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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 242 del 06/11/2007


PADOA-SCHIOPPA, ministro dell'economia e delle finanze. Signor Presidente, onorevoli senatori, ho seguito il dibattito dagli schermi televisivi durante la mia giornata di lavoro al Ministero. La mia replica consisterà di breve considerazioni generali e di risposte specifiche ad alcune delle questioni sollevate.

I disegni di legge finanziaria e di bilancio per il triennio 2008-2010 approdano all'Aula del Senato dopo una costruttiva discussione della competente Commissione.

Rispetto allo scorso anno, è migliorata la struttura del disegno di legge finanziaria, che si presenta più snella nella forma e più ordinata nei contenuti. Specularmente al bilancio dello Stato, la finanziaria è ora strutturata per missioni, permette un'immediata valutazione delle risorse complessivamente disponibili per perseguire le finalità di pubblico interesse. La struttura non è certo perfetta, andrà forse modificata in alcune parti, ma, come ha sottolineato efficacemente la senatrice Menapace e come hanno sottolineato altri parlamentari, anche dell'opposizione, il Parlamento e il Governo sono ora in condizione di governare meglio gli eventi contenuti nei documenti finanziari.

La Commissione bilancio ha lavorato, nelle scorse settimane, sul testo uscito dal Consiglio dei ministri. Sono stati rispettati i tempi, e di questo ringrazio il Presidente della Commissione e il relatore. Si è svolta una discussione pacata nei toni e costruttiva nei contenuti, che ha portato ad individuare alcuni qualificati emendamenti. Questi permettono di meglio soddisfare esigenze su cui il Governo, nella struttura originaria del disegno di legge, non aveva mostrato la stessa sensibilità della Commissione.

Il passaggio parlamentare della manovra di bilancio è momento essenziale e non sostituibile della vita di una democrazia; procedure diverse, che pure sono presenti nelle esperienze di alcuni Paesi europei, non mi paiono da imitare. La manovra di bilancio viene preparata sempre, purtroppo, in maniera concitata. La mancanza della necessaria riservatezza e l'esiguità dei tempi impongono che il documento venga approntato prima che siano del tutto esaurite le necessarie interlocuzioni politiche e sociali. Il passaggio parlamentare permette allora una riflessione adeguata ed un dibattito approfondito, che favoriscono il miglioramento del documento.

I problemi ai quali il bilancio e la finanziaria devono dare risposte sono molti, eterogenei, complessi; la maggior parte di essi ruota intorno al tema della crescita economica. Ho insistito più volte sulla sottocapitalizzazione del Paese, sulla necessità di interventi di politica economica che favoriscano gli investimenti produttivi e permettano una crescita economica più sostenuta. Ma non c'è crescita senza stabilità macroeconomica, senza conti pubblici sani e sostenibili. L'avanzo primario che si era azzerato nel 2005 si è riformato, raggiungendo nel 2007 il 2,5 per cento. Il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo ha ripreso a scendere e l'obiettivo di portarlo sotto il 100 per cento è a portata di mano: è questo il migliore investimento per il futuro. Un debito in calo significa minore spesa annua per interessi, più investimenti produttivi, la possibilità di ridurre la pressione fiscale sui cittadini che pagano onestamente le tasse.

Il Paese ha poi bisogno di colmare un deficit di equità, che ha portato negli ultimi anni l'aumento della povertà relativa, che ha allargato il divario tra lavoratori stabili e precari, senza un adeguato sistema di tutele, che ha lasciato pressoché invariato il divario territoriale.

Crescita, risanamento, equità: l'azione del Governo si muove lungo queste tre linee contemporaneamente e ciò rende complesso ogni disegno di legge finanziaria. Come ebbi modo di dire qui il 3 ottobre, è questo il modo per operare oggi guardando al futuro. Ma intervenire in maniera strutturale richiede tempo; non è una sola manovra finanziaria a poter risolvere difficoltà che si sono accumulate nel corso di anni.

Sono direttamente impegnato nel migliorare la qualità della spesa pubblica. Circa 500 miliardi di euro sono iscritti nel bilancio pubblico sulla base delle leggi esistenti. La finanziaria rappresenta non più del 2-3 per cento di questa ingente massa di risorse. La finanziaria non è il solo strumento che può significativamente incidere. Servono una migliore programmazione delle risorse esistenti, una gestione orientata ai risultati, un'analisi e revisione critica dei programmi di spesa per riorientare le risorse - questo sì con la finanziaria - verso iniziative ritenute prioritarie.

Vengo ora ad alcune osservazioni su punti specifici sollevati da onorevoli senatori durante il dibattito in Aula.

Il senatore Maninetti osserva che il «Libro verde sulla spesa pubblica», da me presentato all'inizio di settembre, è rimasto lettera morta. Il Libro verde indica un percorso di innovazione culturale e amministrativa e un approccio diverso alla spesa pubblica: mostra che spendere meglio è possibile. Non mi meraviglio allora che in un mese il Libro verde non abbia dato pienamente i suoi frutti; mi meraviglio, invece, che nei cinque anni della legislatura precedente non si sia sentita la necessità di lavorare lungo la direzione del miglioramento della qualità della spesa.

Il senatore Sterpa si augura di tornare alla legge di bilancio e di mandare in soffitta la finanziaria. Egli sa che questo è anche l'auspicio da me espresso durante l'intervento del 3 ottobre, ma il senatore Sterpa sa anche che questo è un cammino lungo. Il libro verde - spero che egli me ne dia atto - fornisce materiali conoscitivi indispensabili per muoversi in quella direzione.

La manovra di bilancio esce dal lavoro svolto in Commissione intatta nella sua struttura e nei suoi interventi principali. Si confermano gli obiettivi per il 2008: un rapporto tra deficit e prodotto interno lordo al 2,2 per cento, in linea con gli impegni concordati in sede europea. Questo ci pone ben al di sotto della soglia massima del 3 per cento fissata dal Trattato di Maastricht e ci fa sperare nella chiusura della procedura di deficit eccessivo.

Ho notato con soddisfazione che diversi interventi in quest'Aula, tra i quali quelli del senatore Banti e del senatore Ria, hanno evidenziato l'importanza della ricostituzione dell'avanzo primario. Al senatore Curto, il quale afferma - cito testualmente - che abbiamo "dilapidato i vari tesoretti determinati dalla politica virtuosa del precedente Governo", mi permetto di far osservare che quella politica non è stata virtuosa e che non vi è stata nessuna dispersione di risorse finanziarie nel 2007.

Il decreto di luglio e quello di settembre hanno permesso di rimettere in moto le amministrazioni pubbliche, di anticipare spese per infrastrutture che andavano in ogni caso sostenute, di aumentare le pensioni minime e di onorare gli impegni in tema di aiuto allo sviluppo. Il senatore Martone ci ricorda gli alti impegni in tema di cooperazione allo sviluppo.

Credo che gli interventi della finanziaria e del decreto-legge n. 159 che l'ha preceduta diano risposte importanti. In nessuno degli anni passati è stato fatto tanto quanto realizzato proprio in questi mesi. Il lavoro svolto sul testo del disegno di legge finanziaria nella Commissione bilancio, attraverso gli emendamenti approvati, ha rafforzato alcune componenti dell'azione di Governo e corretto, dal punto di vista tecnico, alcuni difetti, sempre presenti quando si predispone un documento complesso come la finanziaria. Vi è da parte mia un apprezzamento non formale al Presidente, al relatore e ai membri della Commissione per questo importante risultato.

Nuovi incentivi all'occupazione nel Mezzogiorno; potenziamento delle dotazioni di risorse umane in alcuni settori strategici, come la lotta all'evasione, la tutela dell'ambiente; il funzionamento della giustizia; conferma, anche per il 2008, dell'abolizione dei ticket sanitari; incremento del fondo per le non autosufficienze: sono queste le principali misure uscite dalla discussione della Commissione che vanno nella direzione tracciata dall'azione del Governo di coniugare l'efficienza e il rigore con l'equità sociale.

Tutte le iniziative contenute nel disegno di legge hanno copertura finanziaria, così come previsto dalla Costituzione. Si tratta più precisamente delle questioni attinenti l'impatto sul saldo netto da finanziare, che riguarda il bilancio dello Stato, così come previsto dall'articolo 81 della Costituzione. Le voci che si sono sollevate in questi giorni in merito a presunte situazioni di non copertura - e mi riferisco in particolare all'emendamento che ha prorogato la sospensione fino a tutto il 2008 del ticket sull'assistenza ambulatoriale specialistica di 10 euro - sono favole strumentali e poco responsabili.

 

BALDASSARRI (AN). Allora perché manca la bollinatura?

 

PADOA-SCHIOPPA, ministro dell'economia e delle finanze. Riguardano più propriamente la stima degli effetti sull'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, che è un aggregato statistico. Ricordo all'Assemblea che l'effetto di qualsiasi provvedimento finanziario sull'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni è materia di stima, non è un dato certo, in quanto lo stesso concetto di indebitamento netto è una costruzione statistica basata su convenzioni internazionali.

Il deficit che si è creato nella scorsa legislatura e l'abnorme differenza tra fabbisogno di cassa e indebitamento netto che è stata evidenziata nella passata legislatura da parte di istituzioni nazionali ed internazionali sono la prova di quanto le stime possano essere fallaci. Abbiamo trovato un dissesto dei conti pubblici; stiamo faticosamente operando per correggerlo. (Commenti dai banchi dell'opposizione).

 

BALDASSARRI (AN). Tira fuori i numeri!

 

STRACQUADANIO (DCA-PRI-MPA). Basta!

 

PRESIDENTE. Per favore, colleghi, il Governo ha il diritto di replicare. Si è svolto un dibattito vivacissimo, giustamente, di critica: il Ministro ha il diritto di replicare.

 

FERRARA (FI). Ne sta dicendo troppe, signor Presidente.

 

PRESIDENTE. Vi prego, colleghi.

 

PADOA-SCHIOPPA, ministro dell'economia e delle finanze. Dicevo che abbiamo trovato un dissesto dei conti pubblici e che stiamo faticosamente operando per correggerlo. (Vivaci proteste dai banchi dell'opposizione. Applausi dai banchi della maggioranza).

 

STRACQUADANIO (DCA-PRI-MPA). Basta! Non è vero!

 

IZZO (FI). Signor Presidente, non deve provocare.

 

PRESIDENTE. Per favore, colleghi. Signor Ministro, prosegua.

 

PADOA-SCHIOPPA, ministro dell'economia e delle finanze. Mi pare che il concetto sia chiaro.

Ho letto alcune insinuazioni di stampa. Con la Ragioneria generale dello Stato, uno dei quattro Dipartimenti in cui si articola il Ministero dell'economia e delle finanze, c'è un'intensa e proficua interlocuzione, quale è possibile tra persone cresciute nella stessa cultura ed educazione al senso dello Stato.

 

BALDASSARRI (AN). Perché manca la bollinatura, allora?

 

PADOA-SCHIOPPA, ministro dell'economia e delle finanze. L'insieme delle iniziative contenute nella manovra finanziaria è rimasto intatto dopo il passaggio nella Commissione bilancio e per questo ritengo superfluo ripercorrere tutto il disegno di legge. Cito solo alcuni punti sui quali la Commissione è intervenuta con miglioramenti.

Inizia la restituzione fiscale: l'aumento della detrazione ICI sulla prima casa, il bonus per i soggetti a basso reddito e i loro familiari, le diverse agevolazioni fiscali predisposte con la manovra sono possibili grazie all'azione di contrasto all'evasione fiscale. Sono d'accordo con la senatrice Pellegatta che il potenziamento della lotta all'evasione è un'importante innovazione introdotta nel testo originario della finanziaria. Va poi ricordato l'importante emendamento approvato dalla Commissione, che destina l'eventuale gettito aggiuntivo alla riduzione della pressione fiscale sui lavori dipendenti.

Il disegno di legge finanziaria fornisce anche una prima risposta, forse ancora parziale, alla riduzione dei costi della politica. Il lavoro in Commissione ha introdotto la riduzione del numero dei membri del Governo in modi e forme compatibili con la Costituzione e ringrazio il senatore Villone per averlo ricordato in quest'Aula.

Anche le modifiche apportate dalla Commissione ad alcune norme, in particolare quelle sulle comunità montane, hanno mantenuto il senso complessivo degli interventi, malgrado ciò che ha affermato questo pomeriggio il senatore Saia. Il tema dei costi della politica è complesso e differenziato - come ha sottolineato il senatore Perrin - non tutti i costi sono sintomo di inefficienza: questo vale per i consigli circoscrizionali, per le indennità parlamentari, per il numero dei consiglieri comunali.

Sottolineo, per inciso, che l'intervento proposto dal Governo e perfezionato dalla Commissione in merito alle Comunità montane ha l'obiettivo di ridurre i costi impropri delle strutture per destinare i risparmi in favore dei territori montani, attraverso l'aumento del Fondo per la montagna; fondo che era stato prosciugato nel corso della precedente legislatura.

Per lo sviluppo del Mezzogiorno, utilizzando risorse già stanziate con il Fondo per le aree sottoutilizzate, l'emendamento approvato in Commissione prevede per il 2008 un credito d'imposta per l'assunzione a tempo indeterminato nel Mezzogiorno, superiore ai 4.000 euro l'anno per lavoratore e queste somme diventano quasi 5.500 euro l'anno nel caso di assunzione di donne: rispettivamente, oltre 330 euro al mese e oltre 415 euro al mese.

L'utilizzo di strumenti automatici riduce la burocrazia connessa all'erogazione discrezionale di incentivi, pone tutte le imprese sullo stesso piano, permette la crescita dell'occupazione a tempo indeterminato, soprattutto delle donne. Va anche ricordata l'aumentata efficienza dell'utilizzo delle risorse, facendo confluire quelle del FAS nel quadro strategico nazionale e attivando - lo sottolineo - 100 miliardi di euro fino al 2013.

Vi è poi il capitolo sicurezza, tema che è al centro del dibattito nel Paese in questi giorni. La finanziaria interviene stanziando risorse aggiuntive per i Carabinieri, per la Polizia di Stato, ma anche per chi opera a tutela del territorio e dell'ambiente: i Vigili del fuoco e il Corpo forestale dello Stato. È chiaro che senza risorse finanziarie non si fa lotta alla criminalità e il Governo ha mostrato, nei limiti dei vincoli di bilancio, un impegno e uno sforzo straordinari; inoltre, la stessa Commissione bilancio ha rafforzato e incrementato le risorse disponibili. Tuttavia, è altrettanto certo che la lotta alla criminalità richiede anche, come tutti i settori della pubblica amministrazione, un continuo sforzo per individuare le migliori pratiche che si realizzano quotidianamente nell'operare delle forze dell'ordine e applicarle a tutte le realtà diffuse nel territorio.

Infine, vorrei sottolineare l'attenzione alle problematiche dell'ambiente. Una politica economica che guarda al futuro deve tutelare le proprie risorse naturali e ambientali. Tra le iniziative contenute nel disegno di legge finanziaria ricordo la conferma degli stanziamenti per Kyoto, la creazione di nuovi parchi urbani, le misure per il contrasto al dissesto idrogeologico, gli ampi sgravi fiscali per le spese di ristrutturazione delle abitazioni secondo criteri di ecoefficienza. In quest'ambito rientrano anche gli interventi citati dalla senatrice Donati per migliorare la mobilità dei centri urbani. Sono risposte concrete a esigenza non più procrastinabili di una migliore qualità dell'ambiente.

Signor Presidente, onorevoli senatori, il Governo ha attentamente ascoltato i lavori di quest'Aula e ne ha apprezzato i toni costruttivi da parte sia delle forze di maggioranza sia di quelle di opposizione. Credo che questo sia segno di piena consapevolezza del Parlamento, del cambiamento in corso nel Paese, della fine della contrapposizione ideologica e della forte richiesta che viene dai cittadini di dare risposte concrete e tempestive a problemi reali.

I disegni di legge finanziaria e di bilancio in discussione sono tasselli dell'azione intrapresa dal Governo per il risanamento economico, per ridurre la disuguaglianza sociale, per garantire una crescita del Paese sostenibile oggi e nei prossimi anni.

Abbiamo coniugato le molteplici esigenze del Paese guardando all'oggi, ma non meno al domani. Non abbiamo moltiplicato i pani e i pesci. Più modestamente abbiamo cercato di usare nella maniera più ragionevole le risorse disponibili.

Spero che il Parlamento lavori per migliorare ulteriormente il testo uscito dalla Commissione bilancio, nel rispetto dei tempi previsti e in modo che si possa avere un ordinato iter per l'approvazione del disegno di legge, senza ricorrere al voto di fiducia. (Applausi dai Gruppi Ulivo, RC-SE, IU-Verdi-Com, SDSE, Aut, Misto-IdV e Misto-Pop-Udeur).