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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 247 del 09/11/2007


SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XV LEGISLATURA ------

247a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

 

VENERDÌ 9 NOVEMBRE 2007

(Antimeridiana)

_________________

 

Presidenza del presidente MARINI,

indi del vice presidente BACCINI

e del vice presidente ANGIUS

 

_________________

 

N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Alleanza Nazionale: AN; Democrazia Cristiana per le autonomie-Partito Repubblicano Italiano-Movimento per l'Autonomia: DCA-PRI-MPA; Forza Italia: FI; Insieme con l'Unione Verdi-Comunisti Italiani: IU-Verdi-Com; Lega Nord Padania: LNP; L'Ulivo: Ulivo; Per le Autonomie: Aut; Rifondazione Comunista-Sinistra Europea: RC-SE; Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo: SDSE; Unione dei Democraticicristiani e di Centro (UDC): UDC; Misto: Misto; Misto-Costituente Socialista: Misto-CS; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-Italiani nel mondo: Misto-Inm; Misto-La Destra: Misto-LD; Misto-Movimento politico dei cittadini: Misto-Mpc; Misto-Partito Democratico Meridionale (PDM): Misto-PDM;Misto-Popolari-Udeur: Misto-Pop-Udeur; Misto-Sinistra Critica: Misto-SC.

 

_________________

 

 

 

RESOCONTO SOMMARIO

 

Presidenza del presidente MARINI

 

La seduta inizia alle ore 9,33.

 

Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore DIVINA (LNP), Il Senato approva il processo verbale della seduta antimeridiana di ieri.

 

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 9,39 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Comunica che, al termine della seduta antimeridiana, verrà svolta dal Governo un'informativa sull'incidente dell'elicottero statunitense precipitato nella giornata di ieri. Al riguardo, informa di aver inviato, a nome del Senato, all'ambasciata americana un messaggio di cordoglio per le vittime dell'incidente.

SANTINI (DCA-PRI-MPA). Sottolinea all'Assemblea le preoccupazioni manifestate dalle associazioni del terzo settore per la norma che prevede l'imposizione del tetto di 100 milioni di euro per la devoluzione alle associazioni stesse del 5 per mille.

Seguito della discussione del disegno di legge:

(1817) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale)

PRESIDENTE.

 

PASTORE (FI). Sottoscrive l'emendamento 8-bis.100, che propone di rendere operativa già a partire dal prossimo anno la riduzione della compagine governativa operata nell'articolo 8-bis, introdotto in Commissione. In tal modo si dimostrerebbe in modo credibile la volontà di snellire effettivamente la compagine di Governo, che nell'attuale composizione numerica appare funzionale solo agli equilibri partitici della maggioranza. (Applausi dai Gruppi FI e DCA-PRI-MPA).

 

MANZIONE (Ulivo). La questione della composizione numerica del Governo, sollevata con il senatore Bordon nel corso dell'esame del recente decreto-legge in materia economico-finanziaria, è stata discussa in modo approfondito in Commissione giungendo, attraverso una sintesi delle proposte presentate dalle diverse parti politiche, all'introduzione dell'articolo 8-bis mediate il quale si recupera la lettera e lo spirito della legge Bassanini con riguardo alla composizione del Governo, che non può superare il numero di sessanta membri come è stato specificato. Manifesta pertanto soddisfazione per l'accoglimento della questione politica rappresentata dalla necessità di snellire la compagine governativa, al di là dell'entrata in vigore della norma considerato che, stante l'intervenuto spacchettamento dei Ministeri, non è possibile renderla applicabile da subito. Dichiara pertanto l'astensione sulle proposte del senatore Calderoli. (Applausi del senatore Bordon. Congratulazioni).

 

MASTELLA, ministro della giustizia. Intervenendo nel dibattito come senatore, annuncia il voto contrario sulle proposte del senatore Calderoli. Infatti, pur ritenendo numericamente esagerata la composizione dell'attuale Governo, considera incostituzionale ed irrazionale la pretesa di affrontare questioni squisitamente politiche quali la composizione e l'organizzazione dell'Esecutivo con l'ottica economicista propria della legge finanziaria e sotto la pressione della piazza, animata da demagoghi rivelatisi, peraltro, scarsamente credibili anche dal punto di vista dei principi di rigore che quotidianamente vanno sbandierando. (Applausi del senatore Follini).

 

SALVI (SDSE). Non è improprio affrontare il tema della composizione di Governo nella finanziaria, in quanto è su iniziativa dell'attuale Esecutivo che si è deciso di inserire in questo provvedimento una serie di misure di cambiamento istituzionale che possano comportare una riduzione e una razionalizzazione dei costi della politica per recuperare risorse da destinare in particolare, secondo lo spirito della manovra per il 2008, ai ceti più svantaggiati. Non era pensabile che il taglio delle spese della politica potesse interessare diversi aspetti della vita istituzionale a livello locale ed escludere i vertici dello Stato. Sinistra democratica voterà però contro l'emendamento e l'ordine del giorno del senatore Calderoli in quanto la richiesta di immediata applicazione della norma equivale ad una mozione di sfiducia surrettizia nei confronti dell'attuale Governo. Manifesta però l'auspicio che il Governo utilizzi la possibilità offerta dalla norma per dare vita, già a partire dal prossimo anno, ad un nuovo Esecutivo, che rilanci il programma del centrosinistra verso una nuova fase. (Applausi dal Gruppo SDSE).

 

ROTONDI (DCA-PRI-MPA). È giusto che le norme che riguardano i costi della politica siano contenute in finanziaria, anche quando incidono su fatti estranei alla finanziaria stessa. In riferimento all'odierna pubblicazione di un avviso a pagamento su uno dei maggiori quotidiani nazionali, in cui si accusano alcuni partiti di utilizzare illegalmente il proprio nome e il proprio simbolo e si diffida il Senato dall'approvare l'articolo 18-bis del disegno di legge finanziaria (che consente ai partiti rappresentati in Parlamento di registrare il proprio simbolo presso il Ministero dell'interno, onde poterlo utilizzare in via esclusiva nelle future elezioni), chiede che l'Aula svolga subito una discussione sull'argomento, rammaricandosi per il silenzio del Presidente del Senato in merito. (Applausi dai Gruppi DCA-PRI-MPA e UDC).

 

PRESIDENTE. L'argomento verrà affrontato quando l'Aula esaminerà l'articolo 18-bis.

 

NANIA (AN). Appare irrisorio nei confronti dei cittadini e dell'opinione pubblica prevedere che la riduzione del numero dei componenti del Governo acquisti efficacia a partire dal prossimo Esecutivo. Il problema dei costi della politica presenta un aspetto di ordine culturale: esso è stato originato storicamente dalla sinistra, che perseguiva il disegno di aumentare quantitativamente i centri di potere per contrastare la Democrazia Cristiana ed aveva bisogno di garantire una retribuzione ai propri funzionari di partito. (Applausi dai Gruppi AN, FI e LNP).

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CALDEROLI (LNP), il Senato respinge l'emendamento 8-bis.100. Con votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore CARRARA (FI), il Senato respinge gli emendamenti 8-bis.1000 (testo 2) e 8.bis.1001.

 

SCARPA BONAZZA BUORA (FI). Annuncia il voto favorevole del proprio Gruppo sull'emendamento 8-bis.801 e ne chiede una riformulazione ai presentatori, ritenendo opportuna la previsione di un Ministro senza portafoglio per le politiche agricole e forestali, che rientrano prevalentemente tra le competenze delle Regioni, e l'attribuzione a tale Ministro del coordinamento delle politiche marittime. (Applausi dal Gruppo FI e del senatore Eufemi).

 

AZZOLLINI (FI). Accetta la riformulazione dell'emendamento 8-bis.801 proposta dal senatore Scarpa Bonazza Buora.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CARRARA (FI), il Senato respinge l'emendamento 8-bis.801 (testo 2).

 

CALDEROLI (LNP). L'emendamento 8-bis.802 (testo 2) tiene conto dei rilievi di ordine costituzionale formulati dal senatore Villone in Commissione bilancio, secondo i quali non è accettabile che una norma ordinaria incida sul numero dei Ministri di un Governo in carica che ha ricevuto la fiducia del Parlamento. Tale emendamento prevede pertanto che, a decorrere dal 1° maggio 2008, si provveda comunque alla riduzione del numero dei componenti del Governo, agendo sul numero dei Sottosegretari.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CARRARA (FI), il Senato respinge l'emendamento 8-bis.802 (testo 2).

 

LEGNINI, relatore. Esprime parere contrario sugli ordini del giorno G8-bis.100, G8-bis.101 e G8-bis.100a.

 

SARTOR, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Esprime parere contrario sugli ordini del giorno G8-bis.100 e G8-bis.101 e si rimette all'Aula sull'ordine del giorno G8-bis.100a.

 

STORACE (Misto-LD). Si associa, a nome del proprio Gruppo, all'intervento allarmato del senatore Rotondi circa i contenuti di un avviso a pagamento pubblicato su un quotidiano nazionale, rilevando che si tratta di una vergognosa intimidazione al Parlamento.

 

Con votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore CARRARA (FI), il Senato respinge gli ordini del giorno G8-bis.100 e G8-bis.101.

 

BARBATO (Misto-Pop-Udeur). Chiede al presentatore di riformulare il dispositivo dell'ordine del giorno G8-bis.100a, eliminando il riferimento all'opportunità di ridurre l'attuale compagine governativa.

 

CALDEROLI (LNP). Accetta l'invito del senatore Barbato e riformula l'ordine del giorno G8-bis.100a.

 

BOCCIA Antonio (Ulivo). Poiché è scontato e pleonastico impegnare il Governo a valutare le conseguenze di una norma approvata dal Parlamento, annuncia il voto favorevole del proprio Gruppo sull'ordine del giorno G8-bis.100a (testo 2).

 

LEGNINI, relatore. Esprime parere favorevole sull'ordine del giorno G8-bis.100a (testo 2).

 

SARTOR, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Conferma l'intenzione del Governo di rimettersi all'Aula sulla votazione dell'ordine del giorno G8-bis.100a (testo 2).

 

MANZIONE (Ulivo). Annuncia, anche a nome del senatore Bordon, il voto favorevole sull'ordine del giorno G8-bis.100a (testo 2). (Applausi del senatore Bordon).

 

D'ONOFRIO (UDC). Poiché l'ordine del giorno G8-bis.100a (testo 2), come riformulato, non ha più senso politico, il Gruppo UDC lascerà libertà di voto ai propri senatori.

 

Con votazione elettronica senza registrazione dei nomi, il Senato approva l'ordine del giorno G8-bis.100a (testo 2).

 

MANZIONE (Ulivo). L'articolo 8-bis reintroduce i principi di contenimento e di razionalizzazione della struttura dell'Esecutivo previsti dalla legge Bassanini, approvata nella XIII legislatura dal centrosinistra e successivamente disattesa prima dal Governo di centrodestra, poi dall'attuale Esecutivo di centrosinistra. Non si tratta di demagogia, ma semplicemente di coerenza con il complesso delle norme sulla riduzione dei costi della politica contenute nel disegno di legge finanziaria in esame. Annuncia il voto favorevole suo e del senatore Bordon. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

 

CUTRUFO (DCA-PRI-MPA). Richiama gli interventi dei senatori Rotondi e Storace per denunciare l'attacco proditorio condotto da alcuni soggetti che vorrebbero appropriarsi del simbolo della Democrazia Cristiana, per sottrarre voti ai democristiani dell'UDC e della DCA. (Applausi della senatrice Bonfrisco).

 

VILLONE (SDSE). A nome dei Gruppi Sinistra Democratica, Rifondazione Comunista, Verdi e Comunisti Italiani, dichiara voto favorevole all'articolo 8-bis. La norma non ha una connotazione esclusivamente di sinistra né è un'iniziativa contro il Governo in carica, ma è parte di una strategia di riduzione dei costi della politica che, per essere incisiva, deve partire dai livelli istituzionali più alti. La valutazione e le conseguenze da trarre dall'eventuale approvazione dell'articolo sono rimesse al confronto politico. (Applausi dai Gruppi SDSE e RC-SE).

 

MATTEOLI (AN). Alleanza Nazionale voterà contro l'articolo per due motivi: in primo luogo non vi è stata alcuna apertura nei confronti degli emendamenti dell'opposizione; in secondo luogo, è inaccettabile che lo snellimento del Governo sia rinviato al futuro a fronte di interventi fiscali pesanti, perfino di carattere retroattivo, sui cittadini. (Applausi dal Gruppo AN).

 

BARBATO (Misto-Pop-Udeur). Per disciplina di maggioranza e senso di responsabilità voterà a favore di un articolo che non condivide. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

 

PASTORE (FI). L'articolo serve soltanto a mettere a posto la coscienza dei proponenti, che hanno cercato di giustificare il rinvio dello snellimento al prossimo Esecutivo con argomenti di evidente inconsistenza dal punto di vista costituzionale. (Applausi del senatore Scarpa Bonazza Buora).

 

CASTELLI (LNP). La Lega voterà contro una norma ipocrita, che non si applica al Governo più pletorico della storia della Repubblica. E' inaccettabile che non sia stato accolto l'emendamento per ridurre il numero dei Sottosegretari. (Applausi dal Gruppo LNP).

 

CICCANTI (UDC). Il Gruppo voterà contro una norma priva di credibilità, che disattende le aspettative dello stesso elettorato di centrosinistra e dimostra che gli unici costi non riducibili sono quelli del Governo. Alla Lega fa notare la contraddittorietà tra i contenuti dell'ordine del giorno ed il voto contrario all'articolo. (Applausi dal Gruppo UDC).

 

STORACE (Misto-LD). Nel dichiarare voto contrario, avverte che, nel caso in cui si formi un nuovo Governo per evitare le elezioni, non sarà ammissibile la presentazione di un decreto-legge che abroghi l'articolo 8-bis della finanziaria. Si appella al Presidente del Senato affinché tale eventualità sia scongiurata.

 

PETERLINI (Aut). Dichiara voto favorevole e auspica che il Governo in carica faccia uno sforzo per avere in tempi brevi una composizione simile a quella degli Esecutivi dei Paesi europei. Auspica altresì che si prosegua il lavoro per giungere a modifiche della legge elettorale e della Costituzione. (Applausi dal Gruppo Aut).

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CARRARA (FI), il Senato approva l'articolo 8-bis. Con votazione elettronica senza registrazione dei nomi è quindi approvato l'articolo 9.

 

PRESIDENTE. Ricorda che l'emendamento 9.0.2 è stato ritirato e che l'emendamento 9.0.3 è stato trasformato nell'ordine del giorno G9.0.1.

 

ROSSI Fernando (Misto-Mpc). Al fine di contenere la spesa degli amministratori pubblici, l'ordine del giorno chiede che, al momento della cessazione dall'incarico, i componenti di consigli di amministrazione di società partecipate non possano usufruire di benefici economici superiori ad una annualità di indennità.

 

Presidenza del vice presidente BACCINI

 

CASTELLI (LNP). Se fosse votato per parti separate, la Lega potrebbe sostenere la seconda parte dell'ordine del giorno G9.0.1. Fa presente al senatore Ciccanti che molti senatori dell'UDC hanno votato a favore dell'emendamento della Lega Nord. Le lezioni di coerenza da parte di chi si assenta per aiutare il Governo sono irricevibili. (Applausi dal Gruppo LNP).

LEGNINI, relatore. Esprime parere favorevole all'ordine del giorno.

 

SARTOR, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Accoglie l'ordine del giorno.

 

PRESIDENTE. Essendo stato accolto, l'ordine del giorno G9.0.1 non sarà posto in votazione. Passa all'esame dell'articolo 10 e dei relativi emendamenti. Ricorda che gli emendamenti 10.10 e 10.12 sono stati ritirati.

 

FLUTTERO (AN). L'emendamento 10.7 prevede di siano escluse dal Patto di stabilità interno le maggiori spese sostenute dagli enti locali per aumentare la sicurezza dei cittadini. (Applausi dal Gruppo AN).

 

STIFFONI (LNP). L'emendamento 10.15 è simile all'emendamento già illustrato; invita l'Assemblea a sostenerlo.

 

LEGNINI, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.

 

SARTOR, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il parere è conforme a quello del relatore. Ricorda che il Patto di stabilità interno non vincola le priorità della politica di spesa. (Applausi del senatore Morando).

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CARRARA (FI), il Senato respinge l' emendamento 10.5. E' quindi respinto l'emendamento 10.7.

 

BUTTIGLIONE (UDC). Il senatore Castelli, che al momento non è presente in Aula, dovrebbe evitare le prediche alle altre componenti dell'opposizione.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CARRARA (FI), il Senato respinge l' emendamento 10.9. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore STIFFONI (LNP), è respinto l' emendamento 10.15. Risultano quindi respinti gli emendamenti 10.18 e 10.20. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CARRARA (FI), il Senato approva l'articolo 10.

 

PRESIDENTE. Passa all'articolo 10-bis e all'emendamento ad esso relativo.

 

BONFRISCO (FI). Grazie anche al contributo di pregevoli inchieste giornalistiche, è recentemente emerso in tutta la sua portata il problema della sottoscrizione da parte degli enti locali di strumenti finanziari derivati, i cosiddetti swap, che espongono le amministrazioni a rischi elevatissimi, tanto da far evocare addirittura il rischio di una crisi finanziaria analoga a quella argentina di qualche anno fa. L'emendamento 10-bis.800 si pone l'obiettivo di rendere più informata possibile la sottoscrizione di tali strumenti finanziari, che spesso avviene attraverso contratti volutamente complicati e difficilmente intelligibili. Rispetto al testo proposto dalla Commissione, l'emendamento in oggetto costituisce un ulteriore passo in avanti al fine di garantire trasparenza e maggiori tutele nel rapporto tra gli enti locali e i grandi intermediari finanziari e per questo auspica il voto favorevole di maggioranza ed opposizione. (Applausi dal Gruppo FI).

 

LEGNINI, relatore. L'articolo 10-bis rappresenta un'efficace sintesi delle varie istanze emerse in Commissione e garantisce maggiore trasparenza ai contratti aventi ad oggetto strumenti di finanza derivata, i quali dovranno obbligatoriamente recare, a pena di nullità, le informazioni indicate da un apposito decreto ministeriale. Il meritorio lavoro di approfondimento svolto dalla senatrice Bonfrisco si pone dunque le medesime finalità del disegno di legge con mezzi sostanzialmente analoghi, eccezion fatta per la misura che obbliga gli intermediari finanziari ad accollarsi gli eventuali oneri che eccedano un margine di oscillazione espressamente indicato nel contratto: tale disposizione inciderebbe troppo sull'autonomia contrattuale delle parti e non può, dunque, essere condivisa. Da ciò deriva il parere contrario sull'emendamento.

 

SARTOR, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Esprime parere conforme a quello del relatore, condividendone le perplessità in merito all'ultimo comma della proposta emendativa e alle previsioni in materia di prospetto informativo, che potrebbero non essere conformi alla normativa europea. Il testo proposto dal disegno di legge ha invece il merito di rafforzare i controlli e la consapevolezza dei sottoscrittori, senza vincolare l'autonomia contrattuale delle parti. (Applausi dei senatori Morando e Legnini).

 

AUGELLO (AN). Le differenze tra le posizioni espresse dal relatore e dal rappresentante del Governo e quelle illustrate dalla senatrice Bonfrisco non sono di poco conto, giacché il disegno di legge dispone un intervento che sarà efficace solo in seguito all'emanazione di un successivo decreto ministeriale, mentre l'emendamento 10-bis.800, pienamente coerente con la normativa europea, pone tempestivo rimedio ad una situazione di palese gravità. La maggioranza e il Governo sembrano dunque voler procrastinare la soluzione del problema e propongono norme superflue, come quella che obbliga gli enti locali ad autocertificare la consapevolezza dei rischi connessi alla sottoscrizione di strumenti finanziari. (Applausi dal Gruppo AN).

 

EUFEMI (UDC). Chiede di aggiungere la firma all'emendamento, perché il testo proposto dalla Commissione, pur rappresentando un passo in avanti, non appare sufficiente a risolvere una situazione assai grave, che vede numerosi enti locali esposti a rischi elevatissimi per aver compiuto operazioni finanziarie sui mercati internazionali difficilmente controllabili persino da parte della Banca d'Italia.

 

BONFRISCO (FI). È evidente la sottostima della gravità del fenomeno da parte del Governo, che sembra più attento a garantire le grandi banche internazionali che gli interessi dei cittadini. Va ascritto a merito del senatore Legnini il fatto di aver trovato una mediazione, capace di far registrare il più ampio consenso possibile, su un testo che chiama il Governo ad assumersi le proprie responsabilità; non vanno però dimenticate anche le responsabilità in capo ad altri soggetti, come la CONSOB, che in questo frangente, come accaduto anche in occasione degli scandali Parmalat e Cirio, non si è mostrata all'altezza dei suoi compiti istituzionali. (Applausi dal Gruppo FI).

 

ROSSI Fernando (Misto-Mpc). Dal momento che né in Commissione né in Aula si è svolto il dibattito che era stato sollecitato a proposito degli strumenti di finanza derivata e che non appaiono convincenti le argomentazioni del relatore per cui il Senato non sarebbe legittimato ad invadere l'autonomia contrattuale degli istituti bancari, voterà a favore dell'emendamento 10-bis.800. (Applausi del senatore Eufemi).

 

GIRFATTI (DCA-PRI-MPA). Voterà a favore dell'emendamento, che incide positivamente su una materia che non va trattata in modo superficiale, ma con la consapevolezza dei gravi errori commessi dagli enti locali in passato. (Applausi dal Gruppo FI).

 

POLLEDRI (LNP). Il Governo sembra più interessato a difendere gli interessi di banche d'affari come la Morgan Stanley che quelli degli enti locali: per questo il Gruppo voterà a favore dell'emendamento in esame. (Applausi dal Gruppo LNP e della senatrice Bonfrisco).

 

SILVESTRI (IU-Verdi-Com). Apprezza il lavoro di approfondimento svolto dalla senatrice Bonfrisco e nel contempo prende atto delle positive intenzioni del Governo: per questo si asterrà sull'emendamento in esame.

 

PALLARO (Misto). Dal momento che si è fatto riferimento alla crisi argentina, ricorda quei gravissimi accadimenti e il comportamento delle banche che artatamente nascosero ai clienti i gravi rischi connessi alla sottoscrizione dei bond. Auspica che situazioni del genere non si ripetano ed apprezza l'impegno della senatrice Bonfrisco sul tema. (Applausi della senatrice Bonfrisco).

 

Presidenza del vice presidente ANGIUS

 

MORANDO (Ulivo). Conferma il voto contrario sull'emendamento, che oltre alla parte dispositiva di cui si è discusso, prevede una norma di copertura finanziaria che cancella parte delle risorse destinate all'attuazione del protocollo sul welfare e che pertanto non può essere condivisa. (Applausi del senatore Di Lello Finuoli).

 

BONFRISCO (FI). L'emendamento in realtà non necessita la copertura e dunque la parte a cui ha fatto riferimento il senatore Morando non deve essere presa in considerazione, essendo frutto di un mero errore materiale.

 

PICCONE (FI). In dissenso dal Gruppo, non parteciperà al voto sull'emendamento 10-bis.800, giacché è inopportuna una così forte limitazione l'autonomia degli enti locali, né possono essere demonizzati gli strumenti di finanza derivata che sono ormai parte integrante dell'economia dei Paesi avanzati. Non si devono dunque predisporre normative dal sapore dirigista ed illiberale, equiparando gli enti locali ai singoli risparmiatori, i quali hanno il diritto di essere incisivamente tutelati.

 

GRILLO (FI). Non parteciperà al voto. Gli strumenti di finanza derivata hanno un ruolo importante nell'economia internazionale e l'Italia ha già una normativa sul sistema creditizio e finanziario tra le più evolute del Continente. L'emendamento potrebbe essere proficuamente trasformato in un ordine del giorno.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CARRARA (FI), il Senato respinge l'emendamento 10-bis.800.

Sui lavori del Senato

PRESIDENTE. Riprende l'esame degli articoli, nel testo proposto dalla Commissione, proseguendo la discussione degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 8-bis. Ricorda che gli emendamenti 8-bis.101, 8-bis.800 e 8-bis.804 sono stati ritirati e che l'emendamento 8-bis.0.1 reca ora il numero 8-bis.1001.Comunica che l'informativa del Governo sull'elicottero statunitense precipitato ieri avrà luogo le ore 13, anziché alle 14. Conseguentemente, l'inizio della seduta pomeridiana sarà anticipato alle ore 15,30.

CASTELLI (LNP). La Presidenza non può decidere autonomamente di anticipare l'inizio della seduta.

PRESIDENTE. La decisione è stata assunta dal Presidente del Senato, presumibilmente previo accordo per le vie brevi con i Gruppi.

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

PRESIDENTE. Passa alla votazione dell'articolo 10-bis.

 

D'ALI' (FI). Dichiara il voto contrario all'articolo 10-bis che rappresenta un'interferenza impropria sull'autonomia negoziale degli enti locali. Il Governo non è credibile nell'opera di moralizzazione del sistema finanziario degli enti locali considerato che destina in altra norma considerevoli provvidenze a ripianare i debiti dei Comuni, senza alcun intervento per rimuovere gli amministratori incapaci.

 

Il Senato, con votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore CARRARA (FI), approva gli articoli 10-bis, 10-quater e 11. E' approvato anche l'articolo 10-ter.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 12 e degli emendamenti ad esso riferiti, ricordando che gli emendamenti 12.5, 12.6 e 12.0.4 sono stati ritirati.

 

ROSSI Fernando (Misto-Mpc). L'emendamento 12.10 propone che gli enti locali al di sotto dei 5.000 abitanti possano introitare le spese di progettazione qualora tale ultima sia svolta dal personale dell'ente.

 

PRESIDENTE. L'emendamento 12.10 è precluso dalla reiezione dell'emendamento 10.18.

 

TURIGLIATTO (Misto-SC). L'emendamento 12.0.1 propone la stabilizzazione obbligatoria dei precari degli enti locali.

 

LEGNINI, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti.

 

SARTOR, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Esprime parere conforme a quello del relatore.

 

BOCCIA Antonio (Ulivo). Dichiara il voto contrario dell'Ulivo all'emendamento 12.4 anche in considerazione del fatto che la questione è stata lungamente discussa in Commissione.

 

Con votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore CARRARA (FI), il Senato respinge gli emendamenti 12.4, 12.7 (testo corretto) e 12.14 e approva l'articolo 12. Con votazione nominale elettronica, chiesta ancora dal senatore CARRARA viene respinto l'emendamento 12.0.1.

 

CASTELLI (LNP). Invita la Presidenza a mitigare il comportamento e il tono di voce del senatore Garraffa in quanto disturba i lavori.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 13 e degli emendamenti e dell'ordine del giorno ad esso relativi, ricordando che l'emendamento 13.0.1 è stato ritirato.

 

FLUTTERO (AN). L'emendamento 13.1 propone la soppressione dell'articolo 13, che modifica il Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, in quanto non risponde agli obiettivi di razionalizzazione e di contenimento dei costi delle comunità montane. I risparmi ipotizzati, poi, oltre ad essere sovrastimati, sono destinati ad obiettivi non virtuosi. Sarebbe preferibile affrontare la questione delle comunità montane in sede di revisione del codice delle autonomie.

 

DEL PENNINO (DCA-PRI-MPA). L'emendamento 13.6 propone una formulazione sostitutiva dell'articolo volta alla soppressione delle comunità montane. Infatti, a partire dal 1971, data della loro istituzione, le competenze delle comunità montane sono andate progressivamente svuotandosi a favore di altri enti, come la Provincia. La loro sopravvivenza rappresenta pertanto un rilevante costo aggiuntivo della politica.

 

SANTINI (DCA-PRI-MPA). Unitamente al senatore Morra sottoscrive l'emendamento 13.1. Ritiene che la questione delle comunità montane vada attentamente ponderata nell'ambito delle riforme delle leggi sulla montagna o sui piccoli Comuni, entrambi all'esame del Parlamento; questo anche per evitare ricadute negative sul personale impiegato.

 

LEGNINI, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti. L'articolo sulle comunità montane approvato in Commissione in sostituzione di quello originario è frutto di una lunga discussione e indica una soluzione equilibrata che realizza risparmi senza incidere sull'autonomia degli enti locali e sulla potestà legislativa delle Regioni e senza intervenire nella definizione dei territori di montagna. Esprime parere favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno G13.100 limitatamente al dispositivo.

 

SARTOR, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Esprime parere conforme a quello del relatore. Accoglie l'ordine del giorno come raccomandazione limitatamente al dispositivo.

 

D'ALI' (FI). Sarebbe preferibile che i presentatori ritirassero l'emendamento 13.1 soppressivo in modo da evitare la preclusione degli altri emendamenti.

 

VITALI (Ulivo). Dichiara il voto contrario all'emendamento 13.1. La disposizione introdotta in Commissione infatti rappresenta un significativo passo avanti rispetto al testo del Governo in quanto mantiene le risorse alla montagna. Occorre però, anche in vista della riclassificazione dei Comuni montani, che la Camera intervenga in seconda lettura per evitare che i costi derivanti dal taglio parziale alle comunità montane operato nella disposizione siano posti a carico dei Comuni.

 

COLLINO (AN). Mantiene l'emendamento 13.1.

 

D'ALI' (FI). Voterà a favore dell'emendamento 13.1, sottolineando come la contraddittoria formulazione dell'articolo violi le competenze delle Regioni e degli enti locali di cui al Titolo V della Costituzione. (Applausi dal Gruppo FI e del senatore Collino).

 

Con votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore CARRARA (FI), il Senato respinge gli emendamenti 13.1, 13.800 e 13.801. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore DEL PENNINO (DCA-PRI-MPA), il Senato respinge l'emendamento 13.6.

 

SANTINI (DCA-PRI-MPA). Valutando positivamente la disponibilità del Governo ad accogliere come raccomandazione il dispositivo dell'ordine del giorno G13.100, riformula tale ordine del giorno eliminandone la premessa.

 

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo come raccomandazione, l'ordine del giorno G13.100 (testo 2) non viene posto ai voti.

 

D'ALI' (FI). Ribadisce la propria assoluta contrarietà nei confronti dell'articolo 13, rammaricandosi di non poter udire in proposito il parere del Ministro per gli affari regionali.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CARRARA (FI), il Senato approva l'articolo 13.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 14 e dei relativi emendamenti.

 

FLUTTERO (AN). L'emendamento 14.1 sopprime l'articolo 14, in quanto appare inopportuno apportare, attraverso la legge finanziaria, modifiche alla legislazione sugli enti locali, attualmente in fase di profonda revisione con la presentazione, da parte del Governo, del disegno di legge delega recante il nuovo codice delle autonomie. Durante l'esame in Commissione bilancio sono state peraltro eliminate le norme che prevedevano la riduzione dei consiglieri provinciali, comunali e circoscrizionali e che andavano incontro alle attese dei cittadini in materia di riduzione dei costi della politica.

 

PASTORE (FI). Illustra l'emendamento 14.1000, che si compone di quattro parti riguardanti le modalità di richiesta dell'istituzione di nuove Province, le indennità di funzione e la corresponsione dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali e l'elezione dei revisori dei conti comunali.

 

LEGNINI, relatore. L'articolo 14 è il frutto del lavoro approfondito svolto in Commissione bilancio, a seguito del quale è stato interamente sostituito il testo proposto dal Governo; tale lavoro potrà essere ulteriormente migliorato, ma rappresenta comunque un punto di sintesi utile ed equilibrato, che non penalizza in alcun modo gli enti locali. L'emendamento 14.750, presentato dal relatore, consiste in un aggiustamento prevalentemente tecnico, che non incide in modo significativo sul testo della norma. Per quanto riguarda l'emendamento 14.1000, rileva che al nuovo comma 3 il punto 6 è già stato accolto nell'articolato, mentre si riserva di esprimere parere favorevole sul punto 1 dopo aver effettuato le necessarie verifiche tecniche: esprime invece parere contrario sulle restanti parti dell'emendamento. Esprime parere contrario sui restanti emendamenti.

 

AZZOLLINI (FI). Annuncia una riformulazione dell'emendamento accantonato 5.31 allo scopo di correggere un errore materiale nell'indicazione dei commi da sopprimere. (v. Allegato A).

 

PRESIDENTE. Rinvia il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.

Informativa del Governo sull'incidente occorso ad un elicottero statunitense in provincia di Treviso e conseguente discussione

NACCARATO, sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali. A nome del Governo, esprime partecipazione e cordoglio ai familiari delle vittime e alle Forze armate statunitensi, a seguito dell'incidente che ha causato la morte di sei militari di stanza ad Aviano e il ferimento di altri cinque. Nella mattinata di ieri un elicottero dell'esercito statunitense è precipitato al suolo nel territorio del Comune di Spresiano, durante un volo di addestramento; i soccorsi sono intervenuti immediatamente. Al momento dell'impatto le condizioni meteorologiche erano buone; l'elicottero non trasportava alcun tipo di armamento o di munizionamento. Sono state informate la magistratura italiana, ordinaria e militare, e le autorità americane; un'inchiesta di sicurezza del volo congiunta Italia-USA stabilirà le esatte cause del tragico incidente.

BARBATO (Misto-Pop-Udeur). Esprime cordoglio per le vittime del tragico incidente, le cui conseguenze avrebbero potuto essere più gravi per la vicinanza di un'autostrada al luogo dell'impatto. Auspica che il Governo acquisisca ulteriori informazioni e che le cause dell'incidente possano essere chiarite dalla magistratura.

STRACQUADANIO (DCA-PRI-MPA). Ringrazia il Governo per la tempestività della sua comunicazione ed esprime partecipazione al lutto di un Paese alleato. I militari statunitensi presenti sul territorio italiano contribuiscono alla sicurezza del Paese, in un contesto integrato di difesa; sarebbe pertanto auspicabile che l'incidente avvenuto ieri non fornisse il pretesto per una propaganda contro il sistema italiano di alleanze, come sembra stia già avvenendo ad opera di alcuni movimenti politici. (Applausi dei senatori Malan, Caruso e Zanoletti).

PISA (SDSE). Esprime solidarietà e cordoglio per le giovani vittime dell'incidente di ieri. Tale episodio pone anzitutto un problema di sicurezza, legato alla frequenza delle esercitazioni militari e dei voli a bassa quota in un Paese densamente popolato come l'Italia. Peraltro, non vi sono più motivazioni geopolitiche che giustifichino la presenza sul territorio italiano di un alto numero di basi militari della NATO, che invece si prevede di ampliare. La presenza di ordigni nucleari nella base di Aviano contraddice i trattati di non proliferazione e la denuclearizzazione del Paese sul fronte della produzione di energia. Si pone inoltre un problema di sovranità nazionale e di rapporti di subalternità con i Paesi alleati, soprattutto sul delicato fronte della giurisdizione; nel caso di quest'ultimo incidente, è fortemente auspicabile che la giurisdizione rimanga in capo alle autorità italiane. (Applausi dal Gruppo RC-SE).

DIVINA (LNP). Esprime cordoglio ai familiari delle vittime, osservando che il bilancio avrebbe potuto essere più grave per la vicinanza di strade e centri abitati al luogo dell'incidente. Esprime inoltre vicinanza all'esercito e al Governo statunitensi, ricordando quanto l'Italia sia storicamente debitrice a questo Paese per la propria libertà.

RUBINATO (Aut). Si unisce ai colleghi nell'esprimere cordoglio ai familiari delle vittime e vicinanza all'esercito statunitense. Chiede inoltre al Governo di valutare e riconsiderare l'opportunità di esercitazioni militari in zone densamente popolate, come quella in cui si è verificato l'incidente di ieri, in considerazione soprattutto dei rischi per la sicurezza della popolazione. Auspica infine una revisione della Convenzione di Londra, in modo che l'Italia possa rivendicare la propria sovranità giurisdizionale su quanto accade sul proprio territorio.

ZANOLETTI (UDC). Ritiene inopportuno prendere spunto da un incidente per aprire una discussione sulle esercitazioni militari, sulla sovranità del Paese e sulla riduzione delle Forze armate. L'impegno per la pace e la sicurezza della popolazione è scontato, ma gli accordi internazionali vanno rispettati ed è irresponsabile, in questa fase storica, dimenticare la gratitudine che si deve agli Stati Uniti per il contributo determinante offerto per la riconquista della libertà da parte del popolo italiano.

VALPIANA (RC-SE). Interviene a nome dei Gruppi della Sinistra per rappresentare, oltre al sincero cordoglio per le vittime, le preoccupazioni della popolazione per l'intensificazione dei voli militari e per la crescente militarizzazione del territorio, di cui è esempio evidente l'istallazione di una nuova base militare statunitense nel centro della città di Vicenza. L'incidente di ieri è avvenuto a poca distanza dall'autostrada: è perciò legittimo chiedere sicurezza per i cieli italiani e porre un problema di competenza giurisdizionale. Ricorda infine che il Parlamento ha approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a indire la seconda Conferenza internazionale sulle servitù militari, per discutere anche delle esercitazioni e degli addestramenti militari sul territorio italiano. (Applausi dal Gruppo RC-SE ).

RAMPONI (AN). Non si deve approfittare di una disgrazia per scagliarsi contro la base di Aviano e la presenza militare statunitense. Le forze politiche che, pur essendo al Governo del Paese, sostengono tesi antiamericane e antimilitariste danno prova di irresponsabilità e di dilettantismo politico, dimenticando che gli Stati Uniti hanno tutelato l'Italia dal pericolo sovietico. (Applausi dal Gruppo AN e del senatore Stracquadanio).

SELVA (FI). Il Governo ha evidenti difficoltà ad affermare un orientamento di solidarietà e di simpatia nei confronti delle truppe statunitensi, che contribuiscono a difendere l'Italia dal terrorismo. Negli interventi delle senatrici dell'estrema sinistra hanno riecheggiato, infatti, slogan di manifestazioni che invocano l'uscita dell'Italia dalla NATO. Sottolinea infine che l'area del Piave teatro delle esercitazioni militari è disabitata e che gli accordi vanno rispettati. (Applausi del senatore Stracquadanio).

ZANONE (Ulivo). Intervenendo a nome del Partito Democratico, esprime la sentita partecipazione al lutto delle famiglie dei caduti e fa presente al senatore Selva che non occorrono rassicurazioni sulla solidità dell'alleanza con gli Stati Uniti, che è destinata a durare anche nel nuovo quadro strategico. Un incidente non può essere occasione per svolgere un dibattito politico sulle installazioni militari, sulle servitù militari e sull'espansione della base di Vicenza. Le senatrici Pisa, Rubinato e Valpiana hanno però posto il problema delicato della riserva di giurisdizione, che merita di essere esaminato alla luce della nuova cornice europea della politica estera e di sicurezza. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

PRESIDENTE. Ricorda che la seduta pomeridiana avrà inizio alle ore 15,30.

Dà annunzio degli atti di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.

 

La seduta termina alle ore 13,42.

  

RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del presidente MARINI

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 9,33).

Si dia lettura del processo verbale.

 

D'AMICO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del giorno precedente.

 

Sul processo verbale

DIVINA (LNP). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

DIVINA (LNP). Signor Presidente, chiedo la votazione del processo verbale, previa verifica del numero legale.

  

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione sul processo verbale

 

PRESIDENTE. Metto ai voti il processo verbale.

È approvato.

 

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverto che nel corso della seduta odierna potranno essere effettuate votazioni qualificate mediante il procedimento elettronico.

Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal preavviso previsto dall'articolo 119, comma 1, del Regolamento (ore 9,39).

 

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Informo gli onorevoli colleghi che al termine della seduta antimeridiana di oggi vi sarà un'informativa del Governo, nella persona del sottosegretario Naccarato, sull'incidente occorso ad un elicottero statunitense in provincia di Treviso. Dopo l'informativa del Governo, i Gruppi che lo richiederanno potranno avere cinque minuti per le loro dichiarazioni.

Comunico che ho provveduto ieri ad inviare un messaggio all'Ambasciata americana che esprimeva il mio cordoglio personale e quello dell'Aula per le vittime dell'incidente che si è verificato.

SANTINI (DCA-PRI-MPA). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

SANTINI (DCA-PRI-MPA). Signor Presidente, desidero riportare a lei e ai colleghi un grido d'allarme che si è amplificato durante la notte sulle nostre e-mail e sui nostri siti, oltre che sui giornali. Il grido d'allarme viene dalle associazioni del terzo settore, fortemente preoccupate per qualcosa che noi stiamo per valutare e per votare, vale a dire l'articolo che prevede l'imposizione di un tetto di 100 milioni di euro per la devoluzione del 5 per mille a queste associazioni.

 

PRESIDENTE. Senatore Santini, ci arriveremo più tardi.

 

SANTINI (DCA-PRI-MPA). Signor Presidente, era importante segnalare, prima di assumere delle decisioni, sia il suggerimento ricevuto sia l'attesa di queste associazioni nei nostri confronti. Esse richiamano il diritto di 16 milioni di cittadini che hanno espresso nel 2006 l'intenzione di devolvere loro il 5 per mille.

 

Seguito della discussione del disegno di legge:

(1817) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) (ore 9,40)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1817.

Riprendiamo l'esame degli articoli, nel testo proposto dalla Commissione.

Ricordo che nella seduta pomeridiana di ieri ha avuto luogo l'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 8-bis e che sono stati accantonati gli emendamenti 4.0.500, 5.130, 5.31 e la votazione dell'articolo 5.

Riprendiamo dalla votazione dell'emendamento 8-bis.100, sul quale il relatore ed il rappresentante del Governo hanno espresso parere contrario.

PASTORE (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

PASTORE (FI). Signor Presidente, l'emendamento 8-bis.100 cerca di correggere quanto disposto dall'articolo 8-bis che, nello stabilire il ritorno alla cosiddetta legge Bassanini per quanto riguarda la compagine governativa, rinvia però tale riforma al futuro Governo della nostra Repubblica.

Signor Presidente, quando sono intervenuto per illustrare gli emendamenti ho battezzato il testo dell'articolo come tipicamente veltroniano perché è frutto delle avances, di una delle tante avances, compiute dall'attuale leader del Partito Democratico. (Brusìo).

PRESIDENTE. Per favore, colleghi, abbiamo ripreso i lavori. Prendete posto!

 

PASTORE (FI). Contiene forse scelte condivisibili e coraggiose, ma anche improvvise retromarce. Su questa linea si espresse Veltroni all'epoca della campagna elettorale per le primarie e a questa linea aderì, per esempio, in maniera esplicita e immediata, l'attuale presidente del Gruppo del Partito Democratico, la senatrice Finocchiaro, ma anche altri illustri ed autorevoli colleghi. E altri colleghi della sinistra - oggi della "Cosa rossa 3" - hanno sostenuto, non da oggi, la necessità di ridurre la compagine ministeriale e di tornare al modello Bassanini.

Per queste ragioni l'emendamento presentato dal senatore Calderoli, al quale ho aggiunto la firma ritirando un mio emendamento analogo, cerca di fare chiarezza. Si vuole o non si vuole che la compagine governativa sia ridotta, che i Sottosegretari siano numericamente funzionali alle attività di Governo, non funzionali alla sistemazione di questo o di quel gruppetto che fa parte della maggioranza di Governo? Vogliamo fare questa scelta, sì o no? L'emendamento pone questa drastica decisione: che si torni all'antico.

Devo dire poi, signor Presidente, che in questa materia vi è una strana vicenda che si ripete. Noi ci trovammo nel 2001 con la nuova formazione del Governo a ranghi ridottissimi; ricordo che il centro-sinistra all'epoca approvò la nuova organizzazione del Governo, ma naturalmente cosa fece? Adottò da subito le norme che facevano più comodo al Governo in carica, come la riforma del Ministero delle finanze con l'organizzazione per agenzie e la nomina di consiglieri di amministrazione, ovviamente di area politica ben definita, ma rinviò alla successiva legislatura - quella nella quale abbiamo governato noi - il nuovo assetto di Governo con una molto drastica riduzione dei Ministeri.

Noi accettammo quella riforma, anche se - lo ricordo - ritenemmo opportuno, per una ragione di sostanza e non di poltrone, ripristinare il Ministero della salute, che era stato cancellato dalla faccia dell'organizzazione ministeriale, e il Ministero delle comunicazioni. Ci fermammo a quello e abbiamo sofferto quasi due anni di difficoltà di Governo proprio perché occorreva ristrutturare l'intera compagine.

Come il centro-sinistra è rientrato al potere, è tornato all'antico e ha fatto di peggio. Noi riteniamo sia arrivato il momento di dare un segnale di serietà, di coerenza e di fedeltà a ciò che si va dicendo sui libri, nelle piazze, nelle interviste, nei talk show, nelle comunicazioni ufficiali e ufficiose, ma che poi difficilmente si riesce a mettere in pratica, come invece sta facendo il centro-sinistra. (Applausi dai Gruppi FI e DCA-PRI-MPA).

MANZIONE (Ulivo). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MANZIONE (Ulivo). Signor Presidente, vorrei innanzitutto che venisse chiarito per l'Aula quale degli emendamenti presentati dal senatore Calderoli all'articolo al nostro esame è stato trasformato in ordine del giorno.

 

PRESIDENTE. L'emendamento 8-bis.101.

 

MANZIONE (Ulivo). Quindi, stiamo per votare l'emendamento 8-bis.100.

È bene che resti traccia nel Resoconto stenografico di una ricostruzione corretta della dinamica che su questo punto, signor Presidente, ha interessato i lavori dell'Aula, della Commissione bilancio e del Senato in generale. Gli emendamenti che il collega Calderoli ha riproposto in Aula, l'8-bis.100 e l'8-bis.101, quest'ultimo trasformato in ordine del giorno, presentano in parte il contenuto degli emendamenti che io e il collega Bordon abbiamo presentato al decreto-legge che accompagnava la manovra finanziaria.

Signor Presidente, ricorderà come io mi ero permesso addirittura di contestare la dichiarazione di inammissibilità provenuta dalla Commissione e poi confermata dalla Presidenza dell'Aula, proprio perché ritenevo che questa materia, essendo sostanzialmente ordinamentale, avesse diritto d'ingresso più nel decreto-legge che non nella manovra finanziaria. Ad ogni modo, ne ho preso atto. In seguito, in sede di Commissione bilancio - di ciò do atto al presidente Morando - si è svolta sulla questione un'approfondita discussione. In quel caso il collega Calderoli ha presentato emendamenti che riproducevano la posizione che originariamente era stata nostra, mia e del collega Bordon, oltre che del collega Villone per la Sinistra Democratica.

Il ragionamento conclusivo ha quindi portato tutti noi a vedere approvato l'attuale testo - che verrà sottoposto al voto dell'Aula - dell'articolo 8-bis, così come approvato dalla Commissione. È chiaro che tale articolo rappresenta una mediazione rispetto alle tre ipotesi sottoposte all'attenzione del Senato che, tutte, recuperavano lo spirito della legge Bassanini, la quale prevedeva 12 Ministri con portafoglio, legge violata una prima volta nel 2001 dal Governo di centro‑destra, con lo spacchettamento di allora, e una seconda volta dal nostro Governo, con lo spacchettamento attuale. Questo è il senso della questione che abbiamo oggi dinanzi.

Si poneva anche un problema pratico e sostanziale che forse presentava pure alcuni riflessi costituzionali. Era possibile imporre con una norma immediatamente efficace ad un Governo in carica di ridurre la sua formazione? Probabilmente no. Anche dal punto di vista pratico, signor Presidente, è evidente che conseguenza dei due decreti‑legge che avevano in qualche modo annullato gli effetti della legge Bassanini era stato il cosiddetto spacchettamento, il quale, al di là di quello che può sembrare a ognuno di noi, produce degli effetti concreti e sostanziali nel momento in cui i Ministeri con portafoglio vengono divisi. Quindi, in qualche modo abbiamo dovuto assistere ad una serie di atti formali che producevano una divisione di competenze facendo nascere altre organizzazioni amministrative, e quant'altro. Obiettivamente, si presentava anche un dato sostanziale che ci induceva a fare in modo di ragionare tranquillamente di un prossimo futuro, quanto all'epoca dell'efficacia, se il Governo avesse ritenuto di accedere alla nostra indicazione.

A questo punto, il dato diventa tutto politico. Il Governo, accogliendo l'emendamento presentato da Sinistra Democratica, o quello presentato dalla Lega tramite il collega Calderoli, sostanzialmente ha riconosciuto che l'attuale composizione (103 tra Ministri e Sottosegretari) è pletorica.

È una composizione che, obiettivamente, per motivi razionali e di organizzazione, non supera la norma Bassanini, ma in qualche modo rappresenta un atteggiamento dei partiti che senza esagerare potremmo definire prevaricante. Questa previsione va allora anche nella logica di rafforzare la figura del premier, che in qualche modo avrà un argine entro il quale immaginare di ricomporre una maggioranza. Tant'è vero, signor Presidente, che la novità sostanziale rispetto alla legge Bassanini è l'aver posto un tetto. Mentre la Bassanini prevedeva solo un modello organizzativo con 12 Ministri con portafoglio, noi abbiamo voluto che venisse introdotto un tetto: quel numero 60, che dà plasticamente anche all'esterno, al di là degli atteggiamenti bizantini, la dimostrazione che c'è un ceto politico che nel momento in cui ragiona di ridurre i costi complessivi e impone dei sacrifici riesce a recuperare questo concetto metabolizzandolo fino al punto di dire: "Cominciamo da me". Il problema è "quando" cominciare.

Su questo dato politico che viene sottoposto al Governo, nel momento in cui la legge finanziaria diventerà efficace, si dovrà prendere atto che, al di là della decorrenza, c'è il riconoscimento di una precisa considerazione: bisogna creare un Governo più agile e rispondente alle esigenze del Paese, capace di parlare la stessa lingua che parla la gente. Se il linguaggio che noi chiediamo alla nostra gente, al nostro popolo è quello del rigore, il Governo dovrà dimostrare che quel linguaggio lo chiede e lo parla per fare in modo che nel Palazzo e fuori dal Palazzo ci sia la possibilità di continuare ad intenderci. È un recupero di sintonia secondo noi essenziale.

In questa logica - e concludo - non possiamo rinnegare i due emendamenti che il collega Calderoli ha recuperato e che chiede vengano sottoposti all'Assemblea, proprio perché appartengono ad un processo che ha portato all'approvazione dell'articolo 8-bis e in quanto erano nostri emendamenti; non possiamo rinnegarli, ma non possiamo nemmeno votarli, perché abbiamo partecipato a quel percorso che ci ha portato a condividere una scelta che per fortuna la nostra maggioranza ha condiviso. Quindi, su quei due emendamenti dichiariamo fin da adesso un voto di astensione. (Applausi del senatore Bordon. Congratulazioni).

SCARPA BONAZZA BUORA (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

SCARPA BONAZZA BUORA (FI). Essendo già intervenuto per il suo Gruppo il senatore Pastore, lei interviene in dissenso, vero, senatore?

 

SCARPA BONAZZA BUORA (FI). Sì, signor Presidente.

 

PRESIDENTE. In "dissenso consequenziale".

 

SCARPA BONAZZA BUORA (FI). Signor Presidente, conosco il Regolamento, ma la ringrazio per avermelo ricordato.

 

PRESIDENTE. Richiamare le cose non è mai errato. Ha dunque facoltà di parlare.

 

SCARPA BONAZZA BUORA (FI). Lei mi può richiamare, naturalmente; io la seguo sempre con grande rispetto.

Intervengo in parziale dissenso relativamente agli emendamenti 8-bis.801 e 8-bis.101.

 

PRESIDENTE. Mi scusi, ma stiamo discutendo l'emendamento 8-bis.100.

L'emendamento 8-bis.101 è stato ritirato e trasformato in un ordine del giorno, per cui potrà intervenire in quella sede.

MASTELLA, ministro della giustizia. Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MASTELLA, ministro della giustizia. Signor Presidente, non parlo come Ministro, ma in questo caso avendo una contrarietà rispetto a quanto si sta discutendo. Ritengo infatti assurdo discutere nell'ambito dell'esame di una legge finanziaria di problemi che attengono a strutture del Governo. Non siamo in presenza di un'idea economicistica rispetto ad una declinazione che rimane politica. Dico questo partendo dalla premessa che ritengo che il Governo di cui faccio parte abbia una quantità esagerata di Sottosegretari e anche di Ministri: condivido quindi l'opinione che si dà o che si è data rispetto all'opinione pubblica. Ma l'idea per la quale si debbono decidere nella finanziaria i simboli dei partiti, la struttura e l'organizzazione del Governo ritengo sia anticostituzionale e faccia a cazzotti con il buonsenso che è sempre prevalso nelle Aule parlamentari.

Per quanto mi riguarda, poiché non ci sono problemi (non so se parteciperò a prossimi futuri Governi), questo è un problema che attiene alla logica politica. So che una delle difficoltà in questo momento rispetto al Paese è anche il numero esagerato di Ministri e Sottosegretari che abbiamo, ma è una questione politica che un Governo affrontarispetto al proprio elettorato e alla propria opinione pubblica. E che sarà, quando la volta prossima, in presenza di altre vicende di natura finanziaria, si dirà che si ritorna a 20 o a 50 Ministri del Governo? Questo lo decide la maggioranza che è eletta dal consenso popolare, non può essere una decisione all'interno della finanziaria.

A questo si oppone la mia coscienza di parlamentare da tanti anni nelle Aule parlamentari, quindi voterò contro.

Capirei e sarei disponibile a votare un ordine del giorno che desse un indirizzo politico, con prudenza e cautela dal punto di vista del rigore istituzionale. Francamente spero che in quest'Aula tanti altri senatori pregevoli e che hanno illustrato la nostra Patria, come i senatori a vita, si ribellino a questa questione che è mal posta, non esiste e non ci può essere. Dico non al senatore, ma al professor Fisichella: è una cosa che fa porre un broncio incredibile rispetto al buonsenso di natura istituzionale. Francamente, legittimare una cosa di questo genere per una forma di demagogia...

PRESIDENTE. Signor Ministro, non si rivolga ai singoli senatori.

MASTELLA, ministro della giustizia. Peraltro, in presenza di una demagogia per cui - e termino qui con una punta certamente di polemica e di amarezza - un noto anchorman ci spiega settimanalmente quello che dobbiamo fare sul piano del rigore e si scopre che guadagna un miliardo e mezzo di lire, mi rifiuto! (Applausi del senatore Follini).

SALVI (SDSE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

SALVI (SDSE). Signor Presidente, se non ho inteso male, il ministro Mastella - a titolo personale, come legittimamente può fare, perché il Governo si è dichiarato favorevole alla proposta - ha espresso considerazioni critiche sull'inserimento nella legge finanziaria della normativa che prevede il ritorno alla legge Bassanini.

Vorrei far notare al Ministro, innanzitutto, che non si tratta - e sicuramente la senatrice Finocchiaro sarà d'accordo su questa considerazione - di una improvvisazione o di qualcosa di estraneo alla sede istituzionale che stiamo affrontando, la legge finanziaria, perché su iniziativa del Governo si è deciso di inserire in questa materia una serie di misure di cambiamento istituzionale che possano comportare una riduzione dei costi della politica. Non credo sarebbe giusto che ci presentassimo al Paese ristrutturando le comunità montane, piuttosto che l'assetto di governo di Province e Comuni (rispetto ai quali ricordo che si prevede la riduzione del numero degli assessori), mentre, partendo dai rami alti, tutto rimane così com'è. Quindi, la sede è certamente quella propria.

Né si tratta di un'iniziativa demagogica, ma di un pezzo di riforma istituzionale - non costituzionale, perché in quel caso la sede sarebbe stata altra - di cui il Paese ha bisogno. Non c'è solo lo scandalo del numero crescente e senza paragone dei componenti del Governo, avviato dal Governo Berlusconi e purtroppo confermato dal nostro: c'è anche l'inefficienza profonda e i danni alla competitività del sistema Italia e alla modernizzazione che derivano dalla sovrapposizione e dall'incrocio di competenze e di strutture.

Il ministro Bonino - che stimo - segnalava come obiezione alla soluzione che stiamo adottando (ma credo invece che l'indicazione che ne deriva sia nel senso che stiamo procedendo nella giusta direzione) che ancora oggi non si è completata nell'ambito dell'Esecutivo la riorganizzazione delle strutture dipartimentali conseguente al decreto sullo «spacchettamento», che dal mio punto di vista è stato il cattivo esordio di questo Governo.

Siamo nella sede propria e stiamo facendo una riforma istituzionale che vuole riportare le dimensioni dell'Esecutivo a livello europeo. Se la Francia e la Spagna possono avere Governi di queste dimensioni, francamente non vedo perché l'Italia dovrebbe fare eccezione. Ritengo dunque che la norma sia giusta e che questa sia la sede propria.

Nel momento in cui si deve raschiare il fondo per reperire qualcosa per la povera gente, credo sia anche giusto, accanto alle considerazioni che ho fatto poco fa e che sono preminenti, che dal nostro Governo venga un segnale che - ripeto - non è solo di riduzione - che pure esiste - dei costi della politica derivanti dal minor numero di personale di Governo da retribuire, ma anche di riduzione di tutti gli annessi e connessi: segreterie, apparati di consulenza e così via a cascata. Ciò al fine di rendere più efficace l'azione di Governo.

Però solo in questi limiti la sede è propria. E a questo punto vorrei interloquire con il senatore Calderoli e confrontarmi con gli altri argomenti presentati (c'è anche un ordine del giorno a questo riguardo). Sinistra Democratica non ha presentato un emendamento contenente un termine di entrata in vigore di questa normativa perché esso sarebbe stato una mozione di sfiducia surrettizia. In sostanza, il Parlamento avrebbe presentato, in sede impropria rispetto a quella che la Costituzione prevede per la sfiducia al Governo, una sorta di mozione di sfiducia a tempo. È evidente, infatti, che se si votasse una norma che contenesse l'indicazione di una data precisa e ravvicinata per l'entrata in vigore di questa norma ciò significherebbe un atto di sfiducia preventiva al Governo. Ma la Costituzione prevede, per la mozione di sfiducia, un'apposita normativa e adeguate garanzie perché si tratta di un intervento di grande rilievo.

Per questo, non solo voteremo contro gli emendamenti che prevedono un termine all'entrata in vigore della riforma ma, se sarà posto ai voti, voteremo anche contro l'ordine del giorno del senatore Calderoli, esattamente per questa ragione istituzionale. Il senatore Calderoli ha tutte le possibilità di presentare una mozione di sfiducia con la quale, partendo dall'approvazione di questa norma, chiedere al Governo di andarsene, ma non si tratta di un ordine del giorno, tanto meno - mi permetto di dire - "trasversale", perché il problema riguarda il rapporto tra maggioranza e Governo, sia pure sotto forma di ordine del giorno e non di emendamento; tema che non è affrontato con lo strumento proprio.

Detto ciò non posso non esimermi, in conclusione, da una considerazione politica. Sinistra Democratica auspica che il presidente del Consiglio, Romano Prodi, utilizzi fin dal mese di gennaio la possibilità che il Parlamento gli offre di dare vita ad un nuovo Esecutivo, snello, rinnovato, con una forte e qualificata presenza femminile di dimensione europea e che, sulla base di una ricontrattazione precisa del programma tra centro e sinistra dell'alleanza, possa affrontare con slancio e determinazione la fase della legislatura che è davanti a noi.

Completati i lavori della finanziaria, riteniamo si possa aprire una fase nuova e che l'approvazione di questa norma da parte del Senato non obblighi certamente il presidente Prodi a seguire questa strada; certamente però gli consente di farlo. In sostanza, essa dà al Presidente del Consiglio un'opportunità per rilanciare l'azione di governo di centro-sinistra e noi auspichiamo che tale opportunità sia colta. (Applausi dal Gruppo SDSE).

ROTONDI (DCA-PRI-MPA). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

ROTONDI (DCA-PRI-MPA). Signor Presidente, condivido solo una motivazione del collega Salvi nella valutazione che ha opposto al ministro Mastella.

I temi che riguardano l'espressione di moda «costi della politica», anche quando incidono su fatti estranei alla finanziaria, è giusto che stiano in finanziaria. Essi comportano, infatti, un sistema di entrate e di uscite che non può che stare nella legge finanziaria.

Il ministro Mastella, che ha parlato anche della vexata quaestio del cosiddetto registro dei marchi di partito, merita un'osservazione che in privato gli ho già fatto. Noi eravamo anche propensi ieri a stralciare o ad accantonare quella norma, ma debbo cogliere l'occasione - chiederei l'attenzione del Parlamento - per rappresentare un fatto nuovo e gravissimo che è avvenuto questa mattina.

 

PRESIDENTE. Senatore Rotondi, arriveremo a quel punto.

 

ROTONDI (DCA-PRI-MPA). Signor Presidente del Senato, perché dobbiamo aspettare? Ci troviamo di fronte ad una intimidazione al Parlamento che avviene a pagamento sul principale quotidiano italiano, dove si diffida il Senato dal votare qualsiasi disciplina sui simboli e si utilizza un simbolo di un Gruppo parlamentare, che non è il mio ma dell'UDC, e la denominazione di un Gruppo parlamentare che è il mio, dicendo, signor Presidente del Senato, nel suo silenzio innanzi tutto, che noi utilizziamo illecitamente queste denominazioni, che viceversa...

 

PRESIDENTE. Senatore, il quotidiano è uscito stamattina.

 

ROTONDI (DCA-PRI-MPA). Signor Presidente, è già da due ore che ciò avviene ma da questo momento noi poniamo una questione politica di una intimidazione al Senato da parte di un Gruppo politico, che si presume vicino al Presidente del Consiglio dei ministri, e da questo momento tale tema per noi è centrale. Io che ieri avevo acceduto alla tesi di uno stralcio e di un accantonamento, chiedo al Parlamento di invertire il nostro ordine dei lavori e cominciare da subito una discussione su un argomento che a questo punto diviene centrale. (Applausi dal Gruppo UDC). Infatti, mentre discutiamo della cittadella democratica, Sagunto viene espugnata. La verità è che diventiamo la casta quando rinunciamo a disciplinare persino le regole in base alle quali arriviamo a sederci qui. (Applausi dai Gruppi DCA-PRI-MPA e UDC).

PRESIDENTE. Senatore Rotondi, capisco il suo stato d'animo e la rilevanza del problema che ha posto, ma lo tratteremo nel corso dei lavori di oggi; ci arriveremo, c'è tutto il tempo di approfondirlo con il rilievo che esso merita. Andiamo avanti con i nostri lavori. (Commenti del senatore Rotondi).

NANIA (AN). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

NANIA (AN). Signor Presidente, intervengo in dichiarazione di voto ma anche perché è intervenuto un Ministro di questo Governo, il quale ha espresso il proprio punto di vista facendo una dichiarazione molto importante perché condita di alcune riflessioni.

 

PRESIDENTE. Chiariamo una cosa. Posso cercare anche i precedenti, ma è stato dichiarato espressamente che l'intervento era a titolo di partecipante a questa Assemblea, quindi ciò ha il suo rilievo.

 

NANIA (AN). Il Ministro ha fatto una dichiarazione di rilievo politico che condivido, affermando in maniera chiara ed evidente che il problema è politico ed è perlomeno incongruo, se non strano, se non, dal nostro punto di vista, meramente demagogico affrontarlo nella finanziaria, non foss'altro perché il Presidente del Consiglio dichiara costantemente che il suo Governo durerà cinque anni. Sostenere che quello al nostro esame sia un emendamento che dovrebbe intervenire per impedire o comunque per sanare i costi della politica, ma che entrerebbe in vigore dal prossimo Governo, significa chiaramente che si tratta solo di una presa in giro. Noi riteniamo invece - lo diceva bene il collega Rotondi - che la questione sia seria e che vada affrontata in maniera autonoma, perché il problema dei costi della politica, più che da affrontare con un intervento di dettaglio, dal nostro punto di vista è un problema culturale.

Vede, Presidente, della dilatazione dei costi della politica si è fatto un tema di carattere culturale, con particolare riferimento ad una certa posizione che storicamente in questo Paese ha preso la sinistra. La dilatazione dei costi della politica viene da lontano, cioè dal tentativo di accreditare la necessità di dilatare il livello quantitativo - la sinistra sostiene che sia qualitativo - della democrazia in entrata: quindi, più consigli d'amministrazione, più consigli di istituti, più dislocazione dei centri di potere per impedire la gestione del potere alla vecchia Democrazia Cristiana e ai propri alleati. Si tratta di una tesi ingraiana che, come lei sa, è piaciuta anche a De Mita e ad altri sostenitori della democrazia orizzontale.

Ora abbiamo sentito il collega Salvi vantare la democrazia tedesca e quella francese; noi potremmo aggiungerci quella inglese (perché no?), ma sono democrazie dove il processo è più rivolto verso l'uscita: nella direzione, cioè, delle decisioni, dell'efficienza, della trasparenza. Si riducono i costi della politica se si ha il coraggio di affrontare questo tema nel campo riformatore; diversamente, ci prendiamo in giro e non ci rendiamo conto che, per esempio, abbiamo due esponenti della sinistra che propongono di ridurre l'indennità dei parlamentari, quando storicamente i parlamentari costano molto e hanno tante prebende per le battaglie fatte, soprattutto, dalla sinistra che candidava i propri funzionari di partito, dopo due legislature li mandava a casa, ma li doveva mettere in condizioni di avere una buona pensione e di avere quanto occorreva per continuare a fare i militanti di partito.

Per queste ragioni, giustamente Rotondi afferma che il dibattito sui costi della politica va fatto sul serio, individuando le responsabilità e rendendosi conto che in questo Paese c'è una trasmissione, "Report", che parla del più grande e potente banchiere d'Italia indicandolo nel nome di Geronzi, mentre tutti sanno che è Bazoli. Quest'ultimo, infatti, è il punto di riferimento di questo Governo e, anche se non lo dice nessuno di quei signori della sinistra, lancia una campagna sulla grande stampa per nascondere il fatto che in Italia tutti diventano più poveri tranne i banchieri, che sono gli unici a guadagnare sempre più soldi e non vengono colpiti da questa che è la sinistra dei banchieri! (Applausi dai Gruppi AN, FI e LNP).

CALDEROLI (LNP). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CALDEROLI (LNP). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Calderoli, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 8-bis.100, presentato dal senatore Calderoli e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Ricordo che l'emendamento 8-bis.101 è stato ritirato e trasformato in ordine del giorno.

L'emendamento 8-bis.804 è stato ritirato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 8-bis.1000 (testo 2).

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 8-bis.1000 (testo 2), presentato dal senatore Pastore e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 8-bis.1001.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 8-bis.1001, presentato dal senatore Polledri e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Ricordo che l'emendamento 8-bis.800 è stato ritirato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 8-bis.801.

SCARPA BONAZZA BUORA (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

SCARPA BONAZZA BUORA (FI). Signor Presidente, intervengo per dichiarare l'assenso del Gruppo di Forza Italia a questo importante emendamento a firma dei senatori Azzollini e Ferrara... (Brusìo. Richiami del Presidente).

A titolo personale, peraltro, mi permetto di suggerire agli estensori dell'emendamento 8-bis.801 di aggiungere alla lettera g), dopo le parole: «Ministero per le politiche agricole e forestali», le seguenti: «e per il coordinamento delle politiche del mare (senza portafoglio)», in ossequio al fatto che - com'è noto a tutti - la materia agricola è completamente delegata alle Regioni come competenza primaria di queste ultime; quindi, a mio modo di vedere, non ha più nessun significato che esista in tale settore un Ministero con portafoglio. (Brusìo).

PRESIDENTE. Mi scusi un'altra volta, senatore Scarpa Bonazza Buora. Ragioniamo un attimo, colleghi: non è possibile far lavorare così chi parla. L'illusione del silenzio l'ho abbandonata da un pezzo - su questo non c'è dubbio - ma il rispetto di un tono che consenta agli oratori, senza essere disturbati, di parlare, è un dovere vostro e un diritto di chi parla. Non la interrompo più, senatore Scarpa Bonazza Buora.

SCARPA BONAZZA BUORA (FI). Le sono molto grato, signor Presidente.

Stavo dicendo che, in relazione al Ministero delle politiche agricole e forestali, previsto dall'emendamento quale uno dei dodici Ministeri con portafoglio, mi permetto di suggerire agli estensori dell'emendamento 8-bis.801 - che peraltro approvo - che la materia dell'agricoltura è ormai completamente delegata alle Regioni. Di fatto, poiché un Ministro vi dev'essere, dal momento che esiste un importante Consiglio a livello europeo dei Ministri dell'agricoltura che amministra circa il 40 per cento delle finanze comunitarie e, quindi, deve esservi evidentemente una personalità politica e istituzionale con rango di Ministro che partecipi a quel consesso, preferirei però che vi fosse un Ministro senza portafoglio, giacché ad egli spetta il ruolo di rappresentare l'interesse agricolo ed agroalimentare italiano in sede comunitaria ed internazionale e concertare le diverse politiche regionali in materia. Quindi, vedrei più adatto un Ministro senza portafoglio alle politiche agricole, alimentari e forestali.

Faccio anche presente, Presidente, che a livello comunitario un commissario - in questo caso il commissario Borg - è delegato al coordinamento delle politiche del mare. Credo che, nell'ambito di questo Ministero senza portafoglio per le politiche agricole, alimentari e forestali, dovrebbe essere previsto anche il coordinamento delle politiche marittime, in modo da potersi interfacciare in modo consono con il Commissario delegato a livello europeo.

Per il resto, siamo perfettamente d'accordo con gli estensori dell'emendamento. (Applausi dal Gruppo FI e del senatore Eufemi).

PRESIDENTE. Prima di passare al voto, il senatore Azzollini, primo firmatario dell'emendamento, deve dichiarare se accetta la modifica proposta dal senatore Scarpa Bonazza Buora.

AZZOLLINI (FI). Signor Presidente, l'accetto.

PRESIDENTE. L'emendamento 8-bis.801 viene dunque modificato nel senso che la lettera g) viene sostituita dalla seguente: «g) Ministero delle politiche agricole e forestali e per il coordinamento delle politiche del mare (senza portafoglio)».

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 8- bis.801 (testo 2), presentato dai senatori Azzollini e Ferrara.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 8-bis.802 (testo 2).

CALDEROLI (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CALDEROLI (LNP). Signor Presidente, in sede di esame in Commissione, i rilievi sollevati dal collega Villone relativamente ai contenuti dell'articolo 94 della Costituzione che avrebbero reso difficilmente applicabile una norma ordinaria rispetto ad un Governo che ha ricevuto la fiducia delle due Camere, sono stati ritenuti condivisibili. Quindi, la tutela e il rispetto della costituzionalità hanno determinato la decisione di modificare i nostri comuni emendamenti in quello che poi è stato trasformato nell'articolo 8-bis. Ciò, ovviamente, vale per i Ministeri e quindi per i Ministri che ricevono la fiducia delle due Camere.

Con questo subemendamento intendiamo fare in modo che nel giro di quattro mesi, fermo restando il numero dei Ministri, il Governo pervenga ad un ridimensionamento del numero dei Sottosegretari. Abbiamo fissato un numero complessivo di membri dell'Esecutivo: se per la Costituzione è intangibile il numero dei Ministri che si inizi a intervenire a livello dei Sottosegretari.

Auspico che in questo senso l'Aula dia un forte segnale al Governo.

CARRARA (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 8-bis.802 (testo 2), presentato dal senatore Calderoli.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Ricordo che l'emendamento 8-bis.0.1 è stato ritirato.

Passiamo all'esame degli ordini del giorno, l'ultimo dei quali è stato presentato stamattina in corso di seduta dal senatore Calderoli, sui quali invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunciarsi.

LEGNINI, relatore. Signor Presidente, i tre ordini del giorno tendono a reintrodurre interpretazioni, termini e scadenze sull'efficacia della norma definita in Commissione. Poiché il testo della norma è il frutto di una riflessione molto attenta, che peraltro ha visto la convergenza della maggioranza e anche di una parte dell'opposizione, Lega Nord in particolare, credo che debba essere difeso e quindi esprimo parere contrario su tutti e tre gli ordini del giorno.

In particolare, esprimo parere contrario sul primo ordine del giorno perché tende ad introdurre una sorta di interpretazione autentica della norma, che non mi sembra appropriata. Il secondo tende ad introdurre un termine di efficacia della norma che abbiamo espunto in Commissione. Il terzo, quello presentato dal senatore Calderoli, essendo una sollecitazione, un invito, non ha in sé un grandissimo valore contenutistico; però, il parere è ugualmente contrario perché mi sembra che la norma che fissa per il prossimo Governo l'operatività della disposizione riguardante la riduzione della compagine governativa è chiara e, quindi, non necessita di ulteriori aggiunte.

SARTOR, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Sui primi due ordini del giorno il Governo esprime parere contrario.

Sull'ordine del giorno G8-bis.100a (già emendamento 8-bis.101), firmato dal senatore Calderoli, il Governo si rimette all'Assemblea.

STORACE (Misto-LD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

STORACE (Misto-LD). Signor Presidente, non vorrei interrompere la discussione sull'articolo. Ho chiesto, tra un articolo e l'altro, di intervenire sull'ordine dei lavori. (Applausi dal Gruppo LNP).

 

PRESIDENTE. Che succede? Perché questo entusiasmo? Dopo me lo spiega il senatore Stiffoni con il quale, essendo un alpino, ci intendiamo bene. Senatore Storace, prosegua il suo intervento.

 

STORACE (Misto-LD). Brevemente e soprattutto spero pacatamente. Ho ascoltato doverosamente l'allarmato intervento del senatore Rotondi e l'appello che egli ha rivolto a lei per quella che egli ha giudicato una intimidazione nei confronti del Parlamento. Mi sono incuriosito ed ho letto la pubblicità riportata sul "Corriere della Sera", esattamente come ha rivendicato lei di poter fare perché è stata pubblicata questa mattina.

Il senatore Rotondi ha parlato di intimidazione a nome dei due senatori iscritti al suo partito. Presidente, poiché le è stata chiesta un'opinione - lei è rappresentativo dell'Assemblea - anche a nome dei tre senatori eletti nel mio movimento, mi preme dirle che anch'io considero un'intimidazione quello che è successo, ma non fatta dalle pagine del «Corriere della Sera», bensì da chi, notte tempo, ha approvato questa norma vergognosa.

Su questo le assicuro che ci faremo sentire in Aula, laddove si dovesse provare ad andare incontro alle esigenze di chi vuole impedire che la democrazia sia rappresentativa anche delle forze politiche.

PRESIDENTE. Arriveremo a quel punto e lo approfondiremo: capisco che è un aspetto importante.

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G8-bis.100.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Ciccanti, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G8-bis.100, presentato dal senatore Ciccanti e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n.1817

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G8-bis.101.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Ciccanti, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'ordine del giorno G8-bis.101, presentato dal senatore Ciccanti e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G8-bis.100a).

BARBATO (Misto-Pop-Udeur). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BARBATO (Misto-Pop-Udeur). Signor Presidente, a proposito dell'ordine del giorno G8‑bis.100a, chiederei al presentatore di modificare il dispositivo sopprimendo le parole: «anche con riferimento all'opportunità di ridurre l'attuale compagine governativa». Se il senatore Calderoli accoglie questa modifica, l'Udeur voterà a favore.

 

PRESIDENTE. Senatore Calderoli, accoglie la richiesta del senatore Barbato?

CALDEROLI (LNP). Signor Presidente, il collega Barbato ha colto perfettamente il senso dell'ordine del giorno. È stata fatta una cosa: credo che il Governo debba prendere atto e non sia impegnato in nulla se non a corrispondere all'auspicio manifestato anche da altri colleghi. Accolgo quindi tale richiesta, perché anche con tale modifica la sostanza dell'ordine del giorno rimane quella che intendo esprimere.

PRESIDENTE. Il dispositivo dell'ordine del giorno G8-bis.100a, a seguito della modifica introdotta, diviene dunque il seguente: «impegna il Governo alle valutazioni di competenza».

SALVI (SDSE). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

SALVI (SDSE). Signor Presidente, vorrei conoscere il parere del Governo sull'ordine del giorno così riformulato, per potermi, come sempre, orientare in conformità con lo stesso, anche se questa mattina, dagli interventi che ho ascoltato, mi sembra più difficile del solito.

BOCCIA Antonio (Ulivo). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BOCCIA Antonio (Ulivo). Signor Presidente, questa mattina il collega Manzione ha esattamente illustrato la posizione del Gruppo dell'Ulivo e indirettamente la posizione dei colleghi del centrosinistra. Esiste una valutazione tutta legata alla norma ed esiste una valutazione ovviamente tutta politica. Ora, la valutazione tutta legata alla norma il Parlamento l'ha più volte fatta, perché ha approvato una legge nella quale era prevista la riduzione del numero dei Ministri. Con l'articolo che ci accingiamo ad approvare oggi, in fondo, si ripristina una norma esistente.

C'è poi una valutazione politica, e la valutazione politica che abbiamo fatto è quella di applicare questa norma con il Governo successivo a quello attualmente in carica. Su questa valutazione politica la maggioranza ha trovato un suo punto di equilibrio. È evidente, Presidente, che una norma votata dal Parlamento ha un peso e per noi è un fatto scontato e insito nel voto che daremo sulla norma che nel momento in cui si chiede a tutti di valutarne il peso lo si chieda anche al Governo.

Voteremo pertanto a favore di un ordine del giorno pleonastico e inutile; comunque se il collega Calderoli ci tiene che sia votato, pur non dicendo assolutamente nulla di nuovo, lo voteremo anche noi.

 

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G8-bis.100a (già emendamento 8-bis.101) (testo 2).

LEGNINI, relatore. Signor Presidente, alla luce della riformulazione del dispositivo, ritengo doveroso modificare il parere espresso, nel senso di esprimere parere favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno, anche alla luce delle considerazioni appena svolte dal senatore Boccia, che condivido e non ripeto.

SARTOR, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il Governo conferma di rimettersi all'Aula.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G8-bis.100a (testo 2).

MANZIONE (Ulivo). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MANZIONE (Ulivo). Signor Presidente, se l'ordine del giorno è trasformato così come lei ha comunicato all'Aula, è un ordine del giorno con il quale si impegna il Governo a valutare il comportamento della Commissione bilancio. Se questo è il contenuto, chiaramente anche io ed il collega Bordon non possiamo che essere favorevoli ad un ordine del giorno che impegna il Governo a valutare quello che la Commissione bilancio sul punto ha deciso. Anticipo quindi il nostro voto favorevole. (Applausi del senatore Bordon).

D'ONOFRIO (UDC). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ONOFRIO (UDC). Signor Presidente, se capisco bene, il collega Calderoli avrebbe accettato di trasformare l'ordine del giorno che aveva un senso politico evidente in pura acqua fresca. Il Gruppo UDC non ha una posizione definita, perché di fronte all'acqua fresca è difficile decidere di votare a favore o contro. Ognuno dei colleghi vota come vuole.

BARBATO (Misto-Pop-Udeur). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BARBATO (Misto-Pop-Udeur). Signor Presidente, solo per chiarezza le chiedo se voteremo il testo fino alle parole: «impegna il Governo alle valutazioni di competenza.».

PRESIDENTE. Esattamente, senatore Barbato.

Metto ai voti, mediante procedimento elettronico senza registrazione dei nomi, l'ordine del giorno G8-bis.100a (testo 2), presentato dal senatore Calderoli.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva.

 

Passiamo alla votazione dell'articolo 8-bis.

MANZIONE (Ulivo). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MANZIONE (Ulivo). Signor Presidente, l'articolo 8-bis, che viene sottoposto adesso alla valutazione definitiva dell'Aula, riproduce un emendamento che, come tutti sappiamo, è stato presentato in Commissione bilancio dal Gruppo Sinistra democratica e successivamente è stato fatto proprio dal collega Calderoli. Questo perché nell'approccio che la manovra finanziaria faceva complessivamente al problema dei costi della politica (con l'articolo 8, che abbiamo già votato e che scollega l'automatismo previsto per i parlamentari; con l'articolo 14 che incideva sulle rappresentanze locali, Consigli comunali e provinciali; con l'articolo 91, che intendeva calmierare i limiti di retribuzione previsti per la pubblica amministrazione), c'era chiaramente un vuoto: il Governo immaginava di intervenire trasversalmente su tutta la filiera per razionalizzare e contenere i costi della politica evitando un unico tasto, che era proprio quello del Governo.

Ecco perché, fra le ragioni che abbiamo già espresso, ha sicuramente indotto diversi Gruppi a proporre questo emendamento quella di fare in modo che questo sacrificio, questo contenimento, questa razionalizzazione, sia esternamente sia internamente al Palazzo, fosse assolutamente coerente. In questa logica è stato presentato l'emendamento che si è poi tradotto nell'articolo 8-bis che viene ora posto al voto dell'Assemblea.

Il ministro Mastella ha espresso delle perplessità, quando ha affermato che è assurdo discutere della struttura del Governo. Ebbene, al ministro Mastella - che non mi ascolta e continua a non ascoltarmi - vorrei ricordare che tutto il Governo ha preso atto che sostanzialmente questo emendamento reintroduce le norme previste dalla legge Bassanini già approvata da questa maggioranza. Non è un golpe, un colpo di Stato, un tentativo di limitare la sovranità, il potere, la discrezionalità. Assolutamente no.

Insieme al senatore Villone e ad altri colleghi abbiamo tentato di reintrodurre una norma che già esisteva nel nostro ordinamento, quindi è inutile dire che non si accetta che si discuta della struttura del Governo. Noi non vogliamo discutere della struttura del Governo, abbiamo voluto reintrodurre una norma che conteneva, razionalizzava, norma che purtroppo, l'ho già detto... (Brusìo).

 

PRESIDENTE. Se il senatore Manzione si interrompe vuol dire che il brusìo è troppo forte.

 

MANZIONE (Ulivo). ...era stata abrogata una prima volta in occasione dello spacchettamento da parte del Governo di centro-destra nel 2001. Quindi, i primi che hanno violato quella norma, che conteneva delle regole precise rispetto all'amministrazione dello Stato, sono quelli del centro-destra, violazione che si è poi di nuovo presentata con lo spacchettamento deciso dal centro-sinistra.

Anche dal punto di vista tecnico dunque, ministro Mastella, il senso dell'emendamento è quello di reintrodurre una norma che anche lei ha votato; quindi non ci può dire che non è giusto discutere della struttura del Governo perché noi ragioniamo di una corretta e razionale organizzazione del Governo, di un modello che abbiamo già discusso, deciso ed accettato nella passata legislatura.

Lei poi, signor Ministro, ha affermato che si tratterebbe di demagogia. Ebbene, non penso sia demagogia; ritengo invece che ragionare di una struttura più snella del Governo che oltre a recuperare costi recupera pure efficacia in un momento in cui vengono chiesti sacrifici a tutti sia un dato che appaia a tutti incontestabile, non solo perché è una richiesta che viene con forza dalla società civile (anche se questa per alcuni può anche essere l'ultima delle ragioni), ma proprio perché, signor Ministro, lei stesso parlando riconosceva che esiste una struttura di Governo esagerata.

Allora, signor Ministro, se c'è questa consapevolezza anche da parte sua e se questa consapevolezza, per fortuna, è stata recuperata pure dal Governo, è evidente che una norma come l'articolo 8-bis ha diritto di cittadinanza, tecnicamente perché reintroduce una norma già esistente e politicamente perché ci auguriamo che il Governo, al di là della data di entrata in vigore della norma, prenda atto di una volontà che d'altra parte, se dichiara di condividere, deve dimostrare di accettare e condividere fino in fondo.

Ecco perché, a nome mio e del collega Bordon, rappresento la volontà del voto favorevole all'articolo 8-bis che è stato sottoposto alla nostra valutazione. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

CUTRUFO (DCA-PRI-MPA). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CUTRUFO (DCA-PRI-MPA). Signor Presidente, interverrò brevemente sull'ordine dei lavori, poiché non intendo sottrarre tempo ai lavori di questa Aula, in merito ha ciò che ha affermato il segretario Rotondi e poi successivamente il senatore Storace.

Che si sia di fronte ad un attacco proditorio alle istituzioni mi sembra del tutto evidente; potevano pure rivolgersi a lei, piuttosto che al Presidente della Repubblica, perché è qui che si discuterà quell'emendamento. Che il senatore Storace abbia detto quello che ha detto è giusto perché ritiene di doverne discutere all'interno di questa Aula e ciò è legittimo. Mi spiace, però, che egli non si renda conto che c'è un attacco proditorio e voglio dimostrarlo avanzando subito una proposta.

Il mio partito è disponibile a rinunciare al proprio nome e al proprio simbolo subito. Chiediamo all'UDC di fare altrettanto e lo chiediamo anche a questi sedicenti proprietari del simbolo che vorrebbero utilizzarlo per rubare i voti all'UDC e a noi, visto che hanno un simbolo identico. È una vergogna!

Mettiamo il simbolo nelle mani della fondazione don Sturzo cosicché nessuno lo potrà più utilizzare. Vedrà cosa le risponderanno questi sedicenti imbroglioni che vorrebbero prendere i voti dei cittadini ai danni nostri e dei democristiani. (Applausi della senatrice Bonfrisco).

*VILLONE (SDSE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

VILLONE (SDSE). Signor Presidente, esprimo il voto favorevole dei Gruppi Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo e Insieme con l'Unione Verdi-Comunisti Italiani sull'articolo 8-bis al nostro esame. Tale articolo, infatti, dà il senso della nostra convinzione che una strategia incisiva debba oggi partire, per essere convincente e per essere capita dal Paese, dai rami alti.

Con il disegno di legge finanziaria di quest'anno introduciamo regole più o meno stringenti per il contenimento e la riduzione dei costi della politica su vari livelli istituzionali. Sarebbe stato e sarebbe, a nostro avviso, un gravissimo errore limitarsi alle istituzioni minori, toccare i consigli circoscrizionali, le comunità montane, i consigli comunali, senza capire che è necessario dare un segnale forte anche per il più alto livello delle istituzioni. La composizione ipertrofica dei governi - lo dico in via di principio, non riferendomi in particolare a quello in carica - certamente rappresenta un punto di debolezza della politica e delle istituzioni in generale. Ricordo che già quando il Governo Berlusconi operò il primo spacchettamento, a tutti noto, fu aspra la polemica, così come è stata aspra quando il Governo Prodi ha proseguito sulla medesima strada.

L'iniziativa che i Gruppi parlamentari che rappresento in questa dichiarazione hanno assunto in Commissione bilancio, insieme ad altri colleghi - ricordo i senatori Manzione e Bordon, i senatori della Lega - e che ha condotto all'approvazione dell'articolo 8-bis è un passo che vuole rafforzare la politica in generale. Da questo punto di vista, davvero credo si possa affermare che non si tratta di una iniziativa di sinistra, di destra o di centro. Non c'è alcun gioco delle parti. E specificamente, per quanto ci riguarda, certamente non ha mai inteso essere, né intende esserlo oggi nel dichiarare il nostro voto favorevole, un'iniziativa contro il Governo in carica. Ho personalmente preso la parola in sede di discussione generale per spiegare i motivi di conformità a Costituzione che imponevano di non porre termini alla norma che ci accingiamo a votare, motivi che confermo con le medesime osservazioni che sono state ricordate anche nel dibattito di stamattina.

Naturalmente, che il Governo debba poi valutare l'accaduto dal punto di vista politico è ovvio. Abbiamo approvato un ordine del giorno che richiede questo, ma anche se non lo avessimo approvato sarebbe stato ugualmente vero. È però importante che dal punto di vista sia formale che sostanziale si lasci alla dialettica politica la valutazione e la determinazione dei successivi esiti, nel confronto fra le parti politiche, nel confronto tra le sedi istituzionali tra le quali naturalmente il Parlamento anzitutto si colloca.

Non dico questo per rassicurare chicchessia, perché credo che non ve ne sia alcun bisogno. Lo dico soltanto perché la Costituzione e la buona politica lo impongono. Penso che l'iniziativa proposta in Commissione bilancio e da questa approvata sia stata avanzata, come è stato oggi ricordato, nella sede propria. La ritengo una iniziativa costituzionalmente corretta. Spetterà ora alla politica, se - come io spero - quest'Aula esprimerà in merito un voto favorevole, trarne le conseguenze e far fare un passo avanti alla politica medesima ed alle istituzioni di questo Paese, verso un rafforzamento di cui hanno certamente molto bisogno. (Applausi dai Gruppi SDSE e RC-SE).

MATTEOLI (AN). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MATTEOLI (AN). Signor Presidente, il Gruppo di Alleanza Nazionale voterà contro l'articolo 8-bis per due ordini di motivi.

Innanzitutto, dal momento che nella discussione di un disegno di legge finanziaria come quello al nostro esame da parte della maggioranza non c'è mai stata la minima disponibilità ad un'apertura (mai abbiamo potuto nemmeno discutere su alcuni emendamenti che noi ritenevamo anche marginali) e, al contrario, abbiamo trovato una chiusura completa, un Gruppo di opposizione non può votare a favore di un articolo.

Il secondo motivo che ci induce a votare contro consiste nel fatto che questa finanziaria (che senza alcun ritegno mette le mani nelle tasche degli italiani da subito, e addirittura - in alcuni casi, in certi articoli, in taluni emendamenti che sono stati approvati - in maniera retroattiva), quando si tratta di assumere una decisione di questo tipo, la rinvia al prossimo Governo o comunque la rinvia.

Di fronte a questo atteggiamento, il Gruppo di Alleanza Nazionale non potrà che votare contro l'articolo 8-bis. (Applausi dal GruppoUlivo).

BARBATO (Misto-Pop-Udeur). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BARBATO (Misto-Pop-Udeur). Signor Presidente, colleghi, a nome dei Popolari-Udeur manifesto profondo dissenso sui contenuti dell'articolo 8-bis. Tuttavia, non solo per disciplina di maggioranza ma anche per un forte senso di responsabilità verso il Paese, voteremo a favore, auspicando (questo messaggio deve arrivare ai tanti amici che fanno parte della maggioranza) che siano rispettate anche le nostre idee rispetto ai contenuti di altri articoli sui quali abbiamo già espresso il nostro pensiero. (Applausi dal Gruppo Misto-Pop-Udeur).

 

TOFANI (AN). Siamo al ridicolo!

PASTORE (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

PASTORE (FI). Signor Presidente, intervengo per pochi minuti, perché rinvio alle motivazioni precedentemente esposte da me e dai colleghi dell'opposizione.

Questo è chiaramente un «articolo-scaricabarile», che non solo scarica i suoi effetti su un futuro Governo, ma scarica anche le coscienze di coloro che hanno sempre sostenuto la necessità di ridimensionare il Governo e che su questo punto hanno fatto la loro fama politica. Tra tutti i colleghi ricordo, ad esempio, i senatori Salvi e Villone, che pubblicarono un testo - che andò per la maggiore - sui costi della politica e che poi però non hanno avuto alcun pudore ad approvare prima l'ampliamento della compagine governativa e adesso questa norma che in realtà non torna al passato. Siamo quindi ad essa decisamente contrari.

Voglio anche dire, signor Presidente (e mi avvio a concludere), che i colleghi che hanno ritenuto di giustificare da un punto di vista quasi costituzionale questa formula bizzarra, che rinvia al futuro Governo l'applicazione della norma, devono essere anche loro messi di fronte alle loro responsabilità. Infatti, non vi è stato alcun pudore costituzionale per i Governi insediatisi a decretare con urgenza la modifica della compagine ministeriale e a modellare poi l'Esecutivo sulla base della nuova formulazione, mentre oggi vi sarebbe qualche pruderie di carattere costituzionale acché il Governo in carica rivedesse la propria compagine.

Occorre anche coerenza e serietà e questo articolo non è coerente né serio per quanto è stato detto in questi mesi e in questi anni. (Applausi del senatore Scarpa Bonazza Buora).

CASTELLI (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CASTELLI (LNP). Signor Presidente, colleghi, voteremo contro questo articolo perché è assolutamente ipocrita. Ricordo che negli oratori che frequentavo da piccolo ironicamente sopra il banco del bar c'era scritto: «Oggi non si fa credito, domani sì». Ebbene, mi sembra che la logica di questo articolo vada nello stesso senso. In altri termini, il Governo che ha costruito l'Esecutivo più pletorico e numeroso della storia della Repubblica ritiene che un altro Governo, invece, dovrà essere snello. Contestualmente, l'Assemblea respinge un nostro emendamento che almeno riduceva il numero dei Sottosegretari.

Lei, ministro Mastella, sostiene che i Sottosegretari sono troppi; le rammento però che ne ha cinque, il massimo che abbia mai avuto il Ministero della giustizia, alcuni dei quali - mi consenta di dirlo - sono dei fantasmi, perché nessuno li vede mai. Iniziate a dare il buon esempio voi: se aveste un minimo di coerenza, dovreste ridurre da subito il numero dei Ministri e dei Sottosegretari.

Questo articolo aggiuntivo è dunque assolutamente inaccettabile. (Applausi dal Gruppo LNP).

CICCANTI (UDC). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CICCANTI (UDC). Signor Presidente, il Gruppo UDC voterà contro l'articolo per una semplice considerazione, che abbiamo già svolto in Commissione bilancio: la norma era credibile se fosse stata di immediata applicazione.

Dico tra me e me, ma lo chiedo anche alla sinistra antagonista, quella che ha sfilato insieme ai precari e ai disoccupati: se in quella occasione avesse fatto un referendum su questo articolo 8-bis, cosa avrebbero votato i manifestanti, il rinvio della riduzione al Governo successivo o l'applicazione della misura a quello attuale? Se ai 3,5 milioni di persone che hanno fatto la fila per votare il Partito Democratico aveste chiesto se volevano la riduzione dei 103 Ministri, Vice Ministri e Sottosegretari subito o al dopo Prodi, questa gente avrebbe votato quello che votate voi oggi o avrebbero votato quello che proponevamo con i nostri emendamenti, con i nostri ordini del giorno, dove vi invitavamo a prendere anche qualche mese di tempo ma a decidere oggi, perché il messaggio che mandate al Paese è che si possono, anzi, per fortuna poi non lo avete fatto, ma che si potevano ridurre i consigli comunali, i consigli provinciali, che si possono ridurre le comunità montane, che si possono bloccare le indennità parlamentari, che si possono bloccare tutti i costi della politica per gli altri meno che per questo Governo. Non è un messaggio positivo che si manda agli italiani, è un'ipocrisia. (Applausi dai Gruppi UDC e FI).

Come - mi consenta il collega Castelli - diventa una ipocrisia votare contemporaneamente un ordine del giorno che rimette la decisione alla competenza del Ministero e poi votare contro l'articolo. Bisogna essere persone serie: noi dell'UDC vogliamo essere coerenti e persone serie e perciò votiamo contro l'articolo 8-bis. (Applausi dal Gruppo UDC).

STORACE (Misto-LD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

STORACE (Misto-LD). Signor Presidente, anche la nostra componente voterà contro l'articolo 8‑bis per le motivazioni che sono state espresse più autorevolmente di me dai colleghi dell'opposizione.

Aggiungo però un elemento. Lei sa, signor Presidente, che l'opposizione - stando almeno alle parole che ascoltiamo ogni giorno - si batte affinché questo Paese posso tornare alle elezioni e quindi avere un nuovo Governo. È un'opinione, la nostra, che credo abbia diritto di cittadinanza. Dall'altra parte probabilmente si tenterà di ritardare questo momento e magari ci potrebbe essere la scappatoia di un nuovo Governo.

Pongo questa argomentazione a futura memoria per i nostri lavori: se sciaguratamente non si dovesse andare alle elezioni e ci dovesse essere un nuovo Governo, con tutti i passaggi istituzionali, la fiducia, vi avvisiamo, non ci si azzardi a fare votare requisiti di necessità e urgenza su un nuovo decreto che dovesse fare piazza pulita di questa norma. Lo dico perché il collega Villone da questo punto di vista è esperto: noi approviamo una norma, arriva un decreto che reistituisce i Ministeri, si stabilisce che c'è necessità e urgenza.

Oggi la parte presuntamente maggioritaria del Parlamento - quella che è minoritaria nel Paese - ci viene a dire che il numero dei Ministeri dal prossimo Governo, con molta necessità e urgenza rispetto al momento in cui verrà, non potrà essere ampliato rispetto a questa norma. Ora per allora, signor Presidente, contestando questa norma diciamo che non potrà essere mai più modificata, non potranno più essere invocati l'articolo 77 della Costituzione e l'articolo 78 del Regolamento del Senato. Non vorrei infatti che poi l'alibi diventasse: facciamo un nuovo Governo, ma dobbiamo fare un decreto perché altrimenti il nuovo Governo, riducendo i Ministri, non riusciamo a farlo. Quindi, signor Presidente, spero che ci sia grande vigilanza da parte della Presidenza del Senato, a meno che non diventi lei Presidente di quel Governo...

 

PRESIDENTE. Grazie. La rivolga al Presidente del Senato la raccomandazione. Va bene così. L'auspicio no, mi pare di troppo.

 

STORACE (Misto-LD). È un augurio per lei, ma non per questo Paese, signor Presidente.

 

PRESIDENTE. È sempre di troppo. Mi accomuni al Paese.

 

STORACE (Misto-LD). Io sto interloquendo con la Presidenza del Senato e non con il Presidente, quindi, se mi permette, vorrei concludere il mio ragionamento. Credo che nel resoconto di oggi debba trovare spazio la denuncia di un rischio che potremmo ritrovarci nel futuro. Quindi, signor Presidente, quella che le sottopongo è una questione seria e spero che abbia lo stesso diritto di cittadinanza delle opinioni espresse dai colleghi del centro-destra, che condivido.

Abbiamo approvato a inizio legislatura - e ricordo ancora che lei fece passare l'interpretazione - in questo caso lei - sulla nostra richiesta di votare per parti separate i presupposti di costituzionalità sul decreto riguardante lo spacchettamento dei Ministeri, che ci fece dividere i Ministeri sull'onda della volontà del Governo. Il ministro di Pietro ci dice, un giorno sì e l'altro pure, che è uno scandalo che infrastrutture e trasporti siano divisi, non vorrei che la prossima volta si moltiplicassero.

Ecco perché bisogna evitare che vi sia la possibilità costituzionale, magari ammantata da chissà quali nuove argomentazioni, per moltiplicare nuovamente i Ministeri. Come si suol dire, «carta canta e villan dorme», oggi con un voto a maggioranza si impegna in realtà la maggioranza di domani. Ci potrebbe essere la scappatoia di un nuovo Governo. Non ci si azzardi a cambiare questa norma per favorire ancora una volta la sinistra.

PETERLINI (Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

PETERLINI (Aut). Signor Presidente, intervengo per esprimere il nostro gradimento a questa norma, auspicando che il Governo e la maggioranza possano anticipare un ulteriore sforzo rispetto a quanto previsto dal testo della Commissione. A tal proposito, faccio presente questo sforzo ci consentirebbe di allinearci ai Paesi più moderni d'Europa in termini di numero dei componenti degli Esecutivi, molto più ridotti - di circa la metà - rispetto all'Italia.

Pertanto, esprimiamo il nostro apprezzamento con l'auspicio - ripeto - che si compia qualche sforzo in anticipo e si proceda sulla strada della riforma della legge elettorale e della Costituzione, per dare allo Stato italiano un Governo più agile e un Parlamento più snello. (Applausi dal Gruppo Aut).

CARRARA (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 8-bis.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Metto ai voti, mediante procedimento elettronico senza registrazione dei nomi, l'articolo 9.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva.

 

Ricordo che l'emendamento 9.0.2 è stato ritirato e che l'emendamento 9.0.3 è stato ritirato e trasformato nell'ordine del giorno G9.0.1, che invito il presentatore ad illustrare.

ROSSI Fernando (Misto-Mpc). Signor Presidente, su tutta la parte relativa ai massimali per quanto riguarda il trattamento finanziario ci sentiamo rappresentati dal lavoro fatto dalla Commissione. A nostro avviso, è opportuno indicare un altro punto, ovvero quello delle liquidazioni, non solo quelle scandalose di centinaia di milioni di euro, ma anche quelle di rappresentanti del pubblico in enti e in società nelle quali vanno a rappresentare il pubblico: non riteniamo opportuno che tali liquidazioni debbano superare il complesso del trattamento annuo come tetto massimo.

Presidenza del vice presidente BACCINI (ore 11,08)

CASTELLI (LNP). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CASTELLI (LNP). Signor Presidente, se il senatore Rossi accettasse la votazione per parti separate, noi potremmo votare a favore della seconda parte dell'ordine del giorno in titolo. Approfitto di avere la parola perché purtroppo io sono un leghista e non sono aduso ad accettare le provocazioni, quindi, senatore Ciccanti, non so se lei è coerente ma è sicuramente distratto perché vedrà che molti suoi colleghi hanno votato a favore dell'emendamento a firma Calderoli. In quanto a coerenza, inviterei il Gruppo UDC ad usarla per essere presente quando si tratta di mandar sotto il Governo e non per dare lezioni ad altri membri di questa Assemblea. (Applausi dal Gruppo LNP).

 

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno in esame.

LEGNINI, relatore. Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G9.0.1.

SARTOR, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il Governo accoglie l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G9.0.1 non verrà posto in votazione.

Passiamo all'esame dell'articolo 10, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

FLUTTERO (AN). Signor Presidente, vorrei illustrare un emendamento che ci pare molto di buonsenso, quindi con l'augurio che possa essere condiviso e votato da questa Assemblea.

Nel periodo estivo abbiamo assistito a molte iniziative, alcune delle quali purtroppo più propagandistiche che operative, come quella del sindaco di Firenze sui lavavetri, che hanno segnalato come ci sia l'esigenza anche da parte degli enti locali di poter aumentare il proprio intervento rispetto alla sicurezza reale e percepita da parte dei cittadini. L'emendamento 10.7 si propone in maniera molto semplice e lineare di escludere dal Patto di stabilità interno le maggiori spese, sia per parte corrente sia per parte investimenti, rispetto all'esercizio precedente, effettuate per aumentare gli interventi in ordine al tema della sicurezza urbana.

Si tratta di un incoraggiamento ai Comuni e agli enti locali in genere a investire sui comandi di polizia municipale, in tecnologie, come la videosorveglianza, o in quanto altro possa essere utile ad aumentare la sicurezza dei cittadini. Escludere le maggiori spese, sia per parte corrente sia per parte investimenti, dal Patto di stabilità interno sarebbe di grande aiuto alle amministrazioni locali per assumere iniziative concrete a vantaggio della sicurezza dei cittadini.

Se i colleghi di ogni parte politica davvero credono a quello che spesso dicono, ossia l'interesse dei cittadini ad avere maggiori interventi verso la sicurezza, non possono che prendere in considerazione la possibilità di votare in modo favorevole a questo emendamento. (Applausi dal Gruppo AN).

STIFFONI (LNP). Signor Presidente, l'emendamento 10.7 del collega Fluttero è assolutamente simile al 10.15, da noi presentato. Rivolgo, dunque, un invito al relatore, al Governo e a tutti gli altri colleghi che sono anche amministratori locali, magari sindaci, assessori o consiglieri comunali, di sostenere questo emendamento per poter affrontare più efficacemente il problema della criminalità, come ha giustamente detto poc'anzi il collega Fluttero.

 

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

LEGNINI, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 10.

SARTOR, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Anche il Governo esprime contrarietà, ma, molto sinteticamente, vorrei ricordare che il Patto di stabilità, essendo fondato sui saldi di bilancio, lascia intatta la sovranità del singolo ente in merito alle priorità che vuole perseguire con la propria politica di spesa. Pertanto, da questo punto di vista non c'è alcun vincolo, se non il rispetto del vincolo di bilancio complessivo. (Applausi del senatore Morando).

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.5.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.5, presentato dai senatori Polledri e Franco Paolo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.7, presentato dai senatori Fluttero e Collino.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.9.

CARRARA (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

BUTTIGLIONE (UDC). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BUTTIGLIONE (UDC). Signor Presidente, intervengo solo per notare che il senatore Castelli non è in Aula. Farebbe meglio a risparmiarsi le prediche agli altri Gruppi parlamentari dell'opposizione.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.9, presentato dai senatori Polledri e Franco Paolo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Ricordo che gli emendamenti 10.10 e 10.12 sono stati ritirati.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.15.

 

STIFFONI (LNP). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Stiffoni, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.15, presentato dal senatore Stiffoni e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.18, presentato dal senatore Pionati.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 10.20, presentato dai senatori Polledri e Franco Paolo.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'articolo 10.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 10.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 10-bis, sul quale è stato presentato un emendamento che invito i presentatori ad illustrare. (Brusìo).

BONFRISCO (FI). Signor Presidente, per l'illustrazione dell'emendamento 10-bis.800 chiedo un po' di attenzione da parte di quest'Aula.

 

PRESIDENTE. La senatrice Bonfrisco ha ragione. Pregherei i colleghi di stare seduti ed evitare questo brusìo che impedisce alla collega di esprimersi.

 

BONFRISCO (FI). Non tanto perché mi impedisce di illustrare questo emendamento, ma perché l'argomento è particolarmente complesso, a volte di difficile comprensione, e richiede quindi da parte nostra un piccolo sforzo, nella corsa che stiamo facendo in questi giorni per approvare la legge finanziaria, che ci consenta di approfondire per alcuni minuti un tema che si sta dimostrando ben più difficile di quanto potessimo immaginare.

Non tutti i colleghi senatori hanno esperienze o competenze di finanza e, quindi, spero di poter essere molto chiara e di riuscire a trasferire a ciascuno di noi alcuni semplici concetti che ci aiutano a meglio comprendere cosa sta accadendo nel nostro Paese, in relazione a processi finanziari sempre più difficili da comprendere, non solo per la complessità della materia, ma anche perché, molte volte - anzi, troppe volte - c'è qualcuno che ha interesse, evidentemente, a rendere l'argomento di ancor più difficile comprensione, grazie a contratti o a strumenti finanziari che vengono proposti, sia ai nostri risparmiatori, ma anche - come anche abbiamo scoperto - ai nostri enti locali: si tratta di strumenti così poco trasparenti - anzi, vorrei dire così opachi - da rendere difficile a chiunque, anche a grandi esperti di finanza, la capacità di valutare alcune mirabolanti operazioni che nel nostro Paese stanno determinando grandi dissesti.

Voglio partire dalle parole del pubblico ministero Greco, il quale ieri, intervenendo ad un convegno, ha espresso forti preoccupazioni sul tema dei derivati - perché è di questo che parliamo - che da qualche tempo rende nervosi clienti ed investitori delle banche italiane. Al pubblico ministero Greco risulta che in Italia i derivati stipulati dalle pubbliche amministrazioni ammontino a ben 13 miliardi di euro e questo gli fa dire che ci troviamo in un mondo in cui ricchezza e perdite sono fuori da ogni trasparenza e, quindi, da ogni controllo e che questa situazione potrebbe riflettersi su di noi con una possibile crisi.

Vorrei aggiungere alle parole del pubblico ministero Greco che ci troviamo di fronte alla possibilità di una grande crisi nel nostro Paese - senza con questo voler generare allarmismi, né nel Paese, né in quest'Aula - che rischia di far assomigliare la situazione attuale in Italia, se non fosse per la tenuta e per le garanzie che l'euro ci fornisce, al caso dell'Argentina.

Voglio ricordare che quel Paese si è trovato lentamente, ma neanche troppo, in quella condizione perché le banche internazionali hanno spesso nascosto il grande rischio che esso ormai aveva concorso ad assumere nella classifica dei rischi internazionali, continuando a vendere bond argentini pur sapendo perfettamente l'enorme rischio che il Paese contribuiva a far correre a tutto il mercato internazionale ma tacendolo ai propri risparmiatori e a chi quei bond li ha poi acquistati.

Siamo in una vicenda lontana dai bond e non voglio confondere le nostre idee. Vorrei però attirare l'attenzione di ciascuno di voi sul fatto che stiamo parlando degli interessi dei nostri cittadini, che dobbiamo saper rappresentare in modo competente in questa sede, rivolgendomi anche alla nostra coscienza di rappresentanti del popolo che scoprono, in virtù di inchieste giornalistiche svolte da "Il Sole 24ORE" in diverse occasioni e da molto tempo, ma soprattutto in virtù della straordinaria inchiesta condotta sulla RAI nel programma "Report" dalla signora Gabanelli, il fenomeno degli strumenti finanziari derivati.

Inutile nasconderci che quel programma è stato un pugno allo stomaco di tutti noi, di tutti quelli che hanno delle responsabilità in questo Paese e che devono domandarsi se può accadere ancora tutto questo negli anni che viviamo, anni nei quali anche in virtù del lavoro di molte forze politiche, ad esempio i Verdi, cerchiamo di tutelarci dai molti rischi che quella forza politica ha insegnato a tutti noi a comprendere meglio. Mi riferisco ai rischi da consumatori, da fruitori di servizi e anche agli importantissimi rischi economici, che però non assumono le dimensioni economiche di questo enorme rischio che tutti noi stiamo correndo come cittadini, sia quando siamo risparmiatori che quando non lo siamo. Infatti, la questione dei contratti su strumenti finanziari derivati applicata agli enti locali riguarda tutti noi.

Il debito degli enti locali, trattato in quel modo, ristrutturato da parte delle banche con la modalità dei contratti swap e derivati ci mette in una condizione paragonabile ad un sorta di gioco alla roulette.

Questo ci deve fare interrogare sul debito dei nostri enti locali, che forse andrebbe guardato con attenzione da parte di ciascuno di noi, per capire se esso possa mai essere risolto giocando alla roulette, vale a dire consentendo ai nostri enti locali di investire su un prodotto così rischioso quando, un po' per colpa nostra, non ci sono le competenze e spesso quei contratti sono talmente criptici che, ahimè, nessuna competenza consente di comprendere realmente quali sono i costi veri che la banca chiede di pagare nel momento in cui l'ente locale sottoscrive il contratto.

I costi impliciti, emersi anche nelle audizioni svoltesi in questi giorni, ci aiutano a comprendere meglio che questo fenomeno è completamente fuori dal controllo di chiunque, persino della magistratura. Dobbiamo fornire alla magistratura lo strumento per poter individuare chi si assume la responsabilità, e in qualche caso la colpa grave, di aver nascosto all'ente locale alcune valutazioni riferite ai costi, ma non solo, che invece dovevano essere chiaramente individuate.

Allora, nel corso dell'iter di questa finanziaria tanti di noi, della maggioranza e dell'opposizione, hanno condiviso la forte necessità di riscrivere le regole di questi derivati. Per fare ciò nel migliore dei modi abbiamo la necessità però di conoscere questo fenomeno.

Apprezzo molto l'iniziativa di Bankitalia che ha avviato delle indagini in tal senso, facendo comprendere a tutti noi che quel rischio c'è, eccome, e che però abbiamo la necessità di fornire da legislatori al Paese intero strumenti di maggiore trasparenza, ma anche di maggiore rispetto delle regole. Vede, signor Presidente, gli enti locali ormai, a forza di fare simili operazioni, hanno accumulato un debito fuori da ogni controllo. Questo ci deve preoccupare, e molto.

Per arrivare ad una conclusione più rapida anche in questa finanziaria, la nostra proposta è quella di non fermarsi all'emendamento che il Governo ha proposto, ma di fare uno sforzo in più per aggiungere a quell'emendamento alcune forme di garanzia e di tutela che consentano a tutti noi di stipulare serenamente con le banche italiane, soprattutto con quelle straniere, strumenti finanziari di questo tipo un po' più sicuri. La domanda che ci dobbiamo porre è la seguente: come mai nel 1991, dopo un pronunciamento della Camera dei Lord,in Inghilterra quei prodotti non possono essere proposti agli enti locali? Perché si consente che il nostro Paese sia terreno di shopping selvaggio da parte di banche straniere che rischiano di mettere in crisi le banche italiane, ma soprattutto il nostro sistema degli enti locali che tra un po' sarà completamente ostaggio degli enti locali stessi?

Per questo chiedo un voto condiviso, né di destra né di sinistra ma nell'interesse dei cittadini e di tutti noi, per sostenere i miglioramenti che propongo all'emendamento del Governo. (Applausi dal Gruppo FI).

 

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante il Governo a pronunziarsi sugli emendamenti esame.

LEGNINI, relatore. Signor Presidente, sulla norma dei derivati che sta suscitando una grande attenzione nell'opinione pubblica, abbiamo svolto una discussione approfondita in Commissione e abbiamo approvato il testo dell'articolo 10-bis che costituisce una sintesi delle posizioni espresse in Commissione e di quelle sostenute dal Governo. Cosa stabiliamo noi per replicare alle considerazioni della senatrice Bonfrisco, che ringrazio avendo messo molto impegno nella discussione, nella stesura del suo testo, nella valutazione di questa problematica?

Stabiliamo in primo luogo che i contratti cosiddetti derivati siano informati alla trasparenza. Questo testo è identico al testo Bonfrisco. Secondo, che i contratti derivati rechino le informazioni che saranno fissate con un decreto del Ministro dell'economia, sentiti CONSOB e Banca d'Italia. Anche sotto questo profilo, il testo è analogo a quello della senatrice Bonfrisco. Dopodiché stabiliamo che il Ministero dell'economia dovrà verificare la corrispondenza tra i contratti che saranno stipulati dagli enti locali e dalle Regioni ed i modelli in tal modo predisposti ed approvati e dopodiché stabiliamo che il rispetto di queste condizioni costituisce elemento costitutivo dell'efficacia del contratto. Se non si rispettano queste regole il contratto è nullo.

La senatrice Bonfrisco in cosa vuole ulteriormente innovare? Nella previsione di un margine di oscillazione del rischio, superato il quale, il rischio stesso ricade sugli operatori finanziari, sulle banche che propongono quei prodotti e su pochi altri. Personalmente condivido l'esigenza di ripartire il rischio, purtuttavia da chi è più esperto di me e di noi ci viene fatto rilevare che questa norma costituirebbe una seria e invasiva violazione dell'autonomia negoziale delle parti contrattuali; si andrebbe ad incidere sulla volontà contrattuale, che, ripeto, con il testo approvato viene comunque incanalata dentro binari che saranno ben definiti con il decreto che emanerà il Ministero dell'economia.

Per queste ragioni esprimo parere contrario, pur sottolineando e apprezzando lo sforzo che la collega Bonfrisco ha posto in essere su questo tema.

SARTOR, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, data la rilevanza dei temi, al di là del conformarmi al parere del relatore, vorrei comunque svolgere un breve commento. Innanzi tutto vorrei ricordare come su questa delicata ed importante tematica è stata proprio l'iniziativa del Governo dello scorso anno, che è stata poi approvata dal Parlamento, ad avviare questa serie di attività che hanno consentito anche di far emergere alcune situazioni critiche.

Vi è piena condivisibilità sulle finalità che si vogliono raggiungere con l'emendamento 10-bis.800. Vi sono invece alcune perplessità in merito gli strumenti che si vogliono utilizzare per raggiungere tali finalità. Vorrei ricordare come, per esempio a proposito dei prospetti informativi, vi siano delle direttive comunitarie che individuano con precisione i temi che debbono essere affrontati dai prospetti in merito all'eventuale introduzione di vincoli contrattuali. Anche in questo caso gli obiettivi che il Governo intende perseguire credo siano quelli del rafforzamento dei controlli e della consapevolezza delle parti contraenti sulla natura del contratto, ma non dell'introduzione di vincoli contrattuali, che, come ha ben ricordato anche il relatore, lederebbero l'autonomia contrattuale delle parti.

Per tale ragione, come ricordato, esprimo un parere conforme a quello del relatore. (Applausi dai senatori Morando e Legnini).

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10-bis.800.

AUGELLO (AN). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

AUGELLO (AN). Signor Presidente, il Gruppo di Alleanza Nazionale voterà a favore dell'emendamento 10-bis.800.

Mi limito a fare qualche piccolo commento su questa vicenda, perché non è così innocente e natalizia la distanza tra la posizione del Governo e quella espressa dai firmatari di questo emendamento. Ricordo intanto al sottosegretario Sartor che nella direttiva europea che riguarda le tipicità di trasparenza che debbono apparire nei contratti non c'è nulla che contraddica ciò che propone in questo momento la collega Bonfrisco. Il nodo della questione è che il Governo non vuole fissare per legge alcune norme e vuole rinviare ad un decreto successivo un'ulteriore disciplina. Peraltro, ricordo sempre al sottosegretario Sartor, che il primo intervento in termini di chiarificazione della disciplina e delle norme sui contratti derivati e in generale sulla finanza strutturata non è ascrivibile a questo Governo ma al Governo Berlusconi nel 2004.

Ciò premesso, la questione è quindi decisiva. In Commissione si è svolto un dibattito nel corso del quale una parte dell'opposizione, secondo me casualmente, perché credo che il Senato abbia sensibilità differenti su questo tema, ha cercato di porre l'accento sull'esigenza di una norma immediatamente cogente per mettere in sicurezza gli enti locali di fronte ai problemi che possono scaturire da un'errata gestione degli strumenti riconducibili al mercato dei derivati; c'è stata una costante spinta da parte del Governo ad eludere tale questione per rinviarla ad altra sede ed utilizzare un altro strumento. (Applausi dal Gruppo FI).

Questa è la verità e quanto è accaduto. Faccio sempre salva la buona fede, non voglio pensare che ciò sia accaduto perché non si vuole affrontare il problema, però, dopo venti giorni di discussioni, la verità è che ci troviamo dinanzi ad un rinvio ad un decreto che si farà e ad un comma 3 assolutamente pleonastico in tale previsione per la quale la Regione e l'ente locale sottoscrittore dello strumento finanziario devono attestare espressamente di aver preso in considerazione. Quindi, è prevista un'autocertificazione della consapevolezza di ciò che si è fatto in questa norma, che francamente muove poco la classifica dal punto di vista delle sicurezze da acquisire su questo tipo di operazioni. In compenso, è scomparsa una norma orribilmente dirigistica che noi avevamo avversato, che prevedeva che il Ministero dovesse autorizzare, addirittura, gli enti locali a svolgere quest'operazione.

Considerato che vi sarà una seconda lettura alla Camera in cui questa materia verrà riesaminata, a mio parere l'Aula farebbe bene a licenziare un testo che intanto fissa una serie di princìpi chiari qui ed ora, sui quali inchiodare tale questione rispetto alla necessità che ha il Parlamento di correre ai ripari su una situazione che in talune circostanze - solo in alcune, perché nella maggior parte dei casi l'utilizzo del mercato dei derivati è stato benefico per gli enti locali e per le Regioni - ci sono state delle cadute che hanno mostrato il rischio di questo tipo di operazioni e l'inconsapevolezza con cui in esse ci si avventura, spesso e volentieri, su istigazione di broker molto spregiudicati.

Approvare questa norma significa arrivare alla Camera con una situazione più chiara sul livello dell'intervento che il Parlamento intende attuare su simili questioni, non votarla significa affidarsi, mani e piedi legati, a quello che deciderà il Governo. Alleanza Nazionale sceglie di cominciare a decidere da adesso. (Applausi dal Gruppo AN).

EUFEMI (UDC). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

EUFEMI (UDC). Signor Presidente, non è esatto quello che ha detto il Sottosegretario: è l'opposizione che, con la sua azione, ha determinato le condizioni per far emergere il quadro complessivo dei derivati e lo ha fatto in Commissione. Chiedo, anzi, alla senatrice Bonfrisco di poter aggiungere la mia firma a questo emendamento. Abbiamo posto il problema della trasparenza. Il testo della Commissione è un passo avanti, ma insufficiente, perché gli enti locali si sono avventurati sul terreno della scommessa, si sono fidati di intermediari finanziari, ma chi vende sa che cosa vende, mentre chi compra non sempre sa cosa compra, e gli enti locali non lo sapevano. C'è una parte di enti locali che ha fatto operazioni addirittura sui mercati internazionali, che sfuggono anche al controllo della Banca d'Italia e quindi non emerge un quadro complessivo di questo fenomeno.

Riteniamo che vi sia la necessità di una norma più forte come quella proposta dalla senatrice Bonfrisco, che noi sottoscriviamo convintamente.

BONFRISCO (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BONFRISCO (FI). Signor Presidente, le segnalo, nella mia dichiarazione di voto, che la sottostima da parte del Governo di questo fenomeno è assai evidente, e ha ragione il senatore Eufemi: il relatore Legnini ha il grande merito di aver tentato di trovare una formula che consentisse non solo alla Commissione bilancio, ma all'intero Senato una soluzione per cui i rappresentanti dei cittadini chiedano al Governo e impegnino il Governo, attraverso un dispositivo di legge, a fare quello che il Governo finora non ha fatto. So bene, però, che non è solo il Governo che avrebbe dovuto fare qualcosa.

Mi piacerebbe sdrammatizzare l'aria attorno a questo fenomeno che invece è assai triste: c'era una nostra collega, qualche tempo fa, che alla domanda: «Onorevole, cosa è la CONSOB?», non sapeva rispondere. Ci ha fatto sorridere in tanti, ma ci dovremmo domandare cosa sia la CONSOB e dove stia, quale vigilanza abbia operato la CONSOB su questo fronte. Ahimè, ritengo sia quella stessa che ha operato quando ha affrontato i casi Parmalat e Cirio, che hanno scosso il nostro Paese, ma evidentemente quella lezione non ci è servita e non è stata abbastanza per aprire le nostre coscienze di fronte a questa tremenda questione.

Voglio citare l'ex presidente della CONSOB, Guido Rossi, che in un'intervista rilasciata a «Milano finanza» il 23 ottobre scorso ha affermato: il vero pericolo sono i derivati. Noi dovremmo ascoltarlo un po' di più e chiedere a questo Governo non di opporsi agli emendamenti del relatore Legnini o all'emendamento che abbiamo sottoscritto in tanti di noi della Casa delle Libertà, ma di aprire gli occhi e di garantire quei cittadini che, invece, in questo Governo non trovano nessuna garanzia.

Ma molte banche trovano molte garanzie in questo Governo, ahimè, quasi tutte straniere. Questo è il vero tema sul quale dobbiamo ragionare: se questo Governo è in grado di garantire la sicurezza non solo fisica ma anche dei risparmi dei suoi cittadini, oppure no. (Applausi dal Gruppo FI).

ROSSI Fernando (Misto-Mpc). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

ROSSI Fernando (Misto-Mpc). Signor Presidente, avevamo chiesto che ci fosse una discussione su questo tema e il presidente Benvenuto ci aveva informato che si sarebbe svolta in Commissione, o addirittura in Aula. Ma la questione non è stata esperita. Se la questione sta nei termini posti dal relatore, e cioè che tanti punti sono in comune, tralasciando le considerazioni politiche della senatrice Bonfrisco che vanno al di là del contenuto dell'emendamento, forse il timore del relatore è che si vada ad invadere una competenza delle banche.

Credo che il Senato ne abbia tutte le facoltà e credo che forse dovrebbero essere le banche a non invadere, come stanno facendo, la vita economica e politica di tutti gli italiani. Quindi, io voterò a favore dell'emendamento 10-bis.800. (Applausi del senatore Eufemi).

GIRFATTI (DCA-PRI-MPA). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

GIRFATTI (DCA-PRI-MPA). Intervengo, signor Presidente, per annunziare il voto favorevole sull'emendamento 10-bis.800 ma anche per sottolineare, così come hanno fatto altri illustri colleghi che mi hanno preceduto, come il Governo con questa norma abbia voluto semplicemente fare un riferimento superficiale ad un problema finanziario che oggi interessa tantissimi enti locali. Al momento, come hanno ricordato tutti coloro che mi hanno preceduto, non vi è alcun controllo. Molte Regioni e Comuni hanno acquistato da banche, soprattutto estere, non titoli, ma spazzatura.

È necessario approvare questo emendamento perché si inizi a far chiarezza sulla questione, su quale sia l'effettiva disponibilità finanziaria degli enti locali. Se oggi stesso effettuassimo un controllo sostanziale sulle attività degli enti locali riscontreremmo un loro forte indebitamento, che tuttavia non potranno più saldare, visto che posseggono carta straccia. Il Governo non può imbrogliare così il mondo finanziario.

Come giustamente sottolineava nell'accorata ma anche accurata illustrazione la collega Bonfrisco, dobbiamo esaminare il risultato di queste operazioni. Lancio allora un appello al riguardo. Mi meraviglio del fatto che il Governo non abbia accolto questo emendamento, dal momento che esso chiarisce, attribuendo maggiore trasparenza, tali operazioni. Credo davvero che non accogliendo questa proposta di modifica il Governo voglia continuare a lasciare in superficie ciò che tra non molto vedremo esplodere, visto che, come ho già detto, di certo la maggior quantità di questi titoli non è altro che spazzatura. (Applausi dal Gruppo FI).

POLLEDRI (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

POLLEDRI (LNP). Signor Presidente, annuncio il voto favorevole della Lega all'emendamento 10-bis.800.

Il Governo farebbe bene a far meno gli interessi di Morgan Stanley, altamente rappresentata nel Governo, e a prendersi più a cura di quelli degli enti locali. (Applausi dal Gruppo LNP e della senatrice Bonfrisco).

SILVESTRI (IU-Verdi-Com). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

SILVESTRI (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, condivido l'impostazione data dalla senatrice Bonfrisco, con cui abbiamo anche collaborato. Prendo anche atto, però, delle dichiarazioni sia del relatore che del Governo in relazione alla politica che si intende fare per garantire i risparmiatori e i nostri enti locali. Annuncio, quindi, il mio voto di astensione sull'emendamento 10-bis.800.

PRESIDENTE. Senatore Ciccanti, senatore Cutrufo, è questione di stile non dare le spalle alla Presidenza. Senatore Calderoli, le rivolgo il medesimo invito.

PALLARO (Misto). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

PALLARO (Misto). Signor Presidente, è vero che tutte le documentazioni indicavano che i bond argentini erano classificati in base al rischio Paese. Solo un piccolo Stato dell'Africa, infatti, veniva dopo l'Argentina. Le banche che hanno offerto ai propri clienti quei titoli sapevano che essi non avevano valore e che il Paese non era più in condizione di sostenerli ed offrivano il 10 per cento d'interesse in dollari, a differenza di altre che offrivano il 2-2,5 per cento.

Certamente il risparmiatore non ha una conoscenza profonda di quello che succede nel mondo. Per questo motivo credo che le banche abbiano la responsabilità di tutelare i propri clienti spiegando loro il rischio che corrono nell'acquistare certi titoli.

Pertanto, rivolgo alla senatrice Bonfrisco le mie felicitazioni per avere messo questo tema sul tappeto della discussione. (Applausi della senatrice Bonfrisco).

Presidenza del vice presidente ANGIUS (ore 11,50)

MORANDO (Ulivo). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MORANDO (Ulivo). Signor Presidente, intendo confermare il voto contrario del Gruppo dell'Ulivo sull'emendamento 10-bis.800 e richiamare l'attenzione dei colleghi, i quali potrebbero non avere preso visione dell'emendamento nel suo complesso, sul fatto che esso non contiene solo una parte dispositiva, di cui si è lungamente parlato, relativa ai titoli emessi dagli enti locali sul mercato finanziario, ma anche una parte di copertura finanziaria che, come lei sa, signor Presidente, è essenziale in ogni emendamento. Segnalo, in particolare ai colleghi che hanno preannunciato un voto di astensione o che hanno intenzione di consentire l'approvazione di questo emendamento, che esso reca una copertura che cancella una parte decisiva del Fondo per il finanziamento del protocollo sul welfare, che affronta l'intera questione del mercato del lavoro e dell'indennità di disoccupazione, previsto dall'articolo 62 del disegno di legge finanziaria.

Una delle ragioni per cui il relatore e, immagino, il Governo si sono pronunciati contro l'emendamento in esame va anche al di là del merito della disposizione per quanto riguarda i titoli degli enti locali. Infatti, anche la misura di copertura, a mio giudizio, non può essere condivisa in alcun modo.

Il lavoro svolto in Commissione ha consentito di arrivare all'approvazione di un testo che realizza il massimo della convergenza possibile. Invito quindi i colleghi della maggioranza a sostenere questa ipotesi, secondo la proposta approvata in Commissione, e, pertanto, a respingere l'emendamento 10-bis.800 che, se approvato, avrebbe conseguenze finanziarie che andrebbero ben oltre il problema dei derivati. Spero che questo sia chiaro ai colleghi di maggioranza che si apprestano a votare. (Applausi del senatore Di Lello Finuoli).

BONFRISCO (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Senatrice Bonfrisco, è già intervenuta due volte.

 

BONFRISCO (FI). Vorrei solo dire al presidente Morando che sta citando una cosa errata. L'emendamento 10-bis.800 non necessita di alcuna copertura finanziaria. Il senatore Morando si sta riferendo ad un testo che, a causa delle procedure copiative dei vari uffici legislativi, ha mantenuto una certa dicitura. La prego però di eliminare dall'emendamento il riferimento alla copertura finanziaria che non è richiesta, come è assolutamente evidente.

PRESIDENTE. Va bene. È evidente che c'è un parere diverso tra la senatrice Bonfrisco e il presidente Morando. Non avendo altre richieste di intervento, pregherei i colleghi di prendere posto, perché dobbiamo procedere al voto. Ci saranno alcune votazioni che dobbiamo svolgere una dietro all'altra. Prego i colleghi di prendere posto: vi prego di sedervi e di lasciare ben visibile la spia luminosa che segnala che si sta votando. (Il senatore Piccone fa segno di voler intervenire). Mi scusi, senatore, su cosa chiede di intervenire?

PICCONE (FI). Vorrei intervenire per dichiarazione di voto sull'argomento; avevo chiesto ripetutamente la parola.

PRESIDENTE. Per il suo Gruppo ha già svolto la dichiarazione di voto la senatrice Bonfrisco, non le posso dare la parola: ha già parlato tre volte.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

SCHIFANI (FI). Signor Presidente, il senatore Piccone intende intervenire in dissenso: ha il diritto di parlare!

 

PRESIDENTE. Senatore Carrara, ho registrato la sua richiesta.

Senatore Schifani, se il senatore Piccone non chiede di intervenire in dissenso, non posso supporlo: sarebbe bastato che precisasse che intendeva intervenire in dissenso dalla senatrice Bonfrisco ed io gli avrei certamente dato la parola. (Commenti del senatore Garraffa).

 

PICCONE (FI). Signor Presidente, vorrei invitare il collega Garraffa a fare il Presidente, visto che vuole chiedere lui le cose per me.

 

PRESIDENTE. Lasci perdere, per favore. Utilizzi adeguatamente il tempo a sua disposizione.

PICCONE (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.

 

PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.

 

PICCONE (FI). Non parteciperò al voto e vorrei spiegarne brevemente le ragioni alla maggioranza e all'opposizione, dal mio modesto punto di vista di sindaco e amministratore locale.

C'è una grande e forte voglia da parte di questo legislatore di intervenire (a piè pari, sistematicamente e in maniera molta pesante) su argomenti che invece attengono alle amministrazioni locali, le quali assolutamente non possono essere accomunate ai risparmiatori - poveretti! - che devono essere assolutamente tutelati. Gli amministratori locali sono eletti dal popolo a suffragio universale e dovrebbero essere competenti; dovrebbero intervenire nel predisporre strumenti finanziari che fanno parte dell'economia moderna, che sorreggono, al pari delle attività produttive, tutto il mondo economico. È come se oggi dovessimo rinunciare ad utilizzare Internet, perché è uno strumento moderno che non si capisce. Non è così.

Lo strumento finanziario dei derivati sostiene l'economia moderna al pari delle attività produttive. Se ci sono delle deformazioni e delle distorsioni, gli amministratori locali dovrebbero avere la competenza e il buon senso di saper amministrare i propri enti locali e quindi di predisporre adeguatamente le attività. Lo fanno attraverso dei semplici strumenti di conoscenza.

Vorrei solo rammentare che spesso il presidente della Provincia, piuttosto che il sindaco, utilizza il derivato consapevole del fatto che abbassando la rata nell'immediato futuro salverà la propria legislatura e rimanderà ad un futuro più lontano la necessità di rientrare di quel debito. Ma questo non può essere regolato per legge; questa valutazione deve rientrare nel buon senso e nella capacità dell'amministratore locale che, diversamente, si vedrebbe non più votato dal suo elettorato.

Se negli altri campi della pubblica amministrazione e dell'amministrazione locale dovessimo fare quello che stiamo per fare nel campo della finanza, dovremmo regolare dettagliatamente ogni azione dell'ente locale. Ritengo che questo sia molto vicino ad un pensiero non liberale e non moderno e ancora più vicino ad un pensiero comunista e interventista che non mi appartiene.

GRILLO (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.

 

PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.

 

GRILLO (FI). Signor Presidente, ho molto apprezzato l'interesse e l'impegno che alcuni colleghi hanno messo nel corso del dibattito sulla finanziaria attorno a questo problematica. In particolare, do atto alla senatrice Bonfrisco di essersi impegnata al massimo per richiamare l'attenzione su una problematica seria, complessa e difficile. Come però qualcuno ha detto, occorre fare attenzione ai confini che dobbiamo porci attorno ad una polemica che certamente ha il diritto di essere svolta. Occorre sapere che il sistema dei derivati oggi è parte strutturale del sistema finanziario italiano, europeo e mondiale. Sarei più dell'avviso che queste problematiche tornassero all'attenzione della Commissione finanze.

Il nostro Paese sulla legislazione che riguarda il sistema creditizio e finanziario è uno dei più avanzati d'Europa e coloro che contestano simile affermazione evidentemente non sono né documentati, né aggiornati. Quindi, se si vuole affrontare in maniera organica, puntuale, ancora più precisa, mettere dei paletti, ulteriori controlli, attorno a queste emissioni, per carità, lo si faccia, ma senza per questo buttare l'acqua sporca con il bambino dalla finestra.

Quindi, anch'io, signor Presidente, mi asterrò dal partecipare alla votazione.

Se, viceversa, la proposta della senatrice si potesse trasformare in un ordine giorno, lo voterei favorevolmente.

PRESIDENTE. Siamo già in sede di votazione dell'emendamento, senatore Grillo.

Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, in precedenza avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10-bis.800, presentato dalla senatrice Bonfrisco e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Sui lavori del Senato

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, su richiesta del Governo, l'informativa sull'incidente di un elicottero precipitato ieri nei pressi di Treviso, nel quale sono periti sei militari statunitensi, avverrà alle ore 13. I nostri lavori proseguiranno sulla legge finanziaria sino alle ore 13.

A questo punto, però, la Presidenza decide di anticipare la ripresa dei lavori questo pomeriggio dalle ore 16 alle ore 15,30, restando fissato il termine della conclusione della seduta pomeridiana, come era stato stabilito, alle ore 19.

Pregherei i colleghi, anche in relazione a questo ulteriore accorciamento dei tempi, di accelerare molto nei loro interventi i giudizi e le valutazioni su emendamenti e su articoli di legge, perché siamo gravemente in ritardo rispetto alla tabella di marcia che era stata prevista e prefissata.

CASTELLI (LNP). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CASTELLI (LNP).Signor Presidente, condivido il tono decisionista, però vorrei sottolineare che la Presidenza non può decidere autonomamente di anticipare la seduta. Mi dichiaro d'accordo con lei, quindi se c'è unanimità lo facciamo, altrimenti no. Lo dico per precisione.

PRESIDENTE. Presidente Castelli, questo è l'orientamento del Presidente del Senato, che suppongo sia stato assunto sentendo un po' i pareri.

In ogni caso, è una proposta sui lavori che onestamente mi sembra abbastanza ragionevole, anche se comprendo il senso del suo intervento.

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817 (ore 12,02)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 10-bis.

D'ALI' (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ALI' (FI). Signor Presidente, voterò contro questo articolo, non perché sia affezionato al tema dei derivati, ma perché sono affezionato alla Costituzione e all'autonomia degli enti locali. Questo articolo - così come molti altri, sui quali avrò la possibilità di intervenire brevemente nel prosieguo del dibattito - rappresenta un pericoloso quanto incostituzionale attentato all'autonomia e alla responsabilità degli enti locali.

Il vero pericolo dell'attività finanziaria impropria che alcuni enti locali hanno messo in piedi, signor Presidente, colleghi, è il successivo intervento del Governo, così come è avvenuto con il precedente decreto fiscale, quando si sono impiegati 150 milioni di euro per risanare i bilanci di Comuni che avevano male amministrato. Allora, se è vero che bisogna dare moralità al sistema finanziario degli enti locali, lo si deve fare con gli strumenti appropriati e non con questo tipo di interferenza impropria nella loro autonomia.

Rispettiamo il Titolo V della Costituzione, se lo conosciamo, visto che qualcuno sembra non conoscerlo, ed evitiamo che il Governo vada ogni volta in aiuto degli enti che amministrano male. Diversamente, si finisce per incentivare la disattenzione degli amministratori degli enti locali, i quali si sentiranno sicuramente più "leggeri" nella disamina delle loro responsabilità sapendo che vi è un Parlamento, un Governo che intervengono per ripianare i loro debiti, senza neanche provvedere a mettere in piedi misure volte a rimuovere gli amministratori incapaci e volte ad impedire che essi continuino ad amministrare.

È questo il sistema utile per evitare le "leggerezze" nella conduzione finanziaria degli enti locali; non è certo quello di andare a interferire a piè pari sulla loro autonomia negoziale.

PRESIDENTE. Grazie, senatore D'Alì, per aver dato un contributo all'accorciamento dei tempi.

CARRARA (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 10-bis.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'articolo 10-ter.

È approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'articolo 10-quater.

CARRARA (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 10-quater.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 11.

CARRARA (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 11.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 12, su cui sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

ROSSI Fernando (Misto-Mpc). Signor Presidente, con l'emendamento 12.10 si chiede che i piccoli Comuni abbiano la possibilità di utilizzare le spese di progettazione regolando i rapporti con il proprio tecnico e potendo iscrivere nelle loro partite tali entrate per il funzionamento dell'ente locale.

Quindi, un piccolo Comune, invece di andare a progettazione esterna, iscrive nel progetto europeo le spese di progettazione e le introita, riservandosi con il proprio dipendente di dargli una parte di produttività.

PRESIDENTE. Senatore Rossi, la Presidenza prendo atto del suo intervento, ma le fa presente che l'emendamento 12.10, da lei poc'anzi illustrato, è precluso dalla reiezione dell'emendamento 10.18.

TURIGLIATTO (Misto-SC). Signor Presidente, l'emendamento 12.0.1 è uno di quelli da me presentati che tendono alla stabilizzazione del lavoro precario, in particolare a partire dal pubblico impiego, in questo caso degli enti locali. È inutile infatti continuare durante le conferenze, nelle dichiarazioni o nei talk show televisivi a mettere l'accento sulla precarietà se poi a partire dai settori pubblici questa è largamente dominante. L'emendamento in titolo pertanto è il primo, parziale, su questo settore perché a mio avviso è assolutamente necessario cominciare a seguire un'altra via e non lasciare che le cose vadano avanti come sono andate avanti finora.

L'anno scorso avevamo previsto alcune misure in finanziaria che mi pare tuttavia siano rimaste largamente disattese.

 

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

LEGNINI, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.

SARTOR, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il mio parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 12.4.

BOCCIA Antonio (Ulivo). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BOCCIA Antonio (Ulivo). Signor Presidente, il Gruppo dell'Ulivo, conformemente a quanto espresso dal relatore e conformemente al parere del Governo, esprime un voto contrario a questo emendamento.

Certo, il blocco delle assunzioni nei grandi Comuni, con la definizione di un rapporto tra dipendenti e residenti, crea oggettivamente dei problemi che non ci mettono nella condizione di valutare positivamente tale emendamento. Abbiamo molto discusso in Commissione, sappiamo che il collega Polledri è un esperto della materia e già in quella sede ci siamo chiariti in merito a questi aspetti. Confermo pertanto il voto contrario del nostro Gruppo.

CARRARA (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 12.4, presentato dai senatori Polledri e Franco Paolo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Ricordo che gli emendamenti 12.5 e 12.6 sono stati ritirati.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 12.7 (testo corretto).

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 12.7 (testo corretto), presentato dal senatore Polledri.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. L'emendamento 12.10 è precluso dalla reiezione dell'emendamento 10.18.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 12.14.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 12.14, presentato dal senatore D'Onofrio e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 12.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 12.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 12.0.1.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 12.0.1, presentato dal senatore Turigliatto.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Ricordo che l'emendamento 12.0.4 è stato ritirato.

CASTELLI (LNP). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CASTELLI (LNP). Signor Presidente, ormai siamo insieme da un anno e mezzo e abbiamo fatto migliaia di votazioni. Sono molte centinaia di volte che il senatore Garraffa ci tormenta, o quanto meno tormenta il mio padiglione auricolare destro, con le sue urla. La pregherei di invitarlo a stare un po' zitto.

PRESIDENTE. Va bene, senatore.

Passiamo all'esame dell'articolo 13, sul quale sono stati presentati emendamenti e un ordine del giorno che invito i presentatori ad illustrare.

FLUTTERO (AN). Signor Presidente, l'articolo 13 del disegno di legge finanziaria propone modifiche al testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali. Nello specifico, la rubrica dell'articolo 13 recita: «Comunità montane: razionalizzazione e contenimento dei costi».

Con l'emendamento 13.1 proponiamo di sopprimere questo articolo perché riteniamo che l'articolato, così come è stato definito dai passaggi in Commissione, non risponda agli obiettivi di razionalizzazione, né di contenimento dei costi. Riteniamo sia decisamente più opportuno che questo articolo rimanga inserito a pieno titolo nella discussione del codice delle autonomie locali (discussione, peraltro, aperta da mesi), in quanto è necessario che argomenti di questo genere siano affrontati in modo organico e razionale.

Rapidamente spiegherò perché non si assicura una razionalizzazione. Ad esempio, con le modificazioni introdotte dall'articolo 13 del disegno di legge finanziaria all'articolo 27 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, comma 3, lettera a), si stabilisce che almeno sette comuni confinanti, non meno della metà dei quali abbiano almeno l'80 per cento del territorio sopra i 500 metri, possono costituire una comunità montana. Ciò significa che, se assumiamo il numero di otto (per fare cifra tonda), l'altra metà, cioè quattro, può essere tranquillamente in pianura. Ovviamente in questo comma è prevista anche la deroga: infatti si afferma che per motivi particolari possono essere chiamati a costituire una comunità montana anche meno di sette Comuni; non ponendo un limite, potrebbero essere anche solo due i Comuni che costituiscono, motivandolo opportunamente, una comunità montana. Il comma 8 di questo articolo prevedeva, nella formulazione del Governo, il caso in cui una preesistente comunità montana potesse addirittura darne origine a due o più.

Questi sono alcuni dei motivi, emersi da un'attenta lettura del testo così come viene proposto all'Aula, che confermano quanto si sosteneva all'inizio, cioè che questo provvedimento non razionalizza, anzi rischia di creare ulteriore confusione in un settore abbastanza complesso.

C'è poi l'aspetto del "contenimento dei costi" che viene citato nella rubrica di questo articolo. Ben venga il contenimento dei costi, ma solo se è reale, se non distrugge funzioni consolidate e necessarie e se i risparmi conseguiti sono finalizzati ad obiettivi virtuosi. Ma questi risparmi non sono reali; il risparmio atteso è sovrastimato, alla stregua di quello quantificato dal successivo articolo 14 e, com'è stato abbondantemente denunciato dall'ANCI, distrugge funzioni consolidate e non disegna un modello alternativo e innovativo di gestione dei territori montani, aree disagiate del nostro Paese; e questi risparmi sovradimensionati non vengono utilizzati per obiettivi virtuosi.

Basta scorrere rapidamente l'elenco delle spese discutibili che sono inserite in finanziaria. Ve ne leggo alcune: 2 milioni di euro di fondi per l'apicoltura all'articolo 29-ter; 50 milioni di euro per aree verdi in zone urbane all'articolo 45 (potrebbero tranquillamente realizzarle i Comuni che gestiscono queste zone); all'articolo 45 vengono stanziati 2 milioni di euro per il registro nazionale dei serbatoi di carbonio agro-forestali e per l'inventario nazionale delle foreste; all'articolo 49-bis vi sono 20 milioni di euro per le fondazioni lirico-sinfoniche; per arrivare ai 6 milioni di euro destinati al polo finanziario e giudiziario di Bolzano, Provincia autonoma che, notoriamente, riceve poche risorse dallo Stato (lo dico, ovviamente, in senso ironico e con una certa tristezza, pensando a tutte le altre Province e cittadini del territorio nazionale); per concludere, la finanziaria dispone la spesa di 20 milioni di euro per l'aumento del costo del personale degli enti pubblici. A questa misura faceva testé riferimento il senatore Turigliatto con il suo emendamento e mi permetto di segnalare all'Aula che, proprio due giorni fa, un'indagine de «la Repubblica» - giornale che certamente non si può definire vicino alla nostra parte politica - metteva in evidenza come il personale del pubblico impiego si evidenzi per un assenteismo più alto, rispetto al personale del settore privato, del 50 per cento. Inoltre, l'aumento del costo del personale del pubblico impiego è contrario all'obiettivo di riduzione dei costi nella pubblica amministrazione. Concludo la mia breve digressione sul personale della pubblica amministrazione, ricordando come sia ingiusto stabilizzare lavoratori precari che già sono avvantaggiati per il fatto che stanno lavorando.

Chiedo quindi all'Aula di votare favorevolmente alla mia richiesta di stralcio dell'articolo 13 contenuta nell'emendamento 13.1.

*DEL PENNINO (DCA-PRI-MPA). Signor Presidente, su un punto condivido il giudizio del collega Fluttero. Siamo in presenza di una formulazione dell'articolo 13 che non risolve il problema delle comunità montane, ma potremmo dire, con un gioco di parole, che in questo caso la montagna ha partorito il topolino. Tuttavia, il problema esiste e ci conviene probabilmente affrontarlo in questa sede, senza attendere il cosiddetto codice delle autonomie, i cui tempi di discussione e di esame da parte di questo ramo del Parlamento sono certamente destinati a prolungarsi notevolmente.

Con l'emendamento 13.6, interamente sostitutivo dell'articolo 13, propongo la soppressione degli articoli 27, 28 e 29 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali: in poche parole, la soppressionetout court delle comunità montane e non una soppressione a spizzichi, come quella prevista dall'articolo 13 proposto dal Governo.

Vorrei dare ragione di questa scelta: quando furono istituite le comunità montane, nel 1971, erano tempi di ristrettissime deleghe alle Province ed era anche una fase storica il cui il problema dell'abolizione delle Province era all'ordine del giorno. Negli anni successivi si è attuata una modifica nell'equilibrio delle competenze dei poteri locali: alle Province sono stati affidati compiti in materia di difesa del suolo, deforestazione, parchi, riserve naturali con funzioni che riassorbono quelle assegnate alle comunità montane. La sopravvivenza delle comunità montane, quindi, se non abbiamo il coraggio di affrontare il tema della revisione costituzionale e dell'abolizione delle Provincia, non ha più significato. È un costo aggiuntivo e una complicazione del nostro sistema di autonomie locali.

Vorrei portare all'attenzione dei colleghi alcuni dati a sostegno della mia richiesta di sopprimere gli articoli 27, 28 e 29 del testo unico degli enti locali. Oggi siamo in presenza di 356 comunità montane, la cui superficie è di 16 milioni di ettari, a fronte di superfici montane del Paese di soli 10 milioni di ettari.

Le comunità montane hanno spese correnti per 852 milioni e 131.000 euro a fronte di spese dichiarate in conto capitale di 1 miliardo e 167 milioni di euro. Ma 111 milioni e 615 euro, indicati come spese in conto capitale, sono destinati all'amministrazione generale, alla gestione e al controllo. Se poi guardiamo alle tabelle relative alle spese per investimenti divise per interventi si accerta che per l'acquisizione di beni immobili sono stati spesi 353 milioni e 665.000 euro su un totale di 862 milioni e 246.000 euro. Quindi, non siamo in presenza di spese di investimento ma di rilevanti spese per acquisizione di immobili o spese correnti.

Se pensiamo che hanno 7.500 dipendenti, il 15 per cento di quelli delle Province, e che le spese per gli emolumenti dei presidenti delle comunità montane ammontano a 13 milioni e 680.000 euro, mentre non abbiamo i dati per i gettoni dei consiglieri, ci rendiamo conto come questo rappresenti un costo della politica reale che non risponde più a funzioni che debbono essere svolte, potendo essere espletate benissimo dai singoli Comuni, dall'Unione dei Comuni o dalle Province.

Quindi, la richiesta di soppressione delle comunità montane sostituendo all'articolo 13 del testo del Governo la proposta di abolizione degli articoli 27, 28 e 29 del testo unico degli enti locali mi sembra meritevole del consenso dell'Aula.

SANTINI (DCA-PRI-MPA). Signor Presidente, aggiungo la mia firma e quella del senatore Morra all'emendamento 13.1 e aggiungo alle spiegazioni già date un paio di connotati che potrebbero aiutare il relatore e i colleghi a capire che ci troviamo di fronte ad un problema troppo grande perché sia risolto nell'omnibus di una finanziaria.

La riforma delle comunità montane va stralciata e quindi l'articolo 13 va trasferito tout court in una legge organica che a breve potrebbe essere discussa in quest'Aula. Esistono due possibilità. La prima è quella di inserire l'articolo 13 nella legge, già depositata, di riforma della legge n. 97 del 1994 sulla montagna. La seconda è quella di un incardinare detto articolo nella legge sui piccoli Comuni, che già è prevista in calendario al Senato. In quelle sedi un tema così delicato come quello delle comunità montane potrebbe trovare un maggiore approfondimento, un'analisi seria ed una considerazione sulle ripercussioni che avrebbe.

Signor Presidente, non voglio offendere nessuno. Non si possono giudicare le comunità montane vivendo in città. Bisogna capire cosa esse rappresentano ancora in determinate situazioni e località di montagna. È vero che vanno ridimensionate, modernizzate e ridotte, ma non si possono cancellare con un colpo di spugna incosciente come questo. Una delle conseguenze collaterali, non secondaria secondo me, è proprio quella che ha ricordato prima il collega Del Pennino, seppure con una intenzione opposta rispetto alla mia: da un giorno all'altro, 7.500 dipendenti si troverebbero senza lavoro e dirottati verso amministrazioni comunali che francamente, non avendo bisogno di loro, non saprebbero come assolvere al compito di creare nuovi posti di lavoro che non esistono. Quello, sì, sarebbe uno spreco della spesa pubblica, anzi un abuso.

Quindi raccomando ai colleghi di riflettere su questa proposta che non significa accantonare il problema delle comunità montane, ma collocarlo in un ambito più dignitoso e reale per risolverlo poi come l'Assemblea deciderà.

Aggiungo infine la mia firma e quella del collega Morra all'emendamento 13.1.

 

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

LEGNINI, relatore. Signor Presidente, il parere è contrario su tutti gli emendamenti ma voglio spendere qualche parola di motivazione.

Su questo articolo, licenziato dalla Commissione bilancio e sostituivo di quello proposto dal Governo, abbiamo fatto un lavoro molto accurato di valutazione, e anche di confronto con il mondo della montagna, pervenendo ad una soluzione che, a modo di vedere della maggioranza della 5a Commissione, è molto equilibrata. La soluzione proposta consente infatti di realizzare gli stessi risparmi previsti dal Governo e di realizzare anche di più a regime; non incide né sull'autonomia degli enti, né sulla potestà legislativa delle Regioni che viene espressamente salvaguardata con l'indicazione di criteri, ai quali le Regioni devono attenersi nel ridisciplinare questa materia entro il 30 giugno.

Voglio solo dire all'Assemblea che con questo articolo riduciamo il numero dei consiglieri delle comunità montane da 12.500 a 4.000; il numero degli assessori da 4.500 a 1.300 circa e così via; eliminiamo i Comuni costieri, i Comuni con popolazione sopra ai 15.000 abitanti. Facciamo un'operazione seria, equilibrata, eliminando le anomalie, più volte sottolineate anche dalla stampa e dall'opinione pubblica, ma non usando l'accetta nella ridefinizione dei territori di montagna perché sappiamo i problemi che si erano posti a seguito dell'indicazione rigida di quel criterio di ridefinizione della montanità proposto ma confermato come criterio dato alle Regioni, più attenuato ma nel contesto di un'operazione di razionalizzazione e di riduzione, risparmio vero sui costi della politica.

Infine, relativamente a questi risparmi abbiamo migliorato sensibilmente il Fondo per la montagna, confermando i 50 milioni proposti dal Governo nel testo originario e aumentando quello previsto nel secondo e terzo anno da 10 milioni di euro a 50 milioni di euro. Faccio notare all'Assemblea che il Fondo della montagna, fino all'anno scorso, era stato fissato in 25 milioni di euro e che nel passato Governo era stato totalmente o quasi totalmente azzerato. Si tratta di un'operazione seria ed equilibrata e ogni intervento ulteriore rischia di vanificare questo equilibrio faticosamente raggiunto in Commissione bilancio. Ribadisco quindi il parere contrario su tutti gli emendamenti.

In merito all'ordine del giorno G.13.100 esprimo parere favorevole al solo dispositivo, qualora esso sia inteso come auspicio affinché il Governo verifichi la possibilità di porre in essere quegli interventi. Faccio notare che la premessa, oltre a non corrispondere ai princìpi e alle decisioni assunte, si riferisce ad un vecchio testo che non esiste più. Quindi, esprimo parere favorevole limitatamente al dispositivo.

SARTOR, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il parere del Governo in merito agli emendamenti è conforme a quello del relatore.

Circa l'ordine del giorno G13.100 il parere è favorevole come raccomandazione, limitatamente al solo dispositivo.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 13.1.

D'ALI' (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ALI' (FI). Signor Presidente, ho chiesto di intervenire anzitutto per evitare ai colleghi una confusione, perché il relatore, nel dare il parere, è arrivato fino all'articolo 16, mentre siamo ancora fermi all'articolo 13.

Vorrei poi pregare, condividendone assolutamente le motivazioni, anzi avendo molto da aggiungere sulla negatività di questo articolo, il collega Fluttero e gli altri sottoscrittori dell'emendamento soppressivo 13.1 di ritirarlo, per poi confluire sulla votazione contraria dell'articolo 13. Mi sembra infatti di ricordare, a termini di Regolamento, che l'eventuale bocciatura dell'emendamento soppressivo precluderebbe gli altri emendamenti e soprattutto la votazione sull'articolo, che è quella fondamentale.

Quindi, se i sottoscrittori dell'emendamento 13.1 sono d'accordo, li pregherei di ritirare tale emendamento per poi votare contro l'articolo 13. In quel caso, Presidente, mi riservo di intervenire in dichiarazione di voto sull'articolo 13.

SANTINI (DCA-PRI-MPA). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

SANTINI (DCA-PRI-MPA). Signor Presidente, insieme al collega Morra abbiamo appena aggiunto le nostre firme a tale emendamento e, per quanto ci riguarda, accettiamo la proposta del collega D'Alì. Quindi, se poi lo sbocco sarà quello che ha detto il collega D'Alì, che porterà ad un voto contrario all'articolo 13, siamo disponibili a ritirare le nostre firme.

PRESIDENTE. Questo lo vedremo a conclusione delle dichiarazioni di voto, quando porremo il quesito ai presentatori dell'emendamento.

VITALI (Ulivo).Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

VITALI (Ulivo). Signor Presidente, intervengo contro l'emendamento soppressivo 13.1, perché, insieme con i senatori Santini, Perrin ed altri colleghi, sia della maggioranza che dell'opposizione, avevamo presentato un subemendamento all'emendamento del relatore in Commissione bilancio che per me ancora costituisce un punto di riferimento valido.

Debbo però riconoscere al relatore e alla norma che la Commissione bilancio ha prodotto - ed è per questo che esprimerò un voto contrario a questo emendamento - di aver fatto un passo in avanti rispetto al testo del Governo, perché le risorse vengono mantenute alla montagna.

C'è però un problema sul quale secondo me la Camera dovrebbe essere invitata a ritornare, anche per cercare di comporre meglio il rapporto con la montagna. Le comunità montane, senatore Del Pennino, sono forme associative che la prossima Carta delle autonomie, che mi auguro, come lei, possa essere presto varata, dovrà prevedere per tutto il territorio nazionale come unioni, per me obbligatorie, di Comuni sotto una certa dimensione demografica.

Non si può pensare di abrogare un centinaio di comunità montane ponendo i costi dei servizi da queste resi a carico dei Comuni che ne fanno parte. Bisogna mettere mano alla classificazione dei Comuni montani, a cui il senatore ha anche fatto riferimento, con la nuova legge sulla montagna o con la modifica della legge sui piccoli Comuni; in questo senso, è giusto ridurre, come ha detto il relatore, senatore Legnini, gli organismi di governo delle comunità montane, ma senza produrre degli effetti indesiderati che sono, a mio modo di vedere, figli della cattiva impostazione del testo governativo.

Comunque riconosco che il testo che la Commissione bilancio ha posto all'attenzione dell'Aula è sicuramente migliorato rispetto al testo originale.

PRESIDENTE. Senatore Collino, il senatore D'Alì ed altri senatori hanno avanzato la richiesta a lei, al senatore Fluttero e ovviamente agli altri presentatori, di ritirare l'emendamento 13.1. Accoglie tale invito?

COLLINO (AN). Signor Presidente, intendiamo mantenere l'emendamento 13.1.

D'ALI' (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ALI' (FI). Signor Presidente, lei ha visto che abbiamo cercato di essere assolutamente coerenti con la sostanza degli argomenti più che con l'apparenza.

Voterò a favore della soppressione di questo articolo, perché mi meraviglia che il Governo, il relatore e tanti illustri colleghi che hanno esperienza di diritto costituzionale possano pensare che questo emendamento non intervenga a stravolgere i principi essenziali del Titolo V della Costituzione e dell'ordinamento degli enti locali. Tra l'altro, il codice delle autonomie è all'attenzione delle Commissioni parlamentari perché è lo stesso Governo che lo ha proposto. Come si fa adesso in finanziaria ad intervenire dicendo delle assurdità? La prima cosa corretta che si dice - l'unica - è che le comunità montane sono da intendersi (ma anche questa è una novella legislativa) come Unioni di Comuni.

Tutti noi sappiamo che le Unioni di Comuni sono momenti di aggregazione volontaria dei Comuni. Quindi, il fatto che si dica che le comunità montane sono Unioni di Comuni mi sta bene, perché rispetta certamente l'autonomia degli enti locali nella decisione di aggregarsi tra loro per dare servizi in collettività ai cittadini. Questo però viene subito dopo smentito nel momento in cui l'articolo riconferma la prassi attualmente in essere - a mio giudizio assolutamente incostituzionale - che siano le Regioni ad individuare le comunità montane. Delle due l'una: o le Unioni di Comuni nascono come spontanee aggregazioni di Comuni, o sono le Regioni che decidono sulle comunità montane.

Si arriva però all'assurdità di confermare per le Regioni la possibilità di obbligare i Comuni ad unirsi in comunità indicando anche, in questa norma, il numero minimo di Comuni da cui le comunità montane devono essere composte. A questo punto auspicherei che il Quirinale rinviasse alle Camere in maniera clamorosa questa legge finanziaria proprio perché contiene questa norma, che è palesemente incostituzionale perché lede il Titolo V a intreccio, nel senso che prima lede l'autonomia degli enti locali subordinandone la volontà aggregativa alle decisioni delle Regioni, poi lede l'autonomia delle Regioni nel momento in cui indica alle stesse Regioni come devono legiferare o addirittura che il Presidente della Regione dovrebbe, con un suo provvedimento, stabilire qual è la composizione della comunità montana.

Siamo veramente in un paradosso di incostituzionalità e mi meraviglia che colleghi così avveduti - come ormai da tanti anni ho avuto modo di apprezzare in questo Parlamento, che fanno parte della Commissione bilancio e della Commissione affari costituzionali - non abbiano censurato questo modo di intervenire sia del Governo, sia poi della Commissione con le sue modifiche.

Si stabilisce, addirittura, che il Parlamento dovrebbe indicare alle Regioni l'altitudine o la differenza altimetrica nell'ambito del territorio comunale e che questo faccia scattare la qualifica di Comune montano (e ciò potrebbe al limite essere compatibile con una norma d'intervento statale) ma addirittura che questo Comune montano possa fare o meno parte di una comunità montana che viene qualificata come Unione di Comuni (cioè come aggregazione spontanea di Comuni), ma che poi questo sia stabilito con decreto del Presidente della Regione.

Sono veramente trasecolato, signor Presidente, nel constatare l'approssimazione con cui si interviene in una materia così delicata dimostrando, lo ripeto, la volontà di distruggere il Titolo V della Costituzione e l'autonomia degli enti locali.

Il Titolo V della Costituzione è stato approvato da una maggioranza consimile a quella che oggi governa il Paese che però smentisce sé stessa dal momento che, dopo aver affermato una buona legge di principio sull'autonomia degli enti locali, la va a smentire clamorosamente stabilendo un centralismo peggiore di quello stabilito da Ricasoli nel 1861. (Applausi dal Gruppo FI e del senatore Collino).

CARRARA (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 13.1, presentato dal senatore Collino e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 13.6.

 

DEL PENNINO (DCA-PRI-MPA). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Del Pennino, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

SANTINI (DCA-PRI-MPA). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

SANTINI (DCA-PRI-MPA). Signor Presidente, vorrei sapere se il senatore Del Pennino, che è del mio stesso Gruppo, rappresenta la dichiarazione di voto del Gruppo, nel qual caso chiedo di parlare in dissenso.

PRESIDENTE. Non ha svolto una dichiarazione di voto, ha chiesto solo di votare con il sistema elettronico.

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 13.6, presentato dal senatore Del Pennino.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 13.800.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 13.800, presentato dal senatore Castelli e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 13.801.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 13.801, presentato dal senatore Stiffoni e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. L'ordine del giorno G13.100 è stato accolto dal Governo come raccomandazione, limitatamente alla parte dispositiva. Senatore Santini, come si esprime riguardo a tale pronunciamento?

SANTINI (DCA-PRI-MPA). Vale in questo caso l'antico motto: «piuttosto di niente è meglio piuttosto».

 

PRESIDENTE. Sono d'accordo.

 

SANTINI (DCA-PRI-MPA). Concordo con il relatore sul fatto che, quando ho steso questo ordine del giorno, c'erano solo le premesse della proposta del Governo. Devo ammettere che qualche cosa è stata migliorata dagli emendamenti successivi. Non è ancora quello che chiedevamo. Quindi, il dispositivo può servire in effetti per colmare alcune lacune. Per esempio, è giusto il no ai Comuni costieri e ai capoluoghi di provincia, ma rimane come elemento su cui non siamo ancora d'accordo l'indice unico di valutazione della montanità riferito all'altitudine, come rimangono ancora molte perplessità sulla posizione delle Regioni. Già molte di esse hanno annunciato la presentazione di un ricorso alla Corte costituzionale in quanto trattasi di intervento di carattere ordinamentale in un documento di bilancio, e sembra che questo - me lo insegnano i professori presenti - non sia possibile. Inoltre, non è ancora soddisfacente la disponibilità per il Fondo nazionale della montagna.

Tuttavia, accolgo l'invito ad eliminare dall'ordine del giorno la premessa, purché si tenga conto dei quattro suggerimenti del dispositivo, con particolare riferimento alla restituzione al CAI - al quale tutti siamo affezionati grazie alla sua storia di quasi un secolo e mezzo - di quello stanziamento che è stato tagliato in maniera drastica ed al finanziamento dell'IMONT, l'unico istituto di ricerca della montagna. Sarebbe infine opportuno rinviare il problema delle comunità montane ad una legge organica.

PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono, l'ordine del giorno G13.100 (testo 2) non verrà posto in votazione.

Passiamo alla votazione dell'articolo 13.

D'ALI' (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ALI' (FI). Signor Presidente, ribadisco la nostra assoluta contrarietà all'articolo 13.

Avrei inoltre gradito che il parere del Governo fosse stato espresso dal Ministro per gli affari regionali, che ha presentato il nuovo codice delle autonomie che va ad incidere su questa materia, la quale, purtroppo, non ha potuto partecipare alla discussione odierna.

CARRARA (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Carrara, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 13.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817

 

PRESIDENTE. Ricordo che l'emendamento 13.0.1 è stato ritirato.

Passiamo all'esame dell'articolo 14, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

FLUTTERO (AN). Signor Presidente, intervengo per spiegare le motivazioni a base della proposta di soppressione dell'articolo 14, così come l'emendamento 14.1 dispone.

Anche in questo caso siamo di fronte ad una proposta di modifica dell'ordinamento degli enti locali che si trova in una fase di profonda analisi e rivisitazione ad opera del nuovo codice delle autonomie, come precedentemente evidenziato anche dal collega D'Alì. Ricordo, infatti, che il Ministro per gli affari regionali ha presentato il disegno di legge delega in materia, ora in discussione in 1a Commissione. Non si capisce quindi il motivo per cui si debba proporre questo tipo di intervento nell'ambito del disegno di legge finanziaria.

Peraltro, rispetto alla stesura presentata dal Governo, è saltata tutta una serie di provvedimenti che andavano in qualche modo incontro alle aspettative dei cittadini circa la riduzione dei costi della politica: è saltata la riduzione del numero dei consiglieri comunali ed è saltata la riduzione del numero dei consigli circoscrizionali, ma è rimasta una serie di norme vessatorie e piuttosto complesse nei confronti dei Comuni.

Vorrei infine ricordare l'assoluta contrarietà in materia da parte dell'ANCI, messa a conoscenza di tutti i senatori attraverso l'invio di alcune brevi righe che evidenziano anche come sia sovrastimato il risparmio previsto da questo articolo in 313 milioni di euro. Si tratta di somme che - come precisa l'ANCI - verranno sottratte ai trasferimenti erariali obbligando i Comuni ad aumentare le richieste di prelievo ai cittadini.

PASTORE (FI). Signor Presidente, interverrò brevemente.

L'emendamento 14.0.4 si compone di quattro parti. La prima riguarda la soppressione della formula «di norma» per la determinazione della popolazione minima necessaria a richiedere l'istituzione di nuove Province: chiaramente non possiamo sopprimere l'istituto provinciale, che è previsto nella Costituzione, ma almeno possiamo limitarne la proliferazione.

Circa le altre norme, un pacchetto riguarda le indennità di funzione dei consigli comunali, che vengono eliminate per i consiglieri comunali, mentre un'altra parte riguarda la moralizzazione nella corresponsione dei gettoni di presenza, nel senso che i regolamenti comunali devono stabilire norme che certifichino e verifichino l'effettiva presenza alle riunioni.

L'ultima norma riguarda l'elezione dei revisori dei conti. Si prevede che sia previsto un unico revisore dei conti nei Comuni fino a 300.000 abitanti e non più fino a 15.000 e che la maggioranza prevista per l'elezione non sia quella assoluta dei consiglieri assegnati, ma quella dei due terzi.

 

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

LEGNINI, relatore. Signor Presidente, anche per questo articolo la Commissione ha svolto un lavoro molto approfondito, pervenendo ad approvare una norma, un articolato interamente sostitutivo di quello in origine proposto dal Governo, e cioè stralciando la norma di riduzione del numero dei consiglieri provinciali, comunali e circoscrizionali (tema che si è ritenuto di dover demandare alla riforma in itinere del codice delle autonomie). In sostanza, si sostituisce questo articolato con una serie di norme che non incidono, come è stato erroneamente detto, sull'unità di misura del gettone di presenza dei consiglieri comunali, provinciali o degli assessori o dei sindaci. Infatti non tocchiamo l'entità dei gettoni di presenza delle indennità, ma vogliamo incidere, in misura anche significativa, sui meccanismi che a volte determinano anomalie nel cumulo e nel calcolo delle indennità.

L'articolo 14 pone in effetti una serie di norme che, per esempio, fanno divieto di forfetizzare il gettone di presenza in una indennità mensile, da parte dei consiglieri comunali, provinciali, e così via. È vero che si riduce il tetto del compenso massimo da un terzo al 25 per cento di quello del sindaco, ma è altresì vero che se si percepisce - come la norma prevede - soltanto un gettone di presenza, è difficile raggiungere tale tetto. Vi è poi una serie di altre norme che sono elencate. Anche qui c'è stato un lavoro faticoso, che sicuramente può essere migliorato nel prosieguo dell'esame della legge finanziaria, ma che, a mio modo di vedere, costituisce un approdo utile ed equilibrato che non penalizza gli amministratori locali (lo vorrei sottolineare), ma rende la percezione dei compensi più aderente all'effettiva partecipazione, all'effettivo svolgimento delle funzioni loro attribuite.

Per queste ragioni esprimo parere contrario sugli emendamenti presentati, con alcune eccezioni che mi appresto a precisare.

Più specificamente, signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 14.1, 14.3, 14.5, 14.13 e 14.0.5.

Quanto all'emendamento 14.1000, osservo che il comma 11 di cui al numero 6) è stato già accolto nel testo dell'articolato, mentre mi riservo di suggerire in sede di votazione l'accoglimento del primo periodo del comma 3, ma ho bisogno di svolgere prima una verifica tecnica per risolvere un problema interpretativo. Per la parte restante dell'emendamento il parere è contrario.

L'emendamento 14.750 consiste in un aggiustamento prevalentemente tecnico, con una modifica sostanziale che non incide in modo significativo sul testo: eliminiamo cioè l'obbligo di fare un'unica forma associativa relativamente alle convenzioni tra Comuni. Sarebbe stata una norma suscettibile di far aumentare le spese, quindi lasciamo libera la possibilità di stipulare convenzioni con altri Comuni. Il riferimento è all'articolo 30. il parere è pertanto favorevole.

Anche sull'emendamento 14.800, che è stato ampiamente discusso il parere è favorevole.

AZZOLLINI (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

AZZOLLINI (FI). Signor Presidente, per un mero errore materiale, le chiedo di poter modificare il testo dell'emendamento accantonato 5.31, nel senso che la soppressione non sia più riferita ai commi 18, 19, 20, 22 e 23, ma ai commi 20, 21, 22, 23, 24, 25 e 26. La sostanza è identica ma la proposta è meglio formulata sotto il profilo tecnico. Rinnovo naturalmente in questa occasione la richiesta al relatore e al Governo di considerare la sostanza dell'emendamento, di cui presento e sottoscrivo insieme agli altri firmatari il nuovo testo.

PRESIDENTE. Ne prendiamo atto, senatore Azzollini.

A questo punto, come precedentemente comunicato, rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.

 

Informativa del Governo sull'incidente occorso ad un elicottero statunitense in provincia di Treviso e conseguente discussione (ore 13)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca: «Informativa del Governo sull'incidente occorso ad un elicottero statunitense in provincia di Treviso».

Come precedentemente comunicato, dopo l'intervento del rappresentante del Governo ciascun Gruppo avrà a disposizione cinque minuti ed il Gruppo Misto dieci minuti.

Ha facoltà di parlare il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, dottor Naccarato.

NACCARATO, sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali. Signor Presidente, onorevoli senatori, sono qui a riferire sul tragico incidente che ha causato il decesso di sei militari americani ed il ferimento di altri cinque loro commilitoni, tutti in forza alla Compagnia G del 52° aviation regiment dell'esercito degli Stati Uniti di stanza ad Aviano.

In questa dolorosa e triste circostanza, desidero innanzitutto esprimere, a nome del Governo e delle Forze armate italiane, le più sincere e profonde espressioni di partecipazione e cordoglio ai familiari delle vittime ed alle Forze armate statunitensi per il grave lutto che li ha colpiti.

Passo subito all'esposizione dei fatti così come sono stati ricostruiti sulla base delle informazioni sinora pervenute. Alle ore 12,25 circa di ieri mattina, un elicottero da trasporto tattico UH60 black hawk, con a bordo 11 militari delle Forze armate statunitensi, decollato alle ore 11, 40 locali dalla base militare di Aviano, sede del 52° aviation regiment dell'esercito americano, mentre effettuava un volo di addestramento regolarmente pianificato, che prevedeva il sorvolo dell'area del fiume Piave ed il rientro dopo due ore circa, precipitava al suolo durante una manovra sulla zona di Grave del Piave, nel comune di Spresiano.

Nell'impatto perivano quattro militari, mentre gli altri sette occupanti riportavano ferite varie; di questi, tre versavano in gravissime condizioni. Successivamente, in ospedale, nelle ore seguenti decedevano ulteriori due militari.

Al momento dell'impatto le condizioni meteorologiche erano buone e non è stato segnalato il coinvolgimento di terzi né danni a cose. L'elicottero non trasportava alcun tipo di armamento e di munizionamento.

Sul luogo dell'incidente sono subito intervenuti i soccorsi (carabinieri, anche con elicotteri del 14° nucleo di Treviso, Eliambulanza, volontari del soccorso alpino, Vigili del fuoco e Polizia di Stato) ed i feriti sono stati trasportati negli ospedali di Treviso, Castelfranco Veneto e Padova.

La magistratura, ordinaria e militare, è stata informata così come le autorità americane. Sarà ora un'inchiesta di sicurezza del volo congiunta Italia-USA a stabilire le esatte cause del tragico incidente.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'informativa del Governo.

È iscritto a parlare il senatore Barbato. Ne ha facoltà.

BARBATO (Misto-Pop-Udeur). Signor Presidente, l'incidente dell'elicottero militare che si è consumato ieri lungo il greto del fiume Piave nella zona di Santa Lucia, vicino a Conegliano, in provincia di Treviso, ha avuto purtroppo, come ci ha appena confermato il Governo, un bilancio tragico che sarebbe potuto essere ancora più grave data la vicinanza del punto dell'impatto ad un tratto autostradale.

Esprimo, anzitutto, profondo cordoglio per le numerose vittime americane.

Per quanto attiene, poi, alla dinamica, ci risulta che l'elicottero militare statunitense UH60 Black hawk stava eseguendo un volo di addestramento dopo essere partito dalla base militare di Aviano.

Il programma di volo prevedeva un giro sulla zona e poi il rientro alla base nel pomeriggio. Dopo un'ora circa di addestramento, il velivolo si è avvitato su se stesso ed è precipitato.

Ci auguriamo che le cause dell'incidente vengano presto chiarite dalla magistratura italiana, a mio avviso competente per territorio, e che il Governo possa acquisire ancora maggiori informazioni rispetto a quelle appena illustrate dal Sottosegretario.

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Stracquadanio. Ne ha facoltà.

STRACQUADANIO (DCA-PRI-MPA). Signor Presidente, ringrazio intanto il Governo per la tempestività della risposta. Penso che da parte del Senato italiano debba essere manifestato il cordoglio e la partecipazione al lutto di un Paese alleato che, a seguito di un incidente, vede morire alcuni soldati sul nostro territorio. Si dovrebbe sempre ricordare che questi soldati sono presenti sul nostro territorio perché in un sistema integrato di difesa di un'alleanza internazionale essi garantiscono la libertà dei Paesi che ne fanno parte.

Di questo, quindi, dovremmo avvertire dentro di noi un senso di cordoglio, di lutto e di partecipazione anche emotiva analogo a quello che proviamo quando i nostri militari, impegnati in missioni in altre regioni del mondo, perdono la vita.

Temo che, invece, questa sia un'occasione per fare cattiva propaganda contro le nostre relazioni internazionali e contro il nostro sistema di alleanze. Ho già letto sui giornali che una serie di gruppi politici e di organizzazioni antagoniste alle alleanze militari storiche del nostro Paese ha cominciato a sollevare il problema dell'eventualità di incidenti qualora, ad esempio, la base di Vicenza procedesse verso l'allargamento accordato dal Governo italiano.

Credo, invece, si debba dare un segnale forte nella direzione opposta: rispettiamo e siamo fieri delle nostre alleanze e siamo molto vicini al popolo e al Governo americano, che in questo momento registrano il lutto di alcuni militari, per un incidente accaduto in un'esercitazione, cioè in un atto di routine quotidiana, a difesa, però, delle nostre libertà. (Applausi dei senatori Malan, Caruso e Zanoletti).

 

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pisa. Ne ha facoltà.

PISA (SDSE). Signor Presidente, innanzi tutto, voglio esprimere il cordoglio per la morte di tante giovani vite. Al riguardo manifestiamo totale solidarietà.

Credo, però, che l'incidente accaduto sottolinei tre problemi: quello della sicurezza sul nostro territorio, quello della sovranità sul nostro territorio e quello del rispetto delle regole e delle procedure per le attività aeree che si svolgono.

Non si è trattato del primo incidente perché vi sono precedenti: meno di due mesi fa è accaduto un altro incidente, in Provincia di Belluno, dove un caccia F16 è precipitato a pochi metri dalle case di un paese, esattamente come è avvenuto ieri.

Il ripetersi di questi incidenti interroga anche il nostro Paese. Sull'incidente specifico di ieri finora non è stata fornita alcuna informazione, ad esempio, sul reparto di appartenenza dei militari americani, sul motivo per cui stavano volando a bassa quota sul greto del fiume Piave. Mi aspettavo che il rappresentante del Governo fornisse qualche informazione al riguardo. Vorremmo sapere anche che tipo di esercitazione veniva svolta, chi ha autorizzato il volo tra le autorità italiane e chi ha approvato il piano di volo dell'elicottero.

Il rappresentante del Governo sa meglio di me che l'Italia non è un Paese ad ampi spazi, perché ha un'alta densità abitativa. Vorrei sapere, allora, se è proprio necessario subire voli di addestramento a bassa quota. Ricordiamo tutti che nel caso del Cermis - di cui ci fu addirittura sottratta la giurisdizione - si è trattato di un volo addestrativo a bassa quota. Ritengo che il nostro Paese non sia una palestra in cui sia possibile effettuare questo tipo di esercitazioni.

Mi chiedo anche se l'aumento degli incidenti non sia da imputare all'intensificazione delle attività addestrative, peraltro condotte con realismo bellico. Ciò significa che forse, nei prossimi mesi, questo tipo di incidenti sarà destinato ad aumentare.

Quello della sicurezza è uno degli elementi che si oppongono ad una progressiva militarizzazione del territorio e ad un affollamento di basi americane e NATO nel nostro Paese; ricordo che l'Italia è il paese della NATO in Europa con il più alto numero di basi. Oggi non c'è più neanche una ragione storica, come quella rappresentata dai confini tra la Venezia Giulia, la Jugoslavia ed i Paesi del Patto di Varsavia. Vorrei capire, dunque, il significato della numerosità di queste basi.

Peraltro, rispetto al tema della sicurezza e della demilitarizzazione del territorio, sottolineo che tali basi non solo non vengono rinegoziate (come stabilito nel programma dell'Unione), ma vengono addirittura ampliate, come è previsto per la base di Vicenza, di cui penso parlerà meglio di me la collega Valpiana.

Non solo, in queste basi, per esempio ad Aviano, da cui è partito l'elicottero, e a Ghedi, abbiamo ordigni atomici, contro i trattati di non proliferazione che prevedono che solo gli Stati membri del Consiglio di Sicurezza dell'ONU possono possedere armi atomiche e questi stessi Paesi non possono cederle ad altri.

Ciò, inoltre, si scontra anche con il fatto che il nostro Paese è denuclearizzato: in base ad un referendum noi importiamo energia da altri Paesi, non usiamo l'energia di questo tipo, poi invece permettiamo che nel nostro Paese ci siano armi nucleari negli arsenali conservati in queste basi.

Di più, questo tema si intreccia anche con la rinuncia alla sovranità e con la questione dei rapporti di subalternità che abbiamo con i nostri alleati: sappiamo infatti che queste basi sono sottratte, per il loro statuto, alla sovranità del nostro Paese. Aggiungo che si tratta di una subalternità anche rispetto alla giurisdizione che riguarda questi incidenti: ci ricordiamo tutti che per il caso del Cermis la giurisdizione fu sottratta al nostro Paese. Allo stesso modo, ricordiamo che recentemente, fuori dal nostro Paese, nel teatro operativo iracheno è stata sottratta la giurisdizione per il caso Calipari. Noi, dunque, vorremmo che su questa inchiesta (che parte congiunta e non sapremo come arriverà al termine) rimanga la giurisdizione del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo RC-SE).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Divina. Ne ha facoltà.

DIVINA (LNP). Signor Presidente, anche noi siamo stati colpiti da questa perdita importante: sei vittime, almeno per ora, e cinque feriti. Anzitutto, non possiamo che esprimere il nostro più sentito cordoglio a tutte le famiglie delle vittime. Siamo però soddisfatti che sia stata scongiurata una seconda grave situazione, quella che avrebbe potuto provocare un incidente di questo genere su strade trafficate o su centri abitati, del resto ad abbastanza vicini.

Non abbiamo elementi per fare valutazioni di altro tipo, nel senso che l'inchiesta USA-Italia non ha ancora prodotto alcun risultato, non ci sono elementi.

Infine desideriamo dirci vicini all'esercito e al Governo americano per questa perdita, ma anche per quanto tutta l'Europa ed il nostro Paese devono all'America per tutte le vittime che ha saputo dare fuori del proprio territorio, in questo caso in Europa e in Italia, al fine di garantire ai nostri popoli un futuro, uno sviluppo e una libertà che 60 anni fa non si era del tutto certi di poter avere.

 

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rubinato. Ne ha facoltà.

*RUBINATO (Aut). Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole rappresentante del Governo, mi unisco naturalmente al dolore e al cordoglio in vicinanza ai familiari delle vittime coinvolte nel tragico incidente di ieri; manifesto anche al Comando statunitense e agli Stati Uniti la sincera solidarietà e partecipazione mia personale e del Gruppo Per le Autonomie, nonché i più sinceri auguri di pronta guarigione ai feriti.

Accanto a questo, tuttavia, c'è in noi una grande preoccupazione per le implicazioni dell'incidente, per quello che poteva essere e che, per fortuna, non è stato. Chiediamo che il Governo si faccia parte diligente per procedere a un'attenta verifica delle misure di salvaguardia e di prevenzione dei rischi per la nostra popolazione civile. Non si tratta di una questione ideologica, ma quella parte del Paese, quel territorio che conosco bene perché da lì provengo, è una grande città diffusa, è una parte della pianura padana in cui la densità abitativa non è elevatissima, ma è estremamente diffusa sul territorio. Quando si arriva in aereo a Venezia, soprattutto di notte, si vede una distesa di luci ininterrotta che testimonia quello che dico.

Quindi, esercitazioni su quei cieli hanno comportato e comportano un rischio elevato non solo per chi purtroppo le pratica (si è vista, infatti, la tragica fine di questi militari, i quali pure erano legittimati a compiere quelle esercitazioni). Ma vi è un forte rischio anche per gli abitanti di quei Comuni, paesi e città: parliamo infatti di una vasta area metropolitana.

Pertanto, credo che su questo tema vada aperta una riflessione - ripeto - senza risvolti ideologici, che attiene alla sicurezza della nostra popolazione civile. È avvenimento di pochi mesi fa anche lo schianto dell'aereo militare F16 a Zoldo Alto e questo incidente ci ha riportato anche alla memoria le scene della strage del Cermis. Al di là di arroccamenti ideologici, vorrei veramente invitare il Governo, assieme alle autorità militari alleate, a riconsiderare l'opportunità di predisporre esercitazioni militari in zone così densamente abitate.

Infine, c'è un aspetto giurisdizionale che vorrei evidenziare: benché il fascicolo aperto dal pubblico ministero trevigiano, Giovanni Cicero, sia per disastro aviatorio, l'azione penale spetterà alle autorità statunitensi, com'è successo due mesi fa per lo schianto dell'F16 a Zoldo Alto. In base al Trattato di Londra del 1956, la competenza in materia è concorrente fra Italia e Stati Uniti, ma gli USA hanno anticipato -almeno così risulta dalle notizie di cui dispongo - che chiederanno al Ministero della giustizia la rinuncia all'esercizio della giurisdizione primaria.

In capo al procuratore di Treviso rimane l'attività urgente, l'accertamento della dinamica, la conservazione delle fonti di prova e la nomina di un consulente, al quale si affiancherà quello di fiducia degli americani. Su questo aspetto mi sento di condividere quanto dichiarato dal parlamentare di Forza Italia, il collega Maurizio Paniz, e cioè che la Convenzione di Londra vada rivista, che l'Italia debba rivendicare la sovranità giurisdizionale su ciò che avviene nel proprio territorio e che occorra rivedere certi rapporti internazionali che forse trovavano giustificazione 50 anni fa, ma che possono essere migliorati e resi più funzionali all'intervenuto cambiamento della situazione internazionale.

Mi auguro e sono fiduciosa che il Governo si farà carico di queste nostre richieste.

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zanoletti. Ne ha facoltà.

ZANOLETTI (UDC). Signor Presidente, a nome del Gruppo dell'UDC, esprimo anch'io un convinto cordoglio alle famiglie dei caduti, all'esercito americano e a tutta la nazione americana. Porgo un augurio ai feriti per una pronta guarigione.

Si è trattato - lo ha ricordato bene il rappresentante del Governo - di un incidente che può rientrare nel novero delle probabilità all'interno di esercitazioni che avvengono in base ad accordi internazionali. L'unico aspetto positivo è stato la celerità dei soccorsi e questo può essere anche utilmente sottolineato.

Non credo, però, che sia opportuno aprire un dibattito, prendendo spunto da questo fatto, o sulla stampa, o nelle Aule parlamentari, per sostenere che le esercitazioni nel nostro Paese non debbano essere fatte e per dire che rinunciamo, ancora una volta, alla nostra sovranità; oppure - come surrettiziamente si tende ad affermare - che non ci debbano neppure essere le Forze armate.

Di fronte a queste affermazioni, voglio rispondere che, mentre è ovvio che noi tutti dobbiamo operare per un mondo di pace e adoperarci perché esistano le condizioni affinché la pace possa effettivamente realizzarsi, è altrettanto ovvio che le esercitazioni debbano svolgersi con maggiori misure e attenzioni per la sicurezza della popolazione. Vorrei anche dire che, quando si stringono accordi internazionali, questi vanno poi rispettati. Ciò non significa rinunciare alla propria sovranità, perché sostenere un tale irenismo, nelle condizioni attuali del mondo e delle società, è un utopia non solo irrealistica, ma denuncia anche una certa irresponsabilità.

Mi preme soprattutto sottolineare che non bisogna dimenticare la storia. La storia del secolo scorso ci dice che l'Europa deve grande riconoscenza alla nazione americana perché, per almeno due volte, è intervenuta con largo dispendio, non solo di mezzi, ma di vite umane, per difendere la libertà dell'Europa. L'Italia in particolare deve al contributo degli Stati Uniti - mi riferisco alla Seconda Guerra mondiale - grande riconoscenza, perché è stato attraverso questo contributo determinante che abbiamo potuto riconquistare la nostra libertà.

 

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Valpiana. Ne ha facoltà.

VALPIANA (RC-SE). Signor Presidente, volevo preventivamente ricordare che l'intervento della senatrice Pisa, come il mio, sono fatti a nome dei Gruppi della Sinistra di questo Parlamento, che insieme vogliono esprimere un sincero cordoglio alle famiglie dei militari statunitensi colpiti dalla sciagura, alle famiglie dei feriti, ai quali auguriamo di cuore l'immediata guarigione, e alle famiglie di coloro che sono morti.

Non possiamo però, accanto a questo cordoglio, non porci alcune domande, non fare alcune riflessioni che questo incidente chiama in causa, soprattutto perché esso poteva essere molto più disastroso. Gli stessi soccorritori hanno detto che è stato un miracolo che l'elicottero non si sia incendiato e non sia caduto a poche centinaia di metri dall'autostrada A27, che poi è stata chiusa alcune ore per permettere i soccorsi.

La nostra preoccupazione è grande per il pericolo che i voli militari rappresentano sui cieli del Veneto. Siamo molto preoccupati, come diceva la senatrice Pisa, per l'addestramento dei soldati USA sul greto del fiume Piave, accanto ad un'autostrada molto frequentata e con voli a bassa quota. Siamo comunque preoccupatissimi per la crescente militarizzazione del territorio del Veneto.

Crediamo che questo incidente debba confermare ancora una volta la necessità di rinegoziare le basi militari straniere nel nostro Paese, a cominciare da quelle dislocate proprio in quella parte del territorio ad alta densità abitativa come Aviano, Ghedi e Vicenza.

Su Vicenza non possiamo non soffermarci un attimo, nel momento in cui si sta pensando di costruire una nuova base militare a 1.500 metri dal centro della città, dalla basilica Palladiana. Cosa potrebbe accadere se un simile incidente avvenisse sui cieli di Vicenza? Oggi, Vicenza, è una città già sorvolata quotidianamente da elicotteri militari statunitensi. Questi voli si intensificherebbero sicuramente con una nuova istallazione militare operativa all'interno del centro abitato. Ricordiamo tutti cosa è accaduto in altre situazioni, in incidenti di questo tipo, come quello del Cermis, cosa è accaduto dopo, come è stata messa in discussione la sovranità nazionale del nostro Paese; come in questo caso in cui ci viene addirittura richiesta la rinuncia alla giurisdizione.

Il commissario straordinario Costa, delegato dal Governo ad occuparsi di questo, continua a dire che il suo compito è esattamente quello di garantire «il minore impatto possibile sulla popolazione della costruzione della nuova base». Chiedo davvero al commissario Costa se può escludere che un incidente simile possa verificarsi in avvenire sui cieli di Vicenza.

La caduta di questo elicottero ha spaventato veramente la popolazione di Vicenza. Quali compensazioni il commissario può garantire alla popolazione vicentina?

La tragedia di oggi, ancora una volta, ha confermato i timori dei cittadini che anche in questi giorni stanno bloccando la bonifica dell'aeroporto Dal Molin, funzionale alla realizzazione della nuova base e ci conferma che le installazioni militari rappresentano, anche in tempo di pace, un pericolo per la popolazione civile.

Chiedo al rappresentante del Governo di far rispettare - e stavolta possiamo parlare a ragion veduta di sicurezza - la sicurezza dei nostri cieli, del nostro Paese. Chiedo anche al Governo che fine ha fatto l'ordine del giorno approvato da quest'Aula nel mese di febbraio e nel quale si impegnava il Governo a indire la Seconda conferenza nazionale sulle servitù militari, all'interno della quale ridiscutere la presenza delle basi militari italiane NATO e di potenze straniere nel nostro territorio. Avevamo chiesto che fino alla convocazione di quella conferenza, prevista peraltro dal programma dell'Unione, vi fosse una moratoria nella costruzione della base.

Oggi riaffermiamo queste richieste perché pensiamo che in tempo di pace i nostri cieli e i nostri territori non possano continuare ad essere teatro di esercitazioni e addestramenti che la guerra preparano e, come abbiamo visto, preconizzano con morti e feriti. (Applausi dal Gruppo RC-SE).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ramponi. Ne ha facoltà.

RAMPONI (AN). Signor Presidente, ringrazio il Governo per la sua puntuale e molto sintetica relazione. Vorrei esprimere, a nome di Alleanza Nazionale, agli Stati Uniti, alle Forze armate americane, a coloro che operano nella base di Aviano, il nostro cordoglio, la nostra solidarietà e il nostro dispiacere.

Mi sarei fermato qua perché, di fronte ad una sciagura del genere, non credo siano necessari cinque minuti di discorsi. Purtroppo aveva ragione il collega Stracquadanio: ad un certo punto, qualcuno ha approfittato ancora una volta di una disgrazia per fare un'opera di sciacallaggio, pronunciare inesattezze, scagliarsi contro la presenza americana, facendo del dilettantismo politico, dimostrando irresponsabilità.

Stiamo vivendo in un paradosso: abbiamo di fronte tre interventi di chi fa parte del Governo, i quali si rammaricano della presenza americana, del fatto che non siano stati rispettati i programmi, della necessità di ridurre la presenza e poi, bellamente, rimangono nel Governo, facendo così i dilettanti.

Si divertono a scagliare frecce ma poi rimangono in un Governo che, purtroppo, gli italiani hanno nominato e di cui debbono rendersi conto, il quale naturalmente, per forza, rispetta i patti internazionali, gli accordi ed ha un atteggiamento quanto meno responsabile.

Da questa parte si difende l'operato, si ricorda la gratitudine che il nostro Paese deve avere nei confronti degli Stati Uniti; dall'altra parte, coloro che per quarant'anni si sono etichettati come comunisti e sognatori del socialismo reale si dimenticano che, se non avessimo avuto gli americani, dai piani emersi dalle forze del Patto di Varsavia, è emerso chiarissimamente che erano pronti ad attaccarci, non appena vi fosse stato un minimo di debolezza o se non avessimo avuto la capacità della deterrenza dell'ordigno nucleare. Non si vergognano di affermare, di chiamare disturbo la presenza degli americani. Non si vergognano di questa ingratitudine.

Ma avrei voluto vedere - la collega Pisa se ne è andata - in quali condizioni avreste vissuto se aveste fatto parte di quella congerie di satelliti, rovinata dal comunismo; se aveste fatto parte di quelle popolazioni che hanno perduto milioni di persone per la ferocia di questo sistema politico. Adesso, belli belli, mi venite a dire che gli americani disturbano e che è il caso di ridiscutere la loro presenza.

Non avrei raccolto queste meschinità se non fosse necessario lasciare agli atti che in questa Nazione vi sono anche persone che hanno la testa sul collo e che dicono veramente la verità e non giocano a fare dilettantismo politico. (Applausi dal Gruppo AN e del senatore Stracquadanio).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Selva. Ne ha facoltà.

SELVA (FI). Signor Presidente, ringrazio il Sottosegretario per le informazioni che ci ha dato. Poteva limitarsi a questo ringraziamento l'intervento che faccio a nome del Gruppo Forza Italia, se non fossero intervenute le colleghe di Sinistra Democratica e di Rifondazione Comunista.

Esprimiamo, dunque, il nostro cordoglio, la nostra simpatia per le truppe americane che si trovano in Italia a difesa della nostra sicurezza. Ma vedo che il Governo ha delle difficoltà a far passare questo stato, questa condizione, questa necessità in cui si trova il nostro Paese di essere garantito da quelle Forze armate che ci hanno dato la libertà (lo ha detto molto bene il senatore Ramponi poco fa), mentre secondo l'Unione Sovietica, verso la quale ci si rivolgeva un tempo, e mi pare che con accenti ideologici non siamo molto lontani da quella concezione, le Forze armate servivano a Praga ed a Budapest per schiacciare i vagiti di libertà che si manifestavano in quei Paesi.

 

NARDINI (RC-SE). I sovietici ci hanno liberato dal nazismo.

 

SELVA (FI). Siamo quindi grati agli Stati Uniti d'America, perché si trovano oggi nel nostro Paese a difenderci contro un'altra forma di grave pericolo, quello terroristico, e perché con queste basi ci hanno difeso (ripeto, il generale Ramponi, con ben maggiore conoscenza di me lo ha detto con precisione) da quella che era una programmata aggressione del nostro sistema politico e quindi della nostra area geografica.

Anche io non avrei fatto questo discorso e mi sarei limitato ad esprimere il cordoglio alla Nazione americana se non avessi sentito nelle dichiarazioni delle senatrici dell'estrema sinistra gli echi di coloro che nelle piazze d'Italia hanno, non molto tempo fa, gridato: «Fuori l'Italia dalla NATO, fuori la NATO dall'Italia». No, noi riteniamo che la dimostrazione e il sacrificio di questi militari siano un esercizio assolutamente legittimo.

Mi spiace di dover contestare la senatrice Rubinato, oltre che la senatrice Valpiana, che sostengono che c'è pericolo per esercitazioni che potrebbero colpire le città. Chi come me ben conosce quell'area geografica, essendovi stato impegnato come giornalista e come parlamentare eletto, sa benissimo che le Grave del Piave, per la loro stessa dislocazione, sono quanto di meno abitato si possa immaginare. Quindi, era stata scelta proprio un'area in cui le esercitazioni sono necessarie.

Credo che dopo di me parlerà il senatore Zanone. Spero che da lui vengano più rassicuranti notizie circa il fatto che questa rappresenta nell'area della maggioranza soltanto un'eccezione malaugurata, secondo me, perché vi sono degli accordi dei quali dobbiamo essere testimoni ed esecutori. Non possiamo venir meno agli stessi, in un periodo in cui vi sono altri pericoli, se vogliamo, diversi da quelli ideologici e forse anche in questo una concezione ideologica c'è.

Per tali ragioni, la nostra riconoscenza, la nostra vigilanza, il nostro supporto agli Stati Uniti d'America e alle loro Forze armate restano più che mai forti, immutabili e garantiti dagli accordi che abbiamo con quella grande Nazione. (Applausi del senatore Stracquadanio).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zanone. Ne ha facoltà.

*ZANONE (Ulivo). Signor Presidente, il Gruppo dell'Ulivo esprime la propria partecipazione, associandosi in ciò a quanto ha dichiarato il rappresentante del Governo, al lutto delle famiglie dei militari americani caduti in un'operazione di addestramento, ed esprime solidale cordoglio al Governo americano e alle sue Forze armate, cui l'Italia è legata da un rapporto di alleanza, sulle cui rassicurazioni, senatore Selva, non occorre dare attestati in questa sede. L'attestato viene dalla storia del secondo Novecento, del rapporto fra l'Italia e l'America nel quadro della solidarietà atlantica ed oggi del partenariato fra America e Unione Europea che costituiscono un dato costante. Quel rapporto è destinato a continuare e ad evolversi, nel nuovo concetto strategico ormai allo studio da otto anni da parte dei Governi ed in sede di Assemblea parlamentare della NATO.

I dolorosi incidenti, anche mortali, che sono purtroppo una ricorrenza statistica nel funzionamento dei grandi sistemi militari, richiedono in questa sede una duplice avvertenza. In primo luogo, sono momenti in cui il vincolo dell'alleanza si mostra con più chiarezza, perché la solidarietà diventa un fattore anche politicamente importante proprio nei momenti della sfortuna e della disgrazia. Al tempo stesso, credo che le ore della sfortuna siano le meno idonee a porre argomenti di confrontazione che sono viceversa più che legittimi in altra sede e in altri momenti della discussione.

Sulla presenza delle basi americane in Italia; sulla ridefinizione del sistema delle servitù militari, che com'è noto è oggetto di ampia indagine da parte alla Commissione difesa alla Camera dei deputati; e in particolare sulla nuova infrastruttura di Vicenza, anche il Senato non ha mancato di apprezzare diversi punti di vista e non mancherà di continuare a farlo, avvalendosi degli impegni di informazione e di concertazione che sono stati presi in questa sede dal Governo.

Le senatrici Pisa, Rubinato e Valpiana hanno posto poc'anzi, in questa nostra breve sessione, un problema di grande delicatezza e complessità quale è quello della riserva di giurisdizione. Certamente, l'importanza del tema credo non sfugga a nessuno e forse meriterebbe di essere esaminata anch'essa in una luce nuova nel quadro della politica europea di sicurezza e di difesa, che è il nuovo quadro di riferimento delle nostre relazioni internazionali in materia militare; un quadro di riferimento di cui - credo che il senatore Manzella ma anche gli altri colleghi siano molto d'accordo con me - tutti noi desidereremmo tempi più definiti e conclusioni più operative.

Vorrei solo osservare, se lei me lo consente signor Presidente, che la questione della giurisdizione non manca nemmeno di precedenti, perché fu fatta valere seppure con un quadro diverso, per esempio, dal Governo italiano in occasione del disastro di Ramstein, in cui cadde la pattuglia acrobatica della nostra Aeronautica militare. Credo dunque che non ci mancherà il tempo per le discussioni e per le polemiche, e che la giornata di oggi possa essere riservata al silenzio in memoria di soldati caduti in servizio. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione che abbiamo fatto sulla base dell'informativa del Governo, che ringrazio nella persona del sottosegretario Naccarato.

 

Interrogazioni, annunzio

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza interrogazioni, pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ricordo che il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica oggi, come comunicato in precedenza, alle ore 15,30, anziché alle ore 16, con l'ordine del giorno già stampato e distribuito.

La seduta è tolta (ore 13,42).

Allegato A

DISEGNO DI LEGGE

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008) (1817)

ARTICOLO 8-BIS INTRODOTTO DALLA COMMISSIONE

Art. 8-bis.

Approvato

(Norme sulla formazione e composizione del Governo)

    1. A partire dal Governo successivo a quello in carica alla data di entrata in vigore della presente legge, il numero dei Ministeri e il relativo riparto di attribuzioni sono stabiliti dalle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, nel testo pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 203 del 30 agosto 1999. Il numero totale dei componenti del Governo a qualsiasi titolo, ivi compresi ministri senza portafoglio, viceministri e sottosegretari, non può essere superiore a sessanta e la composizione del Governo deve essere coerente con il principio stabilito dal secondo periodo del primo comma dell'articolo 51 della Costituzione.

    2. A far data dall'applicazione, ai sensi del comma 1 del presente articolo, del decreto legislativo n. 300 del 1999 sono abrogati il decreto-legge 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2001, n. 317, e il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233.

EMENDAMENTI

8-bis.100

CALDEROLI, CASTELLI, PASTORE

Respinto

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 8-bis. - (Norme per la riduzione dei costi per il funzionamento del Governo). - 1. A decorrere dall'anno 2008 si applicano alla formazione del Governo le norme di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, nel testo di cui alla Gazzetta Ufficiale n. 203 del 30 agosto 1999. Sono abrogati il decreto-legge 12 giugno 2001, n. 217, convertito in legge 317 del 3 agosto 2001; il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito in legge 233 del 17 luglio 2006, e successive modificazioni.

        2. In sede di prima applicazione, il Governo adegua la struttura e l'organizzazione dei Ministeri secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 300 del 1999 entro quattro mesi dalla data della nomina del Presidente del Consiglio dei ministri.

        3. A seguito dell'adeguamento di cui al comma 2 il numero totale dei componenti del Governo a qualsiasi titolo, ivi compresi Ministri senza portafoglio, Viceministri e Sottosegretari, non può superare cinquanta unità, nel rispetto dell'equilibrio di genere».

8-bis.1000 (Testo 2) (già em. 14.0.4 2a parte)

PASTORE, VEGAS, AZZOLLINI

Respinto

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 8-bis. - (Norme sulla formazione e composizione del Governo) - 1. All'articolo 10, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Il numero dei sottosegretari non può comunque mai essere complessivamente superiore al doppio del numero dei ministri".

8-bis.1001 (già em. 8-bis.01)

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GALLI

Respinto

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 8-bis.

(Numero massimo dei sottosegretari)

        1. All'articolo 10, comma 1 della legge 23 agosto 1988, n. 400, dopo la parola: "nominati" sono aggiunte le seguenti: "in numero non superiore a tre per ciascun dicastero"».

        Conseguentemente sono soppressi gli ultimi due periodi del comma 5 del medesimo articolo.

8-bis.101

CALDEROLI

Ritirato e trasformato nell'odg G8-bis.100a

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 8-bis. - (Norme in materia di formazione del Governo per la riduzione del numero dei componenti). - 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, alla formazione del Governo si applicano le disposizioni di cui al presente articolo.

        2. I ministeri sono dodici, con le seguenti denominazioni:

            a) Ministero degli affari esteri;

            b) Ministero dell'Interno;

            c) Ministero della giustizia;

            d) Ministero della difesa;

            e) Ministero dell'economia e delle finanze;

            f) Ministero delle attività produttive;

            g) Ministero delle politiche agricole e forestali;

            h) Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio;

            i) Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;

            l) Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali;

            m) Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca;

            n) Ministero per i beni e le attività culturali.

        3. Per ciascun Ministero possono esser nominati fino a due Sottosegretari. Fanno eccezione i Ministeri degli affari esteri, dell'interno e dell'economia e delle finanze, per ciascuno dei quali il numero massimo di Sottosegretari è fissato in tre unità.

        4. Possono essere nominati fino a sei Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei ministri, fra i quali è nominato il Sottosegretario con delega alla tutela dei consumatori e dei diritti diffusi.

        5. Per quanto non disposto dal presente articolo, si applicano alla formazione del Governo le disposizioni di cui ai Titoli I e IV del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, nel testo vigente alla data della entrata in vigore della presente legge.

        6. Sono abrogati il decreto-legge 12 giugno 2001 , n. 217, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2001, n. 317, e successive modificazioni, e il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, e successive modificazioni.

        7. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo adegua la struttura e l'organizzazione dei Ministeri e dei rispettivi Sottosegretariati secondo le disposizioni di cui al presente articolo».

8-bis.804

SAPORITO, COLLINO, FLUTTERO, BALDASSARRI

Ritirato

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 8-bis. - (Numero dei componenti del Governo). - 1. Il numero dei Ministri non può essere superiore a dodici e il numero dei Ministri senza portafoglio non può essere superiore a cinque.

        2. Il numero totale dei Ministri, dei Vice Ministri e dei Sottosegretari di Stato non può essere superiore a sessantadue».

8-bis.800

CICCANTI

Ritirato

Al comma 1, sopprimere le parole: «a partire dal Governo successivo a quello in carica all'entrata in vigore della presente legge».

8-bis.801

AZZOLLINI, FERRARA

V. testo 2

Al comma 1, sostituire le parole: «A partire dal Governo successivo a quello in carica» con le seguenti: «A decorrere dal centoventesimo giorno successivo alla data di». Dopo il primo periodo inserire il seguente: «I Ministeri sono dodici, con le seguenti denominazioni:

            a) Ministero degli affari esteri;

            b) Ministero dell'interno;

            c) Ministero della giustizia;

            d) Ministero della difesa;

            e) Ministero dell'economia e delle finanze;

            f) Ministero delle attività produttive;

            g) Ministero delle politiche agricole e forestali;

            h) Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio;

            i) Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;

            j) Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali;

            k) Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca;

            l) Ministero per i beni e le attività culturali».

8-bis.801 (testo 2)

AZZOLLINI, FERRARA

Respinto

Al comma 1, sostituire le parole: «A partire dal Governo successivo a quello in carica» con le seguenti: «A decorrere dal centoventesimo giorno successivo alla data di». Dopo il primo periodo inserire il seguente: «I Ministeri sono dodici, con le seguenti denominazioni:

            a) Ministero degli affari esteri;

            b) Ministero dell'interno;

            c) Ministero della giustizia;

            d) Ministero della difesa;

            e) Ministero dell'economia e delle finanze;

            f) Ministero delle attività produttive;

            g) Ministero delle politiche agricole e forestali e per il coordinamento delle politiche del mare (senza

portafoglio);

            h) Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio;

            i) Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;

            j) Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali;

            k) Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca;

            l) Ministero per i beni e le attività culturali».

8-bis.802 (Testo 2)

CALDEROLI

Respinto

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «3. Fatto salvo il numero dei ministri dell'attuale esecutivo e quanto disposto dagli articoli 92 e 94 della Costituzione Italiana, il numero massimo dei componenti del Governo, a qualsiasi titolo, di cui al comma 1, si applica a decorrere dal 1º maggio 2008».

ORDINI DEL GIORNO

G8-bis.100

CICCANTI, FORTE, BACCINI, DE POLI, PIONATI, MONACELLI, MAFFIOLI, ZANOLETTI

Respinto

Il Senato,

            premesso che la 5ª Commissione permanente ha introdotto l'articolo 8-bis che riduce il numero di Ministri, Vice Ministri e Sottosegretari a 60 componenti, con efficacia dal «Governo successivo a quello in carica»;

            che detta soluzione, nello spirito dei proponenti, trova fondamento nella consapevolezza che per «Governo successivo a quello in carica» - secondo una diffusa interpretazione dei sostenitori dell'emendamento approvato - si intende «una nuova compagine ministeriale», escludendo quindi un «mero rimpasto» di qualche ministro;

            che si rende, pertanto, necessario dare un interpretazione autentica di tale espressione in tempi non sospetti, come quello attuale, quando cioè possono essere evitate interpretazioni interessate;

        impegna il Governo ad interpretare la norma di che trattasi, nel senso più rigoroso, ossia applicabile nel caso di sostituzione anche di un solo ministro, con esclusione di quelli senza portafoglio. Tale interpretazione «rigorosa» rappresenta anche la sintesi e l'equilibrio di due opposte tesi che sul punto si sono confrontate: quella di chi ha rinviato ogni attuazione della riduzione della composizione del Governo al successivo, rispetto a quello in carica e quella di chi (opposizione) riteneva doversi applicare anche per quello in carica, entro un congruo periodo di tempo, al fine di evitare una delegittimazione politica.

G8-bis.101

CICCANTI, FORTE, BACCINI, DE POLI, PIONATI, MONACELLI, MAFFIOLI, ZANOLETTI

Respinto

Il Senato,

        premesso:

            che si esprime una positiva valutazione politica delle norme che mirano a razionalizzare «i costi della politica», così come la pressione dell'opinione pubblica induceva a compiere con urgenza;

            che tra le più significative norme che entreranno in vigore il 1º gennaio 2008 proposte dal Governo, quindi immediatamente con l'entrata in vigore della finanziaria, figurano: il blocco degli automatismi delle indennità parlamentari e dei consiglieri regionali, la riduzione degli assessori delle comunità montane, il contenimento dei gettoni di presenza dei consiglieri provinciali e comunali;

            che tra queste misure di razionalizzazione della spesa pubblica improduttiva non figura la riduzione della compagine ministeriale del Governo Prodi, che ha raggiunto la cifra record di 103 componenti, nonostante che tale riduzione sia stata sollecitata da quasi tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione ed essere stata oggetto di sollecitazione anche da parte dell'opinione pubblica e di importanti organi d'informazione nazionale;

            che l'articolo 8-bis introdotto dalla 5ª Commissione, coglie questa esigenza di riduzione della compagine ministeriale rinviandola però al prossimo governo, quindi depotenziandone da una parte l'efficacia politica, così come chiedeva l'opposizione e dall'altro delegittimando politicamente l'attuale Governo, ritenuto pletorico e costoso, a fronte di una norma che ne prevede il dimezzamento;

            che di fronte all'impraticabilità formale e costituzionale di un ridimensionamento ex legge della compagine ministeriale del Governo Prodi, non rimane che recepire la positiva esigenza politica di un ridimensionamento del Governo nei termini largamente condivisi dall'articolo 8-bis,

        impegna il Governo a corrispondere alla volontà politica espressa con l'introduzione dell'articolo 8-bis assumendo le conseguenti decisioni entro 4 mesi dall'entrata in vigore senza avvalersi dei capziosi rinvii fondati su formalità facilmente superabili da una reale volontà politica della maggioranza.

G8-bis.100a (già em. 8-bis.101)

CALDEROLI

V. testo 2

Il Senato,

        premesso che:

            la 5a Commissione permanente ha approvato l'emendamento 8.0.4 (testo 3) con cui, dal Governo successivo a quello in carica, si fissa il numero massimo totale dei componenti del Governo e secondo il quale il numero dei Ministri, e il relativo riparto di competenze, è stabilito dalle norme di cui al Decreto Legislativo 30 luglio 1999, n. 300;

            il riferimento dell'applicazione della norma di cui sopra è motivato da quanto disposto dall'art. 94 della Carta Costituzionale,

        impegna il Governo alle valutazioni di competenza anche con riferimento all'opportunità di ridurre l'attuale compagine governativa.

G8-bis.100a (testo 2) (già em. 8-bis.101)

CALDEROLI

Approvato

Il Senato,

        premesso che:

            la 5a Commissione permanente ha approvato l'emendamento 8.0.4 (testo 3) con cui, dal Governo successivo a quello in carica, si fissa il numero massimo totale dei componenti del Governo e secondo il quale il numero dei Ministri, e il relativo riparto di competenze, è stabilito dalle norme di cui al Decreto Legislativo 30 luglio 1999, n. 300;

            il riferimento dell'applicazione della norma di cui sopra è motivato da quanto disposto dall'articolo 94 della Carta Costituzionale,

        impegna il Governo alle valutazioni di competenza.

EMENDAMENTO TENDENTE AD INSERIRE UN ARTICOLO AGGIUNTIVO DOPO L'ARTICOLO 8-BIS

8-bis.0.1

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GALLI

V. em. 8-bis.1001

Dopo l'articolo 8-bis, aggiungere il seguente:

«Art. 8-ter.

(Numero massimo dei sottosegretari)

        1. All'articolo 10, comma 1 della legge 23 agosto 1988, n. 400, dopo la parola: "nominati" sono aggiunte le seguenti: "in numero non superiore a tre per ciascun dicastero"».

        Conseguentemente sono soppressi gli ultimi due periodi del comma 5 del medesimo articolo.

ARTICOLO 9 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 9.

Approvato

(Contenimento dei compensi ai Commissari straordinari di Governo)

    1. I compensi dei Commissari straordinari di Governo, di cui all'articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono ridotti del 20 per cento dal 1º gennaio 2008.

EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 9

9.0.2

DIVINA

Ritirato

Dopo l'articolo 9, inserire il seguente:

«Art. 9-bis.

(Modifiche al patto di stabilità interno per le regioni a statuto speciale e per le province autonome)

        1. Dopo il comma 665 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è inserito il seguente:

        "665-bis. A decorrere dall'anno 2008 con l'accordo di cui al comma 660 può essere assunto a riferimento per il patto di stabilità interno il saldo finanziario, anche prima della conclusione del procedimento e dell'approvazione del decreto previsti dal comma 656, qualora la sperimentazione effettuata secondo le regole di cui al secondo e al terzo periodo del comma 665 abbia conseguito nell'anno 2007 esiti positivi per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica"».

9.0.3

ROSSI FERNANDO

Ritirato e trasformato nell'odg G9.0.1

Dopo l'articolo 9, inserire il seguente:

«Art. 9-bis.

(Contenimento dei compensi agli amministratori di Società partecipate dai Ministeri)

        1. All'articolo 1, il comma 465 della legge 296 del 2006 è così modificato:

        "465. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con gli altri Ministri competenti, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, emana un atto di indirizzo volto al contenimento del numero dei componenti dei consigli di amministrazione delle società partecipate dai Ministeri e rispettive società controllate e collegate, al fine di rendere la composizione dei predetti consigli coerente con l'oggetto sociale delle società".

        2. All'articolo 1, il comma 466 della legge 296 del 2006 è così modificato:

        "466. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, per il conferimento di nuovi incarichi, nelle società di cui al comma 465, i compensi degli amministratori investiti di particolari cariche, ai sensi dell'articolo 2389, terzo comma, del codice civile, non possono superare l'importo degli emolumenti degli eletti al Senato della Repubblica. Nella regolamentazione del rapporto di amministrazione, le società non potranno inserire clausole contrattuali che, al momento della cessazione dell'incarico, prevedano per i soggetti di cui sopra benefici economici superiori ad una annualità di indennità"».

ORDINE DEL GIORNO

G9.0.1 (già em. 9.0.3)

ROSSI FERNANDO

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            per contribuire al contenimento della spesa per gli amministratori pubblici,

        impegna il Governo,

            affinché, a partire dal 1º gennaio 2008, nella regolamentazione del rapporto di amministrazione, al momento della cessazione dell'incarico, ai componenti dei consigli di amministrazione delle società partecipate dai Ministeri e rispettive società controllate e collegate, non quotate in borsa, non siano previsti benefici economici superiori ad una annualità di indennità.

________________

(*) Accolto dal Governo

ARTICOLO 10 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Capo II

MISSIONE 3 - RELAZIONI FINANZIARIE CON LE AUTONOMIE TERRITORIALI

Art. 10.

Approvato

(Modifiche al patto di stabilità interno degli enti locali)

    1. Per gli anni 2008-2010 le disposizioni che disciplinano il patto di stabilità interno degli enti locali di cui all'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono modificate e integrate come segue:

        a) al comma 676, le parole: «per il triennio 2007-2009» sono sostituite dalle seguenti: «per gli anni 2007-2010»;

        b) al comma 677, le parole: «2007, 2008 e 2009» sono sostituite dalle seguenti: «2007, 2008, 2009 e 2010»;

        c) dopo il comma 678 è inserito il seguente:

    «678-bis. Per l'anno 2010 si applicano i coefficienti stabiliti per l'anno 2009 ai sensi del comma 678, fermi restando i dati triennali originariamente assunti ai fini della quantificazione della manovra.»;

        d) dopo il comma 679 è inserito il seguente:

    «679-bis. Per gli anni 2008-2010 il concorso alla manovra delle province e dei comuni, determinato ai sensi dei commi 678 e 679, che presentano una media triennale positiva per il periodo 2003-2005 del saldo di cassa, calcolata ai sensi del comma 680, è pari a zero. Conseguentemente, gli obiettivi programmatici di cui al comma 681 sono pari al corrispondente saldo finanziario medio del triennio 2003-2005 calcolato in termini di competenza mista, costituito dalla somma algebrica degli importi risultanti dalla differenza tra accertamenti e impegni, per la parte corrente, e dalla differenza tra incassi e pagamenti per la parte in conto capitale, al netto delle entrate derivanti dalla riscossione di crediti e delle spese derivanti dalla concessione di crediti.»;

        e) il comma 681 è sostituito dai seguenti:

    «681. Per il rispetto degli obiettivi del patto di stabilità interno gli enti devono conseguire un saldo finanziario in termini di cassa e di competenza, per l'esercizio 2007, e di sola competenza mista, per gli esercizi 2008, 2009 e 2010, pari al corrispondente saldo medio del triennio 2003-2005 migliorato della misura annualmente determinata ai sensi del comma 678, lettera c), ovvero dei commi 679 e 679-bis. Le maggiori entrate derivanti dall'attuazione dei commi 142, 143 e 144 concorrono al conseguimento degli obiettivi del patto di stabilità interno.

    681-bis. Per gli enti di cui al comma 679-bis che presentano, nel triennio 2003-2005, un valore medio delle entrate in conto capitale derivanti dalla dismissione del patrimonio immobiliare e mobiliare, non destinate nel medesimo triennio all'estinzione anticipata dei prestiti, superiore al 15 per cento della media delle entrate finali, al netto delle riscossioni di crediti, gli obiettivi programmatici per gli anni 2008-2010 sono ridotti di un importo pari alla differenza tra l'ammontare dei proventi in eccesso al predetto limite del 15 per cento e quello del contributo annuo determinato ai sensi dei commi 678 e 679, a condizione che tale differenza sia positiva. In caso di differenza pari a zero o negativa gli obiettivi programmatici restano determinati in misura pari al saldo finanziario medio del triennio 2003-2005 calcolato in termini di competenza mista.»;

        f) al comma 683, primo periodo, le parole: «Ai fini del comma 686, il saldo finanziario per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 e quello medio del triennio 2003-2005 sono calcolati, sia per la gestione di competenza sia per quella di cassa,» sono sostituite dalle seguenti: «Ai fini del comma 686, il saldo finanziario e quello medio del triennio 2003-2005 sono calcolati, per l'anno 2007, sia per la gestione di competenza sia per quella di cassa e, per gli anni 2008, 2009 e 2010, per la sola gestione di competenza mista,»;

        g) il comma 684 è sostituito dal seguente:

    «684. Il bilancio di previsione degli enti locali ai quali si applicano le disposizioni del patto di stabilità interno deve essere approvato, a decorrere dall'anno 2008, iscrivendo le previsioni di entrata e di spesa di parte corrente in misura tale che, unitamente alle previsioni dei flussi di cassa di entrate e spese di parte capitale, al netto delle riscossioni e delle concessioni di crediti, sia garantito il rispetto delle regole che disciplinano il patto. A tal fine, gli enti locali sono tenuti ad allegare al bilancio di previsione un apposito prospetto contenente le previsioni di competenza e di cassa degli aggregati rilevanti ai fini del patto di stabilità interno.»;

        h) il comma 685 è sostituito dal seguente:

    «685. Per il monitoraggio degli adempimenti relativi al patto di stabilità interno e per acquisire elementi informativi utili per la finanza pubblica, le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti trasmettono trimestralmente al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, entro trenta giorni dalla fine del periodo di riferimento, utilizzando il sistema web appositamente previsto per il patto di stabilità interno nel sito «www.pattostabilita.rgs.tesoro.it», le informazioni riguardanti sia la gestione di competenza che quella di cassa, attraverso un prospetto e con le modalità definiti con decreto del predetto Ministero, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali. Con lo stesso decreto è definito il prospetto dimostrativo dell'obiettivo determinato per ciascun ente ai sensi dei commi 678, 679, 679-bis e 681-bis. La mancata trasmissione del prospetto dimostrativo degli obiettivi programmatici costituisce inadempimento al patto di stabilità interno. La mancata comunicazione al sistema web della situazione di commissariamento ai sensi del comma 688, secondo le indicazioni di cui allo stesso decreto, determina per l'ente inadempiente l'assoggettamento alle regole del patto di stabilità interno.»;

        i) dopo il comma 685 è inserito il seguente:

    «685-bis. Al fine di attivare, con la partecipazione delle associazioni degli enti locali, un nuovo sistema di acquisizione di dati riguardanti la competenza finanziaria dei bilanci degli enti locali che si affianca al Sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici (SIOPE), con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno e con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, sono stabiliti i contenuti e le modalità per monitorare, in corso d'anno, gli accertamenti e gli impegni assunti, secondo aggregazioni e scansioni temporali adeguate alle esigenze della finanza pubblica. La concreta realizzazione del sistema è effettuata previa quantificazione dei costi e individuazione della relativa copertura finanziaria.»;

        l) al comma 686, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La mancata trasmissione della certificazione costituisce inadempimento al patto di stabilità interno.»;

        m) dopo il comma 686 è inserito il seguente:

    «686-bis. Qualora si registrino prelevamenti dai conti della tesoreria statale degli enti locali non coerenti con gli obiettivi in materia di debito assunti con l'Unione europea, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, adotta adeguate misure di contenimento dei prelevamenti.».

    2. La facoltà della regione autonoma Valle d'Aosta e della provincia autonoma di Bolzano di applicare le regole del patto di stabilità interno nei confronti dei loro enti strumentali, nonché per gli enti a ordinamento regionale o provinciale, prevista all'articolo 1, comma 663, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è estesa anche nei confronti delle università non statali di cui all'articolo 17, comma 120, della legge 15 maggio 1997, n. 127.

EMENDAMENTI

10.5

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Respinto

Al comma 1, dopo la lettera e)inserire la seguente:

            «e-bis) dopo il comma 682 è aggiunto il seguente:

        682-bis. Al fine di favorire il completamento delle opere cantierate ed in corso di realizzazione è consentito il pagamento in conto residui di parte capitale antecedenti al 31.12.04. Tali somme non sono computate ai fini del calcolo del saldo finanziario».

        Conseguentemente: alla Tabella C, di cui all'articolo 96, comma 2, le dotazioni di parte corrente sono ridotte in maniera lineare nella misura del 2,5 per cento per ciascuno degli anni 2008-2010.

10.7

FLUTTERO, COLLINO

Respinto

Al comma 1, dopo la lettera f)aggiungere la seguente lettera:

            «f-bis) Ai fini del rispetto del patto di stabilità interno sono escluse le maggiori spese, per parte corrente e per parte investimenti, effettuate rispetto all'esercizio precedente finalizzate all'aumento della sicurezza urbana».

        Conseguentemente, alla Tabella A, ridurre le dotazioni di parte corrente in maniera corrispondente al maggior onere di cui alla presente disposizione.

10.9

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Respinto

Al comma 1, lettera h)eliminare le parole: «La mancata trasmissione del prospetto dimostrativo degli obiettivi programmatici costituisce inadempimento al patto di stabilità interno».

        Al comma 1, eliminare la lettera l).

10.10

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Ritirato

Al comma 1, eliminare la lettera m).

10.12

SAIA, BALDASSARRI, AUGELLO

Ritirato

Al comma 1, dopo la lettera n),aggiungere la seguente:

        «n-bis) il comma 713 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006 n. 296 è sostituito dal seguente:

        "Per l'anno 2008, i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia di cui al decreto Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, possono essere utilizzati per una quota non superiore al 50 per cento per il finanziamento di spese correnti e per una quota non superiore ad un ulteriore 25 per cento esclusivamente per spese di manutenzione ordinaria del patrimonio comunale"».

10.15

STIFFONI, POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Respinto

Al comma 1, dopo la lettera m), aggiungere la seguente:

            «m-bis) per gli anni 2008-2010, ai fini del computo del saldo finanziario di cui al comma 683 non sono considerate le spese sostenute dai comuni per finalità di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità, correlate sia all'acquisto di strumenti e dispositivi sia all'incremento di risorse umane».

        Conseguentemente, alla tabella C, di cui all'articolo 96, comma 2, le dotazioni di parte corrente sono ridotte in maniera lineare nella misura del 2,5 per cento per ciascuno degli anni 2008-2010.

        Conseguentemente, al comma 1 dell'articolo 62, al primo periodo, sostituire le parole: «1.548 milioni», «1.520 milioni» e «3.048 milioni»rispettivamente con le seguenti: «1.248 milioni», «1.220 milioni» e «2.748 milioni».

10.18

PIONATI

Respinto

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Gli Enti locali al di sotto dei 5000 abitanti possono introitare nelle loro entrate correnti nella misura massima del dieci per cento della previsione di spesa totale, le spese di progettazione qualora la stessa sia svolta dal personale dell'Ente, destinando tali maggiori entrate alla gestione ed ottimizzazione delle risorse umane e degli uffici delegati a tale fine».

10.20

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Respinto

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «2. Gli enti che non abbiamo rispettato per l'anno 2007 le regole del patto di stabilità interno non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi tipo di contratto».

ARTICOLO 10-BIS INTRODOTTO DALLA COMMISSIONE

Art. 10-bis.

Approvato

(Norme per limitare i rischi degli strumenti finanziari sottoscritti dagli enti territoriali)

    1. I contratti su strumenti finanziari, anche derivati, sottoscritti da regioni ed enti locali, sono informati alla massima trasparenza contrattuale.

    2. I contratti su strumenti finanziari, anche derivati, sottoscritti da regioni ed enti locali, devono recare le informazioni ed essere redatti secondo le indicazioni specificate in un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare sentite la Consob e la Banca d'Italia. Il Ministero dell'economia e delle finanze verifica la conformità dei contratti ai modelli di cui al previsto decreto.

    3. La regione o l'ente locale sottoscrittore dello strumento finanziario deve attestare espressamente di aver preso piena considerazione dei rischi e delle caratteristiche dello strumento proposto.

    4. Il rispetto di quanto previsto ai commi 2 e 3 è elemento costitutivo dell'efficacia dei contratti.

EMENDAMENTO

10-bis.800

BONFRISCO, FERRARA, TADDEI

Respinto

Sostituire i commi 2 e 3 con i seguenti:

        «2. Le proposte di contratti su strumenti finanziari, anche derivati, sottoscritti da Regioni ed Enti locali, devono essere accompagnate da un prospetto informativo che illustra, in dettaglio tutte le caratteristiche dello strumento ed i rischi che i sotto scrittori si assumono con la sottoscrizione in relazione alla prevedibile evoluzione d i parametri finanziari e dei titoli eventualmente sottostanti tali contratti. I medesimi contratti devono indicare, in apposita sezione del prospetto informativo, i prevedibili margini di oscillazione massima dei pararetri e degli strumenti finanziari dai quali dipendono gli effetti finanziari dei contratti. Il prospetto informativo indica altresì il costo massimo dell'operazione a carico del sottoscrittore e il costo implicito del contratto derivato. Tale costo va indicato sia in termini di punti base per anno che in valore attuale espresso in percentuale del nazionale dell'operazione.

        3. La Regione od Ente locale sottoscrittore dello strumento finanziario deve attestare espressamente di aver preso piena conoscenza dei rischi e delle caratteristiche dello strumento proposto.

        4. Ai fini del comma 2, la Consob provvede, sentite le associazioni degli intermediari bancari e l'associazione dei consulenti finanziari indipendenti, in attesa che si costituisca l'albo previsto per legge, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, ad emanare le istruzioni obbligatorie per la redazione del prospetto informativo da rendere all'ente locale da parte dell'intermediario finanziario che propone la sottoscrizione dello strumento finanziario.

        5. Laddove gli effetti finanziari deriva ti dai contratti di cui al presente articolo assumano caratteristiche tali da superare i margini di oscillazione, indicati al comma 2, l'intermediario finanziario si assume i maggiori oneri eccedenti tale costo massimo.

        Conseguentemente, sopprimere gli articoli: 20, 21, 26 (comma 1), 38, 43 (comma 2), 52, 54, 55, 68 (comma 2), 71, 72;

        All'articolo 62 le cifre: «1.548, 1.520, 3.048, 1.898» sono sostituite dalle seguenti: «1.1.48, 1.120, 2.648, 1.498». Dopo il comma 1 del medesimo articolo 62 è aggiunto il seguente:

        «L'importo di cui al comma 1 non comprende le risorse destinate a coprire i maggiori oneri derivanti dalla riduzione dei requisiti di anzianità anagrafica e contributiva per l'accesso al trattamento pensionistico di anzianità previsti dal predetto accordo».

ARTICOLI 10-TER E 10-QUATER INTRODOTTI DALLA COMMISSIONE

Art. 10-ter.

Approvato

(Saldo finanziario ai fini del patto di stabilità interno)

    1. A decorrere dall'anno 2008 con l'accordo di cui al comma 660 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, può essere assunto a riferimento per il patto di stabilità interno il saldo finanziario, anche prima della conclusione del procedimento e dell'approvazione del decreto previsti dal comma 656 del medesimo articolo 1, qualora la sperimentazione effettuata secondo le regole di cui al secondo e al terzo periodo del comma 665 dello stesso articolo abbia conseguito al proprio termine esiti positivi per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica.

Art. 10-quater.

Approvato

(Esclusione dal patto di stabilità interno per gli enti commissariati)

    1. È prorogata per l'anno 2008 l'esclusione dal rispetto degli obiettivi del patto di stabilità interno, già prevista per gli anni 2006 e 2007 dall'articolo 1, comma 689, della legge 27 dicembre 2007, n. 296, per gli enti locali per i quali negli anni 2004 e 2005, anche per frazione di anno, l'organo consiliare è stato commissariato ai sensi degli articoli 141 e 143 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Relativamente alle spese per il personale, si applicano a questi enti le disposizioni previste per gli enti inclusi negli obiettivi del patto di stabilità interno.

ARTICOLI 11 E 12 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 11.

Approvato

(Scioglimento dei consigli comunali nei casi di mancata approvazione del bilancio)

    1. Ai fini dell'approvazione del bilancio di previsione degli enti locali e della verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio sono confermate, per l'anno 2008, le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 1-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2004, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º marzo 2005, n. 26.

Art. 12.

Approvato

(Disposizioni varie per gli enti locali)

    1. I trasferimenti erariali per l'anno 2008 in favore di ogni singolo ente locale sono determinati in base alle disposizioni recate dall'articolo 1, comma 696, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

    2. Le disposizioni in materia di compartecipazione provinciale al gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche di cui all'articolo 31, comma 8, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, confermate per l'anno 2007 dall'articolo 1, comma 697, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono prorogate per l'anno 2008.

    3. Il comma 10 dell'articolo 25 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, è abrogato ed è conseguentemente soppressa l'autorizzazione di spesa prevista al comma 11 dello stesso articolo 25.

    4. Dopo l'articolo 20.1 del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, è inserito il seguente:

    «Art. 20.1.1 - (Spazi riservati ed esenzione dal diritto) - 1. I comuni che hanno riservato il 10 per cento degli spazi totali per l'affissione di manifesti ai soggetti di cui all'articolo 20, o anche quelli che intendono riservarli per motivi attinenti ai princìpi ispiratori dei loro piani generali degli impianti pubblicitari, possono continuare a disporre di spazi esenti dal diritto sulle pubbliche affissioni, comunque in misura non superiore alla predetta percentuale del 10 per cento.

    2. Il termine per effettuare il versamento della somma di 100 euro per anno e per provincia, già previsto dall'articolo 20-bis, comma 2, è fissato al 30 settembre 2008, a pena di decadenza dal beneficio».

    5. Per l'anno 2008, i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, possono essere utilizzati per una quota non superiore al 25 per cento per il finanziamento di spese correnti e per una quota non superiore ad un ulteriore 25 per cento esclusivamente per spese di manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale.

EMENDAMENTI

12.4

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Respinto

Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

        «3-bis. Al fine di razionalizzare e contenere la spesa per il personale dei comuni, a decorrere dall'anno 2008 nei comuni con popolazione non superiore a 100.000 abitanti il rapporto fra i dipendenti e i residenti non può essere superiore a 1/100. I comuni, che eccedono tale parametro, non possono procedere a nuove assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi tipologia di contratto».

12.5

POLLEDRI, CASTELLI, LEONI, GALLI

Ritirato

Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

        «3-bis. Al comma 38 dell'articolo 31 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni, dopo le parole: "la provincia di Varese" sono soppresse le seguenti: ", la camera di commercio, industria artigianato e agricoltura di Como, la camera di commercio, industria artigianato e agricoltura di Lecco"».

12.6

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Ritirato

Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

        «3-bis. In deroga all'articolo 19-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, a decorrere dal 1º gennaio 2008 l'imposta sul valore aggiunto assolta dai comuni nell'acquisto di beni e servizi per lo svolgimento dei propri servizi istituzionali è detraibile».

        Conseguentemente, alla tabella C, di cui all'articolo 96, comma 2, le dotazioni di parte corrente sono ridotte in maniera lineare nella misura del 3,0 per cento per ciascuno degli anni 2008-2010.

12.7 (testo corretto)

POLLEDRI

Respinto

Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

        «3-bis. Le disposizioni di cui ai commi 725 e 734 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, non si applicano alle società partecipate interamente da enti pubblici locali o territoriali, che siano proprietarie o gestiscano case da gioco autorizzate».

        Conseguentemente, ridurre in maniera lineare gli stanziamenti di parte corrente iscritti nella tabella C in misura da conseguire una riduzione di spesa pari a 450.000 euro per ciascuno degli anni 2008-2010.

12.10

ROSSI FERNANDO

Precluso dalla reiezione dell'em. 10.18

Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

        «3-bis. Gli Enti locali al di sotto dei 5000 abitanti possono introitare, nelle loro entrate correnti, nella misura massima del 10 per cento della previsione di spesa totale, le spese di progettazione qualora la stessa sia svolta dal personale dell'Ente, destinando tali maggiori entrate alla gestione ed ottimizzazione delle risorse umane e degli uffici delegati a tale fine».

12.14

D'ONOFRIO, CICCANTI, FORTE, BACCINI, BUTTIGLIONE, DE POLI, EUFEMI, FANTOLA, LIBE', MAFFIOLI, MANINETTI, MANNINO, MARCONI, MONACELLI, NARO, PIONATI, POLI, RUGGERI, TREMATERRA, ZANOLETTI

Respinto

Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

        «3-bis. Il comma 2 dell'articolo 1 della legge n. 448 del 2001 è sostituito dal seguente:

        "2. Gli enti di cui al comma 1 possono emettere titoli obbligazionari con rimborso del capitale in unica soluzione alla scadenza, previa costituzione, al momento dell'emissione, di un fondo di ammortamento del debito, o previa conclusione di swap per l'ammortamento del debito. Fermo restando quanto previsto nelle relative pattuizioni contrattuali, gli enti possono provvedere alla conversione dei mutui contratti successivamente al 31 dicembre 1996, anche mediante il collocamento di titoli obbligazionari di nuova emissione o rinegoziazioni, anche con altri istituti, dei mutui, in presenza di condizioni di rifinanziamento che consentano una riduzione del valore finanziario delle passività totali a carico degli enti stessi, al netto delle commissioni, dell'eventuale retrocessione del gettito dell'imposta sostitutiva di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 10 aprile 1996, n. 239, e successive modificazioni, e del valore attuale del rischio di credito eventualmente assunto dagli enti nel fondo di ammortamento associato ai titoli obbligazionari emessi o rinegoziati. Qualora le ristrutturazioni del debito si traducano in un allungamento della sua durata media finanziaria, la riduzione del valore economico-finanziario di cui sopra deve essere significativa, ovvero pari ad almeno al 2 per cento del valore finanziario delle passività estinte. La durata media del rifinanziamento non deve essere superiore al doppio della durata del debito attuale. Si precisa che la stessa non debba essere comunque inferiore ai cinque e superiore ai dieci anni"».

EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 12

12.0.1

TURIGLIATTO

Respinto

Dopo l'articolo 12,inserire il seguente:

«Art. 12-bis.

(Stabilizzazione obbligatoria dei precari degli Enti locali)

        1. Le previsioni di cui ai commi 557, 558, 562, 565 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, così come modificate dal comma 1 (emendato) dell'articolo 93 della presente legge si intendono valide anche per gli anni 2008/2010. Al comma 557 le parole: "possono fare riferimento" sono sostituite con le seguenti: "fanno riferimento". Al comma 558 le parole: "possono procedere" sono sostituite dalla seguente: "procedono". Per le regioni e gli enti locali sottoposti al patto di stabilità interno i corrispondenti maggiori oneri di personale relativi all'applicazione di quanto previsto dal presente comma. A tutte le amministrazioni pubbliche non statali, che procedano in conformità ai principi di cui all'articolo 93 comma 1 (come modificato) della presente legge verrà corrisposto un contributo a carico del "Fondo per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro pubblici" pari ai maggiori oneri rispetto alla spesa sostenuta come contratti non a tempo indeterminato. Per tali assunzioni si procederà in deroga alle previsioni di riduzione del personale ai fini del concorso delle autonomie regionali e locali al rispetto degli obiettivi di finanza pubblica».

        Conseguentemente, all'onere si provvede mediante corrispondente riduzione della aabella A, rubrica del MEF.

12.0.4

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GALLI

Ritirato

Dopo l'articolo 12,è aggiunto il seguente:

«Art. 12-bis.

(Riduzione dei componenti dei Consigli regionali)

        1. All'articolo 2, della legge 17 febbraio 1968, n. 108, il comma 1 è sostituito dal seguente:

        "1. Il consiglio regionale è composto:

            di 70 membri nelle regioni con popolazione superiore a 6 milioni di abitanti;

            di 50 membri nelle regioni con popolazione superiore a 4 milioni di abitanti;

            di 40 membri in quelle con popolazione superiore a 3 milioni di abitanti;

            di 30 membri in quelle con popolazione superiore a 1 milione di abitanti;

            e di 20 membri nelle altre regioni"».

ARTICOLO 13 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 13.

Approvato

(Comunità montane: razionalizzazione e contenimento dei costi)

    1. L'articolo 27 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:

    «Art. 27. - (Natura e ruolo). - 1. Le comunità montane sono unioni di comuni costituite per l'esercizio di funzioni attribuite dalla legge ovvero conferite dai comuni, nonché per l'esercizio associato delle funzioni comunali, ai fini della valorizzazione delle zone montane. Esse possono estendersi in territori appartenenti anche a province diverse.

    2. La comunità montana ha un organo consiliare e un organo esecutivo le cui modalità di elezione sono disciplinate dallo statuto.

    3. La regione individua gli ambiti per la costituzione comunità montane, in modo da assicurare gli interventi per la valorizzazione della montagna e l'esercizio associato delle funzioni comunali, sulla base dei seguenti princìpi e criteri:

        a) previsione che la costituzione della comunità montana avvenga con provvedimento del presidente della Giunta regionale tra almeno sette comuni tra loro confinanti, non meno della metà dei quali debbono essere comuni situati per almeno l'80 per cento della loro superficie al di sopra di cinquecento metri di altitudine sopra il livello del mare ovvero comuni situati per almeno il 50 per cento della loro superficie al di sopra di cinquecento metri di altitudine sul livello del mare e nei quali il dislivello tra la quota altimetrica inferiore e la superiore non è minore di cinquecento metri. Nelle regioni alpine il limite minimo di altitudine ed il dislivello della quota altimetrica, di cui al periodo precedente, sono di seicento metri. Gli altri comuni debbono essere confinanti con almeno uno dei comuni aventi le predette caratteristiche altimetriche. La costituzione della comunità montana può avvenire tra meno di sette comuni qualora per la conformazione e le caratteristiche del territorio non sia possibile procedere alla costituzione della stessa con almeno sette comuni, fermi restando gli obiettivi di risparmio;

        b) esclusione dalle comunità montane dei capoluoghi di provincia, dei comuni costieri e dei comuni con popolazione superiore a quindicimila abitanti.

    4. I criteri dì cui al comma 3 valgono ai fini della costituzione delle comunità montane e non rilevano in ordine ai benefici e agli interventi speciali per la montagna stabiliti dall'Unione europea e dalle leggi statali e regionali.

    5. La legge regionale disciplina le comunità montane stabilendo in particolare:

        a) le modalità di approvazione dello statuto;

        b) la composizione degli organi rappresentativi, in modo da garantire la presenza delle minoranze, fermo restando che i comuni non possono indicare più di un membro. A tal fine la base elettiva è costituita da tutti i consiglieri dei comuni che eleggono i componenti dell'organo rappresentativo con voto limitato;

        c) la disciplina dei piani zonali e dei programmi annuali;

        d) i criteri di ripartizione tra le comunità montane dei finanziamenti regionali e di quelli dell'Unione europea;

        e) i rapporti con gli altri enti operanti nel territorio.

    6. Al comune montano nato dalla fusione dei comuni il cui territorio coincide con quello di una comunità montana sono assegnate le funzioni e le risorse attribuite alla stessa in base a norme comunitarie, nazionali e regionali».

    2. Le regioni provvedono, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, all'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 27, commi 3 e 5, lettera b), del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come modificato dal presente articolo.

    3. In caso di mancata attuazione delle disposizioni di cui al comma 2, nei termini fissati, cessano comunque di appartenere alla comunità montana i comuni:

        a) capoluoghi di provincia;

        b) costieri;

        c) con popolazione superiore a quindicimila abitanti;

        d) non rispondenti alle caratteristiche di cui ai commi 3, lettera a), e 5, lettera b), dell'articolo 27 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come modificato dal presente articolo.

    4. Nel medesimo termine di cui al comma 2 sono soppresse le comunità montane che risultano costituite da meno di sette comuni, anche in conseguenza di quanto previsto dal comma 3.

    5. Le regioni provvedono, entro il 30 giugno 2008, a disciplinare gli effetti conseguenti dall'attuazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 3, e dalla soppressione delle comunità montane di cui al comma 4, comprese le determinazioni inerenti la ripartizione delle risorse umane, finanziarie e strumentali delle comunità montane, facendo salvi i rapporti di lavoro esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge. Le regioni provvedono altresì a disciplinare, fino all'adozione o comunque in mancanza delle predette determinazioni, la successione in tutti i rapporti giuridici, ivi inclusi quelli di lavoro a tempo indeterminato, e ad ogni altro effetto, anche processuale, ed in relazione alle obbligazioni cui si applicano i princìpi della solidarietà attiva e passiva.

    6. Dall'attuazione del presente articolo devono conseguire economie di spesa non inferiori a 33,4 milioni di euro per l'anno 2008 ed a 66,8 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009.

    7. Il Fondo ordinario di cui all'articolo 34, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, è ridotto di 33,4 milioni di euro per l'anno 2008 e di 66,8 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009.

    8. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali e il Ministro dell'interno presentano al Parlamento una relazione sull'applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo.

EMENDAMENTI

13.1

COLLINO, FLUTTERO, BALDASSARRI, SAPORITO

Respinto

Sopprimere l'articolo.

        Conseguentemente, alla Tabella A, ridurre le dotazioni di parte corrente in maniera corrispondente al maggior onere di cui alla presente disposizione.

13.6

DEL PENNINO

Respinto

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «1. Sono soppressi gli articoli 27, 28 e 29 del testo unico delle leggi sull'ordinamento per gli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e di conseguenza i trasferimenti di cui all'articolo 34 comma 1 lettera a del Decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 504 sono ridotti dell'importo indicato al successivo comma 5.

        2. Alla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni individuano, concordandoli nelle sedi concertati ve di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, gli adempimenti conseguenti a quanto previsto dal comma 1 e assegnano le funzioni e le corrispondenti risorse umane, finanziarie e strumentali delle soppresse comunità montane e isolane ai comuni a unioni di comuni, o alla provincia. I soggetti cui sono assegnate funzioni e risorse delle disciolte comunità montane e isolane succedono ad ogni effetto, anche processuale, alla comunità montana o isolana soppressa, nel rispetto dei principi di solidarietà attiva e passiva per quanto concerne i rapporti obbligatori.

        3. Le regioni, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, adottano disposizioni normative, sulla base di accordi stipulati nei consigli delle autonomie locali o in altra sede di concertazione prevista dai propri ordinamenti, al fine di ridurre i componenti degli organi rappresentativi ed esecutivi delle Unioni dei Comuni in misura non inferiore alla metà.

        4. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali coordina, in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997 n. 281, e successive modificazioni, una verifica sull'applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo, comunicandone gli esiti al Parlamento con una relazione.

        5. A decorrere dall'anno 2008 il fondo ordinario e il fondo consolidato di cui all'articolo 34 comma 1 lettere a), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, sono ridotti di euro 225.847.000 annui, corrispondenti ai contributi delle comunità montane soppresse».

13.800

CASTELLI, POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GALLI, STIFFONI

Respinto

Al comma 1, copoverso «Art. 27», comma 3, lettera a), sopprimere il secondo periodo.

        Conseguentemente alla Tabella A, voce del Ministero dell'economia e delle finanze:

            2008:    -  10.000;

            2009:    -  10.000;

            2010:    -  10.000.

13.801

STIFFONI, POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GALLI

Respinto

Al comma 1, copoverso «Art. 27», comma 3, lettera a), aggiungere, in fine, il seguente periodo: «le presenti disposizioni non si applicano alle province montane» sopprimere il secondo periodo.

        Conseguentemente alla Tabella A, voce del Ministero dell'economia e delle finanze:

            2008:    -  2.000;

            2009:    -  2.000;

            2010:    -  2.000.

ORDINE DEL GIORNO

G13.100 (testo 2)

SANTINI, CASOLI, MANINETTI, STANCA, POSSA, PARAVIA, POLI, SARO

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

        impegna il Governo:

            ad aumentare la dotazione del Fondo Nazionale della Montagna;

            a finanziare IMONT o EIM secondo i livelli che hanno consentito a questo Istituto di garantire la sua operatività negli anni passati.

            ad aumentare la dotazione a favore del Club Alpino Italiano contro il ridimensionamento a 60.000 euro proposto in Finanziaria.

            ad inserire l'articolo 13 sulle Comunità Montane in una legge organica sulla montagna già presentata in Senato dal gruppo di Parlamentari amici della Montagna.

________________

(*) Accolto dal Governo come raccomandazione con la soppressione della premessa: «rilevata l'importanza sociale, economica ed ambientale della tutela delle zone di montagna, del loro sviluppo ordinato ed equilibrato;

            considerata la condizione di svantaggio esistente in molte delle zone periferiche di montagna e la conseguente necessità di sostegno straordinario alla vita dell'uomo ed alle attività produttive, in particolare al turismo ed al suo indotto che coinvolge l'artigianato, il commercio, l'agricoltura eccetera;

            verificata la scarsa consistenza delle misure finanziarie e degli interventi strutturali previsti dall'art. 16 della legge in oggetto, per quanto concerne il finanziamento del Fondo Nazionale per la Montagna;

            preso atto del progetto di ridimensionamento dell'attuale sistema delle Comunità Montane, (art. 13) con l'esclusione di oltre cento di esse dalle funzioni fin qui esercitate e l'ulteriore esclusione di 1.978 comuni fino ad oggi classificati «di montagna»

            preso atto della proposta di riduzione della dotazione del Fondo Ordinario delle Comunità Montane da 190 milioni di euro del 2007 a 66,8 milioni;

            avuto conferma della volontà di soppressione deIl'Ente Italiano per la Montagna (ex IMONT) e dei suoi servizi di ricerca a vantaggio della montagna e degli enti che vi operano,»

EMENDAMENTO TENDENTE AD INSERIRE UN ARTICOLO AGGIUNTIVO DOPO L'ARTICOLO 13

13.0.1

DEL PENNINO

Ritirato

Dopo l'articolo 13,è inserito il seguente

«Art. 13-bis.

        1 Al quinto comma dell'articolo 4 della legge 5 giugno 2003, n. 131, sono soppresse le parole: "dalle comunità montane e isolane".

        2. All'articolo 7, comma 1, secondo periodo, della legge 5 giugno 2003 n. 131 sono soppresse le parole: "e comunità montane".

        3. All'articolo 7, comma 1, quarto periodo, della legge 5 giugno 2003 n. 131 sono soppresse le parole: "le comunità montane".

        4. All'articolo 2, comma 1 del TUEL di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, sopprimere le parole: "le comunità montane".

        5. All'articolo 58, comma 1 del TUEL di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, sopprimere le parole: "presidente e componente degli organi delle comunità montane".

        6. All'articolo 66, del TUEL di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, sopprimere le parole: "presidente o di assessore della comunità montane".

        7. All'articolo 77, 2º comma del TUEL di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, sopprimere le parole: "i presidenti, i consiglieri e gli assessori delle comunità montane".

        8. All'articolo 1º comma del TUEL di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, sopprimere le parole: "delle comunità montane".

        9. All'articolo 79, 2º comma del TUEL di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, sopprimere le parole: "ai presidenti delle comunità montane".

        10. All'articolo 79, 3º comma del TUEL di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, sopprimere le parole: "delle comunità montane".

        11. All'articolo 79, 4º comma del TUEL di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, sopprimere le parole: "delle comunità montane" e "presidenti delle comunità montane".

        12. All'articolo 82, 1º comma del TUEL di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, sopprimere le parole: "il presidente della comunità montana" e "delle comunità montane".

        13. All'articolo 82, 2º comma del TUEL di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, sopprimere le parole: "e delle comunità montane".

        14. All'articolo 82, 8º comma lettera c) del TUEL di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, sopprimere le parole: "e delle comunità montane" e "o alla popolazione montana della comunità montana".

        15. All'articolo 86, 1º comma del TUEL di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, sopprimere le parole: "per i presidenti delle comunità montane".

        16. All'articolo 86, 5º comma del TUEL di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, sopprimere le parole: "le comunità montane".

        17. Sono altresì soppresse tutte le norme di legge statale incompatibili per l'articolo 13 della presente legge».

ARTICOLO 14 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 14.

(Contenimento dei costi per la rappresentanza nei consigli circoscrizionali, comunali, provinciali e degli assessori comunali e provinciali)

    1. All'articolo 47, comma 1, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, la parola: «sedici» è sostituita dalla seguente: «dodici».

    2. All'articolo 81, comma 1, del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, sono apportate le seguenti modificazioni:

        a) le parole: «Gli amministratori locali di cui all'articolo 77, comma 2» sono sostituite dalle seguenti: «I sindaci, i presidenti delle province, i presidenti dei consigli comunali e provinciali, i presidenti delle comunità montane e delle unioni di comuni, nonché i membri delle giunte di comuni e province»;

        b) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I consiglieri di cui all'articolo 77, comma 2, se a domanda collocati in aspettativa non retribuita per il periodo di espletamemo del mandato assumono a proprio carico l'intero pagamento degli oneri previdenziali, assistenziali e di ogni altra natura previsti dall'articolo 86».

    3. All'articolo 82 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, sono apportate le seguenti modificazioni:

        a) il comma 2 è sostituito dal seguente:

    «2. I consiglieri comunali, provinciali, circoscrizionali e delle comunità montane hanno diritto a percepire, nei limiti fissati dal presente capo, un gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni. In nessun caso l'ammontare percepito nell'ambito di un mese da un consigliere può superare l'importo pari ad un quarto dell'indennità massima prevista per il rispettivo sindaco o presidente in base al decreto di cui al comma 8. Nessuna indennità è dovuta ai consiglieri circoscrizionali.»;

        b) i commi 4 e 6 sono abrogati;

        c) al comma 8, la lettera c) è sostituita con la seguente:

        «c) articolazione dell'indennità di funzione dei presidenti dei consigli, dei vicesindaci e dei vice presidenti delle province, degli assessori, in rapporto alla misura della stessa stabilita per il sindaco e per il presidente della provincia. Al presidente e agli assessori delle unioni di comuni, dei consorzi fra enti locali e delle comunità montane sono attribuite le indennità di funzione nella misura massima del 50 per cento dell'indennità prevista per il comune avente maggiore popolazione tra quelli facenti parte dell'unione di comuni, del consorzio fra enti locali o delle comunità montane»;

        d) al comma 11, il primo periodo è sostituito dai seguenti: «Le indennità di funzione, determinate ai sensi del comma 8, possono essere incrementate con delibera di giunta, relativamente ai sindaci, ai presidenti di provincia e agli assessori comunali e provinciali, e con delibera di consiglio per i presidenti delle assemblee. Sono esclusi dalla possibilità di incremento gli enti locali in condizioni di dissesto finanziario fino alla conclusione dello stesso, nonché gli enti locali che non rispettano il patto di stabilità interno fino all'accertamento del rientro dei parametri. Le delibere adottate in violazione del precedente periodo sono nulle di diritto. La corresponsione dei gettoni di presenza è comunque subordinata alla effettiva partecipazione del consigliere a consigli e commissioni; il regolamento ne stabilisce termini e modalità.» e il terzo periodo è soppresso.

    4. L'articolo 83 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, è sostituito dal seguente:

    «Art. 83. - (Divieto di cumulo) - 1. I parlamentari nazionali ed europei, nonché i consiglieri regionali non possono percepire i gettoni di presenza previsti dal presente capo.

    2. Salve le disposizioni previste per le forme associative degli enti locali, gli amministratori locali di cui all'articolo 77, comma 2, non percepiscono alcun compenso, tranne quello dovuto per spese di indennità di missione, per la partecipazione ad organi o commissioni comunque denominate, se tale partecipazione è connessa all'esercizio delle proprie funzioni pubbliche.

    3. In caso di cariche incompatibili, le indennità di funzione non sono cumulabili; ai soggetti che si trovano in tale condizione, fino al momento dell'esercizio dell'opzione o comunque sino alla rimozione della condizione di imcompatibilità, l'indennità per la carica sopraggiunta non viene corrisposta».

    5. L'articolo 84 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, è sostituito dal seguente:

    «Art. 84. - (Rimborso delle spese di viaggio) - 1. Agli amministratori che, in ragione del loro mandato, si rechino fuori del capoluogo del comune ove ha sede il rispettivo ente, previa autorizzazione del capo dell'amministrazione, nel caso di componenti degli organi esecutivi, ovvero del presidente del consiglio, nel caso di consiglieri, sono dovuti esclusivamente il rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute, nonché un rimborso forfettario onnicomprensivo per le altre spese, nella misura fissata con decreto del Ministro dell'interno e del Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali.

    2. La liquidazione del rimborso delle spese è effettuata dal dirigente competente, su richiesta dell'interessato, corredata della documentazione delle spese di viaggio e soggiorno effettivamente sostenute e di una dichiarazione sulla durata e sulle finalità della missione.

    3. Agli amministratori che risiedono fuori del capoluogo del comune ove ha sede il rispettivo ente, spetta il rimborso per le sole spese di viaggio effettivamente sostenute per la partecipazione ad ognuna delle sedute dei rispettivi organi assembleari ed esecutivi, nonché per la presenza necessaria presso la sede degli uffici per lo svolgimento delle funzioni proprie o delegate».

    6. Ai fini della semplificazione della varietà e della diversità delle forme associative comunali e del processo di riorganizzazione sovracomunale dei servizi, delle funzioni e delle strutture, ad ogni amministrazione comunale è consentita l'adesione ad una unica forma associativa, comunque denominata, tra quelle previste dagli articoli 30, 31, 32 e 33 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, fatte salve le disposizioni di legge in materia di organizzazione e gestione del servizio idrico integrato e del servizio di gestione dei rifiuti. Dopo il 1º aprile 2008, se permane l'adesione multipla ogni atto adottato dall'associazione tra comuni è nullo ed è, altresì, nullo ogni atto attinente all'adesione o allo svolgimento di essa da parte dell'amministrazione comunale interessata.

    7. Le funzioni della commissione elettorale comunale previste dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, in materia di tenuta e revisione delle liste elettorali, sono attribuite al responsabile dell'ufficio elettorale comunale. L'incarico di componente delle commissioni elettorali comunali e delle commissioni e sottocommissioni elettorali circondariali è gratuito, ad eccezione delle spese di viaggio effettivamente sostenute. In tutte le leggi o decreti aventi ad oggetto materia elettorale ogni riferimento alla commissione elettorale comunale deve intendersi effettuato al responsabile dell'ufficio elettorale comunale.

    8. A decorrere dal 2008 il fondo ordinario di cui all'articolo 34, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, è ridotto di 313 milioni di euro. Le risorse derivanti dalle riduzioni di spesa di cui ai commi da 1 a 6, valutate in 313 milioni di euro annui a decorrere dal 2008, sono destinate, per l'anno 2008, per 100 milioni di euro all'incremento del contributo ordinario di cui all'articolo 1, comma 703, della legge 27 dicembre 2006, n, 296, in favore dei piccoli comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, non rientranti nei parametri di cui al medesimo comma, da ripartire in proporzione alla popolazione residente, e per 213 milioni di euro a copertura di quota parte degli oneri derivanti dall'articolo 48-bis e, a decorrere dall'anno 2009, a copertura degli oneri derivanti dall'esclusione dal saldo finanziario utile per il rispetto del patto di stabilità interno delle spese in conto capitale sostenute per interventi cofinanziati dall'Unione europea, ivi comprese le corrispondenti quote di parte nazionale.

EMENDAMENTI

14.1

COLLINO, FLUTTERO, BALDASSARRI, SAPORITO

Sopprimere l'articolo.

14.3

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GALLI

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 14. - 1. Al fine del contenimento delle spese connesse al funzionamento degli enti locali è demandato alla Conferenza Stato-Regioni il compito di definire entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge un piano di razionalizzazione della disciplina relativa alla composizione dei Consigli comunali e circoscrizionali con l'obiettivo della riduzione dei costi pari al venti per cento».

14.1000 (già em. 14.0.4 1a parte)

PASTORE, VEGAS, AZZOLLINI

Al comma 1, premettere il seguente:

        «1-bis. all'articolo 21, comma 3, lettera e), sono soppresse le parole: «di norma»,

        Sostituire il comma 3 con il seguente:

            3. all'articolo 82, sono apportate le seguenti modificazioni:

                1) al comma 1, primo periodo, sono soppresse le parole: «i presidenti dei consigli circoscrizionali dei soli comuni capoluogo di provincia,»;

                2) al comma 2, secondo periodo, la parola: "terzo" è sostituita dalla seguente: "quarto";

                3) il comma 4 è soppesso;

                4) al comma 8, lettera c), sono soppresse le parole: «e dei consiglieri che hanno optato per tale indennità»;

                5) al comma 8, lettera e), la parola: «dieci» è sostituita dalla seguente: «venticinque»;

                6) il comma 11 è sostituito dal seguente:

            «11. La corresponsione dei gettoni di presenza è comunque subordinata alla dimostrazione della effettiva partecipazione del consigliere a consigli e commissioni; il regolamento ne stabilisce termini e modalità. In via transitoria, la relativa disciplina viene dettata dall'ufficio di presidenza dei consigli».

        Dopo il comma 5 inserire il seguente:

            5-bis) all'articolo 234, comma 3, la cifra: "15.000" è sostituita dalla seguente: "300.000" e la parola: "assoluta" è sostituita dalle seguenti: "dei due terzi".

14.5

DEL PENNINO

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1. L'articolo 17 del TUEL di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267 è sostituito dal seguente:

        "1-bis. I comuni con popolazione superiore a 300.000 abitanti articolano il loro territorio per istituire le circoscrizioni di decentramento quali organismi di partecipazione, di consultazione e di gestione di servizi di base, nonché di esercizio delle furizioni delegate dal comune in corrispondenza di ambiti ottimali per le esigenze della cittadinanza in misura non superiore a cinque per i comuni aventi una popolazione fino a 500.000, non superiore a otto per i comuni con popolazione superiore a 500.000 abitanti e non superiore a dieci per i comuni con popolazione superiore ad un milione di abitanti.

        2. L'organizzazione, le funzioni e le modalità di elezione degli organi delle circoscrizioni sono disciplinate dallo statuto comunale e da apposito regolamento.

        3. Lo statuto può prevedere, nel rispetto dei criteri di cui al comma 1, particolari forme di decentramento di funzioni e di autonomia organizzativa e funzionale, determinando, altresì, anche con il rinvio alla normativa applicabile ai comuni aventi uguale popolazione, gli organi di tale forme di decentramento, lo status dei componenti e le relative modalità di elezione, nomina o designazione. Il consiglio comunale può deliberare, a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, la revisione della delimitazione territoriale delle circoscrizioni esistenti e la conseguente istituzione delle nuove forme di autonomia ai sensi della normativa statuataria"».

14.900

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GALLI

Ritirato

Sostituire il comma 1, con il seguente:

        «1. Al fine del contenimento delle spese connesse al funzionamento degli enti locali e demandato alla Conferenza Stato-Regioni il compito di definire entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge un piano di razionalizzazione della disciplina relativa alla composizione dei Consigli comunali e circoscrizionali con l'obiettivo della riduzione dei costi pari al venti per cento».

14.7

STORACE, LOSURDO, MORSELLI

Ritirato

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, i comuni provvedono all'adeguamento dei propri statuti e alla soppressione delle circoscrizioni.».

14.11

DEL PENNINO

Ritirato

Al comma 2, lettera a),sopprimere le parole: «delle comunità montane e».

14.13

DEL PENNINO

Sostituire il comma 4, con il seguente:

        «4. L'articolo 83 del TUEL di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267 è sostituito dal seguente: "I parlamentari nazionali o europei nonché i consiglieri regionali non possono percepire le indennità e i gettoni di presenza previsti dal presente capo».

14.901

CICCANTI

Ritirato

Al comma 4, capoverso «Articolo 83», sopprimere il comma 1.

14.750

Il Relatore

Al comma 6, sostituire le parole: «comunque denominata, tra quelle previste dagli articoli 30,» con le seguenti: «per ciascuna di quelle previste dagli articoli».

14.950

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GALLI

Ritirato

Dopo il comma 8, aggiungere il seguente:

        «8-bis. All'articolo 97, comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dopo la parola: "hanno" sono aggiunte le seguenti: "la facoltà di avvalersi di"».

14.800

IL GOVERNO

All'articolo 14, comma 8 sopprimere: «e, a decorrere dall'anno 2009, a copertura degli oneri derivanti dall'esclusione dal saldo finanziario utile per il rispetto del patto di stabilità interno le spese in conto capitale sostenute per interventi cofinanziati dall'Unione Europea, ivi comprese le corrispondenti quote di parte nazionale».

Nell'articolo 79, comma 4, quarto periodo sopprimere le parole: «e del comma9».

        Conseguentemente, nell'articolo 96 nella Tabella A, alla voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportate le seguenti variazioni:

        Ministero economia e finanze:

            2008:    -    15.000;

            2009:    +  313.000;

            2010:    +  313.000.

Nella Tabella C, apportare le seguenti variazioni:

        Ministero dell'economia e delle finanze - Fondi di riserva - Legge 468/1978 art. 9-ter:

            -  82.000.

EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 14

14.0.4

PASTORE, VEGAS, AZZOLLINI

V. emm. 14.1000 e 8-bis.1000

Dopo l'articolo 14,inserire il seguente:

«Art. 14-bis.

(Ulteriori norme sulla riduzione dei costi impropri della politica)

        1. Al citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 21, comma 3, lettera e), sono soppresse le parole: "di norma";

            b) all'articolo 82, sono apportate le seguenti modificazioni:

            1) al comma 1, primo periodo, sono soppresse le parole: "i presidenti dei consigli circoscrizionali dei soli comuni capoluogo di provincia,";

            2) al comma 2, secondo periodo, la parola: "terzo" è sostituita dalla seguente: "quarto";

            3) il comma 4 è soppesso;

            4) al comma 8, lettera c), sono soppresse le parole: "e dei consiglieri che hanno optato per tale indennità";

            5) al comma 8, lettera e), la parola: "dieci" è sostituita dalla seguente: "venticinque";

            6) il comma 11 è sostituito dal seguente:

        «11. La corresponsione dei gettoni di presenza è comunque subordinata. alla dimostrazione della effettiva partecipazione del consigliere a consigli e commissioni; il regolamento ne stabilisce termini e modalità. In via transitoria, la relativa disciplina viene dettata dall'ufficio di presidenza dei consigli".

            c) all'articolo 234, comma 3, la cifra: "15.000" è sostituita dalla seguente: "300.000" e la parola: "assoluta" è sostituita dalle seguenti: "dei due terzi".

        2. All'articolo 10, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Il numero dei sottosegretari non può comunque mai essere complessivamente superiore al doppio del numero dei ministri".

        3. Il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n . 233, è abrogato».

14.0.5

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GALLI

Dopo l'articolo 14,inserire il seguente:

«Art. 14-bis.

        1. All'articolo 97, comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dopo la parola: "hanno" sono aggiunte le seguenti: "la facoltà di avvalersi di"»

.

Allegato B

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Ciampi e Pininfarina.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Del Roio, Izzo, Mele, Micheloni, Saporito e Trematerra, per attività dell'Assemblea plenaria del Consiglio generale degli italiani all'estero

Governo, progetti di atti comunitari e dell'Unione europea

Il Ministro per il commercio internazionale e le politiche europee, con lettere in data 27 e 11 settembre, 30 ottobre nonché 6 novembre 2007, ha trasmesso - ai sensi degli articoli 3 e 19 della legge 4 febbraio 2005, n. 11 - progetti di atti comunitari e dell'Unione europea.

 

I predetti atti si intendono trasmessi alle Commissioni, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento.

 

Il testo degli atti medesimi è disponibile presso il Servizio affari internazionali - Ufficio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione europea.

  

Commissione europea, trasmissione di atti e documenti

Nel periodo dall'11 settembre al 31 ottobre 2007 la Commissione europea ha inviato atti e documenti di interesse comunitario.

 

I predetti atti e documenti si intendono trasmessi alle Commissioni, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento.

 

Il testo degli atti e documenti medesimi è disponibile presso il Servizio affari internazionali - Ufficio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione europea.

 

Risposte scritte ad interrogazioni

(Pervenute dal 25 ottobre all'8 novembre 2007)

 

 

SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 49

 

 

ALFONZI: sul ritardo nella concessione della cittadinanza italiana ad una donna (4-02022) (risp. LUCIDI, sottosegretario di Stato per l'interno)

 

BORNACIN: sulla riorganizzazione del servizio postale in Liguria (4-01795) (risp. GENTILONI, ministro delle comunicazioni)

 

BUTTI: sulla realizzazione di alcune opere infrastrutturali stradali in Lombardia (4-00372) (risp. DI PIETRO, ministro delle infrastrutture)

 

CICCANTI: sul ricorso al patrocinio dell'Avvocatura dello Stato da parte di ANAS S.p.A. (4-02478) (risp. DI PIETRO, ministro delle infrastrutture)

 

CONFALONIERI: sul raddoppio della linea ferroviaria del tratto Milano-Mortara (4-01993) (risp. DI PIETRO, ministro delle infrastrutture)

 

DIVINA, STIFFONI: sulla piccola società calcistica del Mezzocorona (4-02559) (risp. LOLLI, sottosegretario di Stato per le politiche giovanili e le attività sportive)

 

DONATI: sulla realizzazione di nuovi edifici residenziali a Bassano del Grappa (Vicenza) (4-00678) (risp. MAZZONIS, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali)

 

FERRANTE: sulla sperimentazione di guard-rail più sicuri per i motociclisti (4-02277) (risp. DI PIETRO, ministro delle infrastrutture)

 

GENTILE: su ricorsi presentati in seguito ai risultati elettorali nel Comune di Bisignano (Cosenza) (4-01378) (risp. CHITI, ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali)

 

GRAMAZIO: sui controlli a difesa dei monumenti storici di Roma (4-01981) (risp. MAZZONIS, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali)

 

MARTINAT ed altri: sulla mancata realizzazione della ferrovia alta velocità Torino-Lione (4-02731) (risp. DI PIETRO, ministro delle infrastrutture)

 

PETERLINI: sulla realizzazione della nuova ferrovia a sud di Bolzano (4-02378) (risp. DI PIETRO, ministro delle infrastrutture)

 

PIGLIONICA: sulla tutela e lo studio de "l'Uomo di Altamura" (4-00922) (risp. MAZZONIS, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali)

 

REBUZZI: sulle pensioni di cittadini italiani residenti in Colombia (4-02345) (risp. DAMIANO, ministro del lavoro e della previdenza sociale)

 

ROSSI Fernando: sul riconoscimento di una malattia professionale denunciata da un cittadino (4-01587) (risp. DAMIANO, ministro del lavoro e della previdenza sociale)

 

ROSSI Fernando ed altri: sulla mancata convocazione di una sigla sindacale in sede di trattative per il rinnovo di contratto (4-01602) (risp. NICOLAIS, ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione)

 

TURANO: sulla nomina del consiglio direttivo del Parco nazionale d'Aspromonte (4-02500) (risp. PECORARO SCANIO, ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare)

 

VALENTINO: sulla destinazione di alcuni fondi alla scuola materna calabrese (4-02777) (risp. DI PIETRO, ministro delle infrastrutture)

 

Interrogazioni

DE PETRIS - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:

l'art. 1, comma 87, della legge 30 dicembre 2004, n.311 (legge finanziaria per il 2005) ha disposto lo stanziamento di 5 milioni di euro per l'attuazione del Piano d'azione nazionale per l'agricoltura biologica e i prodotti biologici;

con bandi di gara del 22 gennaio e del 19 luglio 2007, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha provveduto, peraltro con notevole ritardo, al parziale impegno delle risorse sopracitate;

con decreto del Capo Dipartimento delle politiche di sviluppo del medesimo Ministero del 29 ottobre 2007 i suddetti bandi sono stati revocati;

l'art.1, comma 1085, della legge 27 dicembre 2006, n.296 (legge finanziaria per il 2007), ha disposto l'ulteriore stanziamento di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 a favore del Piano d'azione nazionale per l'agricoltura biologica e i prodotti biologici;

non risulta ad oggi all'interrogante che, per quanto attiene ai 10 milioni di euro citati, in bilancio per l'anno 2007, sia stata ad oggi posta in essere dal Ministero in questione alcuna iniziativa per l'impegno dei fondi;

l'art. 1, comma 289, della legge 296/2006, ha disposto lo stanziamento di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 per ridurre gli oneri di certificazione a carico delle imprese del settore biologico e del settore delle denominazione geografiche mediante credito d'imposta;

alla suddetta misura non è stata tuttora data attuazione in quanto sarebbe pervenuta un'osservazione formale della Commissione europea in merito alla compatibilità con la disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato;

non risulta peraltro all'interrogante che il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali abbia posto in essere adeguate iniziative per replicare alla osservazione della Commissione europea, per avviare in proposito un negoziato o provvedere alla riformulazione della misura, ferma restando la destinazione delle disponibilità a vantaggio delle imprese dei settori in questione;

con l'art. 2-bis della legge 6 aprile 2007, n.46, è stata disposta l'istituzione del registro nazionale delle sementi da conservazione ed affidato al Ministero il compito di provvedere con relativi decreti attuativi, d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni, anche per quanto concerne la regolamentazione del diritto riconosciuto agli agricoltori di vendere liberamente, su base locale, le sementi iscritte al registro;

non risulta all'interrogante che sia stata ad oggi data attuazione alcuna alle norme citate sopra,

si chiede di conoscere:

quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto, entro l'anno in corso, per consentire il pieno impegno delle disponibilità stanziate dalle leggi finanziarie degli anni 2005 e 2007, in bilancio per l'anno 2007, a favore del Piano nazionale d'azione per l'agricoltura biologica e i prodotti biologici, per un totale di 15 milioni di euro;

quali urgenti iniziative intenda dispiegare per consentire l'attuazione del credito d'imposta volto a ridurre gli oneri di certificazione a carico delle imprese del settore biologico e delle denominazione geografiche, o comunque provvedere a riformulare le relative disposizioni, previo negoziato con la Commissione europea, al fine di consentire il pieno impegno delle risorse disponibili a vantaggio dei settori in questione;

quali urgenti iniziative intenda mettere in atto per provvedere all'istituzione del registro nazionale della varietà di sementi da conservazione, nel pieno rispetto delle disposizioni di cui all'art. 2-bis della legge 6 aprile 2007, n. 46.

(3-01055)

Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

GRAMAZIO - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

il quotidiano "il Giornale" nella seconda pagina di cronaca - dell'8 novembre 2007 è stato pubblicato l'articolo "Nassiriya, la Capitale distratta - dimenticato il monumento già finanziato da un milione";

dunque, il monumento alle vittime di Nassiriya è stato dimenticato;

con un protocollo d'intesa del 16 febbraio 2005, tra la Regione Lazio, la Provincia ed il Comune di Roma fu stabilito di organizzare un concorso per l'ideazione e la realizzazione a Roma del monumento entro il 2006;

l'area prescelta fu individuata sulla via Ostiense, presso la basilica di San Paolo fuori le mura;

con delibera del Consiglio comunale n. 163 del 7 luglio 2005 fu decisa la realizzazione del monumento nel luogo dove un tempo fu la sede dell'Obelisco di Axum alle Terme di Caracalla;

il 25 gennaio 2006 il Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali, Nicola Bono, convocò una conferenza stampa per la presentazione del Bando europeo per la realizzazione del monumento, con la partecipazione degli Assessori Borgi, per il Comune di Roma, Vita per la Provincia e Rodano per la Regione,

l'interrogante chiede di conoscere:

se ci siano stati ripensamenti da parte del Governo e degli enti locali ed istituzionali poiché, ancora oggi, non è stata posta la prima pietra del monumento che doveva, secondo la delibera consiliare n. 163, essere costruito davanti all'edificio della Fao, alle Terme di Caracalla;

quando si preveda l'inizio dell'opera dal momento che i fondi sono già stati stanziati.

(3-01054)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

VALPIANA, RUSSO SPENA, PALERMI, SALVI, PISA, ALBONETTI, ALFONZI, ALLOCCA, BOCCIA Maria Luisa, BRISCA MENAPACE, CAPELLI, CAPRILI, CONFALONIERI, DEL ROIO, DI LELLO FINUOLI, EMPRIN GILARDINI, GAGLIARDI, GAGGIO GIULIANI, GIANNINI, GRASSI, LIOTTA, MARTONE, NARDINI, PALERMO, SODANO, TECCE, VANO, ZUCCHERINI, BULGARELLI, DE PETRIS, DONATI, PELLEGATTA, RIPAMONTI, SILVESTRI, TIBALDI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

nella città di Vicenza è da tempo in corso da parte di vasti settori della popolazione locale, sostenuti da associazioni, forze sociali e politiche, una protesta pacifica contro il progetto di costruzione di una nuova base militare statunitense presso l'area dell'aeroporto Dal Molin;

da un articolo di giovedì 6 settembre 2007 sul quotidiano "Il Gazzettino online" risulterebbe che il tecnico legale della Marina militare americana, durante un incontro con le imprese in gara per il Multiple Facilities Complex di Vicenza, avrebbe rilasciato dichiarazioni sui tempi e le modalità di esecuzione del progetto;

secondo quanto riportato dall'articolo, a seguito di un patto stretto tra il Governo italiano e quello statunitense, Camp Dal Molin deve essere costruito entro quattro anni e nove mesi, a partire dall'assegnazione dell'appalto, che si chiuderà entro il 31 dicembre 2007;

dalla riunione sarebbe emerso inoltre che entro un anno dovranno essere risolte tutte le questioni che possano ostacolare l'inizio ed il proseguimento dei lavori, comprese le questioni riguardanti la viabilità e i rapporti con la cittadinanza e con il fronte del no;

mercoledì 17 ottobre sono iniziati i lavori per la bonifica del territorio del Dal Molin, sotto il cui terreno giacciono centinaia di ordigni bellici inesplosi della seconda guerra mondiale;

la bonifica è di fatto l'inizio dei lavori per la seconda base militare USA a Vicenza;

la sera del 6 novembre, nel momento in cui iniziava un'azione di contestazione pacifica verso i lavori di bonifica del sito, lungo il viale che conduce all'aeroporto, un'auto guidata da un militare dell'Aeronautica italiana, dopo essersi fermata per discutere con i manifestanti, è ripartita investendo intenzionalmente uno dei leader della protesta, causandogli alcune contusioni e il ricovero ospedaliero;

il responsabile dell'incidente è già stato identificato e subito interrogato dalle Forze dell'ordine;

manifestare pacificamente è diritto di tutti in democrazia e sono irresponsabili atti e atteggiamenti volti ad alimentare un clima di tensione e di scontro,

si chiede di sapere in quale modo il Ministro in indirizzo intenda fornire garanzie per assicurare il sereno svolgimento della protesta pacifica che in questi giorni si svolgerà attorno all'area del Dal Molin e delle altre pacifiche e democratiche manifestazioni di dissenso alla possibile costruzione di una nuova base militare statunitense nella città di Vicenza.

(4-03013)

ALFONZI, TURIGLIATTO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

nel giugno 2004 la Sogin, in qualità di gestore dell'impianto Eurex, ha segnalato alla Prefettura di Vercelli, all'ARPA ed alla Regione Piemonte la presenza di acque contaminate nell'intercapedine della piscina e, a seguito di tale anomalia, l'ARPA (Dipartimento radiazioni ionizzanti di Vercelli) ha intensificato la normale attività di controllo già in essere;

nel mese di agosto 2006 su campioni prelevati da due nuovi pozzi realizzati nell'area Sogin in febbraio, si è riscontrata la contaminazione da radionuclidi artificiali (Sr-90-Stronzio 90) nell'acqua della falda superficiale "Presumibilmente correlabile", secondo il rapporto dell'ARPA, "alla presenza di acqua contaminata nell'intercapedine della piscina di stoccaggio del combustibile" ed indicativa di un rilascio nell'ambiente dell'acqua contaminata della piscina;

nel periodo 2004-2006 ed ancora oggi, il materiale è rimasto nella piscina Eurex senza che alcun intervento, neppure provvisorio e volto a contenere la perdita in corso, sia stato intrapreso;

dalle relazioni ARPA si evince che:

a) relazione datata 27 marzo 2007: "i valori di concentrazione di Sr-90 nell'acqua di falda superficiale, seppur significativamente superiore ai valori medi comunemente riscontrabili, sono comunque non rilevanti dal punto di vista radioprotezionistico per quanto concerne l'esposizione degli individui della popolazione. (...) Essi sono però da considerare estremamente significativi come indicatori ambientali, in quanto attestano una evoluzione della contaminazione già evidenziata nella falda superficiale all'interno dell'area dell'impianto Eurex";

b) relazione datata 17 maggio 2007: "risulta pertanto confermata la presenza di contaminazione radioattiva nella falda acquifera superficiale all'esterno del sito Eurex, attribuibile presumibilmente a fenomeni di perdita di acqua contaminata dalla piscina di stoccaggio del combustibile nucleare irraggiato presente nel sito stesso. Si conferma inoltre che il livello di contaminazione non è rilevante per l'esposizione della popolazione. Le indagini supplementari avviate da Arpa Piemonte hanno interessato principalmente i pozzi già esistenti delle cascine della zona di interesse. Le caratteristiche tecniche di questi pozzi non sono però adeguate alle necessità di monitoraggio imposto dalla situazione. Pertanto si sottolinea la necessità - già evidenziata nel progetto posposto da questa Agenzia alla Regione Piemonte - di disporre di pozzi predisposti ad hoc ubicati in punti che lo studio idrogeologico in corso indicherà come significativi. Arpa Piemonte ha parallelamente intrapreso lo studio di modelli matematici di diffusione di contaminanti radioattivi nella falda acquifera nella zona di interesse al fine di disporre di uno strumento previsionale del fenomeno in atto";

considerato che:

a circa un chilometro a valle del comprensorio nucleare di Saluggia si trova il campo pozzi dell'Acquedotto del Monferrato di Cascina Giarrea (Saluggia). Tale campo pozzi, di primario valore in Piemonte è a servizio di 100.000 persone e di 101 comuni, nelle province di Asti, Alessandria, e Torino ed è nei prossimi anni destinato a potenziare l'approvvigionamento idrico di una zona più ampia e quindi a servizio di circa 250.000 persone;

dato atto che il giorno 12 giugno 2007 si è tenuto ad Alessandria, un incontro tra le Province (Asti, Alessandria, Vercelli e Torino) il Comune di Casale Monferrato, gli A.T.O. interessati dalla problematica (Ato 2 "Biellese, Vercellese, e Casalese" ed ATO 5 "Astigiano e Monferrato") ed il Consorzio dei Comuni per l'acquedotto di Monferrato, che ha approvato un documento comune in cui si è convenuto sulla necessità di chiedere l'immediato finanziamento di tutte le attività sia per l'intensificazione del monitoraggio sia per la messa in sicurezza dell'area, avendo la fuoriuscita del liquido già prodotto un danno ambientale di rilievo,

si chiede di sapere:

quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda prevedere per la messa in sicurezza dell'intera area contaminata e quali misure cautelative ritenga intraprendere per impedire la propagazione dell'inquinamento;

se non ritenga di attivarsi per predisporre uno studio sul rischio radiologico di esposizione della popolazione;

se non preveda di adoperarsi per uno stanziamento di fondi per l'intensificazione dell'attività di monitoraggio (progetto ARPA) e per la messa in sicurezza;

se non valuti che i pozzi attualmente utilizzati da Sogin in falda profonda debbano essere, nel più breve tempo possibile, disattivati con chiusura di tipo minerario;

quali misure voglia intraprendere per predisporre l'allontanamento definitivo, nel più breve tempo possibile, del materiale radioattivo anche dalla "piscina Avogadro" con la predisposizione, sin d'ora, di un programma certo ed inderogabile sia per i tempi che per i modi, da approvarsi tra Sogin, Regione Piemonte e i soggetti proponenti il citato documento comune;

se non ritenga di attivarsi per tutte le procedere al fine della messa in sicurezza del Comprensorio nucleare di Saluggia, comprendenti l'attività di solidificazione delle scorie ad oggi allo stato liquido e la messa in sicurezza del materiale solidificato in attesa del trasferimento ad un sito idoneo in un tempo certo ai sensi della legge 368/2003;

se non ritenga:

di operare per una dettagliata valutazione ed analisi dei rischi, legati alle attività e lavorazione e/o stoccaggio del materiale trattato connessi all'interazione con la falda superficiale e/o sotterranea tenuto conto della rapida evoluzione dell'inquinamento registrata dall'ARPA;

se non ritenga di scongiurare la possibilità di trasferimento nel sito di Saluggia, anche con carattere di temporaneità, di altri materiali nucleari, siano essi trattati o da trattare;

quali provvedimenti intenda intraprendere per far rispettare alla Sogin l'impegno circa lo smantellamento del sito nucleare e la sua bonifica totale con un cronoprogramma ben definito;

se ritenga di prevedere un sistema alternativo per l'approvvigionamento idrico del Monferrato attivando uno studio di fattibilità;

se non sia del parere che sino all'esito finale delle operazioni di bonifica e di assoluta certezza e sicurezza per l'ambiente circostante, che dovrà essere certificato dalle strutture sanitarie pubbliche competenti, siano fornite adeguate garanzie economiche al Consorzio Monferrato, necessarie ad affrontare qualunque situazione e per garantire lo stesso servizio;

se non ritenga di intervenire:

1) affinché venga riconosciuto il rimborso dei costi già sostenuti ed ancora da sostenere dagli enti e dal Consorzio gestore del Servizio idrico integrato:

2) per il rifacimento dei pozzi profondi dell'acquedotto del Monferrato di Cascina Giarrea di Saluggia, al fine di evitare ogni possibile collegamento tra la falda superficiale e quella profonda (costo di 1.500.000 euro) che non può e non deve ricadere sull'utenza del Servizio idrico integrato;

3) per l'impegno tecnico ed amministrativo in capo agli enti firmatari (impegno delle proprie strutture nonché di specifiche consulenze) a causa dell'attività che è necessario porre in essere a seguito dell'evento di inquinamento ivi compresa l'attività conoscitiva complicata dall'assenza di collaborazione e trasparenza da parte dei responsabili della Sogin, che hanno prima nascosto e poi minimizzato l'accaduto;

4) per la salvaguardia della falda superficiale e dell'ambiente circostante in relazione ad un futuro utilizzo;

quale indennizzo sia previsto per il danno all'immagine dello Stato per il comportamento della Sogin, colpevole di avere sottovalutato il danno causato all'ambiente, a causa delle perdite di acqua inquinata da sostanze radioattive e per non avere attivato nessuna azione di contenimento negli anni scorsi;

quale indennizzo sia previsto per il danno all'immagine del gestore del Servizio idrico integrato che ha dovuto e deve difendere la qualità dell'acqua fornita all'utenza;

quale indennizzo sia previsto per il danno all'immagine del territorio del comune di Saluggia e dei comuni delle province di Alessandria, Asti, Vercelli e Torino, interessati da fenomeni di inquinamento;

se non sia del parere che lo Stato debba disporre che i costi debbano essere sostenuti dalla Sogin, secondo il consolidato principio chi inquina paga.

(4-03014)

TIBALDI - Al Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione - Premesso che:

l'art. 1, comma 558, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato" (denominata in seguito "legge finanziaria 2007"), prevede la stabilizzazione a domanda del personale precario in servizio da almeno 3 anni anche non continuativi o che consegua tale requisito in virtù di contratti di lavoro dipendente a tempo determinato stipulati anteriormente alla data del 29 settembre 2006;

lo stesso comma riserva la stabilizzazione a domanda ai lavoratori precari che siano stati a loro tempo assunti mediante prove selettive per coloro che fossero stati assunti mediante procedure diverse è previsto il superamento di una prova selettiva per l'ottenimento della stabilizzazione;

il comma 519 dell'articolo 1 della legge finanziaria 2007 prevede che le amministrazioni continuino ad avvalersi del personale di cui sopra nelle more della conclusione delle procedure di stabilizzazione;

la Provincia di Bologna, il 10 luglio 2007, ha pubblicato un bando per la stabilizzazione del personale precario recante il seguente titolo: "Avviso per l'assunzione a tempo indeterminato ai sensi dell'art. 1, comma 558, della legge n. 296 del 27 dicembre 2006";

l'Avviso di cui sopra è stato pubblicato con più di 7 mesi di ritardo rispetto la data di entrata in vigore della legge finanziaria 2007 chiedeva ai candidati di presentare domanda entro e non oltre il 24 agosto 2007: in questo periodo, però, diversi lavoratori precari erano in ferie oppure in "stacco", cioè in attesa di un nuovo contratto di lavoro;

quindi diversi lavoratori, pur vantando diversi anni di servizio presso l'ente, non hanno potuto inoltrare la domanda nei termini previsti dall'avviso in quanto non informati a tempo debito dell'esistenza di tale opportunità;

preso atto, inoltre, che il bando prevede 24 posti disponibili in dotazione organica mentre i dipendenti precari della Provincia con i requisiti di cui all'art. 1, comma 558, della legge finanziaria 2007 sarebbero circa 50;

i 24 posti in dotazione organica sono relativi a figure professionali estremamente particolari e specifiche, avvantaggiando chi già svolge tali mansioni, ponendo in una condizione di oggettivo svantaggio chi, pur avendo maturato i requisiti richiesti, ha svolto funzioni diverse, comunque della stessa importanza per il funzionamento dei servizi erogati dall'ente;

diversi lavoratori con anni di servizio con contratto a tempo determinato presso l'ente, alla luce di questi fatti, non hanno inoltrato domanda di partecipazione alle prove selettive, in quanto le funzioni ricoperte all'interno dell'ente sono assai differenti da quelle richieste;

una serie di irregolarità sono state riscontrate nelle procedure di bando del concorso che prevede la partecipazione di tutti i candidati a una prova selettiva, nonostante l'art. 1, comma 558, della legge finanziaria 2007, specifichi che i dipendenti assunti a tempo determinato superando prove selettive non dovranno sostenere prove aggiuntive e verranno automaticamente stabilizzati;

altri precari non hanno presentato domanda perché scoraggiati preventivamente in quanto avrebbero maturato i tre anni con contratti diversi oppure in virtù dei mesi di servizio prestati in altra amministrazione;

l'amministrazione ha prodotto, nel mese di ottobre, la lista degli esclusi alla partecipazione alle suddette prove selettive. Per la selezione degli idonei pare che il requisito dei tre anni di servizio non sia stato applicato con la stessa rigidità a tutti i candidati;

l'amministrazione, infatti, ha già annunciato loro il mancato rinnovo del contratto. Altri lavoratori non hanno visto confermato il rapporto di lavoro nell'ultimo anno. Anche fra questi in molti avrebbero potuto acquisire i tre anni di servizio nei mesi immediatamente successivi alla cessazione del rapporto di lavoro;

infine, i posti messi a bando rappresenterebbero per molti dei precari a lungo termine un sostanziale abbassamento di livello anche in termini di trattamento economico,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non intenda intervenire, nell'ambito delle proprie competenze, affinché vengano prorogati i contratti in essere ai lavoratori precari della Provincia di Bologna, al fine di garantire i diritti dei lavoratori e dare la possibilità a questi ultimi di partecipare a futuri bandi di concorso di stabilizzazione qualora la legge lo prevedesse;

se intenda richiedere alla Provincia di Bologna di compiere un processo di stabilizzazione realmente aperto a tutti gli aventi diritto, per tempi e modalità, più trasparente e informando costantemente e tempestivamente tutti i lavoratori dell'ente, anche a quelli con vari tipologie contrattuali al momento esclusi dalla competizione;

quali iniziative intenda intraprendere per valorizzare l'esperienza acquisita dai lavoratori che negli ultimi anni hanno prestato servizio nella pubblica amministrazione con contratti precari.

(4-03015)

DE PETRIS, BULGARELLI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

Sergeij Gromovs, maestro e campione di scacchi, oggetto di persecuzioni nella Repubblica di Lettonia a causa della sua origine russa e della partecipazione a manifestazioni antidiscriminatorie, veniva ricercato dalle locali autorità per rispondere di un'ipotesi di reato di furto di modesta gravità;

il Gromovs, temendo il peggio, si rifugiava in Italia abbandonando, suo malgrado, moglie e due figli;

in Italia il Gromovs utilizzava un passaporto falso e una falsa identità, comportamento che dava origine al procedimento penale n. 6479/01 presso la Procura della Repubblica di Forlì;

nel dicembre 2001 la Repubblica di Lettonia presentava all'Italia richiesta di estradizione del Gromovs al fine di sottoporlo a processo per il reato di furto;

con decreto del Ministro della giustizia 22 novembre 2002 (Rif. EP 753/2001/AR) veniva assentita l'estradizione del cittadino lettone;

incarcerato il Gromovs nella Casa circondariale di Forlì in esecuzione del decreto di estradizione, si realizzava un'ampia mobilitazione promossa dal quotidiano "Il Resto del Carlino" e portata avanti da moltissime persone che avevano avuto modo di conoscere il Gromovs e di apprezzarne le doti umane e il comportamento esemplare tenuto in Italia;

anche sulla spinta di tali manifestazioni di solidarietà, nel 2002 il Ministro disponeva, ai sensi dell'art. 709 del codice di procedura penale, la sospensione della consegna in considerazione della pendenza, presso la Procura di Forlì, del suddetto procedimento penale a carico del Gromovs;

l'interessato successivamente richiedeva la concessione dello status di rifugiato politico, che non veniva rilasciata a causa dell'imminente entrata della Lettonia nell'ambito comunitario;

la Commissione centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato raccomandava comunque la concessione di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, che veniva rilasciato fino al 2009;

in data 8 aprile 2003 il GIP di Forlì disponeva l'archiviazione del procedimento penale riguardante il Gromovs, la cui pendenza giustificava la sospensione dell'esecutività del decreto di estradizione;

l'Interpol nel maggio 2007 richiedeva al Ministero della giustizia l'estradizione del Gromovs, essendo ancora esecutivo il decreto di estradizione emesso nel 2001;

il 18 giugno 2007 il Ministero richiedeva alla Corte d'appello di Bologna la misura della custodia cautelare in carcere al fine di procedere alla consegna del Gromovs alle autorità lettoni;

la misura veniva disposta il 26 giugno 2007, mentre l'arresto è avvenuto il 9 settembre;

la Procura della Repubblica di Forlì, medio tempore, ha riaperto il procedimento penale a carico del Gromovs per uso di documenti falsi e di false generalità, nonché per ricettazione di documenti falsi (proc. pen. n. 5084/07 R.G.N.R.);

il pubblico ministero procedente ha manifestato l'intenzione, portata a conoscenza anche degli uffici del Ministero, di esercitare l'azione penale nei confronti del Gromovs;

è stato pertanto già notificato l'avviso di conclusione delle indagini previsto dall'art. 415-bis del codice di procedura penale e nei prossimi giorni verranno completate le formalità per procedere alla citazione a giudizio del Gromovs;

tale nuova circostanza consente al Ministro di disporre - come già è avvenuto nel 2002 - misura sospensiva della consegna, ai sensi dell'art. 709 del codice di procedura penale e dell'art. 19 della Convenzione europea sull'estradizione del 13 dicembre 1957;

sotto un diverso, ma ancor più dirimente, profilo, il reato di furto per il quale Sergeji Gromovs dovrebbe essere processato in Lettonia sarebbe stato commesso il 5 agosto 1994, e quindi i termini di prescrizione del reato in questione debbono ritenersi abbondantemente decorsi secondo la legge italiana (articolo 157 e seguienti del codice penale);

ai sensi dell'art. 10 della Convenzione europea di estradizione, "l'estradizione non sarà consentita se la prescrizione dell'azione o della pena è acquisita secondo la legislazione della Parte richiedente o della Parte richiesta",

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo, considerate anche le esigenze insopprimibili connesse alla libertà dei diritti dei perseguitati politici, non ritenga di disporre in tempi brevissimi la misura della sospensione della consegna di Sergeij Gromovs ex art. 709 del codice di procedura penale, in considerazione della pendenza del suddetto procedimento penale per il quale il procuratore della giustizia di Forlì ha comunicato in data 5 ottobre 2007 la conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell'art. 415-bis del c.p.p., nell'ambito del quale l'interessato ha manifestato l'intenzione di difendersi;

per quale motivo il magistrato addetto all'Ufficio II del Ministero invece di attenersi a quanto comunicato dal Procuratore della Repubblica di Forlì ha immediatamente inviato a tutte le amministrazioni competenti un telefax urgentissimo nel quale si afferma invece che il medesimo Procuratore avrebbe comunicato "che devono considerarsi soddisfatte le esigenze investigative relative al provvedimento n. 5084/07/21" ignorando deliberatamente quanto la legge e il codice contemplano, allorché le indagini sono terminate, e consentono all'indagato di mettere in atto a propria difesa;

per quale motivo gli uffici del Ministero, nell'istruire il provvedimento ministeriale con il quale è stato richiesto alla Corte d'appello di disporre la cattura di Gromovs, hanno omesso di verificare che il reato di furto compiuto nel 1994 è prescritto;

se il Ministro non ritenga di esercitare il diritto dovere di autotutela, disponendo la revoca del provvedimento in parola, ai sensi dell'art. 10 della Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957, in considerazione del fatto che l'estradizione è stata richiesta in ragione della necessità di sottoporre il Gromovs a processo (senza che agli atti risulti alcuna condanna pronunciata nei suoi confronti) per un reato ormai prescritto secondo la legislazione italiana e che la prescrizione risulta chiaramente dalla documentazione in possesso del Ministero ed in particolare dell'Ufficio II della Direzione generale della giustizia penale;

per quale motivo non ritenga di dover dare continuità all'azione amministrativa e quindi di non modificare l'applicazione della legge secondo le circostanze, assumendo le medesime determinazioni prese con provvedimento del 10 dicembre 2002 con il quale "era sospesa la consegna di S. Gromovs affinché egli potesse essere giudicato per i reati di sostituzione di persona e di uso di atto falso nel procedimento penale n. 6479/01 RG mod 21, Procura della Repubblica" secondo quanto da egli stesso rappresentato nella richiesta alla Corte d'appello in data 18 giugno 2007 rif. n. EP 753/2001/AR , atteso che S.Gromovs si trova nelle medesima situazione processuale del 2002, dovendo egli essere, ora come allora, giudicato per i medesimi reati;

se non ritenga un proprio preciso dovere assicurare e garantire i diritti costituzionali previsti per ogni persona dall'art. 24 della Carta Costituzionale che recita "La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento";

se non ritenga infine di disporre la revoca del decreto di estradizione sopra richiamato ritenuta, ai sensi dell'art. 698 del codice di procedura penale, la ricorrenza di ragioni che inducano a prevedere che il condannato, in caso di estradizione, verrebbe sottoposto nel Paese richiedente ad atti persecutori o discriminatori per motivi di razza.

(4-03016)

CURTO - Al Ministro della difesa - Premesso che:

la città di Taranto è interessata da giorni da scioperi e proteste dei lavoratori dipendenti dalle ditte storicamente affidatarie degli appalti relativi ai lavori di manutenzione dell'Arsenale ionico;

tali reazioni traggono la loro origine dal fatto che gran parte delle attività di manutenzione delle navi è stata sostanzialmente trasferita dalla struttura ionica a quella di La Spezia;

pur comprendendo la cautela e il rigore caratterizzanti la gestione delle attività dell'Arsenale di Taranto quale conseguenza dell'inchiesta della magistratura portò al sequestro di capannoni e attrezzature, appare profondamente iniquo che a pagare siano incolpevoli lavoratori, la cui situazione di precarietà si trascina ormai da due anni,

l'interrogante chiede di conoscere:

quali iniziative il Governo ritenga di dover assumere affinché la Marina militare riveda l'attuale orientamento mirante a svuotare di contenuti le attività di manutenzione dell'Arsenale di Taranto;

quali iniziative immediate ed urgenti, soprattutto per il fatto di essere ormai alla vigilia dell'applicazione della legge finanziaria, il Governo ritenga di dover adottare al fine d'individuare le risorse finanziarie necessarie per garantire all'impiantistica dell'Arsenale ionico un'adeguata gestione, palesandosi come assolutamente insufficienti quelle già previste;

se, infine, il Governo non ritenga di dover fare chiarezza sul futuro dell'Arsenale, il cui lento ma inesorabile declino, oltre a disperdere un enorme capitale umano e professionale, decreterebbe anche, sia pure indirettamente, la cancellazione della sezione di Brindisi.

(4-03017)

RIPAMONTI, PALERMI, BULGARELLI, DE PETRIS, COSSUTTA, PELLEGATTA, DONATI, SILVESTRI, TIBALDI, PECORARO SCANIO - Ai Ministri per le politiche per la famiglia, della solidarietà sociale e degli affari esteri - Premesso che:

in Russia, secondo diverse fonti non ufficiali ma assai vicine alla realtà, quasi un milione di minori versa in stato di abbandono. Soltanto una minima parte di essi riesce a recuperare una nuova situazione familiare attraverso l'affido o l'adozione nazionali;

la maggior parte dei minori russi in stato di abbandono rimane sino all'adolescenza in istituti che versano generalmente in situazioni di mancanza di risorse, mezzi e strutture. Al di fuori di questi istituti, appena superata l'adolescenza, difficilmente i ragazzi sono in grado di avviare una vita dignitosa e autosufficiente;

in questo contesto l'adozione internazionale resta una concreta e valida alternativa ad una vita deprivata affettivamente e materialmente;

da anni l'Italia è uno dei Paesi che accolgono centinaia di questi minori, conciliando il diritto dei bambini ad una famiglia e il desiderio di tante coppie di poter crescere dei figli. Le adozioni in Russia, infatti, rappresentavano circa il 17% delle adozioni italiane totali prima della chiusura di altri Paesi dell'Est e nonostante i blocchi temporanei dovuti ai riaccrediti del 2005, con un trend di circa 700 autorizzazioni annue orientato a crescere;

un gruppo di 11 enti autorizzati per le adozioni internazionali recentemente ha chiesto, attraverso una lettera al Presidente del Consiglio Romano Prodi e al ministro Rosy Bindi, una convocazione urgente in relazione alle problematiche che gli enti stessi stanno vivendo a proposito del riaccreditamento con la Federazione Russa anche in considerazione del fatto che ad oggi non ci sarebbero certezze sul futuro delle adozioni nella Federazione Russa;

da marzo 2007, infatti, gli enti italiani non hanno più avuto la possibilità di operare con le adozioni internazionali nella Federazione Russa in conseguenza dell'accreditamento scaduto;

i documenti per la richiesta di rinnovo dell'accreditamento sono stati depositati dagli enti italiani al Ministero russo dell'educazione e della scienza entro giugno 2007, secondo i tempi e le modalità previste dal regolamento russo. Tuttavia, scaduti i tre mesi dalla presentazione delle pratiche previsti dalla legge russa, nessun ente italiano risulterebbe essere stato riaccreditato;

di conseguenza, è noto che da oltre un anno nessuna famiglia italiana può depositare domanda di adozione nella Federazione Russa, essendo scaduti gli accrediti di tutti gli enti italiani;

risulterebbe diversa la situazione relativa agli accrediti per gli enti di Stati Uniti, Francia, Spagna: lo scorso luglio il Ministero russo ha rilasciato, infatti, 16 accreditamenti rispettivamente a 7 enti americani, 2 francesi, 5 americani, uno israeliano, uno spagnolo;

la Federazione Russa, rinnovando gli accrediti agli enti di altre nazioni, lascerebbe intendere che ad oggi l'Italia non abbia lo stesso potere politico né dell'America né di altri Paesi europei, come Francia e Spagna, che da sempre avrebbero un rapporto privilegiato con le autorità in questione. Infatti ogni anno questi Paesi godrebbero di tempi di riaccreditamento molto più rapidi rispetto a quelli riservati agli enti italiani e, ad oggi, inspiegabilmente, non emergerebbe alcuna intenzione concreta da parte del Governo russo di procedere al riaccredito degli enti italiani;

gli Stati Uniti ed altri Paesi europei avrebbero attivato contatti ai massimi livelli istituzionali, compresi i loro Ambasciatori, con il primo Ministro russo e con il titolare del Ministero degli interni e con quello dell'istruzione;

gli altri Paesi europei avrebbero inoltre attivato modifiche procedurali che consentano ai loro cittadini di depositare la documentazione adottiva anche in questa fase. Analoga richiesta, peraltro ignorata, sarebbe stata presentata dagli enti italiani presso la CAI (Commissione adozioni internazionali);

tra pochi giorni inizierà la campagna per le elezioni della Duma e i Ministeri oggi interessati alle pratiche di accredito sospenderanno di fatto questo tipo di attività. Dopo l'elezione della Duma e le successive vacanze di fine anno si arriverà molto vicino alla campagna per l'elezione del Presidente ed è facile comprendere che i problemi degli enti italiani passeranno in secondo piano nell'agenda dei lavori,

si chiede di sapere:

a quale punto sia giunto il percorso di stipula di accordo bilaterale tra i 2 Paesi che avrebbe dovuto semplificare le procedure di adozione in Russia da parte di famiglie italiane;

quali altre eventuali iniziative siano state messe in atto dal Governo e dai Ministri competenti per sbloccare l'oggettiva situazione di stallo;

se non si ritenga urgente un intervento concertato da parte del Governo italiano per evitare che vengano compromesse le legittime aspirazioni ad avere una famiglia di migliaia di bambini in stato di abbandono e le aspettative di centinaia coppie che da molto tempo attendono invano di poterli accogliere.

(4-03018)

ALFONZI, TURIGLIATTO, EMPRIN GILARDINI - Ai Ministri della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

nel mese di settembre 2007 in occasione della terza conferenza regionale sull'amianto del Friuli, è emerso che ad oggi giacciono migliaia di domande di lavoratori esposti all'amianto, appartenenti alla cantieristica navale e ai settori marittimo ed aereo, che non hanno ottenuto il riconoscimento, mentre i lavoratori morti di mesotelioma (560 soltanto per Monfalcone e Trieste) non hanno ottenuto giustizia, con procedimenti ancora in sede di indagini preliminari, se non estinti per prescrizione; il rappresentante dell'INAIL, intervenuto alla conferenza aveva altresì preannunciato l'istruttoria delle domande, mentre analogo impegno era stato assunto dal Ministero del lavoro nel dicembre 2006 per le domande dei marittimi (rimesse all'Ipsema);

per la Good Year di Cisterna in provincia di Latina è emerso che i dati forniti dalla ASL sono stati smentiti dal Tribunale; gli organi di controllo della medesima ASL hanno permesso alla Good Year Italia, succursale della Good Year America, di svolgere la sua attività, esponendo migliaia di dipendenti a concentrazioni di amianto oltre lo 0,1 ff/cc, fino al mese di marzo 2001, in chiara ed evidente violazione di tutte le norme in materia; nel frattempo, oltre 150 operai sono deceduti per patologie tumorali legate all'uso dell'amianto e di altre sostanze cancerogene,

si chiede di sapere:

quale piano di risanamento ambientale si intenda predisporre per bonificare il territorio dall'amianto e tutelare la salute dei cittadini, nei siti del Friuli-Venezia Giulia, e in particolare al porto di Trieste, dove è ancora presente l'amianto, e per i resti dello stabilimento Good Year Italia di Cisterna e in altri siti della provincia di Latina;

quali iniziative si intendano intraprendere nei confronti della ASL di Latina che avrebbe dovuto vigilare sullo stabilimento Good Year di Cisterna, affinché i dipendenti non fossero esposti, in palese violazione delle norme regolatrici della materia;

quali misure si intendano adottare affinché le domande di riconoscimento dei benefici contributivi, già depositate da anni, siano definite e portate a termine e per quali motivi tali pratiche non sono state finora istruite.

(4-03019)

ALFONZI, TURIGLIATTO, ALLOCCA, EMPRIN GILARDINI - Ai Ministri della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

il 27 ottobre 2007 nel comune di Castelnuovo Val di Cecina (Pisa), sulla strada regionale 439, e precisamente sul tratto che da Castelnuovo conduce a Pomarance, un camion ha urtato un vapordotto, polverizzando la coibentazione costituita da amianto; il vapordotto alimenta la centrale ENEL situata a Castelnuovo Val di Cecina nel tratto di un collettore che riceve il vapore da cinque pozzi geotermici della zona; la strada regionale è stata inderdetta al traffico e cinque pozzi geotermici sono stati momentaneamente chiusi;

in uno studio dell'Università di Milano (Chiappino, Venerandi) dal titolo "L'erosione delle coperture di cemento amianto: un'importante sorgente di inquinamento ambientale", pubblicato in "Medicina del Lavoro 1991" (82,2; 99-121), si dice, tra l'altro, che "a due anni la liberazione delle fibre diventa evidente (...) a cinque anni i fenomeni di corrosione sono molto avanzati con presenza di crateri profondi e confluenti, fasci di fibre talora compatti, talora sfrangiati a ciuffo ad opera del vento che generano ammassi di cifre relativamente fini (...) a dieci - quindici anni ed oltre il quadro della corrosione è imponente: le alterazioni sono sostanzialmente analoghe in tutti i campioni esaminati";

in Val di Cecina il 31 luglio 2007 si è svolta una riunione tra i Comuni, ENEL, ASL, Comunità montana e Corpo forestale dello Stato presso la Comunità montana di Pomarance, che ha avuto come tema la presenza di amianto sul territorio; nella riunione è stata focalizzata l'attenzione sui possibili interventi da intraprendere per rimuovere l'amianto dai vecchi vapordotti ancora in esercizio, anche prendendo in considerazione il rischio enorme che un eventuale danneggiamento alle tubazioni in pressione potrebbe comportare per persone, lavoratori, ad oggi ancora esposti (come accertato dalla Corte d'appello di Firenze con sentenza del luglio 2007) oltre il limite dello 0,1 ff/cc, e per la popolazione, in palese violazione di tutte le norme specifiche e di precetti costituzionali,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto;

quali provvedimenti intendano intraprendere per rimuovere l'amianto dai vecchi vapordotti della Val di Cecina;

se abbiano valutato di predisporre un piano di risanamento ambientale che bonifichi il territorio dalla presenza di amianto e tuteli la salute dei cittadini;

se non ritengano che la presenza dell'amianto nei tubi dei vapordotti che trasportano il vapore dai pozzi alla centrale ENEL costituisca una minaccia per lo sfruttamento dei pozzi geotermici, fonte di energia pulita;

se abbiano valutato che la bonifica e la dismissione di tali vapordotti possa incentivare la produzione di calore per riscaldamento, con la possibilità di intraprendere in un'area territorialmente vasta la promozione di nuove energie rinnovabili, la creazione di nuovi posti di lavoro e l'abbattimento di emissioni di anidride carbonica.

(4-03020)

BULGARELLI - Al Ministro della giustizia - Risultando all'interrogante che:

in data 23 ottobre 2007, il Ros (Raggruppamento operativo speciale) dei Carabinieri ha arrestato a Perugia, nell'ambito dell'operazione denominata "Brushwood", cinque giovani: Michele Fagiani (20 anni), Andrea Di Nucci (20 anni), Dario Polinori (21 anni), Damiano Corrias (25 anni) e Fabrizio Reali Roscini (42 anni); a quanto si apprende dagli organi di stampa, gli investigatori riterrebbero che i giovani abbiano dato vita a una "pericolosa cellula" anarco-insurrezionalista, il cui "programma criminoso" si inquadrerebbe "in un più ampio progetto sovversivo ideato e già avviato dalla Fai, Federazione anarchica informale";

nel corso dell'operazione non sarebbero stati rinvenuti armamenti di alcun tipo e gli unici materiali sequestrati risultano essere apparecchiature informatiche e altro materiale documentale, ora al vaglio degli inquirenti;

anche riguardo ai reati contestati agli arrestati esisterebbero solo indizi, prevalentemente derivanti da intercettazioni telefoniche e ambientali, dalle quali si desumerebbero possibili connessioni con alcuni episodi accaduti in passato, come l'invio alla presidente della regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, nello scorso mese di agosto, di una busta contenente due proiettili e l'invio di un volantino di rivendicazione contenente minacce di morte firmato Coop-Fai; gli indagati sarebbero inoltre accusati del danneggiamento di un cantiere edile, di vilipendio e ingiurie nei confronti delle istituzioni dello Stato e dei suoi rappresentanti, istigazione a delinquere, furto e procurato allarme; tutti reati che, secondo quanto si apprende dagli organi di stampa e dalle dichiarazioni degli avvocati difensori, non sarebbero al momento ascrivibili con certezza agli indagati e che comunque paiono insufficienti a configurare l'appartenenza degli stessi a un ampio progetto sovversivo;

del resto, lo stesso Vicecomandante nazionale dei Ros, gen. Giampaolo Ganzer, avrebbe dichiarato che "pur non essendoci ipotesi concrete sugli obiettivi futuri del gruppo non era difficile prevedere l'innalzamento del livello di scontro", e che "la cellula umbra, già strutturata, era in fase di crescita e l'apparente spontaneismo rientrava all'interno di una progettualità più ampia"; i cinque arrestati sono stati inoltre definiti "giovani in fase di crescita e di formazione ideologico operativa che costituiscono una componente di una certa pericolosità", anche se soltanto uno ha precedenti legati a reati riconducibili all'ordine pubblico; inoltre, in data 6 novembre 2007, il p.m. titolare delle indagini, dott.ssa Manuela Comodi, ha concesso gli arresti domiciliari a uno dei cinque indagati, il sig. Fabrizio Reali Roscini,

si chiede di sapere:

se effettivamente a carico degli indagati esistano, al momento, soltanto indizi riguardanti le ipotesi di reato sopra menzionate e in base a quali deduzioni si ritenga che esse siano bastevoli a configurare l'esistenza di un progetto sovversivo;

se, in assenza di evidenze probatorie, in considerazione della mancanza di precedenti penali per i quattro giovani attualmente detenuti e della concessione degli arresti domiciliari al sig. Fabrizio Reali Roscini, non si ritenga opportuno disporre analoga misura per tutti gli inquisiti.

(4-03021)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:

  

9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare):

 

3-01055, della senatrice De Petris, sull'attuazione del Piano d'azione nazionale per l'agricoltura biologica e i prodotti biologici.