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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 242 del 06/11/2007


VEGAS (FI). Presidente, approfitto del primo emendamento 2.Tab.2.1 per proporre un'illustrazione complessiva dei criteri che ci hanno guidato alla compilazione di questi emendamenti. Volevamo verificare per via emendativa se effettivamente fosse vero che la cosiddetta nuova struttura del bilancio avrebbe portato una migliore conoscenza e anche un migliore grado di emendabilità, in sede parlamentare, delle relative appostazioni.

Il lavoro che abbiamo svolto consiste nella redazione di alcuni emendamenti riduttivi e di altri compensativi tra tabelle, al fine di diminuire la spesa destinata al funzionamento, per favorire la spesa per le singole missioni.

Ma in realtà, facendo questo lavoro, abbiamo scoperto che un po' pirandellianamente tutto è cambiato perché nulla cambiasse. Infatti, se guardiamo alla sostanza, sono rimaste vecchie unità previsionali di base, ancorché distribuite in modo diverso, ma il limite di emendabilità contenuto nel bilancio è stretto esattamente come prima.

Il bilancio dimostra di essere uno strumento rigido, che fotografa il dare e l'avere della spesa pubblica. Esso non consente quindi quel grado di elasticità che invece sarebbe indispensabile per realizzare veramente una differenziazione per funzioni o per missioni della spesa pubblica, per consentire al Parlamento e ai cittadini di capire se è più importante sviluppare, ad esempio, la spesa nel settore della difesa rispetto a quella dell'istruzione o viceversa. Ciò non è consentito con questo tipo di bilancio.

Questo è il frutto dell'esercizio che abbiamo compiuto, che dimostra come ancora una volta la parte manovrabile è modestissima, la finanziaria lavora al margine per entità risibili rispetto al complesso della spesa pubblica e quindi tutto l'insieme del meccanismo è poco agile e non consente di intervenire per far svolgere alla spesa pubblica i suoi compiti. In sostanza, questa è la dimostrazione di quel pachiderma inchiodato ed immobile che è l'amministrazione pubblica nel suo complesso. Se non si interviene con strumenti nuovi e diversi, non riusciremo a risolvere i più importanti problemi di funzionamento dello Stato.

Detto questo, riteniamo - ne è la dimostrazione questo tentativo di emendamento - che ciò che è stato fatto sia una sorta di maquillage che potrebbe avere significato se si proseguirà l'iter. Per fare questo bisogna però passare a un bilancio economico e non rimanere a un bilancio finanziario, com'è quello attuale. Bisogna modificare la struttura, forse fino a livello costituzionale, dei conti pubblici, dando, ad esempio, maggiore risalto al rendiconto.

Un'ultima notazione riguarda l'operazione compiuta negli ultimi mesi con la cosiddetta spending review, operazione credo più di immagine che di sostanza. Infatti, quando si fa un'analisi di carattere finanziario-economico delle spese di bilancio certo si aggiungono elementi conoscitivi, ma manca l'elemento fondamentale, un elemento di carattere giuridico, perché il nostro bilancio lavora sulla base di autorizzazioni legislative, che costituiscono quasi il 90 per cento del complesso della spesa.

La spending review, per avere un senso, deve essere impostata sulla ricognizione degli effetti quantitativi e finanziari delle disposizioni legislative e, sulla base di queste, intervenire per modificarle o per cancellarle. Bisogna quindi arrivare a una sorta di clausola di sunset legislation, di legislazione del tramonto, nella quale si delinea anche la fine dell'efficacia di norme giuridiche, altrimenti non si riesce a ridare elasticità e manovrabilità al Governo ed al Parlamento e conoscibilità al Paese dello strumento di bilancio, che resterebbe altrimenti uno strumento inutilizzabile.

Queste le mie argomentazioni per illustrare gli emendamenti che ho presentato e che mirano a ridare quel margine di elasticità, talmente minimo però da essere quasi risibile. È lo strumento ad essere invecchiato e su di esso credo che bisognerà operare un ripensamento, a prescindere dall'appartenenza alla maggioranza o all'opposizione. Infatti, come si è dimostrato, dopo tutte le finanziarie ci si lamenta dell'incapacità dello strumento di essere utile al Paese ed ogni anno si ripetono gli stessi errori. (Applausi del senatore Baldassarri).