore Calderoli. (Applausi del senatore Bordon. Congratulazioni).

 

MASTELLA, ministro della giustizia. Intervenendo nel dibattito come senatore, annuncia il voto contrario sulle proposte del senatore Calderoli. Infatti, pur ritenendo numericamente esagerata la composizione dell'attuale Governo, considera incostituzionale ed irrazionale la pretesa di affrontare questioni squisitamente politiche quali la composizione e l'organizzazione dell'Esecutivo con l'ottica economicista propria della legge finanziaria e sotto la pressione della piazza, animata da demagoghi rivelatisi, peraltro, scarsamente credibili anche dal punto di vista dei principi di rigore che quotidianamente vanno sbandierando. (Applausi del senatore Follini).

 

SALVI (SDSE). Non è improprio affrontare il tema della composizione di Governo nella finanziaria, in quanto è su iniziativa dell'attuale Esecutivo che si è deciso di inserire in questo provvedimento una serie di misure di cambiamento istituzionale che possano comportare una riduzione e una razionalizzazione dei costi della politica per recuperare risorse da destinare in particolare, secondo lo spirito della manovra per il 2008, ai ceti più svantaggiati. Non era pensabile che il taglio delle spese della politica potesse interessare diversi aspetti della vita istituzionale a livello locale ed escludere i vertici dello Stato. Sinistra democratica voterà però contro l'emendamento e l'ordine del giorno del senatore Calderoli in quanto la richiesta di immediata applicazione della norma equivale ad una mozione di sfiducia surrettizia nei confronti dell'attuale Governo. Manifesta però l'auspicio che il Governo utilizzi la possibilità offerta dalla norma per dare vita, già a partire dal prossimo anno, ad un nuovo Esecutivo, che rilanci il programma del centrosinistra verso una nuova fase. (Applausi dal Gruppo SDSE).

 

ROTONDI (DCA-PRI-MPA). È giusto che le norme che riguardano i costi della politica siano contenute in finanziaria, anche quando incidono su fatti estranei alla finanziaria stessa. In riferimento all'odierna pubblicazione di un avviso a pagamento su uno dei maggiori quotidiani nazionali, in cui si accusano alcuni partiti di utilizzare illegalmente il proprio nome e il proprio simbolo e si diffida il Senato dall'approvare l'articolo 18-bis del disegno di legge finanziaria (che consente ai partiti rappresentati in Parlamento di registrare il proprio simbolo presso il Ministero dell'interno, onde poterlo utilizzare in via esclusiva nelle future elezioni), chiede che l'Aula svolga subito una discussione sull'argomento, rammaricandosi per il silenzio del Presidente del Senato in merito. (Applausi dai Gruppi DCA-PRI-MPA e UDC).

 

PRESIDENTE. L'argomento verrà affrontato quando l'Aula esaminerà l'articolo 18-bis.

 

NANIA (AN). Appare irrisorio nei confronti dei cittadini e dell'opinione pubblica prevedere che la riduzione del numero dei componenti del Governo acquisti efficacia a partire dal prossimo Esecutivo. Il problema dei costi della politica presenta un aspetto di ordine culturale: esso è stato originato storicamente dalla sinistra, che perseguiva il disegno di aumentare quantitativamente i centri di potere per contrastare la Democrazia Cristiana ed aveva bisogno di garantire una retribuzione ai propri funzionari di partito. (Applausi dai Gruppi AN, FI e LNP).

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CALDEROLI (LNP), il Senato respinge l'emendamento 8-bis.100. Con votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore CARRARA (FI), il Senato respinge gli emendamenti 8-bis.1000 (testo 2) e 8.bis.1001.

 

SCARPA BONAZZA BUORA (FI). Annuncia il voto favorevole del proprio Gruppo sull'emendamento 8-bis.801 e ne chiede una riformulazione ai presentatori, ritenendo opportuna la previsione di un Ministro senza portafoglio per le politiche agricole e forestali, che rientrano prevalentemente tra le competenze delle Regioni, e l'attribuzione a tale Ministro del coordinamento delle politiche marittime. (Applausi dal Gruppo FI e del senatore Eufemi).

 

AZZOLLINI (FI). Accetta la riformulazione dell'emendamento 8-bis.801 proposta dal senatore Scarpa Bonazza Buora.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CARRARA (FI), il Senato respinge l'emendamento 8-bis.801 (testo 2).

 

CALDEROLI (LNP). L'emendamento 8-bis.802 (testo 2) tiene conto dei rilievi di ordine costituzionale formulati dal senatore Villone in Commissione bilancio, secondo i quali non è accettabile che una norma ordinaria incida sul numero dei Ministri di un Governo in carica che ha ricevuto la fiducia del Parlamento. Tale emendamento prevede pertanto che, a decorrere dal 1° maggio 2008, si provveda comunque alla riduzione del numero dei componenti del Governo, agendo sul numero dei Sottosegretari.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CARRARA (FI), il Senato respinge l'emendamento 8-bis.802 (testo 2).

 

LEGNINI, relatore. Esprime parere contrario sugli ordini del giorno G8-bis.100, G8-bis.101 e G8-bis.100a.

 

SARTOR, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Esprime parere contrario sugli ordini del giorno G8-bis.100 e G8-bis.101 e si rimette all'Aula sull'ordine del giorno G8-bis.100a.

 

STORACE (Misto-LD). Si associa, a nome del proprio Gruppo, all'intervento allarmato del senatore Rotondi circa i contenuti di un avviso a pagamento pubblicato su un quotidiano nazionale, rilevando che si tratta di una vergognosa intimidazione al Parlamento.

 

Con votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore CARRARA (FI), il Senato respinge gli ordini del giorno G8-bis.100 e G8-bis.101.

 

BARBATO (Misto-Pop-Udeur). Chiede al presentatore di riformulare il dispositivo dell'ordine del giorno G8-bis.100a, eliminando il riferimento all'opportunità di ridurre l'attuale compagine governativa.

 

CALDEROLI (LNP). Accetta l'invito del senatore Barbato e riformula l'ordine del giorno G8-bis.100a.

 

BOCCIA Antonio (Ulivo). Poiché è scontato e pleonastico impegnare il Governo a valutare le conseguenze di una norma approvata dal Parlamento, annuncia il voto favorevole del proprio Gruppo sull'ordine del giorno G8-bis.100a (testo 2).

 

LEGNINI, relatore. Esprime parere favorevole sull'ordine del giorno G8-bis.100a (testo 2).

 

SARTOR, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Conferma l'intenzione del Governo di rimettersi all'Aula sulla votazione dell'ordine del giorno G8-bis.100a (testo 2).

 

MANZIONE (Ulivo). Annuncia, anche a nome del senatore Bordon, il voto favorevole sull'ordine del giorno G8-bis.100a (testo 2). (Applausi del senatore Bordon).

 

D'ONOFRIO (UDC). Poiché l'ordine del giorno G8-bis.100a (testo 2), come riformulato, non ha più senso politico, il Gruppo UDC lascerà libertà di voto ai propri senatori.

 

Con votazione elettronica senza registrazione dei nomi, il Senato approva l'ordine del giorno G8-bis.100a (testo 2).

 

MANZIONE (Ulivo). L'articolo 8-bis reintroduce i principi di contenimento e di razionalizzazione della struttura dell'Esecutivo previsti dalla legge Bassanini, approvata nella XIII legislatura dal centrosinistra e successivamente disattesa prima dal Governo di centrodestra, poi dall'attuale Esecutivo di centrosinistra. Non si tratta di demagogia, ma semplicemente di coerenza con il complesso delle norme sulla riduzione dei costi della politica contenute nel disegno di legge finanziaria in esame. Annuncia il voto favorevole suo e del senatore Bordon. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

 

CUTRUFO (DCA-PRI-MPA). Richiama gli interventi dei senatori Rotondi e Storace per denunciare l'attacco proditorio condotto da alcuni soggetti che vorrebbero appropriarsi del simbolo della Democrazia Cristiana, per sottrarre voti ai democristiani dell'UDC e della DCA. (Applausi della senatrice Bonfrisco).

 

VILLONE (SDSE). A nome dei Gruppi Sinistra Democratica, Rifondazione Comunista, Verdi e Comunisti Italiani, dichiara voto favorevole all'articolo 8-bis. La norma non ha una connotazione esclusivamente di sinistra né è un'iniziativa contro il Governo in carica, ma è parte di una strategia di riduzione dei costi della politica che, per essere incisiva, deve partire dai livelli istituzionali più alti. La valutazione e le conseguenze da trarre dall'eventuale approvazione dell'articolo sono rimesse al confronto politico. (Applausi dai Gruppi SDSE e RC-SE).

 

MATTEOLI (AN). Alleanza Nazionale voterà contro l'articolo per due motivi: in primo luogo non vi è stata alcuna apertura nei confronti degli emendamenti dell'opposizione; in secondo luogo, è inaccettabile che lo snellimento del Governo sia rinviato al futuro a fronte di interventi fiscali pesanti, perfino di carattere retroattivo, sui cittadini. (Applausi dal Gruppo AN).

 

BARBATO (Misto-Pop-Udeur). Per disciplina di maggioranza e senso di responsabilità voterà a favore di un articolo che non condivide. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

 

PASTORE (FI). L'articolo serve soltanto a mettere a posto la coscienza dei proponenti, che hanno cercato di giustificare il rinvio dello snellimento al prossimo Esecutivo con argomenti di evidente inconsistenza dal punto di vista costituzionale. (Applausi del senatore Scarpa Bonazza Buora).

 

CASTELLI (LNP). La Lega voterà contro una norma ipocrita, che non si applica al Governo più pletorico della storia della Repubblica. E' inaccettabile che non sia stato accolto l'emendamento per ridurre il numero dei Sottosegretari. (Applausi dal Gruppo LNP).

 

CICCANTI (UDC). Il Gruppo voterà contro una norma priva di credibilità, che disattende le aspettative dello stesso elettorato di centrosinistra e dimostra che gli unici costi non riducibili sono quelli del Governo. Alla Lega fa notare la contraddittorietà tra i contenuti dell'ordine del giorno ed il voto contrario all'articolo. (Applausi dal Gruppo UDC).

 

STORACE (Misto-LD). Nel dichiarare voto contrario, avverte che, nel caso in cui si formi un nuovo Governo per evitare le elezioni, non sarà ammissibile la presentazione di un decreto-legge che abroghi l'articolo 8-bis della finanziaria. Si appella al Presidente del Senato affinché tale eventualità sia scongiurata.

 

PETERLINI (Aut). Dichiara voto favorevole e auspica che il Governo in carica faccia uno sforzo per avere in tempi brevi una composizione simile a quella degli Esecutivi dei Paesi europei. Auspica altresì che si prosegua il lavoro per giungere a modifiche della legge elettorale e della Costituzione. (Applausi dal Gruppo Aut).

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CARRARA (FI), il Senato approva l'articolo 8-bis. Con votazione elettronica senza registrazione dei nomi è quindi approvato l'articolo 9.

 

PRESIDENTE. Ricorda che l'emendamento 9.0.2 è stato ritirato e che l'emendamento 9.0.3 è stato trasformato nell'ordine del giorno G9.0.1.

 

ROSSI Fernando (Misto-Mpc). Al fine di contenere la spesa degli amministratori pubblici, l'ordine del giorno chiede che, al momento della cessazione dall'incarico, i componenti di consigli di amministrazione di società partecipate non possano usufruire di benefici economici superiori ad una annualità di indennità.

 

Presidenza del vice presidente BACCINI

 

CASTELLI (LNP). Se fosse votato per parti separate, la Lega potrebbe sostenere la seconda parte dell'ordine del giorno G9.0.1. Fa presente al senatore Ciccanti che molti senatori dell'UDC hanno votato a favore dell'emendamento della Lega Nord. Le lezioni di coerenza da parte di chi si assenta per aiutare il Governo sono irricevibili. (Applausi dal Gruppo LNP).

LEGNINI, relatore. Esprime parere favorevole all'ordine del giorno.

 

SARTOR, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Accoglie l'ordine del giorno.

 

PRESIDENTE. Essendo stato accolto, l'ordine del giorno G9.0.1 non sarà posto in votazione. Passa all'esame dell'articolo 10 e dei relativi emendamenti. Ricorda che gli emendamenti 10.10 e 10.12 sono stati ritirati.

 

FLUTTERO (AN). L'emendamento 10.7 prevede di siano escluse dal Patto di stabilità interno le maggiori spese sostenute dagli enti locali per aumentare la sicurezza dei cittadini. (Applausi dal Gruppo AN).

 

STIFFONI (LNP). L'emendamento 10.15 è simile all'emendamento già illustrato; invita l'Assemblea a sostenerlo.

 

LEGNINI, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.

 

SARTOR, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il parere è conforme a quello del relatore. Ricorda che il Patto di stabilità interno non vincola le priorità della politica di spesa. (Applausi del senatore Morando).

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CARRARA (FI), il Senato respinge l' emendamento 10.5. E' quindi respinto l'emendamento 10.7.

 

BUTTIGLIONE (UDC). Il senatore Castelli, che al momento non è presente in Aula, dovrebbe evitare le prediche alle altre componenti dell'opposizione.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CARRARA (FI), il Senato respinge l' emendamento 10.9. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore STIFFONI (LNP), è respinto l' emendamento 10.15. Risultano quindi respinti gli emendamenti 10.18 e 10.20. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CARRARA (FI), il Senato approva l'articolo 10.

 

PRESIDENTE. Passa all'articolo 10-bis e all'emendamento ad esso relativo.

 

BONFRISCO (FI). Grazie anche al contributo di pregevoli inchieste giornalistiche, è recentemente emerso in tutta la sua portata il problema della sottoscrizione da parte degli enti locali di strumenti finanziari derivati, i cosiddetti swap, che espongono le amministrazioni a rischi elevatissimi, tanto da far evocare addirittura il rischio di una crisi finanziaria analoga a quella argentina di qualche anno fa. L'emendamento 10-bis.800 si pone l'obiettivo di rendere più informata possibile la sottoscrizione di tali strumenti finanziari, che spesso avviene attraverso contratti volutamente complicati e difficilmente intelligibili. Rispetto al testo proposto dalla Commissione, l'emendamento in oggetto costituisce un ulteriore passo in avanti al fine di garantire trasparenza e maggiori tutele nel rapporto tra gli enti locali e i grandi intermediari finanziari e per questo auspica il voto favorevole di maggioranza ed opposizione. (Applausi dal Gruppo FI).

 

LEGNINI, relatore. L'articolo 10-bis rappresenta un'efficace sintesi delle varie istanze emerse in Commissione e garantisce maggiore trasparenza ai contratti aventi ad oggetto strumenti di finanza derivata, i quali dovranno obbligatoriamente recare, a pena di nullità, le informazioni indicate da un apposito decreto ministeriale. Il meritorio lavoro di approfondimento svolto dalla senatrice Bonfrisco si pone dunque le medesime finalità del disegno di legge con mezzi sostanzialmente analoghi, eccezion fatta per la misura che obbliga gli intermediari finanziari ad accollarsi gli eventuali oneri che eccedano un margine di oscillazione espressamente indicato nel contratto: tale disposizione inciderebbe troppo sull'autonomia contrattuale delle parti e non può, dunque, essere condivisa. Da ciò deriva il parere contrario sull'emendamento.

 

SARTOR, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Esprime parere conforme a quello del relatore, condividendone le perplessità in merito all'ultimo comma della proposta emendativa e alle previsioni in materia di prospetto informativo, che potrebbero non essere conformi alla normativa europea. Il testo proposto dal disegno di legge ha invece il merito di rafforzare i controlli e la consapevolezza dei sottoscrittori, senza vincolare l'autonomia contrattuale delle parti. (Applausi dei senatori Morando e Legnini).

 

AUGELLO (AN). Le differenze tra le posizioni espresse dal relatore e dal rappresentante del Governo e quelle illustrate dalla senatrice Bonfrisco non sono di poco conto, giacché il disegno di legge dispone un intervento che sarà efficace solo in seguito all'emanazione di un successivo decreto ministeriale, mentre l'emendamento 10-bis.800, pienamente coerente con la normativa europea, pone tempestivo rimedio ad una situazione di palese gravità. La maggioranza e il Governo sembrano dunque voler procrastinare la soluzione del problema e propongono norme superflue, come quella che obbliga gli enti locali ad autocertificare la consapevolezza dei rischi connessi alla sottoscrizione di strumenti finanziari. (Applausi dal Gruppo AN).

 

EUFEMI (UDC). Chiede di aggiungere la firma all'emendamento, perché il testo proposto dalla Commissione, pur rappresentando un passo in avanti, non appare sufficiente a risolvere una situazione assai grave, che vede numerosi enti locali esposti a rischi elevatissimi per aver compiuto operazioni finanziarie sui mercati internazionali difficilmente controllabili persino da parte della Banca d'Italia.

 

BONFRISCO (FI). È evidente la sottostima della gravità del fenomeno da parte del Governo, che sembra più attento a garantire le grandi banche internazionali che gli interessi dei cittadini. Va ascritto a merito del senatore Legnini il fatto di aver trovato una mediazione, capace di far registrare il più ampio consenso possibile, su un testo che chiama il Governo ad assumersi le proprie responsabilità; non vanno però dimenticate anche le responsabilità in capo ad altri soggetti, come la CONSOB, che in questo frangente, come accaduto anche in occasione degli scandali Parmalat e Cirio, non si è mostrata all'altezza dei suoi compiti istituzionali. (Applausi dal Gruppo FI).

 

ROSSI Fernando (Misto-Mpc). Dal momento che né in Commissione né in Aula si è svolto il dibattito che era stato sollecitato a proposito degli strumenti di finanza derivata e che non appaiono convincenti le argomentazioni del relatore per cui il Senato non sarebbe legittimato ad invadere l'autonomia contrattuale degli istituti bancari, voterà a favore dell'emendamento 10-bis.800. (Applausi del senatore Eufemi).

 

GIRFATTI (DCA-PRI-MPA). Voterà a favore dell'emendamento, che incide positivamente su una materia che non va trattata in modo superficiale, ma con la consapevolezza dei gravi errori commessi dagli enti locali in passato. (Applausi dal Gruppo FI).

 

POLLEDRI (LNP). Il Governo sembra più interessato a difendere gli interessi di banche d'affari come la Morgan Stanley che quelli degli enti locali: per questo il Gruppo voterà a favore dell'emendamento in esame. (Applausi dal Gruppo LNP e della senatrice Bonfrisco).

 

SILVESTRI (IU-Verdi-Com). Apprezza il lavoro di approfondimento svolto dalla senatrice Bonfrisco e nel contempo prende atto delle positive intenzioni del Governo: per questo si asterrà sull'emendamento in esame.

 

PALLARO (Misto). Dal momento che si è fatto riferimento alla crisi argentina, ricorda quei gravissimi accadimenti e il comportamento delle banche che artatamente nascosero ai clienti i gravi rischi connessi alla sottoscrizione dei bond. Auspica che situazioni del genere non si ripetano ed apprezza l'impegno della senatrice Bonfrisco sul tema. (Applausi della senatrice Bonfrisco).

 

Presidenza del vice presidente ANGIUS

 

MORANDO (Ulivo). Conferma il voto contrario sull'emendamento, che oltre alla parte dispositiva di cui si è discusso, prevede una norma di copertura finanziaria che cancella parte delle risorse destinate all'attuazione del protocollo sul welfare e che pertanto non può essere condivisa. (Applausi del senatore Di Lello Finuoli).

 

BONFRISCO (FI). L'emendamento in realtà non necessita la copertura e dunque la parte a cui ha fatto riferimento il senatore Morando non deve essere presa in considerazione, essendo frutto di un mero errore materiale.

 

PICCONE (FI). In dissenso dal Gruppo, non parteciperà al voto sull'emendamento 10-bis.800, giacché è inopportuna una così forte limitazione l'autonomia degli enti locali, né possono essere demonizzati gli strumenti di finanza derivata che sono ormai parte integrante dell'economia dei Paesi avanzati. Non si devono dunque predisporre normative dal sapore dirigista ed illiberale, equiparando gli enti locali ai singoli risparmiatori, i quali hanno il diritto di essere incisivamente tutelati.

 

GRILLO (FI). Non parteciperà al voto. Gli strumenti di finanza derivata hanno un ruolo importante nell'economia internazionale e l'Italia ha già una normativa sul sistema creditizio e finanziario tra le più evolute del Continente. L'emendamento potrebbe essere proficuamente trasformato in un ordine del giorno.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CARRARA (FI), il Senato respinge l'emendamento 10-bis.800.