Allegato B
VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Ciampi e Pininfarina.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Del Roio, Izzo, Mele, Micheloni, Saporito e Trematerra, per attività dell'Assemblea plenaria del Consiglio generale degli italiani all'estero
Governo, progetti di atti comunitari e dell'Unione europea
Il Ministro per il commercio internazionale e le politiche europee, con lettere in data 27 e 11 settembre, 30 ottobre nonché 6 novembre 2007, ha trasmesso - ai sensi degli articoli 3 e 19 della legge 4 febbraio 2005, n. 11 - progetti di atti comunitari e dell'Unione europea.
I predetti atti si intendono trasmessi alle Commissioni, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento.
Il testo degli atti medesimi è disponibile presso il Servizio affari internazionali - Ufficio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione europea.
Commissione europea, trasmissione di atti e documenti
Nel periodo dall'11 settembre al 31 ottobre 2007 la Commissione europea ha inviato atti e documenti di interesse comunitario.
I predetti atti e documenti si intendono trasmessi alle Commissioni, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento.
Il testo degli atti e documenti medesimi è disponibile presso il Servizio affari internazionali - Ufficio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione europea.
Risposte scritte ad interrogazioni
(Pervenute dal 25 ottobre all'8 novembre 2007)
ALFONZI: sul ritardo nella concessione della cittadinanza italiana ad una donna (4-02022) (risp. LUCIDI, sottosegretario di Stato per l'interno)
BORNACIN: sulla riorganizzazione del servizio postale in Liguria (4-01795) (risp. GENTILONI, ministro delle comunicazioni)
BUTTI: sulla realizzazione di alcune opere infrastrutturali stradali in Lombardia (4-00372) (risp. DI PIETRO, ministro delle infrastrutture)
CICCANTI: sul ricorso al patrocinio dell'Avvocatura dello Stato da parte di ANAS S.p.A. (4-02478) (risp. DI PIETRO, ministro delle infrastrutture)
CONFALONIERI: sul raddoppio della linea ferroviaria del tratto Milano-Mortara (4-01993) (risp. DI PIETRO, ministro delle infrastrutture)
DIVINA, STIFFONI: sulla piccola società calcistica del Mezzocorona (4-02559) (risp. LOLLI, sottosegretario di Stato per le politiche giovanili e le attività sportive)
DONATI: sulla realizzazione di nuovi edifici residenziali a Bassano del Grappa (Vicenza) (4-00678) (risp. MAZZONIS, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali)
FERRANTE: sulla sperimentazione di guard-rail più sicuri per i motociclisti (4-02277) (risp. DI PIETRO, ministro delle infrastrutture)
GENTILE: su ricorsi presentati in seguito ai risultati elettorali nel Comune di Bisignano (Cosenza) (4-01378) (risp. CHITI, ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali)
GRAMAZIO: sui controlli a difesa dei monumenti storici di Roma (4-01981) (risp. MAZZONIS, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali)
MARTINAT ed altri: sulla mancata realizzazione della ferrovia alta velocità Torino-Lione (4-02731) (risp. DI PIETRO, ministro delle infrastrutture)
PETERLINI: sulla realizzazione della nuova ferrovia a sud di Bolzano (4-02378) (risp. DI PIETRO, ministro delle infrastrutture)
PIGLIONICA: sulla tutela e lo studio de "l'Uomo di Altamura" (4-00922) (risp. MAZZONIS, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali)
REBUZZI: sulle pensioni di cittadini italiani residenti in Colombia (4-02345) (risp. DAMIANO, ministro del lavoro e della previdenza sociale)
ROSSI Fernando: sul riconoscimento di una malattia professionale denunciata da un cittadino (4-01587) (risp. DAMIANO, ministro del lavoro e della previdenza sociale)
ROSSI Fernando ed altri: sulla mancata convocazione di una sigla sindacale in sede di trattative per il rinnovo di contratto (4-01602) (risp. NICOLAIS, ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione)
TURANO: sulla nomina del consiglio direttivo del Parco nazionale d'Aspromonte (4-02500) (risp. PECORARO SCANIO, ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare)
VALENTINO: sulla destinazione di alcuni fondi alla scuola materna calabrese (4-02777) (risp. DI PIETRO, ministro delle infrastrutture)
Interrogazioni
DE PETRIS - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:
l'art. 1, comma 87, della legge 30 dicembre 2004, n.311 (legge finanziaria per il 2005) ha disposto lo stanziamento di 5 milioni di euro per l'attuazione del Piano d'azione nazionale per l'agricoltura biologica e i prodotti biologici;
con bandi di gara del 22 gennaio e del 19 luglio 2007, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha provveduto, peraltro con notevole ritardo, al parziale impegno delle risorse sopracitate;
con decreto del Capo Dipartimento delle politiche di sviluppo del medesimo Ministero del 29 ottobre 2007 i suddetti bandi sono stati revocati;
l'art.1, comma 1085, della legge 27 dicembre 2006, n.296 (legge finanziaria per il 2007), ha disposto l'ulteriore stanziamento di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 a favore del Piano d'azione nazionale per l'agricoltura biologica e i prodotti biologici;
non risulta ad oggi all'interrogante che, per quanto attiene ai 10 milioni di euro citati, in bilancio per l'anno 2007, sia stata ad oggi posta in essere dal Ministero in questione alcuna iniziativa per l'impegno dei fondi;
l'art. 1, comma 289, della legge 296/2006, ha disposto lo stanziamento di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 per ridurre gli oneri di certificazione a carico delle imprese del settore biologico e del settore delle denominazione geografiche mediante credito d'imposta;
alla suddetta misura non è stata tuttora data attuazione in quanto sarebbe pervenuta un'osservazione formale della Commissione europea in merito alla compatibilità con la disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato;
non risulta peraltro all'interrogante che il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali abbia posto in essere adeguate iniziative per replicare alla osservazione della Commissione europea, per avviare in proposito un negoziato o provvedere alla riformulazione della misura, ferma restando la destinazione delle disponibilità a vantaggio delle imprese dei settori in questione;
con l'art. 2-bis della legge 6 aprile 2007, n.46, è stata disposta l'istituzione del registro nazionale delle sementi da conservazione ed affidato al Ministero il compito di provvedere con relativi decreti attuativi, d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni, anche per quanto concerne la regolamentazione del diritto riconosciuto agli agricoltori di vendere liberamente, su base locale, le sementi iscritte al registro;
non risulta all'interrogante che sia stata ad oggi data attuazione alcuna alle norme citate sopra,
si chiede di conoscere:
quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto, entro l'anno in corso, per consentire il pieno impegno delle disponibilità stanziate dalle leggi finanziarie degli anni 2005 e 2007, in bilancio per l'anno 2007, a favore del Piano nazionale d'azione per l'agricoltura biologica e i prodotti biologici, per un totale di 15 milioni di euro;
quali urgenti iniziative intenda dispiegare per consentire l'attuazione del credito d'imposta volto a ridurre gli oneri di certificazione a carico delle imprese del settore biologico e delle denominazione geografiche, o comunque provvedere a riformulare le relative disposizioni, previo negoziato con la Commissione europea, al fine di consentire il pieno impegno delle risorse disponibili a vantaggio dei settori in questione;
quali urgenti iniziative intenda mettere in atto per provvedere all'istituzione del registro nazionale della varietà di sementi da conservazione, nel pieno rispetto delle disposizioni di cui all'art. 2-bis della legge 6 aprile 2007, n. 46.
(3-01055)
Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento
GRAMAZIO - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:
il quotidiano "il Giornale" nella seconda pagina di cronaca - dell'8 novembre 2007 è stato pubblicato l'articolo "Nassiriya, la Capitale distratta - dimenticato il monumento già finanziato da un milione";
dunque, il monumento alle vittime di Nassiriya è stato dimenticato;
con un protocollo d'intesa del 16 febbraio 2005, tra la Regione Lazio, la Provincia ed il Comune di Roma fu stabilito di organizzare un concorso per l'ideazione e la realizzazione a Roma del monumento entro il 2006;
l'area prescelta fu individuata sulla via Ostiense, presso la basilica di San Paolo fuori le mura;
con delibera del Consiglio comunale n. 163 del 7 luglio 2005 fu decisa la realizzazione del monumento nel luogo dove un tempo fu la sede dell'Obelisco di Axum alle Terme di Caracalla;
il 25 gennaio 2006 il Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali, Nicola Bono, convocò una conferenza stampa per la presentazione del Bando europeo per la realizzazione del monumento, con la partecipazione degli Assessori Borgi, per il Comune di Roma, Vita per la Provincia e Rodano per la Regione,
l'interrogante chiede di conoscere:
se ci siano stati ripensamenti da parte del Governo e degli enti locali ed istituzionali poiché, ancora oggi, non è stata posta la prima pietra del monumento che doveva, secondo la delibera consiliare n. 163, essere costruito davanti all'edificio della Fao, alle Terme di Caracalla;
quando si preveda l'inizio dell'opera dal momento che i fondi sono già stati stanziati.
(3-01054)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
VALPIANA, RUSSO SPENA, PALERMI, SALVI, PISA, ALBONETTI, ALFONZI, ALLOCCA, BOCCIA Maria Luisa, BRISCA MENAPACE, CAPELLI, CAPRILI, CONFALONIERI, DEL ROIO, DI LELLO FINUOLI, EMPRIN GILARDINI, GAGLIARDI, GAGGIO GIULIANI, GIANNINI, GRASSI, LIOTTA, MARTONE, NARDINI, PALERMO, SODANO, TECCE, VANO, ZUCCHERINI, BULGARELLI, DE PETRIS, DONATI, PELLEGATTA, RIPAMONTI, SILVESTRI, TIBALDI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
nella città di Vicenza è da tempo in corso da parte di vasti settori della popolazione locale, sostenuti da associazioni, forze sociali e politiche, una protesta pacifica contro il progetto di costruzione di una nuova base militare statunitense presso l'area dell'aeroporto Dal Molin;
da un articolo di giovedì 6 settembre 2007 sul quotidiano "Il Gazzettino online" risulterebbe che il tecnico legale della Marina militare americana, durante un incontro con le imprese in gara per il Multiple Facilities Complex di Vicenza, avrebbe rilasciato dichiarazioni sui tempi e le modalità di esecuzione del progetto;
secondo quanto riportato dall'articolo, a seguito di un patto stretto tra il Governo italiano e quello statunitense, Camp Dal Molin deve essere costruito entro quattro anni e nove mesi, a partire dall'assegnazione dell'appalto, che si chiuderà entro il 31 dicembre 2007;
dalla riunione sarebbe emerso inoltre che entro un anno dovranno essere risolte tutte le questioni che possano ostacolare l'inizio ed il proseguimento dei lavori, comprese le questioni riguardanti la viabilità e i rapporti con la cittadinanza e con il fronte del no;
mercoledì 17 ottobre sono iniziati i lavori per la bonifica del territorio del Dal Molin, sotto il cui terreno giacciono centinaia di ordigni bellici inesplosi della seconda guerra mondiale;
la bonifica è di fatto l'inizio dei lavori per la seconda base militare USA a Vicenza;
la sera del 6 novembre, nel momento in cui iniziava un'azione di contestazione pacifica verso i lavori di bonifica del sito, lungo il viale che conduce all'aeroporto, un'auto guidata da un militare dell'Aeronautica italiana, dopo essersi fermata per discutere con i manifestanti, è ripartita investendo intenzionalmente uno dei leader della protesta, causandogli alcune contusioni e il ricovero ospedaliero;
il responsabile dell'incidente è già stato identificato e subito interrogato dalle Forze dell'ordine;
manifestare pacificamente è diritto di tutti in democrazia e sono irresponsabili atti e atteggiamenti volti ad alimentare un clima di tensione e di scontro,
si chiede di sapere in quale modo il Ministro in indirizzo intenda fornire garanzie per assicurare il sereno svolgimento della protesta pacifica che in questi giorni si svolgerà attorno all'area del Dal Molin e delle altre pacifiche e democratiche manifestazioni di dissenso alla possibile costruzione di una nuova base militare statunitense nella città di Vicenza.
(4-03013)
ALFONZI, TURIGLIATTO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:
nel giugno 2004 la Sogin, in qualità di gestore dell'impianto Eurex, ha segnalato alla Prefettura di Vercelli, all'ARPA ed alla Regione Piemonte la presenza di acque contaminate nell'intercapedine della piscina e, a seguito di tale anomalia, l'ARPA (Dipartimento radiazioni ionizzanti di Vercelli) ha intensificato la normale attività di controllo già in essere;
nel mese di agosto 2006 su campioni prelevati da due nuovi pozzi realizzati nell'area Sogin in febbraio, si è riscontrata la contaminazione da radionuclidi artificiali (Sr-90-Stronzio 90) nell'acqua della falda superficiale "Presumibilmente correlabile", secondo il rapporto dell'ARPA, "alla presenza di acqua contaminata nell'intercapedine della piscina di stoccaggio del combustibile" ed indicativa di un rilascio nell'ambiente dell'acqua contaminata della piscina;
nel periodo 2004-2006 ed ancora oggi, il materiale è rimasto nella piscina Eurex senza che alcun intervento, neppure provvisorio e volto a contenere la perdita in corso, sia stato intrapreso;
dalle relazioni ARPA si evince che:
a) relazione datata 27 marzo 2007: "i valori di concentrazione di Sr-90 nell'acqua di falda superficiale, seppur significativamente superiore ai valori medi comunemente riscontrabili, sono comunque non rilevanti dal punto di vista radioprotezionistico per quanto concerne l'esposizione degli individui della popolazione. (...) Essi sono però da considerare estremamente significativi come indicatori ambientali, in quanto attestano una evoluzione della contaminazione già evidenziata nella falda superficiale all'interno dell'area dell'impianto Eurex";
b) relazione datata 17 maggio 2007: "risulta pertanto confermata la presenza di contaminazione radioattiva nella falda acquifera superficiale all'esterno del sito Eurex, attribuibile presumibilmente a fenomeni di perdita di acqua contaminata dalla piscina di stoccaggio del combustibile nucleare irraggiato presente nel sito stesso. Si conferma inoltre che il livello di contaminazione non è rilevante per l'esposizione della popolazione. Le indagini supplementari avviate da Arpa Piemonte hanno interessato principalmente i pozzi già esistenti delle cascine della zona di interesse. Le caratteristiche tecniche di questi pozzi non sono però adeguate alle necessità di monitoraggio imposto dalla situazione. Pertanto si sottolinea la necessità - già evidenziata nel progetto posposto da questa Agenzia alla Regione Piemonte - di disporre di pozzi predisposti ad hoc ubicati in punti che lo studio idrogeologico in corso indicherà come significativi. Arpa Piemonte ha parallelamente intrapreso lo studio di modelli matematici di diffusione di contaminanti radioattivi nella falda acquifera nella zona di interesse al fine di disporre di uno strumento previsionale del fenomeno in atto";
considerato che:
a circa un chilometro a valle del comprensorio nucleare di Saluggia si trova il campo pozzi dell'Acquedotto del Monferrato di Cascina Giarrea (Saluggia). Tale campo pozzi, di primario valore in Piemonte è a servizio di 100.000 persone e di 101 comuni, nelle province di Asti, Alessandria, e Torino ed è nei prossimi anni destinato a potenziare l'approvvigionamento idrico di una zona più ampia e quindi a servizio di circa 250.000 persone;
dato atto che il giorno 12 giugno 2007 si è tenuto ad Alessandria, un incontro tra le Province (Asti, Alessandria, Vercelli e Torino) il Comune di Casale Monferrato, gli A.T.O. interessati dalla problematica (Ato 2 "Biellese, Vercellese, e Casalese" ed ATO 5 "Astigiano e Monferrato") ed il Consorzio dei Comuni per l'acquedotto di Monferrato, che ha approvato un documento comune in cui si è convenuto sulla necessità di chiedere l'immediato finanziamento di tutte le attività sia per l'intensificazione del monitoraggio sia per la messa in sicurezza dell'area, avendo la fuoriuscita del liquido già prodotto un danno ambientale di rilievo,
si chiede di sapere:
quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda prevedere per la messa in sicurezza dell'intera area contaminata e quali misure cautelative ritenga intraprendere per impedire la propagazione dell'inquinamento;
se non ritenga di attivarsi per predisporre uno studio sul rischio radiologico di esposizione della popolazione;
se non preveda di adoperarsi per uno stanziamento di fondi per l'intensificazione dell'attività di monitoraggio (progetto ARPA) e per la messa in sicurezza;
se non valuti che i pozzi attualmente utilizzati da Sogin in falda profonda debbano essere, nel più breve tempo possibile, disattivati con chiusura di tipo minerario;
quali misure voglia intraprendere per predisporre l'allontanamento definitivo, nel più breve tempo possibile, del materiale radioattivo anche dalla "piscina Avogadro" con la predisposizione, sin d'ora, di un programma certo ed inderogabile sia per i tempi che per i modi, da approvarsi tra Sogin, Regione Piemonte e i soggetti proponenti il citato documento comune;
se non ritenga di attivarsi per tutte le procedere al fine della messa in sicurezza del Comprensorio nucleare di Saluggia, comprendenti l'attività di solidificazione delle scorie ad oggi allo stato liquido e la messa in sicurezza del materiale solidificato in attesa del trasferimento ad un sito idoneo in un tempo certo ai sensi della legge 368/2003;
se non ritenga:
di operare per una dettagliata valutazione ed analisi dei rischi, legati alle attività e lavorazione e/o stoccaggio del materiale trattato connessi all'interazione con la falda superficiale e/o sotterranea tenuto conto della rapida evoluzione dell'inquinamento registrata dall'ARPA;
se non ritenga di scongiurare la possibilità di trasferimento nel sito di Saluggia, anche con carattere di temporaneità, di altri materiali nucleari, siano essi trattati o da trattare;
quali provvedimenti intenda intraprendere per far rispettare alla Sogin l'impegno circa lo smantellamento del sito nucleare e la sua bonifica totale con un cronoprogramma ben definito;
se ritenga di prevedere un sistema alternativo per l'approvvigionamento idrico del Monferrato attivando uno studio di fattibilità;
se non sia del parere che sino all'esito finale delle operazioni di bonifica e di assoluta certezza e sicurezza per l'ambiente circostante, che dovrà essere certificato dalle strutture sanitarie pubbliche competenti, siano fornite adeguate garanzie economiche al Consorzio Monferrato, necessarie ad affrontare qualunque situazione e per garantire lo stesso servizio;
se non ritenga di intervenire:
1) affinché venga riconosciuto il rimborso dei costi già sostenuti ed ancora da sostenere dagli enti e dal Consorzio gestore del Servizio idrico integrato:
2) per il rifacimento dei pozzi profondi dell'acquedotto del Monferrato di Cascina Giarrea di Saluggia, al fine di evitare ogni possibile collegamento tra la falda superficiale e quella profonda (costo di 1.500.000 euro) che non può e non deve ricadere sull'utenza del Servizio idrico integrato;
3) per l'impegno tecnico ed amministrativo in capo agli enti firmatari (impegno delle proprie strutture nonché di specifiche consulenze) a causa dell'attività che è necessario porre in essere a seguito dell'evento di inquinamento ivi compresa l'attività conoscitiva complicata dall'assenza di collaborazione e trasparenza da parte dei responsabili della Sogin, che hanno prima nascosto e poi minimizzato l'accaduto;
4) per la salvaguardia della falda superficiale e dell'ambiente circostante in relazione ad un futuro utilizzo;
quale indennizzo sia previsto per il danno all'immagine dello Stato per il comportamento della Sogin, colpevole di avere sottovalutato il danno causato all'ambiente, a causa delle perdite di acqua inquinata da sostanze radioattive e per non avere attivato nessuna azione di contenimento negli anni scorsi;
quale indennizzo sia previsto per il danno all'immagine del gestore del Servizio idrico integrato che ha dovuto e deve difendere la qualità dell'acqua fornita all'utenza;
quale indennizzo sia previsto per il danno all'immagine del territorio del comune di Saluggia e dei comuni delle province di Alessandria, Asti, Vercelli e Torino, interessati da fenomeni di inquinamento;
se non sia del parere che lo Stato debba disporre che i costi debbano essere sostenuti dalla Sogin, secondo il consolidato principio chi inquina paga.
(4-03014)
TIBALDI - Al Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione - Premesso che:
l'art. 1, comma 558, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato" (denominata in seguito "legge finanziaria 2007"), prevede la stabilizzazione a domanda del personale precario in servizio da almeno 3 anni anche non continuativi o che consegua tale requisito in virtù di contratti di lavoro dipendente a tempo determinato stipulati anteriormente alla data del 29 settembre 2006;
lo stesso comma riserva la stabilizzazione a domanda ai lavoratori precari che siano stati a loro tempo assunti mediante prove selettive per coloro che fossero stati assunti mediante procedure diverse è previsto il superamento di una prova selettiva per l'ottenimento della stabilizzazione;
il comma 519 dell'articolo 1 della legge finanziaria 2007 prevede che le amministrazioni continuino ad avvalersi del personale di cui sopra nelle more della conclusione delle procedure di stabilizzazione;
la Provincia di Bologna, il 10 luglio 2007, ha pubblicato un bando per la stabilizzazione del personale precario recante il seguente titolo: "Avviso per l'assunzione a tempo indeterminato ai sensi dell'art. 1, comma 558, della legge n. 296 del 27 dicembre 2006";
l'Avviso di cui sopra è stato pubblicato con più di 7 mesi di ritardo rispetto la data di entrata in vigore della legge finanziaria 2007 chiedeva ai candidati di presentare domanda entro e non oltre il 24 agosto 2007: in questo periodo, però, diversi lavoratori precari erano in ferie oppure in "stacco", cioè in attesa di un nuovo contratto di lavoro;
quindi diversi lavoratori, pur vantando diversi anni di servizio presso l'ente, non hanno potuto inoltrare la domanda nei termini previsti dall'avviso in quanto non informati a tempo debito dell'esistenza di tale opportunità;
preso atto, inoltre, che il bando prevede 24 posti disponibili in dotazione organica mentre i dipendenti precari della Provincia con i requisiti di cui all'art. 1, comma 558, della legge finanziaria 2007 sarebbero circa 50;
i 24 posti in dotazione organica sono relativi a figure professionali estremamente particolari e specifiche, avvantaggiando chi già svolge tali mansioni, ponendo in una condizione di oggettivo svantaggio chi, pur avendo maturato i requisiti richiesti, ha svolto funzioni diverse, comunque della stessa importanza per il funzionamento dei servizi erogati dall'ente;
diversi lavoratori con anni di servizio con contratto a tempo determinato presso l'ente, alla luce di questi fatti, non hanno inoltrato domanda di partecipazione alle prove selettive, in quanto le funzioni ricoperte all'interno dell'ente sono assai differenti da quelle richieste;
una serie di irregolarità sono state riscontrate nelle procedure di bando del concorso che prevede la partecipazione di tutti i candidati a una prova selettiva, nonostante l'art. 1, comma 558, della legge finanziaria 2007, specifichi che i dipendenti assunti a tempo determinato superando prove selettive non dovranno sostenere prove aggiuntive e verranno automaticamente stabilizzati;
altri precari non hanno presentato domanda perché scoraggiati preventivamente in quanto avrebbero maturato i tre anni con contratti diversi oppure in virtù dei mesi di servizio prestati in altra amministrazione;
l'amministrazione ha prodotto, nel mese di ottobre, la lista degli esclusi alla partecipazione alle suddette prove selettive. Per la selezione degli idonei pare che il requisito dei tre anni di servizio non sia stato applicato con la stessa rigidità a tutti i candidati;
l'amministrazione, infatti, ha già annunciato loro il mancato rinnovo del contratto. Altri lavoratori non hanno visto confermato il rapporto di lavoro nell'ultimo anno. Anche fra questi in molti avrebbero potuto acquisire i tre anni di servizio nei mesi immediatamente successivi alla cessazione del rapporto di lavoro;
infine, i posti messi a bando rappresenterebbero per molti dei precari a lungo termine un sostanziale abbassamento di livello anche in termini di trattamento economico,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non intenda intervenire, nell'ambito delle proprie competenze, affinché vengano prorogati i contratti in essere ai lavoratori precari della Provincia di Bologna, al fine di garantire i diritti dei lavoratori e dare la possibilità a questi ultimi di partecipare a futuri bandi di concorso di stabilizzazione qualora la legge lo prevedesse;
se intenda richiedere alla Provincia di Bologna di compiere un processo di stabilizzazione realmente aperto a tutti gli aventi diritto, per tempi e modalità, più trasparente e informando costantemente e tempestivamente tutti i lavoratori dell'ente, anche a quelli con vari tipologie contrattuali al momento esclusi dalla competizione;
quali iniziative intenda intraprendere per valorizzare l'esperienza acquisita dai lavoratori che negli ultimi anni hanno prestato servizio nella pubblica amministrazione con contratti precari.
(4-03015)
DE PETRIS, BULGARELLI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
Sergeij Gromovs, maestro e campione di scacchi, oggetto di persecuzioni nella Repubblica di Lettonia a causa della sua origine russa e della partecipazione a manifestazioni antidiscriminatorie, veniva ricercato dalle locali autorità per rispondere di un'ipotesi di reato di furto di modesta gravità;
il Gromovs, temendo il peggio, si rifugiava in Italia abbandonando, suo malgrado, moglie e due figli;
in Italia il Gromovs utilizzava un passaporto falso e una falsa identità, comportamento che dava origine al procedimento penale n. 6479/01 presso la Procura della Repubblica di Forlì;
nel dicembre 2001 la Repubblica di Lettonia presentava all'Italia richiesta di estradizione del Gromovs al fine di sottoporlo a processo per il reato di furto;
con decreto del Ministro della giustizia 22 novembre 2002 (Rif. EP 753/2001/AR) veniva assentita l'estradizione del cittadino lettone;
incarcerato il Gromovs nella Casa circondariale di Forlì in esecuzione del decreto di estradizione, si realizzava un'ampia mobilitazione promossa dal quotidiano "Il Resto del Carlino" e portata avanti da moltissime persone che avevano avuto modo di conoscere il Gromovs e di apprezzarne le doti umane e il comportamento esemplare tenuto in Italia;
anche sulla spinta di tali manifestazioni di solidarietà, nel 2002 il Ministro disponeva, ai sensi dell'art. 709 del codice di procedura penale, la sospensione della consegna in considerazione della pendenza, presso la Procura di Forlì, del suddetto procedimento penale a carico del Gromovs;
l'interessato successivamente richiedeva la concessione dello status di rifugiato politico, che non veniva rilasciata a causa dell'imminente entrata della Lettonia nell'ambito comunitario;
la Commissione centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato raccomandava comunque la concessione di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, che veniva rilasciato fino al 2009;
in data 8 aprile 2003 il GIP di Forlì disponeva l'archiviazione del procedimento penale riguardante il Gromovs, la cui pendenza giustificava la sospensione dell'esecutività del decreto di estradizione;
l'Interpol nel maggio 2007 richiedeva al Ministero della giustizia l'estradizione del Gromovs, essendo ancora esecutivo il decreto di estradizione emesso nel 2001;
il 18 giugno 2007 il Ministero richiedeva alla Corte d'appello di Bologna la misura della custodia cautelare in carcere al fine di procedere alla consegna del Gromovs alle autorità lettoni;
la misura veniva disposta il 26 giugno 2007, mentre l'arresto è avvenuto il 9 settembre;
la Procura della Repubblica di Forlì, medio tempore, ha riaperto il procedimento penale a carico del Gromovs per uso di documenti falsi e di false generalità, nonché per ricettazione di documenti falsi (proc. pen. n. 5084/07 R.G.N.R.);
il pubblico ministero procedente ha manifestato l'intenzione, portata a conoscenza anche degli uffici del Ministero, di esercitare l'azione penale nei confronti del Gromovs;
è stato pertanto già notificato l'avviso di conclusione delle indagini previsto dall'art. 415-bis del codice di procedura penale e nei prossimi giorni verranno completate le formalità per procedere alla citazione a giudizio del Gromovs;
tale nuova circostanza consente al Ministro di disporre - come già è avvenuto nel 2002 - misura sospensiva della consegna, ai sensi dell'art. 709 del codice di procedura penale e dell'art. 19 della Convenzione europea sull'estradizione del 13 dicembre 1957;
sotto un diverso, ma ancor più dirimente, profilo, il reato di furto per il quale Sergeji Gromovs dovrebbe essere processato in Lettonia sarebbe stato commesso il 5 agosto 1994, e quindi i termini di prescrizione del reato in questione debbono ritenersi abbondantemente decorsi secondo la legge italiana (articolo 157 e seguienti del codice penale);
ai sensi dell'art. 10 della Convenzione europea di estradizione, "l'estradizione non sarà consentita se la prescrizione dell'azione o della pena è acquisita secondo la legislazione della Parte richiedente o della Parte richiesta",
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo, considerate anche le esigenze insopprimibili connesse alla libertà dei diritti dei perseguitati politici, non ritenga di disporre in tempi brevissimi la misura della sospensione della consegna di Sergeij Gromovs ex art. 709 del codice di procedura penale, in considerazione della pendenza del suddetto procedimento penale per il quale il procuratore della giustizia di Forlì ha comunicato in data 5 ottobre 2007 la conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell'art. 415-bis del c.p.p., nell'ambito del quale l'interessato ha manifestato l'intenzione di difendersi;
per quale motivo il magistrato addetto all'Ufficio II del Ministero invece di attenersi a quanto comunicato dal Procuratore della Repubblica di Forlì ha immediatamente inviato a tutte le amministrazioni competenti un telefax urgentissimo nel quale si afferma invece che il medesimo Procuratore avrebbe comunicato "che devono considerarsi soddisfatte le esigenze investigative relative al provvedimento n. 5084/07/21" ignorando deliberatamente quanto la legge e il codice contemplano, allorché le indagini sono terminate, e consentono all'indagato di mettere in atto a propria difesa;
per quale motivo gli uffici del Ministero, nell'istruire il provvedimento ministeriale con il quale è stato richiesto alla Corte d'appello di disporre la cattura di Gromovs, hanno omesso di verificare che il reato di furto compiuto nel 1994 è prescritto;
se il Ministro non ritenga di esercitare il diritto dovere di autotutela, disponendo la revoca del provvedimento in parola, ai sensi dell'art. 10 della Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957, in considerazione del fatto che l'estradizione è stata richiesta in ragione della necessità di sottoporre il Gromovs a processo (senza che agli atti risulti alcuna condanna pronunciata nei suoi confronti) per un reato ormai prescritto secondo la legislazione italiana e che la prescrizione risulta chiaramente dalla documentazione in possesso del Ministero ed in particolare dell'Ufficio II della Direzione generale della giustizia penale;
per quale motivo non ritenga di dover dare continuità all'azione amministrativa e quindi di non modificare l'applicazione della legge secondo le circostanze, assumendo le medesime determinazioni prese con provvedimento del 10 dicembre 2002 con il quale "era sospesa la consegna di S. Gromovs affinché egli potesse essere giudicato per i reati di sostituzione di persona e di uso di atto falso nel procedimento penale n. 6479/01 RG mod 21, Procura della Repubblica" secondo quanto da egli stesso rappresentato nella richiesta alla Corte d'appello in data 18 giugno 2007 rif. n. EP 753/2001/AR , atteso che S.Gromovs si trova nelle medesima situazione processuale del 2002, dovendo egli essere, ora come allora, giudicato per i medesimi reati;
se non ritenga un proprio preciso dovere assicurare e garantire i diritti costituzionali previsti per ogni persona dall'art. 24 della Carta Costituzionale che recita "La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento";
se non ritenga infine di disporre la revoca del decreto di estradizione sopra richiamato ritenuta, ai sensi dell'art. 698 del codice di procedura penale, la ricorrenza di ragioni che inducano a prevedere che il condannato, in caso di estradizione, verrebbe sottoposto nel Paese richiedente ad atti persecutori o discriminatori per motivi di razza.
(4-03016)
CURTO - Al Ministro della difesa - Premesso che:
la città di Taranto è interessata da giorni da scioperi e proteste dei lavoratori dipendenti dalle ditte storicamente affidatarie degli appalti relativi ai lavori di manutenzione dell'Arsenale ionico;
tali reazioni traggono la loro origine dal fatto che gran parte delle attività di manutenzione delle navi è stata sostanzialmente trasferita dalla struttura ionica a quella di La Spezia;
pur comprendendo la cautela e il rigore caratterizzanti la gestione delle attività dell'Arsenale di Taranto quale conseguenza dell'inchiesta della magistratura portò al sequestro di capannoni e attrezzature, appare profondamente iniquo che a pagare siano incolpevoli lavoratori, la cui situazione di precarietà si trascina ormai da due anni,
l'interrogante chiede di conoscere:
quali iniziative il Governo ritenga di dover assumere affinché la Marina militare riveda l'attuale orientamento mirante a svuotare di contenuti le attività di manutenzione dell'Arsenale di Taranto;
quali iniziative immediate ed urgenti, soprattutto per il fatto di essere ormai alla vigilia dell'applicazione della legge finanziaria, il Governo ritenga di dover adottare al fine d'individuare le risorse finanziarie necessarie per garantire all'impiantistica dell'Arsenale ionico un'adeguata gestione, palesandosi come assolutamente insufficienti quelle già previste;
se, infine, il Governo non ritenga di dover fare chiarezza sul futuro dell'Arsenale, il cui lento ma inesorabile declino, oltre a disperdere un enorme capitale umano e professionale, decreterebbe anche, sia pure indirettamente, la cancellazione della sezione di Brindisi.
(4-03017)
RIPAMONTI, PALERMI, BULGARELLI, DE PETRIS, COSSUTTA, PELLEGATTA, DONATI, SILVESTRI, TIBALDI, PECORARO SCANIO - Ai Ministri per le politiche per la famiglia, della solidarietà sociale e degli affari esteri - Premesso che:
in Russia, secondo diverse fonti non ufficiali ma assai vicine alla realtà, quasi un milione di minori versa in stato di abbandono. Soltanto una minima parte di essi riesce a recuperare una nuova situazione familiare attraverso l'affido o l'adozione nazionali;
la maggior parte dei minori russi in stato di abbandono rimane sino all'adolescenza in istituti che versano generalmente in situazioni di mancanza di risorse, mezzi e strutture. Al di fuori di questi istituti, appena superata l'adolescenza, difficilmente i ragazzi sono in grado di avviare una vita dignitosa e autosufficiente;
in questo contesto l'adozione internazionale resta una concreta e valida alternativa ad una vita deprivata affettivamente e materialmente;
da anni l'Italia è uno dei Paesi che accolgono centinaia di questi minori, conciliando il diritto dei bambini ad una famiglia e il desiderio di tante coppie di poter crescere dei figli. Le adozioni in Russia, infatti, rappresentavano circa il 17% delle adozioni italiane totali prima della chiusura di altri Paesi dell'Est e nonostante i blocchi temporanei dovuti ai riaccrediti del 2005, con un trend di circa 700 autorizzazioni annue orientato a crescere;
un gruppo di 11 enti autorizzati per le adozioni internazionali recentemente ha chiesto, attraverso una lettera al Presidente del Consiglio Romano Prodi e al ministro Rosy Bindi, una convocazione urgente in relazione alle problematiche che gli enti stessi stanno vivendo a proposito del riaccreditamento con la Federazione Russa anche in considerazione del fatto che ad oggi non ci sarebbero certezze sul futuro delle adozioni nella Federazione Russa;
da marzo 2007, infatti, gli enti italiani non hanno più avuto la possibilità di operare con le adozioni internazionali nella Federazione Russa in conseguenza dell'accreditamento scaduto;
i documenti per la richiesta di rinnovo dell'accreditamento sono stati depositati dagli enti italiani al Ministero russo dell'educazione e della scienza entro giugno 2007, secondo i tempi e le modalità previste dal regolamento russo. Tuttavia, scaduti i tre mesi dalla presentazione delle pratiche previsti dalla legge russa, nessun ente italiano risulterebbe essere stato riaccreditato;
di conseguenza, è noto che da oltre un anno nessuna famiglia italiana può depositare domanda di adozione nella Federazione Russa, essendo scaduti gli accrediti di tutti gli enti italiani;
risulterebbe diversa la situazione relativa agli accrediti per gli enti di Stati Uniti, Francia, Spagna: lo scorso luglio il Ministero russo ha rilasciato, infatti, 16 accreditamenti rispettivamente a 7 enti americani, 2 francesi, 5 americani, uno israeliano, uno spagnolo;
la Federazione Russa, rinnovando gli accrediti agli enti di altre nazioni, lascerebbe intendere che ad oggi l'Italia non abbia lo stesso potere politico né dell'America né di altri Paesi europei, come Francia e Spagna, che da sempre avrebbero un rapporto privilegiato con le autorità in questione. Infatti ogni anno questi Paesi godrebbero di tempi di riaccreditamento molto più rapidi rispetto a quelli riservati agli enti italiani e, ad oggi, inspiegabilmente, non emergerebbe alcuna intenzione concreta da parte del Governo russo di procedere al riaccredito degli enti italiani;
gli Stati Uniti ed altri Paesi europei avrebbero attivato contatti ai massimi livelli istituzionali, compresi i loro Ambasciatori, con il primo Ministro russo e con il titolare del Ministero degli interni e con quello dell'istruzione;
gli altri Paesi europei avrebbero inoltre attivato modifiche procedurali che consentano ai loro cittadini di depositare la documentazione adottiva anche in questa fase. Analoga richiesta, peraltro ignorata, sarebbe stata presentata dagli enti italiani presso la CAI (Commissione adozioni internazionali);
tra pochi giorni inizierà la campagna per le elezioni della Duma e i Ministeri oggi interessati alle pratiche di accredito sospenderanno di fatto questo tipo di attività. Dopo l'elezione della Duma e le successive vacanze di fine anno si arriverà molto vicino alla campagna per l'elezione del Presidente ed è facile comprendere che i problemi degli enti italiani passeranno in secondo piano nell'agenda dei lavori,
si chiede di sapere:
a quale punto sia giunto il percorso di stipula di accordo bilaterale tra i 2 Paesi che avrebbe dovuto semplificare le procedure di adozione in Russia da parte di famiglie italiane;
quali altre eventuali iniziative siano state messe in atto dal Governo e dai Ministri competenti per sbloccare l'oggettiva situazione di stallo;
se non si ritenga urgente un intervento concertato da parte del Governo italiano per evitare che vengano compromesse le legittime aspirazioni ad avere una famiglia di migliaia di bambini in stato di abbandono e le aspettative di centinaia coppie che da molto tempo attendono invano di poterli accogliere.
(4-03018)
ALFONZI, TURIGLIATTO, EMPRIN GILARDINI - Ai Ministri della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:
nel mese di settembre 2007 in occasione della terza conferenza regionale sull'amianto del Friuli, è emerso che ad oggi giacciono migliaia di domande di lavoratori esposti all'amianto, appartenenti alla cantieristica navale e ai settori marittimo ed aereo, che non hanno ottenuto il riconoscimento, mentre i lavoratori morti di mesotelioma (560 soltanto per Monfalcone e Trieste) non hanno ottenuto giustizia, con procedimenti ancora in sede di indagini preliminari, se non estinti per prescrizione; il rappresentante dell'INAIL, intervenuto alla conferenza aveva altresì preannunciato l'istruttoria delle domande, mentre analogo impegno era stato assunto dal Ministero del lavoro nel dicembre 2006 per le domande dei marittimi (rimesse all'Ipsema);
per la Good Year di Cisterna in provincia di Latina è emerso che i dati forniti dalla ASL sono stati smentiti dal Tribunale; gli organi di controllo della medesima ASL hanno permesso alla Good Year Italia, succursale della Good Year America, di svolgere la sua attività, esponendo migliaia di dipendenti a concentrazioni di amianto oltre lo 0,1 ff/cc, fino al mese di marzo 2001, in chiara ed evidente violazione di tutte le norme in materia; nel frattempo, oltre 150 operai sono deceduti per patologie tumorali legate all'uso dell'amianto e di altre sostanze cancerogene,
si chiede di sapere:
quale piano di risanamento ambientale si intenda predisporre per bonificare il territorio dall'amianto e tutelare la salute dei cittadini, nei siti del Friuli-Venezia Giulia, e in particolare al porto di Trieste, dove è ancora presente l'amianto, e per i resti dello stabilimento Good Year Italia di Cisterna e in altri siti della provincia di Latina;
quali iniziative si intendano intraprendere nei confronti della ASL di Latina che avrebbe dovuto vigilare sullo stabilimento Good Year di Cisterna, affinché i dipendenti non fossero esposti, in palese violazione delle norme regolatrici della materia;
quali misure si intendano adottare affinché le domande di riconoscimento dei benefici contributivi, già depositate da anni, siano definite e portate a termine e per quali motivi tali pratiche non sono state finora istruite.
(4-03019)
ALFONZI, TURIGLIATTO, ALLOCCA, EMPRIN GILARDINI - Ai Ministri della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:
il 27 ottobre 2007 nel comune di Castelnuovo Val di Cecina (Pisa), sulla strada regionale 439, e precisamente sul tratto che da Castelnuovo conduce a Pomarance, un camion ha urtato un vapordotto, polverizzando la coibentazione costituita da amianto; il vapordotto alimenta la centrale ENEL situata a Castelnuovo Val di Cecina nel tratto di un collettore che riceve il vapore da cinque pozzi geotermici della zona; la strada regionale è stata inderdetta al traffico e cinque pozzi geotermici sono stati momentaneamente chiusi;
in uno studio dell'Università di Milano (Chiappino, Venerandi) dal titolo "L'erosione delle coperture di cemento amianto: un'importante sorgente di inquinamento ambientale", pubblicato in "Medicina del Lavoro 1991" (82,2; 99-121), si dice, tra l'altro, che "a due anni la liberazione delle fibre diventa evidente (...) a cinque anni i fenomeni di corrosione sono molto avanzati con presenza di crateri profondi e confluenti, fasci di fibre talora compatti, talora sfrangiati a ciuffo ad opera del vento che generano ammassi di cifre relativamente fini (...) a dieci - quindici anni ed oltre il quadro della corrosione è imponente: le alterazioni sono sostanzialmente analoghe in tutti i campioni esaminati";
in Val di Cecina il 31 luglio 2007 si è svolta una riunione tra i Comuni, ENEL, ASL, Comunità montana e Corpo forestale dello Stato presso la Comunità montana di Pomarance, che ha avuto come tema la presenza di amianto sul territorio; nella riunione è stata focalizzata l'attenzione sui possibili interventi da intraprendere per rimuovere l'amianto dai vecchi vapordotti ancora in esercizio, anche prendendo in considerazione il rischio enorme che un eventuale danneggiamento alle tubazioni in pressione potrebbe comportare per persone, lavoratori, ad oggi ancora esposti (come accertato dalla Corte d'appello di Firenze con sentenza del luglio 2007) oltre il limite dello 0,1 ff/cc, e per la popolazione, in palese violazione di tutte le norme specifiche e di precetti costituzionali,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto;
quali provvedimenti intendano intraprendere per rimuovere l'amianto dai vecchi vapordotti della Val di Cecina;
se abbiano valutato di predisporre un piano di risanamento ambientale che bonifichi il territorio dalla presenza di amianto e tuteli la salute dei cittadini;
se non ritengano che la presenza dell'amianto nei tubi dei vapordotti che trasportano il vapore dai pozzi alla centrale ENEL costituisca una minaccia per lo sfruttamento dei pozzi geotermici, fonte di energia pulita;
se abbiano valutato che la bonifica e la dismissione di tali vapordotti possa incentivare la produzione di calore per riscaldamento, con la possibilità di intraprendere in un'area territorialmente vasta la promozione di nuove energie rinnovabili, la creazione di nuovi posti di lavoro e l'abbattimento di emissioni di anidride carbonica.
(4-03020)
BULGARELLI - Al Ministro della giustizia - Risultando all'interrogante che:
in data 23 ottobre 2007, il Ros (Raggruppamento operativo speciale) dei Carabinieri ha arrestato a Perugia, nell'ambito dell'operazione denominata "Brushwood", cinque giovani: Michele Fagiani (20 anni), Andrea Di Nucci (20 anni), Dario Polinori (21 anni), Damiano Corrias (25 anni) e Fabrizio Reali Roscini (42 anni); a quanto si apprende dagli organi di stampa, gli investigatori riterrebbero che i giovani abbiano dato vita a una "pericolosa cellula" anarco-insurrezionalista, il cui "programma criminoso" si inquadrerebbe "in un più ampio progetto sovversivo ideato e già avviato dalla Fai, Federazione anarchica informale";
nel corso dell'operazione non sarebbero stati rinvenuti armamenti di alcun tipo e gli unici materiali sequestrati risultano essere apparecchiature informatiche e altro materiale documentale, ora al vaglio degli inquirenti;
anche riguardo ai reati contestati agli arrestati esisterebbero solo indizi, prevalentemente derivanti da intercettazioni telefoniche e ambientali, dalle quali si desumerebbero possibili connessioni con alcuni episodi accaduti in passato, come l'invio alla presidente della regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, nello scorso mese di agosto, di una busta contenente due proiettili e l'invio di un volantino di rivendicazione contenente minacce di morte firmato Coop-Fai; gli indagati sarebbero inoltre accusati del danneggiamento di un cantiere edile, di vilipendio e ingiurie nei confronti delle istituzioni dello Stato e dei suoi rappresentanti, istigazione a delinquere, furto e procurato allarme; tutti reati che, secondo quanto si apprende dagli organi di stampa e dalle dichiarazioni degli avvocati difensori, non sarebbero al momento ascrivibili con certezza agli indagati e che comunque paiono insufficienti a configurare l'appartenenza degli stessi a un ampio progetto sovversivo;
del resto, lo stesso Vicecomandante nazionale dei Ros, gen. Giampaolo Ganzer, avrebbe dichiarato che "pur non essendoci ipotesi concrete sugli obiettivi futuri del gruppo non era difficile prevedere l'innalzamento del livello di scontro", e che "la cellula umbra, già strutturata, era in fase di crescita e l'apparente spontaneismo rientrava all'interno di una progettualità più ampia"; i cinque arrestati sono stati inoltre definiti "giovani in fase di crescita e di formazione ideologico operativa che costituiscono una componente di una certa pericolosità", anche se soltanto uno ha precedenti legati a reati riconducibili all'ordine pubblico; inoltre, in data 6 novembre 2007, il p.m. titolare delle indagini, dott.ssa Manuela Comodi, ha concesso gli arresti domiciliari a uno dei cinque indagati, il sig. Fabrizio Reali Roscini,
si chiede di sapere:
se effettivamente a carico degli indagati esistano, al momento, soltanto indizi riguardanti le ipotesi di reato sopra menzionate e in base a quali deduzioni si ritenga che esse siano bastevoli a configurare l'esistenza di un progetto sovversivo;
se, in assenza di evidenze probatorie, in considerazione della mancanza di precedenti penali per i quattro giovani attualmente detenuti e della concessione degli arresti domiciliari al sig. Fabrizio Reali Roscini, non si ritenga opportuno disporre analoga misura per tutti gli inquisiti.
(4-03021)
Interrogazioni, da svolgere in Commissione
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:
9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare):
3-01055, della senatrice De Petris, sull'attuazione del Piano d'azione nazionale per l'agricoltura biologica e i prodotti biologici.